giovedì 6 maggio 2010

ATENE E L'EUROPA

Gli scontri di Atene non hanno lasciato indifferenti i massmedia mondiali che quando c'è puzza di morte si avventano come avvoltoi sulle carcasse di uno Stato sull'orlo di una guerra civile e non s'interessavano dei greci quando la destra era al comando e a furia di speculazioni s'indebitava e nessuno dei maggiori mezzi d'informazione aveva detto nulla.
Ora che il vaso ha traboccato e di tanto tutti si sono precipitati nella capitale ellenica per vedere di sfruttare la crisi greca che sta tirando giù altri stati europei come Spagna,Portogallo ed Irlanda...e pure l'Italia non sarà immune da questa tragedia che nessuno vuole pagare(i responsabili se ne lavano ampiamente le mani restando nell'oscurità)e di sicuro io la crisi loro non voglio nemmeno pensare minimamente a sborsare qualcosa!
L'articolo tratto da"Senza Soste"apre scenari devastanti che interesseranno molti paesi europei compreso il nostro intanto che i politicanti se la ridono quasi dicendo che questa nuova crisi non ci sfiorerà nemmeno...vedremo!

Oggi in Grecia domani in Italia?

Sappiamo come verranno utilizzati dai media internazionali i tre morti, tragico effetto non desiderato, a seguito dell'assalto dei manifestanti alla Marfin Bank di Atene. A differenza delle migliaia di contadini afghani vaporizzati al suolo nei villaggi da parte degli aerei della Nato, velocemente rimossi dai media come effetti collaterali, questi tre morti saranno valorizzati non come drammatico frutto del caso ma come vittime della cieca violenza estremista contro l'ineluttabile "risanamento" dei bilanci dello stato greco.

