venerdì 23 settembre 2016

MANIFESTAZIONE PER LA LIBERTA' DI NEKANE E DI TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI BASCHI



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Sono passati più di cinque mesi dall'incarcerazione preventiva a danni della compagna basca Nekane Txapartegi Nieve,una giornalista militante della sinistra indipendentista di Euskal Herria e che ha già dovuto subire l'iter riservato ai prigionieri politici baschi nel 1999,ovvero il periodo d'isolamento senza possibilità di comunicare all'esterno(incomunicacion)durante il quale è stata torturata e stuprata.
Fuggita dalla Spagna per non venire nuovamente arrestata nel 2007 per accuse di compagni che hanno ceduto alle torture e dichiarato il falso,Nekane ora è in prigione a Zurigo dove potrebbe essere estradata nella terra dove sicuramente verrà nuovamente a contatto col regime di carcere illegale(vedi:madn dottrina-parotnograzielo-dice-leuropa )usato contro proprio chi come lei è accusata di reati politici e di affiliazione all'Eta.
L'articolo sotto è la chiamata del Collettivo Scintilla che organizza per domani pullman da Lugano e Bellinzona per far si che i compagni italiani e ticinesi possano recarsi a Berna per manifestare per la sua libertà e per quella di tutti i prigionieri politici baschi.

Sabato 24 SETTEMBRE a BERNA si terrà una grande manifestazione nazionale per la liberazione di Nekane Txapartegi, giornalista basca e militante della sinistra indipendentista, la quale è stata arrestata dalle autorità svizzere e incarcerata a Zurigo l'8 aprile 2016, a seguito di una domanda di estradizione depositata dallo Stato spagnolo.
Nel 1999, Nekane è stata arrestata e incarcerata una prima volta dalla Guardia Civil, corpo paramilitare della polizia spagnola, incaricato delle “operazioni antiterroriste”. Durante i primi giorni di detenzione, lei e un altro prigioniero sono state rinchiusi in isolamento (incomunicacion), pratica
nella quale le detenute e i detenuti accusati di “terrorismo” scompaiono in un buco nero per giorni, senza poter aver contatti con l'esterno, neppure un avvocato, subendo un utilizzo quasi sistematico della tortura durante gli interrogatori. In quell'occasione Nekane è stata violentemente torturata dai
militari spagnoli è ha subito uno stupro da parte dei suoi torturatori. Ciò che ha dovuto patire in carcere è stato denunciato poche settimane più tardi.
Dopo una rapida archiviazione della denuncia da parte delle autorità spagnole, gli avvocati di Nekane sono riusciti a fare riaprire la procedura qualche anno 
più tardi, prima che il caso fosse definitivamente insabbiato. Nonostante numerosi certificati medici che dimostrano che Nekane sia uscita dall'incomunicacion con numerosi ematomi su tutto il corpo e nonostante testimonianze di compagni di cella indicando che una volta giunta in carcere Nekane fosse in stato di shock e non riusciva né a camminare, né a muovere le mani, i magistrati spagnoli hanno rifiutato di identificare i suoi aguzzini. Solo uno di loro è stato finalmente sentito, per video conferenza e in forma anonima, senza però rispondere alle domande della difesa. Così come in decine di altri casi, che hanno portato alla condanna della Spagna da parte di organi internazionali, la denuncia è stata archiviata dalle autorità spagnole e i torturatori di Nekane sono rimasti impuniti.
Dopo nove mesi di detenzione preventiva, Nekane è stata rilasciata su cauzione e nel 2007 è fuggita dallo Stato spagnolo per evitare una nuova incarcerazione basata unicamente sulle testimonianze ottenuta sotto tortura. Infatti, durante il maxiprocesso contro numerose organizzazioni della sinistra indipendentista basca, denominato “Sumario 18/98”, è stata condannata a una pena di sei anni e nove mesi con l'accusa di appartenenza in prima istanza, e di collaborazione in appello, con un' ”organizzazione terrorista” (ETA). Nel corso di questo processo Nekane ha nuovamente denunciato quanto ha dovuto subire in carcere nel 1999 (video: https://www.youtube.com/watch?v=8Y67p5TR4pM) e, come massima ignominia, ha dovuto pure confrontarsi con uno dei suoi torturatori, intervenuto in tribunale in qualità di “esperto”. Le colpe principali che le sono state imputate sono quelle di aver partecipato a una riunione con degli attivisti indipendentisti baschi a Parigi e di aver consegnato due passaporti a dei membri di ETA.

Il Collettivo Scintilla organizzerà un trasporto collettivo dal Ticino per essere presenti in massa a questa manifestazione. Chi volesse partecipare può scrivere un messaggio privato a questa pagina oppure a scintilla@canaglie.net.

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