martedì 10 maggio 2011

FC UNITED OF MANCHESTER

Per contrastare l'invasione di denaro straniero nel calcio professionistico inglese sono sempre più i tifosi che si autofinanziano e che fondano società non propriamente satellite ma nate all'ombra(solo per la collocazione di serie)di grandi club:partendo dall'Afc Wimbledon arrivando all'Afc Liverpool ecco l'esempio di alcuni fans del Manchester United che per protesta contro l'ingresso in testa al club della famiglia americana dei Glazer per protesta ma anche per"missione"hanno fondato l'FC United of Manchester(Fcum).
Il football made in England da circa un decennio è nelle mani di magnati americani,russi,arabi ed italiani e tutto ciò anche assieme alla maggior arroganza in campo e fuori,dal distaccamento tra tifosi e calciatori e dall'immancabile profitto cercato e voluto a scapito della passione hanno fatto sì che il Fcum sia una realtà seguita da persone non solamente della città di Manchester,con un'ottima media di spettatori a partita e con un proprio manifesto dove si pongono regole di condotta sia per i giocatori ed i dirigenti che per i tifosi.
Per aver maggiori notizie su questa nuova società che milita nella Northern Premier League(la settima divisione inglese)propongo un articolo di Senza soste e dei links che spiegano meglio quello che i Red Rebels fanno non solo nei campi e sugli spalti ma anche al di fuori dell'ambito calcistico.
http://www.fc-utd.co.uk/
http://www.fc-utd.co.uk/FCWorld/FC%20United%20Information%20-%20ITALIAN.pdf

Il calcio nelle mani dei tifosi: FC United of Manchester.
Ancora FCUM, ancora chi ha il coraggio di riprendersi il calcio.

In un mondo calcistico ormai dominato da logiche economiche e commerciali, è possibile scorgere con difficoltà residui di una cultura sportiva appartenente ad epoche lontane. Esistono vere e proprie deviazioni del calcio moderno che svincolano dai vincoli imposti dal merchandising e dai diritti tv e tentano di riappropiarsi del rapporto”giocatore-tifoso”. Il caso che viene presentato in questo post non può esser considerato come un caso isolato poichè il messaggio è stato recepito anche da altre comunità, e in un futuro prossimo potrebbe anche diventare una delle “alternative” da esportare al resto d’Europa. La squadra in questione è la terza, in ordine di importanza, di Manchester: nè i “red devils” dello United, nè i “Citizens” del City,ma i Red Rebels dell’ FC United of Manchester, squadra militante nella Northern Premier League inglese(settima divisione) che gioca al “Gigg Lane” situato nel cuore di Greater Manchester. Il club, nato nel 2005 da tifosi del Manchester United in protesta al rilevamento del club dagli americani Glazer, è un organizzazione democratica e no-profit, appartenente in toto ai propri membri. Il club nasce come risposta al nuovo corporate football nato con l’arrivo dei nuovi magnati stranieri, gente estranea alle città inglesi e senza alcun legame con le loro squadre; i tifosi della FC United credono che un club di calcio dovrebbe esistere per il vantaggio dei tifosi e delle comunità circostanti e che nessuno dovrebbe trarre vantaggio finanziario dal suo successo.

“Si tratta di costruire un club sostenibile alla sua comunità, ai giocatori e ai tifosi, una squadra di calcio simbolo dell’opposizione alla commercializzazione del gioco. Eravamo stanchi di ciò che era diventato il football: soldi, arroganza, perdita di contatto tra i tifosi e i giocatori” (Andy Wolsh-Chief executive)

FCUM è una società no-profit, meticolosamente organizzata secondo rigidi codici di condotta; per far parte del club, bisogna versare 10 sterline l’anno col corrispettivo di un voto da far valere nell’assemblea. Alla base del club vi è un Manifesto di regole integrate da un codice di condotta per tifosi, dirigenti e giocatori. FCUM dispone di propri media come FCUM TV, radio e web tv.

Il rapporto con i tifosi è un legame viscerale: 12° uomo in campo, atmosfera rumorosa , colorata, spiccatamente originale e british. Insieme ai giocatori e ai dipendenti del club,lavorano con le comunità del luogo e sono impegnati in opere di volontariato. Nonostante la bassa categoria, la media degli spettatori si attesta sui 3500 spettatori per incontro ed è soprattutto il calore dei tifosi a spingere il FUCM per tre promozioni consecutive dal 2005. Ad oggi sono 4000 i membri dell’ FCUM che pagano una sorta di abbonamento spontaneo: un “pagate quel che potete” che parte dalle 90 sterline sperando che i maggiori contribuenti elargiscano somme maggiori.

Il club accetta le sponsorizzazioni ma non permette che il logo venga esposto sulla maglia. FCUM si autofinanzia con un Fondo di Sviluppo ,alimentato dalle offerte spontanee dei membri del club; il fondo viene totalmente utilizzato per il club, la comunità e la squadra giovanile.Il valore del Fondo di sviluppo ha raggiunto le 200000 sterline che verranno utilizzate nella costruzione del nuovo stadio.

L’idea del FUCM è successiva all’esperienza del club AFCWimbledon che, in risposta alla decisione di spostare il club a 100 km di distanza , fondò l’Afc, totalmente autofinanziata dai propri tifosi ,che ripartì dalla nona divisione. Successiva al caso FCUM è l’idea dei tifosi del Liverpool che, in protesta contro l’indebitamento del club da parte dei proprietari stranieri, hanno fondato l’AFC Liverpool. Siamo quindi di fronte a una micro-tendenza inglese a seguire i dettami “puri” della fede calcistica e a mostrare insofferenza nei confronti di un calcio in cui non si riconoscono più. Probabilmente, i troppi interessi in gioco faranno sì che questi continueranno ad esser casi isolati e il calcio moderno non potrà mai regredire in questo senso, ma giù il cappello nei confronti di chi ha ancora coerenzaementalità da vendere.

tratto da:
http://www.dodicesimouomo.net/12uomo/news-amici/2340-il-calcio-nelle-mani-dei-tifosi-fcum.html

lunedì 9 maggio 2011

FILETTO DI TONNO ARROSTO CON SALSA AL VINO BIANCO

Un ottimo piatto di pesce che unisce la consistenza e la tenerezza del filetto di tonno assieme ad una salsa che accompagna degnamente la pietanza,saporita e delicata allo stesso tempo,un trionfo di gusto in bocca.
Non è un piatto molto economico in quanto i tranci di filetto del tonno costano parecchio(infatti li ho comprati perché in offerta!)ma ogni tanto ci si può togliere lo sfizio.
Ingredienti:
-filetto di tonno
-olio
-burro
-sale
-pepe nero
(per la salsa)
-olio
-scalogno
-burro
-aceto bianco
-vino bianco
-pepe nero
-sale
-prezzemolo
Per quando riguarda la salsa dobbiamo scaldare in molto olio e poco burro lo scalogno tritato grossolanamente a fuoco basso per non farlo bruciacchiare,e dopo aver fatto evaporare il vino bianco in quantità abbondante si fa sfumare un cucchiaio di aceto bianco.
A fine cottura si possono unire il sale,il pepe nero e il prezzemolo:come si può notare dalla foto finale a me piace molto l'intingolo,quindi ho agginto dell'olio e il vino bianco in quantità industriali(I love pucina!).
Invece per cucinare i tranci di filetto di tonno la quantità dei condimenti si usano al contrario,ovvero un filo d'olio e tanto burro,girando i tranci dorandone in maniera equa le parti,salando e pepando prima di spegnere la fiamma,che comunque non deve stare accesa per molto.
S'impiatta dapprima il pesce coprendolo con la salsa al vino e allo scalogno...e si può mangiare!

domenica 8 maggio 2011

REPRESSIONE FIORENTINA

I numerosi fermi ed arresti avvenuti a Firenze negli ambienti anarchici e che hanno toccato diversi studenti più che aver stroncarto una"pericolosa organizzazione"come detto dagli inquirenti sembra aver coeso sempre più anarchici e compagni impegnati nella lotta quotidiana su diversi fronti.
Occhi puntati sullo Spazio Liberato 400 Colpi di Firenze(http://400colpi.org/) entrato nell'occhio del ciclone per essere stato individuato come covo della maggior parte degli indagati quando la repressione poliziesca ingiustificata ha teso a colpire tutto il movimento di lotta fiorentino.
Gli articoli proposti,partendo proprio da un comunicato presente sul sito dello spazio liberato toscano,sono pure del sito di Repubblica.it che racchiude la cronaca della notizia che ha rimbalzato su tutti i media nazionali con diversi trattamenti e commenti,coprendone altre su chi veramente sta uccidendo l'Italia a furia di menzogne e atti criminali.
Massima solidarietà a tutte le persone coinvolte in questo ennesimo attacco poliziesco ad organizzazioni nate per migliorare il mondo e non di certo peggiorarlo:a questo ci pensa già il regime.
Risuoneremo più forte.

QUELLO CHE ABBIAMO IN COMUNE.

Sull’operazione di polizia contro il movimento fiorentino.

Quello che è accaduto a Firenze – arresti, firme, perquisizioni e denunce a carico di ben 78 persone – non è un fatto circoscrivibile all’attività di un collettivo di facoltà, tantomeno a quella di un’area politica in particolare o, ancora, alle vicende interne di una triste città del centro-Italia. Le persone colpite non sono iscrivibili, come vogliono stampa e polizia, a una identità politico-sociale (gli “anarchici” o gli “studenti” in questo caso) e sbaglia di grosso chi, magari pensando di fare un favore agli incriminati, asseconda questa operazione di “profiling”. In realtà l’operazione giudiziaria riguarda chiunque si sia impegnato nell’ultimo ciclo di lotte a Firenze, a prescindere dall’appartenenza a un collettivo piuttosto che a un altro. Per questo sono i movimenti o meglio tutti coloro che, ovunque siano, si sentono parte delle insorgenze del nostro tempo che devono riconoscere questi compagni e compagne come “cosa loro” e ascriverli con forza alla loro intelligenza e alla loro esistenza, cioè alla loro stessa potenza. Tutti quelli raggiunti oggi dalle grinfie della “giustizia” sono parte di me, di te, di noi. Tutti loro, indistintamente, sono la nostra parte. Perché di questo stiamo parlando e cioè di decine di persone che in questo tempo di rivolte hanno scelto, insieme a migliaia di altri, di scendere insieme in strada piuttosto che continuare a rimuginare solitariamente in qualche social network, di occupare le scuole e le università piuttosto che perdersi nella gestione della protesta, di compiere un gesto di insubordinazione in accordo con il proprio pensiero piuttosto che di limitarsi ad enunciarlo, di far vibrare di rabbia un territorio piuttosto che rinchiudersi a ciarlare tra quattro mura.

Ormai in Italia – e non solo – un qualsiasi sodalizio, la condivisione di una forma di vita, una qualsiasi amicizia che si vuole politica o la semplice circolazione di una sensibilità comune è passibile di essere inquadrata nella dizione “associazione a delinquere”. Guardate infatti gli atti di cui vengono accusati i nostri amici: scritte, blocchi, occupazioni. Nulla di più che le forme naturali di un movimento che voglia incidere nel reale. Nulla di meno che un desiderio collettivo che segue il suo ritmo. Pensateci bene: sono le pratiche di tutti noi. Di tutti noi che abbiamo creduto sia possibile ribellarsi all’intollerabile. Tutto quello che, in questo senso, ha importanza in un movimento, in una lotta o in una rivolta è sempre qualcosa di comune. Allora ai “giustizieri” non resta che criminalizzare i legami, legami tra le persone, tra queste e le loro parole, tra queste e un luogo, tra questo e un movimento e così via. L’accusa di “associazione a delinquere” non è solo un mezzo pseudo-giuridico per poter procedere a degli arresti facili: essa in realtà si configura come la volontà governamentale di criminalizzare ogni comune, ogni vera condivisione, ogni relazione che sfugga all’individualismo attraverso cui si governa il “sociale”. Non esiste un movimento che non si fondi sulla comunanza di idee, parole e gesti. Dalle università ai luoghi di lavoro, dai centri sociali alle mille sperimentazioni collettive che continuano, malgrado tutto, a vivere in questo paese pulsa un comune che è più forte di qualsiasi identità o differenza. Per questo desideriamo essere al fianco dei compagni e delle compagne di Firenze e per questo invitiamo tutti a sentirsi parte insieme a loro, così come loro sono sempre stati parte dei movimenti in cui abbiamo creduto.

Sebbene sia prassi che l’accusa di “associazione” non regga mai alla prova del primo esame, questo non vuol dire che dobbiamo restare passivi, in attesa non si sa di che sviluppi e limitarsi alle parole di prammatica. Comprendere che sono i legami tra le singolarità che si tessono nelle lotte e che tendono a costituirsi in forme di vita ingovernabili a costituire il vero problema della polizia sociale significa comprendere cosa dobbiamo non solo salvaguardare ma rafforzare. Siamo chiari: non c’è una “lotta alla repressione” che aspetta di essere intrapresa per l’ennesima volta. La solidarietà non è un insieme di parole sempre uguali messe insieme per l’occasione, ma la capacità di risuonare con ciò che ci tocca e che così diviene parte della nostra vita, dei nostri pensieri, delle nostre parole.

È questo l’augurio che facciamo ai compagni di Firenze e che ci facciamo: di continuare a risuonare sempre più intensamente.

LIBERI TUTTI/E !

Rete Lettere, Roma 3 – Collettivo DAMS – Collettivo Scienze Politiche, Roma 3 – Assemblea Permanente Architettura, Roma 3 – Collettivo Lavori in Corso, Università Tor Vergata – Laboratorio Mappa_Dura, Roma 3 – LOA Acrobax – Partizan – Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Blitz contro gli anarchici

22 misure cautelariOperazione scattata all'alba contro appartenenti all'area anarchica che fa riferimento agli ambienti studenteschi e alla compagine denominata "Spazio Liberato 400 Colpi"
di LAURA MONTANARI.
Studenti, incensurati, quasi tutti fiorentini. L'operazione della polizia contro gli esponenti del gruppo anarchico "Spazio Liberato 400 colpi" è in corso a Firenze dall'alba. Il Gip Rocchi ha emesso 22 misure cautelari nell'ambito di un'inchiesta della procura che vede indagate 78 persone. Sono per lo più ragazzi che fanno riferimento a un gruppo anarchico che si riuniva in alcune stanze di proprietà dell'università, nel centro storico. I locali sono ora sotto sequestro.

Le misure cautelari riguardano 19 toscani, un napoletano, uno di Ancona e uno Nuoro. I destinatari dei provvedimenti hanno tutti tra i venti e trenta anni e sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione istigazione a delinquere, occupazione abusiva di edifici pubblici, danneggiamento, deturpamento e imbrattamento di beni immobili, resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata.

I reati contestati riferiscono a violenze che risalgono allo scorso autunno e fanno riferimento anche alle contestazioni della Riforma Gelmini dell'università. Fra gli episodi per esempio, i danneggiamenti ai bancomat di istituti di credito fiorentini, il sabotaggio dei sistemi di videosorveglianza della città, ripetuti danneggiamenti di sedi di partiti o di sindacati e di istituzionali nazionali ed internazionali, l'occupazione abusiva di beni immobili comunali e di enti privati, episodi di violenza contro le forze dell'ordine e infine episodi di interruzione di pubblico servizio concretizzatisi nel blocco prolungato della circolazione ferroviaria e stradale.

Le misure cautelari sono state eseguite dalla Digos e coordinate dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione (Ucigos). Cinque i giovani agli arresti domiciliari, 17 con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I servizi segreti interni (Aisi) hanno dato un importante contributo alle indagini.

Nello scorso gennaio su alcuni blog dell'area anarchica era stato denunciato che nella sede di "Spazio liberato 400 colpi" di via del Parione a Firenze erano state trovate due microspie. La notizia con tanto di foto era girata su Internet. Secondo le accuse i giovani pianificavano dalla sede di "Spazio Liberato 400 colpi" i blitz notturni come quello avvenuto nella sede della Cisl o i danneggiamenti alle telecamere del Comune alla vigilia delle manifestazioni di piazza in modo da mettere da non essere ripresi. Nel corso delle proteste contro la Riforma Gelmini era stato occupato anche il cantiere della stazione Foster, il nodo fiorentino dell'Alta Velocità.
(04 maggio 2011)

venerdì 6 maggio 2011

LA GESTAPO EUROPEA

Passata senza nessun clamore,sottovoce se non in assoluto silenzio e votata da tutti i deputati italiani(proprio tutti,anche quelli dello sbirro Di Pietro)la nascita della polizia militare europea è un dato di fatto e si chiamerà Eurogendfor(EGF),ovvero Forza di Gendarmeria Europea.
Questo corpo di polizia,come se non ne avessimo abbastanza,controllerà senza limiti i cittadini europei coperti da totale immunità come l'inviolabilità dei propri locali,dei beni e degli archivi;le loro comunicazioni non possono essere intercettate;i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati;i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti.
Questo si chiama Stato di Polizia e non Stato di diritto,il tutto sotto l'ala protettiva degli Stati Uniti visto che sarà la Nato ad avere la gestione operativa della gendarmeria,che ridurrebbe l'Europa ad un burattino mosso dai fili degli Usa:articolo tratto da Senza Soste che riprende il sito"La voce del ribelle".
Eurogendfor, la nuova polizia europea con poteri illimitati.

Praticamente non ne ha parlato nessuno. Praticamente la ratifica di Camera e Senato è avvenuta all’unanimità. Praticamente stiamo per finire nelle mani di una superpolizia dai poteri pressoché illimitati. Che sulla carta è europea, ma che nei fatti è sotto la supervisione statunitense. Tanto è vero che la sede centrale si trova a Vicenza, la stessa città dove c’è il famigerato Camp Ederle delle truppe USA

Alzi la mano chi sa cos’è il trattato di Velsen. Domanda retorica: nessuno. Eppure in questa piccola città olandese è stato posto in calce un tassello decisivo nel mosaico del nuovo ordine europeo e mondiale. Una tappa del processo di smantellamento della sovranità nazionale, portato avanti di nascosto, nel silenzio tipico dei ladri e delle canaglie.

Il Trattato Eurogendfor venne firmato a Velsen il 18 ottobre 2007 da Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Italia. L’acronimo sta per Forza di Gendarmeria Europea (EGF): in sostanza è la futura polizia militare d’Europa. E non solo. Per capire esattamente che cos’è, leggiamone qualche passo. I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4). Il raggio d’azione: «EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5). La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero - l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa EUROGENDFOR» (art. 3).

Ricapitolando: la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.

Ma non è finita. L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.

Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Come ha fatto notare il giornalista che ha scovato la notizia, il freelance Gianni Lannes (uno con due coglioni così, che per le sue inchieste ora gira con la scorta), non soltanto è una vergogna constatare che i nostri parlamentari sanciscano una palese espropriazione di sovranità senza aver neppure letto i 47 articoli che la attestano, ma anche che sia passata inosservata un’anomalia clamorosa. Il quartiere generale europeo è insediato a Vicenza nella caserma dei carabinieri “Chinotto” fin dal 2006. La ratifica è dell’anno scorso. E a Vicenza da decenni ha sede Camp Ederle, a cui nel 2013 si affiancherà la seconda base statunitense al Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano.
La deduzione è quasi ovvia: aver scelto proprio Vicenza sta a significare che la Gestapo europea dipende, e alla luce del sole, dal Pentagono. Ogni 25 Aprile i patetici onanisti della memoria si scannano sul fascismo e sull’antifascismo, mentre oggi serve un’altra Liberazione: da questa Europa e dal suo padrone, gli Stati Uniti.

Alessio Mannino

http://www.ilribelle.com/

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”
Approfondimento: La strana polizia europea

giovedì 5 maggio 2011

I FANATICI PAPABOYS

Come più volte sottolineato su questo blog l'islamismo non è l'unica religione in cui l'estremismo fa a pugni col vero insegnamento di una dottrina,che se non dovrebbe essere depurificata dalle persone avrebbe temi ed ideologie più che buone:anche tutte le altre religioni se mal interpretate possono risultare molto nocive sia per la salute fisica che mentale.
Tralasciando il fatto che la religione sia una sorta di atavico modo di cacciare sotto al tappeto tutta la polvere della vita che non sappiamo spiegare,riporto un esempio tratto dal sito"Qualcosa di sinistra"(http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/?p=3196) in cui nell'ormai data incisa nel cuore del cattolicesimo come quella della beatificazione di Wojtyla,anzi proprio durante la stessa celebrazione,un'ambulanza viene presa a calci in quanto disturbava gli integralisti cattolici presenti alla festa commerciale.
Sull'autolettiga era ospitato un neonato in fin di vita,e solo grazie all'intervento di alcuni vigili urbani e di volontari della protezione civile si è potuto permettere all'ambulanza di  passare attraverso la folla:personalmente in tutte le manifestazioni a cui io abbia mai partecipato,sia sportive che politiche anche con maggior assembramento di persone,mai mi è capitato che un mezzo di emergenza fosse stato intralciato durante il proprio passaggio.
Evidentemente questi fanatici fondamentalisti sono ben poco avvezzi alla civiltà ed allo stare insieme agli altri rispettando il passaggio di un'ambulanza a sirene spiegate(evidentemente c'era uno stato d'emergenza e pericolo!)solo per il fatto di disturbare il momento di preghiera in atto:solo vergogna per voi!
Altri due link consigliati su nuovi e vecchi fatti di estremismo cattolico(presi a caso):http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2009/04/integralismo-cattolico.html e http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2011/03/terremotigiustizie-divine-e-menzogne.html.

Neonato in fin di vita, Ambulanza presa a calci: la sirena disturbava i pellegrini.


By Pierpaolo Farina

Della serie: i disastri del fanatismo religioso non finiscono mai. Ieri un neonato di poche ore che a causa di una malformazione doveva essere trasferito d’urgenza al Bambino Gesù, ha rischiato la vita a causa dei pellegrini venuti da tutto il mondo per la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, i quali, infastiditi dalle sirene, hanno cominciato a prendere a calci l’ambulanza.

Bloccata dalla folla tra via della Conciliazione e piazza Pia, l’autista dell’ambulanza usa la sirena per fare capire che si tratta di un’emergenza, ma i pellegrini non comprendono e prendono a calci il mezzo. I parenti del bimbo, che seguono dietro in automobile, angosciati e anche loro intrappolati.

Solo l’intervento caparbio dei volontari della protezione civile e di agenti della polizia municipale ha evitato il peggio, riuscendo ad aprire, ma solo dopo dieci minuti, un varco fra la folla. Ora il neonato è stato stabilizzato al Bambino Gesù, le sue condizioni sono ancora critiche e solo domani si saprà se è necessario un intervento chirurgico.

Resta solo l’indignazione e lo sgomento. E nel giorno che hanno ucciso Bin Laden, forse sarebbe il caso di prendere coscienza che gli estremisti non sono solo “comunisti”, che i fondamentalisti non sono solo islamici e che l’intolleranza, l’ignoranza e la deficienza sono caratteri comuni a certa gente. Qualcuno, furbo, dirà: “Perché l’ambulanza è passata di lì?”, perchè era il tragitto più breve.

E perché per legge l’autista deve seguire il percorso ordinario, visto che nessuna comunicazione ufficiale lo ha modificato. Incompetente il sindaco di Roma (ma questo lo si sapeva), ma assolutamente imbecilli quelli che erano là in attesa della beatificazione: non essere disturbati nella preghiera vale di più della vita di un neonato? Bella roba.

mercoledì 4 maggio 2011

CHE SUCCEDE A MILANO?

Ultimamente la capitale economica e modaiola d'Italia è protagonista negativa della cronaca in quanto feudo consolidato della 'ndrangheta,luogo di continue provocazioni fasciste,territorio zeppo di candidati collusi con la malavita e rei di campagne elettorali a dir poco aggressive e subdole...come si è arrivati a questo punto?
La risposta è semplice quando sia ha a che fare con personaggi come la Moratti,lo sceriffo De Corato e  la plebaglia alla Salvini che detengono il potere nel capitale lombarda,che oggi più che mai,grazie soprattutto al prossimo Expo del 2015,attira come il miele le api criminali o sarebbe meglio dire come la merda le mosche delinquenti in cui raggruppo sia mafiosi,fascisti che politici corrotti.
Gli articoli seguenti sono tratti dal sito di Indymedia Lombardia e trattano nell'ordine della bandiera con la croce celtica apparsa al commissariato cittadino nella zona di Porta Venezia,dell'ennesimo amante del duce made in Pdl che non fa un passo indietro sulla sua candidatura a Verano(come il famoso Lassini,quello del manifesto delle Br e magistrati)e dulcis in fundo un lungo ed interessante elenco delle malefatte del sindaco Moratti e del suo entourage.

Milano: La polizia espone una croce fascista E la protesta viaggia attraverso il web.
La polizia espone una croce fascista.E la protesta viaggia attraverso il web.
L'episodio, confermato dalle foto scattate da un passante, al commissariato Città Studi a Milano.
La replica degli agenti: "L'avevamo sequestrata due giorni prima ed è rimasta appesa per poco"

di ANDREA MONTANARI e MASSIMO PISA

Giallo sulla croce celtica fascista comparsa in un ufficio al secondo piano del commissariato di polizia Città Studi in via Cadamosto, a Milano, zona Porta Venezia. Il simbolo fascista è stato fotografato da un passante il pomeriggio del Primo maggio. La bandiera con il simbolo della croce cerchiata in bianco su sfondo nero, appesa alla parete dell'Uigos (l'ufficio politico del commissariato) è ben visibile dalla finestra centrale del secondo piano. La stessa che monta sui pennoni appesi al davanzale sia la bandiera tricolore sia quella dell'Unione europea. Sarebbe stata sequestrata, insieme con altro materiale, la sera del 29 aprile durante l'annuale fiaccolata in memoria di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani, a cui avevano partecipato 300 militanti dell'estrema destra.

A una prima richiesta informale di spiegazioni sull'accaduto da parte di alcuni abitanti della zona, dal commissariato avrebbero risposto che si è trattato solo di un atto goliardico e che la bandiera è stata subito rimossa. Precisazione che però non è bastata a placare le proteste che si sono subito levate via Internet. Le foto con la croce celtica, stanno facendo il giro del web suscitando l'indignazione dei milanesi (e non) per il fatto che il simbolo fascista sia stato appeso in un ufficio pubblico. E in particolare nel commissariato di zona della polizia. "Ma tengo a precisare - fa sapere il vicequestore aggiunto Maurizio Cusano, dirigente di Città Studi - che quella è una bandiera che avevamo sequestrato, insieme con una mazza con la scritta 'Forza nuova', ed è rimasta provvisoriamente su quella parete del nostro ufficio politico. Poi è stata riposta, come da prassi, insieme con tutti i reperti. Quei simboli, come altri, sono totalmente estranei alla nostra ideologia". La questura di Milano ha comunque disposto accertamenti sulla vicenda.

Verano, il duce mette nei guai il coordinatore Pdl Aldeghi.

—VERANO —SI È ALZATO un gran polverone sulle elezioni amministrative di Verano. Davide Aldeghi, coordinatore Pdl e candidato nella lista «Popolo delle libertà e Lega Nord - Per Verano Elli sindaco», è finito nella bufera per aver espresso sul social network Facebook alcuni apprezzamenti verso il Duce, criticato le azioni dei Partigiani e sostenuto idee vicine al partito nazionale socialista. Questa è la denuncia che alcuni esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà (Maria Grazia Magro, Antonio Chiodo, Luca Natale esponenti locali del Sel e Gaia Citterio candidata indipendente nella lista Viviverano) hanno fatto rivolgendosi alla stampa. «Nella sua pagina di Facebook, Aldeghi, accanto al proprio manifesto elettorale con foto e simbolo pubblica la frase “Duce sei sempre nel mio cuore” con tanto di manifesto di Forza Nuova; dopo aver manifestato il desiderio di “prendere a legnate” il fondatore di Emergency, Gino Strada – ai suoi occhi colpevole di difendere i diritti umani e di essere tenacemente contro la guerra -, Aldeghi si vanta di aver partecipato alla presentazione del libro su Beppe Niccolai che viene promosso dall’associazione “Avamposto della tradizione” che cita come “esempi” il dittatore spagnolo Francisco Franco, il dittatore teocratico iraniano Komeyni, Ezra Pound, Evola e il generale nazista Leon Degrelle, autore del libro “Hitler per mille anni”, comandante maggiore delle Waffen SS, il reparto noto nella storia per quanto tragicamente narrato nel film “Shindler List”», spiegano gli esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà.

Gli esponenti dell’estrema sinistra hanno chiesto le dimissioni del pidiellino, ma sia il candidato sindaco Enrico Elli che lo stesso Davide Aldeghi non sono dello stesso avviso: «Non voglio entrare nel merito di ogni singola frase, sono post presi da Facebook in periodi diversi e messi insieme. Respingo le accuse di essere fascista. Ho fatto parte prima di An e ora dal Pdl, porto avanti valori di destra ma mi ritengo un democratico - ha spiegato lo stesso Aldeghi -. Sicuramente non faccio nessun passo indietro». Sulla stessa linea le dichiarazioni del candidato sindaco Enrico Elli: «E’ un collage fatto ad arte per screditare la nostra lista. Sono solo falsità e non chiederò le dimissioni di nessuno - ha ribadito Elli -. In caso di vittoria e della possibile elezione di Aldeghi posso comunque dire che sia io, che lui, che tutti gli esponenti della lista rispetteranno il protocollo e giureranno sulla Costituzione».

http://www.infonodo.org/

MALAPOLITICA & MALAFFARE AL COMUNE DI MILANO E NELLA GIUNTA MORATTI


Il coordinatore del Pdl e candidato alle elezioni comunali Marco Osnato direttore dell'area gestionale dell'Aler è finito ieri sotto inchiesta per gli appalti per i lavori di pulizie e gestione del verde all’interno dell'Aler: le accuse sono di turbativa d'asta e corruzione. È il secondo candidato del Pdl alle elezioni comunali indagato, dopo Roberto Lassini della lista Moratti, inquisito per i manifesti «Via le Br dalle Procure».

1) Moratti condannata per gli “incarichi d’oro”.

2) Assenteismo della Moratt:

3) Nella Giunta Moratti anche elementi indagati per corruzione

4) due consiglieri indagati Guido Manca e Stefano Di Martino

5) Sull’ex cava di sabbia di Geregnano utilizzata per trent’anni come discarica, si è deciso di costruire un quartiere intero con l’avvallo del Comune senza prevedere l’asportazione dei due milioni di metri cubi di rifiuti tossici.

6) arresto del Presidente della Commissione urbanistica Milko Pennisi per tangenti

7) nel marzo 2005 il Comune di Milano autorizza il gruppo Zunino a costruire su oltre un milione di metri quadrati di aree contaminate dell'ex acciaieria Radaelli e dell'ex Montedison, a Santa Giulia

8) Nel dicembre del 2009 ha annunciato di voler dedicare una via di Milano a Bettino Craxi

9) Moratti tergiversa sull’attivazione di un tavolo sugli appalti per verificare il grado di trasparenza e di legalita'

10) La Moratti era al corrente delle criticità dei contratti di derivati

11) Buffet ''sospetto'' organizzato nel municipio di Palazzo Marino e il cui appalto sarebbe stato affidato a un'impresa collusa con la 'ndrangheta. (ANSA 12-MAR-10)

12) l’assessore all'Ambiente Paolo Massari di dimette accusato da due donne di comportamenti sconvenienti (ANSA 05-GIU-10)

13) propaganda elettorale della Moratti al compare ciellino formigoni attraverso il sito del Comune. (ANSA 02-MAR-10)

14) in carcere dirigente del Comune di Milano per racket del caro estinto (ANSA 04-FEB-09).

15) Legami imprenditoriali intercorsi tra le societa' partecipate dall'amministrazione e due cooperative, le societa' Cgs New Group e Csi Milano, riconducibili agli eredi di Vittorio Mangano, criminale mafioso (ANSA 22-GEN-10)

16) ghisa che falsificavano i pass per la sosta sulle strisce gialle e blu, vendendoli

17) la Moratti ha mandato ai cittadini un opuscolo celebrativo a spese del Comune

18) Il sindaco di Milano Letizia Moratti e' stata condannata in appello dalla Corte dei Conti del Lazio a pagare 50mila euro per una consulenza da oltre 180mila euro affidata a Ernst&Young nel 2001, quando era Ministro dell'Istruzione. (ANSA 08-OTT-10)

19) inchiesta nel 2009 sulle presunte mazzette per i controlli nelle discoteche: l’allora comandante dei vigili, Emiliano Bezzon, coinvolto lascia l’incarico. Nuove intercettazioni hanno chiamato in causa anche una ex dirigente comunale, Rita Amabile (oggi a Milano Sport).

20) Scandalo Affittopoli del febbraio 2011

21) Gabriele Moratti, figlio del sindaco, è finito nel registro degli indagati per violazione in materia edilizia: avrebbe infatti ristrutturato senza permessi cinque capannoni per farne una Batman-house

22) le casse di Atm trasformate in salvadanaio per la campagna elettorale della Moratti

23) Moratti si fa pubblicità a spese degli inquilini Aler

24) Roberto Lassini, candidato alle comunali di Milano per il Pdl, è stato recentemente indagato con altre due persone per vilipendio dell'ordine giudiziario dalla Procura milanese in relazione a deliranti manifesti.

Caduta, caduta è Babilonia la grande e divenuta adesso albergo del demonio .

1) Moratti condannata per gli “incarichi d’oro”. A seguito dell'elezione a sindaco, assieme al direttore generale Gianpietro Borghini, Moratti licenziò senza giusto motivo una decina di dirigenti del Comune , affidando quasi contemporaneamente 54 incarichi a consulenti esterni, spesso senza requisiti. Per tale spoil-system, Moratti è stata condannata il 24 marzo 2009 dalla Corte dei Conti a risarcire il Comune, e la magistratura ordinaria ha definito "censurabile" il suo comportamento e ravvisato un illecito amministrativo di abuso d'ufficio materiale, pur senza rilievi penali. Letizia Moratti viene condannata dalla Corte dei Conti, assieme a Giampiero Borghini ed altri. Nella motivazione della sentenza, la Corte parla di nomine politiche, che mortificano le professionalità interne, e di sovradimensionamento dell'ufficio stampa, con un numero di giornalisti giustificabile solo per un giornale. Moratti dovrà risarcire 236.000 e 125.000 euro allo stesso Comune di Milano. Nonostante la condanna, Letizia Moratti non è intervenuta in Consiglio Comunale, e non ha fatto sapere cosa intenda fare dei funzionari.
Il 28 agosto 2010 il GIP ha archiviato le accuse di abuso d'ufficio, pur definendo "censurabili sotto diversi profili" le modalità di rimozione dei dirigenti. Pur non configurandosi un reato penale, il magistrato ha rilevato un abuso d'ufficio materiale (illecito amministrativo) in relazione a:
* il superamento del limite del 5% nel conferimento di incarichi direttivi al di fuori della dotazione organica (massimo 10 consulenti anziché 50);
* il conferimento di incarichi a persone prive di requisiti (non laureati);
* la mancanza di un corretto iter nella nomina dei nuovi dirigenti, avvenuta con criteri poco trasparenti [8] .

2) Assenteismo della Moratti: Letizia Moratti è stata criticata per la scarsa presenza in Consiglio Comunale: 6 presenze nel 2008 e 3 nel 2009, di cui l'ultima il 21 ottobre 2009, per la presentazione di un primo bilancio del mandato. Dei 61 rappresentanti di giunta e consiglio, Letizia Moratti è ultima per presenza alle votazioni, con un totale del 5%. Il sindaco Moratti è stata inoltre richiamata dal presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmieri per non aver risposto alle 100 interrogazioni portate da un consigliere di opposizione ai sensi del regolamento.

3) Nella Giunta Moratti anche elementi indagati per corruzione.
Tra gli assessori figurano anche personaggi coinvolti nelle indagini della magistratura per fatti di corruzione come la berlusconiana Ombretta Colli, ex assessore comunale al Decentramento implicata quand'era presidente della Provincia in scambi di favori col costruttore Marcellino Gavio che da azionista privato fu favorito nella scalata all'autostrada Milano Serravalle SpA, controllata dalla Provincia, in cambio di sovvenzioni alla campagna elettorale della Colli (l'inchiesta si è conclusa con un niente di fatto, perché i magistrati non hanno trovato proporzione tra gli immensi favori concessi da Colli e il sostegno, in fondo "modesto", ricevuto da Gavio).
Troviamo anche il forzista Giovanni Terzi, assessorato Sport e Giovani, arrestato nel 1998 perché accusato di aver intascato una mazzetta da 100 milioni di lire per una corposa variante al piano regolatore quand'era assessore all'Urbanistica a Bresso.
All'assessorato alla Cultura, poi, c’era il narcisista provocatore Vittorio Sgarbi, condannato nel 1996 a 6 mesi e 10 giorni definitivi con sentenza della Pretura di Venezia per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato (per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del ministero dei Beni culturali).
E infine non poteva mancare il nepotismo: all'assessorato ai Servizi comunali e Anagrafe troviamo Stefano Pillitteri, figlio dell'ex sindaco craxiano Paolo ma soprattutto nipote del defunto, superinquisito e latitante di tangentopoli, Bettino Craxi. Pillitteri porta con fierezza, in bella mostra, il ritratto di zio Bettino sulla scrivania a simboleggiare la Milano della corruzione.

4) due consiglieri indagati Guido Manca e Stefano Di Martino.
Di Martino è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata e abuso d’ufficio. Per il giudice avrebbe dato il via a finanziamenti pubblici per 580mila euro ad Alkeos, una onlus, nata nel 2004, con il compito di integrare la comunità cinese nel tessuto milanese. Tanto denaro a cosa serviva? Per iniziative, sostengono i carabinieri, che non sempre si sono realizzate. Tra le varie ed eventuali i 44mila euro stanziati per il giornaletto bilingue stampato in 4mila copie, oppure gli 80mila euro per il consultorio di ostetricia all’ospedale Buzzi, quando la struttura ospedaliera era già un punto di riferimento per la comunità cinese. E ancora: 85mila euro per 150 questionari da distribuire. Progetto, annotano gli inquirenti, supportato da non precisate consulenti. Il 24 giugno scorso, lo stesso Di Martino ha incassato una condanna a nove mesi con pena sospesa per ingiuria, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e adunata sediziosa. Tutti reati commessi durante la rivolta di Chinatown del 13 aprile 2007, arrivata due settimane prima dall’omicidio di due ragazzi cinesi, episodio che ha portato via Paolo Sarpi sulle prime pagine dei giornali nazionali.
Un rinvio a giudizio che Di Martino condivide con Guido Manca, ex assessore e presidente del Cda di Metroweb, azienda partecipata dalla municipalizzata A2A. E manco a farlo apposta lo stesso Manca tra pochi giorni si unirà alla pattuglia morattiana in visita a Shanghai. Il suo arrivo è previsto per il prossimo 25 ottobre. Esattamente il giorno in cui è convocata l’udienza preliminare. Contro Manca e Di Martino, il Comune di Milano si è costiuito parte civile come si capisce leggendo la delibera di giunta dell’8 ottobre scorso. Nel processo penale si presenterà anche la psicologa milanese Emanuela Troisi, già presidente della onlus Alkeos. Secondo il pm Grazia Pradella, avrebbe incassato i 580mila euro in due tranche tra il 2004 e il 2005. Una terza tranche da 200mila euro sarà invece bloccata dalla stessa Moratti pochi mesi dopo il suo insediamento nel 2006. Fondata nel 2004, la Onlus con sede in piazza Gramsci a due passi da via Paolo Sarpi e dal cuore di Chinatown, nel tempo ha avviato corsi di lingua cinese, rapporti con l’Asl o iniziative sociali come il concorso di Miss China in Italy. La richiesta di finanziamenti parte in quello stesso 2004 quando però l’associazione non è ancora nata. Nonostante questo, Emanuele Troisi con il supporto di Stefano Di Martino, allora presidente della commissione Sicurezza, inizia un’istruttoria formale. Qui la palla passa a Manca. Il quale, secondo quanto scrive il pm, pur conoscendo la situazione presenta due delibere per 580mila euro. L’inchiesta, poi, si sofferma sulla figura della stessa Troisi i cui interessi sembrano andare ben oltre il volontariato. Sempre nel 2004, fonda la Milan-China logistic srl con sede a Trezzano sul Naviglio. La società, cessata nell’inverno del 2008, si occupa di compravendita di beni immobili. Tra i soci compare anche l’ex vicesindaco ed ex assessore Giovanni Berardinello. L’obiettivo è quello di creare un centro di distribuzione per i grossisti cinesi fuori città. Tra i soci c’è anche l’imprenditore Hsi Sun Tsi, titolare di un noto ristorante di piazza Oberdan. Nulla di illegale, ovviamente, ma suona quantomeno stravagante questa commisitione nella Milan-China di politici e imprenditori.

5) Due milioni di metri cubi di rifiuti tossici, 300 mila metri quadri messi sotto sequestro, indagati funzionari pubblici e alcuni responsabili di cantiere. La più grande riqualificazione urbana degli ultimi anni blindata dalla magistratura. Eppure il Comune di Milano la considerava un’operazione brillante. L’esempio sbandierato di una nuovo modo di costruire. L’assessore allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, lo aveva detto: “Grazie a questo intervento trasformeremo una grande area degradata in un parco”.
Così non sarà, perché l’ex cava di Geregnano oggi è una discarica a cielo aperto. Una discarica sulla quale prima la Regione e poi Palazzo Marino hanno dato il via libera per costruire. Stiamo parlando della Zona Calchi Taeggi, periferia ovest della città. Qui dovevano sorgere 1300 appartamenti, centri commerciali, una residenza sanitaria per disabili della Fondazione don Gnocchi e uno dei parchi che rientrano nel progetto “Vie d’acqua Expo”. Solo uno dei mille interessi che hanno incrociato questo affare e che in qualche modo hanno traghettato il progetto verso l’ok definitivo, nonostante l’assenza di una bonifica vera. Parola assente dalla delibera del Comune.
L’inchiesta è partita lo scorso giugno dopo un esposto di un comitato di cittadini assieme al circolo di Legambiente Milano Ovest. A ottobre poi l’Asl ha stilato un rapporto in cui, dopo una serie di accertamenti, indica che la falda acquifera è pesantemente inquinata da sostanze cancerogene. Nulla da stupirsi. L’ex cava di sabbia di Geregnano è stata utilizzata per trent’anni come discarica. Su quest’area avvelenata quattro anni fa si è deciso di costruire un quartiere intero. Non solo: il progetto avvallato dal Comune non prevedeva l’asportazione dei due milioni di metri cubi di rifiuti tossici, ma la loro copertura con un telo dello spessore di un millimetro e mezzo. Per questo la magistratura, oltre ai dirigenti delle operazioni di recupero e costruzione ha indagato anche alcuni dirigenti pubblici. Achille Rossi, responsabile del settore Piani edilizi del Comune, Annalisa Gussoni, responsabile delle bonifiche e il dirigente dell’Arpa (l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), Paolo Perfumi. Secondo gli inquirenti le autorizzazioni rilasciate dal Comune alle società costruttrici erano “tutte illegittime” e tutte a vantaggio delle società cui era stata affidata l’operazione di bonifica. A Milano la politica sapeva dei veleni della ex Cava Cabassi, ma hanno taciuto. Sulla pelle di chi, per acquistare gli appartamenti, ha contratto i debiti. (il Fatto quotidiano 12/112010)

6) arresto del Presidente della Commissione urbanistica Milko Pennisi per tangenti: a San Vittore per aver intascato una mazzetta da 10 mila euro. È la conferma che il perverso intreccio tra politica e affari e' ancora presente in questa citta'. C’è purtroppo un modo diffuso di concepire la politica come strumento per perseguire interessi privati e non per mettersi al servizio della collettivita'

7) nel marzo 2005 il Comune di Milano autorizza il gruppo Zunino a costruire su oltre un milione di metri quadrati di aree contaminate dell'ex acciaieria Radaelli e dell'ex Montedison, a Santa Giulia. Un tecnico ciellino, Vittorio Tedesi, ora indagato, si accontenta di un "piano scavi": ripulire tutto è inutile, basta e avanza cambiare terra solo nelle zone da ricostruire. Quindi Zunino appalta il disinquinameno a Giuseppe Grossi, il re degli inceneritori privati, che subappalta a due imprese collegate: Lucchini-Artoni ed Edilbianchi. Poi arrivano i magistrati: Grossi ha usato fatture offshore per rubare 23 milioni di fondi neri, nascosti all'estero grazie a riciclatori come Rosanna Gariboldi, moglie dell'onorevole Giancarlo Abelli, il ras della sanità lombarda oggi al ministero della Cultura. Arrestati tra le proteste dei big del Pdl, Grossi e Gariboldi risarciscono e patteggiano. Intanto un sindacalista della Cgil manda ai pm una mappa di Santa Giulia piena di zone nere: i veleni sono ancora lì, i misuratori di inquinanti "sono stati distrutti", il "percolato" tossico delle discariche ha invaso le falde. Ddt, pesticidi e scorie che i tecnici classificano così: "Sostanze cancerogene, che mettono a rischio la fertilità e possono danneggiare i bambini non ancora nati. Come al solito, si è risparmiato sulla bonifica

8) Nel dicembre del 2009 ha annunciato di voler dedicare una via di Milano a Bettino Craxi. La decisione non ha ancora avuto seguito grazie alla mobilitazione dei milanesi onesti. Onorare con una via i politici condannati per corruzione e fuggiti in latitanza è un pessimo esempio per i cittadini, da parte del sindaco Moratti, che si inchina ad Hammamet per genuflettersi verso Arcore. Craxi sul piano politico ha indebitato il Paese, su quello giudiziario era un pluricondannato che ha fatto il latitante e ha usato le istituzioni per fregare i soldi ai cittadini.

9) Moratti tergiversa sull’attivazione di un tavolo sugli appalti per verificare il grado di trasparenza e di legalita' , come denunciato dalla Cgil di Milano, che, insieme a Cisl e Uil aveva chiesto al sindaco di Milano Letizia Moratti, un’iniziativa in questo senso, finalizzata a combattere i fenomeni di criminalita' economica del settore edile. (ANSA 07-NOV-06)

10) La Moratti era al corrente delle criticità dei contratti di derivati : Nel 2009 il Comune di Milano ha intentato un'azione legale per truffa ai danni delle banche con cui aveva stipulato contratti di derivati collegati a un bond di 1,68 miliardi di euro. Ma le criticità contrattuali al centro dell’esposto, e tuttora oggetto del processo penale a carico degli istituti, erano state rese note al sindaco Letizia Moratti già nel febbraio 2008. Lo prova un documento redatto dallo studo legale Pavia e Ansaldo, consegnato a mano (non direttamente dai consulenti) allo stesso primo cittadino del capoluogo lombardo. Nel testo, mai protocollato tra gli atti comunali, i legali giudicano “non corretta” la valutazione sull’effettiva convenienza dell’atto, ipotizzando per questo possibili “responsabilità sotto il profilo amministrativo e civilistico”. Palazzo Marino insomma era stato avvertito che l'operazione, pensata per garantire un risparmio all’ente pubblico, era un affare solo per le banche. Che secondo il Pm Alfredo Robledo avrebbero infatti “spogliato dolosamente” l'amministrazione.

11) Buffet ''sospetto'' organizzato nel municipio di Palazzo Marino e il cui appalto sarebbe stato affidato a un'impresa collusa con la 'ndrangheta. (ANSA 12-MAR-10) Il caso e' stato segnalato in un articolo comparso sul quotidiano 'Il Fatto': la Servizi Catering, il cui fondatore Andrea Madaffari e' ora in carcere per presunti legami con le 'ndrine operanti nell'hinterland del capoluogo lombardo, avrebbe organizzato un buffet nella sede del Comune di Milano. Quanti e quali servizi tale societa' ha prestato a Palazzo Marino o in altre sedi comunali? E su incarico di chi? (ANSA 12-MAR-10)

12) assessore all'Ambiente Paolo Massari di dimette accusato da due donne di comportamenti sconvenienti (ANSA 05-GIU-10)

13) Foto del valzer della Moratti con Formigoni sul sito istituzionale del Comune. Il sindaco Moratti per aver autorizzato la pubblicazione della foto nel sito del Comune, facendo così implicitamente propaganda elettorale al compare ciellino attraverso il sito del Comune. (ANSA 02-MAR-10)

14) in carcere dirigente del Comune di Milano per racket del caro estinto (ANSA 04-FEB-09). Oltre 300 mila euro di tangenti in quasi tre anni per favorire o rendere piu' veloci le pratiche per un posto al cimitero. Finiti in carcere Luigi Balladore e Carla Ferrari, il direttore e la funzionaria del Settore Servizi Cimiteriali del Comune di Milano.

15) Legami imprenditoriali intercorsi tra le societa' partecipate dall'amministrazione e due cooperative, le societa' Cgs New Group e Csi Milano, riconducibili agli eredi di Vittorio Mangano, criminale mafioso .(ANSA 22-GEN-10) morto nel 2000 che lavoro' per qualche anno nella residenza a Arcore di Silvio Berlusconi. Un’ interrogazione in tal senso è avvenuta in seguito a un servizio del settimanale 'L'Espresso'

16) nel luglio 2009 un'indagine lampo condotta dai vigili, coordinati dalla procura, portò alla denuncia di 16 loro colleghi (4 ufficiali e 12 agenti), ghisa che falsificavano i pass per la sosta sulle strisce gialle e blu, vendendoli a commercianti che li usavano per muoversi agilmente in città senza pagare il ticket.

17) Come affermano il 26 novembre 2010 le opposizioni in Consiglio comunale, la Moratti ha già mandato ai cittadini un opuscolo celebrativo a spese del Comune, e in questi giorni sta inviando una lettera ai genitori sempre a spese dei contribuenti.

18) Il sindaco di Milano Letizia Moratti e' stata condannata in appello dalla Corte dei Conti del Lazio a pagare 50mila euro per una consulenza da oltre 180mila euro affidata a Ernst&Young nel 2001, quando era Ministro dell'Istruzione. (ANSA 08-OTT-10) Consulenza finalizzata alla riorganizzazione del Ministero. La Corte dei Conti, nella sentenza del 20 aprile scorso, depositata il 24 settembre, ha giudicato ''antigiuridico e produttivo di danno erariale il conferimento di incarichi per attivita' alle quali si possa far fronte con personale interno o che siano estranee ai fini istituzionali o che siano eccessivamente onerose in rapporto alla disponibilita' di bilancio''. La Corte ha rilevato che il disegno di riorganizzazione del Ministero, risultante dall'accorpamento dei vecchi ministeri della pubblica amministrazione e della ricerca era gia' contenuto nel decreto legislativo n.300 del 1999 che prevedeva un'articolazione in dipartimenti. Quindi ''non e' dato comprendere - si legge nella sentenza - quali fossero le ragioni di un'addotta straordinarieta' che non potesse essere fronteggiata con le forze interne all'amministrazione e che rendesse invece necessario il ricorso a una societa' di consulenza esterna''. Inoltre, ''l'incarico ha manifestato anche una pressoche' totale disutilita', tenuto conto che il regolamento di organizzazione del Ministero unificato e' stato adottato con Dpr n.319 del 2003 senza che vi sia nelle norme una tangibile traccia dello studio commissionato all'esterno, con un esborso per l'erario di oltre 180mila euro''. Stabilita l' ''antigiuridicita' e la disutilita' dell'incarico'', la Corte ha reputato che per la Moratti e per il suo dirigente Maria Domenica Testa sussista anche ''l'elemento soggettivo della responsabilita' sia pur non nella forma del dolo bensi' della colpa grave''.

19) su Palazzo Marino si abbatte l’inchiesta sulle presunte mazzette per i controlli nelle discoteche. È il 2009 e l’allora comandante dei vigili, Emiliano Bezzon, coinvolto nella vicenda, lascia l’incarico. Su quell’addio, Letizia Moratti dice la sua verità solo un anno dopo, e solo grazie alla pressione di nuove intercettazioni, che chiamano in causa anche una sua ex dirigente comunale, Rita Amabile (oggi a Milano Sport).

20) Scandalo Affittopoli del febbraio 2011: la Procura di Milano ha avviato un’inchiesta per abuso d’ufficio e truffa aggravata nell’ambito dell’assegnazione di case appartenenti a diversi Enti, dal Trivulzio, al Policlinico, all’Aler, all’istituto Golgi-Redaelli. Parallelamente, e in accordo con la procura, sta effettuando degli accertamenti anche la Corte dei Conti. Ci sono liste di nomi noti che affittano e comprano case destinate ai bisognosi a bassissimo prezzo. Il patrimonio sociale di tutti, affidato al governo della politica, è stato gestito per favorire gli amici degli amici.
L'emergenza abitativa in cui Milano si trova da 20 anni sarebbe già risolta se tutte le case sfitte (e quelle requisite a chi non avrebbe alcun titolo di permanervi) di Trivulzio, Aler, Policlinico venissero assegnate a chi ne ha realmente bisogno, attraverso graduatorie e con canoni in base al reddito, non regalate direttamente agli amici della cricca, pidiellini e mafiosi che si scambiano favori e si spartiscono i privilegi.

21) Gabriele Moratti, figlio del sindaco, è finito nel registro degli indagati per violazione in materia edilizia: avrebbe infatti ristrutturato senza permessi cinque capannoni per farne una Batman-house, con un ring per la boxe e un poligono di tiro insonorizzato, sala fitness di 200 metri quadrati con grande vasca idromassaggio, sauna, bagno turco, piscina salata e soppalco-palestra, ponte levatoio, cinema privato, immense camere da letto di cui una con mobili in pelle di squalo.

22) le casse di Atm trasformate in salvadanaio per la campagna elettorale della Moratti. Nel marzo 2011 viene inviata in omaggio ai milanesi del quartiere Adriano una tessera ricaricabile con un biglietto urbano già caricato omaggio e una lettera di accompagnamento firmata direttamente dal sindaco Moratti, che si dice "lieta di inviare il piccolo omaggio".

23) Moratti si fa pubblicità a spese degli inquilini Aler: già per le elezioni Regionali il giornale dell’Aler “Il Tetto” era stato usato per la campagna per Formigoni, ora, a marzo 2011, è il terzo numero consecutivo che viene usato dalla Moratti. Ma il foglio è pagato con gli affitti degli inquilini per trovarvi le informazioni sui servizi Aler!

24) Roberto Lassini, presidente dell' associazione 'Dalla parte della democrazia' e candidato alle comunali di Milano per il Pdl, è stato recentemente indagato con altre due persone per vilipendio dell'ordine giudiziario dalla Procura milanese in relazione a deliranti manifesti con la scritta 'Via le Br dalle Procure'. Qusti farneticanti manifesti sono frutto del clima d’odio seminato da Berlusconi nei confronti della magistratura.

martedì 3 maggio 2011

SCREZI INTERNI IN VENETO IN SENO ALLA MAGGIORANZA

Siamo a poca distanza dal 25 aprile e solo per altri fatti di cronaca più incombenti posto questo contributo solo ora ma non perché meno importante di altri,anzi di una certa rilevanza in quanto in un'altra occasione dei giovani e meno rappresentanti politici del centrodestra,in questo caso del Pdl,si sono comportati da quel che sono,ovvero dei neofascisti repressi.
In questo caso,che riguarda il coordinatore vicentino della Giovane Italia(il movimento dei piccoli berlusconiani che crescono e molto male)Alessandro Benigno,che essendo mica tanto ferrato sulla storia della Liberazione italiana perchè stupido per cazzi suoi o perché così c'è diventato,che in un paesello della provincia di Vicenza è stato ritratto con un gruppo di sorci neri dietro alla bandiera della repubblica di Salò salutando a braccio teso.
E le foto di questi stronzetti sono di dominio pubblico una volta messe in Facebook o ricoprendo cariche pubbliche,quindi le metto pure io per farli riconoscere meglio a chi sta più vicino loro:l'altro personaggio è la madrina del movimento dei fighetti pidiellini Elena Donazzan,assessore del Pdl nella regione del Veneto,una razzista pure lei che non festeggia il 25 aprile in quanto tiene più ai morti repubblichini che a quelli partigiani.
La querelle è nata cominciando dalla denuncia delle opposizioni alla visione della foto di questo non furbetto giovane nostalgico e dei suoi imberbi compagni di merende,ma la mazzata e il commento più duro arriva dall'eurodeputata leghista(!?)Mara Bizzotto che taccia la politicante della sua stessa area politica di essere stata sopraffatta dai suoi rigurgiti fascisti e domandando alla stessa Donazzan:“Faccio una semplice domanda alla Donazzan: lei sta dalla parte del Boia di Bassano o dalla parte dei partigiani e delle vittime innocenti di viale dei Martiri?Lei sta dalla parte della barbarie nazifascista o dalla parte di chi ha combattuto per la libertà?”.
Che le poche idee(e molto confuse)in testa al centrodestra soprattutto in Veneto dove Lega e Pdl da sempre si guardano in cagnesco si attende il secondo round del match in quanto il governatore Zaia(che rimane comunque un razzista)e la Donazzan non si possono vedere per motivi descritti nell'articolo tratto da"Il fatto quotidiano"segnalato da Indymedia Lombardia.
In Veneto Pdl e Lega litigano su 25 aprile e saluto romano.

Il coordinatore della provincia di Vicenza dei giovani del Pdl festeggia il 25 aprile con tanto di bandiera della Repubblica sociale. A sua difesa interviene Elena Donazzan, assessore Pdl in Regione: "E' stata una goliardata". E l'eurodeputato leghista Mara Bizzotto sbotta: "Donazzan dà sfogo ai suoi rigurgiti fascisti"

Il Pdl, per non perdere la faccia, ha chiesto l’espulsione di quei ragazzi un po’ così, fotografati a Vicenza il giorno della Liberazione, con la bandiera della Repubblica sociale e il braccio teso. Probabile che non basti per placare le polemiche. Anche perché i giovani ritratti in quella foto godono (o godevano) di padrini politici di tutto rispetto. In primis l’assessore del Pdl all’Istruzione della regione Veneto, Elena Donazzan, mica l’ultima arrivata. E poi nelle foto c’è quell’Alessandro Benigno che è coordinatore provinciale della Giovane Italia (movimento giovanile del Pdl) e di Donazzan è quasi un figlioccio. Tanto che l’assessore continua a difendere lui e i suoi compari. E sulla polemica interviene anche la Lega. In una regione in cui gli attriti tra Carroccio e Pdl non sono solo una questione di foto e saluti romani.

Quello che è successo è molto semplice, forse neppure stupefacente, visti i nomi e cognomi in gioco. Si tratta di un saluto romano, con tanto di bandiera della Repubblica Sociale Italiana, immortalato da alcuni ragazzi di Vicenza in una foto che, postata su facebook, ha fatto presto il giro della rete scatenando reazioni sconcertate. A desta e a sinistra, ma soprattutto nella Lega. La foto è stata scattata il 25 aprile, quando le nuove leve del Pdl hanno festeggiato la Liberazione a modo loro, ossia partecipando assieme all’assessore Donazzan, alla messa in ricordo delle vittime della Foiba “Bus de la Spaluga”, nel Vicentino.

Donazzan – dice – non avrebbe mai posato per uno scatto simile, con il braccio teso e il tricolore di Salò. “E lì non c’ero, me ne ero già andata”. Però non ci sta a vedere “i suoi ragazzi” alla gogna per quella che “è stata soltanto una provocazione futurista, una goliardata”. Se proprio bisogna prendersela con qualcuno, spariglia l’assessore, quel qualcuno “è semmai il sindaco di Vicenza Achille Variati (Pd), che dal palco del 25 aprile ha usato parole durissime contro questi ragazzi, che lui vuol vedere ad ogni costo nostalgici fascisti, anche se non lo sono. E così loro, prendendolo in giro, lo hanno accontentato, mettendosi in posa”. La Donazzan, madrina della Giovane Italia, aveva espresso anche in precedenza la sua personale visione sul 25 aprile, definendola una “festa non di tutti” e giurando di non celebrarla “fino a che non saranno rispettati tutti i morti, non solo quelli della Resistenza”.

La spiegazione però non convince e apre anche una spaccatura all’interno dello stesso centrodestra veneto. “Le parole dell’assessore Donazzan, che a ogni 25 aprile dà sfogo ai suoi rigurgiti fascisti, sono francamente vergognose, e sono tanto più inaccettabili perché pronunciate da un esponente politico di un territorio, quello Bassanese, che è stato teatro di crimini atroci compiuti dai nazifascisti come il noto eccidio di Viale dei Martiri”, ha dichiarato l’europarlamentare della Lega Nord Mara Bizzotto da Bassano del Grappa. “Faccio una semplice domanda alla Donazzan: lei sta dalla parte del Boia di Bassano o dalla parte dei partigiani e delle vittime innocenti di viale dei Martiri? Lei sta dalla parte della barbarie nazifascista o dalla parte di chi ha combattuto per la libertà?”.

Ma ora è atteso Luca Zaia, che per il momento ha aspettato sornione l’evolversi della situazione. Anche perché il governatore e Donazzan non sono mai andati d’accordo. Anzi. Quasi una guerra fratricida all’interno della coalizione che guida il Veneto. Con la Donazzan che più di una volta si è messa contro il governatore. L’ultima volta sulla votazione della giunta in merito agli ottantamila metri quadri di terreno di proprietà di un senatore leghista, Alberto Filippi, che sono diventati edificabili e destinati all’ennesimo centro commerciale nel Vicentino. Il dissenso dell’assessore del Pdl Donazzan fu più che plateale: al momento del voto in giunta se n’è andò. E Zaia, senza giri di parole, il giorno stesso disse che “in giunta non esistono obiettori di coscienza. O si vota a favore oppure si fanno mettere a verbale i motivi del no o dell’astensione. Una terza opzione non esiste”.

Zaia non vede l’ora di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. E la vicenda del saluto romano potrebbe essere il pretesto giusto. Zaia per il momento ha aspettato sornione l’evolversi della situazione, ma ora potrebbe prendere provvedimenti. Anche perché non si tratta solo di braccia tese, ma di governo e di un assessore che gli ha sempre remato contro.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/29/in-veneto-pdl-e-lega-litigano...

lunedì 2 maggio 2011

MORTO UN BIN LADEN SE NE FA UN ALTRO

La notizia della morte,alcuni dicono presunta,dell'obiettivo statunitense numero uno Osama Bin Laden,ha fatto il giro del mondo in poche ore riuscendo a scavalcare addirittura la beatificazione di Wojtyla(anzi c'è qualche idiota che dice che questo sia stato proprio un miracolo dell'ex papa)e suscitando scene di gioia soprattutto negli Usa ed in Israele.
Finalmente si spera che gli stessi Usa potranno lasciare l'Afghanistan che per dieci anni è stato massacrato proprio per cercare Bin Laden(ucciso in Pakistan comunque)anche se purtoppo non si è uccisa Al Qaida e come nel caso dei capi mafia vige il detto morto un papa se ne fa un altro,per rimanere in tema.
Infatti c'è già il Mullah Omar che è subentraro come nemico pubblico numero uno,con i fanatici islamici che giurano vendetta e maggiori ritorsioni contro Usa ed alleati:se gli Stati Uniti credono di aver sconfitto il terrorismo degli integralisti islamici si sbagliano di grosso,anzi ora sono molto più incazzati.
Il contributo odierno che è la cronaca che tutti hanno dato del raid e della successiva sparizione del cadavere del leader di Al Qaida è di"Senza Soste",che rimarca che la prima foto fatta girare dai media comunque è datata 2006 e che è un falso:sono stati ripresi articoli tratti dal sito di"Peacereporter"di Maso Notarianni.

Ucciso Osama Bin Laden.Un falso la prima foto del cadavere.
Il presunto autore degli attentati alle torri gemelle e al pentagono di quasi 11 anni fa ucciso da un commando Usa che ne ha anche recuperato il cadavere. E questa volta non ci dovrebbero essee dubbi, visto che la notizia è stata data direttamente dal presidente Obama, che ha anche detto di avere autorizzato lui stesso, una settimana fa, l'operazione compiuta ad Abbotabad, una cittadina di 30 mila abitanti sotto l'Himalaya, nella valle di Orash a nord di Islamabad.

Eppure, i talebani smentiscono: secondo Geo tv, una delle principali emittenti del Pakistan, il gruppo Tehrik-e-Taleban Pakistan (Ttp) ha smentito la notizia della morte di Osama bin Laden. Il Ttp è il principale gruppo talebano considerato responsabile per le principali stragi terroristiche degli ultimi anni e legato ad al Qaida. Le sue basi si trovano nelle regioni tribali del nord ovest, vicino al confine con l'Afghanistan, e in particolare nel distretto del Waziristan, teatro delle operazioni segrete compiute dalla Cia con aerei droni.

La notizia l'ha data per prima la Cnn, alle 4.40 ora italiana circa. Osama Bin Laden è morto, ucciso da un commando Usa che ne ha anche recuperato il cadavere.

Secondo il New York Times e altri organi di stampa Usa, Bin Laden sarebbe stato ucciso circa una settimana fa con un colpo di arma da fuoco alla testa nel corso di una operazione dei servizi speciali Usa e il corpo sarebbe in mano alle autorità Usa.

Link: Un falso la prima foto del
cadavere:http://it.peacereporter.net/articolo/28242/Un+falso+la+prima+foto+del+cadavere

Affermando, in un inconsueto intervento televisivo in diretta che «giustizia è stata fatta», Obama ha dato qualche dettaglio sull'operazione, una delle priorità della sua presidenza. Il raid è stato autorizzato una settimana fa, dopo mesi di indagini. Osama è stato ucciso con un colpo di arma di fuoco alla testa ed il suo corpo sarebbe stato recuperato dagli Stati Uniti. Secondo fonti giornalistiche americane, Osama si trovava insieme con alcuni familiari in una proprietà dei pressi della capitale del Pakistan. Non ci sarebbero stati feriti Usa nell'operazione condotta dalla Cia, come ha implicitamente confermato Obama, spiegando di avere incaricato dell'operazione il numero 1 dell'agenzia, Leon Panetta, sin dall'inizio della presidenza.

Almeno altre tre persone sono state uccise, oltre ad Osama bin Laden, nella operazione contro il leader di Al Qaida, riferiscono fonti del Pentagono. Una delle tre vittime sarebbe un figlio adulto di Osama bin Laden.

L'annuncio dell'uccisione di Osama ha avuto conseguenze immediate, anche economiche: il dollaro è risalito sui mercati asiatici, dopo una scorsa settimana difficile. A Washington, centinaia di persone sono accorse di fronte ai cancelli della Casa Bianca, cantando «Usa, Usa» e sventolando, tra urla di gioia, bandiere a stelle e strisce. A poco più di un anno dalle elezioni presidenziali del novembre 2012, Obama ha tenuto a dare la dovuta solennità all'annuncio, effettuato in diretta dalla East Room della Casa Bianca, dopo avere informato alcuni leader mondiali e i principali leader politici degli Stati Uniti.

Migliaia di persone sono andate a Ground Zero per festeggiare la morte di Osama. A quasi 10 anni dall'attacco contro le Torri gemelle, New York scende in piazza: clacson suonano per la città. Cantando l'inno nazionale e al grido di 'Yes we can', i newyorkesi celebrano la morte dell'autore dell'attentato più sanguinoso in territorio americano. C'è chi arriva avvolto nella bandiera americana, chi piange, chi ricorda le vittime dell'attentato con fiori e candele.

Il corpo di Osama Bin Laden, secondo il sorrispondente di Al Jazeera da Kabul, verrà portato nella base statunitense in Afghanistan di Bagram. Gli Stati Uniti assicurano che il copro del leader di Al Qaeda sarà trattato rispettando i dettami della tradizione islamica, ha assicurato ai giornalisti un ufficiale statunitense.

Link: Osama Bin Laden, il Frankestein creato dalla Cia:http://it.peacereporter.net/articolo/2961/Osama+Bin+Laden

Maso Notarianni

tratto da http://it.peacereporter.net/
2 maggio 2011

domenica 1 maggio 2011

CREDENTI O CREDULONI?

In questo periodo dove i massmedia sono stati monopolizzati dagli eventi planetari di nozze reali e di beatificazioni voglio lasciar perdere le prime,che evidentemente sono solo gossip e curiosità,mentre la seconda assume anche un tono politico non indifferente frutto di accordi tra la chiesa spa e il regime totalitario italiano.
In un periodo di elezioni amministrative che riguardano città importantissime per l'Italia,come Milano,Napoli e Torino,si ha un leggero sentore di volere accaparrarsi i voti dei cattolici che sono al momento al di fuori della maggioranza(vedi su tutti Casini)con la riproposta urgente di legge su temi cari ai credenti(o meglio creduloni)come fecondazione assistita,genetica,eutanasia,matrimoni misti,etc.
Inoltre la data scelta per la beatificazione di Wojtyla è molto simbolica in quanto il primo maggio è da sempre la data della festa dei lavoratori,mescolando il"sacro"col profano,accavallando due eventi come per voler ridicolizzare il secondo citato.
Dopo questa premessa vorrei soffermarmi sull'evento della beatificazione avvenuta dopo soli sei anni dalla morte di papa Giovanni Paolo II:mai prima un processo simile è stato avanzato così celermente,visto l'immenso iter burocratico che pure la chiesa spa ha.
Prima di questo articolo volevo riflettere e capire bene come impostare il post,ovvero scrivere qualcosa comunque di polemico contro un personaggio ambiguo tenendo comunque conto di esprimere le mie idee considerando che ci siano al mondo milioni di fedeli che hanno apprezzato e che tutt'ora venerano questa figura oltre a tutti gli altri santi e beati già esistenti.
Il nocciolo della questione è che devo aver rispetto di tutta questa gente se poi loro non rispettano me?
Perchè intendiamoci se tutti dovessimo seguire gli insegnamenti di Cristo piuttosto che Buddha o Confucio non saremo qui a farci o crearci problemi,ma sono stati proprio i papi per primi assieme a tutto il clero a cominciare a fuorviare insegnamenti splendidi e uscire fuori dal seminato.
Nel caso specifico di GP II la storia è testimone che questo papa sia stato di un anticomunismo del più irritante possibile(ed infatti oggi si vede che in Polonia comandano dei razzisti xenofobi come il Pis,Legge e Giustizia),portando agli apici della loro importanza e potenza corporazioni(o sette che è meglio)come l'Opus Dei,i Legionari di Cristo e Comunione e Liberazione.
Qusto papa(e come si potrà evincere dall'allegato odierno tratto da"Senza Soste"citando Gennaro Carotenuto)soprattutto ha fatto del male ai poveri,soprattutto a quelli africani col suo procreate all'infinito che intanto non c'è nulla da mangiare e guai a voi se usate il profilattico,e a quelli del centro e sud America ignorando e anzi osteggiando la Teologia della Liberazione,un movimento nato proprio in quei paesi,molto pericoloso dal punto di vista del pontefice perché era nata per aiutare realmente le persone(solo che era un movimento etichettato un tantino socialista dalla chiesa spa,con tanto di uccisioni di prelati come il Cardinal Romero).
Tornando a noi non dimentichiamoci che quest'ultima non paga un Euro di Ici allo Stato italiano,che la Banca Vaticana ricicla denaro sporco proveniente da ogni angolo della terra e che come detto prima la chiesa è diventata a tutto titolo proprio una Spa come la mafia,con interessi su tutto e tutti,in politica,nella sanità e nell'educazione.
E che dire,in questi giorni che gran ingresso di denaro con tutto il merchandising fatto sulle spalle di un"beato"a scapito di gente che dovrebbe credere un pò di meno ai miracoli e andare un pò di più a lavorare e aiutare realmente il prossimo,che a parole i cattolici sono tutti pronti all'accoglienza e alla carità ma con i fatti ai poveretti,clandestini,zingari,italiani o immigrati che siano,danno un gran calcio in culo(almeno la stragrande maggioranza di essi).
Concludo dicendo di non aver trattato altri temi cari ed insabbiati dal caro Karol come la pedofilia nella chiesa spa,che con tutte le proprietà ed i tesori che se solo in una piccola percentuale dovessero essere vendute e messe a disposizione dei bisognosi si risolverebbero molti problemi...e che fanno...elemosinano ancor di più con l'8 per mille.
Per la sua biografia ufficiale rimando a:http://it.wikipedia.org/wiki/Wojtyla, mentre per quella non ufficiale(e un pochino irriverente):http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Giovanni_Paolo_II.
Karol Wojtyla: quello che i media evitano di ricordare

Il primo maggio, occupando in maniera per niente casuale una data tradizionale del mondo del lavoro e della sinistra laica, Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, sarà beatificato appena sei anni dopo la morte. Per la chiesa cattolica è uno scalino necessario verso la santità.
Anche se circa due milioni di fedeli starebbero viaggiando verso Roma in queste ore, l’opera di Wojtyla mantiene aspetti polemici, rigorosamente dimenticati in questi giorni per le sue omissioni nelle denunce dei casi di pedofilia, per la sua alleanza con le dittature latinoamericane e con prelature discusse come l’Opus Dei e i Legionari di Cristo o per la sua guerra senza quartiere contro la modernità, la chiesa di base e lo spirito del Concilio Vaticano II.


Entrate nella cattedrale di San Salvador, in realtà poco più di una parrocchia di periferia rispetto allo splendore dell’Antigua Guatemala, la sede della Capitania dell’impero, e guardate alla destra della navata centrale. Non confondetevi! Quel sacerdote sorridente rappresentato in quella gigantesca pittura non è monsignor Oscar Arnulfo Romero, il vescovo assassinato nel 1980 dagli squadroni della morte del governo di ultradestra. Quel prete, lo sguardo mansueto del quale è impossibile evitare di incrociare, è San José María Escrivá de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, l’organizzazione che riunisce cattolici eccellenti e della quale Karol Wojtyla fu sdoganatore e sicuro alleato politico. Tanto alleato da santificare il polemico sacerdote basco senza considerare la vicinanza di questo alla dittatura franchista spagnola, l’antisemitismo, lo scandaloso acquisto di un titolo nobiliare, le denunce sulla manipolazione dello stesso processo di santità. Quello che importava era offrire un santo alla classe dirigente cattolica, fieramente anticomunista, che interpretasse un cattolicesimo nel quale denaro e potere fossero celebrati come un cammino verso la salvezza.
Per trovare segni che ricordino monsignor Romero, il viaggiatore che visiti El Salvador –tra questi Barack Obama arrivato fin lì lo scorso marzo- deve cercare una cappellina, spesso chiusa, collocata all’esterno di una cattedrale rigorosamente controllata dall’Opus. Anche se i fedeli umili e il piccolo mercatino all’esterno è tutto per Romero, la gloria di dio –del dio ufficiale- appare tutta riservata a Escrivá.
Escrivá, santo; Wojtyla (per ora) beato; e Romero… niente. Pochi mesi prima del suo martirio, il 7 maggio del 1979, il vescovo centroamericano aveva presentato a Giovanni Paolo II un dossier sulle violazioni dei diritti umani nel suo paese. Tra i documenti vi erano le foto del corpo di un giovane sacerdote torturato e assassinato dai militari. Dall’udienza Romero era uscito dicendosi “costernato” per il gelo col quale la sua denuncia era stata accolta dal papa: “deve avere relazioni migliori col suo governo” furono le categoriche parole del pontefice.
Con quelle parole il cammino verso la santità aveva smesso di essere un mistero per rispondere a una logica politica terrena che in America latina per Karol Wojtyla significò l’alleanza con molti Augusto Pinochet e con i carnefici del Piano Condor. Così si spiega perché, dopo 31 anni, il processo di beatificazione di Romero si sia perduto negli archivi della Congregazione per le cause dei santi, mentre la causa del fondatore dell’Opus seguiva un cammino accelerato. Molteplici testimoni, tra i quali Ernesto Cardenal, sacerdote e ministro della Cultura nel Nicaragua sandinista, raccontano che lo stesso Wojtyla spiegò pubblicamente che la beatificazione di un martire come Romero non era opportuna perché “sarebbe stata strumentalizzata dalla sinistra”.
Allo stesso cammino percorso da Escrivá era destinato un altro alleato di Wojtyla e tra gli uomini simbolo della chiesa anticonciliare, Marcial Maciel, il fondatore dei Legionari di Cristo, una sorta di Opus alla destra dell’Opus, oggi molto vicina al governo di Felipe Calderón in Messico. Anche se è dimostrato che dal 1976 il futuro papa fosse informato di severe critiche a Maciel, anche questo era destinato a una santità fast track, nonostante le sue due concubine, i vari figli che personalmente stuprò per anni, le accuse di furto, malversazioni, appropriazioni indebite e altri delitti. Solo dopo la morte di Wojtyla Maciel smise di essere un santo vivente e solo dopo la scomparsa di questo, avvenuta nel 2008, la chiesa cattolica si vide obbligata a smettere di coprire le colpe di questo. Con Maciel si era ripetuta per decenni la pratica wojtylista del silenzio assoluto: il papa era con certezza informato e aveva svolto un ruolo attivo nell’occultare i crimini di Maciel, che andavano ben oltre gli abusi sessuali come quelli di centinaia di preti pedofili, cominciando dal cardinale austriaco Hans Hermann Groër e lo statunitense Bernard Law.
Così domani sarà beatificato il Wojtyla alleato dei Maciel e degli Escrivá, nemico di Romero, lasciato solo nel suo martirio, e implacabile cacciatore di streghe nella chiesa cattolica latinoamericana uscita dal Congresso Eucaristico di Medellin del 1968 con quell’intollerabile “opzione preferenziale per i poveri”. Fu contro la Teologia della Liberazione che Giovanni Paolo II compì il primo dei suoi innumerevoli viaggi all’estero. Nel gennaio del 1979 andò a Puebla, Messico, per la terza conferenza episcopale latinoamericana, alla quale impresse una svolta duramente conservatrice. Da allora centinaia e centinaia di religiosi progressisti furono rimossi e ridotti al silenzio da Giovanni Paolo II. Il primo fu uno dei massimi teologi conciliari, Bernard Häring. Tra le figure di maggior spicco vi fu Pedro Arrupe, preposito generale gesuita, il vescovo dei migranti e delle prostitute, il francese Jacques Gaillot, che umiliò assegnandolo all’inesistente diocesi di Partenia, al vescovo di San Cristóbal de las Casas, Samuel Ruiz, sensibile al mondo indigeno e zapatista.
È così che tra gloria e fumi d’incenso si arriva ad una beatificazione ritardata il minimo indispensabile per mantenere la decenza di un processo che lo slogan “santo subito” pretendeva di saltare. A Roma un merchandising più o meno kitsch sul “beato Wojtyla” invade Via della Conciliazione. Lo stesso succede a Wadowice, nel sud della Polonia dove il papa nacque 91 anni fa e secondo punto più importante delle celebrazioni. Oltre mezzo milione di pellegrini visitano ogni anno conventi e hotel, chiese e ristoranti e il museo dedicato a Giovanni Paolo II che proprio domani inaugurerà altri mille metri di spazi espositivi.
Anche in questo contesto l’immagine di Wojtyla, con un messaggio generico di pace e amore che non fa onore alla complessità e alla statura indiscutibile del personaggio, nasconde la realtà di una chiesa cattolica polacca appiattita ogni giorno di più sul partito di ultradestra, razzista, antisemita, ultranazionalista del defunto Lech Kaczynsky e del suo gemello Jaroslav. L’appiattimento sulla destra reazionaria più volgare, il Pis (Legge e Giustizia) dei gemelli Kaczynsky, come i messaggi antisemiti lanciati ogni giorno da Radio Maria sono la testimonianza della miserabile fine dell’incontro tra il cattolicesimo e il Secolo impostato su ben altri canoni dal Wojtyla di Solidarnosc.
Non è un caso che la situazione polacca sia simile a quella dell’altro paese dove il wojtylismo incise più profondamente: l’Italia. Le gerarchie cattoliche non si sono mai distanziate dal governo di Silvio Berlusconi nonostante i continui scandali sessuali e di corruzione, l’alleanza con la Lega Nord e l’assoluta mancanza di carità verso i migranti. Il primo ministro continua a comprare il loro silenzio concedendo enormi vantaggi economici in termini di finanziamenti alla scuola privata o esenzioni fiscali e impedendo qualunque dibattito su temi etici come la fecondazione assistita, i matrimoni omosessuali, le cure palliative. Ciò anche se vari scienziati, tra i quali l’anestesista Lina Pavanelli, abbiano studiato come lo stesso Wojtyla abbia deliberatamente interrotto le sue cure, accelerando la morte, cosa che la chiesa considera peccato mortale per i comuni fedeli. È il Wojtyla conservatore, sempre irriducibilmente contro qualunque tipo di contraccezione e contro l’uso del preservativo nella lotta all’AIDS. È il Wojtyla che preferiranno non ricordare domenica a Roma.