sabato 7 agosto 2010

POLICE BRUTALITY

Il fatto ormai risale a quasi un anno fa,ma è impressionante la ferocia con cui la polizia inglese si sia accanita contro un settantenne che non ha rispettato uno stop,e spero tanto che la diffusione del video sia stata così posticipata solo per il fatto che si sia giunti ad un processo contro questi criminali in divisa.

Non penso ci siano parole per esprimere la violenza gratuita di queste merde che sembra abbiano imparato tanto dalla polizia fascista italiana,il breve inseguimento ed il fatto che l'auto non si sia fermata subito non sono scusanti per questi sbirri direi per un paio di validi motivi.

L'auto della polizia inglese ha raggiunto solo un paio di volte la velocità di 41-42 miglia orarie con il limite di 40 come evidenziato da un cartello stradale,hanno avuto il tempo per identificare il mezzo ed il possibile proprietario-conducente ed infine se io inseguo un auto che non si ferma subito anche pensando il peggio non assalirei così il veicolo fermo e sospetto col rischio che il guidatore come minimo mi possa sparare!

L'episodio di brutalità poliziesca è avvenuto nella provincia gallese ed il contributo è stato tratto dal sito"La Repubblica.it",grazie a Daniele per la segnalazione di questo ennesimo episodio di sopruso sbirresco.
Essere scambiato per un rapinatore e aver paura di finire male. Molto male. Quando è finalmente spuntato il video sono scoppiate anche le polemiche. E' sembrato tutto molto eccessivo soprattutto per l'Inghilterra. E la polizia non ha certo dato il meglio di sè in termini di immagini. Una violenza gratuita frutto di non si sa quale emergenze. La storia:Robert Whatley guida la sua Range Rover nella zona del Monmouthshire quando all'improvviso si sente la sirena di un'auto della polizia. Robert guida ma non a velocità sostenuta e sembra estraniarsi. "Non ho pensato neppure per un attimo che potessero avercela con me". Poi la paura. Robert accosta e in quel momento accade l'incredibile. La polizia che sale letteralmente sulla vettura mentre un agente spacca il parabrezza. Attimi che sembrano non passare mai per il malcapitato conducente che si muove a fatica. Sì perchè il povero Robert non solo non c'entra nulla, ma è reduce anche da un ictus dal quale si sta lentamente riprendendo grazie alla rieducazione in ospedale. Ed è probabilmente per questo motivo che non si sarebbe accorto dell'invito a fermarsi degli agenti. Morale: pattuglia sospesa e Rober multato per 300 sterline per guida senza cintura e uno stop ignorato.

venerdì 6 agosto 2010

ROYAL RUMBLE(DEI ROI)

Il titolo del post odierno evidenzia il fatto di come abbia abbinato una rissa reale di quelle da wrestling a quelle che avvengono spesso nelle aule di Montecitorio però stando bene a differenziare il termine"royal"non come reale,magnifica ma nel senso suino del termine(per chi non è di Crema"roi"è il maiale in dialetto).
Anche durante il dibattito per la mozione di sfiducia all'indagato Caliendo ci sono stati momenti di delirio da bar di ubriachi solo che i protagonisti in questione si pigliano centinaia di migliaia di Euro dei nostri contributi per fare questi teatrini.
Mettessero così tanta animosità e passione al lavoro l'Italia forse andrebbe meglio,ma da idioti che sono,almeno la maggior parte,esibiscono pugni e attributi solo quando cercano la fisicità da combattimento...perché in fondo parlano e blaterano di dialogo,rispetto e moralità ma sono sempre le solite teste di cazzo che incontri per strada!
L'articolo di Mario Ajello è tratto dal sito del"Messaggero.it"dove disapprovo però il titolo che vuole mettere sullo stesso campo Montecitorio e una curva da stadio mettendo la pulce nell'orecchio che tutti gli ultras siano dei tèca béga(litigiosi).

Insulti, risse e cori da stadio: Montecitorio come una curva.

ROMA (5 agosto) - L'Aula di Montecitorio al suo peggio. E, per di più, in diretta televisiva. Chi grida «Silvio! Silvio!», osannando con cori da stadio il proprio leader maximo e mostrando il muso duro agli avversari. Chi risponde (democrat e dipietristi, in faccia al premier e in posa neo-resistenziale un po’ monotona) «Duce! Duce!». E visto l’andazzo, i leghisti inneggiano a Bossi il quale s’alza la manica della camicia, mostra i muscoli e fa un ruggito da caverna valligiana. Doveva essere una giornata di guerra fredda, e di odio solamente tattico, specie fra finiani e berluscones? È stato invece un pomeriggio da ultimi giorni di Pompei.

O, come minimo, da Grand Guignol. In cui nessuno sa più che fine farà il governo ieri diventato di minoranza, se andrà avanti la legislatura e che cosa accadrà alla ripresa dei lavori della Camera l’8 settembre viste le crepe che si sono spalancate davanti agli occhi di tutti (compreso il pubblico da casa). Ci sarà la fuga del Re (Silvio)? La morte della patria (berlusconiana)? Un armistizio? Nel caos, sragionano tutti. «Se andiamo sotto la cifra di 313 voti», spiega l’ex finiano Landolfi in Transatlantico, «Berlusconi salga sul Colle e ne parli con Napolitano». «Ah, sì?», replicano ironici gli ammutinati di Fini: «Peccato che Napolitano stia a Stromboli. Silvio lo raggiungerà laggiù a nuoto? O visto che il Quirinale è sguarnito ci si piazza lui, così organizza qualche bella festa?». Questo il livello.

Oppure, siamo al gusto per l’archeologia (il discorso di Cicchitto, tutto «giustizialismo» e «garantismo», pareva scritto nel ’92, ai tempi di Mani Pulite) e allo sghignazzo plateale. Sempre il capogruppo pidiellino proclama che fra i diritti ormai negati, in questa sorta di stato di polizia chiamato Italia, c’è anche la «libertà sessuale». E la sinistra gli ride in faccia. Sguaiatamente. Intanto il finiano Bocchino, davanti a tutti, ci sta provando - politicamente - con la pidiellina Moroni. La vuole portare, e ci riuscirà, nella pattuglia dei ”gianfranchisti” ma la sgargiante fidanzata di Sandrone Bondi (la più esagitata nei coretti pro-Cav) cerca invano di trattenere la collega nel fronte dei lealisti di Re Silvio.

Ma occhio al settore destro dell’Aula. «Che cosa sta succedendo laggiù?», chiede Fini dal banco della presidenza. Succede che l’ex braccio destro di Fini, e a suo tempo responsabile dell’organizzazione di An, il mastodontico Marco Martinelli, ormai berlusconiano, soffre così tanto perchè il suo amico Raisi sta con Gianfranco, e non più col Cavaliere, al punto da rubargli la scheda del voto. E la tira in faccia (colpendolo nell’occhio destro la cui pupilla diventa subito rossa) a un altro finiano, Di Biagio. Il quale reagisce. E Marinelli: «Ti faccio un culo a tarallo!» (pare abbia detto così). I due si accapigliano. E spintonandosi vanno fuori dall’Aula, dove continua la rissa.

Il corpulento presidente della provincia di Frosinone, Iannarilli, si mette in mezzo. «Mi sono buttato su Martinelli», racconterà più tardi, «ma c’ho messo un po’ a fermare i due pugili». L’arrivo di una decina di commessi sede la rissa. Il clima è quello che è. Qualcuno grida ai finiani, ancora seduti ai banchi del Pdl, che devono sloggiare: «Sedetevi fra i comunisti, quello è il posto vostro!». Commenta uno dei nuovi big ”gianfranchisti”, Giorgio Conte, che s’è rotto il braccio destro e lo porta appeso al collo: «Devo votare con il sinistro. Sono diventato un bolscevico?».

Poi D’Alema incrocia il leghista Giorgetti, e alludendo alle grida pro-Silvio gli dice: «Mancava soltanto l’eia eia alalà!». Giorgetti ride: «Hai ragione». E D’Alema: «Ma sai poi che cosa è successo dopo?». «Sì, Piazzale Loreto». «Ecco», conclude il comandante Max, «cerca di toglierti in tempo».

S’aggira in Transatlantico anche un Tremonti preoccupatissimo per la piega che sta prendendo il quadro politico. Evidenziata in maniera clamorosa pure da un piccolo particolare. Quando Berlusconi arriva in Aula, nè lui guarda Fini nè Fini guarda lui, anche se siedono a mezzo metro di distanza. E non era mai accaduto, nella storia parlamentare, che presidente del Consiglio e presidente della Camera non si salutassero e ostentassero così provocatoriamente il proprio vicendevole astio sia personale sia politico. Quanto manca all’8 settembre?

mercoledì 4 agosto 2010

UN FEDE O UN MINZOLINI QUALUNQUE A CONTROLLO DELLA GIUSTIZIA

Altra nomina scandalosamente appoggiata dal Pd che si rivela sempre meno degno di considerazione da parte della sinistra vera italiana dove in questi ultimi giorni in cui scossoni decisi stanno squotendo la politica italiana con l'improvvisa nascita di quello che potrebbe essere il terzo polo in Italia,un'altra destra con i finiani,Udc e Rutelli in un'orgia cui non vorresti mai partecipare!
Michele Vietti eletto a vice presidente del Csm è un poco come aver eletto Minzolini o Fede a tale carica,un servo del padrone giullaresco che ha appoggiato il legittimo impedimento,la depenalizzazione del falso in bilancio,che sembra un emissario del Vaticano e che è fortemente omofobo.
Proprio grazie al sito di Arcigay ho potuto aderire ad un appello firmando una petizione affinché i membri del Csm si avvedano da tale scelta che metterebbe alla guida della giustizia il premier mafioso,che già in ambito giudiziario alla faccia di quel che dice sulle persecuzioni l'ha sempre fatta franca ed ha evitato più volte la galera solo per la decorrenza dei termini dei reati ascrittigli.
Questo è il link per poter firmare http://www.arcigay.it/appellocsm mentre il secondo contributo più contro il Pd è tratto da Indymedia.Lombardia,grazie ad Andrea per la segnalazione.

Appello ai componenti del Consiglio Superiore della Magistratura.

