giovedì 24 gennaio 2019

GUAIDO',NOMEN OMEN


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L'ennesimo tentativo sventato di un golpe in Venezuela avvenuto negli scorsi giorni è stato il preludio dell'autoproclamazione di Juan Guaidò a presidente ad interim dello Stato bolivariano,ennesima provocazione chock del nuovo fantoccio cui dietro ci sono gli Usa che spingono verso la capitolazione di Maduro(primo contributo:contropiano venezuela-maduro-alla-piazza ).
L'infame propaganda dei mass media ha dato la notizia di Trump che ha subito riconosciuto Guaidò come nuovo e legittimo leader venezuelano,cui si sono aggiunti quasi tutte le nazioni sudamericane(Bolivia compresa c'è molto che non va)e il Canada ma non il Messico,ed ha invitato l'Europa a fare lo stesso(secondo articolo:contropiano gli-usa-annunciano ).
Le proteste aizzate dalla Cia hanno provocato già una decina di vittime tra le fila dell'opposizione,mentre pure i sostenitori di Maduro sono scesi per le strade per protestare contro l'ennesima ingerenza statunitense volta a rovesciare il suo governo(per loro dittatura)per potere arraffarsi le ricchezze del territorio del Venezuela,niente di nuovo sotto il sole(vedi:madn la-fissazione-usa-ed-europea-per-il venezuela ).

Venezuela. Maduro alla piazza “Qui non si arrende nessuno, massima mobilitazione contro il golpe”.

di  Redazione Contropiano 
Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha annunciato la cessazione delle relazioni diplomatiche con il governo degli Stati Uniti e ha dato 72 ore per rimuovere tutto il suo personale dal paese.
 Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, si è rivolto oggi al paese dal Balcone del Popolo nel Palazzo Miraflores (sede del governo), dove ha annunciato la rottura totale delle relazioni diplomatiche e politiche con il governo degli Stati Uniti per il loro coinvolgimento nel complotto in corso nel paese.
 Il capo dello stato bolivariano ha denunciato che l’esecutivo statunitense sta dirigendo un’operazione per imporre un “governo fantoccio” in Venezuela che consegnerà la nazione agli interessi delle multinazionali.
“Hanno l’ambizione di mettere le mani sul petrolio, il gas e l’oro, diciamo loro: queste ricchezze non sono vostre, appartengono al popolo del Venezuela ed è così che sarà per sempre”, ha avvertito Maduro.

“Solo il popolo venezuelano mette e rimuove i presidenti”, ha detto, respingendo il colpo di Stato nel quadro di “una politica interventista che vuole collocare l’America Latina e i Caraibi come il cortile di casa degli Stati Uniti.
 A questo proposito, il leader venezuelano ha ricordato che “i nostri problemi si risolvono in casa, contando sempre sul popolo, sulla classe operaia, sulle Forze Armate Nazionali Bolivariane, sulle donne. Nessuno deve ingerire negli affari interni del Venezuela!”.

Infine, il presidente Nicolás Maduro ha fatto appello alla calma della popolazione: “Nervi d’acciaio, calma e lungimiranza, qui non si arrende nessuno e noi porteremo alla vittoria della pace”. Diciamo no alla violenza, no al golpismo,   massima mobilitazione e costante lotta popolare in tutte le comunità, parrocchie e stati del Paese”, ha concluso.

Anche il Presidente della Assemblea Nazionale Costituente del Venezuela (ANC), Diosdado Cabello, ha guidato la manifestazione di massa dei chavisti oggi a Caracas in difesa della pace e della sovranità della nazione sudamericana.
 In questo contesto, Cabello  ha denunciato i piani del colpo di stato promosso da un settore dell’opposizione politica che sono al di fuori della legge stabilita dalla Costituzione. “Sono in una grande trappola … credono in un paese fatto di schermi televisivi e social network”, ha detto.
 Egli ha anche avvertito che se l’opposizione prenderà il potere svenderà le risorse naturali del Venezuela alle multinazionali straniere, privatizzerà la Grande Missione sulle abitazioni e il sistema pensionistico statale.
“Crediamo in un futuro di pace”, ma il popolo venezuelano non è un popolo sottomesso, questo è un popolo ribelle che ha imparato a difendersi ed è determinato ad essere libero”, ha detto il capo dell’Assemblea Nazionale Costituente.
 A questo proposito, ha avvertito che fattori stranieri e le minoranze violente “cercheranno di provocarci” e ha chiamato ad una presenza permanente attorno al Palazzo Miraflores (sede del governo) per proteggere il mandato costituzionale del presidente Nicolas Maduro.

