sabato 22 maggio 2010

SEPPIOLINE MELATTE E ZAFFERANO

Ricetta composta da ingredienti semplici ma che raramente vengono accostati e dove comunque le caratteristiche peculiari di ciascun componente vengono esaltate dalle qualità degli altri elementi che compongono il piatto.
Molluschi,frutta,latte e zafferano assieme possono sembrare azzardati ma la scommessa è vincente se poi si lascia giudicare al palato,quindi niente falsi pregiudizi e pronti a cucinare!
Ingredienti:
-seppioline
-cipolle
-mele
-latte
-olio
-zafferano
Nell'olio extravergine d'oliva facciamo rosolare la cipolla tagliata fine,non trasparente ma quasi,e vista la sottigliezza stando attenti a non bruciarle aggiungiamo subito le seppioline tagliate a liste ed asciugate.
Dopo pochi minuti si possono unire i pezzetti di mela(ho usato una golden delicious)e si mescola assieme e quando il composto diventa asciutto si versa del latte in quantità tale da non affogare la pietanza e si lascia sobbollire ancora per poco tempo.
Verso fine cottura diamo del colore ed il sapore unico dello zafferano per fornire ancor più nobiltà ad un piatto facile da proporre ed allo stesso tempo appetitoso.

venerdì 21 maggio 2010

MILANO ANTIFASCISTA IN PIAZZA

E'prevista per domani pomeriggio a Milano la mobilitazione degli antifascisti per protestare contro la manifestazione dei fascisti di Forza Nuova-Vecchia Merda che non è stata autorizzata dalla prefettura milanese non per ragioni di anticostituzionalità ma per motivi di ordine pubblico.
I cameratti hanno detto che faranno lo stesso un presidio in zona piazzale Oberdan sicuramente blindato da centinaia di loro soci in divisa con cui condividono quel che hanno di poco(il cervello)in maniera dittatoriale e violenta armati oltre che d'ignoranza di mazze e lame,se non di pistole.
Qui di seguito il comunicato di settimana scorsa tratto dal sito"Partigiani in ogni quartiere",non dimenticando i momenti di tensione avvenuti nei pressi della prefettura in cui alcuni fascisti hanno aggredito il compagno Saverio Ferrari lo scorso martedì.

Milano: MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA permanente.

La Milano Antifascista in mobilitazione permanente contro il corteo di Forza nuova il 22 Maggio 2010Fuori fascisti e razzisti dalle nostre città!!
Nel mese di maggio diverse forze di matrice nazi-fascista hanno previsto una serie di iniziative a Milano. Le loro idee sono vecchie, gli slogan sempre uguali: un misto di nazional-socialismo e populismo che non risponde alla precarietà dilagante, che non impensierisce certo le banche, ma fomenta razzismo e odio, alimentando guerre fra poveri per annullare il conflitto sociale e la solidarietà.La Milano Antifascista e Antirazzista ha risposto con diverse mobilitazione, passando per il 25 aprile, l'1-2 maggio, attraversando i quartieri della città.I quartieri meticci sono antifascisti perché attraversati da lotte per riconquistare diritti, libertà e dignità, lotte solidali e antirazziste. L’azione territoriale nei quartieri è un lavoro che continueremo a mettere in campo da San Siro a Via Padova, da Quarto Oggiaro a Ticinese, con molte iniziative che ogni realtà sociale costruirà nei propri territori.
Un percorso di mobilitazione e denuncia che passerà anche per il centro della città, a partire da martedì in Prefettura, e giovedì in Piazza Fontana.La Milano Antifascista e Antirazzista non permetterà che la storia si ripeta, non permetterà che, grazie a connivenze o compiacenze delle istituzioni, si lasci spazio ai nazi-fascisti e rigurgiti del ventennio che si proclamano avversari delle banche, ma sono invece utili idioti ad uso del potere. Così ci insegna anche la storia di Piazza Fontana, luogo simbolo della violenza fascista (e di Stato) e delle stragi nere, in cui i nazi-fascisti hanno addirittura annunciato di voler passare.
Non accetteremo nessun corteo di Forza Nuova per le nostre città! Perciò il 22 maggio la Milano che ama la libertà e rifiuta il fascismo e il razzismo sarà in Piazza XXIV Maggio dalle 14.00, per un corteo e una mobilitazione di lotta, un momento in cui concretamente far vivere l'antifascismo dentro a piazze e strade della città attraverso racconti, cultura e musica.
INIZIATIVE:martedì 18 maggio, ore 18.00 PRESIDIO IN PREFETTURA
martedì 18 maggio, ore 21.00 ASSEMBLEA CITTADINA in Transiti
giovedì 20 maggio, ore 11.00 CONFERENZA STAMPA davanti alla Banca dell’Agricoltura in Piazza Fontana
sabato 22 maggio, la mattina e la sera attraverseremo la piazza di Via Padova, piazza antirazzista e dunque antifascista.
sabato 22 maggio, ore 14.00 CONCENTRAMENTO in Piazza XXIV Maggio per un corteo e una mobilitazione cittadina, per riprendersi con la lotta, la musica, la cultura, la città.

mercoledì 19 maggio 2010

BASTARDI COLPEVOLI E LIBERI

Ribaltamento della sentanze di primo riguardo riguardo il massacro alla scuola Diaz di Bolzaneto avvenuto per mano delle forze del disordine a margine del G8 del 2001 di Genova famoso per il calpestamento di parecchi diritti umani da parte della polizia italiana culminata con l'omicidio di Carlo Giuliani da parte del servo dello Stato pedocarabifascio Mario Placanica.
Il fatto che praticamente l'elite della polizia,dei servizi speciali e dell'antiterrorismo debbano essere licenziati e che prontamente come già detto dallo xenofascista Maroni e il suo cane Mantovano rimarranno al loro posto scavalcando ogni decisione di un tribunale in uno Stato democratico dovrebbe essere la prassi,ma vivendo in un regime dittatoriale ciò non avverrà.
Per decapitare tutti i gerarchi italiani dovremmo sperare di spedirli tutti su un aereo e incrociare le dita(o metterci lo zampino)che un evento più o meno accidentale possa compiersi come accaduto qualche settimana fà con i capoccia polacchi schiantati in territorio russo.
Questo fatto è l'ennesima riprova di come ci si debba sentire disonorati di essere italiani a fronte di questo ennesimo scempio operato dai figli di puttana della polizia italiana e l'idea della giustizia sommaria e privata sia personale che quella emanata dal tribunale del popolo siano le scelte migliori prende sempre più piede...e la sentenza è quella di condanna!
Primo contributo tratto da Indymedia.Lombardia mentre il secondo è un articolo di"Repubblica"di ieri postato da Roma.Indymedia.

Condanne per il G8, ora parlino Berlusconi e i politici. Decapitati servizi, polizia e antiterrorismo.

Dopo le pesantissime condanne degli agenti ed ufficiali per gli scandalosi avvenimenti che si consumarono dentro la scuola Armando Diaz di Genova, in occasione del G8 del 2001, tocca a Silvio Berlusconi assumere la responsabilità di quel massacro, di quel tradimento delle leggi e della Costituzione.
Tocca a lui, e a chi condivideva con lui le responsabilità di governo all'epoca, difendersi dall'accusa di aver scatenato la repressione contro i cittadini e di aver poi promosso i dirigenti che l'hanno portata a compimento. Ai vertici della polizia dell'epoca, a quelli che hanno fatto carriera sulla "macelleria messicana", toccherebbero invece le immediate dimissioni volontarie o l'allontanamento dal servizio, a cominciare dal capo della polizia Manganelli, che solo pochi giorni fa ha dichiarato che la violenza da parte della polizia è da considerarsi fisiologica. Gente del genere non può incarnare reponsabilità tanto alte in uno stato di diritto.
Non occorre però farsi illusioni, è difficile che arrivino iniziative forti dall'opposizione, figurarsi cosa ci si può attendere da un premier e da un esecutivo che hanno già dimostrato di disprezzare lo stato di diritto e disconoscere ogni propria responsabilità personale.
È bene ricordare che la sentenza, con la condanna all'interdizione dai pubblici uffici, comporta la decapitazione immediata dello SCO (Servizio Centrale Operativo), dell'AISI (servizi segreti) e dell'Antiterrorismo e che, in qualsiasi paese decente, richiederebbe anche le dimissioni immediate del capo della polizia Manganelli, prima complice e poi mai critico dell'operato dei colleghi, oltre ad essere responsabile di comportamenti molto al di sotto delle aspettative davanti ai maggistrati. Un vero terremoto istituzionale, se la politica e l'opinione pubblica sono ancora in grado di coglierne la gravità.
fonte http://mazzetta.splinder.com/post/22745571
Diaz, condannati i vertici della poliziaL'appello ribalta sentenza di primo grado.