Illustrissimi componenti del Consiglio Superiore della Magistratura,lunedì prossimo vi accingete ad eleggere il vostro Vice-Presidente, carica importante che deve garantire quella separazione e indipendenza dei tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) posta a fondamento della nostra Costituzione e a salvaguardia della nostra Repubblica.Per questo, come cittadini, ci sentiamo in dovere di porre alla Vostra attenzione la richiesta di non eleggere l’Avv. Michele Vietti.Il neo consigliere - al quale va la stima e il rispetto che si deve portare per tutti i componenti di un organo sì fondamentale – non possiede le necessarie caratteristiche istituzionali per rivestire il suddetto ruolo.Michele Vietti è stato sottosegretario alla Giustizia nel governo Berlusconi II e sottosegretario all’Economia nel Berlusconi III. E’ uno dei padri della depenalizzazione del falso in bilancio, legge grazie a cui il premier ha evitato una condanna per i processi “All Iberian” e “Consolidato Fininvest”, in quanto “il fatto non costituisce più reato”. E’ stato altresì il promotore del ripristino dell’immunità parlamentare, nel giorno in cui Marcello Dell’Utri veniva condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. E’ l’ideatore del legittimo impedimento, norma che blocca i processi per il Presidente del Consiglio dei Ministri e per i Ministri tutti.Il Michele Vietti deputato è stato il primo firmatario della pregiudiziale di costituzionalità che ha affossato la legge Concia contro l’omofobia. Nella pregiudiziale, l’orientamento sessuale viene esplicitamente confuso con pratiche sessuali quali l’incesto, la pedofilia, la zoofilia, il sadismo, la necrofilia e il masochismo. In base a tale illegittimo accostamento, l’introduzione di un’aggravante per i reati motivati dall’orientamento sessuale della vittima avrebbe significato, secondo Vietti, dare il via libera ad una protezione speciale delle suddette pratiche (incesto, pedofilia, etc). A qualunque persona, anche priva di nozioni giuridiche, non sfugge la falsità e l’offensività verso milioni di cittadini italiani di questa posizione. Essere omosessuali è una condizione personale; commettere un abuso sessuale su un minore è un crimine giustamente punito dalla legge.Oltre a non sapere e/o voler distinguere tra orientamenti sessuali e reati, Michele Vietti s’è dimostrato incapace di rispettare il diritto di manifestazione sancito dalla Carta Costituzionale, laddove ha espresso una totale contrarietà a che si tenesse il corteo nazionale dell’orgoglio lgbt (lesbica, gay, bisessuale e trans) nella città di Torino, nel 2006.Infine – e non meno importante – d’impedimento alla sua nomina è l’internità politica di Vietti e dell’UDC alle pretese egemoniche di uno stato estero, la Città del Vaticano. A più riprese s’è fatto portavoce della contrarietà della Chiesa Cattolica verso il riconoscimento delle unioni omosessuali. Nel suo profilo politico è dunque assente la laicità, ovvero quella distinzione tra Italia e confessioni religiose sancita dalla nostra Repubblica.Per questi ragioni, Vi chiediamo di garantire il Consiglio Superiore della Magistratura, la Costituzione e tutti i cittadini, non eleggendo Michele Vietti quale suo Vice-Presidente.Vorremmo che in tal modo il Consiglio si riappropriasse in pieno della sua autonomia, non facendosi imporre dai partiti, dall’esterno, il suo Vice-Presidente.
I cittadini e le cittadine.
Csm, l’inciucio vergognoso del Pd.

Csm, l’inciucio vergognoso del PdL'accordo siglato ieri dal Pd che porterà Michele Vietti alla vicepresidenza del Consiglio Superiore della Magistratura supera in gravità perfino le nefandezze della bicamerale. Ferrara esulta e ha tutte le ragioni per farlo.micromega
“L’accordo tra le maggiori formazioni politiche, con l’esclusione dell’Italia dei valori, per l’elezione di Michele Vietti al Consiglio superiore della magistratura rappresenta una pagina di buona politica, piuttosto rara di questi tempi e quindi ancora più apprezzabile”. Il merito va a “Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani” che hanno respinto le “pressioni che volevano indurli a pretendere una soluzione estremistica”. E’ Giuliano Ferrara che scrive, anzi che gongola. Ne ha ben donde. L’inciucio consumato ieri dal Pd, che porterà Vietti alla vicepresidenza del Csm, supera in gravità perfino le nefandezze della bicamerale. Ieri, infatti, i Bersani e i Veltroni, i Franceschini e i D’Alema, hanno consegnato nelle mani del regime l’organo di auto-governo dei magistrati.
Con questa logica, ben presto accadrà la stessa cosa per la Corte Costituzionale, visto che il presidente del Tribunale del riesame di Roma, nell’ordinanza con cui conferma la custodia cautelare per la P3, sottolinea la “ingerenza [che] venne esercitata su almeno 6 giudici costituzionali”, i quali “anticiparono a un soggetto come il Lombardi la loro decisione”. Ne bastano altri due di analoga tempra e la foia totalitaria del ducetto di Arcore non avrà più argini che ne impediscano il compiuto appagamento.
Vietti è stato al governo sotto Berlusconi due volte. Un habitué, dunque. Da integerrimo “paladino della legalità” ha sguainato la durlindana per depenalizzare il falso in bilancio, permettendo al suo “sovrano” di non finire in galera. Berlusconi il reato lo aveva commesso, hanno stabilito i giudici, solo che nel frattempo – grazie a Vietti - non era più un reato. Vietti è perciò l’uomo giusto al posto giusto, se si vuole un Csm ancora peggiore di quello dell’era Mancino. Nella quale, lo sappiamo grazie alle intercettazioni, sono accaduti inqualificabili episodi che hanno infangato l’immagine della magistratura, e spinto il presidente della Repubblica a parlare di “squallore”.
Il nuovo Csm dovrebbe “fare pulizia”. Sarà grasso che cola se non peggiorerà la rotta. Perché, come assicura Giuliano Ferrara fregandosi le mani, Vietti “ha sempre dimostrato saggezza ed equilibrio, doti che gli saranno utilissime quando dovrà cercare di contenere e se possibile far regredire gli antagonismi che hanno reso finora impossibile un dialogo costruttivo tra mondo giudiziario e politica”. Tradotto: quando si tratterà di far piegare la magistratura ai diktat del Caimano.
Dopo questa scelta, tanto varrebbe che il Pd cambiasse nome in PdV: Partito della Vergogna.

L'ESEMPIO DEI VECCHI PARTIGIANI

Non posso che esprimere ammirazione per i due anziani antifascisti che a Grosio in provincia di Sondrio nonostante la vetusta età hanno scritto"Vergogna"al di sotto di una targa con inscritta una frase del duce Mussolini posta sul muro di un edificio che ospita uffici comunali e il parroco.
Ricordando le nefaste conseguenze che il pelato di Predappio portò alla nostra nazione trovo doveroso l'atto che hanno compiuto i due partigiani,ed anzi è intollerabile il fatto che tale scritta campeggi da cinque anni su di un edificio che rappresenti lo Stato in culo a tutte le leggi che vietano di toccare effigi fasciste in nome della storicità dei fatti.
Qui vicino a Crema per questo motivo esiste un ponte che collega Sergnano a Casale Cremasco che è destinato al crollo solo per il fatto che non si possa abbattere e rifare in quanto sui pilastri ci siano stemmi littori che nessuno si caga e che non si vedono nemmeno.
Voglio concludere che noi giovani(insomma)e voi giovanissimi dovremmo prendere d'esempio questi uomini che hanno rischiato la loro vita durante la loro giovinezza per darci un futuro sgombro dall'incubo del nazifascismo,non armandoci solo di bombolette ma ciascuno delle armi che può avere ed usare meglio,come può essere un blog come questo o altro.
L'articolo di Luigi Bolognini è tratto dal sito"La Repubblica.Milano.it"segnalato da Indymedia Lombardia.

I vecchi partigiani diventano writer“Che vergogna quel motto del Duce”.
Grosio, la protesta di due reduci della resistenza contro il restauro "filologico" della scritta.

Come vanno questi fatti di solito: dei giovinastri imbrattano targhe antifasciste più per ignoranza che per precise idee politiche e vengono rampognati inutilmente da qualche anziano. Com'è andata questa vicenda: degli anziani partigiani imbrattano una targa fascista e vengono rampognati inutilmente da alcuni giovani, "perché non si scrive sui muri". Siamo all'uomo che morde il cane, siamo a Grosio, in provincia di Sondrio, a suo tempo fu una delle capitali della Resistenza antifascista. Una frase di Mussolini fatta scrivere dal regime e recentemente restaurata - come l'intero palazzo che la ospita - è stata imbrattata con la scritta "Vergogna". Autori, due partigiani di 87 e 83 anni. Due ragazzi irresistibili che sono classe dirigente a tutti gli effetti: Giuseppe Cecini, 83 anni, è stato sindaco, Giuseppe Rinaldi, 87 anni, è il presidente provinciale dell'Anpi ("ma ora dovrò dimettermi: chi è indagato non può avere cariche nella associazione")."Bisogna essere forti nel coraggio. Mai voltarsi indietro quando una decisione si è presa, ma andare sempre avanti", dice la roboante frase mussoliniana restaurata nel 2005 con l'intero palazzo, che ospita uffici comunali e il parroco e che durante la Resistenza era sede delle Brigate Nere. I partigiani non l'hanno mai presa bene, ma né la minaccia di non presenziare più alle cerimonie ufficiali né tre incontri col sindaco di allora sono serviti. Mentre il primo cittadino attuale non ha ancora deciso il da farsi.Allora i due hanno agito in proprio, all'alba di qualche giorno fa: hanno appiccicato in cima a una canna da pesca un pennello e hanno scritto un bel "Vergogna" con grafia tremante (per l'età o per l'indignazione?), ma più che chiara. "La frase era stata cancellata il 25 luglio 1943, abbiamo festeggiato l'anniversario aggiungendo una parola", dice uno dei due stagionati teppisti. Che - racconta il quotidiano La provincia di Sondrio - se la sono vista male: in piazza passavano giovani che avevano appena finito di far bisboccia e che hanno preso a calci l'auto dei partigiani accusandoli di inciviltà. Ma gente sopravvissuta a picchiatori e squadracce non si fa spaventare da qualche ragazzotto, e i due hanno risposto agli insulti con gli insulti. Oltretutto quel "Vergogna" non è stato un gesto impulsivo. Per dire, l'area è videosorvegliata, ma i writer se ne sono fregati, anzi hanno portato una telecamera per riprendersi e magari mostrare il filmato ai nipotini, quegli stessi nipotini a cui viene detto che non si scrive sui muri. Il Comune approva, senza dirlo troppo esplicitamente perché è pur sempre un reato per cui c'è stata una denuncia: "Siamo contro chi insozza i muri - dice l'assessore ai Lavori Pubblici, Giovanni Curti, che è anche presidente della sezione di Grosio dell'Anpi - ma è stata una chiara provocazione. Quella frase di Mussolini andava cancellata del tutto, non rifatta".

martedì 3 agosto 2010

RICOSTRUZIONE E MORALITA' DEL PDL

Come riportato dal quotidiano"La Repubblica"e da pochi altri telegiornali,ieri altri arresti dovuti allo sciacallaggio imprenditoriale mafioso nato solo pochi minuti dopo il sisma dello scorso anno avvenuto in Abruzzo con gente che da subito se la ghignava e si fregava le mani come mosche sulla merda in prospettiva futura di guadagni milionari.
Al centro delle indagini una famiglia composta dal padre Ezio Stati,che come buon corruttore e criminale dopo la morte della DC passò diretto a FI giusta prosecuzione mafiosa dell'ex partito di Andreotti,e sua figlia Daniela assessore alla Protezione Civile della regione.
Come d'uso ultimamente non si tratta di vere e proprie mazzette elargite per ottenere favori e privilegi sull'assegnazione deglia appalti per la ricostruzione,ma di regali molto costosi che però non hanno fatto deragliare le indagini delle autorità competenti.
L'ennesima implicazione di membri Pdl a braccetto con imprenditori che cercano di campare sulle disgrazie altrui corrompendo tali personalità subumane è l'indice sempre più elevato della grande moralità e umanità del partito del presidente clown.

Sisma, arrestato per tangenti esponente Pdl - Si dimette la figlia, assessore a Protezione civile.

