martedì 13 gennaio 2015

I PROFESSIONISTI DELLA POLITICA(A VOLTE TROMBATI)


L'analisi presa dal sito Infoaut il giorno dopo le primarie Pd per decidere il candidato Presidente della regione Liguria alle prossime elezioni è un mix di Cronaca e di analisi politica,un editoriale infarcito di cifre che sviscera alcuni argomenti interessanti che fanno capire quanto questi metodi di scelta siano un vanto sventolato ai quattro venti dal Pd e allo stesso tempo ben vedendo anche il contrario,una scelta in cui può esprimere il proprio parere chiunque e a volte sviando l'esito finale.
Delle primarie serie dovrebbero vedere il voto solo degli iscritti di un partito,ma questo Cofferati,il trombato di turno,era consapevole già prima del voto che ha visto vincere la renziana Paita:se queste regole non andavano bene all'ex sindacalista cremonese poteva anche non presentarsi credo.
Cofferati,vero professionista della politica e della poltrona nato vicino a Cremona,ex presidente della Cgil ed ex sindaco di Bologna,probabilmente sentiva la mancanza di qualcosa di più di una poltrona al Parlamento europeo e quindi si è candidato come presidente della Liguria(Cremona-Cgil-Bologna-Strasburgo e quasi Genova mi sembra proprio una caccia allo scrannio).
Poi l'analisi spazia sul voto di gruppi di immigrati cinesi a quelli di forze politiche dell'opposizione,un po' quello che ha visto Renzi battere a suo tempo Bersani grazie all'apporto di numerosi elettori non Pd ma cui faceva comodo la vittoria dell'ex sindaco fiorentino,ma questa è un'altra storia.

Liguria. Primarie Pd col broglio, Cofferati denuncia .

Le primarie, negli Stati Uniti, sono elezioni serie. Votano soltanto gli elettori che sono iscritti nelle liste elettorali come sostenitori del partito per cui le primarie si fanno. Ovvero: solo gli elettori che si sono dichiarati pubblicamente, registrandosi come tali, repubblicani possono votare per i cadidati repubblicani, e viceversa per i democratici. Recinti separati per opinioni politiche - teoricamente - contrapposte.
Tutto il contrario di quel rodeo per imbecilli che sono le primarie del Pd, qui in Italia. Un happening in cui vota chiunque, anche chi non ha neanche la cittadinanza e quindi non potrà votare alle elezioni vere e proprie; anche chi sostiene il partito opposto. E' un metodo che si è rivelato favoloso per "scalare" il Pd, portando Renzi con i voti berlusconiani alla segreteria del partito e poi a palazzo Chigi.
E' lo stesso metodo, ormai consolidato, con cui in Liguria la renziana Raffaella Paita ha "vinto" primarie per le regionali ampiamente compromesse, prima del rodeo, dall'endorsement a suo favore fatto dai maggiorenti di Forza Italia. Che naturalmente si sono poi anche recati "alle urne", mobilitando le proprie clientele.
Il candidato avversario, Sergio Cofferati, non proprio uno di primo pelo, aveva denunciato questo broglio preventivo prima ancora che si aprissero le "votazioni", domenica mattina. Poi, a voto in corso, aveva segnalato strane partecipazioni (in particolare di gruppi di immigrati di origine e cittadinanza cinese, molti a digiuno dei rudimenti della lingua italiana, al punto di rendere difficile per gli "scrutatori" la registrazione del nome).
Nella serata di ieri il risultato, scontato viste le premesse: Raffaella Paita, 40 anni, ha "vinto"con 28916 voti, Sergio Cofferati ne ha ottenuti 24827 e Massimiliano Tovo (Centro democratico) 687. Questi i voti. Da segnalare che Cofferati ha stravinto a Genova, dove alla fin fine c'è stato almeno un po' di "controllo" sulla regolarità del voto. Mentre la Paita ha fatto il pieno nei altre province.  
"Non riconosco questo risultato. Aspetto il pronunciamento del Comitato di garanzia sulle segnalazioni di irregolarità e poi commenterò". Sergio Cofferati, aspettando i risultati  nella sede del Pd, ha rivelato ance che "ci sono state moltissime segnalazioni di irregolarità. Ci sono elementi da procura".
Noi ci limitiamo a far osservare che è in questo groviglio di vipere e con queste pratiche da imbroglioni che si selezionano coloro che poi ci vengono a fare lezioni di "democrazia" mentre amministrano la cosa pubblica per conto e negli interessi della Troika.
12 gennaio 2014

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