giovedì 25 agosto 2016

GLI SCIACALLI SONO ALL'OPERA

Risultati immagini per giornalisti sciacalli terremoto
Premesso che la vignetta sopra è relativa al terremoto che aveva colpito il vicino Abruzzo,come al solito gli sciacalli si sono avventati sui terremotati del sisma che ieri ha devastato interi paesi del centro Italia in un'area relativamente grande(vedi:madn gli-avvoltoi-sono-pronti ).
Leggendo ieri e oggi commenti dei social network c'è da indignarsi sul tono di alcuni internauti,non tanto letti sul mio personale profilo che nel caso di sconcezze ci sarebbe l'eliminazione on line,e l'articolo preso da Lettera 43(terremoto-sciacalli )ne offre un piccolo bestiario.
Lasciando gli impegni presi dal governo e sui milioni di Euro impegnati in opere inutili e che qui sarebbero oro colato,sul fatto della presenza dei nomi altisonanti della politica perché se ci sono sul luogo del disastro è uno scandalo e se non ci fossero stati sarebbe stata polemica lo stesso,si riapre il circo mediatico fino alla prossima strage Isis o al prossimo rigore dato o meno.
In principio propongo la definizione di sciacallo e di certo la prima non è quella che viene presa in considerazione per il post(chiarire è sempre meglio):
sciacallo
scia·càl·lo/
sostantivo maschile
  1. 1.
    Nome di quattro mammiferi dei Canidi, part. del Canis aureus, noto anche come sciacallo dorato, diffuso in Europa orientale e in Asia, dal tronco snello come quello di una volpe, con muso appuntito, orecchie corte, mantello di color giallo-grigiastro superiormente e biancastro inferiormente; attivo di notte, si nutre di piccoli vertebrati e spesso anche di carogne, ed emette un caratteristico grido.
  2. 2.
    fig.
    Squallido saccheggiatore di case e negozi abbandonati in conseguenza di calamità; anche, losco sfruttatore della sventura altrui.
Ebbene gli sciacalli non sono solamente quelli che bene o male la popolazione vorrebbe prendere e fargli passare dei brutti quarti d'ora poiché approfittano di terremoti,alluvioni o incendi per depredare le case altrui,ma sono soprattutto quelli che sfruttano le sventure degli altri.
Personalmente al primo posto metto i giornalisti che nella spettacolarizzazione dell'evento e senza nessun pelo sullo stomaco domandano a chi ha perso tutto come stanno o che cosa faranno nell'immediato futuro,gente che non ha ancora capito bene cosa gli è capitato,che ha perso parenti,genitori,amici e figli e che vengono catapultati alla mercé del pubblico affamato di cazzi altrui.
E questi cazzi più sono tragici e violenti e più la massa narcotizzata dalla televisione e da internet,più l'audience sale così come l'eccitazione dei giornalisti di strada e dei loro superiori che commentano negli studi.
Perché se da un lato il giornalismo deve informare lo può fare senza approfittare del dolore della gente che ha perso letteralmente tutto,e anche se la domanda è quella di un popolo plagiato dai mass media e alimentati quotidianamente di pane ed ignoranza l'offerta non può essere bieca ed insulsa,si dovrebbe avere più tatto e rispetto.
Ieri ho letto l'intervento di Enrico Mentana,uno ogni tanto fuori dal coro ma che comunque ieri ha postato di non commentare subito sulle polemiche e sugli scandali che ancora devono nascere(ma che si stanno concependo)come per esempio ho fatto io e molti altri memori dell'italico mestiere di arricchirsi sui drammi degli altri.
Uno che quando ci sono attentati e calamità come ieri fa 24 ore non stop in una frenesia che è seconda solo a quella di Emilio Fede con i bombardamenti delle guerre del Golfo,uno che con un fatto del genere avrebbe avuto orgasmi mediatici.
C'è chi definisce il terremoto un infame,ma come si può dare questo termine ad un evento naturale che pur devastante come un'alluvione o un'eruzione vulcanica è parte della vita della Terra,al massimo infami e bastardi sono chi costruisce ancora scuole ed edifici alla faccia delle più basilari norme antisismiche,anche se è un fatto che la maggior parte delle costruzioni crollate in questo caso sono vecchie di decine se non centinaia di anni.
Infame è chi se la prende ancora con gli immigrati con uno stuolo di commenti e di dichiarazioni che fanno vomitare così come gli integralisti cattolici di Militia Christi,dei fascistoidi con la tunica da Ku Klux Klan,che danno la colpa della disgrazia alle unioni civili.
Al momento non mi viene in mente ancora oltre su cui creare ragionamenti o dibattiti,le parole di geologi dicono nuovamente che in un paese normale una scossa di questo livello avrebbe creato nessuno o pochi danni quando invece ci sono paesi che non ci sono più e un numero di vittime che malauguratamente continua a lievitare.
Perché per ora c'è da fare un grosso applauso ai volontari e ai vigili del fuoco impegnati nei luoghi del sisma,ma sappiamo che essendo in Italia spesso il loro sforzo e sacrificio è una goccia d'acqua in un mare di opportunisti.