Condanne per un totale di 85 anni di carcere a 25 dei 27 imputati. Tra loro tutti i massimi esponenti delle forze dell'ordine. Nel primo grado di giudizio, nel 2008, erano stati assolti in 16
Diaz, condannati i vertici della polizia L'appello ribalta sentenza di primo grado.

GENOVA - I giudici della Terza sezione della Corte d'Appello di Genova hanno ribaltato la sentenza di primo grado 1 per i disordini e l'irruzione alla scuola Diaz del luglio 2001 a Genova. Tutti i vertici della polizia che erano stati assolti hanno subito condanne comprese tra 3 anni e 8 mesi e 4 anni unitamente all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Nel complesso le pene superano gli 85 anni. In totale sono stati condannati 25 imputati sui 27.
Il capo dell'anticrimine Francesco Gratteri è stato condannato a quattro anni, l'ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini a cinque anni, l'ex vicedirettore dell'Ucigos Giovanni Luperi (oggi all'Agenzia per le informazioni e la sicurezza interna) a quattro anni, l'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola (ora vicequestore vicario a Torino) a tre anni e otto mesi, l'ex vicecapo dello Sco Gilberto Caldarozzi a tre anni e otto mesi.Altri due dirigenti della Polizia, Pietro Troiani e Michele Burgio, accusati di aver portato le molotov nella scuola, sono stati condannati a tre anni e nove mesi. Non sono stati dichiarati prescritti i falsi ideologici e alcuni episodi di lesioni gravi. Sono invece stati dichiarati prescritti i reati di lesioni lievi, calunnie e arresti illegali. Per i 13 poliziotti condannati in primo grado le pene sono state inasprite.
Il procuratore generale, Pio Macchiavello, aveva chiesto oltre 110 anni di reclusione per i 27 imputati. In primo grado furono condannati 13 imputati e ne furono assolti 16, tutti i vertici della catena di comando. I pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini avevano chiesto in primo grado 29 condanne per un ammontare complessivo di 109 anni e nove mesi di carcere. In primo grado furono assolti Francesco Gratteri, ex direttore dello Sco e oggi capo dell'Antiterrorismo, Giovanni Luperi; Gilberto Caldarozzi e Spartaco Mortola.

martedì 18 maggio 2010

IL CAMERATISMO DEI CAMERATTI IN DIVISA

Nell'articolo di qualche giorno fa di Patrizio Gonnella e postato da Toscana.Indymedia si evidenzia come le classiche e sempre più tirate in ballo"mele marce"abbiano comunque vita facile in uno Stato che difende a prescindere le forze del disordine in una maniera scandalosa e patetica.
Già di loro questi vermi in divisa appilcano il cameratismo in una maniera assoluta anche a fronte di casi che li vedono aver torto al 100%(ed il termine usato per definire l'insieme dei fascisti come camerati non è un caso),per proteggere le loro violenza gratuite,i massacri e le uccisioni,per difendere i loro loschi traffici di donne e di droga,per salvaguardare i loro giri di corruzione ed i loro malaffari.
Chi ha scritto l'articolo pone tre punti per poter cominciare a fermare questo malcostume che purtroppo è proprio di tutte le polizie di tutti i paesi,tre piccoli passi per poter cominciare a combattere i loro soprusi,i loro quotidiani abusi di potere:
-l'introduzione nel codice penale del reato di tortura;
-trovare un ente o persone davvero super partes che controllino chi ci controlla;
-porre un bel numero visibile o meglio nome e cognome di chi ci controlla e spesso ci mena anche senza alcun motivo e avere l'obbligo di quando si viene fermati di sapere con chi abbiamo il disonore di avere a che fare.
Tre semplici tracce per poter scindere il loro branco,per poterli prendere uno a uno,per farli provare paura quando escono di casa senza la divisa e senza camerati al loro fianco...ma sapendo di che pasta sono fatti già solo queste tre proposte li fanno tremare!

E non ci parlino di mele marce...

Ho incontrato Stefano Gugliotta a Regina Coeli. Ho incontrato anche altri suoi sfortunati colleghi di sventura giudiziaria. Non mi parevano facinorosi ultras, anzi.

A me pare che siamo di fronte a un atto arbitrario (nonché violento) di polizia legittimato in prima istanza dalla magistratura. La teoria delle mele marce non regge più. Dopo una, due, tre, quattro mele marce il problema non è più la mela ma l’intero albero e tutte le sue radici. Fuor di metafora non siamo di fronte all’ennesima mela marcia dell’ultimo decennio ma a un sistema che è diventato marcio. Un marciume pericoloso perché mette in discussione conquiste secolari della nostra democrazia e del nostro stato di diritto: in primo luogo l’habeas corpus. Dal Global Forum di Napoli nel 2000 ai fatti che riguardano Stefano Gugliotta sono trascorsi dieci anni. Nel frattempo ci sono state le violenze gratuite al carcere San Sebastiano di Sassari, i pestaggi alla Diaz e a Bolzaneto, decine e decine di casi meno noti, le morti di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi. La difesa delle forze dell’ordine - parole analoghe le abbiamo però sentite dire anche dal leader dell’Idv Antonio Di Pietro - è sempre la stessa: “se ci sono mele marce le puniremo”.I sindacati di polizia - non tutti a dir del vero - si stringono intorno ai loro uomini assecondando un pericoloso spirito di corpo. Le violenze subite da Stufano Gugliotta - i cui segni ho visto di persona sul suo corpo - vanno risarcite con una rapida inchiesta e una altrettanto rapida condanna del poliziotto colpevole delle lesioni a lui inferte.Quella violenze vanno, però, risarcite anche politicamente. Se ciò non dovesse accadere sarà avallata la tesi che è il sistema a essere marcio e non il singolo operatore di polizia.Tre cose si possono fare nel mondo della politica in tempi stretti per dare un segnale culturale simbolico e significativo: 1) introdurre il crimine di tortura nel codice penale; 2) istituire una figura indipendente di controllo di caserme, commissariati, carceri e centri di identificazione per stranieri; 3) prevedere - attraverso un numero, un codice o come per i calciatori un nome - la riconoscibilità e l’identificabilità di tutti i poliziotti che svolgono funzioni di ordine pubblico. Così finalmente quando un bambino, un ragazzo che manifesta, un tifoso per strada ha paura si potrà dire per incoraggiarlo: "stai tranquillo, ora chiamo la polizia per proteggerti". Quelle che chiediamo sono poche cose in assenza delle quali possiamo tristemente affermare che il nostro stato di diritto sta lentamente degradando a stato di polizia.

lunedì 17 maggio 2010

DUE BRAVI RAGAZZI CHE NON ANNICHILERANNO PIU'

Altra costernazione generale e pubblico raccoglimento dei mass media e di molti italiani che ancora non capiscono che oggi sono morti a Herat due lavoratori e non due eroi,perchè io considero eroe più un operaio che si fa il culo per quarant'anni in catena di montaggio che un soldato che va in missione di guerra-pace ad ammazzare per un governo complice degli Stati Uniti e di Israele che ha invaso un territorio straniero.
Non sto ad esplicare tutto il mio sdegno verso l'esercito italiano e chi manda in guerra i"nostri"soldati,passando dal Pdl a Rifondazione,basta vedere un post molto emblematico su tutto ciò con un corollario di commenti e minacce di morte e di oscuramenti prontamente malcagati(http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2009/09/festa-nazionale-grazie-ai-folgorati.html) riferendomi alla cronaca pura con un articolo del"Corriere on-line"e prima ancora riferendomi ad un blog(http://www.doxaliber.it/missione-di-pace-vai-luca-annichiliscilo/289) dove è postato un articolo del 2006 e c'è un video riproposto al termine del contributo odierno in cui se vede che cosa i militari italiani vanno a fare nelle loro missioni.
Oltre la facciata che ci fanno vedere gli schermi del regime con i soldati che forniscono aiuti e assistenza il vero volto delle invasioni dei militari italiani sono armi e morte.