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Gli Usa annunciano di voler rovesciare il governo del Venezuela.

di  Rete Europea di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana   
Juan Guaidò, capo della destra venezuelana si è autoproclamato “Presidente ad interim nel corso di una manifestazione di piazza. Il presidente Usa Donald Trump ha subito annunciato che riconosce Guaidò come presidente ad interim del Venezuela. Trump ha definito “illegittimo” il presidente in carica Nicolas Maduro e ha detto che il parlamento guidato da Guaidò è “il solo ramo legittimo del governo debitamente eletto dal popolo venezuelano”. In pratica una dichiarazione aperta di sostegno ad un colpo di stato.

Qui di seguito un comunicato urgente della Rete europea di solidarietà con il Venezuela

Ieri sono definitivamente cadute tutte le maschere e l’Impero USA, per bocca del suo vicepresidente Mike Pence, ha promosso apertamente un colpo di stato in Venezuela.

Guarda il video dell’intervento di Pence in televisione

https://www.facebook.com/100010141869738/videos/815246622156726/?id=100010141869738

L’intenzione è quella di dare legittimità alla figura di Juan Guaidó come presidente di un governo di transizione, benché non sia stato eletto dal popolo. Il tutto si accompagna a nuovi scenari di violenza organizzata da gruppi fascisti appoggiati dagli Stati Uniti, ad appelli ai militari affinché rompano l’ordine costituzionale e ai lacchè del Gruppo di Lima, che se ne vanno in giro per i paesi parlando del Venezuela, quando in realtà cercano solo copertura per i loro loschi affari.Uno scenario amplificato dall’apparato mediatico delle grandi corporazioni.

Non possiamo distogliere lo sguardo. Tornano alla mente le violenze (le guarimbas) del 2014 e, più recentemente, quelle del 2017 in cui ad essere colpito è stato soprattutto il popolo venezuelano (morti, feriti, blocchi stradali, attentati alle strutture pubbliche, alle università, agli asili nido, ai mezzi di trasporto, agli spazi culturali, il blocco delle forniture di alimenti, medicine, bancomat, servizi pubblici…). Vediamo che, ancora una volta, si cerca di trascinare il Venezuela in un’altra fase di tensione e scontro senza preoccuparsi del popolo, della democrazia o della libertà, perché ci sono davvero altri interessi in gioco .

Non possiamo tacere.

Ecco perché, dalla Rete Europea di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana vogliamo nuovamente denunciare: le manovre degli Stati Uniti con i loro appelli per promuovere un colpo di stato in Venezuela; l’insistenza dell’Unione Europea nel parlare di “elezioni libere”, quando il popolo venezuelano ha deciso, il 20 maggio 2018, di ratificare nelle urne Nicolás Maduro come legittimo presidente costituzionale. Le oltre 80 organizzazioni che compongono la RED, esigono inoltre che qualunque “gruppo di contatto” eventualmente creato dalla Unione europea solo si adoperi ad accompagnare il popolo venezuelano in un processo di dialogo e di pace, nel rispetto delle azioni e delle misure che egli solo ha il diritto di decidere all’interno delle proprie normative.

Per questo motivo, rifiutiamo l’ingerenza imperialista, esigiamo il rispetto per la sovranità del popolo venezuelano e oggi, 23 gennaio, manifestiamo il nostro sostegno al Venezuela bolivariano.

Rete Europea di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana
Bruxelles, 23 gennaio 2019

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