martedì 25 giugno 2013

FASCI CON LA CODA(ROTTA)TRA LE GAMBE A BRIGHTON

Per il secondo anno di fila in concomitanza della festa di San Giorgio degli irriducibili britannici di estrema destra hanno voluto festeggiare e modo loro questo giorno che rappresenta la data dell'orgoglio inglese a Brighton,una tra le città più di sinistra del Regno.
Ed il risultato è stato lo stesso,ovvero un sonora batosta da parte di parecchi antifascisti che da quando i neonazi hanno scelto questa data e questo luogo si ritrovano per dargli un degno e meritato benvenuto a insulti,pugni e calci.
Nonostante l'intento della polizia di far marciare questi stronzi in una zona limitrofa facendoli scendere per poi risalire subito sui pullman,alcuni di questi hanno voluto fare un fai da te dalle conseguenze impietose per loro stessi,venendo facilmente randellati dai compagni antifascisti che hanno avuto l'ennesimo modo di dimostrare la propria supremazia di fronte a questi crani vuoti.
L'articolo è preso da Antifa.org.

L'estrema destra britannica si è presa la sua prima randellata di primavera ·
Di Simon Childs, foto di Henry Langston

Dopo sette mesi di oscurità battuta dal vento, venerdì gli abitanti di Brighton si sono svegliati con quel genere di tempo che non ti fa venire voglia di ammazzarti. Ma se pensavano di poter passare un rilassante fine settimana prendendo il sole in spiaggia si sono sbagliati, perché domenica pomeriggio la loro città è stata invasa da qualche centinaio di teppisti di estrema destra.
Apparentemente, la Marcia per l’Inghilterra è una divertente celebrazione dell’orgoglio inglese che si tiene il giorno di San Giorgio. E mentre alcuni vorrebbero soltanto dipingersi la bandiera inglese sulla faccia, cantare “Jerusalem” e parlare di quanto fosse bravo Churchill, l’evento finisce sempre con l'essere dominato dai membri della English Defence League e da un minestrone di svastiche composto da varie fazioni di estrema destra.
La marcia si tiene da un paio di anni a questa parte, e gli antifascisti della zona hanno preso l’abitudine di presentarvisi per protesta. La festa di non-benvenuto dell’anno scorso è riuscita a umiliare i manifestanti al punto che i Casuals United, un gruppo di hooligan di estrema destra, è tornato per vendicarsi un mese dopo, finendo con l'essere deriso e allontanato dalla città.
Invece di trasferire la parata in una zona più accogliente e razzista, la Marcia per l’Inghilterra ha trasformato Brighton nella sua Stalingrado. Come mi ha detto uno del posto, “Vengono qui soltanto perché è il luogo più gay-friendly e di sinistra dell’Inghilterra.” Non sopportano l’idea di essere stati sconfitti da quelli che considerano un mucchio di omosessuali comunisti—e apparentemente mancano sia di memoria che di perspicacia—quindi continuano a tornare, anno dopo anno.
Quest’anno non ha fatto eccezione, e noi abbiamo deciso di fare un salto sulla costa per vedere dei fascisti ubriachi venire derisi ancora una volta.
Siamo arrivati sul lungomare, dove una fila di furgoni antisommossa aveva creato una barriera impenetrabile tra il luogo in cui si teneva la marcia e quello dove si sarebbe radunata la controprotesta antifascista. Circa 700 poliziotti in assetto antisommossa, reclutati da luoghi lontani come il Galles, si stavano preparando alla più grande operazione messa in atto a Brighton negli ultimi anni.
La tattica della polizia consisteva nel far arrivare i partecipanti alla Marcia per l’Inghilterra in bus e lasciarli marciare, per poi riportarli via in autobus prima che potessero anche solo vedere qualcuno di Brighton. E inizialmente quella tattica sembrava destinata ad avere successo, almeno fino a quando non hanno cominciato ad arrivare fascisti che non erano stati portati con i bus organizzati dalla polizia, aggiungendo un brivido di imprevedibilità alla situazione.
La presenza degli antifascisti era piuttosto importante. Il punto di ritrovo era stato fissato a una rotonda vicino a un acquario dove venivano distribuiti—indovinate un po'—cartelli antifascisti. Ma la presenza della polizia era talmente forte da far pensare che difficilmente le due parti avrebbero potuto anche solo avvicinarsi.
Fortunatamente, di lì a poco 12 idioti della Marcia per l’Inghilterra hanno fatto la loro comparsa, convinti che fare i grossi di fronte a una folla di antifascisti fosse una splendida idea.
Molta gente è accorsa per coprirli di insulti, con soltanto una transenna a separare i manifestanti dal rabbioso mare di antifasci infuriati. Il black bloc che vedete qui ha saltato la barriera per affrontare cinque o sei uomini visibilmente più grossi di lui, ma si è ritrovato presto sopraffatto dai loro piedi e dalle aste delle bandiere.
I fascisti hanno sfruttato tutto quello che hanno imparato in decenni di risse scatenate a caso, sostenuti da quella sicurezza che solo un aperitivo pre-pranzo a base di birre sa infondere. Per qualche secondo, l’uomo incappucciato è sembrato prossimo all'arrendersi.