Terremoto, sciacalli e maldestri indignano i social.
Selfie fuori luogo e assurde teorie. Da Militia Christi a Claudio Lippi, le peggiori uscite sul sisma.

di Lorenzo Mantelli.
L'uso dei social ha di certo favorito la diffusione di informazioni e l'avvio della macchina della solidarietà dopo la tragica notte del terremoto in Centro Italia. Ma ha purtroppo portato con sé, come sovente accade, esempi di sciacallaggio e uscite fuori luogo.
Diverse le sparate di cui si sono resi protagonisti in Rete personaggi più o meno famosi. Molti dei quali hanno ritenuto opportuno cancellare i loro post dopo essere stati subissati di critiche.
Senza fare i conti con gli screenshot delle loro figuracce. Ecco alcuni esempi di come, spesso e volentieri, di fronte a simili catastrofi il silenzio sia quanto meno consigliato.

Mettiamo 50 immigrati a Capalbio e i terremotati in una palestra? Non ho parole.— Claudio Lippi (@ClaudioLippi) 24 agosto 2016


C'è chi, come Claudio Lippi, non ha perso occasione per tirare in ballo i migranti e i loro presunti privilegi, superiori, a suo dire, al trattamento riservato agli sfollati del sisma. Forse ignora che a scavare tra le macerie di Amatrice ci siano anche sei rifugiati afgani alla disperata ricerca di Sultana e Hahmed, due loro connazionali di 26 e 27 anni di cui non si hanno più notizie.



Il movimento ultracattolico Militia Christi ha pensato bene di attribuire la colpa del terremoto alle unioni civili, prima di affannarsi a cancellare il post e apostrofre come «farisei» gli autori delle critiche ricevute.
 
E che dire di Daniela Martani, la cui fama è dovuta unicamente alla partecipazione alla nona edizione del Grande Fratello. L'ex hostess di Alitalia, fervente vegana, non ha brillato per umorismo pensando di tirare in ballo il karma per il terremoto che ha colpito Amatrice, patria del celebre piatto.



Federica Torti, semisconosciuta conduttrice di La7, si è messa invece in posa davanti all'obiettivo per elargire i suoi consigli anti-sismici. Con tanto di 'credits' al fotografo.



Ha fatto discutere anche il selfie di Simone Coccia Colaiuta, fidanzato della senatrice dem ed ex presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane. Proprio quest'ultima ha orgogliosamente pubblicato, ma solo per pochi istanti, l'istantanea del compagno tra i cumuli di Amatrice.
 
Difficile, invece, resistere all'irresistibile tentazione del clickbaiting, anche in una circostanza del genere, per la deputata del Movimento 5 stelle Giulia Di Vita.
 
C'è anche chi, fortunatamente, di fronte a una figuraccia ha avuto il coraggio di scusarsi. È il caso della 'Iena' Dino Giarrusso che aveva commentato le prime notizie sul sisma con una battuta sulla sconfitta della Roma in Champions League. Salvo poi fare retromarcia.







 

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