mercoledì 9 giugno 2010

LE ESTORSIONI E LA PARSIMONIA DI BERLUSCOJONI

Il ricatto,nell'immaginario televisivo e letterario 0ltre che in quello della cronaca quotidiana,è un metodo d'azione,una scelta che viene eseguita quando si ha l'acqua al collo,quando si vede che la situazione è disperata e l'unica possibile via di fuga verso la risoluzione di uno o più problemi è appunto l'estorsione.
Il neoduce Berluscojoni ha usato questa arma ieri contro guarda caso la magistratura,contro il consiglio d'amministrazione Rai e contro gli abitanti terremotati de L'Aquila in un intervento solo,un record perché le sue minacce solitamente avvengono nella misura di una al giorno.
E ciò è la premessa alla seconda parte del post più"istituzionale"presa da Toscana.Indymedia del blogger Cloro al clero,mentre la prima tranche appena seguente è più"gossippara"e traduce il senso di parsimonia e del basso profilo economico cui il dittatore ha fatto discorso agli italiani in questo momento di lunga e profonda crisi che ha la sua famiglia.
Articolo tratto da Indymedia Piemonte a firma di Mr.Bean...per un capitalismo sostenibile!

Il super yacht di Piersilvio.

Mentre suo padre chiede sacrifici agli italiani, il figlio del premier vara il suo nuovo panfilo.
37 metri, 18 milioni di euro. E' un 'Custom Line 124' commissionato da Piersilvio Berlusconi al Gruppo Ferretti di Ancona. Lo Yacht “Suegno” era diventato troppo stretto e Berlusconi junior vuole donare alla compagna Silvia Toffanin, ora in dolce attesa, una degna dimora galleggiante (non si sa mai poi magari mamma perde il latte).
Marina Berlusconi si sollazza su quella pochezza di barchetta che è il “Besame”, scafetto di 27 metri varato il 13 giugno 2008.
Il Premier invece ha un austero megayacht di 48 metri uscito dai cantieri Perini Navi di Viareggio e acquistato dal magnate Rupert Murdoch, il Berlusconi australiano dei media (forse sulla bagnarola gli ha lasciato anche il decorder Sky). In questa travagliata epoca di pesanti sacrifici il Cavaliere per il “Morning Glory” ha sborsato circa 13 milioni di euro (25 miliardi del vecchio conio). Fatto l'affare, Berlusconi ha svenduto il «Principessa Vai Via» (imponente e raffinato bialbero) all'amico e socio di Banca Mediolanum Ennio Doris (più di 9 milioni di euro).
E quando si incrociano tutti e tre le barchette nelle calde acque liguri?
E’ assai romantico affacciarsi dalla villa di Paraggi sul golfo di Portofino (una delle 22 ville del Presidente) ed ammirare i tre panfiletti ben allineati di Fam. Berlusconi.
In mattina il rinfresco sul ”Besame” di Marina (e prima di mezzodì battaglia di pistole ad acqua). A mezzogiorno breakfast sul “Suegno” di Piersilvio. Pomeriggio pausa thè sul “Morning Glory” di nonno Silvio. E a sera poi tutti a cena da Puny nella piazzetta di Portofino, dove la serata scivolerà via tra musiche, applausi, moscardini e gamberi fritti.
Alla faccia della follaglia di italiani coglioni - come tutti noi - che acclama (il Presidente “operaio”).
Il ricatto continuo di Berlusconi.

Il ricatto sembra essere divenuto lo strumento attuale della dialettica politica, particolarmente in Italia.

Che Berlusconi sia un uomo da 6000 miliardi di euri di patrimonio personale (escluso le aziende e i possedimenti a vario titolo lasciati a società e prestanome) spero sia almeno un po’ chiaro agli italiani. 6000 miliardi di euri equivalgono a 12 milioni di miliardi delle vecchie lire: lo ricordo spesso perchè è meglio non parlarne in astratto di queste ricchezze, ripeto, personali. Che meglio di qualunque ermeneutica spiegano fenomeni contemporanei come i conflitti di interessi (sul perchè sono stati agevolati anche da forze politiche di…ehm…opposizione) e il sex appeal irresistibile che Berlusca esercita sulle femmine italiane con cui interagisce, alla veneranda età di 73 anni.Berlusconi minaccia, in veste di ministro ad interim delle Telecomunicazioni (e proprietario di Mediaset) che non firmerà il contratto di servizio della RAI se la dirigenza non organizzerà personale e palinsesti secondo i suoi voleri. Transeat. La televisione si puo’ anche non accendere. Chi lo fa danneggia anche te, digli di smettere :-) ma poichè qui siamo sinceri democratici, evitiamo di accenderla noi e basta.Il minculpop c’è da tempo e non è che bastino un santoro o un floris ad arginare la mole di messaggi, diretti o traversi, subliminali o espliciti che “inducono le masse” a votare ed apprezzare questo governo. Ci vorrà la fame, ahimè. Ci vorranno i licenziamenti di massa, le bollette dell’acqua improponibili, gli stipendi bloccati a fronte di un carovita in crescita esponenziale per convincere la massa televisiva che la sta prendendo nel gnicco. Pazienza.Una cosa però mi ha particolarmente stimolato all’indignazione fuori dal consueto: il ricatto perpetrato sulla pelle degli aquilani (che già pagano salatissimo il malaffare del governo) . Berlusconi cioè ha espresso:“Ho detto alla Protezione Civile di non andare per ora in Abruzzo (…)perchè potrebbe avvenire che se uno ha qualche familiare che è morto sotto le macerie ed ha una mente fragile magari gli può venire in mente di sparare”La prima cosa che mi vien da pensare è “ma quanto ci hanno la coda di paglia questi qui?” Lo sanno bene che la loro “politica” provoca malcontento e non di rado disperazione. Per esempio sono bastate un paio di parole controcorrente rispetto al leccaculismo generalizzato degli intellettuali -quelle di Mario Monicelli che invitava le giovani generazioni alla ribellione- per far scattare la preoccupazione di Bondi che ha stigmatizzato le “parole gravissime” del 94enne Monicelli.E chissà perchè in un contesto autoritario, come l’Italia da gran tempo non era piu’, cio’ che è considerato “grave” (si presume moralmente) siano sempre le parole di quelli che “non sono loro” , quelli del circuito PdL e sodali -fissi e contingenti- che, con la lingua grondante merda, fanno dichiarazioni che non stanno nè in cielo nè in terra e quel che è peggio guidati dal ducetto-nababbo di arcore agiscono, spolpando l’italia strato dopo strato e il cittadino si è trasformato pian piano in suddito anzi in animale da consumo e da discarica.Berlusconi poi proprio Montesquieu non lo digerisce. E se un padre aquilano che a suo tempo lo appoggio’, ad un certo punto firma con altre persone una denuncia per strage colposa perchè ha perso due bambini sotto le macerie e la magistratura accoglie le richieste di indagine perchè in effetti l’unico provvedimento pronto del governo in presenza di un’area che da mesi “ballava” sotto le scosse sismiche via via crescenti erano le “new town” e non un “piano di evacuazione” per esempio, Berlusconi non ci sta. Grida all’ “autoritarismo dei PM”, lui che governa ormai da mesi quasi solo per decreto e con la fiducia e dice che, sisma o non sisma, pericolo o non pericolo, lui la protezione civile la, a L’Aquila (a pezzi, per la cronaca) non la manda piu’. Crepassero definitivamente, sti terremotati.Quelli che non sono già morti il 6 aprile, intendiamoci.

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