In manette altre tre persone. L'accusa è di attività illecita per ottenere vantaggi in atti connessi alla ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

L'AQUILA - L'ex assessore regionale abruzzese Ezio Stati (Dc e poi FI), padre dell'attuale assessore Daniela, e altre tre persone sono state arrestate nell'ambito di un'inchiesta coordinata dal procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini: sarebbero implicati in un'attività illecita "al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009", ha detto il procuratore Rossini. Ezio Stati, già condannato per finanziamento illecito ai partiti, era stato tesoriere della Democrazia Cristiana. Nel 2000 era capogruppo regionale di Forza Italia ma fu costretto alle dimissioni perché passò in giudicato la sentenza di condanna relativa alla precedente vicenda giudiziaria.La figlia, Daniela Stati, assessore regionale alla Protezione civile, ambiente e rifiuti, è stata interdetta dalla carica e si è dimessa. Gli altri tre coinvolti nell'inchiesta sono il compagno della Stati, Marco Buzzelli, al quale sono stati concessi i domiciliari, l'ex deputato di FI Vincenzo Angeloni, e Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato di Telespazio e attuale amministratore delegato di Selex Service Management, società di Finmeccanica. Per quest'ultimo è stao deciso l'obbligo di dimora nel Comune di Roma."Le indagini continuano a ritmo serrato, ci possono essere altri sviluppi - ha detto il procuratore Rossini, che ha spiegato che il reato ipotizzato è quello di corruzione - la richiesta delle misure cautelari si è basata sull'accertamento di favori e utilità ricevute per aver compiuto attività contrarie ai compiti e ai doveri connessi alla funzione pubblica ricoperta. L'assunto accusatorio è sostenuto da uno scrupoloso lavoro di riscontro che non consente lettura dei fatti alternativa a quella proposta al giudice per le indagini preliminari dell'Aquila". Il quadro probatorio che emerge, sempre secondo la Procura, "appare incontestabile, considerato che vi sono prove evidenti dei 'doni' e delle utilità che i privati hanno corrisposto al pubblico ufficiale (Daniela Stati, ndr) e alle persone a lei vicine. Le indagini sono ancora in corso e allo stato degli atti non sono indagati altri soggetti con incarichi rilevanti nell'ambito regionale e della protezione civile nazionale". "La Procura della Repubblica - si legge ancora in una nota - ha chiesto misure cautelari diversificate a seconda delle posizioni, dei ruoli e delle evidenze probatorie, sia per il buon proseguimento delle indagini, sia per la proporzionalità dell'intervento giuridico a garanzia degli stessi indagati".La vicenda giudiziaria ha provocato una bufera politica alla Regione Abruzzo. Il presidente, Gianni Chiodi, che ha espresso solidarietà alla Stati e si è detto convinto dell'estraneità dell'assessore ai fatti, dovrà procedere a un mini rimpasto forzato, sostituendo la Stati con un'altra donna, visto che lo statuto regionale impone la presenza di due donne nell'esecutivo. Si apre così una corsa all'assessorato alla quale non sarà estranea L'Aquila, che rivendica una rappresentanza in Giunta.
2 Agosto 2010
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/08/02/news/inchiesta_antimafia_arrestato_esponente_pdl_si_dimette_figlia_assessore_a_protezione_civile-6015604/?ref=HREC1-8

lunedì 2 agosto 2010

FAN BENE A STARSENE A CASA...


Il valore della memoria,al contrario di quello che possa pensare il regime che snobba decisamente la cerimonia del ricordo delle 85 vittime dell'eccidio fascista del 2 agosto 1980 a Bologna,lo tengo sempre alto nel mio cuore e lo voglio spartire con tutti quelli che credono nella giustizia vera e nella solidarietà tra le persone.
Io mi dissocio dal coro di tutti i politici e le persone che hanno condannato l'assenza dei rappresentanti del governo dittatoriale italiano in quanto molto meglio che se ne stiano a casa loro in modo da non versare inutili lacrime di coccodrillo da parte di chi ha apppoggiato e continua a sostenere se non proprio fa ancora parte dei mandanti fascisti di quella strage.
Che poi La Russa(magari c'entra pure lui con questo scempio della storia italiana?)dica che non vuole sentire fischi allora se ne stia a casa o che vada alla festa azzurra di Cascina Carlotta a Spino o in qualche raduno tre una ventina di Hammerskin per sentire qualche applauso,o che si riascolti(come fa usualmente)il discorso del Duce(quello veramente pelato)che fece a Piazza Venezia immaginandosi lui al posto del mascellone appeso come un salame.
Gli articoli tratti da"Repubblica on line"parlano della cronaca attuale il primo e offre un'intervista a Stefano Benni il secondo...ho appena finito di rivedere su Rai3"La storia siamo noi"dedicata per l'appunto ai fatti della stazione di Bologna e lo sdegno e la rabbia sono sempre gli stessi...proprio meglio che i mandanti se ne stiano zitti perchè intanto noi sappiamo chi è Stato.
Qui a margine il link dello scorso anno con i nomi di tutte le vittime:
http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2009/08/2-agosto-1980.html.

LA STRAGE DELLA STAZIONE.

2 agosto, i ministri disertano BolognaBersani: "Vogliono solo applausi".
L'esecutivo sarà assente alle celebrazioni. "Ci fischiano e noi non andiamo" dice il ministro La Russa. L'associazione dei familiari delle vittime: "Uno sfregio". Ma per il Pdl la giornata è utile "solo a minoranze di poco conto".

ROMA - Alla fine sul palco ci sarà solo il prefetto di Bologna. A casa tutti i ministri del governo, che davanti alle possibili contestazioni, hanno girato le spalle alla celebrazione della strage del 2 giugno del 1980, trent'anni fa. "E' lo spregio di un governo in fuga 1" ha tuonato l'associazione familiari delle vittime. "Siamo stati sempre fischiat 2i, ecco perché non veniamo" ha replicato seccamente il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Difendendo un'assenza che aggiunge una coda di polemiche al dolore per quegli 85 morti e alla richiesta, dei familiari delle vittime, di fare luce sugli aspetti ancora oscuri. Risposte, però, anche quest'anno, non ne arriveranno: in particolare sul segreto di Stato e sulle questioni ancora aperte dei risarcimenti e delle pensioni. Così come nessun membro dell'esecutivo salirà sul palco. "Il governo deve andare, ascoltare i problemi e se ci sono proteste ascoltare anche le proteste, non starsene a casa. Qui abbiamo ministri che vogliono solo applausi" commenta il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Ma è tutto l'opposizione a condannare la defezione dell'esecutivo. "La Russa dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa ai familiari delle vittime che ha insultato.
Non solo il governo non si presenterà alla commemorazione, ma si permette anche, con arroganza, di offendere i parenti della strage degli innocenti" attacca il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. Pino Sgobio dei Comunisti italiani vede nell'assenza del governo "la conferma del carattere arrogante di questo esecutivo. Invece di scappare farebbero bene a lavorare per far conoscere e rendere pubblica la verità sulla strage". La maggioranza, però, fa muro e difende la decisione. "E' una scelta giusta, da alcuni anni questa ricorrenza diventa l'occasione per attacchi sconsiderati al governo" replica il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto. E anche il finiano Enzo Raisi bolla la ricorrenza come un appuntamento "utile a minoranze di poco conto per esprimersi con fischi e trombette. Evitarlo è cosa buona e giusta".
[Bologna] 2 Agosto 1980 - "Io non dimentico".

Trent'anni fa una bomba alla stazione di Bologna uccise 85 persone. Il ricordo dello scrittore.
di STEFANO BENNI
Mi sembra di avere scritto su questo ricordo, ma non so quando. Dieci, venti anni fa. Ma quando ricordo è adesso. Sento la notizia da Brunella, che compra il giornale la mattina presto a Santa Maria di Leuca. Non occorre parlare o mettersi d'accordo. Partiamo, con una vecchia Citroen, e guidiamo alternandoci per ore e ore. Quando arriviamo, siamo ancora nel pieno dei soccorsi, ancora scavano.
Trent'anni fa Bologna era diversa. Era stata colpita perché era diversa, perché era una speranza. Ora è una città come tante del Nord Italia, né brutta né bella. Ma tante persone ricordano quella data. E non certo per nostalgia del dolore. Per la speranza che combatté quel dolore. Perché qualcosa di quella speranza è rimasta. Ci sono state altre stragi, altro sangue, altro dolore inutile. L'ultima strage, quella della legalità, si consuma non con la violenza delle bombe, ma non l'astuzia della propaganda e della potenza economica. Possiamo disquisire se le persone sono le stesse, o altre, o nuove, o migliori o peggiori. Quello che è successo a Duisburg in nome del cosiddetto show, è una strage. Possiamo distinguere dicendo che non è stata pianificata, che tutti sono pentiti. Ma per chi ha perso delle persone care, è difficile distinguere, fare una scala del dolore, trovare qualche consolazione.
Quello che mi è facile invece, è ricordare chi ha ancora speranza. Pensare a quelli che scavavano, a quelli che scavano ancora. Quelli che sperano non ci sia il nome di una persona cara di un elenco di vittime. Quelli che si sentono responsabili, e cercano di evitare stragi future. Quelli che vogliono la verità. So che sono ancora tanti, anche a Bologna. Forse non sono più rappresentati, forse la loro speranza è stata ferita e irrisa, forse qualche volta pensano: perché scavare quando tutto crolla?
Ma io so che queste persone ci saranno sempre, e mi conforta. Ogni volta che torno a Bologna, vedo i nomi sulla lapide della stazione. Qualcuno si ferma e si interroga, qualcuno nemmeno sa cosa significano quei nomi. Qualcuno neanche li guarda. Ma qualche anno fa, vidi una donna straniera entrare, e mettere dei fiori sotto la lapide. Le parlai: non era una parente, era una donna che faceva solo un gesto di ricordo, di rispetto, non davanti alle autorità, ma davanti ai suoi sentimenti. Al di là di ogni retorica e cerimonia, c'è sempre la forza di queste persone che sperano. E io spero che Bologna le ascolti molto di più, che sappia ritrovare il rapporto con la sua energia passata, che non ne faccia una statua in un museo.Anche io, nel mio piccolo sforzo, scavo ancora, anche se dovrei e vorrei farlo di più. E scavando ho ritrovato il ricordo di quegli anni e posso dirlo forte: non dimentico e non voglio dirlo solo il due agosto.

domenica 1 agosto 2010

L'OPPOSIZIONE PARLI ORA O TACCIA PER SEMPRE


Sulla scia del post di ieri ecco un articolo a firma di Mario Badino tratto da Toscana Indymedia in cui si puntualizza che è sì un piacere vedere la destra che sta implodendo e che nonostante i continui proclami del premier puttaniere di avere una maggioranza forte e tranquilla si sta cagando sotto,ma che pure l'opposizione sembra star lì a guardare e non sta facendo assolutamente nulla per dare la spallata decisiva per far crollare questa legislatura anticipatamente.
Sottolineo la parola opposizione in quanto la sinistra non è e non deve essere rappresentata da un partito che più volte ha strizzato l'occhio verso il fascista Fini e addirittura verso membri di corporazioni come Fogna Nuova e Ca$$a Puond:effettivamente se il Pdl è allo sfascio il Pd non è mai stato nemmeno un partito degno di rappresentare la vera sinistra che ormai è solo extraparlamentare e pure su quella si possono avere alcuni dubbi.
Che la risposta a una mia latente domanda me la sia data da solo,e che ovvero la sinistra vera,dura e pura non esiste più o che almeno non ci sia più gente che possa votarla?
Io non credo proprio,anzi penso che un ritorno prorompente della vera alternativa rossa trascinata da personaggi carismatici possa far tornare un ritorno di fiamma a centinaia di migliaia di persone che non hanno più votato o che hanno riparato su soluzioni più annacquate.
Se ciò non dovesse avvenire il pericolo di avere due destre al comando anche se litigiose fra di loro è una sensazione sempre più reale e fastidiosa come un dito in culo,con l'evidenza di un piano più profondo ed oscuro che prevede l'estinzione di una vera opposizione verso schieramenti apertamente di stampo fascista,vedi il post(http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2010/04/verso-due-destre.html).
La vignetta sopra è tratta dal giornale di regime"Libero"che però credo possa dare un tocco di colore a questo contributo.

Ma Fini non è un compagno. E neanche Bersani.

I guai del peggior governo degli ultimi 150 anni (ex aequo, al limite, con quelli a guida Mussolini) sono fonte di gioia e speranza, ma non vorrei che la bella sinistra che ama i Fini e i Travaglio prendesse, perdonate la rima, l'ennesimo abbaglio spostando i confini della propria identità fino ad abbracciare un'alleanza ancora inedita, ma non per questo impossibile, tra Pd, Udc e finiani.

Gianfranco Fini è l'uomo presente al G8 di Genova, a fare cosa non è stato ancora appurato (aspettiamo che WikiLeaks pubblichi qualche informativa riservata al riguardo), quello che fino a qualche anno fa parlava di Mussolini come di un grande statista e, certamente, non è uomo di sinistra, come del resto non lo sono l'imprenditore-style Bersani o molta parte delle gerarchie democratiche.I guai del governo sono comunque una bella notizia, anche perché viviamo in tempi difficili e particolarmente avari di soddisfazioni. Berlusconi vacillante, in ogni caso, è ancora più pericoloso, perché cercherà di accelerare quelle riforme che dovrebebro fare di lui il primo presidente "presidenziale" della Repubblica italiana e, considerando lo strapotere che già esercita, il mai risolto conflitto d'interessi, le amicizie sulle quali può contare e il suo completo disinteresse per le sorti del Paese (a patto di conservare lo scettro e la propria libertà), c'è da aspettarsi un'ulteriore stretta autoritaria (bussano alla porta, sarà la polizia).Occorre attrezzarsi e resistere, col nostro impegno e la nostra (in)formazione, occorre pure chiarire ai signori che nominalmente rappresentano l'opposizione e, a quanto dicono, addirittura la sinistra, che quand'anche il poco Cavaliere fosse finalmente disarcionato non vi sarebbe alternativa al berlusconismo senza il superamento del modello politico-economico imperniato sul liberismo rampante, sulla mercificazione di tutto, tutte e tutti, sulla devastazione ambientale e la cementificazione, sul ritorno al nucleare e sugli inceneritori, sulla privatizzazione dei beni comuni e il divieto per il pubblico di gestire i servizi, sulle esternalizzazioni coatte, sulla precarizzazione del lavoro e con essa delle vite dei lavoratori e delle lavoratrici.E non c'è cura al distacco tra politica e società, se non si restituisce al Parlamento il ruolo previsto dalla Costituzione, uscendo da quelle logiche bipolari che privano di rappresentanza milioni di cittadini elettori, impongono l'insensatezza dei "voti utili" e appiattiscono le differenze tra gli schieramenti, che, attraverso il confronto politico e parlamentare, dovrebbero invece costituire un fattore di arricchimento. Oggi tutti parlano della necessità di cambiare la legge elettorale: anche da parte della sedicente sinistra (mi riferisco al piuttosto destrorso Pd), tuttavia, si avverte l'esigenza di confermare quote di sbarramento in grado d'impedire l'ingresso in Parlamento a forze che non raggiungano, diciamo il 5% dei consensi. Significa privare di rappresentanza 4,9 elettori italiani su 100, ovvero, anche se la matematica non è il mio forte, centinaia di migliaia di persone.Nel nome di cosa? Di ciò che chiamano governance, la possibilità per gli esecutivi di decidere più in fretta; nel nome del fatto che molti, parlando (anche a sproposito) della crisi e della globalizzazione, hanno abdicato alla ricerca di un mondo diverso e possibile, interiorizzando l'adagio, padronale, per cui ormai certe scelte sono obbligate.Il che ci porta alla Fiat, che cerca (con un certo successo, bisogna dire) di riportare l'industria e il lavoro dipendente al tempo in cui non c'erano diritti, al limite benevole concessioni; oppure alle finanziarie - purtroppo molto simili, indipendentemente da chi si trova a Palazzo Chigi - sempre incentrate sui tagli a ciò che più servirebbe, sugli aiuti alle imprese e sulla guerra.I guai del governo sono una bella notizia. Ma chi si appresta a coglierne i frutti?

sabato 31 luglio 2010

COMPLICAZIONI SENTIMENTALI

Per la serie"anche le migliori storie d'amore terminano"ecco il divorzio ufficiale tra Silvio e Gianfranco(per il premier puttaniere il secondo nel giro di pochi mesi)già paventato da diverso tempo e da molteplici litigate che sono sfociate del diktat di Berluscojoni che ha escluso il cofondatore del Pdl Fini(e ricordarsi che fino a più di due anni fa la nascita di questo emerito mostro politico veniva salutato come il più importante evento nella storia della seconda repubblica,ora ufficialmente morta)dalla successiva"vita"del partito.
Non è passato molto tempo dal"discorso del predellino"(novembre 2007)e meno ancora dalla nascita ufficiale avvenuta a marzo del 2009 che questo aborto politico è stato rigettato dai due genitori,impotenti davanti alle continue collusioni mafiose,scandali di droghe e prostitute,palazzi interi venduti a prezzo di appartamenti medi,corruzione,logge segrete,criminalità organizzata e appalti d'oro(e ho tralasciato sicuramente molto!).
Ora gli scontri verbali tra i due ex leader sono sempre più accesi e ognuno di questi contendenti dà dell'illiberale all'altro,ed ora si penserebbe alla tutela del figlio Pdl nelle mani del premier pagliaccio mentre l'allontanato Fini si terrebbe come contropartita 33 parlamentari ed un nuovo movimento,"Futuro e libertà"(con l'ennesimo abuso di quest'ultima parola).
Articolo tratto da"Senza Soste",link premonitore(ma era molto facile la previsione)dello scorso 5 luglio dalle pagine di questo blog:http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2010/07/ma-divorziano-o-no.html.
E anche la seconda repubblica è finita.

Se la Prima Repubblica fu seppellita dagli avvisi di garanzia ai segretari dell'allora pentapartito, l'atto di dissoluzione della seconda repubblica sta tutto nella scissione del pdl ratificata dal documento dell'ufficio di presidenza di quel partito. La seconda repubblica ha garantito un'alternanza tra alleanze di governo che si sono succedute, entro dinamiche interne rissose e di corto respiro, il testimone delle politiche liberiste nel paese. Da un paio d'anni questo sistema politico non tiene. Prima, con l'esperienza del secondo governo Prodi, l'implosione interna è toccata al centrosinistra adesso al centrodestra. E' evidente che il sistema politico, specie in relazione alla complessità sociale, per come è adesso non è in grado di formare alleanze che non si disgregano velocemente.
La scissione interna al Pdl non farà che alimentare le dinamiche di scontro presenti nella destra, aprendo una vera e propria lotta per l'egemonia sull'elettorato del centrodestra (pena, per i finiani, la marginalizzazione nel gioco politico) e la complessiva fibrillazione di un sistema politico debole e delegittimato . Comunque vada la geografia complessiva della politica istituzionale italiana ne uscirà sconvolta. E le politiche di tagli della Ue, imposte di fatto e di legge all'Italia, accentueranno nei prossimi mesi gli aspetti più perversi di questi sconvolgimenti. C'è il rischio che, proprio a causa della ristrutturazione complessiva in atto nel sistema, che il modello Marchionne non venga esteso tanto da Pomigliano a Mirafiori ma proprio al paese. Diventando non un modello produttivo ma di relazioni sociali e politiche.
Allo stesso tempo, con un governo debolissimo e un parlamento delegittimato in ogni sua componente, la prima decisa e intelligente ondata di scioperi potrebbe lasciare il segno. Sarebbe l'ora.
red. 29 luglio 2010

(fonte)PDL: FINI "INCOMPATIBILE" CON IL PARTITO
Durissimo il documento approvato dall'ufficio di presidenza del Pdl. Le posizioni di Fini sono definite "assolutamente incompatibili" con i principi del partito e con l'impegno assunto con gli elettori. Di conseguenza, dice la bozza, non c'è più fiducia nel suo ruolo di garanzia come presidente della Camera. Deferiti ai probiviri Granata, Bocchino e Briguglio. Intanto i finiani pronti a formare gruppi autonomi in Parlamento. C'è anche l'ipotesi dell'appoggio esterno al governo
Un documento politico durissimo quello che uscirà dall'ufficio di presidenza del Pdl, una vera e propria censura nei confronti di Fini e il deferimento ai probiviri di Granata, Bocchino e Briguglio. Sembrerebbe prevalere la linea di chi - Ghedini in testa - non credeva alla via delle espulsioni ma premeva per una dichiarazione di guerra nei confronti dei finiani.Finiani che dal canto loro non stanno con le mani in mano. Sarebbero pronti ad uscire dal gruppo del Pdl sia alla camera che al Senato dove alcuni di loro, dopo una lunga riunione, assicurano: siamo più di 10. I vertici scandiscono una giornata convulsa e sicuramente importante per il futuro del Popolo della Libertà. A colloquio con Berlusconi nel pomeriggio i tre coordinatori nazionali del Pdl Verdini, Bondi, La Russa. Con loro anche Niccolò Ghedini.L'opposizione guarda con preoccupazione allo scontro in atto nel Pdl. E Pier Luigi Bersani assicura che il Pd e' "pronto a qualunque evenienza", non esclude una prospettiva di governi di transizione ma avverte: "Le elezioni anticipate non sono ne' nella nostra disponibilita' ne' nelle nostre intenzioni".

venerdì 30 luglio 2010

LE VITTIME DIMENTICATE

Può sembrare banale anche se la morte non lo è mai scontata,ma le ennesime manfrine delle più alte cariche dello Stato per l'arrivo delle salme dei mercenari deceduti in territorio afgano mentre
erano impegnati nella guerra di occupazione del paese asiatico,sono accompagnate nuovamente da lacrime di coccodrillo e la consapevolezza che le centinaia di uomini che muoiono ogni anno caduti sul lavoro non riceveranno mai tali onoreficenze da parte di questi personaggi(semmai le volessero).
Il fascista La Russa che ormai ha fissa nella tasca della giacca le solite frasi fatte,pronte,trite e ritrite di cordoglio verso chi come sostiene sempre lui"onorano il nostro paese,sono in missione di pace oppure sono eroi-martiri-cherubini..."ed ha rotto davvero i coglioni con queste commediole mentre giustifica sempre più invii di soldati italiani in Afghanistan.
L'elenco seguente è dedicato a tutti i morti che per lo Stato e per l'immagine dell'Italia non sono degni d'essere mostrati e vengono scopati sotto al tappeto,per non far vedere quanto il made in Italy sia macchiato di cotanto sangue,morti di serie B che non meritano nulla e che anzi spesso e volentieri la morte se la sono cercata lavorando in maniera non idonea od opportuna:il sito di riferimento è Toscana.Indymedia(che prende spunto dal blog"Caduti sul lavoro"il cui link è messo più avanti),il commento appena seguente riguarda sempre lo stesso post.

Gli eroi e gli operai.

In Italia ogni anno muoiono, uccisi in fabbrica, 1300 operai.
Non sono eroi della borgesia ma solo schiavi del padrone.
Nessun presidente della repubblica andra' ad accogliere le loro bare fuori dagli obitori degli ospedali.
Nessuna banda suonera’ per loro.
Nessun leccaculo dei giornali italiani andra’ a intervistare le vedove e le madri.
Nessun leccaculo dei giornali italiani ci parlera’ dei figli.
I magistrati fedeli alla legge indagheranno inutilmente per molti anni.Per gli schiavi non c’e’ nessuna cerimonia.
I soldati che muoiono durante l’occupazione dell’Afghanistan sono i veri eroi della borghesia Italiana.
Rientrate le salme dei militari uccisi, DIMENTICATE QUELLE DEI LAVORATORI.

