domenica 22 marzo 2020

ANCORA MILIONI DI PERSONE COSTRETTE AL LAVORO


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Dalle due prese di posizione di ieri,partite nel pomeriggio con le dichiarazioni dei governatori di Lombardia e Piemonte Fontana e Cirio,ci sia aspettava una correzione di tiro da parte dell'annuncio del premier Conte che però ha perso un'altra buona occasione(non solo lui personalmente,tutto l'esecutivo per carità)per fare stare a casa realmente milioni di persone ed invece non è successo nulla di questo.
Anzi è andata ancora peggio,nel mezzo dei due interventi c'è stata anche la solita conferenza della protezione civile che ormai è una mera lista di conti sempre più impressionante,dove il primo giornalista che ha preso la parola domandando se le misure dovessero essere più restrittive soprattutto riferendosi alle industrie(e i relativi spostamenti in massa dei lavoratori)ha ricevuto la risposta dal "portavoce"di Confindustria Borrelli che le fabbriche rimangono aperte quando ci sono le condizioni di tutela degli addetti,praticamente si apre ancora tutto,perché sembra che allo stato attuale delle cose tutta o quasi la produzione si necessaria(staremo a vedere poi quando nel futuro prossimo si parleranno di esuberi e licenziamenti ed i lavoratori in questione non saranno più indispensabili).
Si è parlato di strette ulteriori,ma vedendo l'immensa lista di attività ancora consentite c'è da chiedersi che cosa faccia realmente la politica al governo,sia nelle regioni che a Roma,visto che è un susseguirsi di scaricabarile sulle responsabilità da prendere,tutti da Fontana a Borrelli a Conte sono dei burattini con la mano di Confindustria infilata nel culo.
L'articolo di Contropiano(coprifuoco-carne-macello-italia-governo-confindustria )è la sintesi del pensiero di tantissime persone che fortunatamente sanno che cosa sta accadendo perché ce l'hanno sotto gli occhi,non si può andare a fare attività fisica singolarmente ma ci si può ammassare in metropolitana e nei supermercati.
E poi si sente ancora nelle interviste quotidiane l'assurdità della gente che è in giro che afferma che c'è troppa gente in giro,siamo peggio della barzelletta del mondo,tutti vengono da noi in maniera solidale perché hanno capito che siamo il vero focolaio del mondo,un pericolo ambulante grazie all'incapacità dei governanti,con gente che se lo può permettere che fugge dall'Italia e che può permettersi di fare tamponi alla cazzo mentre chissà quanta gente"normale"è infetta e non lo sa e anche se è stata a contatto con pazienti ammalati si chiudono entrambi gli occhi e si manda avanti la baracca.
Segnalo un altro articolo(contropiano il-viminale-contro-gli-operai-della-logistica )dove in una nota ufficiale il Viminale(Lamorgese)esorta le aziende della logistica a compere azioni(sappiamo bene di che si tratta)affinché i lavoratori non proseguano negli scioperi indetti perché non hanno protezioni individuali minime necessarie per svolgere in sicurezza il loro mestiere,cosa che già da sola è insensata in quanto vìola i precetti dettati dalla protezione civile,e dopo ancora più aberrante perché dovrebbero trasportare in giro articoli come guanti e mascherine che sono a loro negati.
Altro punto può essere questo pezzo(contropiano i-padroni-affilano-le-armi-economia-di-guerra )che narra sempre delle vicissitudini dell'organizzazione degli industriali,con una ripassata sui conflitti sociali(anche questo può essere utile:madn verso-il-coprifuoco ).

Coprifuoco e carne da macello. L’Italia di governo e Confindustria.

di  Redazione Contropiano 
Sempre col freno tirato, sempre in ritardo di settimane, sempre con l’occhio servile verso gli squali di Confindustria, sempre con i leghisti che provano a fare i primi della classe per cercare di nascondere le loro enormi responsabilità nei ritardi con cui è stata affrontata l’epidemia da coronavirus nel nostro Paese (se ricordate i salti della quaglia di Salvini dal “chiudere tutto” al “riaprire tutto” e poi dietrofront; o anche il Beppe Sala – Pd – di #milanononsiferma, appena tre settimane fa).

Del resto, le cifre ogni giorno crescenti di contagiati e morti, sta lì a dimostrare che il “modello italiano” di lotta al virus è stato semplicemente disastroso. I casi accertati sono infatti 53.578. E’ come se in Cina, anziché gli 80.000 casi, ce ne fossero stati 1 milione e 24mila! Peggio ancora per le vittime (4.825), che nelle dimensioni cinesi equivarrebbero a 112.500. Nessuno avrebbe avuto l’impudenza di parlare di “successo”, in quel caso…

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha usato una diretta Facebook per annunciare la chiusura di una serie di attività ritenute “non essenziali”. O, meglio, un elenco delle attività produttive “consentite”, insieme a una nuova serie di divieti che riguardano invece i comportamenti individuali della popolazione tutta.

Come sempre, abbiamo notato una dura determinazione a reprimere i secondi (e non sono quelli “pericolosi” o “irresponsabili”), e molta condiscendenza verso i desiderata delle aziende.

La lista ufficiale e controfirmata in realtà non è ancora stata resa nota, segno certo di un duro lavoro di pressione e scontro, tra associazioni o lobby che premono per “continuare a produrre” e pareri degli esperti che consigliano invece la chiusura.

Nel frattempo, la Regione Lombardia ha diramato una sua propria ordinanza, che differisce da quella nazionale, il che aumenta la confusione nella popolazione.

Come si conviene in uno Stato così sfilacciato, una lista è comunque trapelata nella notte, pubblicata da diverse fonti e tutto sommato senza grandi differenze. Quindi appare “attendibile”, naturalmente “salvo intese” dell’ultimo minuto.

Diciamo subito che alcune attività “consentite” sono certamente vitali (tutta la filiera dell’agroalimentare, farmaceutica, camici e mascherine, elettromedicali, energia e acqua, raccolta rifiuti, trasporti pubblici e privati, ecc).

Altre sono così vaghe nella definizione da poter agevolmente essere occasione di “furbate” confindustriali di dimensioni tali da rendere praticamente una barzelletta il “contenimento” del contagio attraverso il “distanzamento sociale”.

E facciamo subito degli esempi: Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali (praticamente ci rientra qualsiasi produzione), Fabbricazione di articoli in gomma e Fabbricazione di articoli in materie plastiche (comprensibile se si specifica “quali” produzioni, e legate a quali prodotti vitali; altrimenti, anche in questo caso, è consentito produrre qualsiasi cosa, anche giocattoli…). Stesso discorso per la Fabbricazione di prodotti chimici, la Fabbricazione di prodotti refrattari e la Produzione di alluminio e semilavorati, e parecchie altre voci.

Una chicca è poi l’ammissione nella lista delle “Attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali”, mentre non si fa menzione di quelle sindacali dei lavoratori. Insomma, i “corpi intermedi delle aziende” sono libere di continuare a fare pressione, organizzare associati, ecc. Dal lato dei dipendenti, invece, un oscuro silenzio.

Qualcosa certamente vuol dire…

Da giorni, non solo noi, stiamo gridando “fermate le attività non essenziali!”, intendendo soprattutto le fabbriche che producono merci non immediatamente indispensabili in queste condizioni. L’Unione Sindacale di Base ha per questo proclamato uno sciopero per mercoledì 25, in modo da consentire ai lavoratori di non andare a rischiare la pelle ammassandosi sui trasporti urbani e poi in fabbrica.

Perché fin quando ci saranno milioni di persone che si devono spostare e concentrare, qualsiasi possibilità di “contenere” il contagio è una pia illusione. Quei milioni di persone rientrano ogni sera in casa; se contagiati nel frattempo fanno altrettanto con figli, mogli, mariti, nonni.

Giungono sempre più frequenti – per esempio al Telefono Rosso aperto da Potere al Popolo – segnalazioni di aziende aperte nonostante ci siano tra i lavoratori casi conclamati di coronavirus.

Al contrario, si allunga la lista delle attività individuali vietate. Certo pesa il comportamento scriteriato di una parte della popolazione che non intende la necessità del passaggio da una “priorità dell’individuo” (di fare come cavolo gli pare) a una “priorità del collettivo” (limitare al massimo la diffusione del virus).

Ma anche questo è una conseguenza di un trentennio di neoliberismo e di “pensiero unico”. Avete creato una coscienza di massa fatta di atomi impazziti. E ora se ne paga il prezzo.

Il “rimedio” che questo governo va costruendo è a suo modo un classico: coprifuoco per le persone in genere, mentre i lavoratori devono fare da carne da macello.

E’ passato un secolo dalla Prima guerra mondiale. Ma la classe dirigente italica è rimasta composta da generali incompetenti, che ordinano “offensive” a pen di segugio e mobilitano i carabinieri per decimare i soldati quando si rifiutano di uscire dalle trincee.

Persino L’Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani, se n’è accorto: “I militari per strada: il vero rischio è che poi ci restino”.

Chiunque si illuda oggi che “dopo” torneremo a stare come “prima”, tra qualche mese uscirà di casa e troverà un pianeta alieno. Dove comandano più di prima i padroni e scorrazzano in giro i cyborg militarizzati.

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Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi

Pesca e acquacoltura

Industrie alimentari

Industria delle bevande

Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali

Fabbricazione di spago, corde, funi e reti

Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento)

Confezioni di camici, divise e altri indumenti da lavoro

Fabbricazione di carta

Stampa e riproduzione di supporti registrati

Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio

Fabbricazione di prodotti chimici

fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici

Fabbricazione di articoli in gomma

Fabbricazione di articoli in materie plastiche

Fabbricazione di vetrerie per laboratori, per uso igienico, per farmacia

Fabbricazione di prodotti refrattari

Produzione di alluminio e semilavorati

Fabbricazione di apparecchi elettromedicali (incluse parti staccate e accessori)

Fabbricazione di altri strumenti per irradiazione ed altre apparecchiature elettroterapeutiche

Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse parti e accessori)

Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche

Riparazione e manutenzione di attrezzature di uso non domestico per la refrigerazione e la ventilazione

Riparazione e manutenzione di apparecchi medicali per diagnosi, di materiale medico chirurgico e veterinario, di apparecchi e strumenti

Manutenzione di macchine per le industrie chimiche, petrolchimiche e petrolifere

Riparazione e manutenzione di trattori agricoli

Riparazione e manutenzione di altre macchine per l’agricoltura, la silvicoltura e la zootecnia

Riparazione di apparati di distillazione per laboratori, di centrifughe per laboratori e di macchinari per pulizia ad ultrasuoni per laboratori

Riparazione e manutenzione di aeromobili e di veicoli spaziali

Riparazione e manutenzione di materiale rotabile ferroviario, tranviario, filoviario e per metropolitane (esclusi i loro motori)

Installazione di apparecchi medicali per diagnosi, di apparecchi e strumenti per odontoiatria

Installazione di apparecchi elettromedicali

Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata

Raccolta, trattamento e fornitura di acqua

Gestione delle reti fognarie

Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali

Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti

Installazione di impianti elettrici

Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in

Attività per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione)

Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)

Manutenzione e riparazione di autoveicoli

Commercio di parti e accessori di autoveicoli per la sola attività di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e accessori

Commercio all’ingrosso di carta, cartone e articoli di cartoleria

Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e antinfortunistici

Trasporto ferroviario di passeggeri (interurbano)

Trasporto ferroviario di merci

Trasporto terrestre di passeggeri in aree urbane e suburbane

Trasporto con taxi

Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente

Trasporto di merci su strada

Trasporto mediante condotte di gas

Trasporto mediante condotte di liquidi

Trasporto marittimo e per vie d’acqua

Trasporto aereo

Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti

Servizi postali e attività di corriere

Servizi di informazione e comunicazione

Attività finanziarie e assicurative

Ricerca scientifica e sviluppo

Traduzione e interpretariato

Servizi veterinari

Servizi di vigilanza privata

Servizi connessi ai sistemi di vigilanza

Attività di sterilizzazione di attrezzature medico sanitarie

Pulizia e lavaggio di aree pubbliche, rimozione di neve e ghiaccio

Altre attività di pulizia

Attività dei call center

Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria

Istruzione

Assistenza sanitaria

Servizi di assistenza sociale residenziale

Assistenza sociale non residenziale

Attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali

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