mercoledì 9 dicembre 2009

RATTI A VIENNA


E pensare che se non mi scappava l'occhio su questo articolo visto su Roma.Indymedia e tratto dal quotidiano"Liberazione"la notizia degli infami insulti nazifascisti dello scorso giovedì durante il match valido per l'Europa League tra Austria Vienna ed Athletic Bilbao con relativa incursione(invasione è un parolone per la decina ditestedicazzo scappate quando hanno visto il primo sbirro a sessanta metri di distanza)nel terreno di gioco per l'occasione trasformata in porzione di ratteria.
L'articolo riporta come il mondo mediatico italiano abbia taciuto sull'evento nonostante fossero implicati un manipolo di cojoni laziali reduci dalla sconfitta di Salisburgo:un silenzio complice su di un fatto che trattandosi comunque di calcio ovvero religione tacendo su queste gesta vigliacche di merde nazifasce.
Comunque per la cronaca come all'andata le viennette ne hanno palpate su tre e tutti a casa a pugnettarsi cameratisticamente nelle fogne di diverse proveniene(addirittura da Sofia,Barcellona e Madrid):fan proprio rabbia i baschi che con la loro lotta bagnano il naso a questi quattro sfigatelli in libera uscita dalle loro topaie che potevano benissimo annegarsi nel Danubio.
Contributi Youtube sia della partita che degli incidenti di queste merde fognose.

Gora Euskadi,Franco è morto come il Duce,viva la Resistenza!

Adunata di tifoserie “nere” a Vienna: c’erano italiani.

Tre a zero e tutti a casa. E' stata questa la risposta, sul campo, dei giocatori dell'Athletic Bilbao ai gruppi neofascisti e neonazisti che da tutta Europa sono accorsi sugli spalti del Franz Horr Stadion per "accogliere" i sostenitori baschi. E' accaduto mercoledì scorso, in occasione del match di Europa League, la ex Coppa Uefa, fra die veilchen, i "violetti", dell'Austria Vienna e i zurigorriak, i rosso bianchi, dell'Athletic Bilbao.Ma se, com'è giusto che sia, le immagini dell'invasione di campo che ha costretto a interrompere il match al 66' e per oltre venti minuti, i saluti romani nella curva austriaca, lo striscione "Viva Franco" e le croci celtiche e uncinate hanno occupato tutte le prime pagine dei quotidiani austriaci e spagnoli, desta preoccupazione la poca attenzione che i media italiani hanno dedicato all'accaduto. Perché, come ha spiegato in una conferenza stampa l'amministratore delegato dell'Austria Vienna, Marckus Kraetschmer, ai supporter dell'estrema destra locale si sono aggiunti quelli della Lazio reduci dalla partita (e dalla sconfitta, con conseguente eliminazione dalla competizione europea) mercoledì sera in casa del Salisburgo, nonché neofascisti e neonazisti provenienti da Madrid (sponda Real), da Barcellona (sponda Espanyol), da Sofia (sponda Levski) e da diverse città tedesche.Ovviamente, l'intento di queste "tifoserie" non era certo quello di sostenere l'Austria Vienna bensì quello di provocare i tantissimi tifosi baschi al seguito dell'Athletic. Veniamo alla cronaca. E' il 66' quando, per la terza volta, l'arbitro Moen è costretto a interrompere l'incontro. A scatenare le ire (da noi si direbbe il "rosicamento") dei camerati presenti nella curva austriaca è stato il gol dello 0-2 siglato da San Josè che ha ribadito in rete una conclusione di Javi Martinez respinta dal portiere austriaco. In quel momento, dal settore dove erano radunati i gruppi di Lazio, Real Madrid, Espanyol e Lavski Sofia, è iniziato un fitto lancio di oggetti mentre decine di "tifosi" hanno iniziato a invadere il campo. Per venti minuti la partita viene sospesa e la palla passa alle forze dell'ordine che, a fatica, riescono a riportare la calma al Franz Horr Stadion. E siccome "il calcio non perdona" ecco arrivare lo 0-3 segnato da Llorente. Per i tifosi del Bilbao è festa grande ma, al 90', a tener banco su tutti i media europei, tranne quelli italiani, è proprio questa nuova alleanza tra tifoserie di estrema destra.«Gli ultras della Lazio» ha spiegato l'amministratore delegato dell'Austria Vienna «erano i più numerosi e si trovavano nella tribuna est del nostro stadio, proprio il settore da cui è partita l'invasione». Come ha raccontato il portavoce del club, Christoph Pflug, «si sono visti da prima dell'inizio della partita cartelli con slogan contro il popolo basco e inneggianti a Franco firmati anche Espanyol e Real Madrid». Ma se «sono in corso le analisi dei filmati registrati per valutare, con la polizia, la presenza di tifosi provenienti dalla Spagna e da altre nazioni europee» quel che è certo «è la presenza di ultras italiani fra le fila di quelli dell'Austria».Intanto il club austriaco ha già inviato una lettera di scuse all'Athletic: «abbiamo completamente fallito nell'organizzazione di questa partita» ha scritto Kraetschemer «ma ora reagiremo rigorosamente contro chi ha usato lo stadio per proclami fascisti sugli spalti di un club che sa bene quale sia la sua responsabilità storica».Chiaro il riferimento alla fuga alla quale fu costretta la dirigenza e la squadra del club dopo l'annessione dell'Austria al Terzo Reich. Era il 1938. «Ora qualcuno vorrebbe farci tornare indietro di settanta anni» spiegano le tifoserie democratiche dell'Austria «ma noi ricordiamo quello che è stato e non permetteremo che gruppi di estrema destra dipingano la nostra squadra come filo-nazista o filo-fascista».Ma un campanello d'allarme dovrebbe suonare anche in Italia. Peccato che, ad oggi, l'unica preoccupazione delle nostre autorità sembra essere quella di limitare al massimo l'accesso degli spettatori agli stadi tramite provvedimenti quali la "tessera del tifoso" che ha come unico obiettivo quello di incentivare il "tifo da poltrona", fatto di Sky, Mediaset e spot pubblicitari. Ma così facendo le curve rischiano di rimanere, come hanno spiegato più volte punti di riferimento calcistici dell'estrema destra quali Paolo Di Canio, «il centro sociale più grande d'Italia» dove far attecchire, però, simboli e ideologie legate al ventennio. Simboli e ideologie che stiamo iniziando ad esportare anche all'estero e che, di certo, non fanno bene non solo al nostro calcio, ma al nostro paese. Ma fuori dagli italici confini qualcuno si è accorto di quanto sta accadendo nell'estrema destra: la dimostrazione viene dai 28 arresti di Madrid della settimana scorsa che dovrebbero destare attenzione anche in Italia. Mentre era in corso, in un albergo della capitale spagnola, un incontro di esponenti dell'estrema destra europea (fra i quali il "nostro" Roberto Fiore di Forza Nuova) organizzato da Manuel Canduela, leader di Democrazia Nazionale, un altro gruppo di estrema destra, il Movimento Patriottico Socialista, vicino alla "nostra" Casa Pound, ha tentato di introdursi nell'edificio per scontrarsi con i camerati rivali. Eccolo lo scenario, a livello europeo, in quell'antidemocratico universo chiamato estrema destra.Scontri intestini per la supremazia nel mondo della celtica ma alleanze strategiche contro comuni rivali, il popolo basco in questo caso, utilizzando gli stadi come terreno di battaglia e prendendo in ostaggio intere tifoserie che vorrebbero solo seguire la propria squadra.

martedì 8 dicembre 2009

IL MIO TESSSORRO

Manco Smeagol alias Gollum sarebbe stato così criptico e allo stesso modo ipocrita nel definire consistenza e destinazione del presunto tesoro più o meno sepolto e sparito e ritrovato di Calisto Tanzi riapparso alcuni giorno orsono in garage e soffitte di alcuni appartamenti emiliani abitati da persone più o meno consapevoli.
Dopo le prime stime attorno ai cento milioni di Euro dell'insieme dei quadri si è già scesi a picco verso i cinque,visto che numerosi critici e anche non addetti ai lavori hanno tacciato di falsità la maggior parte di questi.
Il buon Tanzi a sua volta gabbato?Non credo,questi se proprio sono falsi devono essere considerati copie e quelli presunti veri hanno già preso il volo da tempo,senza aspettare sibilline soffiate alla guardia di finanza che sembrava aver fatto bella figura tutto facile facile.
Appena sotto un articolo preso da"Repubblica"a firma del critico d'arte qui molto aspro e papale nei toni Paolo Cerati,e dopo la foto di un(forse)quadro di De Nittis sempre tratto dallo stesso quotidiano alcuni stralci dell'articolo di Ettore Livini dove si presume l'invischiamento del premier pusher e di Mediobanca.
In ultimo un contributo di Indymedia Liguria della prima ora quando non aleggiava lo spettro della falsità sul"tesoretto".
In fondo al post una breve dichiarazione di Vittorio Sgarbi sulla qualità delle opere ma appena qui a finco il link sulla paventata censura su"Report"che aveva iniziato ad indagare sulla fine dei soldi spariti a migliaia di italiani col crack Parmalat:http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2009/10/altro-che-liberta-di-parola.html.

Il tesoro (mica tanto) di Tanzi.
di Paolo Cerati*

Dopo lunga ed estenuante ricerca, è stato trovata una parte del tesoro – o presunto tale – di Calisto Tanzi. A darne notizia, con toni trionfalistici, la stampa di ieri tutta. Ecco il tesoro: opere d’arte d’inestimabile valore. Monet, Picasso, Van Gogh, ancora Van Gogh, Gauguin, Cezanne, Degas, De Nittis, Ligabue, eccetera. Straordinario. Il tesoro, diviso, era contenuto, come nella migliore tradizione del romanzo d’appendice, in cantine buie, polverose, nascondiglio perfetto per scoprire poi cose di questo genere. Un bravo agli investigatori che hanno svolto il loro lavoro con dedizione. Poi, impietose – come per ricordarci che questo tipo di storie così torbide spesso sono sature di volgari malfattori – sono arrivate le prime immagini che ritraevano funzionari della Guardia di Finanza in posa giustamente soddisfatta mostrare il bottino.
“La scogliera di Pourville” di Monet, valutata 10 milioni di euro, e in procinto di essere venduta a un ignaro compratore russo a Forte dei Marmi, è in realtà una macchia di vomito, probabilmente dipinta da un parente di Monet, forse il cugino Franco.
“Il tronco” di Van Gogh si commenta da solo: anche un bambino delle elementari si renderebbe conto della ridicolaggine dell’opera.
Che dire poi del disegno di Degas, che senza volerle far torto, sembra mia zia Vilma che ha lavorato per trentacinque anni in fabbrica e non ha certamente la delicatezza dell’Etoile. E via di seguito.
Ligabue, dipinto da un suo vicino di casa, di sicuro carrozziere.
Picasso, no comment.Poi Gauguin, sicuramente il nome di un artista da leggere in dialetto parmigiano.
Troppo facile, come sparare sulla Croce Rossa. Questa storia, che non sembra mai finire, vive di bidonaggine continua, con risvolti tragici. Un Kip del Laos vale 0,0001 Euro. Se c’era qualcosa di buono da vendere è già stato venduto, nei modi e nei tempi corretti, senza – come sempre – nessun tipo di interferenza. Quindi il tesoro di Tanzi fin qui trovato vale sì 100 milioni, ma di Kip del Laos.* Paolo Cerati è considerato un esperto d’arte di livello nazionale, ricordiamo i suoi interventi sul ritrovamento di alcuni Correggio. Di certo sulla vicenda dei quadri di Tanzi, in poche ore, si è passati da un valore di 100milioni a … 5 milioni. Dopo il suo intervento, Radio Capital ha intervistato Vittorio Sgarbi che, visionate le foto, spiega: “Ci sono dei falsi” ASCOLTA L’AUDIO
Tanzi e il crac Parmalat Mediobanca sapeva tutto.

...Le banche. Gli istituti di credito hanno sempre saputo quale era il reale stato di salute di Parmalat. Le prove? «Vedevano i dati della centrale rischi e già dal 2002 tutti ci dicevano di non credere ai nostri bilanci, chiedendoci di rientrare dall' esposizione». A fine 2002 ha raccontato «abbiamo studiato un aumento da 500600 milioni con Mediobanca e Jp Morgan, che quindi conoscevano il nostro stato di salute»...
... I rapporti con Berlusconi. «Ho pagato anche Berlusconi», ha detto Tanzi in tribunale a Parma. «Sono andato ad Arcore con un gruppo di imprenditori in occasione del lancio di Forza Italia. Incontrai Berlusconi. Gli dissi che non intendevo schierarmi direttamente con lui ma che ero disposto a finanziare il suo movimento politico. Lui mi disse di fare pubblicità su Mediaset che era lo stesso». Tornato a Collecchio dal meeting, Tanzi convoca il suo dg Domenico Barili e gli ordina «di spostare gli spot da Rai a Mediaset». «Per garantire l' occultamento del finanziamento ha continuato abbiamo deciso di pagare il prezzo pieno dei nostri passaggi televisivi sulle reti del Biscione, rinunciando ai forti sconti cui avremmo avuto diritto in qualità di grandi inserzionisti». Tanzi ha ricordato pure di aver chiesto aiuto al premier anche all' epoca del crac: «Andai a Palazzo Grazioli con mio figlio pregandolo di far qualcosa per alleggerire la pressione della Consob e delle banche»...

Parmalat, trovato il tesoro che Tanzi ha negato di avere.

Aveva dichiarato neppure una settimana fa di non sapere nulla delle opere d'arte che un servizio di Report sosteneva fossero state occultate nell'imminenza del crac del 2003. La Guardia di Finanza ha trovato 19 tra dipinti e disegni dei più grandi artisti del XIX e XX secolo che Calisto Tanzi, patron della Parmalat inseguito dai creditori, aveva fatto nascondere nelle cantine e nelle soffitte di tre appartamenti, due a Parma e uno nella vicina Pontetaro.
Il ritratto di ballerina, matita su carta Degas, questa mattina si trova nell'ufficio del procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia, accanto ad un autoritratto di Ligabue, alla scogliera di Pourville di Monet, ad una natura morta di Gauguin, ad un tronco d'albero di Van Gogh, ad una natura morta di Picasso datata 1944, ad un ritratto di signora, a grandezza naturale, di De Nittis.
Ancora imballati invece sono un olio di Manet raffigurante alberi, una natura morta di Van Gogh, un acquerello su carta di Cezanne, un pastello di Pizarro, un paesaggi di Severini, una illustrazione di Grosz e una matita di Bergerie di Modigliani, ed altro ancora.
È stata la Guardia di Finanza nucleo tributario di Bologna a risolvere in meno di una settimana il mistero della pinacoteca di Tanzi. Quattro giorni di intercettazioni telefoniche continuate (alcune durate trenta ore di seguito) hanno consentito agli uomini delle Fiamme Gialle di individuare i terminali di una trattativa che a breve avrebbe portato alla vendita in blocco di tutta la pinacoteca del Cavaliere.
Le trattative erano in stato avanzatissimo e la Procura ritiene che le opere sarebbero state acquistate da compratori provenienti dalla Russia. Il luogo in cui sarebbe dovuto avvenire il passaggio di mano, probabilmente, è Forte dei Marmi, località turistica dove si registra una forte presenza di miliardari provenienti dall'est Europa.
Grazie alle intercettazioni i finanzieri sono riusciti a dare un prezzo ad almeno una delle opere che avrebbero dovuto essere vendute: 10 milioni di euro per la scogliera di Monet. Custodi inconsapevoli del tesoro tre famiglie che abitano gli appartamenti dove i dipinti erano stati nascosti. Consapevole invece, Stefano Strini, genero di Tanzi perchè ne ha sposato la figlia Laura, a cui la cura dei quadri era stata affidata proprio dal Cavaliere. Strini è indagato per ricettazione e favoreggiamento assieme ad un altro soggetto sul nome del quale vige il segreto istruttorio. Secondo le dichiarazioni dello stesso Strini i dipinti sono stati occultati prima del crac.
L'indagine è stata condotta a ritmi serrati dai pm Lucia Russo e Vincenzo Picciotti. «Abbiamo recuperato i quadri del cavalier Tanzi - ha detto il procuratore Laguardia senza celare la legittima soddisfazione per il risultato raggiunto - l'indagine è partita dal servizio di Report. Avevamo dei sospetti su alcuni soggetti che sono stati confermati una volta che i loro telefoni sono stati messi sotto controllo».

lunedì 7 dicembre 2009

MATTEOLI,UN GENIO!


La voglia di introdurre il nuovo limite di velocità in autostrada a 150 km/h da parte del ministro Matteoli è un'idiozia enorme per limitare il numero di morti in incidenti stradali inItalia,e non solo.
Basterebbe vedere bene le immagini di questi due impiastri(e vi assicuro che nel web ce ne sono di molto peggio per non parlare delle foto delle vittime)per capire che la velocità stradale sia il vero motivo della quasi totalità delle morti che ogni anno insanguinano le nostre strade.
Se uno beve,si droga,si accende una sigaretta,cambia frequenza alla radio ma viaggia mantenendo le distanze di sicurezza e rispettando i limiti di velocità consentiti è dura che si ammazzi o che uccida qualcun'altro,vista la maggior sicurezza delle vetture partendo dai sistemi frenanti arrivando agli airbag.
Non sto dicendo che sia giusto farsi di tutto prima di mettersi alla guida perchè girano per le strade non solo autoveicoli ma pure pedoni e biciclette,ma l'infame propaganda dello Stato e dei massmedia contro le cazzo di stragi del sabato sera sono boiate belle e buone quando poi da sano vai a 180 km/h in giro per autostrade o altre arterie(infatti se già col limite attuale del 130 o del 90 si viaggia ben oltre questo livello figuriamoci alzandolo!).
A sua discolpa il ministro indagato a Livorno(per lui il Lodo Consolo gli ha evitato la galera per parecchi anni)dice che questo limite(del 150)già è previsto da anni dal codice della strada in alcuni tratti e in certe condizioni se voluto dai concessionari stradali:perchè allora nessuno di questi lo ha mai innalzato?
L'articolo tratto dal Corriere on line fornisce voce ad ambedue le parti,quella pro e contro,anche se la mia idea è che questa immane cagata sia creata apposta per aumentare le vittime piuttosto che diminuirle.

Ok del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. Pd: «Paradossale»
Matteoli: sì a 150 km all'ora in autostrada.
Possibilità già demandata ai concessionari all'art. 142 del codice della strada. Ora la differenza è presenza del tutor.
MILANO - «Sono favorevole» alla proposta della Lega per innalzare il limite di velocità a 150 km orari nei tratti autostradali a tre corsie e dove c'è il tutor. Lo dice il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, spiegando che «sono stato sempre favorevole ad aumentare la velocità in alcune autostrade che hanno le caratteristiche adatte come le tre corsie e il tutor, ma solo per quelle auto che per cilindrata e caratteristiche di sicurezza, possono viaggiare tranquillamente a 150 km orari. Certo non le piccole auto». Il testo del disegno di legge che azzera il livello di alcol nel sangue per i neopatentati, spiega Matteoli, «dovrà tornare alla Camera, perché sono state apportate alcune modifiche. Non mi scandalizza che alcuni non siano favorevoli a questa proposta, ma non mi sembra scandalosa la proposta della Lega».
GIÀ PREVISTO - L'innalzamento del limite a 150 km all'ora sulle autostrade a tre corsie più quella di emergenza (non si parla di presenza del tutor) in realtà è già previsto da anni nel codice della strada. Dice infatti l'articolo 142 comma 1: «Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, sempreché lo consentano l'intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti e i dati di incidentalità dell'ultimo quinquennio». Quindi è una decisione che il legislatore demandava ai concessionari autostradali, i quali però finora non hanno ritenuto opportuno elevare i limiti.
PD: «PARADOSSALE» - Contrario Roberto Della Seta, capogruppo del Pd in commissione Ambiente al Senato. «La proposta di alzare il limite di velocità è demagogica e paradossale. Nel Paese che vede ogni giorno una media di quasi 600 incidenti automobilistici, molti dei quali causati dall`alta velocità e con un alto tasso di mortalità, di tutto si sentiva il bisogno tranne che innalzare il limite». Contraria anche Silvia Velo, vice presidente del Pd della commissione Trasporti della Camera: «Matteoli dà un messaggio negativo in un Paese in cui non c'è cultura della sicurezza stradale».
AMICI POLIZIA STRADALE: NO - Giordano Biserni, presidente dell'Associazione sostenitori amici della Polizia Stradale, non è favorevole. «La proposta non va nella direzione della sicurezza stradale. Non mi sembra che ne valga la pena se la raportiamo all'aumento del rischio».
CONTROTENDENZA - Anche la Fondazione Ania per la sicurezza stradale solleva non pochi dubbi. Secondo il segretario generale, Umberto Guidoni, sarebbe come «introdutrrre una forma di deresponsabilizzazione nei confronti degli utenti. Il tutor ha abbassato la velocità media di percorrenza e ridotto del 50% i morti rispetto al 2000; esattamente l’obiettivo che l’Ue si è data per il 2010. Alzare i limiti di velocità è decisamente in controtendenza». La proposta Lega-Matteoli riceve il no anche dalle associazioni di consumatori Codacons e Adusbef.
«IN ALCUNI TRATTI GIÀ 130 È TROPPO» - Carmelo Lentino, portavoce di Bastaunattimo, campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera, non è contrario alla proposta, pur ponendo alcuni limiti. «Vi sono tratti dove il limite di 130 chilometri è già troppo alto, andrebbe abbassato oppure si dovrebbero adeguare le condizioni della strada ai requsiti di sicurezza necessari», ha detto Lentino. «Per alzare il limite di velocità è indispensabile che le auto abbiano un elevato standard di sicurezza e che le tratte abbiano tutte le caratterisiche necessarie: le tre corsie, il tutor ma anche un manto stradale adeguato e barriere efficaci. Questo comunque non può esimere dall'essere sempre attenti e vigili sul problema della sicurezza stradale in generale».

domenica 6 dicembre 2009

ALEXIS VIVE!

Oggi ricorre l'anniversario della morte di Alexandros Grigoropoulos,il quindicenne ammazzato dagli sbirri greci l'anno scorso e il cui assassinio ha portato la Grecia a settimane intere di scontri,scioperi e proteste da parte di molti giovani e non in molte città elleniche.
Questi conflitti che hanno fatto sfiorare la guerra civile sono sfociati nelle dimissioni del governo del centrodestra e alle successive elezioni ha trionfato la coalizione socialista del Pasok,guidata da George Papandreu,che rimane anche il presidente dell'Internazionale socialista(nipote e figlio del primo governante del dopoguerra greco e del fondatore del partito del Pasok).
Parecchi anarchici sono stati fermati ed arrestati tra le giornate di ieri ed oggi,e tra gli arresti figurano non solo greci ma pure 5 italiani,albanesi e spagnoli:gli scontri li possiamo vedere in queste ore su tutti i telegiornali e molte polemiche sono divampate dalla sinistra radicale che accusa il Pasok di una forte repressione poliziesca.
Il partito al governo da nemmeno due mesi ha proseguito la linea dura degli uscenti del centrodestra(un po come se andasse al governo il Pd da noi le cose sarebbero molto simili)schierando 1200o sbirri armati fino ai denti e pronti ad usare queste armi spaccando teste a più non posso:i ribelli greci devono proseguire su questa via per ottenere giustizia e verità visto che per la morte di Alexis nessuno ha pagato.
Anche noi dobbiamo prendere esempio dai compagni greci ed essere pronti a mettere a ferro e fuoco le nostre strade se le cose dovessero andare avanti come purtroppo stanno andando:le cose serie ultimamente le fanno al di fuori dei nostri confini,vuoi per tanti motivi in primis la repressione inaudita degli sbirri che al minimo pretesto ti entrano in casa,ti mandano tutto all'aria e ti menano(se ti va bene),oppure ti sbattono in carcere e poi son cazzi.
I contributi odierni sono tutti di Toscana Indymedia.
Alexis vive e lotta insieme a noi,le nostre idee non moriranno mai!
Per rinfrescare la memoria due post:http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2008/12/non-cercate-la-grecia-su-liberazione.html e http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2009/09/bombe-e-repressione.html

Atene: scontri con la polizia per l'anniversario dell'uccisione di Alexis.
A Exarchia manifestazioni e repressione per l'anniversario dell'omicidio del giovane Alexis.

Un anno fa prese il via la rivolta greca seguita all'omicidio ad Atene di Alexandros Grigoropoulos, 15enne colpito a morte dalla pallottola di un poliziotto.In occasione del primo anniversario dalla sua uccisione il movimento greco ha annunciato manifestazioni in tutto il paese e constestualmente è partita la macchina repressiva del governo greco. Da ieri oltre diecimila agenti di polizia sono schierati ad Atene, e ieri sera 163 persone sono state fermate in una serie di retate al centro e alla periferia di Atene alla vigilia delle grandi manifestazioni previste per oggi. 75 persone, tra le quali cinque italiani, sono state poste in stato di arresto. La retate sono avvenute dopo scontri con la polizia avvenuti nel quartiere di Exarchia, al centro di Atene, al termine di un presidio e dopo una irruzione in uno spazio occupato. Tre auto della polizia sono state date alle fiamme. Il movimento studentesco si è mobilitato da alcuni giorni all'insegna dello slogan "Un anno dopo non dimentichiamo". Da venerdì sono occupate centinaia di scuole e facoltà universitarie nella capitale, a Salonicco e in tutto il paese.

ATENE - Migliaia di giovani hanno manifestato oggi sotto gli occhi di 12.000 poliziotti al centro di Atene, per commemorare il primo anniversario dell'uccisione da parte del quindicenne Alexandros Grigoropoulos. Sporadici incidenti hanno turbato la marcia fino al parlamento, quello più grave ha coinvolto il rettore dell'Università di Atene che é stato picchiato e ferito alla testa da un gruppo di manifestanti che volevano entrare nella sede amministrativa dell'ateneo. La polizia ha compiuto alcune decine di fermi, all'Università e nel corso della marcia, svoltasi sotto il controllo di un efficace servizio d'ordine, soprattutto nei confronti di giovani mascherati che hanno cercato di vandalizzare negozi e istituti bancari, bruciando anche alcuni cassonetti dell'immondizia. Gli agenti hanno risposto lanciando gas lacrimogeni. Gruppi di giovani sono tuttavia ancora concentrati nel quartiere anarchico di Exarchia, completamente blindato dalla polizia, dove questa sera vi sarà un'altra commemorazione nell'ora esatta della morte di Grigoropoulos il 6 dicembre dello scorso anno.A Salonicco la polizia ha fatto irruzione stamane, con l'accordo del rettore, al Politecnico per arrestare otto giovani che avevano lanciato molotov contro gli agenti. Ad Atene la situazione appare esplosiva dopo le decine di arresti alla vigilia della manifestazione di oggi pomeriggio. Organizzazioni della sinistra radicale hanno denunciato la "violenta repressione" del "governo del Pasok" invitando "studenti e lavoratori" a dare "una risposta immediata" con le manifestazioni di oggi e domani.Gli agenti hanno fermato in tutto 162 persone di cui 75 rinviate davanti al giudice inclusi cinque italiani - quattro uomini e una donna -, albanesi e spagnoli. Una parte dei fermi sono avvenuti dopo un'irruzione in un centro sociale nel sobborgo ateniese di Keratsini, dove è stata occupata per protesta la sede del consiglio comunale, e sequestrato materiale per la costruzione di molotov, mazze, una granata luminosa, maschere e occhiali antigas.Altri incidenti sono avvenuti nel quartiere anarchico di Exarchia dove gruppi di giovani hanno attaccato la polizia, al termine di una commemorazione per Grigoropoulos. Mentre centinaia di scuole e facoltà universitarie sono occupate, il ministro dell'ordine pubblico, Michalis Chrisochoidis ha ribadito dopo le retate di ieri che la polizia continuerà a "compiere il suo dovere di proteggere i cittadini" e non consentirà che "i vandali mettano di nuovo a sacco Atene".

sabato 5 dicembre 2009

IN ITALIA NEMMENO PER SOGNO


Oppure dovrei precisare nel titolo del post che le leggi per punire reati legati al fascismo partendo da quello più diffuso ovvero l'apologia esistono ma non vengono applicate per la gioia dei fascistelli più o meno in erba.
Come si può vedere nell'articolo tratto da Indymedia Lombardia in Germania,per riprendere un filo logico al discorso,i neonazi locali o per lo meno i gruppi formati da tali menti merdose,ora nei processi a loro carico verranno considerati come organizzazioni criminali per poter aver vantaggi in termini di indagini e pene più severe qualora gli imputati vengano condannati.
In Italia questo nemmeno se lo sognano,anche se sperare in una legge che in pratica si ritorce contro il regime stesso sia impensabile,e per questo noi antifascisti dovremmo continuare a vigilare e a sedare questi ratti che talvolta emergono dalla melma fognaria cui sono avvezzi e che rimane il loro habitat territoriale.
La militanza ed il monitoraggio,l'attenzione ai cambiamenti seppur minimi in città,scuole e posti di lavoro devono sempre essere metodi per difendere e diffondere la memoria antifascista senza aspettare aiuti da parte dei governanti ed anzi attenderci il peggio da chi dagli scranni più alti del potere politico mina sempre maggiormente il movimento antifascista a favore dei movimenti più o meno mascherati di estrema destra.

Gruppi neonazisti saranno considerati come delle organizzazioni criminali.

La Corte costituzionale tedesca ha stabilito che i gruppi di estrema destra spiccatamente razzisti o antisemiti possono essere classificati come organizzazioni criminali in modo da essere perseguiti più facilmente. La massima istanza giudiziaria tedesca, la cui sede è a Karlsruhe, ha così rovesciato una sentenza di un tribunale di Dresda che aveva negato lo status di organizzazione criminale al gruppo neonazista «Kameradschaft Sturm 34». Alcuni membri del gruppo neonazista avevano aggredito violentemente e ferito diverse persone nel Land orientale della Sassonia. Ora, dopo la decisione presa dalla Corte Costituzionale, i membri di gruppi nazisti avranno molti più problemi con la giustizia. Classificati infatti come organizzazioni criminali, d’ora in avanti rischieranno pene più severe facilitando il lavoro delle autorità giudiziarie che necessitano di meno prove per intentare processi a loro carico.

venerdì 4 dicembre 2009

LA FINE SI AVVICINA

E venne il giorno dell'udienza di Gaspare Spatuzza che in aula a Torino circondato da numerose persone della scorta ha cantato meglio di Apicella,un testo impegnato e profondo,una melodia che per chi già conosce la faccenda è un refrain dolce e allo stesso tempo vergognoso.
Spero che i quotidiani di tutto il mondo domani aprano con le parole che raccontano di come Berlusconi e Dell'Utri abbiano consegnato l'Italia in mano alla mafia come un dono natalizio,spero che questo processo giunga a conclusione e che i testimoni non abbiano incidenti di percorso durante e dopo le deposizioni.
Mi ricordo ai tempi delle medie che il periodico"Cuore"aveva indetto un sondaggio sulla cosa che avresti desiderato di più,e la vincente fu la fine di Andreotti stracolpevole di delitti mafiosi contro giudici,forze dell'ordine(quelle con i controcoglioni non le pappemolle opportuniste che ci circondano qua a Crema e in troppe zone italiane),giornalisti e chiunque denunciava malavitosi e non sottostava all'omertà:un ex premier che praticamente incarnava l'essenza mafiosa e scampato alla galera solo per la caduta in prescrizione di numerosi processi che lo vedevano come imputato(vi ricorda qualcuno?).
Beh,ora io voglio la fine di Berlusconi,che non è necessariamente la sua morte,io voglio che venga condannato e che finisca in galera per il resto della sua esistenza,voglio la sua sconfitta morale ed economica come si merita la sua persona di merda criminosa.
E con lui i suoi complici in primis Dell'Utri e Schifani,altri mafiosi che della scalata al potere del premier criminale hanno tratto beneficio sulle morti di tante persone,sulle disgrazie e le tragendie di troppa gente,sulla pelle di milioni di italiani che stanno subendo le nefandezze di questo regime che deve finire.
L'articolo odierno di"Repubblica on-line"fornisce il resoconto della giornata di interrogatori svoltasi aTorino,mentre il famoso lapsus freudiano di Dell'Utri è l'ultimo contributo di oggi:per rinfrescare la memoria su quest'ultimo uomo di merda ripropongo il post dedicatogli con disprezzo lo scorso
agosto.http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2009/08/dellutri-uomo-di-merda.html.
Il pentito testimonia nel processo d'appello al senatore del Pdl e cita anche il premier"Il boss disse: ci hanno messo il Paese in mano. Trattative Cosa nostra-Stato? Non so"
Mafia, Spatuzza conferma i rapporti con Dell'Utri"E Graviano mi fece il nome di Berlusconi".
Gaspare Spatuzza ha desposto protetto da un paravento e da una numerosa scorta.

TORINO - Conferma tutto Gaspare Spatuzza. Nell'aula bunker del Palazzo di giustizia di Torino il pentito ripete, parola per parola, le accuse al senatore Marcello Dell'Utri e tira in ballo Silvio Berlusconi: "Nel '94, al bar Doney di Via Veneto a Roma, incontrai il boss Giuseppe Graviano. Mi fece i nomi di Berlusconi... Disse: quello del Canale 5 e anche di Dell'Utri. E aggiunse: 'Grazie alla serietà di queste persone, ci avevano messo il Paese nelle mani'". Protetto da un nugolo di agenti e parlando da dietro un paravento, Gaspare Spatuzza - sei stragi, quaranta omicidi, coinvolto nell'omicidio del figlio dodicenne di un pentito sciolto nell'acido - giura di essersi convertito alla verità e a Dio. Fuori dall'aula, durissima, si alza la reazione del centrodestra. Silvio Berlusconi definisce la testimonianza una "follia", e Paolo Bonaiuti, suo portavoce e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ripete che "la mafia attacca il premier perché il governo è duro contro la criminalità organizzata". Dell'Utri, che in primo grado fu condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, non rinuncia a seguire il dibattito in aula e liquida con una battuta le parole del pentito: "Spatuzza? E' lui a lavorare per la mafia". La prossima udienza sarà a Palermo, tra una settimana. La Corte d'appello tornerà in Sicilia dopo l'incursione nell'aula bunker di Torino scelta per motivi di sicurezza legati alla testimonianza di Spatuzza. Il suo verbale sarà confrontato con le parole di Giuseppe Graviano chiamato dai giudici a rispondere in videoconferenza dal supercarcere in cui è rinchiuso.
Gaspare Spatuzza non sa di trattative tra lo Stato e la mafia per fermare la stagione delle stragi. I difensori del senatore dell'Utri incalzano, ma lui ammette candido che di accordi tra Cosa nostra e il governo non ricorda nulla. Spiega invece che fino all'anno scorso non ha parlato di Dell'Utri e di Berlusconi perché aveva paura: "I timori di parlare del presidente del Consiglio erano e sono tanti". Ma l'ammissione al programma di protezione e "la conversione alla fede cristiana" lo hanno trasformato. Spatuzza chiede perdono per il male fatto: "Voglio restituire verità alla storia e non mi fermerò davanti a niente", giura ai magistrati. Parla come un torrente in piena Spatuzza, e ammette che "dopo il '92, ci siamo spinti un po' oltre, in un terreno che non ci appartiene: alludo alle stragi di Firenze, dove morì la piccola Nadia e all'attentato a Maurizio Costanzo. Dopo le stragi di Capaci e Via d'Amelio abbiamo gioito, perché Falcone e Borsellino erano nostri nemici; mentre i morti di Firenze e Milano non ci appartenevano. Ma Giuseppe Graviano mi disse: 'E' bene che ci portiamo un po' di morti dietro, così chi si deve muovere si darà una smossa'". Dell'Utri mostra disinteresse durante la deposizione; sbadiglia assonnato, poi lascia l'aula prima che il dibattimento riprenda nel pomeriggio: "Altro che bomba atomica, Spatuzza è solo un petardo. Quell'uomo ha interesse a buttare giù il governo che gli lotta contro. Non è un pentito dell'antimafia, ma della mafia". La deposizione di Spatuzza prosegue per cinque ore. Il pentito racconta di quella volta che un guasto al telecomando evitò una strage all'Olimpico di Roma. E aggiunge nuovi particolari: "A gennaio del '94 - racconta Spatuzza - incontrai Giuseppe Graviano a Roma. Mi disse che l'attentato allo stadio si doveva fare a tutti i costi, così gli davamo il colpo di grazia". Era il 23 gennaio e si giocava Roma-Udinese; i mafiosi progettavano di far saltare i pullman dei carabinieri. Sarebbe stata una strage: "Utilizzamo una tecnica - dice Spatuzza - che nemmeno i talebani hanno mai usato. Mettemmo del tondino di ferro per renderee più devastante l'effetto della deflagrazione". Ma l'attentato fallì perché l'ordigno non funzionò: "Io e Benigno (un picciotto di mafia; ndr) ci spostammo a Monte Mario. Benigno diede l'impulso al telecomando, ma grazie a Dio l'esplosione non avvenne".

giovedì 3 dicembre 2009

TAGLIATELLE ALLA CARBONARA E VONGOLE

Questa ricetta coniuga perfettamente un piatto tipicamente di terra con un frutto squisito del mare,la vongola,e la proporzione e la variabilità degli ingredienti fanno sì che il matrimonio dei sapori che si ritrovano nel piatto sia di quelli duraturi,che ti fanno stare volentieri a tavola facendo un bis molto volentieri.
Non ci vuole nemmeno troppo tempo per poterlo ottenere visto che la preparazione del sugo è leggermente superiore al tempo di bollitura dell'acqua e della cottura della pasta:direi che il piatto sia perfetto per tutte le stagioni e per occasioni di ogni tipo.
Ingredienti:
-vongole
-pancetta liscia a dadini
-cipolla
-olio
-burro
-vino bianco
-uova
-prezzemolo
-sale
-pepe bianco
-pepe nero
-parmigiano
Dopo aver fatto aprire le vongole in una padella larga(se si vuole si può aggiungere del vino bianco ed una foglia d'alloro)si può cominciare a mettere sul fuoco l'acqua da bollire per preparare le tagliatelle.
Successivamente si filtra il brodo delle vongole che può essere riutilizzato per altre ricette(ma si conserva solo per un paio di giorni al massimo)e alcuni molluschi si possono staccare dal guscio mentre altri si possono lasciare nella loro conchiglia.
Si affetta la cipolla in liste grandi e la si soffrigge in poco olio e burro,dopodichè si affetta della pancetta tagliata alta a dadini e la si fa colorire assieme alle cipolle e si sfuma col vino bianco e si lascia cuocere per pochi minuti.
Nel frattempo si sbattono in una scodella le uova(la quantità dipende dal numero di commensali)e dopo aver ottenuto un liquido omogeneo possiamo incorporare il parmigiano grattuggiato,il prezzemolo,il sale ed il pepe bianco e nero continuando ad amalgamare il tutto.
Quando le tagliatelle saranno quasi pronte possiamo unire le vongole al sugo e scaldarle per pochissimo,in modo che quando la pasta è al dente la si possa versare direttamente nella padella versando il composto con le uova appena dopo.
Si mescola tutto assieme e si servono le porzioni a tavola ben calde.

mercoledì 2 dicembre 2009

FINI PREPARA LA SCALATA AL QUIRINALE

Fuorionda cercato o non voluto quello emerso ieri di Fini presente a Pescara il 6 novembre per il"Premio Borsellino"che ha mandato in crisi tutta la maggioranza e soprattutto il Pdl visto che muove aspre critiche al presidente del consiglio Berlusconi in merito al suo coinvolgimento in affari mafiosi.
Che voglia abbandonare la barca prima che questa affondi oppure Fini stringe i tempi verso quello cui sta lavorando da parecchi anni,ovvero diventare presidente della Repubblica?
Non dimentichiamoci che Fini è un figlio della lupa,fascistissmo delfino di Rauti,uno che ha sempre avuto relazioni con elementi della destra più estrema protagonista di numerosi stragi che hanno segnato l'Italia nel dopoguerra.
Che stia espiando le sue colpe,che voglia entrare in un più moderato schieramento come quello di Casini?
Solo il tempo e l'autorità del premier capo cosca ce lo sapranno dire,che Fini abbia già l'etichetta di infame da parte dei nerissimi fognanuovisti e casermapoundini è cosa risaputa da anni(la prima immagine è contributo di fogna nuova)e gli antifascisti hanno memoria lunga verso un personaggio che ha dato nome ad una delle leggi più bieche della legislatura italiana(assieme al mentecatto Bossi)per fare solo un esempio di tutto ciò che di male abbia fatto.
Il testo qua sotto che evidenzia i discorsi tra Fini e l'amico magistrato Trifuoggi sono tratti da"Senza Soste"con il determinante contributo di"La Repubblica"per l'articolo ed il video preso da You Tube":Fini,la prossima volta prima di sputtanare Berluscojoni sta zitto e ascolta chi sta parlando...questione di stile e di rispetto.

Fini, fuorionda su Berlusconi: "Ha il consenso per governare, ma non l'immunità assoluta"



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Durante un convegno a Pescara, il presidente della Camera non sa che i microfoni sono aperti e parla a ruota libera con un magistrato suo amico. E spiega le sue opinioni sul premier: "Lui confonde la leadership con la monarchia assoluta... il consenso popolare che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità..."
ROMA - Il 6 novembre scorso il presidente della Camera Gianfranco Fini partecipa a Pescara alla giornata conclusiva del "Premio Borsellino". In quell'occasione discute con il procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi che è seduto accanto a lui. Tra i due c'è una conoscenza di antica data. Fini, convinto che la conversazione si svolga a microfoni spenti, parla delle vicende di stringente attualità, tra cui quelle che riguardano Silvio Berlusconi, le sue inchieste giudiziarie e le rivelazioni del pentito Spatuzza. Si tratta di una conversazione dai toni colloquiali nella quale, tuttavia, il presidente della Camera ribadisce alcuni concetti espressi più volte anche in sedi istituzionali.
Fini: "A Scampia c'è un altro sacerdote che si chiama Don Aniello e di cognome Mancaniello, ed è un personaggio come questo (ndr Don Luigi Merola). Una volta è venuto un guappo e lui gli ha detto 'Io non sono un prete, so un mancaniello!'"
Subito dopo il presidente della Camera indica a don Merola, che si lamentava del fatto di non essere ancora mai riuscito ad incontrare il ministro Gelmini, il suo segretario personale.
Fini: "Qualche giorno fa rileggevo un libro sull'Italia giolittiana e a Giolitti, che era considerato il ministro della malavita, un oppositore gli disse: 'Lei rappresenta lo stato... participio passato del verbo essere'. Efficace, no?"
Trifuoggi: "Potrebbe essere riesumata"
Fini: "Infatti non escludo di farlo, citando la fonte... prima o poi lo faccio"
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Fini (riferendosi ad Aldo Pecora): "Lui è un creativo nato, perché il movimento lo ha chiamato 'Ammazzateci tutti'... e sì... il talento è quello"
Pecora nell'ambito del suo discorso afferma: "Noi siamo di passaggio, qua nessuno è eterno, non si vive in eterno"
E allora Fini commenta: "... se ti sente il Presidente del Consiglio si incazza"
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Fini: "Sono un ragazzaccio io... come dicevano i greci... poco se mi giudico molto se mi confronto... è così, sembra una battuta invece è una massima di vita. E' l'umiltà e nello stesso tempo la consapevolezza di vivere"
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Fini: "Per i ragazzi come questi (riferendosi a Pecora) .. è chiaro che una delusione a 23 anni, non alla nostra età, ti toglie qualunque possibilità di credere nella vita"
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Fini, rivolgendosi a Pecora: "Con la giacca e la cravatta sei ancora più bravo"
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Fini: "E' che con i ragazzi non parli con le parole ma con gli esempi"
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Fini: "Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza (ndr il pentito Gaspare Spatuzza)... speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da... perché è una bomba atomica"
Trifuoggi: "Assolutamente si... non ci si può permettere un errore neanche minimo"
Fini: "Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che... lei lo saprà .. Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di ... (ndr Berlusconi?)... uno è vice presidente del CSM e l'altro è il Presidente del Consiglio..."
Trifuoggi: "Pare che basti, no"
Fini: "Pare che basti"
Trifuoggi: "Però comunque si devono fare queste indagini"
Fini: "E ci mancherebbe altro"
Fini: "No ma lui, l'uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di... qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo... magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento... siccome è eletto dal popolo...
Trifuoggi: "E' nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l'imperatore romano"
Fini: "Ma io gliel'ho detto... confonde la leadership con la monarchia assoluta.... poi in privato gli ho detto... ricordati che gli hanno tagliato la testa a... quindi statte quieto"
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Fini applaude Nino Di Matteo ed esclama "Bravo"
Nino Di Matteo, sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia di Palermo, con il collega Antonio Ingroia, sta raccogliendo le dichiarazioni di Massimo Ciancimino (ndr figlio di Vito) sulla trattativa avvenuta nel '92 fra Cosa nostra e pezzi dello Stato. E' inoltre PM del processo Mori.

martedì 1 dicembre 2009

GOVERNO E MAFIA

Verrebbe davvero la voglia di poter riascoltare il giudice Borsellino nella sua ultima intervista quando fece trapelare Berlusconi come uomo nuovo della rappresentanza mafiosa nella politica italiana dopo l'autoesilio di Andreotti ormai troppo sputtanato per potersi ritenere ancora veritiero nelle sue menzogne da azzeccagarbugli in un'autodifesa dalle accuse di essere un capo cosca.
Ma il giudice Borsellino è ormai deceduto da parecchi anni e le indagini da lui effettuate e sparite misteriosamente(mica tanto)grazie ad un carabiniere che fece volatilizzare la valigetta del pubblico ministero nei momenti seguenti l'attentato di Via D'Amelio.
L'articolo preso da Indymedia Napoli è un post del blog"Dariosblog"(il link è accorpato più avanti)ed è un insieme di dichiarazioni del premier mafioso e di considerazioni sul fatto che la mafia a braccetto con lo Stato abbia ancora i tentacoli ben sviluppati e non tarpati come vorrebbero farci credere.
Questo è veramente il miglior governo per lotta alla mafia.

http://www.dariosblog.com/2009/11/il-miglior-governo-per-la-lotta-alla.html
Questo è veramente il miglior governo per lotta alla mafia.
''Se trovo quelli che hanno scritto libri sulla Piovra, che ci hanno fatto conoscere nel mondo per la Mafia, giuro lo strozzo''.Questa la frase di Silvio che molti hanno trovato scandalosa.Intendiamoci, scandalosa è scandalosa ma non è mica la prima volta che questo governo invita all'omertà. Perché quando si invoca il silenzio sulla mafia è di omertà che stiamo parlando.Vi ricordate Totò Cuffaro che voleva una puntata riparatrice di Anno Zero perché aveva parlato della mafia in Sicilia?Vi ricordate l'ex ministro Lunardi e il suo appello "Con la mafia dobbiamo convivere"?Vi ricordate l'avvocato Taormina membro della Commissione Parlamentare Antimafia a Roma e avvocato dei boss della mafia a Palermo?
Parlare della mafia per il nostro governo è un problema di immagine. Proprio come quando si ha un amico imbarazzante e ci si vergogna di farsi vedere in giro con lui ma appena siamo soli è il primo che chiamiamo.
Dei rapporti più o meno oscuri del presidente del consiglio ne tratta in maniere egregia il libro Il Venditore di Giuseppe fiori, la cui lettura consiglio vivamente.Dalla Banca Rasini (banca mafiosa a detta di Sindona) dove aveva i primi conti correnti ai vari soci platealmente malavitosi.Dalla controversa vicenda di Mangano eroe-mafioso-stalliere ai ricatti e pressioni che subì da quegli ambienti mafiosi che lo costrinsero a spedire la sua famiglia in Svizzera per essere più tranquillo.
Oggi invece il nostro premier esordisce così:"Se c'è un partito che in questi anni più si è distinto nel contrastare la criminalità organizzata, questo partito è stato Forza Italia ed oggi è Il popolo della Libertà. Se c'è un governo che più di tutti ha fatto della lotta alla mafia uno dei suoi obiettivi più netti e coerenti, questo è il mio governo"
Quali sono le principali armi che ha usato il governo di centrodestra contro la mafia? Beh facile:
1)stop alle intercettazioni ambientali. Così i mafiosi non possono più intercettare liberi e innocenti cittadini.
2)processo breve: processi corti per liberare i giudici e dargli la possibilità di occuparsi dei processi di mafia
3)messa all'asta dei beni confiscati alle organizzazioni malavitose ( qui la battuta non viene, c'è solo da incazzarsi e basta)
4)diminuzione dei fondi per la sicurezza e le forze dell'ordine: così costringiamo a fare di necessità virtù a quei panzoni dei poliziotti e li facciamo correre, letteralmente e a piedi, dietro i mafiosi.
5)scudo fiscale: con il rientro dei capitali illeciti portati all'Estero tassiamo i soldi sporchi della mafia e ci guadagniamo un po' su (tanto pecunia non olent)
Questo è veramente il miglior governo per lotta alla mafia.

lunedì 30 novembre 2009

IL PERICOLOSO ASSE ITALO-SVIZZERO


La decisione comunque democratica che i cittadini svizzeri hanno effettuato ieri con il voto su due referendum,uno contro la costruzione di minareti e l'altro a favore dell'esportazione di armi,ha suscitato non pochi strascichi e polemiche al di qua delle Alpi.
In questo post vorrei soffermarmi solo sul primo esito positivo della consultazione popolare che vieta la costruzione di nuovi minareti ma non l'edificazione di nuove moschee:effettivamente come costruire una chiesa senza campanile o battistero.
Il minareto assolve alla funzione delle nostrane torri campanarie,ovvero richiama i fedeli ai momenti di preghiera quotidiani,ma nella propaganda della destra che ha voluto il voto sono stati eletti a simboli minacciosi(ben si nota dal manifesto sopra dove i minareti sono disegnati come missili pronti a partire)dell'islam integralista più estremo e pericoloso,diciamo pure xenofobo.
Da parte sua anche se i religiosi cattolici del paese del cioccolato sono stati solidali coi fratelli musulmani,la chiesa ha sempre avuto il suo daffarsi nelle conquiste e nelle guerre in nome di un Dio:crociate,conquistadores che hanno sterminato gli indios in sudamerica,schiavismo e stermini nazisti avvenuti senza che la chiesa intesa come Vaticano abbia mai opposto resistenza se non approvato apertamente.
Il voto svizzero è la somma della paura e dell'ignoranza della gente,ed il cocktail di questi due elementi si chiama razzismo ed intolleranza verso il diverso:verosimilmente ha inciso pure il fatto che i cristiani in molte zone del mondo siano a loro volta perseguitati e ammazzati.
La destra promotrice ha insinuato che l'islam ha mira espansionistiche verso l'occidente in fatto di conversione religiosa,cosa che i"nostri"missionari nel corso dei secoli hanno perpetrato in ogni angolo del globo:e allora il predicatore evangelico sì e quello islamico no?
Discorso a parte che è puramente personale quello già enunciato più volte nel blog che le religioni causano più sofferenza e conflitti che gioie e pace,anche se le mie ideologie che vanno oltre la politica mi permettono di asserire che ognuno possa professare una religione come e dove vuole,sempre nei limiti del rispetto e della tolleranza delle persone.
Proseliti da parte soprattutto della Lega ma pure di tutto il centrodestra sono giunti a sostegno del risultato referendario elvetico e come da copione ora si vorrà fare lo stesso in Italia ed inoltre il legaiolo Castelli ha proposto che la croce(cristiana o celtica non l'ha specificato)possa far parte della bandiera italiana,cosa non impossibile visto che in una ventina d'anni il vessillo nazionale da sabaudo con lo stemma dei Savoia è arrivato all'attuale passando per lo stemma fascista con l'aquila.
Se in Svizzera proponessero un referendum per non fargli più arrivare i soldi del riciclaggio mafioso o i tesori come quelli rubati agli ebrei durante il secondo conflitto mondiale senza tante domande lo voterebbero?
Il vento dell'intolleranza soffia sempre più forte sull'Europa e cinge d'assedio la tolleranza delle persone che sta via via scemando sotto la pressione dei nostalgici e dei media che manipolano a proprio piacimento i desideri e le aspettative degli europei.
Le fonti di oggi sono Indymedia Toscana(Pietro Ancona anche se il titolo è fuorviante visto che le moschee si possono ancora costruire ma l'ho lasciato così com'è) e Roma oltre al Corriere della sera che è il contributo centrale.

Referendum svizzero:No alle Moschee.

Il referendum che si è svolto oggi in Svizzera ha detto "no" alla costruzione di nuove moschee.

(Gad Lerner blog)La maggioranza che vota contro i diritti della minoranza, oltretutto ignorando la raccomandazione in senso opposto proveniente dalle forze politiche moderate di governo e opposizione. La vittoria dei “Sì” nel referendum svizzero contro i minareti rappresenta un pessimo segnale. Tira una brutta aria da ambo le parti della nostra frontiera settentrionale. Le conseguenze di questa anacronistica, discriminatoria e pretestuosa “difesa delle tradizioni” rischiano di avvelenare la civile convivenza. I vincitori mistificano lo spirito religioso. Non sono dei patrioti ma degli irresponsabili. Però sono vincitori, e denotano che la classe dirigente -sia di destra che di sinistra- non è stata capace di esercitare un ruolo di guida, sempre necessario in una democrazia che non voglia trasformarsi in dittatura della maggioranza. =====================mio commentoPerchè meravigliarsi? L'Europa ha una tradizione razzista, a cominciare dalle Crociate durante le quali i crociati "pellegrini" in Terra Santa mangiavano allo spiedo i bambini siriani. I pogrom contro gli ebrei e contro i rom non si contano. Tutte le minoranze etniche hanno subito nella loro storia un atroce momento di sterminio. Fino a qualche anno fa il progetto ProJuventude a Zurigo sottraeva i bambini rom alle famiglie per farne ricerche tipo dr,.Mengele. Dobbiamo parlare dei nazisti, dei fascisti? Malaparte in uno dei suoi libri racconta di un generale croato che lo riceve nel suo ufficio, sulla sua scrivania troneggiava un vassoio che allo scrittore sembrò ricolmo di molluschi marini. Erano occhi umani!! Quanto c'è di civile in Europa si deve alla socialdemocrazia ed alla sua lunga azione di educazione alla libertà, alla giustizia, all'eguaglianza.L'Europa sarebbe assai più barbarica se non avesse conosciuto per decenni governi socialisti. Anche la cultura democratico-liberale degli Adenauer, De Gaulle, ed altri grandi statisti conservatori ha influito positivamente. Ma c'è un mostro annidato nelle viscere del vecchio continente che diventò ricco razziando e vendendo schiavi dopo averli stipati orribilmente nelle navi negriere. Questo mostro è sempre pronto a riuscitare, a mordere, a riportarci nell'inferno dell'homo homini lupus..

Referendum-La Svizzera dice no ai minareti e sì all'esportazione di armi.

Passa a sorpresa, con il 57% dei voti, l'iniziativa promossa dalla destra nazional-conservatrice
MILANO - La Svizzera dice no ai minareti. A sorpresa, l'iniziativa per il bando dei simboli religiosi musulmani è stata accettata al referendum con il 57% dei voti. In base ai risultati ufficiali, solo quattro dei 26 cantoni che formano la Confederazione hanno respinto la proposta avanzata dal partito della destra populista dell’Udc e della destra cristiana dell’Udf. Data la maggioranza sia degli elettori che dei cantoni, il voto comporterà quindi la modifica dell’articolo 72 della Costituzione, che regola i rapporti fra lo Stato e le confessioni religiose: il divieto della costruzione dei minareti vi verrà inserito come una misura «atta a mantenere la pace fra i membri delle diverse comunità religiose». Il risultato viene considerato dagli analisti come una grande sorpresa, giacché contraddice i sondaggi che davano il «no» al 53%; inoltre, sia il governo che l’opposizione - come le principali comunità religiose - si erano espressi contro l’approvazione del referendum. I musulmani, che sono il 5% della popolazione elvetica, dispongono di circa 200 luoghi di preghiera in Svizzera, ma solo quattro minareti, che non sono usati per il richiamo alla preghiera. Un secondo referendum in votazione chiedeva di bandire le esportazioni di materiale bellico: questa iniziativa è stata però bocciata.
IL GOVERNO: NON E' RIFIUTO DELL'ISLAM - «L'odierna decisione popolare riguarda soltanto l'edificazione di nuovi minareti e non significa un rifiuto della comunità dei musulmani, della loro religione e della loro cultura. Il governo se ne fa garante», ha affermato il ministro svizzero di Giustizia e polizia, Eveline Widmer-Schlump. Il governo svizzero «rispetta» la decisione della maggioranza, tuttavia, «l'esito della votazione non ha effetto sui quattro minareti già esistenti e l'edificazione di moschee continua a essere possibile. Anche in futuro in Svizzera i musulmani potranno quindi coltivare il proprio credo religioso praticandolo individualmente o in comunità», precisa il governo. Per il ministro, l'esito della votazione è espressione delle paure diffuse nella popolazione nei confronti di correnti islamiche fondamentaliste: «Questi timori vanno presi sul serio e il Consiglio federale (governo) lo ha sempre fatto e continuerà a farlo. Tuttavia, il Consiglio federale riteneva che un divieto di edificare nuovi minareti non fosse uno strumento efficace nella lotta contro tendenze estremiste».
I VERDI ANNUNCIANO RICORSO - I Verdi svizzeri esamineranno la possibilità di inoltrare ricorso contro l'iniziativa alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo. Lo ha confermato il presidente, Ueli Leuenberger all'agenzia di stampa svizzera Ats. «I musulmani non hanno ricevuto solo una sberla, ma addirittura un pugno in faccia», ha detto Leuenberger, deluso dalla decisione del popolo svizzero. Per Leuenberger, è il risultato di «una propaganda estremamente ben fatta, che ha fatto leva sui pregiudizi». A suo avviso l'iniziativa è anticostituzionale.
RAMADAN: «UNA CATASTROFE» - Il controverso intellettuale e accademico Tariq Ramadan, ha definito «catastrofico» il risultato del referendum. Ramadan, che è il nipote del fondatore della confraternita egiziana dei Fratelli musulmani e vive a Ginevra, afferma che «gli svizzeri hanno espresso una vera paura, un interrogativo profondo sulla questione dell'Islam in Svizzera».
DELUSIONE DEI VESCOVI - Secondo la Conferenza dei vescovi svizzeri, la vittoria dei sì è «un ostacolo sulla via dell'integrazione e del dialogo interreligioso nel mutuo rispetto». «Non abbiamo saputo rispondere ad alcune paure legate all'integrazione di diverse religioni e culture in Svizzera», ha ammesso il portavoce Walter Mueller. A suo avviso, ha influito sul risultato anche la situazione dei cristiani, vittime di discriminazione e oppressione, in alcuni paesi musulmani.
SBAI: «BENE IL CONTROLLO» - La portavoce delle donne marocchine in Italia, Souad Sbai, non si scandalizza invece per la decisione degli svizzeri. «Il popolo è sovrano e quando decide una cosa va rispettato. È bene che ci sia un controllo sulle moschee - dice - c'è un'avanzata radicale, in Europa e nel nostro paese, che ci preoccupa moltissimo e va fermata subito». A preoccupare, secondo la portavoce delle donne marocchine, «non è certamente il minareto, ma chi ci sta dentro». «È chiaro che sono contraria alla xenofobia - assicura - ma serve un controllo contro le moschee "fai da te" che hanno rovinato i nostri ragazzi: questa gente, gli estremisti religiosi, fanno diventare xenofobi pure gli arabi».
L'ESPORTAZIONE DI ARMI - Come previsto e già successo nella votazione del 1997, l'iniziativa contro l'esportazione di materiale bellico non ha invece raccolto una maggioranza: ha detto «no» il 68,2% dei votanti. Tutti i cantoni hanno respinto il testo: in Ticino il tasso di contrari è stato del 62,4%, nei Grigioni del 67,9%. Il testo chiedeva che la Confederazione promuovesse gli sforzi internazionali nel campo del disarmo e del controllo degli armamenti e domandava il divieto di esportazione e di transito attraverso la Svizzera di materiale bellico, comprese le tecnologie che possono servire alla produzione di armamenti. D’altra parte, il testo stabiliva l’obbligo per la Confederazione di sostenere per dieci anni le regioni e i dipendenti colpiti dalle conseguenze del bando. Per i promotori - una trentina di sigle fra partiti di sinistra, ecologisti, sindacati, organizzazioni pacifiste per la difesa dei diritti umani, pacifiste e femministe - si tratta di una questione etica: porre fine al «commercio della morte» e offrire alla Svizzera l’opportunità di una riconversione dell’industria bellica in una civile. Ciò sarebbe conforme alle tradizioni elvetiche di neutralità e di politica umanitaria. Gli oppositori replicano che i costi per la Confederazione sarebbero troppo elevati e che l’industria bellica non potrebbe sopravvivere solo con la produzione interna. La maggioranza degli elettori la pensa come loro.
LEGA: Cattofascisti e neocrociati rilanciano il tricolore con la croce.

Il delirante fasciosuino Calderoli: «Si mette un freno alla propaganda islamica».

Il referendum svizzero sul divieto di costruire minareti in territorio elevetico ha vinto con il 57,5% e i commenti nel Belpaese non si fanno attendere. Per Maurizio Gasparri, presidente del gruppo Pdl al Senato: «Anche la paziente Svizzera si è stancata del dilagare di immigrazione e Islam. Lo conferma l'esito del referendum sui minareti. Anche in Italia dobbiamo proseguire nella politica del rigore. È un nostro pieno diritto».
Secondo il deputato della Lega Nord, Marco Rondini: «Ancora una volta dalla vicina Svizzera viene lanciato un esempio di democrazia a tutta l'Europa. Un esempio che dovremmo recepire anche nel nostro Paese, dando subito corso alla proposta di legge Cota-Gibelli sulla regolamentazione dei luoghi di culto non cristiani, che fra le altre cose prevede l'obbligo di un referendum consultivo di fronte a qualsiasi richiesta di costruzione di nuove moschee». Dello stesso parere Riccardo Decorato, vice sindaco di Milano: «La democraticissima Svizzera - ha detto - oggi ha dato una lezione all'Italia, in particolare a quegli esponenti della sinistra che, se un'iniziativa del genere avesse avuto luogo nel nostro Paese, avrebbero alzato le barricate e gridato allo scandalo».
Soddisfatto del "No" anche il presidente del Veneto Giancarlo Galan, che commentando gli esiti del referendum afferma: «Ci sono più ragioni per procedere con prudenza, buonsenso e sana lungimiranza sulla possibilità del diffondersi di moschee nell'occidente europeo. Senza per questo impancare su stupide crociate per primati di civiltà o altre xenofobe idiozie, riterrei assolutamente obbrobrioso un paesaggio svizzero punteggiato da minareti».
Per il ministro della semplificazione Calderoli «Quel che sembra emergere dalla scelta del popolo svizzero è da una parte il rispetto per la libertà di religione e dall'altra la necessità di mettere un freno agli aspetti politici e propagandistici legati all'Islam.È una cosa che dovrebbe far riflettere anche da noi - afferma Calderoli - in Svizzera si mette un freno mentre in Italia si ipotizza addirittura la nascita di un partito islamico, e quindi di un partito religioso, alla luce delle proposte di diritto di cittadinanza e quindi di voto»
Alberto Castelli, viceministro della Lega Nord, vuole trarre un importante insegnamento dal risultato elvetico: «Il messaggio, che arriva soprattutto a noi che viviamo vicini a questa terra, è forte – afferma Castelli -. Occorre un segnale forte per battere l'ideologia massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega». E propone: «Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l'inserimento della croce nella bandiera italiana».
Di opposto tenore il commento di Francesco Francescaglia, responsabile Esteri del Pdci «Brutto referendum e pessimo esito. In Europa soffia un vento di intolleranza che inquieta e allarma. L'unica strada è l'integrazione e non l'esclusione. L'esultanza della Lega Nord non fa presagire nulla di buono e sono la conferma che anche in Italia c'è chi soffia su fuoco dell'intolleranza».
Una lettura fuori dagli schemi arriva dalla portavoce delle donne marocchine in Italia Souad Sbai «Il popolo è sovrano e quando decide una cosa va rispettato - afferma - È bene che ci sia un controllo sulle moschee, c'è un'avanzata radicale, in Europa e nel nostro paese, che ci preoccupa moltissimo e va fermata subito».A preoccupare, secondo la portavoce delle donne marocchine, «non è certamente il minareto, ma chi ci sta dentro. È chiaro che sono contraria alla xenofobia - assicura – ma serve un controllo contro le moschee 'fai da tè che hanno rovinato i nostri ragazzi: questa gente, gli estremisti religiosi, fanno diventare xenofobi pure gli arabi».
No comment.

domenica 29 novembre 2009

CERVELLI IN FUGA?NO,IN VENDITA!


Truffa o meno,scherzo o realtà sta il fatto che il duce fa parlare ancor di se stavolta per la presunta vendita su e-bay di parte dei resti asportati durante la sua autopsia avvenuta a Milano dopo l'esposizione del suo corpo appesso come un maiale(e così lo era anche da vivo).
E la nipote politicamente scorretta testa di cazzo subito insorge tra un ingoio e l'altro a Fiore allo scandalo visto che non sa nemmeno lei se di burla si tratti o di notizia fondata:alzando come suo fare la voce in molti talk show in tutte le reti MediaRai intanto si fa propaganda alla faccia del suo fascismo stile di vita,Dio patria famiglia e porno.
Ora il discorso va sul cervello di Mussolini,che visto il periodo storico da lui dominato con la dittatura fa sorgere almeno due riflessioni:o il duc(i)e possedeva un'enorme materia cerebrale oppure gli italiani non erano molto forniti di tale attributo.
Visto lo stato attuale delle cose sarei propenso per la ristrettezza della massa della gente o almeno alla stupida arrendevolezza al potere mediatico che spara messaggi che fanno comodo al regime al potere.
Che poi le similitudini tra Mussolini e Berluscojoni siano lapalissiane è un approfondimento che trova i due tiranni sullo stesso piano per molti aspetti che variano all'eliminazione fisica degli avversari politici(o giudici come Borsellino),al machismo,alla culto della persona,all'arroganza e alla prepotenza propria di uomini di merda che hanno fatto del loro potere l'impoverimento materiale e sociale di un'intera popolazione.
Qui discoli livornesi di Don Zauker la mettono sul ridere proponendo la materia,più che grigia direi nera,del Dux me lo sux come dono natalizio anche se il prezzo non se lo possono permettere tutte le tasche:cliccando sul link successivo si può fare un giro nel loro sito ricco d'informazioni e di umorismo(bisogna pur ridere di certe cose prima di incazzarsi sul serio).
http://www.donzauker.it/
Ma prima un articolo tratto da"Repubblica"con le dichiarazione della du-cessa.

I resti di Mussolini all' asta su Ebay La nipote Alessandra: è uno scandalo.(21-09-2009)

ROMA - Ieri mattina sul sito di aste Ebay qualcuno ha messo in vendita per 15 mila euro, con tanto di foto di ampolle dal liquido scuro e materia grigia, «sangue e resti autoptici di Benito Mussolini». Poco dopo la merce era già scomparsa dal sito, rimossa dalla società visto che in Italia è vietato il commercio di organi umani. Sconvolta, scandalizzata, l' onorevole Alessandra Mussolini ha presentato una denuncia ai carabinieri e alla polizia postale che indaga nell' ambito dei reati telematici. «Se quei resti sono veri, e provengono dall' ospedale Policlinico dove venne fatta l' autopsia a mio nonno, è un scandalo. Allora si disse che erano stati distrutti anche se mia nonna Rachele insisteva che parte del cervello l' avevano voluta gli scienziati americani. Di mio nonno hanno fatto scempio». Ci sono però poi notevoli dubbi sul fatto che quanto messo all' asta sia realmente autentico anche perché dal Policlinico ieri mattina hanno confermano che «i reperti biologici furono distrutti». Tra chi vede la bufala c' è Giorgio Muggiani, 83 anni. Nell' immediato dopoguerra partecipò al trafugamento della salma di Mussolini e ora dice: «È possibile che circolino ancora dei resti del Duce, è certo che in giro ci sono tanti truffatori».
Regali di Natale.

Finalmente i resti del cervello del povero, dolce, Duce sono stati messi in vendita su ebay!
Quale periodo migliore, poteva scegliere l’anonimo inserzionista, se non quello che porta al Natale?
Ed ecco che una cazzata immonda si trasforma, grazie alla spensierata atmosfera di festa, in un suggerimento per un regalo raffinato e di sicuro buon gusto.
Per soli 15.000 euri, potrete farvi recapitare a casina vostra, in una bellissima confezione regalo (vedi foto) il cervello del vostro dittatore preferito.
Non sta certo a noi suggerirvi i mille usi che potrete fare di cotanta grazia e, infatti, non lo faremo….anche se lasciato adagiare su un letto di cipolline e sfumato con del vino bianco…insomma, via, provate e il vostro cane vi ringrazierà.
Comunque, visto il clamoroso successo dell’iniziativa, il distributore ci ha fatto sapere che saranno presto disponibili anche i reni di Margaret Thatcher, le emorroidi di Pio XII, il prepuzio di Hitler, i peli del cazzo di Stalin e una selezionata crestomazia di caccole del povero, compianto, Pinochet.
Restiamo in spasmodica attesa del culo di Berlusconi.

sabato 28 novembre 2009

CROCI E BESTEMMIE

Com'è prassi ormai ben consolidata ecco uno scivolone tra i tanti che un deficiente della Lega Nord ha effettuato nel scivoloso territorio genovese da sempre territorio di grande memoria partigiana ostentando da un lato la presunta religiosità del popolo padano riscoperta per l'occasione visto le polemiche nate dal crocefisso sì e crocefisso no.
Da un lato il"fervore"ecclesiastico contrapposto nella stessa persona alla bestemmia eresia per i cristiani osservanti e praticanti!
Il crocefisso di per sè è un simbolo tra i più belli che un'icona voglia poter rappresentare identificando nel Cristo l'unione e la fratellanza di tutti i popoli,l'essere tutti sullo stesso piano dell'umiltà e dell'uguaglianza,l'amore verso il prossimo che trascende tutto ciò che di cattivo e ingiusto l'attualità ci pone davanti.
Peccato che poi tutto di questo rimanga per la maggior parte dei casi,dei comportamenti delle persone cattoliche,solo teoria che mal s'accompagna alla pratica di tutti i giorni,un'ipocrisia confusa e totale che devia gli insegnamenti buoni di un pensiero verso un nulla di fatto che fa ricadere nell'utopia tutti i buoni propositi di parole cadute nel vuoto.
Essendo un simbolo religioso come molti altri(intendiamoci che tutte le dottrine almeno sulla carta abbiano valenze positive)è però un compromesso col libero pensiero e la libera capacità dell'uomo di potersi legittimare attraverso un persorso che rifiuti l'idea che esista un essere supremo cui sacrificarsi con preghiere e offerte pronti all'idea che tutte le disgrazie che accadono al mondo abbiano un senso legato a uno o più entità superiori.
L'articolo proposto è tratto da Indymedia Lombardia(presa dall'Ansa)e narra una storia zeppa di menzogna,bigotteria,razzismo ed ignoranza,ovvero la solita favola leghista.
Crocifisso: leghista fa volantinaggio ma litiga e bestemmia.

Crocifisso: leghista fa volantinaggio ma litiga e bestemmiaGenova, movimentata campagna per la raccolta di firme.
GENOVA- Con in mano i volantini per difendere il crocifisso, un attivista della Lega Nord Liguria si é fatto scappare una serie di bestemmie stamani a Genova durante una animata discussione con un passante che la pensava diversamente. E' accaduto nella centrale Piazza De Ferrari, dove la Lega Nord ha allestito un gazebo per raccogliere firme per mantenere i crocifissi nelle scuole.
Verso le 11.20, un attivista del partito che distribuiva volantini ha iniziato a discutere animatamente con un passante che la pensava diversamente. In pochi secondi si è passati agli insulti e l'attivista, un uomo sui cinquant'anni, ha dato uno spintone all'altro, un uomo sui 60 anni. Sono intervenuti alcuni attivisti che hanno cercato di dividere i contendenti ma a quel punto il leghista ha perso il controllo e ha iniziato a urlare bestemmie tra lo stupore dei passanti. Sono intervenuti due agenti della Digos ai quali l'uomo ha spiegato di aver agito così perché da poco aveva perso il lavoro e l'altro gli aveva detto di "andare a lavorare".
L'episodio ha seguito un altro concitato scambio di opinioni in piazza stamani tra il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, e alcuni attivisti della Lega Nord, tra cui il segretario provinciale Edoardo Rixi, impegnati anche loro a distribuire crocifissi e a raccogliere firme a favore della loro presenza nelle scuole.
All'esterno di un gazebo era appeso un cartello con scritto che la Vincenzi è "molto legata alla comunita' islamica" e l'accusa di "non curarsi del suo popolo, ma dei nomadi e dei clandestini". Passando per la piazza il sindaco lo ha visto, si é diretta decisa verso il gazebo e ha detto: "fate le petizioni che volete, ma non dite falsita'".
Ne' e' nata una discussione molto animata con Rixi e alcune persone che si erano fermate a firmare e che l'hanno a loro volta accusata di "dare le case agli immigrati che rubano e di combattere contro il crocifisso". "Mettere poveri contro poveri è la cosa peggiore che si possa fare" ha replicato il primo cittadino, che sul crocifisso ha aggiunto: "io mi batto a favore della laicità dello Stato, ma non ho mai fatto battaglie 'contro' il crocifisso". Mentre era in corso la discussione sono arrivati anche una ventina di attivisti dei centri sociali che hanno intonato cori contro la Lega. E' intervenuta la polizia, che si è frapposta tra gli attivisti e il gazebo per evitare incidenti. Nel frattempo, il sindaco Vincenzi ha lasciato la piazza.