Missione di pace: ''Vai Luca: annichiliscilo''
E' ipocrisia arrabbiarsi e denunciare l'utilizzo dell'8x1000 destinato ad "arte e cultura" per la missione in Iraq (o per qualsiasi altra guerra)?
E' Ipocrisia dire che il sequestro, le torture, le detenzioni illegali, sono atti orribili che violano la Convenzione di Ginevra ed i diritti dell'individuo stabiliti dalla maggior parte delle leggi occidentali?
Oppure piuttosto è ipocrita cercare di giustificare le torture con la scusa della "sicurezza nazionale" e spacciare una guerra (qualunque sia il suo fine) per una missione di pace?
I soldati possono essere utilizzati per presidiare e difendere il territorio nazionale (così come previsto dalla nostra Costituzione), oppure possono essere utilizzati per presidiare il territorio "invaso" di un'altra nazione (così come vietato dalla nostra Costituzione), di sicuro sono addestrati all'uso delle armi ed alle tattiche di combattimento.
Suppongo che i nostri soldati siano stati utilizzati anche per recuperare i (pochi reperti) rimasti intatti dopo i bombardamenti americani ed i furti degli sciacalli, credo che i loro ospedali da campo siano stati utilizzati anche per curare la popolazione civile, e non dubito sul fatto che i soldati siano stati utilizzati anche per fornire cibo ed aiuti alla popolazione.
Ma sono anche certo del fatto che siamo gli alleati di un esercito che ha usato armi chimiche al fosforo bianco sulla popolazione civile, che ha torturato i prigionieri di Abu Ghraib e Guantanamo, che ha massacrato la popolazione di Haditha e di Ishaqi.
I nostri soldati non hanno svolto soltanto il ruolo di testimoni, anche loro sono stati utilizzati in azioni di guerra, il filmato che presento, trasmesso da Rainews24 e passato quasi in silenzio, lo dimostra: i soldati italiani in quell'occasione fanno ciò per cui sono addestrati: sparano ed uccidono il nemico, questo è il loro compito e loro lo svolgono.
Forse è meno normale che qualcuno di loro inciti il compagno commilitone con parole tipo: "Vai Luca, annichiliscilo p...d.." e che qualcuno di loro gioisca una volta che il nemico è stato abbattuto, ma anche questo è normale, fa parte della brutalità della guerra, di qualsiasi guerra.
Alcuni dei nostri soldati sono morti, ed io sono dispiaciuto per la loro fine, ma la verità è che in guerra si muore.
Si, è vero, a causare la loro morte sono stati degli Iracheni, ma il mandate del loro omicidio è il precedente governo che ha appoggiato gli americani in questa assurda guerra ed ha deciso di mandare i nostri giovani a combattere.
Ha torto marcio chi crede che le persone contrarie alla guerra in Iraq sarebbero state invece favorevoli se al governo ci fosse stato qualcuno di sinistra.
Una volta questa nazione era unanimamente contraria alle guerre, era rarissimo trovare qualcuno favorevole agli interventi armati, d'altronde è normale, abbiamo scritto una Costituzione in cui è chiaramente sottolineata la condanna alla guerra come mezzo di offesa.
Quello che mi sorprende e dispiace è vedere il numero elevato di neo-guerrafondai italiani apparsi dopo l'11/09, quello che mi dispiace è vedere che molte persone confondono l'appartenenza politica con l'essere favorevoli o contrari ad un conflitto armato. Solo pochi anni fa l'idea che gli italiani avevano delle guerre era completamente diversa, cosa è successo?
Come si può ancora dire che questa è stata una missione di pace? Chi difende questa guerra dovrebbe trovare nuove argomentazioni, altrimenti la prossima volta in cui utilizzerà il termine "ipocrita" per tacciare chi è contrario all'intervento armato in Iraq è bene che prima si guardi allo specchio.
Sono venuto a conoscenza di questo video grazie a questo post sul blog: Tafanus, nel post viene anche raccontato di come Mediaset abbia bloccato un servizio delle Iene in cui venivano trasmessi spezzoni di questo filmato.
Afghanistan, uccisi 2 soldati italianiDue feriti: c'è anche una donna
Attacco a una pattuglia: esplosione di una bomba al passaggio del blindato. I feriti non sono in pericolo di vita.
I nostri connazionali si trovavano all'interno di un blindato quando è esplosa una bomba
Afghanistan, uccisi 2 soldati italianiDue feriti: c'è anche una donna
Attacco a una pattuglia: esplosione di una bomba al passaggio del blindato. I feriti non sono in pericolo di vita
MILANO - Militari italiani ancora nel mirino in Afghanistan: due sono stati uccisi e altri due sono stati gravemente feriti alle gambe, anche se non sono in pericolo di vita, in seguito ad un attentato nel Nord Est del Paese, nella zona vicino a Herat controllata dalle forze italiane dell'Isaf. I feriti sono stati immediatamente evacuati presso l'ospedale da campo di Herat con elicotteri Isaf.
LE VITTIME - Le due vittime cadute nell'agguato sono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, di Velletri, in provincia di Roma e il caporalmaggiore Luigi Pascazio, 25 anni, della provincia di Bari. La soldatessa ferita è Cristina Buonacucina, caporale del 32.esimo reggimento Genio "Taurinense", originaria di Foligno. Il secondo militare ferito è Gianfranco Scirè, 28 anni, di Casteldaccia, un comune in provincia di Palermo. Luigi Pascazio era figlio di un poliziotto. Il padre del militare ha appreso la notizia in questura a Bari, dove era in servizio. Il rientro delle salme, ha riferito il ministro La Russa, avverrà mercoledì.
L'AGGUATO - I militari erano a bordo di un blindato Lince posizionato nel nucleo di testa di una colonna composta da decine di automezzi di diverse nazionalità, partita da Herat e diretta a Bala Murghab, più a Nord. «Erano oltre 400 i soldati presenti in questa colonna - ha precisato il ministro La Russa - impegnati in un trasferimento operativo». L'esplosione di un ordigno ha colpito in pieno il blindato, secondo quanto ha riferito il comando italiano di Herat. Il fatto è avvenuto alle 9,15 locali. I quattro si trovavano a bordo di un blindato Lince posizionato nel nucleo di testa di una colonna composta da decine di automezzi di diverse nazionalità, partita da Herat e diretta a Bala Murghab, verso nord. Dalle prime ricostruzioni risulta che il veicolo colpito occupasse la quarta posizione lungo il convoglio, era in movimento e si trovava a 25 chilometri a sud di Bala Murghab.
GLI ALLARMI DEGLI 007 - In diverse occasioni i servizi segreti avevano segnalato il rischio di un aumento degli attacchi con Ied (Improvvised explosion devices) nella regione occidentale dell'Afghanistan, in particolare nella province di Herat, Farah, Badghis, Shindand, ma anche nell'area di Bala Murghab. Negli avvisi degli 007 si segnalava in particolare come fosse «altamente probabile» l'utilizzo di Ied, sia nell'area di confine con le province meridionali - dove sono più attivi i talebani - sia in quella a ridosso del confine con l'Iran e il Turkmenistan. Proprio in queste zone, tra l'altro, si è registrato negli ultimi tempi un «crescente attivismo» degli insorti e si sono già verificati diversi attentati nei confronti dei militari italiani. Anche se l'attacco viene letto non come un'azione «mirata» nei confronti del contingente italiano per il lavoro che sta svolgendo nella provincia di Herat, ma come l'ennesimo tentativo degli insorti di colpire chiunque appoggi il governo locale e tenti di ripristinare condizioni minime di sicurezza nel paese. Una strategia, quella talebana, che va anche attribuita, secondo i servizi, alla necessità delle milizie che operano nel sud del paese - nell'Helmand in particolare - di sottrarsi all'offensiva americana. Nella zona sotto il controllo italiano, avvertivano inoltre gli 007, potrebbero essersi riversati diversi esponenti qaidisti fuggiti dal Waziristan, in Pakistan, dove è in atto un pressing dell'esercito pakistano e americano.
LA MISSIONE ITALIANA - Sono circa 2.800 i militari attualmente dispiegati in Afghanistan. Da giugno, nel Paese asiatico arriveranno altri mille soldati, con l'obiettivo di raggiungere un contingente di 3.227 militari, come annunciato a dicembre dal ministro della Difesa Ignazio La Russa. «L'Italia non prende e non prenderà decisioni unilaterali iu nessun caso - ha aggiunto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, frenando le richieste del ministro Roberto Calderoli che invita il governo a interrogarsi sui sacrifici che l'Italia sta affrontando in Afghanistan. «Tutti - ha aggiunto La Russa in conferenza stampa a Milano - ci interroghiamo sempre, tanto più quando si verifica questo genere di episodi.
Ringrazio Calderoli di aver ricordato che queste decisioni si prendono in sede internazionale, e noi lavoriamo affinché non siano prese unilateralmente, e in ogni caso, noi oggi continuiamo a ritenere che il rischio è connesso all'importanza della missione». L'aumento della presenza militare italiana in Afghanistan era stato chiesto dal Segretario della Nato Anders Fogh Rasmussen, su pressione americana. I militari italiani hanno la responsabilità di un'ampia regione dell'Afghanistan occidentale che comprende le province di Herat, Badghis, Ghowr e Farah. La maggior parte dei soldati partecipa alla missione Isaf della Nato, mentre i carabinieri sono inseriti in Eupol, la missione dell'Unione europea per la ricostruzione della polizia civile locale. L'inizio del disimpegno militare italiano dal Paese è fissato perl luglio 2011.

domenica 16 maggio 2010

LA SICUREZZA...DI MASSACRARE!