Rientrate le salme dei militari uccisiLa Russa: «Hanno salvato altre vite»Rientrate le salme dei militari uccisi.La Russa: «Hanno salvato altre vite».
CRONACHEAccolti dal presidente Napolitano i feretri di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, uccisi in Afghanistan mentre cercavano di disinnescare un ordigno. Nel pomeriggio i funerali solenni Il ministro della Difesa: «Confermato l'impegno, a fine anno 4 mila militari»
_______________________________________________________________________QUELLI CHE NON ACCOGLIERANNO MAI, CHE NON SONO EROI, MA MORTI DI UNA GUERRA CHE NON SAPEVANO CHE FOSSE LORO STATA DICHIARATA.
MESE DI LUGLIO 2010 - FRONTE DI GUERRA ITALIADA http://cadutisullavoro.blogspot.com/
PURTROPPO UNA VITTIMA ANCHE NELLA MIA CITTA' , A BOLOGNA E' MORTO MAURO GIARDINI. E' MORTO OPERAIO DI 24 ANNI A BARBERINO DEL MUGELLO DI FIRENZEPurtroppo una vittima anche nella mia cittàBologna E' morto Mauro Giardini un operaio di 54 anni schiacciato da un blocco di cemento nel cantiere dove stava lavorando. La sciagura nel primo pomeriggio in via Calvart, in zona Bolognina. L'operaio era in una buca profonda circa tre metri per alcune riparazioni alla rete fognaria di un condominio quando all’improvviso la parte di terreno non rinforzata sopra di lui è franata tirandosi dietro il pezzo di cemento che l’ha ucciso molto probabilmente sul colpo. Insieme alla vittima c’era anche un collega che in quel momento non era nella buca. La vittima lavorava da tempo con l’azienda proprietaria del cantiere che è stato sequestrato dall’autorità giudiziaria.
Firenze, 28 lug. - E' MORTO UN GIOVANE OPERAIO DI 24 ANNI SCHIACCIATO DA UNA BETONIERA A BARBERINO DEL MUGELLO. E accaduto questa mattina in uno dei cantieri per la manutenzione della A1, nel comune di Barberino del Mugello, in provincia di Firenze. Sulla vicenda indaga la Polstrada.
domenica 25 luglio 2010Tantissimo morti anche in queste ultime 48 ore.Sono morti A. Pisano. R. M. Wilczynski..f. Sandonato. A. Dulcetta. E. Russo e Daniele Vianello.
Belluno E' MORTO DANIEL VIANELLO un operaio edile di 28 anni, di Auronzo di Cadore. Daniele è morto, folgorato da una scarica elettrica, mentre stava lavorando alla ristrutturazione di una casa.Vianello, secondo quanto si è appreso, avrebbe accidentalmente toccato con una pertica di alluminio che aveva in mano i cavi a media tensione.Il contatto tra l'arnese metallico e la linea elettrica ha fatto partire una scarica di energia che è risultata letale per il muratore. Vianello è deceduto all'istante. Sul posto hanno operato carabinieri, vigili del fuoco e Suem.
E’ morto Ernesto Russo un autotrasportatore di 38 anni Ernesto è morto in un incidente sul lavoro accaduto a Cittanova in cui è rimasto anche ferito, in modo non grave, un meccanico. Secondo i carabinieri l'incidente è accaduto mentre Russo, insieme al meccanico, stava eseguendo lavori sul suo camion. La cabina del mezzo, che era stata sollevata per consentire la riparazione, ha ceduto, a causa di un guasto, schiacciando Russo e ferendo il meccanico.
Agrigento E’ morto Andrea Dulcetta di 60 anni. Andrea è morto dopo 9 giorni di coma all’ospedale Villa Sofia di Palermo dove era stato trasferito dopo un incidente sul lavoro. Dulcetta, operaio-manutentore alla ditta “Al.Pa. srl” che opera a Favara, in contrada Ramalia, trasformando oli vegetali in energia elettrica, il 13 luglio, mentre stava per salire una scala all’interno del cantiere per eseguire dei lavori, sembrerebbe aver perso l’equilibrio, probabilmente per un mancamento. E’ precipitato sul terreno dopo un volo di circa due metri e mezzo, riportando un vasto trauma cranico. Dopo un primo ricovero all’ospedale di Agrigento, Dulcetta è stato trasferito a Palermo dove è spirato ieri sera.
Rovigo E’ morto Silvio Daniel precipitando dalla sommità di un pagliaio nella sua azienda agricola a Trecenta. Stava lavorando nel proprio fondo, affittato all’interno della tenuta Spalletti, assieme a un suo dipendente. Erano circa le 11, ieri, quando Daniel ha chiesto al suo collaboratore di issarlo con la pala di un escavatore sopra una pila di rotoballe, per poter coprire la paglia con un telo e proteggerla in caso di maltempo. Purtroppo un costone del mucchio ha ceduto e l’imprenditore, dopo un volo di circa sette metri, è caduto a terra sbattendo violentemente la testa. L’operaio ha immediatamente allertato i soccorsi, ma gli operatori del Suem 118, giunti subito dall’ospedale San Luca di Trecenta, non hanno potuto far altro che constatarne la morte sul colpo per lo sfondamento della scatola cranica. Sul luogo dell’incidente sono arrivati anche i carabinieri della locale stazione, assieme ai tecnici dello Spisal e della direzione provinciale del lavoro di Rovigo. La salma è stata trasportata al nosocomio di Trecenta, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per eventuali esami, anche se al momento sembrano da escludere coinvolgimenti e responsabilità di terzi nella tragedia.
Isernia E’ morto Nicola Pietrangelo. Nicola stava effettuando lavori nelò cimitero cittadino e morto poco dopo al "Neuromed" di Pozzilli. Nicola Pietrangelo stava effettuando venerdì scorso i lavori in una cappella insieme ad altri operai di una ditta locale. I colleghi lo hanno trovato riverso a terra, privo di conoscenza. Prima trasportato in ambulanza all'ospedale di Isernia, è stato poi trasferito al Neuromed, dove è arrivato in condizioni disperate, con grave trauma cranico ed emorragia cerebrale. I carabinieri, che hanno effettuato i rilievi, parlano di "sospetto caso di incidente sul lavoro". La Procura, valutando gli atti, ha ritenuto necessario l'esame autoptico - che sarà eseguito nelle prossime ore - per chiarire se Pietrangelo, colto da malore, sia caduto battendo la testa, oppure se abbia avuto un incidente mentre svolgeva le mansioni per cui era stato assunto dalla ditta edile. Al momento non sono stati assunti provvedimenti nei confronti del titolare dell'impresa, la cui posizione è comunque al vaglio degli inquirenti
Benevento E' morto Antonio Pisano all'ospedale 'Rummo' di Benevento. Antonio agricoltore di 52 anni di San Leucio del Sannio colpito violentemente alla testa lo scorso 9 luglio. Pisano è stato ritrovato intorno alle 13 in contrada San Marcello, all'interno di una baracca in legno, nel proprio fondo agricolo con gravi ferite alla testa. Soccorso e trasportato all'Ospedale Rummo di Benevento, era stato giudicato guaribile con prognosi riservata. Scattate subito partite le indagini da parte dei carabinieri del Reparto Operativo e di quelli della Compagnia di Montesarchio, si sono strette intorno a un rumeno, identificato e denunciato e che viene attivamente ricercato.
Aosta, 23 lug. E’ morto Rafal Mieczyslavv Wilczynski, autotrasportatore di 30 anni, di cittadinanza polacca. Rafal e' morto dopo essere stato investito da una Maserati mentre stava attraversando la ss26 ad Aosta, probabilmente dopo essere sceso dal camion per mangiare. L'incidente e' avvenuto verso le 21.45 di ieri. L'autotrasportare stava tornando al suo mezzo che aveva parcheggiato nella carreggiata opposta quando e' sopraggiunta l'auto. L'uomo e' finito sul parabrezza della Maserati ed e' stato scaraventato ad alcuni metri di distanza.I soccorsi sono stati immediati ma per il camionista non c'e' stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, gli agenti della Polizia stradale e i Carabinieri che stanno ricostruendo la dinamica dell'incidente.
Imperia, 22 lug. E’ morto Fausto Sandonato peraio di 40 anni. Fausto è morto mercoledi' scorso dopo essere rimasto schiacciato in mezzo a due blocchi di cemento, mentre lavorava in un cantiere per la realizzazione di una palazzina. Il sostituto procuratore Vittore Ferraro, di Sanremo, che ha disposto per domattina alle 12. Accertamenti sono in corso per ricostruire la dinamica dell'accaduto: in particolare, si vuole capire per quale motivo i cinque piloni, costituiti da altrettanti blocchi di cemento ciascuno, si siano coricati sul terreno, creando un vero e proprio scossone che ha fatto cadere dalla scala l'operaio, il quale e' stato scaraventato tra due pilastri.
giovedì 22 luglio 2010ANCORA TRE VITTIME IN EDILIZIA E IN AGRICOLTURA. E' MORTO ANGELO MOSSINI. E' MORTO C.R. E' MORTO UN EDILE ROMENO A PERUGIA
Monza E’ MORTO C.R DI 59 ANNI PRECIPITANDO DA UN SOPPALCO in un cantiere edile di via Sabotino. Le sue condizioni, all'arrivo dei soccorsi, erano apparse molto gravi tanto da richiedere l'intervento dell'elisoccorso che, atterrato nella vicina piazza Turati, ha trasportato l’edile al San Raffaele di Milano. C.R è morto nel pomeriggio. Le gravi ferite gli sono state fatali.
MANTOVA, 22 LUG E’ Morto Angelo Mossini un agricoltore di 52 anni. Angelo e' morto incastrato nel compattatore del fieno mentre stava lavorando. La moglie lo ha visto uscire di casa ieri sera per andare nei campi a raccogliere il fieno con l'apposito macchinario che lo compatta in grosse rotoballe. Questa mattina la donna, vedendo il letto vuoto, e' andata nei campi a cercarlo e lo ha trovato ormai morto, stritolato nel macchinario.
Perugia, 22 lug – E’ morto un edile di nazionalità romena in un cantiere alla periferia di Perugia, cadendo da una impalcatura di una palazzina in costruzione. L'infortunio mortale sul lavoro e' avvenuto poco prima delle 11 e sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri e dei vigili del fuoco.
20 luglio 2010Giornata tragica con 7 vittime. E' MORTO GIUSEPPE DELLE DONNE A NOLA DI NAPOLI. E' MORTO MASSIMO GNANI NEL FERRARESE
Mantova E’ morto un operaio caseario rimasto gravemente ferito, lunedì all'interno della Latteria sociale di Roverbella, dove lavorava. L’operaio , un 52enne, è deceduto nella notte all'ospedale Carlo Poma di Mantova dopo un delicato intervento chirurgico a cui era stato sottoposto in seguito alle gravi lesioni addominali da schiacciamento. L'infortunio era avvenuto lunedì mattina mentre l'operaio, con un collega, stava spostando con un muletto un contenitore di raschiature del formaggio da versare in una vasca per lo smaltimento.
Asti E' morto un giovane decoratore di 24 anni, precipitando da un'impalcatura di un ponteggio per la ristrutturazione di una palazzina in via Omedè. L'operaio, nonostante il rapido intervento dei soccorritori è morto sul colpo
Milano 21 luglio E’ MORTO LUIGI MARTANO DI 29 ANNI. LUIGI TECNICO RADIOLOGO ALL'ISTITUTO DI ONCOLOGIA E' MORTO DOPO ESSERE RIMASTO SCHIACCIATO DA UNA CELLA FRIGORIFERA DI OLTRE 200 CHILI. IL GIOVANEDEL SALENTO, LAUREATO IN BIOTECNOLOGIE E DA TEMPO TRASFERITOSI NEL CAPOLUOGO LOMBARDO, DOVE LAVORAVA PRESSO LA DIVISIONE DI MEDICINA NUCLEARE, SI SAREBBE OFFERTO DI AIUTARE DUE OPERAI IMPEGNATI NELL'INSTALLAZIONE DI ALCUNI MACCHINARI NUOVI.LA NOTIZIA DELLA TRAGEDIA HA RAGGIUNTO IL PICCOLO COMUNE SALENTINO DOVE VIVONO I GENITORI DEL GIOVANE LUIGI.
Napoli 20 luglio E’ morto Gennaro Gallo un operaio di 62 anni. Gennaro è morto oggi a Pollena Trocchia in provincia di Napoli, schiacciato dal trattore con il quale stava arando un appezzamento di terreno del convento delle "suore compassioniste di Maria". Gennaro Gallo di 62 anni, stava pulendo il terreno quando il ciglio di un avvallamento profondo circa 2,5 metri, sul quale si trovava, ha ceduto facendo ribaldare il mezzo. Per Gallo, deceduto sul colpo, non c'é stato nulla da fare. Nel corso delle prime indagini, i carabinieri di Cercola non hanno individuate responsabilità. Il corpo dell'uomo è stato portato all'obitorio del secondo policlinico di Napoli.
Ennesima tragedia sul lavoro oggi in Liguria.
Genova E’ morto un operaio di 40 anni in un cantiere di Taggia mentre un altro è rimasto ferito per l’accidentale caduta di un grosso pezzo di cemento. I due stavano lavorando alla costruzione di una palazzina quando sono stati investiti dal blocco. La vittima, di 40anni, è rimasta schiacciata, mentre il collega è rimasto ferito ad una gamba. Trasportato in ospedale anche un terzo operaio rimasto sotto choc dopo aver assistito da vicino al fatto avvenuto in tarda mattinata.
Ferrara 20 luglio E’ MORTO MASSIMO GNANI DI 53 ANNI E ALTRI DUE SONO RIMASTI GRAVEMENTE FERITI. Sonio dipendenti della provincia di Ferrara. Stavano riparando il manto stradale e la segnaletica sulla provinciale 54 Codigoro – Pomposa, alle porte di Pontemaodino. La tragedia verso le 11 del mattino. Massimo si trovava su un 'tre ruote' con Giuseppe Milone, 59 anni. Stavano tracciando la linea stradale laterale, quando il piccolo mezzo è stato investito dall'autocarro ed è stato sbalzato nella scarpata. Gnani è morto sul colpo. Milone è stato trasportato all'ospedale Sant'Anna di Ferrara. Il terzo operaio, Massimo Santi, 45 anni, di Consandolo, che lavorava sul tiralinee, ha riportato l'amputazione delle gambe ed è stato trasportato con l'elisoccorso all'ospedale Maggiore di Bologna. La circolazione sulla provinciale e’ rimasta bloccata per alcune ore. Per i rilievi, è intervenuta la Polstrada di Codigoro con i vigili del fuoco e il 118.

