giovedì 10 gennaio 2013

ULTIME SUL NEONAZISMO SVEDESE E GRECO


L'articolo oggi proposto parla di due nazioni europee che hanno avuto un'escalation di movimenti di estrema destra non indifferente negli ultimi tempi,e se parliamo della Grecia con l'organizzazione neonazista Alba Dorata non crea scalpore visto che se ne parla da diversi mesi,mentre fa specie la situazione svedese con gli altrettanto schifosi Democratici di Svezia che tramite sondaggi vede raddoppiato il proprio potenziale risultato elettorale.
L'articolo di Senza Soste parla delle dimissioni del leader del movimento svedese dei Ds pizzicato in un video mentre minaccia di sprangare due uomini,in un paese che ha avuto sempre delle contraddizioni riguardo al nazismo,nel senso che durante la seconda guerra mondiale lo stato scandinavo si era dichiarato neutrale pur facendo da zerbino alla Germania nazista fornandole materie prime come il ferro e facendo transitare all'interno del loro paese truppe e approvvigionamenti quando i tedeschi invasero la confinante Norvegia.
Si parla pure del boss dell'Ikea che da sempre ha avuto più che simpatie verso le ideologie hitleriane,anche se ci sono sempre state smentite nemmeno troppo urlate:per quanto riguarda la situazione greca si parla nuovamente di attacchi contro tutto e tutti,ultimamente contro i rom.

 
Dalla Svezia alla Grecia: la violenza della destra neofascista e razzista

Un deputato svedese di estrema destra, ritratto in un video mentre aggredisce con una spranga e frasi razziste alcuni stranieri, si dimette. Ma il suo partito nei sondaggi è dato al 10%.
Un parlamentare svedese, considerato finora il possibile candidato alla guida del partito di estrema destra Democratici di Svezia (DS), ha dovuto dare le dimissioni dal parlamento e della sua formazione perche' travolto da uno scandalo a sfondo razzista.
Erik Almqvist, 31 anni, responsabile economico e portavoce del partito, era stato filmato nel giugno del 2010 mentre con tre colleghi apostrofava con ingiurie razziste due uomini, brandiva una spranga di ferro e definiva una donna intervenuta per sedare la rissa 'piccola puttana'. Il video, pubblicato solo recentemente sul sito internet dell'Expressen, conteneva anche la frase di Almqvist ''Questo non é il vostro paese, é il mio'', e ha indotto il deputato a prendere la decisione di andarsene. Il caso, afferma il giovane leader dei DS, Jimmie Aakesson che ha minacciato purghe contro gli xenofobi, non sembra aver nuociuto al partito che, entrato in Parlamento proprio nel 2010 con il 5,7% cento dei voti é accreditato ora dai più recenti sondaggi, del 10. Raddoppiando i consensi in due anni.
La Svezia ha tenuto sempre alta la sensibilità sul tema, più volte ha messo sulla graticola uno dei suoi esponenti economici più potenti, quell'Ingvar Kamprad fondatore dell'Ikea accusato da sempre di passate simpatie naziste, e recentemente ha condannato all'ergastolo il quarantenne Peter Mangs, per l'omicidio di due cittadini stranieri compiuto a Malmoe, dove il 30% della popolazione è di origine straniera. Manifestanti hanno denunciato con vigore gli striscioni razzisti negli stadi, l'ultimo dei quali esposto il 23 novembre scorso durante la partita contro il Napoli, con la scritta: 'Napoletani tubercolosi'. Le contraddizioni comunque sono stridenti: nel paese che per l'Economic World Forum é il quarto più competitivo al mondo e in cui, per fare un piccolo esempio, il catalogo della principale industria di mobili a basso costo contiene immagini politicamente corrette con persone di ogni colore, simbolo della perfetta integrazione, l'ECRI, organismo per la tutela dei diritti umani in seno al Consiglio d'Europa, segnala in un rapporto numerosi problemi ancora da risolvere, come la ''segregazione abitativa con disparità di trattamento nel mercato immobiliare che colpisce in particolare Rom, musulmani, afro-svedesi e richiedenti asilo. E poi la disuguaglianza in materia di istruzione per i gruppi vulnerabili, vittime di bullismo e molestie, infine il sistema legale e i media con solo una piccola percentuale di incidenti e conseguenti condanne per comportamenti razzisti raccontata da radio e televisioni nazionali''. Di alcuni mesi fa infine l' 'incidente' occorso alla ministra della cultura Lena Adelsohn Liljeroth durante una mostra contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili: una torta raffigurante una caricatura di una donna nera come se ne facevano negli anni Trenta -di cui la ministra ha allegramente tagliato una fetta di genitali- ha gettato nello scandalo l'intera Svezia. Troppo esplicito il luogo comune, troppa disinvoltura nell'accettare stereotipi del secolo scorso. Resta il fatto che il paese comincia a fare fatica ad assimilare le ondate migratorie, se persino il leader dell'opposizione di centrosinistra Stefan Loefven prima di Natale in un'intervista al Dagens Nyheter ha criticato l'arrivo di un numero troppo alto di immigrati che ''non semplifica la lotta alla disoccupazione'', giunta in Svezia all'8%.
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Un deputato di Alba Dorata guida il secondo assalto in pochi mesi contro un quartiere abitato da rom nel comune di Etolikon. La polizia arresta quattro nazisti e ne ricerca altri nove.
Continuano gli attacchi degli squadristi di Alba Dorata contro gli immigrati e le minoranze presenti in Grecia. L’ultimo assalto risale a venerdì, nella località di Etolikon, nell’ovest del paese. Una settantina di persone, tra cui alcuni abitante del piccolo comune, con il volto coperto da passamontagna o comunque incappucciati, hanno attaccato un quartiere abitato in prevalenza da rom, ed hanno incendiato sei case e quattro automobili. Non si ha notizia di feriti nell’attacco, anche perché all’arrivo della squadraccia neofascista la maggior parte degli abitanti del quartiere aveva abbandonato le proprie case.
A fornire la scusa ai neonazisti per il pogrom una lite, avvenuta poco prima, tra due abitanti del paese e due rom, durante la quale un 24enne era rimasto ferito. Poco dopo la Polizia aveva arrestato e portato in commissariato i due cittadini di origine rom. Ma il tam tam aveva portato decine di persone davanti al commissariato, e presto il presidio si è trasformato in spedizione punitiva.
Molti abitanti di Etolikon tendono a sminuire la gravità di quanto accaduto, definendola una questione locale, una resa dei conti interna al piccolo centro. Ma molti testimoni affermano che all’aggressione hanno partecipato parecchi militanti di Alba Dorata, tra questi anche un deputato della formazione neonazista al Parlamento di Atene, Konstantinos Barbarusis, da tempo attivo contro i rom. Il che fa pensare che il pogrom fosse stato organizzato in precedenza, in attesa di qualche occasione per poterlo mettere in pratica. Nel mese di agosto, nello stesso comune di Etolikon, si era già verificata un’aggressione di massa contro il quartiere abitato dai rom, e quella volta a parteciparvi furono addirittura 200 persone, furono usate anche armi da fuoco e ci furono 5 feriti tra gli aggrediti. Al deputato squadrista Barbarusis il parlamento aveva già deciso di ritirare l’immunità parlamentare dopo che nell’autunno era stato riconosciuto mentre partecipava ad una delle tante aggressioni contro i venditori ambulanti di cui Alba Dorata si è resa protagonista negli ultimi mesi.
Ed oggi la polizia greca ha arrestato quattro dei responsabile del pogrom anti rom di venerdì a Etolikon, e ha avvertito che altri nove potrebbero essere fermati nelle prossime ore.
http://www.contropiano.org - 6 gennaio 2013
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