venerdì 21 aprile 2017

L'ATTENTATO DI DORTMUND DI MATRICE ECONOMICA


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Gridando al lupo al lupo ogni tanto ci si sbaglia benché siamo tutti d'accordo che i tanto bistrattati antenati del cane domestico al confronto con i folli delle milizie Isis siano solo dei cuccioli indifesi,e il caso dell'attentato al pullman del Borussia Dortmund alla vigilia dell'incontro di Champions League della scorsa settimana si è rilevato frutto di una sola mente altrettanto in balia della pazzia.
Ma molto lontano dal terrorismo islamico e che questione di attimi non si è dimostrata letale e tragica come i risultati degli attacchi daesh:infatti un broker ventottenne con cittadinanza tedesca e russa ha escogitato un piano criminale degno di un film per arricchirsi speculando sulla caduta del titolo della compagine tedesca in borsa.
Dalle indagini è infatti emerso che questo delinquente abbia ordito il tutto per proprio interesse economico personale,facendo nuovamente cadere nel terrore una nazione intera che ancora non si è ripresa totalmente dai fatti di Berlino nel periodo natalizio.
Ecco la cronaca del lavoro degli investigatori raccontata da Contropiano(dortmund-lattentato-del-broker-senza-qualita )che hanno portato all'arresto del giovane affamato di soldi così come il nostro modo di vivere vuole.

Dortmund. L’attentato del broker senza qualità.

di Redazione Contropiano
Mentre a Parigi si consuma un altro attacco, in Germania si fa chiarezza sull’attentato di Dortmund, dove degli ordigni erano stati fatti esplodere al passaggio pullman che portava i giocatori del Borussia a disputare la partita di andata di Champion, contro i francesi del Monaco. Un calciatore era rimasto ferito e la squadra tedesca – il giorno dopo – aveva perso l’incontro.
Tutti avevano indicato l’Isis, persino il ministro dell’interno. Un uomo di fede musulmana era stato fermato e poi rilasciato perché risultato completamente estraneo al fatto. Ma l’ombra del terrorismo jihadista aveva continuato ad aleggiare sui cieli di Germania.
Ora la polizia tedesca ha arrestato giovane di 28 anni, con doppia cittadinanza – tedesca e russa – che ovviamente non è affatto un islamista radicale, bensì… un investitore finanziario!
Sergej W. viveva a Tubinga, una città nel sudovest del Paese, nel Land del Baden-Wuerttemberg. Il motivo dell’attentato non ha infatti nulla a che vedere con la religione, a meno di non voler considerare tale la voglia di ricchezza facile.
Il broker d’assalto aveva infatti congegnato il piano prevedendo – come da logica di borsa – che dopo l’attentato il titolo del Borussia sarebbe crollato, facilitando dunque il suo piano speculativo (comporare le azioni della squadra nel momento di massimo deprezzamento per poi rivenderlo – con forti guadagni – quando il ricordo dell’attacco sarebbe svanito tra gli investitori.
Previsione ovviamente esatta, anche perché l’attentatore finanziario si era premurato di spargere “segni” che dovevano portare a individuare l’Isis come responsabile. Non c’è bisogno di aggiungere che ogni mestiere ha la sua professionalità, né che Sergej W. si è rivelato poco “competente” sia come broker (altrimenti non avrebbe avuto bisogno di preparare un attentato per arricchire il proprio portafoglio), sia e soprattutto come “terrorista”.

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