mercoledì 8 febbraio 2017

IL DISGUSTO PER LA POLIZIA DI PARIGI

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Quello accaduto nei giorni scorsi in Francia nel quartiere periferico parigino della Rose-des-Vents ha dell'incredibile se non fosse che la violenza poliziesca nelle banlieue da due decenni è talmente giunta a punti di non ritorno che quello che accade difficilmente può essere recepito come veritiero dalla maggior parte della gente.
Controlli a tappeto ulteriormente aggravati dallo stato d'emergenza in vigore su tutto il territorio nazionale da più di un anno per il terrorismo,razzismo delle forze dell'ordine,diseguaglianza sociale che crea città ghetto da tenere ben distante dal salotto cittadino e tensioni sociali portate agli estremi fanno da cassa d'amplificazione che quasi a cadenza prefissata portano una città,o almeno la sua periferia,al centro del sciacallaggio mediatico francese ed internazionale.
Negli articoli di Infoaut(francia-ragazzo e conflitti-globali )l'aggressione ad un giovane ragazzo,nero,di quattro agenti che hanno massacrato il ventiduenne stuprandolo con un manganello per strada durante un controllo che di normale non ha nulla,e le reazioni della banlieue che da pacifica si è fatta violenta per le provocazioni poliziesche che mandano militari in assetto da guerra e che tagliano la corrente nelle zone calde facendo cadere interi isolati nel buio sopprimendo quindi sia l'illuminazione e pure i trasporti pubblici.

Francia: ragazzo picchiato e stuprato con un manganello durante un fermo di polizia.

La notizia risale ad una settimana fa, quando quattro agenti della polizia francese hanno fermato un ragazzo nel quartiere della Rose-des-Vents. Uno dei tanti controlli che avvengono ogni giorno e ogni ora in una Parigi che vive ormai uno stato d’emergenza permanente.
Una polizia che ha colto la palla al balzo per affermarsi come giocatore di punta nel reprimere qualsiasi tentativo di rompere proprio questo “stato emergenziale” che gli garantisce di operare come e dove vuole, in una condizione di totale tranquillità, sostenuta in pieno dal Governo Hollande; dove un fermo di polizia si può tranquillamente trasformare in una vera e propria sevizia nei confronti del malcapitato. 
In questo caso il giovane ventiduenne, Theo, fermato dagli agenti, è finito nell’ospedale di Aulnay con il volto tumefatto, lesioni al cranio e gravi ferite. Sin da subito agli occhi dei medici si è palesata la violenza subita durante il fermo, che non veniva riportata solo dalle sue parole ma da ciò che successivamente hanno constatato.
Il ragazzo, come denunciato anche dalla famiglia e dai verbali dei medici, ha riportato soprattutto “importanti lesioni che corrispondono chiaramente all’introduzione di un manganello di un agente nel retto del giovane” quindi “una ferita longitudinale profonda 10 cm nel canale anale e del retto inferiore e una sezione del muscolo sfintere.” Da qui la denuncia sporta dalla famiglia per le violenze subìte dal ragazzo.
A conferma delle parole, le immagini delle telecamere di videosorveglianza della polizia municipale, ma anche diverse testimonianze di semplici cittadini. I quattro agenti del settore specializzato Brigata di Aulnay-sous-Bois “hanno condotto palesemente un arresto violento” dicono i testimoni: “due poliziotti lo tenevano fermo e altri due lo colpivano ripetutamente, ad un certo punto un colpo di bastone telescopico, portato orizzontalmente ha trafitto i pantaloni del giovane”.
Presi in custodia dall’Ispettorato generale della polizia nazionale, i quattro agenti si trovano ora indagati per violenza volontaria, uno di loro per stupro. 
Sin da subito è arrivata la solidarietà nei confronti di Theo da parte degli abitanti della banlieue di Aulnay, che ha continuato nei giorni con cortei all’interno della banlieue: alcune auto sono state incendiate, il tutto muovendosi al grido di “Tout le monde déteste la Police”.
La risposta del Prefetto è stata chiedere di rafforzare i controlli, mentre il ministro dell’interno Bruno Le Roux ha disposto la sospensione temporanea dal servizio dei 4 e chiesto che si faccia piena luce sui fatti.
Certo è che quanto accaduto non è un episodio sporadico di violenza da parte della polizia. Sono ancora recenti le ferite che hanno subito le diverse centinaia di manifestanti che, nella scorsa primavera, hanno protestato contro le politiche sul lavoro stabilite dal Governo Hollande. Spesso e volentieri i manifestanti sono stati colpiti da lacrimogeni sparati ad altezza uomo, così come da pallottole di gomma e granate di disaccerchiamento.

Questo genere di violenza è sicuramente condiviso dagli Stati vicini come da quelli lontani. Inutile dire che questi rapporti di forza sono destinati a modificarsi e che la rabbia prodotta dalla violenza subita è sempre maggiore e destinata a prendersi il dovuto spazio di risposta.

