martedì 10 marzo 2015

IL RICORSO CONTRO IL TESTO UNICO SULLA RAPPRESENTANZA SINDACALE

Questo articolo rimanda indietro di poco più di un anno la memoria a quando i vertici sindacali del monopolio Cgil,Cisl ed Uil firmarono con i padroni della Confindustria l'accordo del testo unico sulla rappresentanza sindacale che di fatto estromise tutte le altre sigle che rappresentano,e meglio,i lavoratori italiani,come Usb,Cobas,ed altri(anche sindacati di destra vedi anche:http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.it/2014/07/il-testo-unico-comincia-vacillare.html e link correlato).
Da una decina di giorni ci sono udienze relative al ricorso per far si che l'accordo tra i capi dei sindacati che non hanno per niente a cuore i diritti dei lavoratori ed i padroni,suggellato dal governo Renzi e dai suoi ministri Poletti primo fra tutti,per disinnescare tale patto e liberalizzare la rappresentanza sindacale presso tutti i posti di lavoro.
Va da se che comunque questi sindacati epurati continuino il loro lavoro,e c'è da augurarsi che alcuni di quelli che fanno comunque parte del monopolio dei prescelti si stacchino ufficialmente dalla casa madre,vedi la Fiom con Landini che continua a sbuffare ma alla fine rimane sempre attaccato alla gonna della Camusso.
Articolo preso da Senza Soste.

Rappresentanza sul lavoro. Da oggi le elezioni per Rsu, udienza su testo unico del 10 gennaio

Mentre tra i lavoratori pubblici è cominciata oggi la "tre giorni" di elezioni per ll rinnovo delle Rsu - che dovranno stabilire il peso di ogni sindacato nella rappresentanza dei lavoratori nei vari comparti ed enti - si è tenuta questa mattina, presso il Tribunale di Roma, una nuova udienza relativa al ricorso promosso dall’USB contro il cosiddetto “testo unico” sulla rappresentanza sindacale, siglato il 10 gennaio 2014 tra Cgil Cisl Uil e Confindustria, con cui si vorrebbe una volta per tutte stabilire il monopolio di Cgil Cisl Uil e allontanare definitivamente qualsiasi barlume di democratica rappresentanza dei lavoratori.
Nell'udienza odierna sono state valutate le posizioni di altri soggetti sindacali, dall’Ugl alla Cisal, dalla Confsal alla Confederazione Cobas, che hanno aderito all'accordo, o convintamente o perché costretti dalle circostanze.
Si fanno infatti già sentire i primi pesanti effetti dell’accordo: in numerose realtà aziendali l'USB si è vista rifiutare la presentazione di liste al rinnovo delle RSU, impedendo così, in modo autoritario e arbitrario, a lavoratrici e lavoratori di decidere da chi essere rappresentati sindacalmente.
L’USB attende con tranquillità la decisione della Magistratura, auspicando che si possa giungere quanto prima a mettere un punto fermo su una questione che comporta ulteriori e pesanti violazioni ai principi costituzionali delle libertà sindacali e dei principi democratici di rappresentanza sindacale.
In ogni caso l’USB continuerà a svolgere il proprio ruolo sindacale, continuando a lavorare con chiarezza e determinazione per la costruzione dell'alternativa sindacale che giorno dopo giorno sta prendendo forma e consistenza. Un'alternativa sempre più indispensabile contro il modo autoritario e antidemocratico di operare che Cgil Cisl Uil, con l'accordo di Confindustria e di gran parte delle forze politiche, stanno cercando di imporre al mondo del lavoro.
In tale contesto, il voto di questi giorni per il rinnovo delle RSU del Pubblico Impiego è un serio banco di prova per un sindacato conflittuale ed indipendente come l’USB e soprattutto rappresenta un'opportunità importante per le lavoratrici ed i lavoratori di affermare con il voto la necessità di un concreto e reale cambiamento.
Unione Sindacale di Base - 3 marzo 2015

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