Napoli E’ morto Giuseppe della Donna un operaio 54enne. Giuseppe è rimasto vittima di un incidente sul lavoro poche ore fa. L'uomo, impiegato presso una ditta edile, era su una impalcatura quando, per motivi da accertare, è caduto, da un’altezza di otto metri che non gli ha lasciato scampo. Sul posto gli agenti del commissariato di Lauro ed una ambulanza dell'ospedale di Nola. Delle Donne è morto sul colpo.
lunedì 19 luglio 2010E' MORTO PIETRO ROCCO PANIO, E' MORTO UN AGRICOLTORE NEL BRESCIANO. E' MORTO EMANUELE FARACI A ISOLA DI SIRACUSA
Matera E’ morto Pietro Rocco Panio agricoltore di 43 anni. Pietro Rocco è morto schiacciato dalla macchina imballatrice.
Brescia 13 luglio E’ morto un agricoltore di 58 anni schiacciato dal trattore che guidava
Siracusa E’ morto Emanuele Faraci di 64 anni. Emanuele è morto nella tarda mattinata dopo essere caduto all'interno di un pozzo profondo una quindicina di metri, nel quale stava lavorando probabilmente per verificarne un impianto. Il fatto si è verificato nella zona di contrada Isola, a pochi km dalla città aretusea. Per estrarre dal pozzo il corpo ormai privo di vita di Faraci sono dovute intervenire le unità Saf, il servizio alpino-fluviale dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Siracusa. Secondo quanto emerso dalla prima ricostruzione Emanuele stava lavorando in un pozzo che si trova all'interno di un locale annesso ad una cascina in un fondo coltivato quando, per cause ancora da accertare, è precipitato all'interno della profonda cavità. A nulla è valso il primissimo tentativo di un figlio della vittima di calarsi all'interno del pozzo per soccorrere il padre. Scattato l'allarme, sul posto sono giunte le unità Saf dei vigili del fuoco ma per l'uomo non c'era più nulla da fare. Sul posto anche le volanti della polizia che hanno avviato gli accertamenti.
FIRENZE E’ MORTO LEO PALANDRI un elettricista di 59 anni. Leo ha perso la vita in un incidente sul lavoro avvenuto a Ponte a Cappiano, frazione del comune di Fucecchio (Firenze), intorno alle 12.30. Secondo una prima ricostruzione Palandri sarebbe stato ucciso da una scarica elettrica. L'infortunio mortale è avvenuto all'interno di un calzaturificio - scatolificio che si trova in viale Colombo, il River Group. Sul posto la centrale operativa del 118 ha inviato un'automedica e l'elisoccorso Pegaso che, però, una volta atterrato è ripartito dopo aver constatato il decesso dell'uomo. Intervenuti anche i carabinieri e i vigili del fuoco di Empoli che, per poter lavorare in sicurezza all'interno della cabina elettrica dell'azienda dove si trovava il corpo della vittima, hanno allertato l'Enel che subito ha staccato l'energia e permesso così ai pompieri di effettuare le operazioni di recupero della salma. Sono intervenuti anche i tecnici di sicurezza e prevenzione dell' Asl 11 di Empoli. L'incidente è avvenuto all'interno di una cabina privata di media tensione di proprietà dell'azienda River Group, che si trova a fianco a quella dell'ente erogatore.
E' MORTA FERDINANDA PROCUCCI. E' MORTO RICCARDO SPADARO. E' MORTO UBERTO CATAPANO. E' MORTO MARCO PELLICCIAE’ MORTO RICCARDO SPADARO A SOLO 20 ANNI. Riccardo è stato trovato ieri sera dai colleghi. Da un mese e mezzo lavorava come addetto alla manutenzione della piscina con un contratto stagionale. Lavorava con passione e ieri pomeriggio i colleghi lo avevano visto sereno come sempre. Tra le ipotesi un malore o una caduta accidentale.
Forlì-Cesena E’ morta Ferdinanda Procucci di 57 anni. Ferdinanda h perso la vita dopo esser stata investita da un mezzo pesante.. Nell'affrontare una manovra di retromarcia, un mezzo pesante avrebbe travolto l’operaia uccidendola sul colpo.
E'MORTO UBERTO CATAPANO DOPO ESSERE STATO INVESTITO DA UNA GIGANTESCA BOBINA D’ACCIAIO CHE SI E’ SGANCIATA DAL RIMORCHIO DI UN TIR. SCHIACCIANO UNA FIAT DOBLO’ CONDOTTA DA CATAPANO. ARTIGIANO DI 44 ANNI. CATAPANO trasportato immediatamente al Maggiore di Lodi, ha riportato traumi gravissimi, che ne hanno tragicamente segnato la morte. I due veicoli procedevano in senso opposto, quando in curva, per motivi ancora in fase d’accertamento, il pesante carico del tir è uscito dai legacci in fibra del rimorchio investendo in pieno l’abitacolo dell’auto di Catapano che gli stava passando affianco..
Pesaro Urbino. E’ MORTO MARCO PELLICCIA UN MURATORE DI 40 ANNI. Marco è morto per le ferite riportate cadendo dal tetto di un capannone industriale a Orciano (Pesaro Urbino), durante lavori per la rimozione di pannelli di eternit. Ancora da chiarire la dinamica dell'infortunio, su cui sono in corso accertamenti dei carabinieri e degli ispettori dell'Asur.L'uomo, sposato e padre di due figli piccoli, è stato subito soccorso e trasportato nell'ospedale di Ancona, dove però è deceduto. Marco Pelliccia, oltre alla sua bambina e al suo maschietto, lascia la compagna Sherley, il babbo Livio, la mamma Luciana, il fratello Arnaldo e le sorelle Rosaria e Lorella. I Carabinieri di Mondavio, in attesa di ulteriori disposizioni dal magistrato di turno, hanno posto sotto sequestro lo stabilimento in cui si è verificata la tragedia.
12 luglio 2010E' MORTO LUCIANO SPOSATO. E' MORTO DESHIR TAFA UN OPERAIO ALBANESE DI 38 ANNI A MIRANDOLA DI MODENA
Modena E' morto Deshir Tafa operaio albanese di 38 anni. Deshir è morto ieri pomeriggio, di Mirandola. Un operaio albanese di 39 anni, la vittima stava lavorando dentro un pozzetto, presso la ditta Malavasi, stava riparando da solo una pompa per il deflusso dei liquami. Le esalazioni di gas potrebbero non avergli dato scampo fino a soffocarlo ma potrebbe essere caduto accidentalmente, o per un malore, annegando nei liquami utilizzati dall'azienda per la produzione di funghi. L'allarme è stato dato dal padre del titolare dell'azienda Malavasi ma a trovare il corpo, ormai senza vita, di Deshir è stato un collega moldavo.
ALESSANDRIA 10 LUG E’ morto Luciano Sposato un operaio edile di 46 anni. Luciano ha perso la vita questa mattina in un incidente sul lavoro a Bozzole, nel Casalese. La vittima e' Luciano Sposato, 46 anni, abitante a Pieve del Cairo, dipendente di una ditta del Pavese. L'uomo verso le 6,30 stava eseguendo dei lavori di manutenzione al tetto del porticato di un cascinale, raggiunto con un cestello azionato da una gru. All'improvviso il tetto ha ceduto e l'operaio e' precipitato da un'altezza di otto metri.
E' MORTO LORENZO FARRONATO. E' MORTO LEONARDO IPPOLITI L'OPERAIO DELLA THISSEN DI TERNI. MUORE AGRICOLTORE IN PROVINCIA DI BOLZANO
Bolzano, 10 lug. –E’ morto un agricoltore schiacciato dal trattore. Ancora un infortunio sul lavoro mortale in Alto Adige ed ancora una volta a determinarlo il rovesciamento di un trattore. E' accaduto verso le 17 a Lana, nel Meranese, dove un agricoltore ha perso la vita per un mezzo agricolo che si e' ribaltato durante lavori nella zona di Platteda, poco lontano da via Palade. L'agricoltore, che e' finito sotto il trattore, e' morto sul colpo.Sul posto sono intervenuti la Croce bianca, i vigili del fuoco e i carabinieri, i quali non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
Terni. E’ morto dopo una lunga agonia Leonardo Ippoliti l’operaio di 29 anni della Thyssenkrupp. Leonardo si è spento a Terni dopo aver ha lottato a lungo tra la vita e la morte, complice la totale mancanza di sicurezza in certe attività estreme da affrontare quotidianamente.
Vicenza 8 luglio E’ morto Lorenzo Farronato - Ancora una volta un luogo di lavoro si è trasformato nel teatro di una tragedia. La vittima questa volta è un uomo di 61 anni, Lorenzo Farronato. Un volo nel vuoto di 15 metri che non gli ha lasciato scampo. Lorenzo Farronato, socio con i suoi quattro fratelli (Giovanni, Antonio, Paolo, e Fabio) della Comac srl di Romano d’Ezzelino, conosceva bene il suo mestiere. Da anni. Ma l’esperienza non è stata sufficiente a farlo sfuggire ad un tragico destino, Si trovava con alcuni colleghi per la messa in sicurezza della parete rocciosa che delimita un lato della strada provinciale 76, Valgadena. Erano passate da poco le 15 quando si è verificato l’incidente. Cosa sia successo in quei pochi attimi che hanno preceduto la caduta. Forse una distrazione, o semplicemente un movimento sbagliato. Farronato è precipitato dalla parete rocciosa da un’altezza di 15 metri cadendo sull’asfalto.
mercoledì 7 luglio 2010E' morto Gabriele Griggio a Locate Varesino. E' morto a Mestre un operaio addetto alla manutenzione stradaleE’ MORTO UN OPERAIO TRAVOLTO DAL FURGONE DELLA DITTA PER CUI LAVORAVA LUNGO IL PASSANTE DI MESTRE. L’operaio era addetto alla manutenzione stradale. L'incidente è avvenuto tra Preganziol e Spinea in direzione Milano poco prima del casello di Spinea. Da quanto si è appreso l'uomo sarebbe stato investito dal furgone della ditta per cui lavorava parcheggiato lungo la corsia e tamponato da un autocarro proveniente da Preganziol.La Polstrada ha chiuso il tratto autostradale interessato dispondendo la deviazione lungo la A27 e l'immissione del traffico proveniente da Belluno-Treviso lungo la tangenziale di Mestre. Sul posto, oltre agli agenti della Stradale anche i vigili del fuoco di Mestre.
Varese 7 luglio E’ morto Gabriele Griggio un artigiano di 54 anni di Tradate di Varese. Gabriele è morto nel primo pomeriggio di mercoledì 7 luglio a Locate Varesino (Como) dopo essere precipitato da circa sette metri mentre stava compiendo alcuni lavori di manutenzione sul tetto di un magazzino. Per Griggio non c’è stato nulla da fare: troppo gravi le ferite riportate nella caduta. Luogo dell’infortunio mortale un magazzino di una ditta in via Garibaldi a Locate Varesino dove l’artigiano, un lattoniere, era impegnato in alcuni lavori di manutenzione della copertura.
E' MORTO IGNAZIO CARTA. E' MORTO FRANCESCO DE MICHELI, E' MORTO ANTONIO BORELLA. E' MORTO FRANCESCO GRANCHELLI. E' MORTA VITTORIA GIORDANO A LATINA
Nuoro E’ morto Ignazio Carta, operaio di 45 anni. Ignazio è morto oggi schiacciato dal suo trattore che si è ribaltato nelle campagne del paese. La tragedia, di cui si conoscono ancora pochi particolari, è avvenuta intorno alle 17 in un terreno su una strada di penetrazione agraria nella zona di gennecresia, a due chilometri dalla vecchia Orientale sarda. Quando l'équipe del 118 arrivata da Lanusei ha prestato i primi soccorsi, per Ignazio Carta non c'era più nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Lanusei, che hanno estratto il corpo dell'uomo dal mezzo, e i carabinieri, che hanno eseguito i rilievi per stabilire la dinamica e le cause della disgrazia.
Latina E' morta Vittoria Giordano, operaia 49enne di Terracina in seguito ad una caduta avvenuta in una fabbrica di Pontinia. Vittoria, dipendente di un’azienda di dolciumi ha perso l’equilibrio mentre era a bordo di un carrello elevatore per fare le pulizie. La caduta, da circa 3 metri di altezza le ha causato una ferita alla testa che non le ha lasciato scampo nonostante i soccorsi e il conseguente ricovero nel nosocomio del capoluogo pontino.
Cremona E’ morto Francesco de Micheli agricoltore sbandando con il trattore, si è spenta così la vita di un agricoltore di 53 anni, molto conosciuto a Motta Baluffi.
