sabato 11 agosto 2018

ANCORA STRAGI NELLO YEMEN


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Forse perché le vittime dell'ennesimo attacco saudita nello Yemen sono stati trentanove bambini,tra gli altri,che i mass media hanno riportato chi più chi meno questo fatto tra i primi proposti tra i sommari dei telegiornali e le pagine dei quotidiani.
Una guerra sporchissima di cui si sa poco o nulla come già evidenziato in altri post(madn nello-yemen-si-uccide-col-made-in-italy )con anche l'Italia protagonista negativa in quanto tra i maggiori venditori di armi alla coalizione saudita protetta dall'alto dagli Usa,che qui sotto viene spiegata ancora,e chissà quante altre volte si dovrà ritornarci sopra(contropiano la-sporca-guerra-nello-yemen ).

La sporca guerra nello Yemen. Muoiono 39 bambini in raid saudita.

di  S.C. 
Sono almeno 39 i bambini morti, mentre altre 50 persone sono rimaste ferite ieri nel nord dello Yemen in seguito a raid aerei sauditi che hanno colpito uno scuolabus e un affollato mercato nella provincia di Saada. La morte dei bambini sembra aver colpito l’attenzione dei mass media, ma purtroppo non sono i primi nella sporca guerra dello Yemen, solo che fino ad oggi in ben pochi avevano avuto il coraggio di accendervi sopra i riflettori. Troppi “amici” scomodi (Arabia Saudita), troppi interessi che coinvolgono anche l’Italia (la vendita di armi italiani all’Arabia Saudita).

L’attacco, secondo fonti locali, è stato sferrato dalla coalizione a guida saudita che utilizza piloti e mercenari israeliani e colombiani in una guerra di aggressione che dura ormai da quattro anni.

La guerra tra i ribelli Houthi del movimento sciita “Ansar Allah” contro il governo filosaudita guidato dal presidente Abdrabbuh Mansur Hadi continua in Yemen dal 2014. Sotto il controllo dei ribelli si trova diverse regioni del Paese, compresa la capitale Sana’a.

Per reprimere la ribellioni degli Houthi (accusati da Riad di essere sostenuti dall’Iran), l’Arabia Saudita ha creato una coalizione di nove paesi arabi sunniti (Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrain e Qatar) e sostenuta apertamente dagli Stati Uniti.

La coalizione saudita ha bloccato l’arrivo di qualsiasi rifornimento e medicinale e sta portando circa 7 milioni di yemeniti alla fame, con un’epidemia di colera che soltanto negli ultimi tre mesi del 2017 ha provocato 2.000 morti, mentre sulla popolazione civile incombe ormai una emergenza umanitaria.

La crisi yemenita esplode in realtà nel 2012 con delle rivolte nella parte meridionale del paese. L’allora presidente in carica Saleh rassegnò le sue dimissioni e al suo posto era arrivato il sunnita Abd Rabbuh Mansur Hadi, con il compito di guidare per due anni lo Yemen fino a nuove elezioni.

Ma di elezioni, dopo due anni, non si era vista traccia e nel febbraio 2015 gli Houthi, proveniente dal Nord del paese, conquistarono la capitale Sana’a e costringendo alle dimissioni il presidente Hadi che si è rifugiato a Sud nella città portuale di Aden, ed ha invocato l’intervento armato del suo protettore, l’Arabia Saudita.

Sulla guerra sporca nello Yemen si assiste ad una vergognosa indifferenza generale anche delle Nazioni Unite che nulla hanno fatto finora per salvare la popolazione civile da questa atroce fine.

L’Italia, dal canto suo, ha continuato a vendere bombe e armamenti all’Arabia Saudita in grandi quantità, ben sapendo che queste vengono utilizzate nella guerra in Yemen.

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