giovedì 28 gennaio 2016

ONGI ETORRI KARLOS

Della vicenda di Karlos Garcia Preciado si era già parlato su questo blog lo scorso marzo(http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.it/2015/03/karlos-askatu.html )quando il giovane basco venne arrestato a Roma su sollecito delle autorità spagnole dopo una lunga latitanza che lo ha costretto ad andarsene dal suo paese per non affrontare una assurda condanna di ben 16 anni per il sospetto di aver danneggiato una banca durante una kale borroka.
Basti pensare che in Italia quella pena non si dà nemmeno a chi compie un omicidio,e le vicissitudini di Karlos,come quelle solo ultime in ordine di tempo vedi Lander e Aingeru,è potuta accadere con una condanna basata su testimonianze estorte con la tortura oppure creata ad arte dalla polizia spagnola,e nell'articolo preso da Infoaut fa specie che il famigerato tribunale madrileno dell'Audiencia Nacional abbia potuto scarcerare Karlos,che si è fatto dieci mesi di isolamento a Rebibbia per poi passare gli ultimi due a Rossano Calabro.
Ongi etorri Karlos!
 
Askatasunaren haizea, vento di libertà: Karlos è libero.
 
Karlos è stato assolto!
 
Karlos Garcia Preciado, il nostro compagno, condannato in spagna nel 2000 a 16 anni di carcere per il presunto danneggiamento di una banca, e costretto a lasciare il paese basco e a vivere in clandestinità in Italia, con un altro nome, fino a febbraio dello scorso anno quando l’interpol e la digos italiana l’hanno arrestato.

Il tribunale supremo di madrid, nell’udienza del 21 gennaio ha finalmente deciso per l’assoluzione. Non conosciamo ancora le motivazioni ma poco ci importano, l’abbiamo detto per mesi e Karlos l’ha gridato ancora più forte, era una sentenza assurda come le tante che nel sistema giuridico spagnolo perseguitano la popolazione di Euskal Herria. Giustamente, per questo e per la sua libertà Karlos si era sottratto all’arresto in Spagna dove avrebbe dovuto scontare anni di carcere senza nessuna ragione e fondamento.
Nelle prossime ore Karlos potrà finalmente uscire dal carcere di Rossano Calabro dove è recluso da più di due mesi, dopo 10 mesi in isolamento nel carcere di Rebibbia.
Siamo stupiti e increduli per l’esito di questa sentenza, che si conclude con un’inaspettata assoluzione, perchè nessuna fiducia abbiamo nei tribunali, né in quelli italiani, né in quelli spagnoli.

Ricordiamo che l’Italia a dicembre ha servilmente avallato le richieste del regno spagnolo, concedendo l’estradizione, e solo per la determinazione degli avvocati e dei compagni di Andoain, il paese di Karlos, questa storia è riuscita ad arrivare dopo tanti anni nell’aula del tribunale supremo di madrid, dove finalmente ha trovato la conclusione.
Nonostante questo non possiamo non pensare ai 14 anni di latitanza cui Karlos è stato costretto a vivere.
Non possiamo non pensare all’arresto nel febbraio del 2015, in presenza di suo figlio piccolo e a un anno intero di reclusione in italia, in isolamento a Roma e poi nel carcere di Rossano Calabro, lontano dalla sua famiglia e dai suoi amici.
Non possiamo non pensare alle centinaia di dissidenti baschi che ad oltre 4 anni dalla fine del conflitto armato continuano a scontare pene assurde nelle carceri spagnole e francesi con sentenze che li condannano per reati dimostrabili solo con prove costruite ad arte dai servizi spagnoli o con testimonianze estorte sotto tortura.

Vento in poppa per i fuggiaschi!
Tutti e tutte libere!
Presoak eta iheslariak kalera!
Amnistia eta Askatasuna!
Daje karlos ti aspettiamo a Roma..è tempo di festeggiare!

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