venerdì 30 gennaio 2015

DENUNCE PER I COMPAGNI SALENTINI

Breve articolo preso da Contropiano(http://contropiano.org/politica/item/28825-contestarono-casapound-a-lecce-denunciati-38-antifascisti )che riguarda la manifestazione dello scorso settembre ritenuta non idonea ed anzi passibile di tante denunce per svariati presunti reati,una spontanea sollevazione popolare non solo del salento che voleva impedire un raduno neofascista di Caga Povnd cui avrebbero dovuto partecipare Iannone e Porchezio(http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.it/2014/09/comitato-daccoglienza-leccese.html ).
Per quel comitato d'accoglienza sono stati denunciati 38 compagni,con indagini che stanno andando avanti e ben nessun fascista perché si sa che se si litiga si è in due,ma evidentemente la giustizia in Italia vede solo da un lato,quello sbagliato.

Contestarono Casapound a Lecce, denunciati 38 antifascisti.

Arrivarono a Lecce da tutta la provincia e anche dal resto del Salento, a centinaia, il 6 settembre dell’anno scorso, per contestare la Festa Nazionale di Casapound. Ne seguirono manifestazioni e presidi durante tutta la tre giorni organizzata dai “fascisti del terzo millennio” – in tutto e per tutto uguali a quelli del secondo – con il risultato che i ragazzotti di Iannone dovettero rinunciare al centro della città per auto esiliarsi, insieme al loro ospite d’onore Mario Borghezio e all'ex sindaco Adriana Poli Bortone, in un agriturismo di Surbo, comune nell’hinterland leccese, lontani dai riflettori.
Il 6 settembre almeno 400 persone manifestarono nel centro di Lecce contro la convention fascio-leghista e le tolleranze e complicità istituzionali nei confronti di Casapound, dietro uno striscione che recitava “E’ troppo tardi per stare calmi! Lecce antifascista”, replicando il corteo già realizzato in occasione del 69° anniversario della Liberazione sempre nel capoluogo salentino, il 25 aprile.
Ma ora contro gli antifascisti che giustamente protestarono contro l’organizzazione squadrista si abbatte una vera e propria ondata di denunce, ben 38 a carico di altrettanti attivisti e attiviste. C’era stata qualche lieve scaramuccia, qualche petardo e qualche fumogeno – vista anche la esagerata presenza di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza - ma nessuno scontro degno di nota. Eppure la mobilitazione antifascista ha spinto Digos e Procura di Lecce ad indagare fino a spiccare varie denunce per manifestazione non autorizzata, travisamento, detenzione di oggetti atti ad offendere, minaccia a pubblico ufficiale. Non contenta, la Digos ha informato di essere alla ricerca di altri manifestanti che potrebbero subire la stessa sorte dei 38 già denunciati.
 

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