martedì 11 maggio 2010

SBIRRI MERDE

Nonostante la repressione poliziesca dettata dal regime di destra stia mietendo sempre più vittime è da segnalare pure il fatto che la voce contro,di chi denuncia e lotta,di chi non sta zitto e subisce ma alza la testa e combatte si fa sentire sempre di più anche se i massmedia(al contrario di quel che afferma il premier cerebroleso)dittatoriali cercano di smorzare i toni.
Ma evidentemente quando i fatti sono troppo grandi ed alla luce del sole,ovvero talmente lampanti visto che ci sono video e parecchie testimonianze a carico,neppure i telegiornali del padrone e su tutti Tg4,Studio Aperto e il Tg1 non possono non dare risalto a notizie come quella del pestaggio di Stefano Gugliotta,il ragazzo massacrato senza motivi da vari sbirri a Roma.
Ed è fortunato questo giovane che ancora può parlare visto che altri ragazzi come Federico Aldrovandi,Marcello Lonzi e Stefano Cucchi non possono più farlo ma per loro parlano i loro genitori,parenti ed amici:inizi di pestaggi banali come quelli accaduti mercoledì scorso hanno purtroppo avuto esiti tremendi e tragici negli ultimi anni,culminati con la morte dei torturati.
Il video di YouTube documenta il pestaggio commentato dal Tg3 di oggi dove parla pure un sindacalista degli sbirri che chiaramente davanti alle telecamere parla d'indignazione verso i poliziotti picchiatori ma che comunque aspetta l'evolversi delle indagini intanto che Stefano è ancora in carcere tutto rotto per niente,e pure il boss Manganelli parla di sicure punizioni verso i colpevoli"se"verranno accertati abusi di potere...insomma abbiamo già capito che si troverà qualche capro espiatorio per queste merde in divisa che nulla pagheranno per l'oltraggio perpetrato ai danni di una persona incolpevole.
Da aggiungere il fatto rimarcato pure dai legali della vittima dove si evidenzia il fatto che il giovane sia incensurato a difetto di quello detto dalla questura...embè che importa se una persona sia stata o meno già giudicata?Cosa ne sanno gli sbirri che nemmeno hanno chiesto un documento d'identità ed hanno cominciato subito a manganellare?
Uno degli innumerevoli articoli sparsi in Internet in questi giorni riguardanti il caso Gugliotta è quello del Corriere preso da Indymedia.Lombardia,telecamere installate ma anche video di telefonini o macchine fotografiche stanno sempre più diventando un'arma a doppio taglio per chi voleva più sicurezza per le strade,col passare del tempo si può confermare che i veri criminali sono quelli in divisa!

Sul pestaggio di Roma.

In cella dopo il pestaggio : «Intervenga il governo». Il ragazzo del video: non so perché sono qui. La visita di Idv e Radicali. Il capo della polizia: subito un'ispezione.
ROMA - «Ho sbagliato: non portavo il casco. Il pub era lì vicino e pensavo che non ci avrei messo tanto: pagherò la multa. Ma c’era davvero bisogno di picchiarmi?». Stefano Gugliotta ha lo sguardo di chi non capisce cosa stia accadendo. Di chi, come spiega lui stesso, «non sa perché si trova in carcere». Su un lettino del centro clinico di Regina Coeli, il ragazzo di 25 anni arrestato mercoledì scorso per gli scontri dopo Roma-Inter risponde alle domande del senatore dell’ivd Stefano Pedica. Sorride ogni tanto, ma non riesce a mascherare il nervosismo. «Con lo stadio non c’entro — giura — non c’ero nemmeno andato. Ho cenato a casa con i miei genitori e sono uscito all’inizio del secondo tempo per festeggiare il compleanno di mio cugino. Loro, i poliziotti, non mi hanno chiesto nemmeno i documenti».
Ma ci sarebbe di più. «Al ragazzo— rivela il senatore Pedica, che oggi andrà dal pm — i poliziotti avrebbero chiesto di firmare un foglio con una "x" già sbarrata, dove si leggeva che avrebbe rifiutato visite mediche supplementari, ma lui si è opposto. Solo dopo ha potuto firmare un foglio con le caselle ancora vuote». Un comportamento «che fa riflettere», commenta Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. Gugliotta ha un dente rotto, una ferita alla testa suturata con sei punti e diversi segni di colpi inferti con un corpo contundente su schiena, braccia e fianchi.
«Mio figlio non dorme, la ferita alla testa fa impressione— precisa la madre, Raimonda —. Mi ha raccontato che mentre lo picchiavano avevano la bava alla bocca». A Regina Coeli, secondo Mario Staderini, dei Radicali, c’è un altro ragazzo, un tifoso, con lesioni a una vertebra dopo essere stato investito da un’auto della polizia. «Quella sera— ricordano gli amici degli altri 8 arrestati — i poliziotti davano la caccia a un ragazzo con il giubbotto rosso che da uno scooter aveva tirato dei sassi contro di loro». Una descrizione che poteva rimandare a Gugliotta.
Il suo avvocato, Cesare Piraino, ha consegnato una memoria al pm Francesco Polino nella quale si chiede di identificare tre agenti, tra i quali un funzionario. Il legale del giovane (che ha un precedente per rapina e una segnalazione per consumo di droga seguita a un incidente) ha depositato anche un elenco di 14 persone pronte a testimoniare e consegnato al magistrato i due video. «C’è un’inchiesta in corso. Il questore Caruso ha detto che saranno verificate le responsabilità, se ci sono», ha spiegato il ministro dell’Interno Maroni, che assicura: «I responsabili saranno puniti». Oltre ai Radicali e al Pd, che con due interrogazioni hanno chiamato in causa il governo, interviene Paola Frassineti (Pdl), vicepresidente della commissione Cultura e Sport della Camera: «Si è trattato di un brutale pestaggio». E in Questura, su impulso del capo della polizia Antonio Manganelli, è già partita «una rigorosa attività ispettiva » , per verificare eventuali «eccessi e abusi che saranno perseguiti e sanzionati».

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