Sono in corso i"festeggiamenti"per celebrare il 158° anniversario della nascita di un aborto mancato,ovvero la polizia italiana,che nel corso degli anni al posto di tutelare e proteggere tutti i cittadini si è resa protagonista di indicibili violazioni dei più elementari diritti umani torturando,massacrando ed assassinando persone per lo più innocenti o che comunque anche se colpevoli di qualcosa avrebbero dovuto avere l'occasione di subire un giusto processo.
Anche i poliziotti hanno avuto i loro martiri a dire il vero,ma fa parte purtroppo dell'ormai infinita casistica delle vittime sul lavoro:se poi aggiungiamo tutte le vittime della"Uno bianca"vediamo che una buona parte degli sbirri si sono eliminate tra di loro.
I contributi odierni sono di Indy.Piemonte e Roma.Indymedia dove i porci in divisa si autoesaltano proclamandosi paladini della giustizia e della sicurezza,dei loro padroni e dei fascisti!

158 anni, sbirri porci e assassini.

158esima festa della polizia celebrata all'Auditorium Rai di Torino. Il motto del questore è "la sicurezza insieme''. Io non voglio la tua sicurezza!! Due persone sono state arrestate per aver messo uno striscione, non siete credibili neanche davanti a voi stessi. Merde!

15-05-2010 FESTA POLIZIA/TORINO: QUESTORE, OSTENSIONE ESEMPIO VIRTUOSO DI SICUREZZA
(ASCA) - Torino, 15 mag - Uno tra i principali strumenti preventivi per la sicurezza e' la certezza della pena, piu' che la sua durezza. Lo ha sottolineato il questore di Torino, Aldo Faraoni, che oggi ha aperto la 158esima festa della polizia celebrata all'Auditorium Rai. Faraoni ha anche messo l'accento sulla necessita' del coordinamento e l'efficienza delle forze dell'ordine, fondamentali nel garantire sicurezza e lotta al crimine ancor piu' del loro numero. Ed e' proprio ''la sicurezza insieme'' il motto che ha caratterizzato la giornata odierna della festa della Polizia a Torino, celebrata davanti alle autorita' cittadine, ai vertici militari e delle forze dell'ordine, ''Una sicurezza partecipata e integrata'', come ha detto Faraoni. Caso virtuoso di questa collaborazione, ha detto il questore, e' quanto sta avvenendo con l'Ostensione della Sindone, in corso dal 10 aprile scorso a Torino, ''esempio di laboratorio virtuoso di sicurezza integrata e partecipata'' dove forze dell'ordine lavorano a fianco della polizia municipale e dei volontari e della protezione civile. ''Le nuove attribuzioni ai sindaci in materia di sicurezza urbana - ha proseguito - sono il punto di partenza di un percorso di collaborazione, in cui anche la politica locale sappia cogliere i suggerimenti''.Quanto alle ronde Faraoni ha sottolineato che il coinvolgimento dei cittadini e' importante, ma ''deve avvenire non nelle forme di una sorta di milizia volontaria, quanto piuttosto sollecitando il senso civico di ciascuno''.Nel suo intervento Faraoni ha ricordato anche Francesco Alighieri, l'agente torinese morto lo scorso anno durante un inseguimento a Villa Literno, dove era stato inviato per il rafforzamento della operazione camorra, e il cui fratello Edoardo e' entrato in polizia. Il sottosegretario all'Interno Michelino Davico ha invece sottolineato i successi del governo nella lotta alla criminalita', ricordando la diminuzione di molti reati, alcuni con percentuali superirori al 10%, e i 5300 arresti di esponenti della criminalita' organizzata, di cui 24 dei 30 piu' pericolosi latitanti, e la possibilita' di utilizzare nell'interesse pubblico, la grande quantita' di beni confiscati. Davico ha anche ricordato il ruolo sempre piu' importante che le donne hanno nella polizia riferendosi anche alla recente nomina di vice capo del prefetto Paola Basilone.

158 anni: sbirri porci e assassini

Per Carlo
Oggi in una ridicola kermesse a Piazza del Popolo i maiali festeggiano 158 anni d'infamità.Il Capo della cricca Antonio manganelli farfuglia "fornitura di un servizio adeguato alle risposte che deve" e paragona la polizia di Stato ad un'azienda con i suoi utenti (questa ce mancava) evidentemente da picchiare a morte per "eccessi fisiologici".
VICINI AI CITTADINI, MA A ME STATEME LONTANO