I media internazionali sanno valorizzare il loro ruolo di produttori di notizie che costruiscono, su scala globale, gli argomenti utili a riconoscere necessità e legittimazione della gabbia d'acciaio della speculazione finanziaria che avvolge il pianeta. Nel nostro paese questi argomenti contro i manifestanti troveranno prima o poi accoglienza specie in quel genere di sinistra dove, da oltre vent'anni, la condanna isterica dei comportamenti di massa è precondizione per lo svolgersi di una carriera politica.Tuttavia l'esercizio di ricerca del mandante dei morti di Atene porta verso altri responsabili. Specie se per mandante si intende un responsabile, consapevole delle disastrose conseguenze dei propri comportamenti che si svolgono su scala sistemica.E non c'è miglior mandante, come in JFK di Oliver Stone, di colui che non porta il nome di una persona. Nel caso della Grecia il mandante di quello che stiamo vedendo si chiama Credit Default Swap (CDS), non una persona ma un prodotto finanziario che sta disintegrando il paese ellenico quasi quanto l'occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale.Il CDS visto con gli occhi del mondo reale è un prodotto strano. E' una sorta di polizza di assicurazione, reperibile sui mercati finanziari internazionali, che gli investitori contraggono quando investono su un titolo o un paese a rischio. Con gli occhi del mondo reale sembra evidente che sia gli investitori che gli assicuratori non hanno alcun motivo affinchè il paese o il titolo, sul quale hanno stipulato il CDS, fallisca. L'investitore, si pensa, perderebbe l'investimento mentre l'assicuratore dovrebbe pagare la polizza.Nel mondo finanziario le cose possono funzionare all'esatto contrario: esistono sterminate legioni di CDS la cui funzione è far guadagnare sia l'investitore che l'assicuratore proprio nel caso in cui il titolo o il paese, sui quali è stata stipulata l'assicurazione, fallisca. E questo avviene perchè i CDS sono venduti e scambiati su mercati del tipo over-the-counter, mercati la cui negoziazione si svolge al di fuori dei circuiti borsistici ufficiali per operazioni di compravendita di titoli che non figurano nei listini di borsa.All'interno di questi mercati over-the-counter, nella compravendita di CDS, si realizza la magia nera di assicurazioni che fanno guadagnare cifre stratosferiche, per entrambi gli stipulatori della polizza, nel caso in cui l'oggetto assicurato fallisca. E non stiamo parlando di mercati clandestini: per fare un esempio, il famoso Nasdaq, citato in ogni telegiornale che si rispetti, è un mercato over-the-counter.Si comprende quindi come una delle cause accelleratrici della crisi finanziaria del 2008 sia stata proprio la grande circolazione di CDS nei circuiti della finanza globale. Ha accumulato fortune infatti proprio chi ha scommesso sul fallimento di Lehman Brothers, sulla crisi della Royal Bank of Scotland (che ha quasi collassato le casse d'Inghilterra), sull'evaporazione di molti mutui americani sulla casa, sul crack dell'intera Islanda. Fortune che si riversano poi compulsivamente sulla speculazione successiva in un dispositivo di permamente creazione di ricchezza monetaria che è tale proprio perchè distrugge l'economia reale.All'inizio del 2009 i raduni del G-20, ufficialmente istituiti per salvare l'economia reale, avevano messo nel mirino la regolamentazione sia dei CDS e dei mercati over-the-counter. Ma la forza della pressione "diplomatica" della magia nera, di questi prodotti e di questi mercati finanziari, ha fatto in modo che il tema declinasse. Non solo, l'agenda Obama di regolamentazione di Wall Street ha subito, guarda caso, un brusco stop al senato degli Stati Uniti. Si comprende come. in questo mondo-ambiente di libertà di speculazione globale, i CDS circolino per il pianeta alla ricerca di un titolo, un fondo, un paese da far fallire.La Grecia in questo senso è un paese perfetto: altamente indebitato, corrotto (e quindi con una pessima immagine internazionale), penetrabile da ogni speculazione ma legata ad una unione monetaria continentale che può immettere masse di denaro a salvataggio non tanto dell'economia del paese ellenico ma dell'euro. Una preda pregiata per chi scommette sulla crisi della Grecia, e sulle difficoltà dell'euro, nelle miriadi di forme perverse permesse da sofisticati prodotti finanziari come i CDS (e tantissimi altri simili per i quali i CDS fanno da modello).Per questo i mandanti, consapevolmente tali, dei morti di Atene sono i CDS. E prima di tutto perchè lo strangolamento della Grecia è frutto di una strategia immanente ai mercati finanziari. La Grecia è stata "puntata" dalla speculazione internazionale già dal 2008. Addirittura ci sono giornali americani che sostengono che la Grecia faccia parte di un pacchetto di paesi contro i quali c'è un accordo speculativo tra banche d'affari con obiettivo finale il fallimento dell'euro.Inoltre va aggiunto che tanto più si drammatizza sul circuito delle notizie la crisi greca (e qui i morti sono una notizia perfetta), e di riflesso quella europea, tanto più titolo e borsa elleniche perdono di valore tanto meglio la speculazione globale guadagna.L'Unione Europea in generale, e la Germania nello specifico, hanno ben capito il tipo di dispositivo in atto. Intanto sono intervenute per salvare i prestiti delle banche tedesche in Grecia, e non la Grecia come recitano i Tg, e non si sono certo dimenticate di guadagnare a loro volta nell'operazione.Infatti quelli che i Tg e la stampa chiamano "aiuti" alla Grecia non rappresentano altro che un guadagno secco, grazie alla differenza tra tassi di interesse alla fonte e quelli praticata al paese indebitato, perpetuato da paesi come la Germania e l'Italia nel momento un cui si trasferiscono fondi allo stato ellenico.Poi, invece di invocare una regolazione di CDS e dei mercati over-the-counter, i paesi europei si sono messi a pianificare "regole più rigide" nei bilanci dei singoli stati. Il che significa che, di fronte alla speculazione finanziaria internazionale, i singoli stati (disossando i propri bilanci di spesa sociale), si mostrano il più possibile in grado di pagare i tributi di sangue eventualmente richiesti dal mercato. Insomma, un tentativo di non uccidere la vittima, ottimizzando le sue funzioni fisiologiche, in vista della piena soddisfazione delle inclinazioni del vampiro.Il punto (drammaticamente) interessante è che nè la Grecia nè l'euro sono al riparo da future speculazioni di CDS e mercati. Non solo, il rischio di contagio in Europa della situazione greca c'è e riguarda anche questo paese (anche se non a brevissimo termine salvo precipitazioni dello scenario).Ma l'Italia, nel caso che la speculazione la raggiunga, su quali autorità monetarie può contare?Per capire la portata del problema facciamo un passo indietro: l'amministrazione Obama, per contenere gli eccessi di Wall Street (e salvare i propri conti), ha messo sotto inchiesta Goldman Sachs la più importante banca d'affari Usa definita da alcuni analisti finanziari l'"impero del male".Goldman Sachs si è infatti specializzata in CDS particolarmente devastanti, che gli hanno portato dei profitti particolarmente elevati, grazie anche al fatto di poter guadagnare anche sul fallimento delle banche con le quali aveva stipulato le polizze (caso in cui la banca forte fa il colpo grosso guadagnando sul fallimento non solo di un fondo ma anche di una delle parti contraenti il CDS).Bene, anzi male, dal 2002 al 2005 è stato partner e membro del management Committee Worldwide della Goldman Sachs proprio Mario Draghi che è l'attuale governatore della Banca d'Italia. Proprio colui che fu coglionescamente definito "un buon onesto borghese" dal precedente presidente della camera, Fausto Bertinotti.Oltre che a preoccuparsi dell'appartamento di Scajola, uno dei tanti tristi ladri di polli in forma di ex ministro che abitano in questo paese, la stampa dovrebbe occuparsi del tipo di interessi che passano attraverso questa persona. In caso di crisi alla greca in Italia quali sono gli interessi che serve Draghi? Quali i suoi rapporti con Goldman Sachs e banche di affari simili, produttrici di sciami di CDS?Si capisce quindi che gente come Draghi può fare danni alla greca, più devastanti di tutti gli Scaiola di questo paese e senza rubare, dal punto di vista legale, un euro. Basta che segua gli interessi dei propri partner, senza neanche il bisogno di corrompere un funzionario.Se l'Italia si immetterà in una prospettiva greca questo quindi è il tipo di posizionamento di un potere forte come la Banca d'Italia. Intanto Draghi si è detto d'accordo con la proposta, che circola a livello Ue, di "regole più rigide" nei bilanci degli stati. Non c'era da dubitarne, come del fatto che queste politiche di bilancio (che significano impoverimento secco per ampie fasce di popolazione) siano state benedette dal decano di queste strategie di garanzia per la sola speculazione ovvero Carlo Azeglio Ciampi.Lo scenario è quindi questo: i CDS impoveriscono i paesi, causano una tremenda crisi sociale in Grecia e provocano i primi morti. Possono poi attaccare il Portogallo, la Spagna ed arrivare in Italia. O comunque possono sinistrare la zona euro con ripercussioni serie anche per questo paese.L'esortazione di una scritta apparsa sul Partenone "popoli d'Europa sollevatevi" appare quindi di una saggezza cristallina. L'Italia, dove gli scioperi a favore della Grecia possono rafforzare le popolazioni di entrambi i paesi in un fronte comune contro le politiche di "bilancio", prima raccoglie quest'esortazione meglio evita i rischi di una situazione che rischia di decimare interi settori di società come se fossimo davanti alla peste nera.

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