martedì 18 novembre 2014

L'AGGRESSIONE FASCISTA AI SUPPORTERS DELL'ASD ARDITA

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La notizia di domenica che riguarda il vero e proprio raid di neofascisti a Magliano Romano contro i supporters della squadra di calcio romana dell'Asd Ardita con spranghe e bastoni ha girato sui quotidiani italiani a livello nazionale per la violenza e per l'accanimento mostrato.
L'Ardita,iscritta al campionato di terza categoria,è un team dichiaratamente antirazzista nato per unire persone e popoli e non per dividerli,con momenti che esulano dal calcio e che proseguono al di fuori del rettangolo di gioco con iniziative solidali e di aggregazione di uomini e donne provenienti da vari nazioni.

Roma.Aggressione fascista contro tifosi dell'Asd Ardita.


Un'aggressione in pieno stile squadrista quella avvenuta ieri pomeriggio sugli spalti del campo di calcio di Magliano Romano, dove si trovavano i tifosi dell'Asd Ardita, squadra di terza categoria. Un vero e proprio agguato neofascista verificatosi ieri pomeriggio intorno alle 16: una cinquantina di persone, a volto coperto, sono scese da una decina di macchine con targa coperta e sono entrati nelle tribune del campo da calcio, aggredendo con inaudita violenza le persone che si trovavano sugli spalti in quel momento. Ad essere feriti in modo grave, almeno 6 tifosi dell'Asd Ardita, colpiti da manici di piccone e spranghe.
L'agguato di ieri era evidentemente pensato con cura per intimorire chi supporta un diverso modo di praticare lo sport, fuori dalle dinamiche presenti oggi nel mondo del calcio. Non è irrilevante infatti la natura dell'Asd Ardita stessa, una squadra di calcio popolare che porta avanti i valori dell'antirazzismo, solidarietà e aggregazione. Se gli autori dell'agguato sono riconducibili a ambienti dell'estrema destra, l'attacco sembra rivelare una doppia natura: i tifosi aggrediti infatti, non solo sono dichiaratamente antifascisti, ma portano avanti un progetto di condivisione e aggregazione di sport popolare. Una forma di praticare sport che inevitabilmente tiene uniti quell'insieme di valori che ai personaggini in doppiopetto invece creano dei pruriti, sfogati in vili aggressioni come quella di ieri.
Intanto oggi si apprende dai quotidiani nazionali che nove degli aggressori sono stati arrestati dai Carabinieri al casello di Civita Castellana e attualmente si trovano agli arresti domiciliari. Si tratterrebbe di 6 viterbesi e 3 romani, tutti riconducibili agli ambienti neofascisti di Roma e dintorni. Non è certo nostro interesse andare a vedere i risvolti processuali della vicenda, ma gli arresti di oggi testimoniano da una parte la natura dell'attacco, a differenza di quanto i quotidiani riportavano ieri, e continuano tutt'oggi, delineando la matrice neofascista come probabilistica ma non certa. Dall'altra parte, più importante sarebbe andare ad analizzare il clima e le conseguenze politiche e sociali della vicenda.

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