mercoledì 31 agosto 2016

IL TTIP SEMPRE PIU' LONTANO


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I due articoli redazionali presi da Contropiano(germania e francia )parlano del presumibile e augurabile stop al trattato internazionale tra Usa e Unione europea che portava solo benefici ad una parte,quella statunitense,anche se il risultato è stato dettato dall'intransigenza delle multinazionali europee.
Sia Germania che Francia non ancora ufficialmente hanno detto basta a questi tre anni e passa di incontri e colloqui visto che non si è riusciti a trovare nemmeno un accordo sui 27 capitoli del Ttip(vedi madn ttip e links annessi)auspicando però nuovi trattati migliori nei mesi a venire.
Dall'Italia solo silenzio per questo basilare tema sull'economia nazionale e globale che il belpaese ha sempre supportato a ranghi compatti.

La Germania annuncia: “Il negoziato Ttip è fallito”.

di Redazione Contropiano
Si era capito dai molti problemi e dati tanti segreti. Poi la Brexit aveva rotto il ponte tra Unione Europea e Stati Uniti. Ora l'annuncio ufficiale da parte del Vice Cancelliere e ministro dell'Economia tedesco, Sigmar Gabriel. "Ritengo che i negoziati con gli Stati Uniti siano 'de facto' falliti, anche se nessuno lo vuole ammettere veramente".
In 14 round di colloqui, le parti non hanno trovato un'intesa su un solo capitolo dei 27 sul tavolo. «I negoziati con gli Stati Uniti sono effettivamente falliti perché come europei non possiamo accettare supinamente le richieste americane» .
Con questa ultima precisazione Gabriel chiarisce anche che – come da sempre sostenevano i suoi critici – in realtà il Ttip era un modo per azzerare anche quel poco di differenza ancora esistente tra il "modello europeo" e il "modello anglosassone".
Ma non fatevi soverchie illusioni: questa "non accettazione delle richieste americane" è stata fatta alla luce degli interessi delle società multinazionali europee, non certo in difesa delle popolazioni del continente…
Vedi anche:
http://contropiano.org/news/news-economia/2016/06/28/la-francia-ribadisce-no-al-ttip-081025
http://contropiano.org/news/politica-news/2016/06/01/segreto-del-ttip-riduce-parlamentari-comparse-ignare-079894
http://contropiano.org/interventi/2016/05/30/ttip-partito-della-nazione-vendita-079812
http://contropiano.org/documenti/2016/05/31/ttip-gli-altri-trattati-libero-commercio-gia-firmati-079825

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Anche la Francia conferma: “stop definitivo al Ttip”.

Solo conferme. I big dell'Unione Europea non hanno alcuna intenzione di portare a termine la trattativa sul trattato transatlantico (Ttip).
Dopo la clamorosa ma non sorprendente intervista al vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, domenica, ora tocca a un altro protagonista direttamente coinvolto nelle snervanti e inconcludenti ngoziazioni, il viceministro francese del commercio estero, Matthias Fekl: "Non c'è più il sostegno politico della Francia a questi negoziati". Quindi tra poche settimane il governo guidato da Manuel Valls chiederà formalmente di sospendere definitivamente i negoziati. Probabilmente nel corso del vertice dei ministri europei del commercio, a Bratislava, a fine settembre.
Interessante anche la motivazione: "Gli americani non concedono niente, o lasciano soltanto le briciole. Non è così che si tratta fra alleati. Le relazioni non sono equilibrate, bisogna riprendere in seguito su buone basi. Serve una battuta d'arresto, definitiva, a questi negoziati”. Anche se naturalmente si lascia una porta aperta sul futuro (“per poi ripartire"), ma su tutt'altre basi, al momento impensabili.
Due prese di posizioni così importanti non lasciano molti dubbi sul fatto che la trattativa sia ormai arenata, anche se da Washington – e più timidamente dall'entourage di Angela Merkel – si continua a dire che “la trattativa va avanti”.
Sembra abbastanza chiaro che questo trattato sia effettivamente morto e sepolto, ma allo stesso tempo nessuno vuol dare l'impressione di una rottura radicale tra le due sponde dell'Atlantico (anche perché c'è tutta la complessa partita con la Russia, con sanzioni molto indigeste solo a carico dei paesi europei, che potrebbe a questo punto prendere tutt'altra piega).
Dunque il “no” viene condito con molti “ci riproveremo su basi più solide”. Ma al tempo stesso nessuno appare in grado di ndicare i punti su cui una trattativa potrebbe essere riavviata dopo la fine di questa, durata oltre tre anni e con 27 “capitoli” aperti.

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