martedì 18 ottobre 2011

GUERRA INDOTTA

Tra l'infinità di commenti post 15 ottobre che stanno proliferando in rete e che spaziano su un pò di tutto ho scelto uno di Indymedia(e anche qui volano parole grosse e minacce tra chi dovrebbe stare sullo stesso fronte almeno sulla carta)che spiega qualcosina su quello che giornalisti,politici e sbirri(gli stessi presi in causa ieri:http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2011/10/politici-e-giornalisti-fate-pena.html )stanno facendo,ovvero l'ennesimo tentativo di lacerare il movimento di lotta antagonista di sinistra e antifascista.
E'lapalissiano che un fronte costituito da numerose realtà affini ma talvolta molto distanti non possa trovarsi pienamente d'accordo su tutto quello che possa concernere una linea politica da prendere come esempio,ma da qui a sputtanarsi a vicenda come sta accadendo in queste ore è di una scemenza ed infamia cieca e totale.
Non posso concepire come chi si definisce ancora"compagno"possa aiutare gli sbirri nelle proprie indagini nella denuncia dei rivoltosi che si espongono maggiormente(sia in termini di incolumità personale che giuridica);prima si manifesta contro il regime(e le forze dell'ordine sono il loro braccio armato istituzionale)e poi con la coda tra le gambe ci si rivolge a quelli che stanno calpestando i nostri diritti e libertà:a stronzi svegliatevi!!!
Senza dimenticarsi che anche le merde in divisa in queste ore stanno scioperando e manifestando contro chi da loro il denaro ed il mandato per picchiare,arrestare ed uccidere praticamente rimanendo impunito,che anche questo è un bel dire,non so se rendo l'idea!
Nel caso che la sinistra fosse stata al comando eravamo già in fase colpo di stato?
La lotta è l'unica via possibile per portare avanti un percorso di giustizia sociale e di libertà personale e se questo fa storcere il naso ai"compagni"che sputtanano bene,che si possano inculare e alle prossime elezioni che vadano a farsi rappresentare ancora da rapanelli piddini o simil rappresentatori che vogliano,ed il discorso vale pure con i sindacati che hanno trovato la forza finalmente per ricongiungersi:per diffamare la gente che rischia la vita e la galera per cambiare qualcosa.