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A Aulnay-Sous-Bois la polizia spara.

Riportiamo questa traduzione fatta da un compagno attualmente in Francia della ricostruzione di Nantes Revoltèè di quanto successo qualche giorno fa in Francia, con lo stupro poliziesco di Theo avvenuto nel contesto di una sempre maggiore militarizzazione dei territori, che nel recente passato ha portato ad altre pagine orrende come l'omicidio di Adama Traorè.
Una notizia che sarebbe dovuta essere LA notizia dei media di oggi: la polizia, nella notte fra il 6 e il 7 febbraio, spara proiettili veri contro gli abitanti di Aulnay-sous-Bois.
Il contesto:
Mentre monta la rabbia in seguito alla testimonianza di Théo, ragazzo 22enne stuprato in strada a colpi di manganello dai poliziotti che lo hanno fermato per un controllo, alcune madri del quartiere organizzano un presidio pacifico nel pomeriggio di lunedì 6 febbraio, qualche centinaio di persone vi partecipa tranquillamente.
Prontamente lo Stato decide di dispiegare contro i manifestanti plotoni di CRS (sbirri antisommossa), tutti ben intruppati, di passamontagna e fucile spara flash-ball (LBD) [quello che ha ferito e fatto perdere occhi ai manifestanti durante il movimento contro la Loi Travail per intenderci], che, “tranquillamente” invitano i manifestanti , prima di disperdere il presidio, a seguirli in commissariato.
Quando cala la notte il prefetto di Seine-Saint-Denis, sotto ordine diretto del ministro dell'Interno socialista, decide di versare benzina sul fuoco, mettendo in campo una provocazione inaudita: l'illuminazione pubblica di Aulnay viene tagliata e il quartiere rimane al buio; i bus vengono soppressi. Centinaia di poliziotti, muniti di fucili d'assalto HK G36 e fucili di precisione Tikka 3, tutti in dotazione nel quadro dello Stato d'Urgenza, ormai da 14 mesi in vigore in Francia, sono dispiegati e pattugliano il quartiere e nella penombra tengono sotto tiro un gran numero di giovani. Un elicottero sorvola la zona e illumina i palazzi. Il quartiere è letteralmente militarizzato. Aria di guerra.
In questo clima scoppiano sporadici scontri con i poliziotti, comunque di leggera intensità visto l'enorme spiegamento di forze dell'ordine. Dei cassonetti dell'immondizia sono dati alle fiamme, così come un fast food e alcune auto. I rivoltosi sono immediatamente sedati a colpi di granate assordanti. I passanti che filmano la polizia subiscono minacce fisiche. Non c'è praticamente alcun giornalista.
Alcuni abitanti segnalano di aver trovato veri proiettili sparati dalle armi in dotazione ai poliziotti. Vengono raccolti da terra numerose cartucce 9mm in acciaio, si parla di “spari in aria,e in direzione della folla”. Un giornalista indipendente di Tiranis News fotografa le munizioni ritrovate.
Oggi, martedì 7 febbraio, il sindacato Alliance e la prefettura confermano i colpi d'arma da fuoco. Vengono definiti “spari d'avvertimento”. Malgrado l'ingente dispiegamento di fdo, i proiettili di gomma, le granate, l'elicottero, dei poliziotti avrebbero avuto bisogni di estrarre la loro arma di servizio per disperdere qualche decina di rivoltosi?
In realtà, quello che è successo ieri a Aulnay-sous-Bois è un'ulteriore dimostrazione della militarizzazione messa in campo per il mantenimento dell'ordine. Da 20 anni, con le Flash-balls, poi i fucili LBD40, i poliziotti sono riabituati a sparare, a premere il grilletto contro la folla, a mirare verso le persone. Non è più un caso eccezionale. Migliaia di proiettili di gomma sono sparati ogni anno in Francia, ferendo e mutilando altrettante persone nelle periferie, durante le manifestazioni o fuori dagli stadi.
A Beaumont-sur-Oise quest'estate la polizia aveva già estratto i fucili d'assalto contro i rivoltosi senza però utilizzarli. A Aulnay lo Stato si assume la responsabilità di utilizzare armi da fuoco col pretesto di mantenere l'ordine. Ecco la quadratura del cerchio. E siamo sotto un governo socialista..
Nantes Revolteè

Fonti:

-Aulnay-sous-Bois:la prefettura conferma gli spari di veri proiettili come avvertimento

https://www.buzzfeed.com/davidperrotin/aulnay-sous-bois-la-prefecture-de-police-confirme-des-tirs-a?utm_term=.nfD6pL3zz

- Spari di veri proiettili da parte della polizia nella notte tra il 6 e il 7 febbraio

http://www.liberation.fr/direct/element/des-tirs-de-sommation-de-la-police-dans-la-nuit-de-lundi-a-mardi-a-aulnay-sous-bois_57608/

- Taranis News

http://taranis.news/2017/02/aulnay-sous-bois-nuit-demeute-et-probables-tirs-a-balles-reelles/

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