venerdì 23 ottobre 2020

LA BOLIVIA TORNA SOCIALISTA

Dopo quasi un anno di tribolazione e le dimissioni cui era stato costretto il legittimo presidente Morales(madn morales-costretto-dimettersi )e la conseguente nascita di un governo fantoccio che per tre volte ha rimandato il voto,la Bolivia ha un nuovo Presidente dello stesso partito del precedente,il Mas(Movimiento al Socialismo)con un largo margine e con Luis Arce a capo dello Stato andino.
Quindi il regno della Añez messa al potere dagli Usa e anche dall'Ue che nulla ha detto e fatto per questa grave situazione è terminato dopo undici mesi di caos e di una politica che non ha fatto nulla contro la pandemia e che ha fatto numerose vittime,mentre il neoeletto Presidente,già ministro dell'economia nel mandato di Morales,ha il difficile compito di porre un rimedio ma il sostegno del popolo è netto nei numeri:articolo di Contropiano(bolivia-vince-lautodeterminazione-popolare-contro-limperialismo ).

Bolivia. Vince l’autodeterminazione popolare contro l’imperialismo.

di  Rete dei Comunisti   

La Rete dei Comunisti saluta il ritorno della democrazia di base e partecipativa delle masse popolari contadine, lavoratrici ed indigene in Bolivia a seguito delle elezioni presidenziali che si sono tenute domenica 18 ottobre. I nostri contatti in loco – dagli attivisti del Movimiento al Socialismo (MAS) ai membri delle autorità politiche del deposto governo di Evo Morales – ci confermano la schiacciante ed incontestabile vittoria elettorale di Luis Arce e David Choquehuanca già al primo turno.

Il governo de facto di Jeanine Añez, impostosi dopo il colpo di Stato del novembre 2019 ai danni del Presidente legittimamente eletto Evo Morales, con il sostegno degli USA e della Unione Europea, aveva per tre volte rinviato queste elezioni, con l’intento di indebolire il MAS e frenarne l’avanzata, adducendo alla situazione pandemica rispetto alla quale questo governo ha gravi responsabilità politiche per la pessima gestione dell’emergenza sanitaria che ha colpito duramente le fasce più fragili della popolazione.

Nelle passate settimane, abbiamo denunciato il moltiplicarsi di aggressioni ai danni dei candidati e dei militanti del MAS e di azioni violente volte a seminare e diffondere paura tra la popolazione per destabilizzare la situazione politica e sociale interna e richiedere un ulteriore rinvio delle elezioni.

Gli appelli della destra golpista per un pronunciamento ed un intervento dell’Organizzazione degli Stati Americani evidenziano il ruolo dell’OSA stessa nel sostenere politicamente l’attuale governo fantoccio, al servizio delle forze imperialiste e delle multinazionali bramose di mettere le loro mani sulle risorse del Paese, soprattutto quelle minerarie (petrolio, gas naturale, litio, ecc.) la cui gestione era stata nazionalizzata dal governo di Evo Morales.

La grande affluenza alle urne e il voto in favore del MAS hanno dimostrato il rifiuto di questo governo-fantoccio e la sconfitta elettorale della destra nazionalista e liberista, soprattutto di quella guidata da Fernando Camacho, che ha partecipato attivamente all’orchestrazione del golpe contro Evo Morales.

La decisione del Tribunale Supremo Elettorale (TSE) di sospendere il Sistema di divulgazione dei risultati preliminari (DIREPRE) proprio a ridosso della scadenza elettorale ha sollevato numerose preoccupazioni riguardo ai tentativi di diffondere incertezza circa i risultati elettorali, pilotando i risultati dello scrutinio in modo da nascondere, attenuare e ritardare una vittoria del MAS.

In attesa dei risultati ufficiali definitivi da parte del TSE, che saranno resi noti (forse) mercoledì, è necessario mantenere alta l’attenzione affinché non si verifichino possibili frodi o brogli elettorali post-voto. Infatti, il TSE ha annunciato che la custodia e il trasferimento delle schede e dei registri elettorali saranno nelle mani della polizia e dei militari, gli stessi che hanno effettuato il colpo di Stato l’anno scorso.

Inoltre, la militarizzazione del centro di La Paz, l’atteggiamento provocatorio e le minacce da parte del ministro del governo Arturo Murillo nei giorni precedenti la votazione sono evidenti segnali che le forze golpiste non sono e non saranno disposte ad accettare la vittoria del MAS né a cedere il governo del Paese tanto facilmente.

Nei prossimi giorni si giocherà la partita fondamentale per la tenuta politica di questo successo elettorale e per la possibilità che il MAS torni effettivamente al governo del Paese. Già in passato, in Bolivia e in tutta l’America Latina, le forze golpiste ed imperialiste hanno rovesciato i risultati dell’espressione democratica e popolare, non solo attraverso l’intervento diretto delle forze armate, ma anche con golpe bianchi o con l’imposizione di governi-fantocci ad interim per garantire “la governabilità e la stabilità del Paese”.

Di fronte a questi rischi, la Rete dei Comunisti è al fianco dei militanti del MAS, contro ogni forma di ingerenza politica e di aggressione militare, sostenendo il diritto all’autodeterminazione del popolo boliviano e la sua decisione di scacciare questo governo golpista, neoliberista e razzista.

Facciamo appello, oltre che alla solidarietà internazionalista, alla vigilanza e al monitoraggio internazionale da parte di tutte le forze progressiste e socialiste affinché sia rispettato il risultato elettorale e sia consentito l’insediamento del nuovo governo guidato dal MAS con il ritorno in Bolivia dell’ex Presidente Evo Morales.

Le elezioni di ieri in Bolivia non sono altro che un tassello di una lotta di classe a livello continentale che vede contrapporsi la barbarie delle oligarchie asservite all’imperialismo e i diversi percorsi di transizione al Socialismo del XXI secolo (vedi il nostro ciclo di iniziative “Le Americhe fra Socialismo e Barbarie”).

Per questo motivo, la vittoria del MAS in Bolivia ha una chiara rilevanza materiale e strategica per tutti i popoli di Nuestra América, segnando l’ennesima battuta d’arresto per le forze imperialiste e un rafforzamento delle prospettive politiche, sociali ed economiche e delle relazioni internazionali dei paesi dell’ALBA: la Cuba di Casto e Díaz-Canel, il Venezuela bolivariano di Chávez e Maduro, il Nicaragua di Ortega, la Bolivia di Morales ed ora di Arce.

La profezia “volveremos y seremos millones” del leader aymara Túpac Katari si è realizzata con l’indiscutibile vittoria elettorale del MAS. Ora è necessario impegnarsi ed agire per la definitiva sconfitta e cacciata delle forze golpiste e imperialiste, per restituire davvero “dignità e libertà al popolo boliviano”, come detto da Evo Morales.

Jallalla Bolivia!

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