Livorno 5 luglio E’ MORTO ANTONIO BORELLA Un tragico incidente nei campi ha stroncato ieri mattina la vita di Antonio Borella, 69enne in pensione, meglio conosciuto a Collemezzano come "Gigi".L'uomo era uscito di casa verso le 5 del mattino ed è deceduto poche ore più tardi, schiacciato dal trattore a bordo del quale stava andando nei campi.I familiari si sono accorti della tragedia solo attorno alle 14, quando hanno iniziato ad allarmarsi per il ritardo di Antonio, che tutti aspettavano per pranzo. Così si è scoperto il profilo del dramma che ha gettato la famiglia Borella, la moglie Vera e i quattro figli, tre donne e un uomo, nello sconforto più nero. L'ambulanza medicalizzata della Pubblica assistenza di Cecina, accorsa a sirene spiegate sul luogo dell'incidente, è intervenuta senza poter fare altro per l'agricoltore che constatarne il decesso.Per l'uomo infatti, come ha spiegato il dottor Roberto Amore, medico del 118, la morte sarebbe avvenuta prima delle dieci di mattina. Il personale sanitario si è quindi adoperato per evitare alla moglie, che accusava un malore, che lo shock della scoperta potesse degenerare in un ulteriore dramma. Dalle prime ipotesi sulla dinamica dell'incidente pare che il trattore si sia inclinato e poi quasi ribaltato, sbalzando Antonio sul terreno, per poi passargli sopra la testa e ucciderlo all'istante, lasciandolo esanime in mezzo ai campi. Il mezzo, tornato diritto, avrebbe poi continuato la sua corsa fino ad andare a sbattere contro i primi anelli degli alberi del bosco. L'anziano si stava dirigendo nell'appezzamento di terra di sua proprietà, situato poche centinaia di metri dietro l'abitazione all'inizio di via Potenza. Borella era un agricoltore e aveva sempre lavorato in un'azienda agricola. Era quindi un esperto trattorista e per questo gli inquirenti hanno deciso di appurare se l'incidente possa essere stato causato da una perdita di controllo del mezzo provocata da un malore. Secondo un vicino di casa, Antonio avrebbe avuto diversi problemi di salute, il che renderebbe ancora più plausibile la supposizione. L'altra ipotesi presa in considerazione è che la tragedia sia stata provocata da un errore di conduzione. Certo questa è meno probabile, considerata la confidenza con la guida e la sua esperienza, ma il tragitto inclinato e disconnesso non consente di escluderla totalmente. I carabinieri della compagnia di Cecina stanno svolgendo le indagini, mentre il magistrato Giuseppe Rizzo ha autorizzato la rimozione del cadavere diverse ore dopo il decesso. Ancora da chiarire, a seguito dei rilievi effettuati dall'unità dell'Usl (servizio di prevenzione), che si occupa degli infortuni sul lavoro, se l'incidente possa rientrare nella casistica, visto che l'uomo era un pensionato: che però si apprestava a lavorare la sua terra.
Pescara 6 LUGLIO E’ MORTO Vincenzo Granchelli agricoltore di 71 anni. schiacciato dal mezzoche guidava. L'incidente si è verificato ieri mattina in contrada Riedi. A bordo del suo trattore gommato, stava passando da un terreno agricolo alla strada, quando, a causa di un avvallamento non ben considerato, il mezzo si è ribaltato. Il corpo dell'anziano è finito sotto il mezzo che lo ha schiacciato, senza lasciargli scampo. Inutili i soccorsi del 118 che pur sono giunti tempestivamente. Al loro arrivo, il cuore del settantunenne aveva già smesso di battere: inutile qualsiasi tentativo per rianimarlo. All'incidente ha assistito impotente un parente di Granchelli che ha subito lanciato l'allarme. Sul posto, in men che non si dica, sono intervenuti i carabinieri della vicina Compagnia di Penne, i medici del 118, gli uomini della Asl e i vigili del fuoco. La macchina dei soccorsi però nulla ha potuto contro un destino atroce che si era già compiuto. Il peso del trattore, infatti, è stato fatale per l'agricoltore che è morto sul colpo.
Foggia 6 luglio e’ morto Domenico Ciccorelli un operaio di 30 anni. Domenico e' morto per lo scoppio di una bombola di ossigeno in un deposito di rottami alla Secondo quanto accertato dai vigili del fuoco intervenuti sul posto, l'uomo stava smontando il gruppo valvolare di una bombola d'ossigeno, che probabilmente non era del tutto vuota. La fuoruscita del gas ha causato lo scoppio e la morte sul colpo dell'operaio. A poca distanza c'erano altri due operai che, pero', sono rimasti illesi. Ciccorelli aveva moglie e due figli piccoli
VENEZIA, 5 LUG E’ MORTO UN OPERAIO DI 59 ANNI a Noale (Venezia) schiacciato da alcune lastre di cemento armato crollategli addosso come un gigantesco domino. La vittima, 59 anni, era all'interno dell'azienda, specializzata nel movimento container, e stava attendendo che venisse caricato il suo automezzo. Un carrello elevatore avrebbe urtato una colonna che cadendo, ha trascinato nel crollo le lastre che si sono abbattute sull'uomo.
lunedì 5 luglio 2010E' morto Salvatore Vita operaio di 58 anni mente lavoravo in una linea elettricaPisa, 5 lug. E' morto salvatore vita operaio di 58 anni questa mattina mentre lavorava a una linea elettrica, in localita' Santa Colomba, nel comune di Bientina (Pisa). La vittima si chiamava Salvatore Vita, originario della provincia di Agrigento ma residente da anni a Crespina, nel Pisano. Secondo quanto ricostruito l'incidente mortale sul lavoro e' avvenuto poco dopo le 9.
venerdì 2 luglio 2010E' MORTA GABRIELLA BALDAS UN'OPERAIA DI 55 ANNI A SUSEGANA DI TREVISO. E' MORTO ENRICO TAMIAZZO OPERAIO DI 28 ANNI A PADOVA2 luglio tragico nel nordest 4 vittime
Bolzano 2 luglio E’ morto Klaus Tretti di 66 anni ad Appiano, vicino a Bolzano. klaus titolare di un magazzino intento al lavoro con un carrello per sollevare la merce. tretti e' caduto dal mezzo ed ha battuto il capo, riportando lesioni gravissime per le quali e' morto poco dopo il ricovero all'ospedale di Bolzano. Sono in corso indagini dei carabinieri per accertare l'esatta dinamica dell'incidente.
Bolzano E’ morto Johann Troger agricolttre.Johann e' stato travolto da una macchina per lavorare il fieno. La vittima aveva 51 anni. La disgrazia e' avvenuta nei campi di Tanas, nel comune di Laces (Bolzano).
Treviso 2 luglio E’ MORTA GABRIELLA BALDAS OPERAIA DI 55. GABRIELLA è morta in un’azienda alimentare di Susegana, nel pomeriggio di oggi. Gabriella è morta al grissinificio Roberto, nota ditta specializzata nello sfornare e commercializzare prodotti da forno sia per la grande distribuzione che per il mondo della ristorazione. L’esatta dinamica dell’accaduto è ancora al vaglio dello Spisal dell’Usl 7, intervenuto sul posto insieme ai sanitari del Suem di Treviso, ai vigili del fuoco di Conegliano e ai carabinieri della stazione di inutile: la donna era già deceduta, spirata praticamente sul colpo a causa delle gravissime lesioni riportate nell’infortunio, dovuto secondo le prime informazioni da un macchinario per la produzione dei grissini sotto cui l’addetta sarebbe rimasta schiacciata. Vano l’atterraggio dell’elicottero del Ca’ Foncello.
PADOVA, 2 LUG E’ morto Enrico Tamiazzo. Un giovane e’ morto in un incidente sul lavoro avvenuto stamani nella zona artigianale di Bovolenta (Padova) Enrico Tamiazzo, 28 anni lavorava come lattoniere stava compiendo un sopralluogo sul tetto di una stireria, quando il solaio ha ceduto sotto i suoi piedi. Il giovane e’ morto sul colpo e vani sono risultati i soccorsi dell’equipaggio del 118 arrivato sul posto con un elicottero.
E' MORTO FRANCESCO BRINA INVESTITO DA 30 QUINTALI DI PUTRELLE IN UN'AZIENDA DEL BRESCIANOBrescia 1 luglio E’ morto Francesco Luigi Brina, 40 anni.. A perdere la vita un autotrasportatore di Piancamuno,. Erano circa le 14,30 quando Ferancesco, alle dipendenze della società italiana trasporti europei spedizioni nazionali ed internazionali «Site» di Badetto di Ceto, stava caricando dei fasci di putrelle all'interno del reparto spedizioni del laminatoio, fermo per la cassa integrazione degli operai. Probabilmente a causa di un guasto del carro ponte, un fascio di putrelle di acciaio, del peso di circa 30 quintali, si è staccato ed è andato a colpire Brina, che proprio in quel momento, per cause da accertare, sostava tra la pila di putrelle ed il camion. Immediati sono scattati i soccorsi. Da Brescia è stato fatto decollare l'elicottero del 118 mentre da terra è partita un'ambulanza. Una volta giunti sul posto però i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso.Sul posto sono giunti anche i vigili del fuoco di Darfo Boario e di Edolo, i carabinieri di Cedegolo, i tecnici dell'Asl e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali camune, che hanno parlato di «ennesima morte bianca e attacco alla sicurezza sui posti di lavoro, appellandosi infine alla necessità di confronto». Se il reparto laminatoio era già chiuso e senza dipendenti, il reparto torneria ha cessato l'attività in segno di lutto. Francesco Brina era nato a Bergamo e abitava in Via XXV Aprile nella frazione Beata di Piancamuno, dove si era trasferito da poco con la famiglia. Lascia la moglie Paola Federici e due bambini maschi di 6 e 4 anni. La salma si trova nell'obitorio dell'ospedale di Esine, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
I MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO CALANO DEL 7%. MA GIUGNO E' STATO TRAGICO PER AGRICOLTORI E EDILI.I morti per infortuni sul lavoro sono stati dall’inizio dell’anno al 30 giugno 2010 265 contro i 283 dello stesso periodo del 2009. Assistiamo quindi ad un calo del 7 % . I morti in agricoltura sono stati 79 contro gli 85 del 2009. Nel mese di giugno del 2010 sono stati però 29 contro i 17 di giugno 2009. Assistiamo ad un terribile aumento del 38%. Purtroppo all’inizio del mese avevo previsto questa carneficina, l’ho scritto nel blog e tempestato di mail giornalisti, politici, giornali ecc. Bastava guardare le tabelle excel del 2009 (mandate a tantissimi che non si sono neppure degnati di guardarle) e l’andamento climatico d’aprile e maggio 2010: a causa del maltempo erano stati rimandati i lavori all’aperto. I nostri agricoltori, come gli edili, muoiono nell’indifferenza generale, schiacciati dal vecchio trattore che guidano in età avanzata. L’ex ministro dell’Agricoltura Zaia, sempre presente quando c’erano da inaugurare sagre e mostrarsi in televisione non ha fatto niente per ridurre queste morti così poco mediatiche. Ci aspettiamo dal nuovo Ministro dell’Agricoltura Galan una maggiore attenzione verso questo triste fenomeno che vede morire i nostri padri e i nostri fratelli.Per quanto riguarda gli edili i morti sono stati 73 dall’inizio dell’anno fino al 30 giugno del 2010 contro gli 83 dello stesso periodo del 2009. Nel mese di giugno 2010 sono stati 19 contro i 14 di giugno 2009. Anche per questa bistrattata categoria, formata sopprattutto da merdionali e stranieri, vale lo stesso discorso degli agricoltori: dai dati raccolti era possibile capire che ci sarebbe stato un giugno tragico anche per questa categoria che aveva rimandato i lavori all’aperto. CARI NAVIGATORI CHE VISITATE IL BLOG IN DIVERSE CENTINAIA AL GIORNO, CERCATE, ALMENO VOI, DI SENSIBILIZZARE I VOSTRI CONOSCENTI CHE LAVORANO IN EDILIZIA E IN AGRICOLTURA. DITE LORO CHE GIUDARE UN TRATTORE IN TARDA ETA’ E LAVORARE IN EDILIZIA SONO I MESTIERI PIU’ PERICOLOSI.
mercoledì 30 giugno 2010Anche l'ultimo giorno di giugno ha portato altre vittime. E' morto Nicola Moretti nel bellunese e Sirio Corte Mette in provincia di Trento
TRENTO E’ morto nicola Moretti operaio bellunese. Nicola si è spento martedì pomeriggio per le gravi ferite riportate, l'operaio rimasto ferito durante lavori di disgaggio in Val Daone, in Trentino. La vittima aveva 44 anni. Sul posto per gli accertamenti del caso, è intervenuto anche l'ispettorato del lavoro. L'incidente è avvenuto in località Boazzo. L'operaio veneto, era dipendente di una ditta valsuganotta. I soccorritori del 118 l'hanno trasportato in elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento, ma senza salvarlo.
Belluno E’ morto Sirio Corte Mette di 72 anni cadendo su di una falciatrice che gli ha reciso la gola - Auronzo in lutto per una tragedia inspoegabile. Sirio, maestro di sci a Cortina e a Misurina. Ha perso la vita mentre stava sfalciando il prato del maneggio che si trova vicino al lago di Auronzo. Aveva acceso la falciatrice per curare le pertinenze del maneggio e di un piccolo ristoro gestito durante l’estate dal figlio Giovanni. Per cause ancora non chiare, è caduto a ridosso della falciatrice che gli ha reciso la gola. È stata una turista che passeggiava da quelle parti ad accorgersi sconvolta dell’accaduto. Subito ha cercato qualcuno in possesso di un telefonino per dare l’allarme al 118. Giunti sul posto, ai sanitari non è rimasto che constatare il decesso.

