venerdì 22 gennaio 2016

L'ACCANIMENTO DELLA MAGISTRATURA NEI CONFRONTI DEI COMPAGNI

Le sentenze di ieri verso i primi quattro imputati arrestati per la manifestazione antifascista avvenuta lo scorso anno a Cremona(http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.it/2015/01/il-gusto-acre-della-battaglia.html )sono state pesanti e in perfetta linea con l'indirizzo che la magistratura italiana tiene nei confronti di giovani e non antagonisti antifascisti rispetto a chi viene imputato e poi giudicato ed è appartenente ad associazioni o gruppi di carattere di estrema destra.
E ciò si allarga al campo del No Tav piuttosto per il diritto alla casa o su temi ambientali contro discariche,contro caserme e contro zone militari che hanno in comune persone di appartenenza politica riconducibili alla sinistra,che sono perseguitati prima dalla polizia e poi da piemme zelati che infarciscono le lor accuse di terrorismo e di altre aggravanti.
Detto questo l'articolo preso da Infoaut parla di quello successo ieri a Cremona con a margine le dichiarazioni del piemme Di Martino e soprattutto quelle del sindaco Pd Galimberti che gongolano alla condanna dei quattro compagni ammettendo più o meno inconsciamente una vicinanza all'estrema destra e al fatto grave che nella città delle tre t si parli di imminenti chiusure dei centri sociali e non della chiusura del covo fascista di Caga Povnd.
Massima solidarietà agli arrestati e a tutti quelli che devono ancora subire il processo.

24 gennaio antifa, condanne di 4 anni a testa per primi imputati.

Alle 12.45 di oggi è stata emessa la prima sentenza dal tribunale di Cremona per i fatti legati alla manifestazione nazionale antifascista del 24 gennaio.
Manifestazione avvenuta dopo l’attacco squadrista e fascista del 18 gennaio contro il centro sociale Dordoni che mandò, tra le altre cose, in coma Emilio, compagno del Dordoni.

I primi quattro imputati sono stati condannati in primo grado a quattro anni di detenzione; è stata infatti confermata la pesante accusa di devastazione e saccheggio, retaggio del fascista codice Rocco.

Il pm Fabio Saponara, contestando il reato di devastazione e saccheggio, aveva chiesto 5 anni di reclusione per i due giovani cremonesi e per Matteo, compagno leccese e studente universitario a Bologna, 4 anni e 8 mesi per Mauro, antifascista bresciano.

Il 24 gennaio c'eravamo tutti e tutte!

L'antifascismo non si arresta!

Nessun commento: