mercoledì 10 aprile 2013

TENTATIVO DI ATTACCO AL CSA VITTORIA

Due giorni fa,lunedì,c'è stato un tentativo di attacco al Csa Vittoria di Milano in Via Muratori,uno degli storici e più rappresentativi del capoluogo lombardo in attività da parecchi anni con militanti sia di vecchia che di nuova generazione,tutti pronti ad organizzare eventi nei propri spazi e non,con la voglia di fare politica e lotta nel territorio guardando nello stesso tempo anche sempre oltre,verso i conflitti internazionali che attanagliano i compagni sparsi in tutto il mondo.
La causa di tale tentativo d'incendio dove per fortuna i danni non sono stati troppo gravi visto il pronto intervento di alcuni abitanti della zona,con i quali si hanno ottimi rapporti di vicinato e che hanno sempre condiviso e solidarizzato con le attivià del centro sociale,devono ritrovarsi come evidenziato nel comunicato in ambito fascistoide o in quello mafioso della cooperazione.
Infatti negli ultimi anni il Csa Vittoria è sempre stato al fianco dei lavoratori di cooperative(assieme ad alcuni sindacati"seri")schiavizzati nelle condizioni di lavoro indescrivibili,e la mano lunga della 'ndrangheta emigrata a Milano che controlla magazzini e depositi di grandi multinazionali non vede di buon occhio tali manifestazioni.
L'articolo è preso dal sito del Vittoria(http://www.csavittoria.org/ ).

PROVOCAZIONI E REPRESSIONE NON CI FERMERANNO MAI !
 
Oggi lunedi 8 aprile abbiamo subito l'ennesima provocazione che per il pronto intervento di qualche abitante del quartiere non ha avuto conseguenze più gravi.
Sono state incendiate alcune bottiglie di liquido infiammabile che hanno danneggiato sciogliendolo una dei finestroni del nostro centro sociale.
Non sappiamo chi sia stato, se un fascista o un prezzolato dalla mafia delle cooperative. Certo è che questo atto provocatorio per noi si inserisce in un clima repressivo che sta particolarmente colpendo compagni e realtà impegnate sul terreno dello conflitto di classe al di fuori della compatibilità politica ed economica borghese.
Sabato infatti eravamo in corteo a Piacenza con centinaia di compagni e lavoratori in solidarietà con i 3 compagni, tra cui il coordinatore nazionale del SiCobas, a cui è stato comminato il divieto per 3 anni di entrare nel territorio piacentino dove sono situati i magazzini dell' Ikea e di altri hub strategici del comparto della logistica, siamo tutt'ora sotto processo per la lotta vincente ai magazzini della Bennet di Origgio del 2008, perchè il movimento di lotta che si è sviluppato in questi anni tra i lavoratori delle cooperative, ritrovando un protagonismo di classe, sta facendo sempre più paura ai padroni e ai loro servi di ogni razza.
Questa provocazione va inquadrata in questo contesto e, come già scrivevamo nel nostro appello alla partecipazione al corteo di Piacenza, la repressione è un elemento strutturale del dominio di classe, per cui ci interessa poco correre dietro al provocatore di turno.
Ma il modo migliore per rispondere è continuare sempre con maggior determinazione il percorso intrapreso mella prospettiva di una trasformazione rivoluzionaria dell'esistente.

i compagni e le compagne del C.s.a. Vittoria

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