Ma alcuni suoi amici sono giunti in soccorso, appena in tempo per salvarlo dal più grande momento di imbarazzo della sua vita. Sono volati pugni e i combattenti sono capitombolati in un ammasso confuso di membra che si agitavano—alcune razziste, altre non razziste. È difficile stabilire il livello di xenofobia di un arto se non vedi la testa che c’è attaccata.
Si sono alzati tutti e sono tornati alle rispettive squadre. La squadra Inghilterra si è addossata alla barriera come un gregge di pecore preoccupate che osservano l’allevatore aggirarsi per il campo con la pinza per castrazione tra le mani. Questo “ufficiale di mediazione” della polizia, nel suo lindo gilet azzurro, era tutto ciò che proteggeva il gruppo dalla folla antifascista e le sue bottiglie volanti.
I fascisti erano appena riusciti a sgattaiolare oltre il cordone quando è arrivata la polizia a cavallo, che ha deciso che confiscare lo striscione dei black bloc era un imperativo tattico. Ma non c'è riuscita. Poi c’è stato un momento di confusione, mentre la polizia ha più o meno cercato di radunare tutti per poi rinunciare e fingere che non fosse successo nulla.
Questo solitario agente del reparto medico ha provato a chiedere al membro dei black bloc di togliersi la maschera. La risposta è stata “No". Sono seguiti diversi secondi di imbarazzo.
Un centinaio di metri più in su, in una strada laterale, un gruppo di fascisti si è rifugiato in una sala scommesse Coral dopo essere stato inseguito da degli antifasci armati di bombe-vernice.
Un paio di sbirri sono stati intercettati dai colpi, ma hanno continuato ad avanzare con quell'impressionante e stoica risolutezza che solo un uomo con dell’inchiostro in faccia emana.
Alla rotonda regnava la confusione. La polizia a cavallo inseguiva la gente nella distorta e bizzarra idea che un cavallo in corsa li avrebbe in qualche modo convinti a togliersi le maschere. Ogni contromanifestante che la polizia riusciva a prendere veniva fermato e perquisito.
Come questo tipo, che ha approfittato della sua cattura per stendersi, riflettere e rilassarsi nel mezzo del caos che aveva intorno.
Ma non è stata una cattiva idea, perché poco dopo è arrivato da una strada laterale un altro gruppo di fascisti pronto allo scontro, che ha finito per ritrovarsi circondato da tutte le parti.
Qui vedete come è andata:
La polizia è riuscita a liberare una via di fuga per i fascisti, ma non prima che un paio di lanci andassero a segno. Fate attenzione al tizio con gli occhiali e la felpa bianca. Da quel giorno immagino abbia cambiato idea sulla birra.
Molte delle strade dirette al lungomare (dove si sviluppava il percorso della marcia) erano bloccate da cordoni di polizia, come quello usato da questa fazione dei Blazin' Squad come sfondo per il loro prossimo calendario promozionale.
Quei blocchi non erano un problema per gli antifascisti della zona, che—conoscendo il territorio—si sono fatti strada fino al lungomare usando le vie secondarie.
Quando ci sono arrivati, hanno trovato alcuni fascisti ad aspettarli ed è scoppiata una rissa. Un antifascista che sembrava un po’ scosso mi ha detto, “Non li abbiamo visti. Hanno attaccato me e il mio amico appena siamo arrivati.”
Eppure l’elemento sorpresa non si è dimostrato particolarmente efficace, visto che i fascisti, in minoranza, si sono presi una sonora legnata. Prima che la polizia interrompesse il tutto, l’aria era piena del suono di nocche e stivali che si scontrano con crani neonazi.
Finita la zuffa, siamo finalmente riusciti a dare un’occhiata alla piccola Marcia per l’Inghilterra. Se la razza inglese (qualunque cosa sia) avesse mai bisogno di essere difesa, sono davvero questi i tipi di cui si vorrebbe preservare la stirpe? Ditemelo voi.
Gli abitanti di Brighton si sono allineati lungo il percorso della marcia, urlando cose tipo, “Dalla stazione al mare, Brighton libera dai fasci,” o il semplice ma efficace slogan di “Cazzi piccoli!” Nel frattempo, qualcuno con un sound system enorme sparava inni gay tipo “I will survive”, combattendo il razzismo con aggressiva favolosità.
La marcia in sé è stata la presa in giro più grossa. I patrioti orgogliosi hanno potuto marciare per circa 400 metri sul lungomare, abbastanza da vedere questo striscione antifascista appeso da un tetto vicino. Poi sono stati costretti a tornare in marcia—senza discorsi, senza niente—ai loro autobus, e spediti a casa.
Siamo tornati alla rotonda con un gruppo separatista di fascisti che veniva lentamente costretto ad allontanarsi dalla città. Questo tipo continuava a ripeterci quanto fosse importante il fatto che erano venuti addirittura da Liverpool. Sperava che la sua devozione alla causa ci sorprendesse.
E questo è stato più o meno tutto. Le voci della presunta aggressione di una famiglia musulmana da parte di un delinquente razzista dovrebbero essere sufficienti a garantire che, se dovessero tornare a Brighton l’anno prossimo, i fascisti saranno accolti da una folla altrettanto determinata e desiderosa di gonfiarli di botte.

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