sabato 15 maggio 2010

SEMPRE LORO

Come accade quotidianamente dal giorno dell'insediamento del nuovo regime Berlusconi ecco altri due membri del Pdl indagati dai giudici per reati che vanno dalla corruzione all'abuso d'ufficio passando per la bancarotta fraudolenta,e quello che veramente mi fa girare i coglioni è il fatto che i due criminali(oggi parliamo del neo presidente della Sardegna Ugo Cappellacci e del senatore Vincenzo Nespoli,sindaco di Afragola)hanno già fatto sapere in prima persona o tramite i loro avvocati che sono del tutto tranquilli.
Infatti il loro stato d'animo rispecchia l'impunità che è già la certezza che avranno tra qualche mese o anno di rimanere indenni e puliti da queste schermaglie giuridiche,con il culo parato dal padron Berluscojoni e da decreti e (de) cretini ad personam:una vergogna che la maggioranza degli italiani continuino ad appoggiare questo partito enormemente zavorrato da corrotti e corruttori(e fascisti,non scordiamocelo!).
Il premier duce ha dichiarato di voler una pulizia interna al Pdl cacciando gli approfittatori e i collusi in azioni criminose...m'immagino il parlamento vuoto dal loro settore(e pure dal lato Pd e Lega ed il resto ci sarebbero tante sedie vuote!),cosa che ovviamente non si presenterà davanti ai nostri occhi.
Cappellacci è indagato per avere indirizzato appalti per la costruzione di parchi eolici nella sua regione,fatto appurato da intercettazioni telefoniche,mentre Nespoli(che per assurdo ma non in Italia evidentemente è firmatario della legge che separa le cariche istituzionali ed infatti è sia sindaco che senatore)è sotto inchiesta per il fallimento di un istituto di vigilanza da cui ha tratto profitti personali.
I due articoli sono presi da"La Repubblica"(di Francesco Viviano)e dal"Corriere del mezzogiorno"(a firma di Titti Beneduce)per questo ennesimo post dedicato alla cronaca dei fuorilegge targati Berlusconi.
SARDEGNA Eolico, indagato Cappellacci, amico di Flavio Carboni.
Gli appalti dei parchi nel mirinoIndagini sulla nomina del direttore dell'Arpa. La pista delle intercettazion.i
Eolico, indagato Cappellacci gli appalti dei parchi nel mirino.
ROMA - Si allunga la lista degli indagati della Procura di Roma sull'eolico in Sardegna e in altre regioni, un'inchiesta nella quale sono già stati coinvolti il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, Flavio Carboni, Pasquale Lombardi, il costruttore Arcangelo Martino, Pinello Cossu, consigliere provinciale di Iglesias, e Ignazio Farris, direttore generale dell'Arpa Sardegna. L'ultimo degli indagati è il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci (Pdl).
Il procuratore aggiunto di Roma, Capaldo e glli altri magistrati che seguono l'inchiesta - Rodolfo Sabelli ed Ilaria Calò - accusano il presidente della Sardegna di corruzione ed abuso d'ufficio per avere raccolto ed eseguito i consigli di Flavio Carboni, del senatore Marcello Dell'Utri - che non è indagato - e del suo coordinatore del partito, Verdini: suggerimenti per nominare come direttore generale dell'Arpa Sardegna, Ignazio Farris. L'iscrizione nel registro degli indagati di Ugo Cappellacci è stato deciso dopo la trascrizione di numerose intercettazioni telefoniche che coinvolgono politici e imprenditori, ed il sequestro negli uffici della Regione Sardegna e dell'Arpa, di documenti ed atti amministrativi che proverebbero la corruzione e l'abuso d'ufficio da parte del presidente della Sardegna per nominare il direttore dell'Arpa, l'uomo che governa concessioni e licenze per l'installazione di parchi eolici.
Parchi eolici a cui erano interessati lo stesso Marcello Dell'Utri e Flavio Carboni che aveva veicolato verso il Credito Cooperativo di Firenze, la banca di Denis Verdini, "anticipi" degli imprenditori interessati al business e che, secondo gli investigatori, erano soldi destinati ad agevolare le concessioni delle licenze per i parchi eolici. Agli atti dell'inchiesta ci sono numerose telefonate. E tra queste telefonate una nella quale Denis Verdini chiede al governatore sardo di incontrarsi con Carboni, capofila di un gruppo di imprenditori interessati all'eolico. L'incontro si sarebbe svolto a Roma: al tavolo Il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, Verdini e Carboni, per ottenere la firma di un accordo di programma con gli imprenditori da lui rappresentati. Il procuratore Capaldo con le intercettazioni avrebbe puntato l'interesse su decine di persone.
Ed anche in questa inchiesta romana il nome di Claudio Scajola viene fuori dalle conversazioni tra gli imprenditori interessati al business dell'eolico, insieme a quelli di Marcello Dell'Utri, di Denis Verdini, del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo (Pdl, non è indagato). Ma non ci sono soltanto queste intercettazioni, i carabinieri hanno anche registrato colloqui dove alcuni indagati raccontano dei contatti tra Verdini, Marcello Dell'Utri Flavio Carboni. In una conversazione si scopre che sarebbe stato Dell'Utri a consigliare a Flavio Carboni di dirottare verso il Credito Cooperativo Fiorentino, capitali degli imprenditori che cercavano contatti con i politici non soltanto romani, per superare le lungaggini burocratiche delle autorizzazioni per impiantare i siti eolici in Sardegna ma anche in Sicilia, Campania e Basilicata.
Provviste che, secondo le ipotesi investigative, sarebbero state dirottate verso società che, come nel caso della gruppo dell'inchiesta G8 sarebbero servite per attingere a fondi neri. Quando il nome di Ugo Cappellacci venne fuori e non era ancora indagato, il presidente della Regione Sardegna aveva sostenuto che "sulla partita delle rinnovabili mi ha contattato l'universo mondo, ma non ho mai ricevuto richieste meno che lecite". Ed i politici che avrebbero chiesto al presidente della Sardegna erano quelli che hanno raccomandato o avrebbero tentato di farlo i titolari di alcune imprese che si sono buttati a capofitto sull'eolico. "Vento in Poppa", "Nà Volta", "Eolo 3W", "Serre dei Venti" ed anche "Via Col Vento", tutti nomi esotici ma di imprese napoletane, siciliane ed alcune anche del Trentino Alto Adige, che insieme ad altre decine e decine di società, hanno messo gli occhi sul grande business dell'Eolico.
È anche sindaco di Afragola. tra gli indagati anche l'autista e il nipote.
Fallimento di un istituto di vigilanza: chiesti gli arresti del senatore Nespoli
L'accusa al parlamentare del Pdl è di bancarotta fraudolenta: chiesta l'autorizzazione al Senato.

NAPOLI - I pm John Woodcock, Vincenzo Piscitelli e Mariella Di Mauro hanno chiesto gli arresti domiciliari per il senatore del Pdl, Vincenzo Nespoli, che è anche sindaco di Afragola. Il gip Alessandro Buccino Grimaldi ha emesso l'ordinanza e ha chiesto l'autorizzazione agli arresti al Senato della Repubblica.
FALLIMENTO - L'accusa nei confronti del parlamentare è di bancarotta fraudolenta e reimpiego di denaro di provenienza illecita. La vicenda riguarda il fallimento della società di vigilanza «La Gazzella» di Afragola, gravata da un passivo di 25 milioni di euro (nel 2008 furono arrestati i due amministratori pro-tempore, attualmente a giudizio). Secondo l'accusa il denaro destinato, prevalentemente, ai contributi dei dipendenti veniva «distratto» e impiegato in una speculazione edilizia nell'area di Afragola.Proprio in relazione a quest'ultimo «investimento» si ricorda lo scontro tra il comandante dei vigili urbani, Felice Esposito, e il parlamentare del Pdl, dopo i controlli delle guardie municipali che avevano apposto i sigilli ai manufatti. Un contrasto tanto ruvido che Esposito lasciò l'incarico e attualmente svolge un altro lavoro.
IL RUOLO DI NESPOLI - Gli accertamenti, scrive la Procura, avrebbero evidenziato il ruolo di «dominus occulto» svolto dal senatore nella gestione della società fallita, di cui egli «era il titolare di fatto attraverso un prestanome e l'utilizzo della stessa ai fini di arricchimento personale e di acquisizione di consenso elettorale nonché diverse condotte di distrazione di somme raccolte dai clienti con conseguente occultamento e falsificazione della documentazione contabile e societaria».
INDAGATI ANCHE AUTISTA E NIPOTE DEL SINDACO - Le richieste di ordinanze di custodia avanzate dalla procura erano otto. Il gip, pur riconoscendo la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ha concesso solo quella per Nespoli, non ravvisando per gli altri le esigenze cautelari. Tra gli indagati vi sono l'amministore della «Gazzella», un consigliere comunale, l'autista e il nipote del sindaco, un imprenditore ed un commercialista. I militari della Guardia di finanza hanno sequestrato la Sean, società immobiliare riconducibile alla moglie di Nespoli, che, secondo l'accusa, realizzava speculazioni con fondi sottratti alla «Gazzella» e provenienti da altri reati. Nell'inchiesta, c'è anche un filone che riguarda la corruzione elettorale: posti di lavoro venivano offerti in cambio di voti, ma il reato è prescritto.
CICCHITTO E GASPARRI - «Esprimiamo al senatore Nespoli la nostra solidarietà non facendoci influenzare da un clima giustizialista che invece affascina e coinvolge alcuni amici del PdL. Non si capisce perchè a Nespoli debbano essere inflitti gli arresti domiciliari se non per marcare davanti all’opinione pubblica il ricorso ad un provvedimento di privazione della libertà», afferma Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. Da parte sua il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri aggiunge: «Sono certo che il senatore Nespoli dimostrerà agevolmente e rapidamente la sua totale estraneità agli addebiti che gli vengono mossi. Devo constatare che si rinnovano opinabili modalità di azione da parte di alcuni settori della magistratura».

venerdì 14 maggio 2010

FALSI PREOCCUPATI

Piccolo passetto indietro per poter capire il post odierno che riguarda principalmente la figura di Piero Sansonetti che si crede un'autorevole voce della sinistra in quanto direttore del settimanale"Gli altri",che dovrebbe appartenere a tale ideologia anche se molto sciacquata,ex giornalista de"L'Unità"ed ex direttore di"Liberazione".
Tale personaggio è uno di quelli che ha affermato che la marcetta di Blocco Studentesco che si è limitata a quattro ratti(vedi http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2010/05/una-marcetta-marcia.html) fosse lecita in un paese democratico come il nostro dimenticando il piccolo fatto che il fascismo sia anticostituzionale a prescindere di tutto,quindi l'abominio stesso della democrazia,e forse non sapendo che queste merde vanno in giro a massacrare di botte ed ammazzare compagni,gay,immigrati,i"diversi"(da chi o da cosa poi?)in generale.
Zero spazio per i fasci,questa è la prima condizione per far sì che questo cancro della società non si ripeta mai più ma questi falsi comunisti borghesotti si riempiono la bocca e scrivono pagine di belle parole e poi brindano assieme alla Polverini o alla filo-Casa Poundista Paola Concia del Pd.
Questa gente deve levarsi dai coglioni perchè solo l'idea di far parlare i cameratti è inconcepibile in un paese rinato dall'idea antifascista...la memoria non è mai abbastanza per certa gentaglia che si arroga il diritto di parlare per tutta la"sinistra"ed i compagni.
Il titolo dell'articolo è un omaggio al gruppo dei Punkreas band molto attiva per quanto riguarda l'antifascismo,canzone vecchia ma attuale!
Dopo l'articolo di Roma.Indymedia dove si racconta l'intervento degli antifa romani alla festa del primo anniversario del giornale"Gli altri"(nato come quotidiano ma ridimensionato a pubblicazione settimanale visto lo scarso successo ed i problemi economici)vi è un contributo video tratto da YouTube che da una dimensione visiva all'azione.

Video della contestazione a Sansonetti.

Il video della contestazione: http://www.youtube.com/watch?v=rondyCqAr2Q

LO SMASCHERAMENTO CONTINUA
Finalmente oggi è il compleanno degli “Altri”, e gli antifascisti e le antifasciste di Roma hanno deciso di festeggiare con loro. Volevamo fargli una sorpresa, ma loro ci hanno regalato qualcosa di più grande. Volevamo chiedere a Sansonetti e ai suoi epigoni cosa ci fosse da festeggiare, dopo un anno di trasformismo e di comunanza e complicità con i fascisti del Terzo millennio. Carichi di sdegno siamo andati a rovinare la festa di chi voleva garantita la marcetta del Blocco studentesco lo scorso 7 maggio, di chi li vede volentieri come ospiti.Volevamo fargli un regalo, insomma. Ma la redazione degli “Altri” ci ha fatto un dono “Migliore”: erano presenti ai festeggiamenti, infatti, la neo-governatrice del Lazio Renata Polverini, ospite d’Onore del settimanale, che appena ci ha visti ha scelto, come è tradizione dalle sue parti, la via della fuga, e la deputata del Partito democratico Paola Concia, già nota per la sua visita a Casa Pound, che si è lasciata andare ad un “Bella ciao” poco credibile e ad atteggiamenti provocatori tipici di chi non sa cosa dire.Lo sdegno è diventato rabbia. Vi abbiamo smascherati. Abbiamo visto i vostri sorrisi tramutarsi in vergogna. Il re è nudo. Volevate ridere e festeggiare. Ma il vostro brindisi è stato amaro. Sarà la nostra risata che vi seppellirà. E chi brinda coi fascisti se strozza!
Antifascisti e antifasciste di Roma .

giovedì 13 maggio 2010

LE VERITA' SULL'OTTO PER MILLE

Vi siete mai chiesti dove andassero i soldi devoluti per l'otto per mille delle dichiarazioni dei redditi italiani?
Questa cifra,che piccola o grande sia sta a persona a persona ma che sommate arrivano a milioni di Euro,sono soldi che lo Stato pone di tasca sua per se stesso o per varie chiese che professano diverse religioni,ed i successivi articoli presi dapprima da"Senza Soste"a firma di Franco Marino(articolo del maggio 2006)e successivamente dal blog"Attualizzando"del giugno dello scorso anno(http://attualizzando.wordpress.com/2009/06/10/otto-per-mille/) ci aiutano a capire meglio questo meccanismo di spartizione di un'enorme massa di denaro.
Quel che è chiaro è che i soldi donati non finiscono tutti come vogliono farci credere i due beneficiari principali,lo Stato e la chiesa cattolica,rispettivamente per musei e nel sociale e per la chiesa in missioni.
Infatti lo Stato"investe"quasi tutto in guerre mentre la chiesa che già gode di innumerevoli vantaggi fiscali utilizza questi introiti per la manutenzione e la costruzione di nuovi edifici ecclesiastici(chiese,seminari ed uffici)mentre per la fame nel mondo rimangono solo briciole.
Inoltre è da ricordare che chi non decide di destinare il proprio otto per mille in pratica lo fa convogliare allo Stato o alla chiesa cattolica(le altre chiese-sette-religioni per motivi di onestà si sono tirate fuori da questi spartimenti)in percentuale delle scelte che sono a grosse linee sull'80% alla chiesa e il 15% per lo Stato.
Altro discorso quello del 5 per mille cui possono usufruire numerosi enti ed associazioni dove in pratica percepiscono questa percentuale fissa mentre il 3% rimane nel limbo delle scelte valide per l'otto per mille.
Il video conclusivo molto caustico come al solito è tratto dal sito"Don Zauker"dove viene riproposta in chiave ironica e veritiera lo spot della destinazione dell'otto per mille alla chiesa cattolica.

La truffa dell'8x1000.

Cosa significa 8 per mille?
Con il Concordato del 1929, lo Stato italiano si impegnò a pagare direttamente lo stipendio al clero cattolico, con il meccanismo della “congrua”. La congrua era una specie di stipendio assegnato dallo Stato italiano ai sacerdoti “in cura d'anime" (addetti cioè ai servizi di assistenza spirituale). Con il “nuovo” Concordato del 1984 si decise un nuovo meccanismo di finanziamento alla Chiesa cattolica, solo in apparenza più democratico in quanto allargato alle altre religioni: lo Stato decideva di devolvere l’8 per mille dell’intero gettito IRPEF alla Chiesa cattolica (per scopi religiosi o caritativi) o alle altre confessioni o allo Stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi.

Come funziona il meccanismo?
Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane.
In realtà nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di più ad un gigantesco sondaggio d’opinione, al termine del quale si “contano” le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi. Anche la mancata formulazione di un’opzione viene ripartita in base alle scelte espresse. Alcune confessioni, più coerentemente, lasciano allo Stato le quote non attribuite, limitandosi a prelevare solo quelli relativi ad opzioni esplicite a loro favore: cosa che non fa la Chiesa cattolica, ottenendo un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti ottenuti a suo favore. La distribuzione sui dati del 2001: 87,25% Chiesa Cattolica, 10,28% Stato, 1,27% Valdesi, 0,42% Comunità Ebraiche, 0,31% Luterani, 0,27% Avventisti del settimo giorno, 0,20% Assemblee di Dio in Italia. Va notato che su oltre 30 milioni di contribuenti, solamente il 39,62% ha espresso un’opzione e quindi solo il 34,56% della popolazione ha espresso una scelta a favore della Chiesa cattolica (che invece ha incassato l'87,25%), per un ammontare di 936,5 milioni di euro (quasi 2.000 miliardi delle vecchie lire).

Come vengono spesi i soldi?
La Chiesa Cattolica sembra che prediliga destinare i fondi ricevuti dallo Stato alle cosiddette “esigenze di culto” (47,2%): finanziamenti alla catechesi, ai tribunali ecclesiastici, alla costruzione di nuove chiese, manutenzione dei propri immobili e gestione del proprio patrimonio. Ovvio che non vedremo mai alcuno spot su queste tematiche: ai tanto strombazzati aiuti al terzo mondo, cui è dedicata quasi tutta la pubblicità cattolica, va guarda caso solo l’8% del gettito. Ma anche lo Stato non scherza. Come emerso a novembre 2006 dalle pagine di Repubblica, nell'ultimo anno di legislatura del governo Berlusconi l'8 per mille dato dai cittadini italiani per l'arte, la cultura e il sociale è finito nei fondi per la guerra in Iraq e solo una minima parte per la fame nel mondo.

Gli altri aiuti dello Stato alla Chiesa?
Tuttavia gli aiuti dello Stato alla Chiesa non finiscono qui: esiste un fondo speciale pagamento pensioni al clero dal disavanzo perennemente in rosso; è prevista l'esenzione fiscale totale, comprese imposte su successioni e donazioni, per le parrocchie e gli enti ecclesiastici; i pagamenti degli stipendi agli insegnanti di religione, nominati dai vescovi incidono per più di 500 milioni di euro sul bilancio statale; ci sono i finanziamenti alle scuole cattoliche ed in varie regioni, parte degli oneri di urbanizzazione a disposizione dei comuni deve essere destinata agli «edifici di culto». Infine, nell’ambito del Decreto Fiscale collegato alla Legge Finanziaria 2006, il Parlamento ha introdotto l’esenzione ICI per gli immobili adibiti a scopi commerciali per la Chiesa. Secondo stime dell’ANCI, il provvedimento comporta minori entrate per i Comuni nell’ordine di 700 milioni.

Che fare?
Abbiamo visto che non scegliere equivale a dare alla Chiesa Cattolica. Per questo, oltre alla classica scelta di devolvere l'8 per mille allo Stato sperando che questa volta non lo mandi in Afghanistan ma lo utilizzi per arte, cultura e ricerca, molte persone legate ad una cultura laica e di sinistra hanno scelto di devolverlo ai valdesi.

Il 5 per mille?
Il 5 per mille è un meccanismo che permette ai contribuenti di destinare a favore di determinati soggetti legati al non profit una quota pari al 5 per mille dell'IRPEF. Tale previsione normativa è inserita nell'ambito delle misure relative al "sostegno alle famiglie, alla solidarietà, alla ricerca e sviluppo".Il 5 per mille non è un'imposta aggiuntiva, lo Stato rinuncia alla quota del 5 per mille per destinarla alla finalità indicata dal contribuente. La scelta di destinazione del 5 per mille e quella dell' 8 per mille non sono in alcun modo alternative fra loro e inoltre questa scelta, come per l' 8 per mille, non comporta ulteriori esborsi per il contribuente. Quindi si può scegliere di destinarlo ad associazioni riconosciute del Comune di residenza, a Università ed enti di ricerca, a organizzazioni non governative come Emergency o Medici senza Frontiere o ad associazioni come Jalla (www.jalla03.org) che promuove il progetto Sport sotto l'assedio in Palestina a cui contribuisce anche il nostro giornale.

Otto per mille.

L’otto per mille è una fregatura colossale. Ci sono diversi punti un tantino schifosi nel suo meccanismo. Intendiamoci, io non sono contrario a priori all’otto per mille. Laicità significa anche garanzia della libertà di culto, altrimenti non è laicità ma ateismo. L’otto per mille dovrebbe essere un aiuto alle chiese al fine di permettere loro di vivere e praticare il loro culto. Funziona così? No, nemmeno lontanamente. Prima di tutto non tutte le chiese e le organizzazioni religiose usufruiscono dell’otto per mille. Tra tutte quelle esistenti solo la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, la Chiesa Cristiana Avventista del settimo giorno, le Assemblee di Dio in Italia, l’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, l’Unione delle Comunità Ebraiche e lo Stato hanno diritto all’otto per mille. E gli altri? Che so, i Testimoni di Geova, i Wiccan, gli Islamici, i Buddisti, gli Indù… Nulla, non prendono un centesimo. Vi sembra giusto? A me no.
Ma non finisce qui. C’è il problema anche dell’otto per mille di coloro che non firmano. Solitamente si crede che esso vada allo stato invece viene subdolamente e fraudolentemente diviso tra gli aventi diritto all’otto per mille in base alle percentuali di chi ha firmato. In pratica se l’80% dei firmatari ha firmato per la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, questa si piglia l’80% dell’otto per mille di chi non ha firmato. La solita disinformazione all’italiana fa in modo che la gente non lo sappia così molti atei o non cattolici non firmano. Attenti dunque! Se non firmate i vostri soldi se li pigliano lo stesso! Se volete far rimanere allo stato i soldi bisogna firmare per lo stato. Piccolo particolare: la ripartizione dei soldi dei non firmatari non è per tutti. Solo la Chiesa Cattolica Apostolica Romana e lo stato vi Partecipano. Le altre Chiese aventi diritto all’otto per mille hanno rinunciato a questa cosa per onestà.
E i soldi che vanno allo stato? In gran parte ritornano ancora alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana attraverso diversi meccanismi. Lo stato infatti dovrebbe usare questi soldi per opere umanitarie o per sostenere la cultura e l’arte. In un certo senso lo fa: restaura le chiese e finanzia le opere di bene della Chiesa.
L’otto per mille dato alla Chiesa Cattolica invece va a finire in mantenimento dei preti, investimenti vari e solo il 20%circa va in opere di bene. Complimenti! Si vociferava addirittura che la Chiesa Cattolica avesse investito in azioni di una ditta produttrice di armi, ma avere certezze non è facile visto che il Vaticano è uno stato straniero e noi non abbiamo il diritto di sapere dove finiscono e come usano i soldi che gli regaliamo!
Quest’anno ho dato il mio otto per mille ai Valdesi che si sono dimostrati una Chiesa seria e onesta. Speriamo che prima o poi si riesca a cambiare questo meccanismo truffaldino!
Trovate maggiori informazioni sul libro “La casta dei casti” edizioni Malatempora con introduzione di Franco Grillini. Altre informazioni ancora le potete trovare sul sito dell’UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti).

mercoledì 12 maggio 2010

MANZO AL LIMONE E ACCIUGHE

La carne che quasi si scioglie al contatto del palato è una delle delizie più piacevoli per il piacere del mangiare in assoluto se si parla di stracotto e brasati in genere,e questa ricetta rientra ampiamente e di merito in questo contesto.
Merito di acciughe speciali,quelle sott'olio di Lampedusa e del limone il cui intreccio di sapori unito al sugo di cottura del manzo rendono una squisita gradevolezza a questo piatto abbastanza lungo come preparazione ma decisamente facile come svolgimento.
Ingredienti:
-manzo
-acciughe di Lampedusa
-limone
-dado normale
-dado vegetale
In una casseruola pittosto alta si fa scottare nel limone e senza condimenti la polpa di manzo girandola spesso su tutti i lati bagnando con poco brodo ottenuto dai dadi ma continuamente,in modo che la carne non si attacchi alla pentola ed allo stesso modo riesca a cuocere per la prima mezz'oretta in maniera uniforme.
Si uniscono le acciughe tagliate a pezzetti e si aumenta la dose del brodo abbassando la fiamma al minimo coprendo,e ad intervalli di venti o trenta minuti si gira il pezzo di manzo per circa tre ore stando attenti che l'intingolo non si esaurisca e che anzi sia abbastanza abbondante in modo da poter accompagnare il manzo nel piatto di portata.

UNA MARCETTA MARCIA

Come anticipato ecco un post su quella che doveva essere la nuova marcia su Roma organizzata dal Blocco Studentesco,emanazione anale di Casa Pound del ridicolo Iannone,ridimensionata molto nei numeri e nell'importanza mediatica che i neofascisti avrebbero voluto.
L'esiguo numero di ratti usciti dai tombini romani però non deve far abbassare il livello di guardia antifascista perchè fino a quando ci saranno anche solo poche centinaia di schifosi pronti a scendere in strada consci di poter essere impuniti nonostante manifestino palesemente contro la Costituzione italiana col culo parato da digossini e questorini e con l'avallo di 32 parlamentari del Pdl,c'è da stare con occhi ed orecchie aperti e mani e pugni pronti e colpire.
I vertici di Ca$$a Pound sempre più alleati e foraggiati dai padroni del Pdl non smettono nemmeno un attimo di piangersi addosso come successo anche stamattina con una notizia fresca in cui i cameratti di BS siano stati esclusi dalle liste delle elezioni universitarie del nord-est:l'articolo di"Liberazione"a firma di Paolo Persichetti pone la questione su come il lapalissiano razzismo e fascismo di questi imbecilli senza storia nè memoria sia tollerato dalle nuove correnti finiane e non contrastato seppur in maniera lieve e sottomessa come accade verso la xenofobia leghista.
Forse sotto sotto Fini tiene ancora la camicia nera?
O semmai i legami con i parlamentari di destra sono ormai talmente inscindibili da non distinguere più la destra che si dice riformista e pronta al dialogo da quella estrema e radicale?
Secondo me è tutta feccia da debellare con potenti ratticidi al più presto che lasciar scorrere troppa acqua sotto i ponti questi si fanno sempre più deboli.

Perché il razzismo di Casapound è tollerato?

Riflessioni sul presidio nazionale del camerata Iannone
Eran «quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due». E’ finita proprio così, come recita la filastrocca che vinse lo zecchino d’oro nel 1968, il sit-in nazionale del Blocco studentesco, emanazione di CasaPound, che si è tenuto ieri a Roma. Poche centinaia di militanti raggruppati nell’angolo di una piazza troppo grande per loro. In giro nemmeno l’ombra delle migliaia che avrebbero dovuto marciare sulla Capitale come preannunciato alla vigilia. Era dunque infondato l’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’Anpi (per altro ritiratasi all’ultimo momento dopo aver acceso la miccia), ripreso da un folto gruppo d’intellettuali e personalità, dalle forze politiche di sinistra e dai Centri sociali che hanno dato vita ad un presidio di protesta, anche questo senza grande partecipazione. La forte opposizione della sinistra romana aveva spinto la questura a vietare inizialmente il corteo chiesto dai «fascisti del terzo millennio». Scelta molto “maliziosa” che ha accresciuto le polemiche e acceso i riflettori sulla vicenda. La sinistra si è divisa, Piero Sansonetti e Massimo Bordin hanno firmato, insieme ad altri, un appello in difesa del diritto di manifestare per chiunque. CasaPound non ne aveva gran bisogno perché ha incassato l’appoggio di 32 parlamentari del Pdl e di due consiglieri capitolini del centrodestra, Ugo Cassone e Luca Gramazio. Ricevuti dal comprensivo sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano hanno ottenuto la possibilità di una manifestazione stanziale, conclusasi prima del previsto. Tuttavia l’accorta messa in scena disposta in piazza, l’assenza di vessilli e cimeli del fascismo storico, le bocche chiuse e la comunicazione affidata solo ai portaparola ufficiali, lo sfoggio di retorica giovanilista e vitalista con un target studentesco ben preciso, l’estetismo autocontemplativo, il «siamo belli come il sole», «17 anni tutta la vita», «giovinezza al potere» che rinviano ad una sorta di impoliticità ormonale, di onanismo ideologico, di acne militante, le canzoni di Rino Gaetano e Vasco Rossi, non cancellano la lunga lista di aggressioni, spedizioni punitive, iniziative contro i disabili, xenofobia, brindisi alla Shoa. Contrariamente a quanto accadeva alla destra radicale non stragista degli anni 70, questa formazione non vive ai margini del sistema ma è la micropropagine ultima del blocco politico-sociale attualmente al governo. Il 20 marzo aveva suoi uomini tra i ranghi del servizio d’ordine della manifestazione che il Pdl ha tenuto a piazza san Giovanni. Dietro l’aria scapigliata e le imitazioni futuriste, tra un pestaggio e l’altro, si intravede la voglia di poltrone negli assessorati e le municipalizzate. In attesa appalta per conto del Pdl, dietro copertura politica e sostegno materiale, il tentativo di penetrazione nel sociale e nelle scuole. A questo punto almeno una domanda è d’obbligo: l’ala del Pdl che fa capo a Fini trova inaccettabile solo il razzismo propugnato dalla Lega e nulla ha da dire su quello di CasaPound? Permangono un’ambiguità di fondo e dei legami sotterranei mai recisi.

martedì 11 maggio 2010

SBIRRI MERDE

Nonostante la repressione poliziesca dettata dal regime di destra stia mietendo sempre più vittime è da segnalare pure il fatto che la voce contro,di chi denuncia e lotta,di chi non sta zitto e subisce ma alza la testa e combatte si fa sentire sempre di più anche se i massmedia(al contrario di quel che afferma il premier cerebroleso)dittatoriali cercano di smorzare i toni.
Ma evidentemente quando i fatti sono troppo grandi ed alla luce del sole,ovvero talmente lampanti visto che ci sono video e parecchie testimonianze a carico,neppure i telegiornali del padrone e su tutti Tg4,Studio Aperto e il Tg1 non possono non dare risalto a notizie come quella del pestaggio di Stefano Gugliotta,il ragazzo massacrato senza motivi da vari sbirri a Roma.
Ed è fortunato questo giovane che ancora può parlare visto che altri ragazzi come Federico Aldrovandi,Marcello Lonzi e Stefano Cucchi non possono più farlo ma per loro parlano i loro genitori,parenti ed amici:inizi di pestaggi banali come quelli accaduti mercoledì scorso hanno purtroppo avuto esiti tremendi e tragici negli ultimi anni,culminati con la morte dei torturati.
Il video di YouTube documenta il pestaggio commentato dal Tg3 di oggi dove parla pure un sindacalista degli sbirri che chiaramente davanti alle telecamere parla d'indignazione verso i poliziotti picchiatori ma che comunque aspetta l'evolversi delle indagini intanto che Stefano è ancora in carcere tutto rotto per niente,e pure il boss Manganelli parla di sicure punizioni verso i colpevoli"se"verranno accertati abusi di potere...insomma abbiamo già capito che si troverà qualche capro espiatorio per queste merde in divisa che nulla pagheranno per l'oltraggio perpetrato ai danni di una persona incolpevole.
Da aggiungere il fatto rimarcato pure dai legali della vittima dove si evidenzia il fatto che il giovane sia incensurato a difetto di quello detto dalla questura...embè che importa se una persona sia stata o meno già giudicata?Cosa ne sanno gli sbirri che nemmeno hanno chiesto un documento d'identità ed hanno cominciato subito a manganellare?
Uno degli innumerevoli articoli sparsi in Internet in questi giorni riguardanti il caso Gugliotta è quello del Corriere preso da Indymedia.Lombardia,telecamere installate ma anche video di telefonini o macchine fotografiche stanno sempre più diventando un'arma a doppio taglio per chi voleva più sicurezza per le strade,col passare del tempo si può confermare che i veri criminali sono quelli in divisa!

Sul pestaggio di Roma.

In cella dopo il pestaggio : «Intervenga il governo». Il ragazzo del video: non so perché sono qui. La visita di Idv e Radicali. Il capo della polizia: subito un'ispezione.
ROMA - «Ho sbagliato: non portavo il casco. Il pub era lì vicino e pensavo che non ci avrei messo tanto: pagherò la multa. Ma c’era davvero bisogno di picchiarmi?». Stefano Gugliotta ha lo sguardo di chi non capisce cosa stia accadendo. Di chi, come spiega lui stesso, «non sa perché si trova in carcere». Su un lettino del centro clinico di Regina Coeli, il ragazzo di 25 anni arrestato mercoledì scorso per gli scontri dopo Roma-Inter risponde alle domande del senatore dell’ivd Stefano Pedica. Sorride ogni tanto, ma non riesce a mascherare il nervosismo. «Con lo stadio non c’entro — giura — non c’ero nemmeno andato. Ho cenato a casa con i miei genitori e sono uscito all’inizio del secondo tempo per festeggiare il compleanno di mio cugino. Loro, i poliziotti, non mi hanno chiesto nemmeno i documenti».
Ma ci sarebbe di più. «Al ragazzo— rivela il senatore Pedica, che oggi andrà dal pm — i poliziotti avrebbero chiesto di firmare un foglio con una "x" già sbarrata, dove si leggeva che avrebbe rifiutato visite mediche supplementari, ma lui si è opposto. Solo dopo ha potuto firmare un foglio con le caselle ancora vuote». Un comportamento «che fa riflettere», commenta Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. Gugliotta ha un dente rotto, una ferita alla testa suturata con sei punti e diversi segni di colpi inferti con un corpo contundente su schiena, braccia e fianchi.
«Mio figlio non dorme, la ferita alla testa fa impressione— precisa la madre, Raimonda —. Mi ha raccontato che mentre lo picchiavano avevano la bava alla bocca». A Regina Coeli, secondo Mario Staderini, dei Radicali, c’è un altro ragazzo, un tifoso, con lesioni a una vertebra dopo essere stato investito da un’auto della polizia. «Quella sera— ricordano gli amici degli altri 8 arrestati — i poliziotti davano la caccia a un ragazzo con il giubbotto rosso che da uno scooter aveva tirato dei sassi contro di loro». Una descrizione che poteva rimandare a Gugliotta.
Il suo avvocato, Cesare Piraino, ha consegnato una memoria al pm Francesco Polino nella quale si chiede di identificare tre agenti, tra i quali un funzionario. Il legale del giovane (che ha un precedente per rapina e una segnalazione per consumo di droga seguita a un incidente) ha depositato anche un elenco di 14 persone pronte a testimoniare e consegnato al magistrato i due video. «C’è un’inchiesta in corso. Il questore Caruso ha detto che saranno verificate le responsabilità, se ci sono», ha spiegato il ministro dell’Interno Maroni, che assicura: «I responsabili saranno puniti». Oltre ai Radicali e al Pd, che con due interrogazioni hanno chiamato in causa il governo, interviene Paola Frassineti (Pdl), vicepresidente della commissione Cultura e Sport della Camera: «Si è trattato di un brutale pestaggio». E in Questura, su impulso del capo della polizia Antonio Manganelli, è già partita «una rigorosa attività ispettiva » , per verificare eventuali «eccessi e abusi che saranno perseguiti e sanzionati».