giovedì 29 luglio 2010

QUASI QUASI DEI VERI CADUTI SUL LAVORO

Il titolo del comunicato che ho preso per spendere due parole su questa ennesima tragedia annunciata sul fronte afgano che ha visto uccisi altri due mercenari italiani potrebbe dare il senso di un articolo pesante contro questo ennesimo atto di belligeranza,ma invece i toni oltre che naturalmente di totale schifo nei confronti della missione di guerra,sono giustamente pesanti con la classe politica italiana(a dire il vero dovrebbero prendersela con tutti i politicanti nostrani anche se l'articolo rimarca solo Berluscojoni e i suoi adepti del centrodestra)rei di mandare ancora soldati ad ammazzare e venire uccisi.
Questa volta,a differenza di quasi tutte le altre morti di mercenari italiani,gli ultimi due possono essere considerati dei caduti sul lavoro in quanto uccisi durante l'importante attività di sminamento che permette alla popolazione civile afgana e a chi vuole davvero ricostruire l'Afghanistan di essere aiutata a vivere meglio(e poi bisognerebbe vedere chi come e quando tali mine siano state piazzate...magari sono made in Brescia!).
Che poi sia sbagliato ricordare in Parlamento questi soldati a scapito di chi muore quotidianamente per svolgere il proprio lavoro è l'ennesimo fatto riprorevole che giunge a cadenza quando qualche personaggio,in questo caso l'istituzionale fascista La Russa che non vedrà mai il suo figlio combattere queste guerre ma se ne starà al sole pieno di coca,è un fatto che ho sempre criticato così come il mantenimento delle famiglie colpite a spese nostre vita natural durante.
L'articolo postato da Piemonte Indymedia è del Collettivo Comunista Piemontese che rimarca il fatto che gli afgani stiano combattendo contro un'invasore che viene per invadere e non per portare aiuti se non morte e distruzione.
Ultima considerazione,visto che questi militari sono morti non per un attacco diretto a fuoco o per un attentato vero e proprio,ma a quanto pare per il momento per l'esplosione di un ordigno rudimentale messo apposta nelle vicinanze,i mass media dopo un primo momento della news calda nell'immediatezza in cui è stata data la notizia ha già posto questo accadimento nelle retrovie di tutti i più importanti tg(mediaticamente e non per le cagate del regime che sparano)...forse ci sono mercenari morti che fanno più notizia di altri?

W la resistenza afghana! Morte all'imperialismo!

Quelle famiglie dovrebbero augurare lo stesso dolore alla famiglia di Berlusconi e dei caporioni della sua banda di governo. Ma essi sono al sole delle loro spiagge e a godersi le loro sontuose ville al mare, attorniati da puttane e imbottiti di cocaina.
Mentre prosegue la missione italiana di guerra imperialista per l’occupazione dell’Afghanistan, altri due militari italiani sono morti cercando di disinnescare un ordigno. Altri due mercenari al soldo dei capitalisti nostrani, ci hanno lasciato la pelle. Non possiamo fare altro che prendere atto della loro prematura scomparsa e ribadire quanto questa missione militare, come tutte le altre in cui sono impegnati i militari italiani, non sia assolutamente una missione di pace, come vogliono fare credere le Autorità del nostro Paese, ma una vera e propria guerra di occupazione. Alla ferocia e alla arroganza degli occupanti, la resistenza afghana risponde colpo su colpo e, come i nostri partigiani durante l’occupazione nazista dell’Italia, difendono con le unghie e con i denti la loro patria e la loro autodeterminazione.
Berlusconi si dice addolorato e dice anche che però queste morti nostrane, rafforzano l’idea che dobbiamo continuare ad esserci. Il capo banda del governo di mafiosi, fascisti, razzisti e speculatori, rivolge anche il proprio cordoglio alle famiglie dei due militari morti. Ma quelle famiglie dovrebbero indignarsi e odiare chi manda i loro figli a morire in una missione di guerra spacciata per “missione di pace”. Quelle famiglie dovrebbero augurare lo stesso dolore alla famiglia di Berlusconi e dei caporioni della sua banda di governo. Ma essi sono al sole delle loro spiagge e a godersi le loro sontuose ville al mare, attorniati da puttane e imbottiti di cocaina.
Lo stesso dolore che provano le famiglie dei due giovani mercenari morti ammazzati dalla legittima resistenza di un popolo aggredito, devono provarlo i mandanti di questa missione militare. Sono le famiglie delle carogne che ci governano che devono perdere i loro figli e vederli ammazzati dalla necessaria e doverosa resistenza di un popolo al quale si vorrebbe mettere le catene!

W la resistenza afghana!
Morte all’imperialismo!

Collettivo Comunista Piemontese
colcompiemonte@yahoo.it
tel. 3476558445.
Via Spotorno 4 Torino.
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