L'indignazione sotto al cappello di politici e polizia. I delatori stanno al gioco.
Il movimento si sta rivelando un covo di infami. Il grosso problema posto dagli scontri del 15, e mi riferisco a quelli prima del confronto con la polizia a San Giovanni, con il danneggiamento indiscriminato e senza obiettivi che ha inficiato lo spitrito pacifico della manifestazione, va risolto all'interno del movimento.
Temo di più chi si trasforma in delatore e informatore della polizia che una frangia lucidamente violenta. Quella la puoi contenere, i primi no. Una volta che hai agito da infame è facile commettere il gesto una seconda volta, con meno scrupoli morali.
Tutti sapevano che sarebbe accaduto. Che uno spezzone avesse intenzione di scontrarsi e praticare azioni di guerriglia era noto. Nelle ultime 24 ore circolavano anche dettagli su di esse. Lo sapevano anche i giornalisti e per questo motivo, a quanto pare, alcune non sono state nemmeno eseguite.
Così come mi viene da sospettare che se l'aspettassero i promotori, come dimostra la paura di tradurre in italiano lo slogan internazione e la sua edulcorazione in una versione diversa.
Era una manifestazione senza veri obiettivi e senza piattaforma politica. Non aveva uno scopo preciso e c'è stato dentro di tutto, come rileva la cronaca di SenzaSoste ( http://www.senzasoste.it/nazionale/senza-soste-cronaca-e-commento-sulla-... ).
E' finito il tempo delle manifestazioni oceaniche del passato con funzione di dibattito politico.
La base non riveste più un importante ruolo di indirizzo nelle scelte della politica. Gli stessi partiti e sindacati non l'hanno capito.
E così i movimenti.
Il dibattito è diventato un monologo e la piazza si è riempita di individui, con i propri problemi personali, incapace di porre un discorso unico, inclusivo, solidale. E come individui si comportano.
Dove invece l'obiettivo politico è stato vissuto come un problema collettivo, la popolazione ha tenuto testa alle forze armate e ha rovesciato governi. Senza voler parlare delle dittature arabe, Bolivia e Argentina sono un esempio.
I delatori stanno così raccogliendo l'assist della politica che non han perso l'occasione per far propria a parole l'indignazione dei manifestanti.
Nel mettergli il cappello, i politici hanno spostato il portato semantico. Il loro messaggio è: siamo con voi perchè la crisi è ingiusta e non l'avete prodotta voi.
Probabilmente ci sono anche manifestanti dell'ultima ora che la intendono così, altrimenti si sarebbero svegliati prima che la crisi arrivasse alle proprie tasche.
Ma il concetto dell'indignazione che sta prendendo la scena mondiale è che essa sia stata prodotta da un sistema sbagliato e non da un errore occorso in quel sistema, per fatalità o colpa di un suo elemento.
La polizia ha invece usato scientificamente i disordini per fini sindacali. Gli stanno tagliando le risorse e il casino ingestibile, in larga parte palesemente non gestito a bella posta, è un'arma da rivolgere contro la politica per costringerla a scucire i soldi.
L'empatia improvvisa verso la polizia, con la conseguente corsa alla delazione, è come le fiction sui carabinieri: slegata della realtà.
Anzichè fornirgli fotografie, domanderei con insistenza perchè si sia gestita la piazza in quel modo, accettando un fronteggiamento prolungato che avevano la possibilità di concludere molto prima.
La logistica di San Giovanni permetteva un facile accerchiamento, ma l'hanno nemmeno tentato; i caroselli dei blindati, oltre che il rischio di investire qualcuno, causavano un'evidente euforia e un bersaglio fin troppo semplice da colpire e magari da isolare.
Non c'è stata carica di uomini, nessuno scontro fisico.
Perchè?
Di solito quando si usano i blindati questi servono da sfondamento per agevolare la carica.
Qui non è mai avvenuto. Era un gioco a rimpiattino voluto e caldeggiato.
La prevenzione e le informative dei servizi segreti, di cui si parla sempre, non si sono viste, nemmeno sui giornali, abituati ad amplificarle puntualmente. Come mai, se era tutto annunciato?
Non solo quindi le ff.oo.han contribuito a fomentare il caos che gli indignati hanno subito, ma oggi racolgono anche i frutti della delazione da quelle stesse persone.
Grazie alle soffiate verranno probabilmente arrestate numerose persone che si son lasciate prendere la mano dall'euforia di vedere per una volta la piazza tener testa alle camionette, e magari hanno lanciato un sasso senza nemmeno pensare a bardarsi troppo, perchè il loro intento non era quello ma ci si sono trovati in mezzo.
Temo che pagheranno coloro i quali non avevano messo in conto il proprio coinvolgimento diretto, piuttosto di chi aveva scelto il rischio di esporsi scontrandosi.
La polarizzazione della reazione emotiva, e per niente ragionate, in "polizia buona - incappucciati da denunciare", taglia qualsiasi riflessione sull'insieme della cause che han prodotto il delirio del 15.
Da sabato cambiano i rapporti tra i gruppi del movimento e, se non si risolve la spaccatura tramite un dialogo interno, rimarranno solo le delazioni e le fratture.
Un risultato molto peggiore di 10 anni fa.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ahahahahah

te rode er culo che la gente onesta fa l'infame verso chi e' un balordo e incendia le macchine !!!!!

oh, ma gira e rigira ma non e' che sei un balordo pure te ?

Lillo ha detto...

Alcuni dicono di sì.E se me lo dici tu è un complimento!