venerdì 6 maggio 2016

MARONI VS FORMIGONI

La richiesta di risarcimento ai danni di Formigoni per il processo sul caso della Fondazione Maugeri dove l'ex governatore lombardo è stato accusato di aver preso mazzette per indirizzare fondi regionali presso l'istituto sanitario pubblico pavese(vedi:http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.it/2014/04/formigoni-sta-peggio-di-molti.html ),è l'ennesima richiesta di denaro al Celeste.
L'articolo preso da Repubblica(http://milano.repubblica.it/ )parla di questi 5,6 milioni di Euro chiesti dall'attuale governatore della regione Lombardia Maroni che stavolta chiede a ragione(non come imposto al Comune di Crema per l'ex scuola di Cielle dei Sabbioni di cui la foto sopra...ma questa è un'altra storia)come risarcimento per la compensazione dei danni subiti dalle casse regionali.
Poi si torna sui 49 milioni di Euro sequestrati a Formigoni,che dichiarava comunque di possedere poco o niente,dei suoi viaggi,della sua villa stratosferica in Sardegna e dell'amicizia col faccendiere Daccò,che anche lui dovrà risarcire ma stavolta l'agenzia delle entrate,tre milioni e mezzo di Euro per danni patrimoniali e d'immagine.

Processo Maugeri: ville, barche e denaro, Maroni chiede 5,6 milioni di danni a Formigoni.

La stima fatta in aula dall'avvocato Aiello che ha presentato "il conto della corruzione" emerso nel corso del dibattimento.

Il governatore di oggi contro il governatore di allora. Roberto Maroni contro Roberto Formigoni. La Regione Lombardia, parte civile nel processo a Milano a carico di Roberto Formigoni sul caso Maugeri, ha chiesto, attraverso il suo legale, Domenico Aiello, un risarcimento danni per 5 milioni e 619 mila euro a carico dell'ex governatore lombardo: a tanto ammonterebbero i danni subiti dalle casse regionali per la vicenda. Formigoni è imputato di associazione per delinquere e corruzione insieme ad altre nove persone. Il legale, nel suo intervento in aula, ha spiegato che "sul sistema corruttivo" ci sono "riscontri processuali", chiarendo comunque che la sanità lombarda "rimane un'eccellenza". L'avvocato ha aggiunto: "Se c'è stato un accordo corruttivo, immediatamente deve esserci una pronuncia di risarcimento danni a favore della Regione Lombardia".

Il pm: "La tesi dei regali è ridicola"

"Tre utilità accertate". Secondo il legale della Regione, il dibattimento ha accertato "tre diverse utilità" che sarebbero andate come "prezzo" della presunta corruzione "al pubblico ufficiale", ossia all'ex presidente della Regione Lombardia, per il quale i pm di Milano Laura Pedio e Antonio Pastore nella scorsa udienza hanno chiesto una condanna a 9 anni di carcere. L'avvocato Aiello ha precisato che "non sto chiedendo qua i 61 milioni di euro che dalla Fondazione Maugeri sarebbero andati ai presunti intermediari, né i 9 milioni che dal San Raffaele sarebbero andati sempre agli intermediari, ma come provvisionale immediatamente esecutiva chiediamo 5 milioni e 619mila euro di presunte utilità.


Le barche, la villa, i biglietti. Utilità verso Formigoni che il legale ha diviso in tre generi: i 3,7 milioni di euro per l'utilizzo delle imbarcazioni messe a disposizione dal faccendiere Pierangelo Daccò tra il 2007 e il 2011; 1.3 milioni di maxi-sconto sull'acquisto di una villa in Sardegna che era di Daccò; una terza parte di utilità costituita da soldi "consegnati in contanti a cui si aggiungono 600mila euro per il finanziamento di una campagna elettorale e l'acquisto di biglietti". Per un totale, appunto, di oltre 5,6 milioni di euro, più basso comunque rispetto ai circa 8 milioni contestati dall'accusa a Formigoni, anche perché il legale della Regione ha escluso dal calcolo "tutti quei benefici che riguardano la promozione per finalità politiche", come il pagamento di cene. Tra l'altro, il legale ha spiegato che se l'amico del 'Celeste', Alberto Perego, anche lui imputato e ritenuto una sorta di 'prestanome' dell'ex Governatore, non dovesse essere ritenuto beneficiario di parte delle utilità "le voci delle imbarcazioni e della villa a carico di Formigoni vanno ridotte del 50%".

"Danno d'immagine". L'avvocato della Regione, inoltre, ha chiesto che i giudici riconoscano anche il risarcimenti danni "legato al profitto del reato", che però non ha quantificato (non indicando nemmeno provvisionali). E ha chiesto anche il riconoscimento del "danno all'immagine", oltre che il sequestro conservativo sulle somme già sotto sequestro preventivo "affinché parte di quel denaro sia reintegrato nel servizio pubblico". Il legale, che ha parlato dei riscontri processuali sul "mercimonio corruttivo", ha anche voluto distinguere, però, tra la posizione "del pubblico ufficiale" e quella dei dirigenti della Regione sotto processo, sottolineando che la sanità lombarda comunque "rimane un'eccellenza e io non butto via il bambino con l'acqua sporca".

Il Fisco chiede 3 milioni e mezzo a Daccò. Una provvisionale di 3 milioni e mezzo di euro è stata chiesta dall'Agenzia delle Entrate per danni patrimoniali e di immagine al faccendiere Pierangelo Daccò, all'ex assessore Antonio Simone e all'ex direttore finanziario di Fondazione Maugeri imputati a Milano, assieme a Formigoni. Anche questa richiesta è stata avanzata in aula dall'avvocato Gabriella Vanadia che ha ritenuto di differenziare le posizioni di Daccò e Simone rispetto a quella di Passerino, tenendo conto che la Fondazione ha già saldato il conto con il fisco. Per tanto nel chiedere ai tre di versare la cifra ha precisato che l'ex direttore amministrativo dovrà concorrere fino alla cifra di 750 mila euro. Il legale, nel sottolineare
che i tre imputati hanno arrecato all'Agenzia danni patrimoniali per evasione fiscale e per lo sviamento dell'attività di accertamento e danni di immagine, ha chiesto il risarcimento in sede civile e la loro condanna in sede penale.

Nessun commento: