mercoledì 20 maggio 2009

SCRITTO APPENA IERI

Questa copertina del periodico britannico"The Economist"e dell'aprile 2006 ed è un'esortazione al popolo italiano di mandare a casa il premier che c'era in quel periodo,riprendendo un'articolo della stessa testata del 2001,in quanto il presidente del consiglio viene ritenuto persona inadeguata che ha fallito nelle sue riforme.
La stampa estera da sempre bacchetta questo omuncolo invischiato in mafia e prostituzione,
calunnia,omicidi,falsi in bilancio ed un'infinità di reati patrimoniali,e ora attendo con apprensione i titoli dei quotidiani e periodici esteri sui fatti che nuovamente hanno portato Berlusconi a tu per tu con le porte delle carceri.
L'articolo è un'intervista dell'inviato del Corriere Guido Santevecchi del 7 aprile 2006 al nuovo(allora)direttore John Micklethwait...scritto appena ieri...
Il nuovo direttore, in carica da una settimana, non ha cambiato linea.
L'Economist: «Licenziate il premier»
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L'endorsement del settimanale: pessimi risultati ma Prodi rischia perché dipende da troppi partiti.
LONDRA - Al tredicesimo piano del palazzo dell’ Economist è l’ora della corsa alla chiusura del numero. Sulla scrivania di John Micklethwait c’è già la copertina dell’edizione europea. Ne mancano altre due, quella per l’Asia e quella per gli Stati Uniti, dove il giornale vende 500 mila copie, poco meno della metà del totale. Per il nuovo direttore, in carica da una settimana, è la prima prova. Non è neanche un po’ nervoso. Nei vent’anni passati a lavorare per la «bibbia del libero mercato» nessuno ricorda «di averlo mai visto perdere calma e cordialità». E certo non ha paura di scegliere. Il titolo di copertina non è un understatement : «Basta, per l’Italia è l’ora di licenziare Berlusconi». Chi ha deciso di mettere «Basta» in italiano? Micklethwait sorride verso John Peet, capo per l’Europa, che è appena tornato da Roma e Milano. «La parola l’ho suggerita io, l’ho sentita frequentando qualche ristorante italiano... naturalmente ho chiesto a John se andava bene e abbiamo discusso se fosse più corretto metterci un punto esclamativo». John Peet ha scritto l’editoriale e l’articolo della sezione speciale dedicata alle elezioni.
Perché Basta? «Perché ai due motivi per i quali nel 2001 avevamo detto che Berlusconi era inadeguato - conflitto d’interessi e palude di casi giudiziari - se n’è aggiunto un altro in questi cinque anni di governo. Un motivo nuovo e più devastante: i suoi risultati da primo ministro. Chi lo votò sperava che avrebbe usato la sua abilità di businessman per riformare l’economia. L’Italia ora ha tra le grandi economie europee il record negativo di crescita, ha perso competitività. È vero che i suoi problemi sono simili a quelli della maggior parte dell’Europa e che dappertutto servono riforme profonde, dure. Ma il punto è che il governo di centro-destra non ha neanche avviato il processo. La nostra conclusione è che Berlusconi come riformatore ha fallito».
Il titolo del servizio all’interno, la storia principale sull’ Economist di oggi, è un altro pugno nello stomaco: «Una triste storia italiana». Il sommario spiega perché: «I disillusi elettori possono anche disfarsi della coalizione di centro-destra, ma un governo guidato da Romano Prodi potrebbe essere di poco migliore». C’è un riquadro con colpo da ko alla fiducia: «Il paradiso dei gerontocrati», che si riferisce all’ «età pensionabile» dei due contendenti. Direttore, non vi convince nemmeno il professor Prodi? «Berlusconi è unfit (inadeguato). Noi appoggiamo Prodi con qualche esitazione, perché è vero che è più vicino al modo di pensare dell’ Economist , ma ha un problema molto serio: dipende da una coalizione di piccoli partiti tra i quali i comunisti non riformati, contrari alla liberalizzazione del mercato e alle privatizzazioni». Per di più, spiega l’editoriale, «molti italiani non riconoscono quanto sia malata la loro economia».
Con queste premesse l’Italia rischia di sprofondare come fece l’Argentina? «Penso che la gente in Italia abbia un livello di vita che conta sul passato, non sul presente, proprio come succedeva agli inglesi negli anni Sessanta e Settanta. Però non siamo noi a citare l’Argentina, l’esempio l’ho sentito fare da diversi amici italiani. E questo è un segno di comprensione della gravità del rischio». Micklethwait, 43 anni, è stato capo dell’ufficio dell’ Economist a Los Angeles e New York prima di tornare a Londra. Che idee hanno gli americani di Berlusconi e Prodi? «Su Berlusconi ci sono due visioni: uno dei migliori alleati, con Blair. Ma anche la percezione che si tratti di un personaggio capace di fare errori come quello di parlare di "crociate"». E Prodi? «Conoscono il suo disegno di costruzione europea, e questo per gli Stati Uniti è un problema. Ma non lo temono, lo conoscono bene e non lo ritengono un possibile traditore dell’alleanza. Non lo immaginano come uno Schröder o un Villepin». Micklethwait saluta. È un uomo rilassato, ma ha preso il timone di un transatlantico dell’informazione che oggi si aspetta di vendere non meno di un milione e centomila copie nel mondo. Le altre due copertine? «Per l’Asia il caso thailandese e per Usa e Gran Bretagna il soft paternalism dei governi, un tema di cui si parlerà molto».

martedì 19 maggio 2009

BEVERLY MILLS

Ritorno in grande stile in ambito giudiziario del premier Berlusconi,che tra l'altro da queste cronache mancava da pochissimo,con un cult del suo ricco pedigree criminoso che si è costruito nel corso della sua carriera imprenditoriale e politica.
Ritorna lo spettro di David Mills,l'avvocato inglese implicato già parecchi anni fa,colluso con Berlusconi,corrotto e pagato per testimoniare il falso riguardo a evasioni fiscali milionarie che riguardavano proprio il merdoso di Arcore,la Fininvest i suoi amici mafiosi e la sua famiglia di paraculati.
La condanna del suo compare di merende a quattro anni e sei mesi di reclusione ora lo mette nella merda ancor di più,ma intimamente sappiamo che tra il Lodo Alfano e nuove leggi che certamente elaborerà(tipo abrogare la falsa testimonianza!)non si farà nemmeno un giorno di galera questo stronzo bastardo.
Il pagliaccio padrone di Mediaset e di molta carta(straccia)stampata che continua a lamentarsi dei giudici e dalla maggior parte della magistratura deve solo ringraziare l'apparato giuridico italiano che lui ha contribuito a cambiare(in peggio)perchè in qualsiasi altro stato democratico al mondo vedrebbe il sole a strisce fino alla fine dei suoi giorni.
Invece di presentarsi a riferire in Parlamento denigrando la magistratura,l'opposizione e chiunque voglia dire la verità dovrebbe per primo dimettersi,poi presentarsi in aula,non usufruire del Lodo Alfano che lo rende intoccabile ed accettare la sentenza di condanna,perchè quando verrà giudicato dal popolo italiano la sentenza non potrebbe essere così clemente!
L'articolo de"La Repubblica"con tutti i links da cliccare per avere maggiori notizie su questo caso che va avanti da quasi quindici anni l'ho trovato grazie a Senza Soste che nella prefazione ha usato una frase che non solo io ma parecchi italiani con un poco di sale in zucca ha pensato non appena appreso la notizia dai media oggi pomeriggio"praticamente in ogni paese del mondo, salvo eccezioni dovute a guerre civili o dittature, dopo questa notizia il presidente del consiglio sarebbe dimissionario entro l'ora di cena"ma per l'appunto essendo in pieno regime...
"Mills è stato corrotto da Berlusconi". Sentenza del Tribunale. Ma in Italia non conta.

Aggiungiamo che praticamente in ogni paese del mondo, salvo eccezioni dovute a guerre civili o dittature, dopo questa notizia il presidente del consiglio sarebbe dimissionario entro l'ora di cena.

"Mentì per salvare Berlusconi". Le motivazioni della condanna di Mills.
Secondo i pm l'avvocato inglese agì "da falso testimone" e consentì al premier e alla Fininvest "l'impunità dalle accuse di corruzione". La posizione del presidente del Consiglio è stata stralciata grazie al Lodo Alfano. Il Cavaliere poco dopo la notizia: "Riferirò sulla vicenda in Parlamento".

MILANO - "Mentì per salvare Berlusconi" Per questo l'avvocato inglese David Mills è stato condannato a Milano a 4 anni e 6 mesi dai giudici milanesi. Il legale, condannato per corruzione in atti giudiziari agì "da falso testimone "per consentire a Berlusconi e alla Fininvest l'impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati". E' questo uno dei passaggi delle motivazioni (leggi il documento completo), circa 400 pagine, della sentenza con la quale il tribunale di Milano ha motivato la condanna del legale inglese. Motivazioni delle quali si parlerà anche in Parlamento: il premier ha annunciato che riferirà sulla vicenda alle Camere.
Mills, scrivono i giudici nelle motivazioni, "ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l'impunità dalle accuse, o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute sino a quella data, dall'altro ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico". I giudici milanesi ricordano che oltre ai 600mila dollari ritenuti "il prezzo della corruzione", Mills nel 1996 percepiva direttamente da Berlusconi almeno 45mila sterline dichiarate al fisco inglese. "Enormi somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali" che il legale riceveva da Berlusconi.
In pratica, scrivono ancora i giudici, "la condotta di Mills era dettata dalla necessità di distanziare la persona di Silvio Berlusconi dalle società off shore, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero, la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi". In sostanza, per i giudici, "il fulcro della reticenza di Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, sta nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi la proprietà delle società off shore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti".
La condanna per l'avvocato inglese era arriva nel febbraio di quest'anno. A conclusione di un'inchiesta che tirava in ballo il premier e che aveva visto una prima ammissione di colpa di Mills. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Berlusconi: le tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian.
Poi, nel gennaio 2009, la ritrattazione e il tentativo di discolpare il presidente del Consiglio (la cui posizione è stata stralciata in seguito all'approvazione del "Lodo Alfano" che garantisce l'imminutà alle alta cariche dello Stato). Una svolta che permise al premier di evitare il rinvio a giudizio per corruzione chiesto dia giudici nel 2006.
Per giustificare la retromarcia Mills disse di aver temuto guai con il fisco inglese ("temevo che scoprisse dei miei versamenti non dichiarati"). Poi le scuse a Berlusconi. Una ricostruzione che, però, non ha convinto i giudici.

CRONACA DELLA GIORNATA A TORINO

Con l'aiuto di Senza Soste e di Infoaut ecco la cronaca della giornata principale della protesta dell'Onda a Torino con i relativi scontri con gli sbirri di merda,una mattinata ed un pomeriggio caratterizzati da una compatta presenza,unita ed arrabbiata al punto giusto in modo da creare caos e tensione senza degenerare in troppi fermi,pur considerando che i venti agenti feriti in realtà sono i soliti malati immaginari e che la gran parte dei manifestanti colpiti non si è fatta curare ai pronto soccorso cittadini per paura di ritorsioni e denunce(contusi veri).
Il problema è stato sollevato e si è fatto presente a chi di dovere che se vanno avanti nella direzione intrapresa ci saranno molte giornate come questa,anche peggio.
All'articolo sono inclusi anche i diversi links che rimandano ai video,foto e contributi radiofonici che si sono susseguiti nel corso di oggi.
G8 Torino (in diretta): in migliaia al corteo.

Le foto degli scontri
Il video degli scontri
L'Onda Perfetta è l'onda migliore, quella da cavalcare che vale una vita per tutti i surfisti, e quella di Torino di questa mattina è stata l'Onda migliore possibile. Ha dimostrato a mesi di distanza dalla mobilitazione dell'autunno di esserci e di essere. Ha respinto l'arroganza del G8 dei rettori, asserragliati al castello del Valentino, tentando di stanarli, provandoci, credendoci, con la determinazione e la partecipazione di chi sa che in ballo c'è il proprio futuro. Seimila o dieci mila poco importa, quella marcia veloce, gioiosa ma incazzata, determinata e convinta, che in fretta e furia ha raggiunto la sede del summit, senza dimenticarsi di colpire i simboli della crisi (banche e agenzie del lavoro), per tentare di sfondare il muro di un esercito frapposto tra i propri bi-sogni e le autorità di un'università che di sostenibile non ha assolutamente nulla. Numeri ottimi, obbiettivi raggiunti, tentativi fatti...eccola l'Onda Perfetta.
Delle conclusioni nel Palazzo del potere, nessuno ha notizia.
GUARDA LE PRIME FOTO DA REPUBBLICA , LA STAMPA -QUI DI SEGUITO LA CRONACA DELLA GIORNATA
14.40 ASCOLTA LE PRIME CONCLUSIONI DI GIANLUCA(ONDA ANOMALA TO/INFOAUT).
14.20 L'onda è in assemblea all'università. Un'elicottero sorveglia dall'alto e le forze dell'ordine si preparano a presidiare la zona circostante[ascolta la corrispondenza di radio onda d'urto ]
14.00 la manifestazione torna per il centro, attraversando la città verso Palazzo Nuovo e il Block G8 Building. Un primo bilancio parla di due agenti contusi
13.40 il corteo si sta ricompattando e si sta difendendo con casonetti usati come barricata. I lacrimogeni sono ancora impressionanti.
13.35 il corteo ripiega su via Nizza
13.28 - TORINO BLOCK G8 BARRICATE CONTRO LA POLIZIA I compagni fanno barricate, la polizia cerca nuovamente di caricare ma trova una dura resistenza e si ferma. manuel di Radio Onda d'Urto[Scarica il contributo audio, durata: 2 min.]
13.25 - TORINO BLOCK G8 LA POLIZIA RETROCEDE SOTTO UNA FITTA SASSAIOLA La polizia carica ma sotto una fitta sassaiola dei compagni è costretta a retrocede. Manuel da Torino[Scarica il contributo audio, durata: 1 min.] da Radio Onda d'urto
13.24 - L'Onda continua a reggere, cariche e lacrimogeni della polizia. L'aria è irrespirabile, ma gli studenti e le studentesse resistono. Un elicottero volteggia in aria e la questura tenta di chiudere le vie laterali, intimidendo il corteo. La situazione è tesa ma la detrminazione è tanta
13.23 -L'Onda tenta di forzare il blocco, quantità incredibile di lacrmogeni. L'attacco dell'Onda è avvenuta con scudi ed estintori, ma non si riesce ancora a passare. la polizia non si avvicina, qualche carica laterale.
13.20 - LA POLIZIA SPARA ALCUNI LACRMOGENI PER ALLONTANARE IL CORTEO
13.15 - UN'ALTRA VOLTA, UN'ALTRA ONDA! il corteo prosegue determinato verso il valentino. Ascolta Simone dalla piazza
13.10 - il corteo dell'ONDA ora è fermo davanti al blocco dlle forze dell'ordine, presenti con un numero ingente. Le vie intorno sono chiuse
12.55 - il CORTEO E' IN CORSO MARCONI, in dirittura d'arrivo verso le zone dichiarate off limits dalla questura. Attraversando San Salvario, il quartiere adiacente, l'onda ha trovato i negozi aperti a dispetto di quanto sostenevano i giornali cittadini
12.41 - in corso vittorio colpita un'altra banca, chiusa con catene e lucchetti. Anche un'agenzia del lavoro interninale è stata sanzionata da scritte contro il lavoro precario. Ascolta la diretta di Simone
12.21 - La manifestazione è ulteriormente cresciuta, sono arrivati tutti gli universitari provenienti da fuori Torino e molte persone stanno ancora affluendo. Gli organizzatori hanno stimato 10mila partecipanti. DA radio onda d'urto[Scarica il contributo audio, durata: 7 min.]12.15 - IL CORTEO E' IN PIAZZA SOLFERINO E STA GIRANDO VERSO CORSO VITTORIO.12.10 Ascolta l'intervento di uno studente milanese
12.05 - IN VIA PIETRO MICCA COLPITA banca UNICREDIT con uova e vernice: NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO! Ascolta la diretta con Dana
12.00 - CORTEO IN PIAZZA CASTELLO migliaia in piazza, procede spedito per raggiungere il Valentino-prime foto dal sito di Repubblica
11.51 - CORTEO IMPONENTE Via Po in Onda! in questo momento è sotto la sede del rettorato
11.40 -CORTEO IN MARCIA VERSO LA SEDE DEL G8 è presente un pool di avvocati, sette, hanno indossato delle casacche arancioni con sopra la scritta «Supporto legale» e il numero di telefono, 3315918248, e partecipano al corteo
10.45 -PRIMO AGGIORMANTO DALLA PARTENZA Gianluca [Infoaut] manifestazione ancora ferma. Sembra primi fermi intorno al corteo (notizia da confermare). Si aspetta l'arrivo del treno da milanoOggi, dalle 10.30 partità il corteo, dalla palazzina Aldo Moro, ribattezzata Block G8 Building,verso la facoltà di Architettura, al paRco del Valentino, sede del G8 University Summit. L'Onda ha dimostrato di saperci e volere fare, e nei giorni scorsi ha messo in campo azioni e assemblee per contrastare l'ennesimo summit insostenibile (da tutti i punti di vista).*Infoaut seguirà la manifestazione dalla partenza con aggiornamenti, commenti e immagini.*RadioBlackout, la radio libera torinese, ne seguirà la diretta fino alle 14.30. Per ascoltarla in streaming clicca qui
tratto da www.infoaut.org

lunedì 18 maggio 2009

ORZO RUSPANTE

Piatto tradizionale lombardo composto da ingredienti"poveri"solamente nel senso economico ma ricco di gusto e nutritivo.
Ora che la stagione è definitivamente cambiata può essere un poco pesante,quindi lo consiglio per un giorno di pioggia così non si suda a farlo e a mangiarlo!
Ingredienti:
-orzo
-cipolla
-olio
-burro
-spezie miste
-vino bianco
-vino nero
-pepe nero
-dado normale
-salsiccia
-fagioli borlotti.
In una pentola facciamo cuocere l'orzo in acqua salata per una ventina di minuti mentre in un'altro recipiente si rosola nel burro la cipolla tagliata a fette abbastanza grosse,per poi adagiarvisi la salsiccia tagliata a tocchetti regolari,bagnando con poco vino bianco.
Si fa colorire la salsiccia e si spolvera il tutto col pepe nero nella dose che ognuno preferisce e si aggiungono pure le spezie miste(coriandoli,semi carvi,cannella,noce moscata,chiodi di garofano e anice stellato,tutti in polvere)mentre l'orzo intanto comincia a gonfiarsi.
Quando i contenuti delle due padelle sono pronti si uniscono in un unico tegame e si mettono i fagioli borlotti(se freschi ricordarsi di lessarli precedentemente),si versa un bel bicchiere di vino nero e si aggiusta di sale o dado.
Dopo pochi minuti si assaggia per carpirne la giusta consistenza bramata e dopo aver spento il fuoco un filo d'olio extravergine aiuta tutti i componenti del piatto a legarsi meglio,e noi siamo pronti per sedersi e mangiare l'orzo ruspante ben caldo.

IL MAGGIO TORINESE


Dopo i gravi fatti degli ultimi mesi a Torino,ed in particolar modo quelli di marzo all'università cittadina(per rinfrescare la memoria rimando a questo link del blog:
http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2009/03/la-stessa-storia-torino.html)
il clima di tensione e gli scontri sono tornati in questi giorni dedicati al forum del G8 University Summit.
L'ennesima brutale reazione della polizia è un'indecenza verso uno stato che ancora si ostina a ritenersi democratico,sbirri colpiti da gavettoni d'acqua e uova,fumogeni e petardi hanno risposto con la violenza dei manganelli e delle cariche.
Sempre più convinto che tra non molto si tornerà nuovamente all'uso di armi più importanti da parte dei manifestanti e sempre più propenso ad una lotta organizzata da gruppi di una minima quantità numerica per evitare errori passati,trovo sbagliato e quasi ridicolo affrontare al giorno d'oggi le forze del disordine con palloncini uova e sassi.
E' l'ora di fare del male sul serio portando di nuovo l'attacco al culo dello Stato!
Articolo di Indymedia Lombardia a cura del'Autonomia Operaia sperando che domani si possa fare meglio.
[Torino]L'Onda non si ferma: città bloccata, cariche della polizia.
Il fermo "garbato" di un compagno greco.

Non si arresta la mareggiata dell'Onda Anomala contro il G8 dell'università di Torino. Seconda giornata di mobilitazione contro il G8 University Summit, iniziato ieri, in parallelo con l'entrata nel vivo della contestazione degli studenti e delle studentesse al Block G8 Building, in giro per la città.
Questa mattina l'Onda si è mossa dalla palazzina Aldo Moro occupata in direzione del parco del Valentino, all'interno del quale è situato il castello che sta ospitando il vertice dell'università. Gli studenti si sono divisi in 3 gruppi, effettuando diversi blocchi della viabilità cittadina. La polizia, presente in forze a protezione del summit, si è schierata ed è stata nuovamente "inOndata" da gavettoni d'acqua e uova. Ciò ha determinato la reazione della celere che ha caricato gli studenti, facendo 3 fermi, 2 ragazzi greci ed 1 di Milano.
L'Onda ha quindi ripreso il suo cammino verso il centro cittadino, passando da via Marconi, esigendo l'immediata liberazione dei 3 studenti fermati. E' stato effettuato quindi un nuovo blocco in corso Vittorio Veneto, arteria cruciale del traffico cittadino, che è stato mandato nuovamente in tilt. Anche qui una polizia nervosa si è ri-schierata, pronta a riprender in mano i manganelli.L'Onda ha perseverato nella sua principale pratica, il blocco dei flussi di viabilità metropolitana, che han caratterizzato tutto l'autunno di mobilitazione studentesca, dirigendosi e paralizzando il vialone antistante la stazione di Porta Nuova.
Nell'imprevedibilità che sta caratterizzando le azioni degli studenti in mobilitazione contro il G8, è proseguita l'azione di disturbo dell'Onda, che si è spostata all'imbocco di via Roma, corso-vetrina della città, continuando ad alimentare la situazione di caos della viabilità che permane dal primo mattino.La celere ha qui nuovamente e violentemente caricato a freddo gli studenti dell'Onda, provocando diversi feriti ed effettuando alcuni fermi: grazie alla determinazione degli studenti, che hanno improvvisato una barricata lungo la strada con cassonetti e transenne, i fermati sono stati rilasciati in pochi minuti.
L'Onda si è poi diretta verso il Block G8 Building, sfilando in corteo per le vie del centro e fermandosi al rettorato dell'università di Torino, teatro l'altro giorno del sequestro del rettore Ezio Pelizzetti a fronte della chiusura d'autorità di Palazzo Nuovo, tornando a denunciare l'illegittimità e l'insostenibilità del G8 torinese, e rivendicando gli spazi universitari e cittadini come luoghi di giusta espressione del dissenso. Nel frattempo, i 2 studenti greci sono stati liberati e si sono ricongiunti al resto degli studenti.
La giornata di ieri ed oggi non sono che l'inizio di una mobilitazione contro il G8 University Summit, che è appena entrata nel vivo: nel pomeriggio proseguiranno i dibattiti a palazzina Aldo Moro occupata, in serata si svolgerà il confronto tra le esperienze di lotta studentesca europee, in preparazione del corteo nazionale di domattina...!

domenica 17 maggio 2009

IL GIRO A BERGAMO

Ieri pomeriggio splendida giornata a Bergamo dove si chiudeva l'ottava tappa del Giro d'Italia.
Arrivati sul presto abbiamo fatto tempo a vedere il primo passaggio per la città attorno alle 15 nella zona di via Nazario Sauro e piazza Oberdan,poi arrampicata verso la porta Sant'Agostino e ingresso in città alta dove la gente era già numerosa e giro in centro a bere qualche Guinness oltre a vari beveraggi portati da casa.
Poi assiepati lungo un ripido pendio in via della Boccola dove i corridori uno per uno sono passati lungo la salita che già a farla a piedi è un bel dire,e dopo ancora un lungo aperitivo in città alta e ritorno a Crema in serata.
Insomma,una giornata splendida di sole,di gente,belle ragazze e grandi bevute...solo stamattina ho avuto l'ufficialità che la tappa fosse stata vinta da Siutsou,un bielorusso che ha fertagiato il successo con la mano sul cuore ed il pugno chiuso...che volere di più?
A seguire la cronaca della tappa tratta dal sito della Gazzetta a firma di Ciro Scognamiglio.
Siutsou sorprende i big.

Il bielorusso attacca nel finale e vince per distaccola Morbegno-Bergamo, ottava tappa. L'abruzzese con il terzo posto guadagna 8" di abbuono. Frazione spumeggiante: sul Colle del Gallo attacco di Leipheimer, Garzelli e Pellizzotti.

BERGAMO, 16 maggio 2009 - Konstantsin Siutsou ha vinto l’ottava tappa del Giro d’Italia, da Morbegno a Bergamo di 209 chilometri. Il bielorusso, 26 anni, si è imposto per distacco confermando il momento magico della Columbia-High Road, già prima nella cronosquadre d’apertura di Venezia e a segno anche ieri con il norvegese Boasson Hagen a Chiavenna. Proprio il norvegese ha regolato il gruppo dei migliori a 21”. Terza la maglia rosa Danilo Di Luca, che ha così guadagnato 8 secondi d’abbuono. Poi Rogers, Pellizotti, Garzelli e Cunego. In classifica generale Di Luca ora ha 13” su Lovkvist, 44” su Rogers, 51” su Leipheimer, 58” su Menchov e 1’14” su Ivan Basso.

Danilo Di Luca sul podio.
CRONACA — Vanno in fuga – dopo una quarantina di chilometri - Cataldo (Quick Step), Tschopp (Bouygues Telecom), Petrov (Katusha), Visconti (Isd-Neri), Lopez Garcia (Caisse d’Epargne), Pauwels (Cervelo), Ochoa (Diquigiovanni-Androni), Vanendert (Silence-Lotto), Gonzalez (Fuji) e Vorganov (Xacobeo). Ma la cronaca è segnata dalla caduta dello spagnolo Pedro Horrillo (Rabobank) lungo la discesa del Culmine di San Pietro: per lui un volo di sessanta-settanta metri e il trasporto all’Ospedale di Bergamo. Viene subito segnalato in condizioni gravi ma non in pericolo di vita: per lui un grave trauma cranico e toracico, oltre a numerose fratture tra cui una esposta al femore. Quando poi i fuggitivi vengono ripresi, la corsa s’infiamma sul Colle Gallo (6 km, pendenza media 7%, massima 11%): è Damiano Cunego a portare via un gruppetto in cui ci sono anche Pellizotti, Garzelli, Horner. Tenta anche Leipheimer, Arroyo, Boasson Hagen e Rogers. In vetta – Garzelli primo al Gpm, mentre Cunego si stacca leggermente, come Arroyo e Boasson – l’andatura di Horner fa sì che il gruppetto maglia rosa passi con 54” di ritardo. In discesa quindi sono in cinque al comando: Leipheimer, Garzelli, Horner, Pellizotti e Rogers. Boasson Hagen, Arroyo e Cunego cercano di riportarsi sotto: il gruppo maglia rosa è tirato da Bosisio (per la maglia rosa Di Luca) mentre la Liquigas sta alla finestra. Ai meno 20 km il plotone, tirato ora anche dalla Diquigiovanni, riduce il distacco: meno 32 secondi. E ai meno 15 il gruppo torna compatto. Un altro uomo della Columbia, il bielorusso Siutsou – che vive proprio nel bergamasco – tenta il contropiede ai meno 13: ai meno 8 ha 32 secondi di margine. Sullo strappo di Bergamo Alta tentano di uscire Popovych e la maglia rosa Di Luca, ma il plotone non lascia spazio e Siutsou, a sorpresa, si avvia al meritato successo.
DOMANI — Il Giro d’Italia del centenario - 92ª edizione - prosegue domani con la nona tappa a Milano: 165 chilometri per velocisti, sfida Petacchi-Cavendish. Un omaggio alla città da cui il 13 maggio 1909 partì la prima edizione della corsa. Raduno in Piazza Duomo, partenza dal Castello Sforzesco alle 13.30 e arrivo in Corso Venezia poco dopo le 17.

venerdì 15 maggio 2009

IL PACCO E' STATO SPEDITO

Ieri dunque è venuto il giorno tanto bramato dalla destra fascista italiana del voto favorevole di fiduca del pacco sicurezza,voluto fortemente dagli xenofobi della Lega Nord come ricatto per il buon proseguo della vita in comune nel parlamento.
Il riassunto sotto di Nicola Grigion(Indymedia Lombardia)elenca solo alcuni passi del decreto che riguardano direttamente i migranti e le norme che violano pesantemente i loro diritti umani,fatto già rimarcato pesantemente dalla Comunità Europea,senza contare gli altri emendamenti di rimorchio a questo provvedimento(ampiamente incostituzionali).come la mostruosità delle ronde di rinco-paramilitari gasati ed euforici.
Ora dobbiamo solo aspettarci le già tanto ventilate modifiche alla carta costituzionale che affosseranno sempre più nella merda i diritti degli italiani a scapito di un manipolo razzista che sguazza nella fogna dell'ignoranza e dell'intolleranza.

Pacchetto sicurezza, punto per punto di cosa si parla.
La Camera ha approvato oggi il provvedimento recante Disposizioni in materia di sicurezza pubblica.Ora il testo dovrà tornare al Senato per l’approvazione definitiva, dopo le modifiche apportate in aula.In sede di Commissione era stata stralciata dal pacchetto la contestata norma sui medici-spia e reintrodotte le ronde ed il prolungamento fino a 180 giorni della permanenza nei Cie.
Un serrato confronto interno alla compagine governativa, aveva poi portato alla scelta di porre la fiducia sul provvedimento in cambio della deroga (espressamente sostenuta da Fini) per le iscrizioni scolastiche (la questione dei cosiddetti presidi-spia) che non saranno piu’ subordinate alla richiesta del permesso di soggiorno. Rimane comunque, grazie alla modifica dell’art 6 del T.U. sull’immigrazione, l’obbligo di esibizione del permesso per ogni atto di stato civile, così chi è privo di passaporto non potrà registrare la nascita di un figlio che quindi diventerà adottabile.Leggera modifica anche per quanto riguarda le procedure di iscrizioni anagrafiche, che possono (prima il testo usava termini perentori) dar luogo alla verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile ai sensi delle vigenti norme sanitarie.Complicazioni e tasse per le richieste di cittadinanza, niente matrimoni per chi è privo del permesso di soggiorno, contributo fino a 200 euro per ogni pratica di rinnovo o rilascio del permesso ed introduzione del permesso di soggiorno a punti. Poi modifiche su ricongiungimenti familiari e permesso di soggiorno CE di lungo periodo.Tra le tante restrizioni spicca l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno irregolare che a catena produce conseguenze disastrose su ogni ambito della vita degli stranieri in questo paese. Un esempio? Sarà impossibile per un irregolare testimoniare ad un processo. Impossibile quindi dimostrare lo sfruttamento del lavoro nero proprio in quei settori che si avvalgono prevalentemente di manodopera irregolare.
Complessivamente il provvedimento rimane comunque pesantissimo e aberrante.
Ecco alcune tra le disposizioni introdotte:

Matrimoni e cittadinanza italiana.
L’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio potrà avvenire, dopo due anni di residenza nel territorio dello Stato (dopo il matrimonio) o dopo tre anni nel caso in cui il coniuge si trovi all’estero. Tempi dimezzati in presenza di figli. Le precedenti disposizioni prevedevano un termine di sei mesi.Sarà poi necessario il pagamento di una tassa di 200 euro.Ulteriore stretta sui matrimoni con una modifica al Codice Civile che prevede l’introduzione dell’obbligo di esibire il permesso di soggiorno. Niente più matrimoni quindi neppure tra "irregolare" ed "irregolare", che non comporterebbe nessun tipo di "regolarizzazione";

Ingresso e soggiorno irregolare.
Si introduce il reato di ingresso e soggiorno irregolare ma senza che questo comporti l’immediata incarcerazione. E’ prevista un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Inoltre è prevista la possibilità di rimpatrio senza il rilascio del nulla osta da parte dell’autorità competente;

Iscrizione anagrafica.
Le istanze di iscrizione o di variazione della residenza anagrafica, potranno dar luogo alla verifica, da parte degli uffici comunali competenti, delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile, ma solo ai sensi della normativa sanitaria vigente. Si tratta di una lieve attenuazione della norma originariamente contenuta nel testo che prevedeva l’automaticità della richiesta di un certificato di idoneità igienico-sanitaria secondo criteri stabiliti dallo stesso Comune.In ogni caso moltissime abitazioni, anche tra quelle reperibili dietro lauto compenso nel mercato privato, non potranno rispondere a questo criterio.Ecco uno dei provvedimenti che andranno ad intaccare i diritti dei cittadini migranti, dei comunitari e degli stessi cittadini italiani, con conseguenza a catena sulla possibilità di accesso agli asili nido, alle prestazioni di sostegno al reddito, etc et etc;

Ricongiungimenti.
Per quanto riguarda i ricongiungimenti familiari si aggiunge al certificato di idoneità alloggiativa quello igienico-sanitario (in precedenza era richiesto alternativamente il certificato rilasciato dal Comune o dall’ASL locale) entrambi rilasciati dai competenti uffici comunali. Si prevede quindi ipoteticamente l’emanazione di appositi regolamenti per lìindividuazione dei criteri con conseguente arbitarietà delle amministrazioni nella decisione;

Visto d’ingresso per ricongiungimento familiare.
Non sarà più possibile richiedere il visto di’ingresso se il nulla osta non verrà rilasciato dopo 180 giorni dal perfezionamento della pratica.Svanisce così anche l’unica possibilità di garanzia del diritto all’unità familiare prevista per far fronte alle lentezze burocratiche;

Esibizione del permesso di soggiorno.
Si introduce la necessità di esibire il permesso di soggorno per tutti gli atti di stato civile. Ciò significa che anche il semplice ma sacrosanto diritto di riconoscere un figlio, per chi è privo di passaporto, verrà sottoposto al filtro della richiesta del permesso di soggiorno. Una deroga, oltre a quella già prevista per l’assistenza sanitaria, sarà concessa per l’iscrizione dei minori a scuola;

180 giorni di detenzione nei Cie.
Si reintroduce dopo la bocciattura del Senato e quella della Camera nell’ambito della discussione sul decreto legge n. 11, il prolungamento dei tempi di detenzione nei Cie fino ad un massimo di 180 giorni;

Divieto di espulsione e respingimento.
Cade il diveto di espulsione per i conviventi con parenti italiani di terzo e quarto grado;

Rimesse di denaro.
I cosiddetti servizi di money transfer avranno l’obbligo di richiedere il permesso di soggiorno e di conservarne copia per dieci anni. Inoltre dovranno comunicare l’avvenuta erogazione del servizio all’autorità competente nel caso riguardi un soggetto sprovvisto di permesso;

Permesso Ce di lungo periodo.
L’ottenimento della carta di soggiorno potrà avvenire solo dopo il superamento di un test di lingua italiana;

Reati ostativi all’ingresso.
Dovranno essere prese in considerazione anche le condanne non definitive;

Un contributo da 80 a 200 euro.
Per tutte le pratiche relative al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno si dovrà versare questo contributo economico;

Esibizione dei documenti.
Arresto fino ad un anno e multe fino a 2.000 euro;

Registro per senza fissa dimora.
Se da un lato viene cancellata per i senza fissa dimora (ma non solo) la possibilità di iscrizione anagrafica, viene istituito presso il Ministero dell’Interno un registro per la schedatura dei cosiddetti clochard;

Cancellazione anagrafica.
E’ prevista dopo sei mesi dalla data di scadenza del permesso di soggiorno;

Permesso di soggiorno a punti.
E’ disposta l’istituzione di un accordo di integrazione articolato in crediti da sottoscrivere al momento della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno. I criteri e le modalità verranno stabiliti da un apposito regolamento;

Favoreggiamento ingresso irregolare.
Vengono inasprite tutte le norme legate al favoreggiamento dell’ingresso irregolare, non vengono invece minimamente toccate le sanzioni per quanto concerne gli sfruttatori. Chi, nello sfruttamento di situazioni di soggiorno irregolare, trarrà un ingiusto profitto (chi impiega lavoratori irregolari sottopagati) non vedrà quindi aggravata la sua situazione.

giovedì 14 maggio 2009

PROVOCAZIONE E MONITO


Questa lettera provocatoria di Franco Berardi pubblicata da Indymedia Lombardia è un monito a tutta la pochissima gente che detiene enormi ricchezze a scapito di miliardi di persone cui la sopravvivenza è una lotta giornaliera.
Ed è gente che non è tanto invisiosa e bramosa di avere ricchezza e potere per le mani,ma che esige rispetto e pari opportunità per poter vivere un'esistenza dignitosa:un'enormità di persone colpite nel passare dei secoli dai nostri antenati colonialisti e schiavisti,sfruttatori che nella storia si sono susseguiti nell'approfittare delle risorse materiali ed umane di popoli soggiogati e sottomessi al volere della maggior parte delle potenze mondiali.
E le foto differenti postate sono sintomatiche del clima di odio e di repressione che in Italia oggi,
con l'approvazione definitiva dl pacco sicurezza,affossano il nostro paese sempre più nella fossa del ritorno fascista.
Ma attenzione,se si tira troppo la corda si spezza,e dalle mie parti si dice"quand la sa gìra..."(quando le cose cambiano...)...son cazzi.
Ho trovato una lettera sotto la porta.

Sono rientrato a casa dopo un lungo giro in bicicletta. Per terra, all’entrata, una busta, che qualcuno aveva infilato sotto la mia porta.Mi sono chinato col cuore in gola per raccogliere la busta in questi tempi di corvi svolazzanti, l’ho aperta con mani tremanti, ho sfilato il foglio che ci stava dentro e ho letto il messaggio – scritto in centoventisette lingue.Trascrivo qui la versione italiana, naturalmente.
Essa dice così:
«Cari lombardi ed emiliani, bianchi cristiani ed ariani, forse è meglio parlarvi con chiarezza prima che accada l’irreparabile. Noi siamo cinque miliardi.Yoruba e pashtun, azeri e moldavi, tamoul e roma, banghal e dogon guarani e alawit.Insomma negri, ma tanti.E non smettiamo di crescere di numero mentre voi lombardi ed emiliani bianchi cristiani ed ariani tendete verso l’estinzione, quanto a numero forza e intelligenza.Abbiamo sentito il viso pallido che avete scelto come dittatore, dichiarare che l’Italia non è un paese multietnico. La stirpe italiana di pura razza ariana non deve contaminarsi? Spiace dovervelo dire, ma le vostre nonne e bisnonne hanno già concepito milioni di figli con saraceni libanesi e turchi. Ma non è questo il punto.
In realtà quello che vi spaventa è l’idea di spartire la ricchezza che avete accumulato nei vostri forzieri e nei vostri frigoriferi con noi, che siamo cinque miliardi e abbiamo fame.Negli ultimi cinquecento anni avete invaso le nostre terre, sequestrato i nostri figli per farli lavorare come schiavi nei campi di cotone o nelle fabbriche, avete bruciato le nostre capanne e violentato le nostre donne. Ci avete sfruttati rapinati e uccisi e sulla nostra miseria e morte avete costruito la vostra civiltà. Ma non vogliamo rinvangare il passato. Facciamo finta di niente. Parliamo di adesso.Adesso le frontiere sono aperte per i vostri capitali, che vengono nei nostri paesi a farci lavorare duro per salari di fame, e in cambio a noi non resta niente perché il profitto va nelle vostre banche. Noi avevamo capito che le frontiere fossero aperte anche per gli esseri umani, invece ci arrestate appena arriviamo nella vostra terra, ci chiudete in campi di concentramento, addirittura ci respingete in mare, senza rispettare neppure le vostre leggi, e ci mandate a morire in qualche campo di sterminio.Allora abbiamo deciso di scrivervi questa lettera.
Ci sono due possibilità a questo punto.
La prima è che facciamo uno sforzo di comprensione reciproca. Noi siamo disposti a venire nei vostri paesi per lavorare con le nostre braccia giovani dato che voi non siete più in grado neppure di reggervi in piedi. Siamo disposti a occuparci dei vostri vecchi che perdono la memoria e il senno in numero crescente. Siamo disposti a collaborare per rendere la convivenza più civile, siamo disposti a scambiarci esperienze e conoscenze, a imparare la vostra lingua se ci permettete di frequentare le vostre scuole, siamo disposti a rispettare le vostre regole se tengono conto del fatto che ci siamo noi, e che abbiamo gli stessi diritti che avete voi.
Ma se non riuscite a capirlo rapidamente, se insistete nel volerci sfruttare senza darci in cambio neppure un letto, un permesso di soggiorno, il diritto alla scuola e alle cure mediche, se continuate a comportarvi come dei nazisti, che è esattamente quel che sta facendo il vostro presidente del consiglio e quella banda di razzisti analfabeti che vanno in giro con le camicie verdi, se continuate a diffondere odio razzista ed ammazzare i nostri fratelli, allora le cose andranno a finire molto male.Finora siamo stati pazienti perché sappiamo che gli italiani sono poveracci che fino a qualche anno fa emigravano come noi, ma da qualche tempo vi siete montati la testa e credono tutti di essere diventati divi della TV, mentre non siete che foruncolosi miserabili coglioni terrorizzati perché sapete bene di essere solo i più poveri tra i ricchi, o forse i più ricchi tra noi poveri.
Se volete la guerra l’avrete, ma sappiate che noi siamo abituati a soffrire, a vivere in condizioni difficili, a tollerare il caldo e il freddo, a sopportare cose che nessuno di voi sa neppure immaginare. Se volete la guerra molti di noi moriranno, ma molti di noi stanno già morendo adesso. Voi non siete abituati a quello che potrà capitarvi, e non ci soffermiamo sui particolari.Ritirate le vostre leggi razziste, aprite le vostre frontiere a chi è costretto a fuggire dai territori che il colonialismo ha devastato. Concedete agli stranieri che lavorano un permesso di soggiorno. E fate presto perché il vostro tempo sta per scadere…»
Sotto questo testo, che mi ha fatto un po’ paura, ci sono cinque miliardi di firme.
Non sto a trascriverle perché il tempo stringe.e se i clandestini si ribellassero?

mercoledì 13 maggio 2009

IL PRESIDENTE MALATO

Dopo aver impersonificato quasi tutte le professioni,cariche e le emozioni possibili(tra gli ultimi il presidente capotreno,pompiere,lacrimante,partigiano,profumato...)ora il nostro buon Berlusconi si è immedesimato senza saperlo in quello in cui non vorrebbe ritrovarsi,cioè il presidente malato.
Perchè lui,uomo indistruttibile,aitante,vigoroso,espressione italica della virilità sta perdendo sempre più colpi,il ciò dovuto alle strane cure cui si sottopone per rimanere in piedi:oltre alle conoscenze parlamentari nel campo degli stupefacenti illgali sta in piedi di giorno con le anfetamine e poi per dormire quel poco che basta si cala sonniferi potenti,il tutto sommato a dosi massicce di cortisone.
Il risultato di questo si nota nella sua appariscente instabilità mentale,nei continui malori e svenimenti in pubblico e non,nella propria consapevolezza insana di voler apparire ed essere nuovamente un ventenne.
Spero proprio che non segua i miei consigli salutari e che si bruci e crepi il prima possibile,ma la sua vicenda,cui accludo un breve post da Indymedia Lombardia(di Aldo Vincent),ha dei parallelismi incredibili con un altro dittatore con cui Berlusconi si è sempre confrontato e che ha ammirato,Adolf Hitler.
Nei suoi ultimi anni Hitler,afflitto dal morbo di Parkninson e dall'arterite temporale,era una cloaca di droghe e psicofarmaci,e durante i suoi comizi i deliri non si contavano..non che prima fosse un saggio prodigo di illuminanti pensieri!
Appena prima del contributo anticipato qualche riga fa propongo pure uno dei primi articoli ufficiali che hanno descritto l'era psichedelica di Hitler,del Corriere della Sera del 28 aprile 1993.

Il fuehrer soffriva di arterite temporale e morbo di Parkinson.

Non solo "psichiche" le malattie di Hitler .
NEW YORK . Adolf Hitler era molto malato. E non solo di mente. Era perseguitato giorno e notte da dolori fortissimi che lo portavano ad abusare di farmaci e soprattutto anfetamine. La scoperta e' stata fatta da Fritz Riedlich del dipartimento di psichiatria dell' Ucla school of medicine che ha "diagnosticato" al Fuhrer una sindrome da arterite temporale e morbo di Parkinson deducendo che tali sofferenze hanno sicuramente contribuito al comportamento antisociale del leader nazista. Durante la sua ascesa al potere, il Fuhrer era in buone condizioni anche se come paziente era molto insofferente e non collaborava con i medici anche per i piu' semplici controlli: rifiutava l' esame dell' addome e dei genitali e non accettava di sottoporsi a test radiografici. I primi sintomi di sofferenza cominciarono a manifestarsi nel 1941, durante la campagna di Russia. E peggiorarono negli anni successivi fino a diventare insopportabili. In particolare Hitler accusava ripetutamente vertigini, disturbi oculari, mal di testa, spasmi intestinali, perdita di peso, febbre e gonfiore delle arterie della tempia destra: tutti sintomi caratteristici dell' arterite temporale, una malattia infiammatoria delle arterie di origine autoimmune.
Cartella clinica di Berlusconi.

Sempre Lui, sempre in mezzo. Anche quando sparisce per uno pseudo-torcicollo che gli impedisce di andare al funerale di Baget-Bozzo e ricompare per un minestrone con Mike Buongiorno, se sale nei sondaggi (Crespi di oggi) o scende (La Repubblica, sempre di oggi) se Naomi è Vergine o Sagittario, se il quotidiano Liberoallega il primo fascicolo della vita di Berlusconi con nuove foto inedite (compleanni? boh) e con 3.80 Euro puoi persino prenotare la prima copertina dell’opera (18 volumi? Mah). Sempre lui.
Premetto che non andrò a ripescare l’intervista dello psichiatra che in lui trovava sindromi psicopatiche.Non rispolvererò nemmeno la faccenda del novembre 2006, quando il Nostro si infortunò facendo ginnastica in casa (ehehehe) e si fece trasportare ad Anversa dove gli tolsero il menisco. Non avanzo dubbi che dopo l’operazione saltellava per piazze contro il governo Prodi tanto che gli prese un coccolone e lo ricoverarono nel reparto di cure intensive del San Raffaele di Milano dove il professor Alberto Zangrillo, primario di terapia intensiva cardiovascolare, (Lo stesso che lo accompagno’ ad Anversa per il menisco) si affrettò a smentire il bypass cardiaco.
Mi limiterò solo a leggere i giornali più recenti e guardare i video su You Tube:1- Terremoto all’Aquila. Berlusconi scende dall’auto e uno gli strilla:“Come va, presidente?”“Benissimo, risponde lui, ho appena fatto due iniezioni di cortisone che mi ha dato Scapagnini. Mai stato meglio2- Concita De Gregorio scrive sull’Unità di certe confidenze ricevute da “Escort” a proposito di certi “festini” a Palazzo Grazioli e parla del premier in accappatoio, e di certe iniezioni che si fa davanti a tutti.3- Mike Buongiorno va da Fazio e si lamenta che Berlusconi non lo chiami. Berlusconi che è solo ad Arcore sta guardando la trasmissione e lo invita a pranzo. Mangiano minestrone soli e il premier è triste ed accasciato (Intervista ad Oggi di Mike) poi il giorno dopo vedendolo pimpante da Vespa il presentatore si chiede se quell’uomo pimpante è lo stesso che ha incontrato lui4- Ha un torcicollo e lo cura con iniezioni di cortisone5- Veronica dichiara ai giornali: “Berlusconi non sta bene. Ho chiesto a quelli che gli stanno intorno di aiutarlo, ma non c’è stato nulla da fare…”
Io non sono medico ma neppure analfabeta e se andate a cercare su Google CORTISONE EFFETTI COLLATERALI scoprirete che su questo ormone surrenale, che è uno steroide, cioè lo stesso che prendeva Schwarzenegger per diventare Mister Universo, c’è un’intera letteratura medica. È un medicinale circadiano, cioè dev’essere somministrato sempre alla stessa ora della notte (pure durante un festino?) per avere il suo effetto che provoca insonnia.E ci sono le sudorazioni, le depressioni e le euforie, i delirii di onnipotenza e tante altre cose.
È tipico dei paesi a libertà limitata non conoscere le reali condizioni di salute del proprio premier.Perché deve succedere pure a noi?Mah.

L'IMMIGRATO DA NECESSITA' A PESO


L'analisi fatta da Indymedia Lombardia che riporto qui sotto è un tracciato che la migrazione delle persone ha avuto negli ultimi cento anni,da quando molti europei tra cui parecchi italiani e moltissimi sudamericani si spostarono negli Stati Uniti fino ai giorni nostri passando per il secondo dopoguerra quando i flussi migatori maggiori furono le direttive tra l'Europa del sud verso quella del nord.
Dopo la crisi economica degli anni settanta ed il relativo rallentamento se non regressione dei bilanci economici degli stati europei gli immigrati da forza lavorativa necessaria e richiesta caldamente dai produttori industriali ed agricoli,diventano merce per svolgere lavori che nessuno vuole più compiere e la loro sola vista fa storcere il naso nel migliore dei casi.
Il governo italiano non ha fatto altro che ribadire questo comune pensiero che ormai da più trent'anni vede lo straniero come un fannullone ladro dei posti di lavoro degli indigeni,criminale e stupratore,spacciatore o nel giro della prostituzione.
Che poi i nostri facoltosi imprenditori,dall'industriale ai vertici di importanti fabbriche all'imprenditore edile senza scrupoli,usa l'immigrato come ai tempi dello schiavismo senza il rispetto delle minime norme lavorative in questione di sicurezza,sottopagato e vessato dai colleghi italiani e dai superiori.
E che poi questi dirigenti e impresari e i loro figli per cercare divertimento e sballo si scopino le prostitute africane o dell'est e comprino cocaina da spacciatori marocchini se non albanesi è un dato di fatto.
Con le sue ultime uscite il boss Berlusconi ha puntualizzato che gli immigrati dell'ultimo periodo(perchè i nostri immigrati hanno sempre esportato solo lavoro e mai problemi tipo mafia o cosucce del genere)siano criminali a prescindere da tutto quello che le loro tragiche storie si portano appresso,che pagano per poter venire in Italia a rubare ed assumere quello status di clandestinità che ormai è diventato reato.
Le ultime affermazioni del cagnolino Maroni,che per inciso esegue i richiami e i comandi del ducetto,hanno fatto impallidire un pezzo d'Italia e molto più l'Europa intera,l'Onu e tutte le organizzazioni umanitarie mondiali:ormai i profughi,i rifugiati ed i perseguitati non possono più chiedere asilo politico all'Italia anche se ne hanno i requisiti.
Sempre più risaputo è il fatto che gli ultimi,quando hanno la possibilità di trovare qualcuno su cui accanirsi di più debole e indifeso di loro,dopo sono i maggiori e principali fautori del disgusto e della repressione verso il nuovo ed ultimo arrivato.
Se qui da noi infatti fino ad una ventina di anni fa i meridionali erano considerati l'ultimo gradino della scala sociale italiana ora l'avvento e la persecuzione dell'immigrato-clandestino parte in primis da loro che non vedono l'ora di scrollarsi di dosso la nomea di vergogna d'appartenenza all'Italia,accompagnati dai padani che sono tanto fieri ed orgogliosi delle loro culture,tradizioni,
della loro terra.
Il mio non vuole essere un discorso denigratorio nei confronti della gente del sud o dei miei conterranei padani,ma pensandoci è vero che gli ultimi non vedono l'ora di scalare almeno un gradino nella graduatoria della comunità qualunque essa sia,che si tratti di lavoro,di successo o della società poco importa.
Difendo Berlusconi.

Avete presente la sottile diffamazione con cui Berlusconi, nelle sue dichiarazioni di ieri, ha costantemente legato l'immagine delle persone che arrivano sui barconi con il malaffare e il racket dei trasbordi clandestini?Scartando l'ipotesi che tra di essi possano esservi persone che abbiano titolo per fare appello al diritto d'asilo - e subito smentito per questo dal commissariato ONU per i rifugiati, che per alcuni di essi è in grado persino di fare nomi e cognomi - il vigliacco ha fatto ricorso a tutte le arti della calunnia per suggerire l'idea che tra chi organizza i viaggi e chi paga per il trasbordo vi è una sostanziale area di contiguità. Non sprecate la vostra pietà per questa gentaglia, insinuava il Premier.
Beh, per una volta spezzerò una lancia a favore di Berlusconi. Sì, perché se l'insuperabile viscidume di quelle battute era tutto suo, se stiamo alla sostanza del problema lui non ha detto niente di particolarmente originale. Il copione della menzogna e della calunnia a cui lui si è solo attenuto è stato stabilito da tanto tempo.
Da quando? Diciamo intorno alla metà degli anni 70.
Dalla fine della seconda guerra mondiale fino ad allora l'economia dei paesi del nord industrializzato ha conosciuto una fase di continua espansione, e dato che la demografia di quei paesi non reggeva il passo, sono state aperte le frontiere a un continuo flusso immigratorio. Il più ingente è stato probabilmente quello dall'America Latina agli USA (circa 37 milioni di persone, soprattutto messicani). In Europa vi è stato il significativo afflusso dei turchi in Germania, e delle popolazioni delle ex colonie in Gran Bretagna, Francia e Olanda.
Dato che l'idea era che l'espansione economica fosse illimitata, tutti pensavano che questo flusso immigratorio avesse carattere permanente (con qualche parziale eccezione delle politiche per l'immigrazione di paesi come la Germania e la Svizzera).
Nella prima metà degli anni 70 la nozione di crescita economica è cambiata di molto. A seguito di un forte rallentamento della fase espansiva si è cominciato a pensare che l'economia avesse un andamento ciclico, con un alternarsi di espansione e ristagno. Di conseguenza sono cambiate le politiche per l'immigrazione. L'immigrato è stato visto soprattutto come un lavoratore a basso costo da ammettere nella fase di espansione e da espellere durante il ristagno.
Dato però che siamo gente civile non vogliamo ammettere che l'immigrato è soltanto una merce, da sfruttare secondo i nostri comodi. Dobbiamo perciò modulare psicologicamente presso le popolazioni locali le fasi di accoglimento ed espulsione.
Ecco dunque che nella prima fase vediamo gli immigrati come brava gente laboriosa da accogliere e integrare e a cui essere grata per l'arricchimento culturale che ci porta; nella seconda fase l'immigrato è un poco di buono a pensar male del quale non si va tanto lontano. A tenere i discorsi sull'argomento, nella prima e nella seconda fase, sono in genere le stesse persone. Cambiano solo i tempi e le circostanze.
Dunque non sparate su Berlusconi. L'uomo ha un talento particolare ad apparire ripugnante. Ma i suoi comportamenti si collocano all'interno di una logica economica generale tacitamente accettata da tutti.

martedì 12 maggio 2009

FROGS

Anni fa mi faceva impazzire lo stridio delle chitarre distorte del brano"Frogs"dei Flaming Lips,band statunitense di Oklahoma formatasi nel lontano 1983 e che tutt'ora è all'attivo.

Questa canzone fa parte del quinto album della band"Hit to death in the future head"ed il testo scarno apre arcaici presagi sulla fine del mondo in attesa delle rane che piovano dal cielo;testo funambolico così come le esibizioni dei Flaming Lips che possono uscire sul palco in bolle di plastica,vestiti da animali o marionette.

Il leader è il cantante e chitarrista Wayne Coyne che fondò il gruppo dopo aver rubato gli stumenti musicali in una chiesa,mentre gi altri componenti al periodo della canzone Frogs,del 1992,erano il bassista Michael Ivins,l'altro chitarrista Jonathan Donahue che poco dopo lasciò il posto a Steven Drodz e il batterista Nathan Roberts(anch'egli cambiato con lo stesso Drodz che era sostituito da turnisti duranti i tour).

There you are

Infected with the water strain

Wash your car

Fish and thoughts come screaming down like rain

There you are

Wash your hands and wash your face

Water's gone

It's vaporized and gone to outer space

I'm lookin' at the sky

I'm waitin' on the rain

I'm waitin' for the frogs to fall

Down on me

.

lunedì 11 maggio 2009

QUANDO E' LO STATO AD AMMAZZARE

Certi passi della cerimonia per le vittime del terrorismo dello scorso sabato letti dal Presidente dell Repubblica Napolitano mi anno fatto rabbrividire in quanto lo spazio dato alle vittime del terrorismo di sinistra è stato molto più ampio e ricco di applausi che quello delle vittime dei fascisti.
Per chi è moralista diciamo che le morti sono tutte uguali(non di certo per me,e se qualcuno si può sentire offeso cambi blog da leggere)ma c'è modo e modo di uccidere:le Brigate Rosse ed il cosìdetto"terrorismo rosso"ha sempre agito colpendo le persone che si dovevano colpire tranne pochi errori di bersaglio e di valutazione meramente tecnica e di esecuzione.
Dall'altra parte il"terrorismo nero",di destra con matrice fascista,ha sempre fatto dello stragismo,del"chi c'è c'è",del caso,la propria strategia di distruzione.
E non mi sembra una cosa di poco conto sparare ad un obiettivo designato o colpire,centrare e fare più danni possibili a persone che non hanno nulla a che vedere con i loro obiettivi politici...ehm,ma è proprio questo che cercano...
Che si tratti di ideologie diverse non ci piove,ma anche che stile e che differenza nel modo di operare quando c'è bisogno e necessità di usare metodi violenti ed espliciti al massimo livello.
Essere paragonato anche minimamente ad un sovversivo neofascista mi fa ribrezzo,il terrorismo
rosso e nero sono lontani anni luce...ok,si può dire che non esista un terrorismo buono,ma quello necessario sì.
E Napolitano,che ultimamente non andava poi tanto male,ha cagato fuori dalla tazza ma non di poco,naturalmente non lesinando parole d'elogio e d'ammirazione per i caduti dell'esercito italiano,delle forze armate,delle merde di Nassiriya(neanche una parola per i caduti sul lavoro),i cui parenti per tutta la vita usufruiranno dei nostri soldi solo perchè servi dello Stato e per questo elevati al rango di privilegiati.
E tutte le vittime del terrosismo di Stato,tutti gli assassinati dalle forze del disordine durante cortei,manifestazioni,scioperi chi li risarcisc,chi ha mai dato loro una giustizia?
Quello che hanno avuto è stato un calcio in culo(dopo naturalmente del piombo e dei pestaggi)e solo il rispetto,la solidarietà ed il ricordo dei compagni e degli amici hanno tentato di arginare la perdita umanadi una persona,magari capo famiglia che ha lasciato moglie e figli.
E'ora di finirla con questa merda di pensiero per cui al poliziotto venga permesso di tutto e di più,
bisogna smeterla di armare le mani a queste assassini in divisa che uccidono nel nome dello Stato e che hanno non solo immunità ma pure gratifiche ed encomi.
Negli ultmi quarant'anni nessun appartenente alle forze armate ha mai avuto una sentenza appropriata al delitto commesso,in un paese che si crede civile ciò non può capitare,è ora di tornre ad alzare la voce e riprenderci in mano la giustiza per conto nostro!
L'elenco posto qui sotto dopo la breve introduzione di Ulisse Ognistrada di"Senza Soste"è una sorta d'inventario di persone ammazzate dallo Stato per mano di carabinieri e polizia,una lista di nominativi che come già premesso può avere dei buchi o sviste(purtoppo per difetto),e che come ho notato non registra i nomi di tutti i carcerati deceduti in maniera fortemente dubbia,
con omicidi passati per suicidi e pestaggi tramutati e giustificati come cadute accidentali.
Infne un'articolo del"Manifesto"del 15 novembre 2007 di Dario Stefano Dell'Aquila dove si tirano un pò le somme dei nostri"eroi"cui possiamo dire tutto tranne che non siano dei tiratori scelti.
La memoria imposta: 9 maggio il ricordo di parte.

Per Giorgio Napolitano il 9 maggio, istituzione dela giornata della memoria delle vittime del terrorismo, “colma un vuoto di memoria storica e di attenzione umana e civile che molti di voi avevano dolorosamente avvertito”.
La memoria, imposta per legge, stabilisce che "la Repubblica riconosce il 9 maggio, anniversario dell'uccisione di Aldo Moro, quale giorno della memoria al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice". Nell'elenco delle vittime vanno compresi i 19 morti di Nassiriya caduti in una guerra di invasione che tutt'oggi si combatte in Irak.
Non esistendo un elenco ufficiale le istituzioni considerano attendibile quello elaborato dall'associazione “Italiana Vittime del Terrorismo”, associazione di cui fanno parte i familiari di coloro che “sono stati colpiti mentre difendevano le istituzioni democratiche” ovvero poliziotti, magistrati, politici; difensori di istituzioni che hanno avuto la colpa, dal dopoguerra ad oggi, di coprire, omettere e depistare le stragi di stato o gli omicidi di piazza.
Questa è la memoria storica che ha imposto il nascente Partito Democratico.
Chi ha perso la vita in piazza per una bomba, ucciso dalle forze di polizia, da candelotti lacrimogeni sparati nel petto, da proiettili esplosi ad altezza uomo o travolti da camionette durante cariche ai cortei non verranno mai ricordati dallo stato, morti senza divisa, non retribuiti dalle istituzioni democratiche, mai risarciti da pensioni, mai riconosciuti come vittime di una guerra civile a bassa intensità vissuta per quasi trent'anni.
Da Giuseppe Pinelli a Carlo Giuliani quanti sono i morti di 20 anni che non avranno mai ne giustizia ne giornate dedicate al ricordo. E Piazza Fontana? Piazza della Loggia? Famiglie distrutte da stragi in cui sono coinvolti interi settori di uno stato sempre pronto ad assolvere i suoi funzionari, e se necessario, insabbiare e distorgere gli eventi.
Quante giornate della memoria ci vorrebbero per ricordare le vittime dello Stato?

Pubblichiamo di seguito un lungo elenco che va dal 1960 al 2001. In esso sono raccolti tutti i caduti uccisi dallo stato, morti mai riconosciuti come vittime ma, al massimo come errori.
5 luglio 1960
A Licata, una manifestazione popolare contro il carovita e la mancanza di lavoro è caricata selvaggiamente dalla polizia. Rimane ucciso Vincenzo Napoli, mentre cercava di difendere un bambino tenuto fermo ad un muro e picchiato dai celerini.
7 luglio 1960
A Reggio Emilia, la polizia interviene contro una massa di cittadini che segue, all’esterno del teatro dove si svolge, un comizio contro il governo Tambroni. Per disperdere la folla di circa 20.000 cittadini, oltre ai caroselli con le jeep la polizia apre il fuoco uccidendo Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Marino Serri, Emilio Reverberi e Afro Tondelli. 21 risultano i feriti. Viene arrestato, dopo la strage perpetrata dalla polizia, Alberto Bedini. Gli agenti inquisiti saranno assolti definitivamente nel luglio 1960.
8 luglio 1960
A Palermo, il centro è presidiato fin dalle prime ore del mattino dalla Celere per disturbare lo sciopero generale proclamato dalla Cgil. Alle violente cariche i dimostranti rispondono. Restano uccisi Francesco Vella, organizzatore delle leghe edili, mentre soccorre un ragazzo colpito da un lacrimogeno, Giuseppe Malleo, Rosa La Barbera e Andrea Cangitano di 18 anni, non si sa se da poliziotti o mercenari. Una manifestazione indetta alle 18 davanti a municipio, questura e prefettura viene respinta con l'impiego di armi da fuoco. Gli scontri continuano fino a notte, seguiti da rastrellamenti e pestaggi dei fermati. Bilancio: 300 fermi, centinaia di feriti e contusi, 40 persone medicate per ferite da armi da fuoco.
8 luglio 1960
A Catania, nel corso dello sciopero contro il governo Tambroni, le forze di polizia caricano i manifestanti con lancio di candelotti lacrimogeni. Un edile disoccupato, Salvatore Novembre, rimasto isolato viene massacrato a manganellate e finito a colpi di pistola. Altri 7 manifestanti rimangono feriti.
11 maggio 1961
A Sarnico (Bs), una manifestazione di protesta da parte degli operai contro i licenziamenti, viene stroncata dai carabinieri che aprono, senza alcuna motivazione plausibile, il fuoco uccidendo il disoccupato Mario Savoldi.
28 maggio 1962
A Ceccano (Frosinone), i carabinieri aprono il fuoco sugli operai del saponificio Scala, in sciopero da 34 giorni, che protestano contro i crumiri assunti dalla direzione. Viene ucciso l’operaio Luigi Mastrogiacomo e altri 7 rimangono feriti.
27 ottobre 1962
A Milano, mentre è in corso una manifestazione contro il blocco aeronavale imposto dagli Stati uniti a Cuba, i reparti della Celere caricano i partecipanti travolgendoli e uccidono, schiacciandolo contro un muro, lo studente Giovanni Ardizzone.
14 luglio 1964
La Corte d’assise di Milano, presieduta da Paolo Curatolo, emette la sentenza a carico dei 63 imputati per i fatti di Reggio Emilia del luglio 1960, assolvendo da ogni addebito i poliziotti che avevano aperto il fuoco contro i manifestanti.
12 settembre 1968
A Lodè (Nuoro), nel corso di una manifestazione, i carabinieri intervengono aprendo il fuoco sui dimostranti e uccidendo l’operaio Vittorio Giua.
2 dicembre 1968
Ad Avola (Siracusa), la Celere apre il fuoco contro una manifestazione di braccianti, in agitazione nel quadro di una settimana di scioperi per il rinnovo del contratto, uccidendo Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona.
9 aprile 1969
A Battipaglia (Salerno) viene caricata violentemente una manifestazione di operai e braccianti dalla polizia che spara, uccidendo Teresa Ricciardi e Carmine Citro, 19 anni, e ferendo molti altri manifestanti. La manifestazione, che aveva bloccato il traffico sull’Autosole, era stata indetta nel corso di uno sciopero cittadino, per protestare contro la chiusura degli stabilimenti che davano occupazione alla zona (uno per uno, hanno chiuso i battenti il tabacchificio Santa Lucia, Baratta, D’Amato, D’Agostino, Giambardella e il zuccherificio Ziis) e chiedere terra e lavoro.
23 luglio 1969
A Battipaglia, vengono incriminate 119 persone in relazione alla manifestazione nella quale sono stati uccisi Citro e Ricciardi, per blocco stradale, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
27 ottobre 1969
A Pisa, la polizia carica i manifestanti del movimento, uccidendo con un candelotto lacrimogeno sparato a tiro teso ed altezza d'uomo lo studente Cesare Pardini; numerosi altri manifestanti rimangono feriti. Vengono spiccati 12 mandati di cattura per ‘radunata sediziosa, resistenza, violenza privata, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato, detenzione, uso e trasporto di materiali esplosivi’ ; 5 manifestanti (3 operai e 2 studenti) sono arrestati e tradotti nel carcere di Livorno, gli altri 7 si rendono latitanti.
28 ottobre 1969
Il ministro degli interni, Franco Restivo, intervenendo al Senato per riferire sull’uccisione da parte della polizia dello studente Cesare Pardini, a Pisa, afferma :"Questi avvenimenti, che purtroppo hanno avuto la loro vittima, ci ammoniscono ad opporci all’eversivo operare di minoranze di facinorosi che, trasformando anche le più civili manifestazioni in violenti tumulti, perseguono il fine di turbare gli animi, di esasperare le passioni e di attentare all’ordine democratico".
30 novembre 1969
A Napoli, nel carcere di Poggioreale, si uccide Domenico Criscuolo, tassista incarcerato in occasione di una manifestazione sindacale caricata dalla polizia, il 13 ottobre. Aveva appena avuto un colloquio con la moglie, che non sapeva come procurarsi il denaro per vivere, insieme ai 5 figli.
14 luglio 1970
A Reggio Calabria, si verificano dimostrazioni e scontri tra forze di polizia e popolazione alla notizia che è stata prescelta la città di Catanzaro come capoluogo di regione. Nel corso degli scontri la polizia uccide il ferroviere Bruno Labate.
27 settembre 1970
A Reggio Calabria, nel corso di incidenti con i manifestanti per ‘Reggio capoluogo’, la polizia uccide Angelo Campanella.
9 novembre 1970
Ad Avola (Siracusa), il giudice istruttore Dionisio Mangiacasale invia 85 mandati di comparizione ad altrettanti braccianti, per i reati di ‘blocco stradale’, ‘resistenza a pubblico ufficiale’, ‘violenza’, a seguito della repressione poliziesca del 2 dicembre 1968
12 dicembre 1970
A Milano, la polizia guidata dal vice questore Vittoria carica con lacrimogeni e pestaggi un corteo indetto dalla sinistra extraparlamentare nell'anniversario della ‘strage di Stato’, e per solidarizzare con i militanti dell’Eta sotto processo a Burgos, uccidendo Saverio Saltarelli di 22 anni, provocando decine di feriti fra i quali il giornalista Giuseppe Carpi, colpito da un proiettile. Per la morte di Saltarelli saranno successivamente inquisiti il capitano dei carabinieri Antonio Chirivi e il capitano di Ps Alberto Antonietti.
2 febbraio 1971
A Foggia, nel corso di uno sciopero la polizia apre il fuoco uccidendo il bracciante Domenico Centola.
6 giugno 1971
A Milano, nel corso dello sgombero di una palazzina Iacp di via Tibaldi, occupata da decine di famiglie operaie, il denso fumo provocato da decine di candelotti lacrimogeni sparati dalle forze di polizia provoca la morte di Massimiliano Ferretti, di 7 mesi, malato di cuore e affetto da bronchite.
12 giugno 1971
A Palermo, un attivista del Partito repubblicano, Michele Guaresi di 32 anni, viene ucciso con un colpo di pistola da un agente di Ps perché sorpreso ad affiggere manifesti elettorali del suo partito dopo il termine consentito.
17 settembre 1971
A Reggio Calabria, nel corso di incidenti con dimostranti per Reggio capoluogo, le forze di polizia fanno uso di armi da fuoco uccidendo Carmelo Jaconis.
11 marzo 1972
A Milano, la Questura autorizza un raduno della maggioranza silenziosa che raccoglie alcune centinaia di persone a piazza Castello; a margine di questa manifestazione, vengono malmenati un cronista del "Giorno" e un fotografo. La Questura vieta per contro la piazza alla sinistra extraparlamentare che vuole manifestare per la libertà di Valpreda e contro il governo Andreotti e la ‘strage di Stato’. I giovani si radunano egualmente in vari punti della città ed impegnano la polizia, tenendo il centro per tutto il pomeriggio. Rimane ucciso da un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo dalla polizia, il pensionato Giuseppe Tavecchio (per la sua morte verrà incriminato per ‘omicidio colposo’, il capitano di Ps Dario Del Medico, condannato in primo grado e, infine, assolto in appello perché ‘il fatto non costituisce reato’) e si contano 40 feriti. Nei giorni seguenti, perquisizioni a tappeto, la Questura annuncia 99 arresti: fra essi, il nostro compagno, Luigi Cipriani, ‘comandante’ delle forze di piazza, che dovrà rendersi latitante per sfuggire all’arresto, nonché l’avvocato Leopoldo Leon, non presente ai fatti, che raccoglieva testimonianze sul comportamento della polizia, per ‘concorso ideologico nei reati di resistenza aggravata e devastazione’.
5 maggio 1972
A Pisa, le forze di polizia caricano i militanti della sinistra extraparlamentare che contestano il comizio del missino Niccolai, provocando decine di feriti e procedendo a 20 arresti. Fra questi, l’anarchico Franco Serantini di vent’anni, che al momento del fermo viene selvaggiamente percosso con i calci dei fucili, pugni e calci. Morirà due giorni dopo nel carcere di Pisa, privo di cure, per frattura della scatola cranica. Il pretore condannerà il capitano di Ps Amerigo Albini e l’agente Giovanni Colantoni a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per ‘falsa testimonianza’. Anche a Bergamo, le forze di polizia caricano violentemente i militanti di sinistra che contestano il comizio del missino Tremaglia, provocando il ferimento di 15 giovani.
23 gennaio 1973
A Milano, in serata 100 poliziotti agli ordini del vice questore Paolella e Cardile e del tenente Vincenzo Addante circondano la Bocconi contro una manifestazione di studenti del movimento, indetta per protestare contro i provvedimenti repressivi della libertà di riunione, adottati sulla scia di quelli alla Statale. Un agente di Ps apre il fuoco contro i manifestanti in fuga, colpendo a morte lo studente Roberto Franceschi. Rimane ferito anche l’operaio Roberto Piacentini, al quale una pallottola sfiora un polmone. Il giorno successivo, in gravissime condizioni, verrà incriminato per ben 5 reati. Si verifica nei giorni successivi un rimbalzo di responsabilità per l’intervento della polizia fra il rettore Giordano Dell’Amore e la Questura, che avanza la versione dell’ ‘agente in preda a raptus’
.24 febbraio 1974
A Firenze, nel corso di una protesta inscenata dai detenuti nel carcere cittadino Le Murate, un secondino uccide con una raffica di mitra Giancarlo Del Padrone, di 20 anni, mentre altri 4 rimangono feriti.1
0 maggio 1974
Ad Alessandria, una rivolta dei detenuti che avevano preso degli ostaggi, viene stroncata dal procuratore generale di Torino, Carlo Reviglio Della Veneria e dal generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa che ordinano un attacco militare che si conclude con l’uccisione di 2 detenuti, di 2 secondini, del medico del carcere e di una assistente sociale.
8 settembre 1974
A Roma, si rinnovano gli interventi repressivi della polizia nel quartiere san Basilio contro gli occupanti di case, anche con l’uso di armi da fuoco che uccidono il militante di sinistra Fabrizio Ceruso.
17 aprile 1975
In molte città, si svolgono manifestazioni di protesta per l’uccisione di Claudio Varalli da parte del fascista Braggion. A Milano, la manifestazione è repressa dalla polizia con ampio uso di armi da fuoco. Un manifestante, l’insegnante Giannino Zibecchi di 27 anni, è ucciso da un camion dei carabinieri guidato dal milite Sergio Chiairieri, salito sul marciapiede per caricare i partecipanti. I tre militi inquisiti per l’uccisione saranno definitivamente scagionati nel novembre 1980.
18 aprile 1975
A Firenze, una manifestazione antifascista organizzata dall’Anpi è attaccata dalla polizia con l’uso di armi da fuoco. Un agente di Ps, Orazio Basile, uccide Rodolfo Boschi e ferisce Alfredo Panichi. Al processo che ne seguirà, l’agente sarà condannato a 8 mesi con la condizionale per ‘eccesso colposo di legittima difesa’; 10 anni di reclusione sono inflitti invece a Francesco Panichi, imputato di reati minori.
16 maggio 1975
A Napoli, la polizia carica i disoccupati che hanno occupato la sala consiliare del Comune, provocando 34 feriti e travolgendo con un automezzo Gennaro Costantino, determinandone la morte. Numerosi sono gli arrestati fra i dimostranti, che si sono difesi con sassaiole, impegnando la polizia in scontri.
16 luglio 1975
Il quotidiano comunista "L’Unità" riporta uno stralcio dell’ordinanza istruttoria sulla morte di Saverio Saltarelli, che vede come indiziati di reato il capitano dei carabinieri Antonio Chirivì e il capitano di Pubblica sicurezza Alberto Antonietti. Il magistrato ammette che da parte degli organi giudiziari e di polizia "è evidente che fu posto in essere un ostruzionismo sottile, bizantino, fondato su manipolazioni procedurali, che ha avuto quale unico effetto quello di allontanare nel tempo l’accertamento della verità".
22 novembre 1975
A Roma, nel corso di una manifestazione a favore della liberazione dell’Angola dal dominio portoghese, i carabinieri aprono il fuoco uccidendo il diciottenne Pietro Bruno e ferendo gravemente altri 3 militanti di sinistra. Per l’uccisione di Bruno saranno inquisiti il sottotenente dei carabinieri Saverio Bosio, il carabiniere Pietro Colantuono e l’agente di Ps Romano Tammaro. Il giudice istruttore Pasquale Lacanna nella sua ordinanza di proscioglimento scriverà: "se per la difesa dei superiori interessi dello Stato, congiuntamente alla difesa personale, si è costretti ad una reazione proporzionata alla offesa, si può compiangere la sorte di un cittadino la cui vita è stata stroncata nel fiore degli anni ma non si possono ignorare fondamentali principi di diritto. La colpa della perdita di una vita umana è da ascrivere alla irresponsabilità di chi, insofferente della civile vita democratica, semina odio tra i cittadini".
14 marzo 1976
A Roma, davanti all’Ambasciata spagnola è stata indetta una manifestazione antifranchista dalla sinistra rivoluzionaria e movimento studentesco, caricata dalla polizia che si lancia in caroselli al Pincio ed uccide un anziano, l’ingegner Marotta, che passeggiava in via Belvedere, e ferisce uno studente.
7 aprile 1976
A Roma, in occasione della trattazione in Cassazione del caso Marini, per il quale è riconfermata la condanna, manifestano gli anarchici e la sinistra rivoluzionaria dinanzi al ‘Palazzaccio’ e al ministero di Grazia e giustizia. Il secondino Domenico Velluto, in servizio dinanzi al ministero, spara contro alcuni giovani che avevano lanciato delle bottiglie molotov contro l’edificio, uccidendo con un colpo alla nuca il 21enne Mario Salvi.
1 luglio 1976
A Milano, viene condannato per omicidio colposo, in relazione alla morte di Saverio Saltarelli, il capitano di Ps Alberto Antonetti a 9 mesi con la concessione delle attenuanti generiche, la sospensione condizionale della pena e la non menzione.
19 gennaio 1977
Il Tribunale di Pisa modifica la sentenza emessa dal pretore il 1 ottobre 1975, assolvendo il capitano di Ps Amerigo Albini e l’agente Giovanni Colantoni accusati di ‘falsa testimonianza’ per la morte di Franco Serantini.
11 marzo 1977
A Bologna, la polizia carica i militanti di sinistra e del movimento che manifestano per le vie cittadine. I carabinieri aprono il fuoco, uccidendo Pier Francesco Lorusso di Lotta continua. I giovani continuano a manifestare, caricati a più riprese. Sono arrestate in seguito agli scontri 45 persone fra cui Renato Resca, Nicola Rastigliano, Diego Benecchi, Alberto Armaroli, Mauro Collina, Raffaele Bertoncelli, Giancarlo Zecchini, Albino Bonomi, Fausto Bolzani, Carlo Degli Esposti, fra gli altri. Per la morte di Lorusso sarà inquisito il capitano dei carabinieri Pietro Pistolese.
22 marzo 1977
A Roma, l’agente di Ps Claudio Graziosi è ucciso su un autobus mentre tenta di arrestare Maria Pia Vianale, senza darsi conto che accanto vi è un suo compagno armato. In seguito al fatto, la polizia scatena una caccia all’uomo, nel corso della quale viene uccisa ‘per errore’ Angelo Cerrai.
8 aprile 1977
A Firenze, è condannato in relazione all’uccisione di Boschi, qualificata come ‘omicidio colposo in eccesso di legittima difesa’, l’agente Orazio Basile alla pena assai mite di 8 mesi con la condizionale.
12 maggio 1977
A Roma, la polizia carica una dimostrazione pacifica, organizzata dai radicali per ricordare la vittoria del referendum sul divorzio, facendo largo uso di armi da fuoco ed uccidendo Giorgiana Masi, diciannovenne, e ferendo altri 7 giovani, tra i quali Elena Ascione. Fra gli agenti di Ps che aprono il fuoco viene ritratto in una foto Giovanni Santone, in forza alla squadra mobile.
7 luglio 1977
A Roma, il Tribunale assolve il secondino Domenico Velluto dall’accusa di ‘omicidio preterintenzionale’ nei confronti di Mario Salvi, per "aver fatto uso legittimo delle armi".
22 ottobre 1977
La sezione istruttoria della Corte di appello di Bologna annulla il mandato di cattura a carico del carabiniere Massimo Tramontani, accusato di aver ucciso Francesco Lorusso l’11 marzo 1977.
3 gennaio 1979
A Roma, una pattuglia di carabinieri ferisce in modo grave, sparandogli, Alberto Di Cori, impegnato a tracciare scritte sui muri nelle vicinanze della residenza privata di Giulio Andreotti.
18 luglio 1979
A Milano, al processo per la morte di Franceschi, sono assolti gli agenti incriminati per la impossibilità, a giudizio del Tribunale, di stabilire la dinamica dei fatti; assolti con formula dubitativa anche i manifestanti Piacentini e Cusani. L’unica condanna è per ‘falsa testimonianza’, al capitano Savarese e all’agente Puglisi.
1 febbraio 1980
A Roma, i carabinieri uccidono Maria Minci, nel quartiere Montesacro, nel corso, affermeranno successivamente, di un’operazione anti terrorismo, per ‘errore’.
6 gennaio 1981A Roma, nel corso di un controllo anti- terrorismo, la Digos uccide ‘per errore’ Laura Rendina.
28 luglio 1981
A San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), agenti di polizia in borghese appostati sotto l’abitazione di Roberto Peci, uccidono Vincenzo Illuminati che, in compagnia della fidanzata, non si era fermato all’alt temendo di avere a che fare con dei banditi.
9 marzo 1985
A Trieste, nel corso dell’operazione finalizzata all’arresto dell’autonomo Pietro Maria Greco, alla quale partecipano l’agente di Ps Mario Passanisi, il vice ispettore Giuseppe Guidi, l’agente di Ps Nunzio Romano in forza al Sisde ed altri, il giovane viene ucciso benché non avesse opposto resistenza e fosse disarmato.
20 febbraio 1986
A Milano, la polizia uccide nel corso di un’operazione di ordine pubblico il militante di Democrazia proletaria Luca Rossi.
20-21 luglio 2001
A Genova, in una città blindata in occasione del vertice dei G8, continuano le dimostrazioni iniziate il giorno precedente con il ‘corteo dei migranti’, mentre la città è affollata di giovani e non, che hanno risposto all’appello lanciato dal ‘Genoa social forum’, dalle ‘Tute bianche’, Rifondazione comunista, Campo antimperialista e altri gruppi antiglobalizzazione, per contestare lo strapotere dei grandi. Oggi le ‘Tute bianche’ hanno inscenato lo sfondamento della rete che protegge la ‘zona rossa’ nel giorno della ‘disobbedienza civile’. Da una camionetta di carabinieri, circondata da alcuni ragazzi armati di soli oggetti contundenti, parte un proiettile che colpisce alla testa Carlo Giuliani, 23 anni. Per inscenare l’incidente, non sapendosi filmati, i carabinieri innescano la retromarcia e la camionetta passa sul corpo del ragazzo, già caduto a terra in una pozza di sangue. Il giorno seguente, 200.000 persone accorrono per la dimostrazione finale unitaria e per protestare contro l’uccisione del ragazzo. Le forze di polizia prendono a pretesto l’azione di alcuni gruppi di giovani, che effrangono le vetrine di alcune banche e bruciano macchine di lusso, e caricano con lanci di lacrimogeni e pestaggi indiscriminati la folla di manifestanti, per la gran parte indifesi e privi di servizi d’ordine. Diverse testimonianze parlano di infiltrati. La giornata si chiude con un altro pestaggio nelle scuole messe a disposizione dal Comune per accogliere i giovani, operato dalle forze di polizia, che operano decine di arresti e provvedono altresì ad effrangere, nella scuola adibita a sede del Genoa social forum i computer, asportare il materiale fotografico e video che gli organizzatori hanno raccolto per documentare le violenze della polizia e la morte del giovane.

A questa lista parziale possiamo aggiungere anche Marcello Lonzi, Maurizio Tortorici, Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino. Basta un qualsiasi motore di ricerca per trovare documenti e informazione su questi recenti morti per mano dello Stato.
«Accidentalmente», spari ad altezza d'uomo. Gli ultimi 21 «errori» letali che non hanno fatto notizia.

L'unico, tra gli esponenti istituzionali, a porre il problema è stato il presidente della camera Fausto Bertinotti. «L'uso delle armi da fuoco deve essere diversamente sorvegliata - ha detto al Gr Parlamento commentando la morte di Gabriele Sandri -. In base alla dinamica dei fatti che conosco ritengo incomprensibile che si sia potuto utilizzare un'arma da fuoco. Le armi non devono essere utilizzate se non in condizioni estreme. Con tutta la partecipazione umana anche per il poliziotto coinvolto, non è ammissibile che avvengano casi come questo».Il dibattito ha preso invece un'altra via, quella delle problematiche relative alle tifoserie e alle trasferte. Forse perché, nonostante l'attualità del tema, quello dell'uso delle armi da parte delle forze dell'ordine rimane ancora un tabù. Tanto è vero che non si dispone nemmeno di dati ufficiali su cui provare a ragionare.Nel 1986 Luca Rossi, studente milanese, viene ucciso da un colpo di pistola partito, accidentalmente, dalla pistola di un agente della Digos. Gli amici di Luca Rossi fondano un centro di iniziativa politica provando a ragionare sul loro dolore. Si interrogano su quanti siano i morti e i feriti per mano delle forze dell'ordine dalla introduzione della legge Reale, la norma approvata nel 1975 che ha aumentato i poteri delle forze di polizia. Dai loro dati, che arrivano al 1989, basati sulle notizie di stampa, emerge che tra i morti (254) e i feriti (371) si arriva al numero di 625 persone. Pubblicano questi dati in un libro dal titolo «625 Libro bianco sulla Legge Reale - Ricerca sui casi di uccisione e ferimento da legge Reale». E chiamano a discuterne alcuni intellettuali tra cui Franco Fortini. Purtroppo, il loro lavoro si è fermato ad alcuni anni fa. Visto che dati recenti non c'erano, abbiamo deciso di produrli noi, con un criterio ancora più selettivo. Abbiamo esaminato solo i casi avvenuti durante un controllo o un fermo di polizia, non abbiamo preso in esame cioè né i casi di conflitto a fuoco con altre persone armate né il caso di Carlo Giuliani. Dal 1998 ad oggi, emerge che sono almeno 18 le persone uccise da un colpo di pistola esploso «accidentalmente». A questi casi, si potrebbero aggiungere altri 3 episodi, in cui la vittima è stata soffocata (2) o si è «gettata» dalla finestra (1). Caratteristica comune di questi casi è che la versione ufficiale ha sempre un avverbio, un «accidentalmente», alla base della ricostruzione ufficiale.Nell'elenco non manca nessuno corpo delle forze dell'ordine, dai carabinieri alla polizia, dalla guardia di finanza alla polizia penitenziaria, dai vigili urbani al corpo della guardia forestale. Quello che segue è una breve panoramica dei casi più recenti.Solo quest'anno sono tre gli episodi. Il 4 luglio 2007 Susanna Venturini, 51 anni, incensurata, madre di tre figli, muore in un'area di servizio nel veronese. Scoperta durante un tentativo di estorsione fugge e viene uccisa, in auto, dal colpo di pistola di un carabiniere. L'otto settembre è la volta di una donna rumena, in fuga dopo aver rubato 300 euro ad un supermercato di Ivrea. L'auto su cui viaggia non si ferma all'alt dei carabinieri. Il ventotto ottobre a Somma Vesuviana, nel napoletano, muore Pasquale Guadagno, 20 anni. Viaggia su un'auto che non si ferma all'alt dei carabinieri. Dopo un lungo inseguimento, viene ucciso da un colpo esploso da una pistola. Nel 2006 un cittadino nomade di 51 anni, Giuseppe Laforè, viene ucciso dopo un inseguimento dei carabinieri, a Piasco, sulla strada tra Saluzzo e Cuneo. La vittima, accanto al guidatore, viaggiava su una vettura che, secondo una prima ricostruzione, non si sarebbe fermata a un posto di blocco, viene uccisa dal colpo di pistola partito «accidentalmente».Nel 2005, nel giro di tre mesi, muoiono due immigrati. A Milano un giovane tunisino, 26 anni, muore dopo che, durante una colluttazione, è colpito da un colpo di pistola accidentalmente partito dalla pistola di un agente della Guardia di Finanza. A Torino, cambiano nazionalità della vittima, a perdere la vita è un senegalese, e la divisa di chi ha sparato è quella di un agente di polizia. Rimane l'«accidentalmente» per l'omicidio avvenuto questa volta durante un normale controllo. Un immigrato nigeriano, a Torino, invece si getta da una finestra durante un controllo di polizia. Molto conosciuto il caso di Federico Aldrovandi che muore a Mantova durante un fermo. In questi due casi non vi è l'uso di armi da fuoco.Molte di queste tragedie non hanno fatto notizia: sono state confinate nelle brevi di cronaca o nelle pagine dei quotidiani locali. È il caso, ad esempio, di Domenico Palumbo 30 anni, soffocato, il 31 ottobre 2004, durante un fermo effettuato da tre agenti di polizia penitenziaria di fronte la sede della loro scuola di polizia. Oppure come il caso di Gregorio Fichera che muore a diciotto anni, mentre, a Catania, è alla guida di un auto rubata. Il colpo di pistola è di un appuntato dei carabinieri. A Brescia, invece, Stefano Cabiddu muore mentre è sul bordo del fiume Mella in compagnia dei suoi fratelli. «Un doloroso incidente», lo definisce il procuratore capo di Brescia Giancarlo Tarquini. È giugno 2003, quando ad Arzano vicino Napoli, Mohamed Kadiatou Cisse viene ucciso nell'abitazione della sorella. È a letto, soffre di una forte depressione. La famiglia ha chiamato il 118, ma arrivano i carabinieri. La sua morte si dimentica in due giorni, mentre i familiari ancora si battono per avere giustizia, o almeno la verità.A Gorizia Bostian Brecelj, di 30 anni, è ferito con un colpo di pistola alla testa sparato - «accidentalmente», secondo la ricostruzione degli stessi carabinieri - durante una colluttazione avvenuta dopo un lungo inseguimento. Sempre dopo un lungo inseguimento, questa volta a Bari, trova la morte Michele Ditrani, 47 anni. Anche qui a sparare la pistola di un carabiniere. A Padova (2002) Nunzio Albanese, sospettato di far parte di una banda che ruba camion, viene ucciso in un'area di servizio, da una sventagliata di una mitraglietta il cui portatore, un carabiniere, scivola accidentalmente. Infine, ecco l'unico caso che ha avuto una certa attenzione dei media, prima di cadere nel dimenticatoio. Siamo a Napoli. È il 21 settembre 2000. Mario Castellano ha solo 17 anni e come tanti gira in motorino senza casco. Non si ferma all'alt dell'agente di polizia Tommaso Leone. Il poliziotto si volta e spara o, se preferite, inciampa e accidentalmente parte un colpo. Mario Castellano muore con un polmone bucato. Tommaso Leone viene condannato definitivamente (dopo che la Cassazione annulla il processo di secondo grado in cui era stato assolto), nel 2005, a dieci anni con l'accusa di omicidio volontario. Perché non tutto avviene sempre accidentalmente.