venerdì 12 aprile 2013

LA MARCHA ESTUDIANTIL IN CILE

I nomi ed i partiti di appartenza cambiano,ma la sostanza della voglia di cambiare l'educazione in un paese è la stessa,e la storia dell'Italia e del Cile scorrono parallele in questi ultimi anni,con una fortissima frenata sullo sviluppo della scuola pubblica a favore di quella privata che allo stesso tempo è sovvenzionata dai soldi delle tasse pagate da tutta la collettività.
In tutto il Cile l'altro giorno si sono svolte manifestazioni studentesche con un contributo da parte di lavoratori della classe operaia,ci sono stati scontri soprattutto nella capitale e questa non è che l'ultimo corteo in risposta al cancellamento della scuola pubblica e di denaro investito in ricerca in un settore che dovrebbe essere tutelato maggiormente rispetto ad altri settori.
L'articolo di Infoaut racconta ciò che è accaduto a Santiago con le forze del disordine che sparano ad altezza uomo i proiettili di plastica pieni di vernice per poi sapere chi ha fatto parte ai disordini ed essere arrestato,sempre che non venga ferito gravemente o ucciso:che si tratti della Gelmini o di Beyer chi è a capo dell'istruzione si rivela la prima persona in classifica per la propria ignoranza.

Cile, 150.000 in piazza a Santiago per la marcha estudiantil.

Non si ferma la mobilitazione degli studenti cileni che in queste settimane sono tornati a riempire le strade di tutto il paese contro le politiche neoliberiste del governo che stanno attaccando anche il mondo della formazione: dopo le due manifestazioni tenutesi nel mese di Marzo, quest’oggi studenti medi e universitari si sono dati appuntamento a Santiago per una nuova marcha estudiantil.
150.000 persone hanno invaso le strade della capitale con un lungo corteo composto da giovani e giovanissimi ma anche da molti genitori, insegnanti e lavoratori della formazione che nei giorni scorsi hanno raccolto l’invito alla mobilitazione lanciato dagli studenti.
La manifestazione si è snodata lungo una delle arterie principali della città, via Alameda, fino a raggiungere la stazione Mapocho: proprio qui sono scoppiati scontri tra alcuni encapuchados che hanno iniziato a rimuovere le transenne ‘di contenimento’ poste all’arrivo del corteo e le forze dell’ordine, che hanno reagito duramente con idranti, lancio di lacrimogeni e di pallottole di gomma ripiene di vernice, usate per riconoscere chi ha partecipato agli scontri. Queste ultime in particolare hanno causato diversi feriti perché sparate all’altezza del viso da parte dei carabineros; almeno 6 persone sono state fermate.
Grosse manifestazioni si sono tenute anche in diverse altre città del Cile, come a La Serena, Valparaiso, Concepción e Temuco y Valdivia.
All’esplosione di scontri al termine del corteo della capitale è seguita ancora una volta la presa di distanza dei sindacati studenteschi che dall’inizio del movimento studentesco hanno sempre cercato di marginalizzare e criminalizzare la sua parte più conflittuale, quella dei giovani encapuchados che animano le piazze cilene.
La giornata di oggi ha comunque rappresentato una prova importante di come il movimento degli studenti, dal 2011 ad oggi, abbia tutt'altro che esaurito la propria spinta e ha lanciato un messaggio chiaro al governo di Pinera e al ministro dell'istruzione Beyer che con le loro politiche a base di ricette neoliberiste stanno facendo dell'istruzione un mero strumento di lucro, innalzandone sempre più i costi e restringendone le possibilità di accesso. La manifestazione ha anche lanciato una sfida al governo in vista delle prossime elezioni di novembre, durante le quali le promesse elettorali non potranno non tenere conto delle rivendicazioni dei diversi movimenti sorti in questi anni in Cile.

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