martedì 9 febbraio 2010

E CI VOLEVA CIANCIMINO JR?

Solitamente tendo a non riproporre immagini più di una volta,magari a volte lo faccio inconsapevolmente ma credo proprio nello specifico del simbolo qui sopra che sia la terza volta che mi ripeto,ed oggi a maggior ragione più delle altre in quanto un'evidenza di cui prima non si parlava è diventata ad un tratto cosa di pubblico dominio grazie alle rivelazioni di Massimo Ciancimino.
E ci voleva proprio la testimonianza resa in aula del figlio dell'ex sindaco di Palermo per dare un così forte scossone all'opinione pubblica?Che Forza Italia sia nata come nuovo referente nella trattativa Stato-Mafia è lapalissiano in quando già alla fine degli anni ottanta la vecchia Democrazia Cristiana non era più affidabile come una volta nei rapporti criminali tra il governo italiano e la criminalità organizzata.
Dopo le ultime"clamorose"(per chi vive col paraocchi e le orecchie tappate)rivelazioni di Ciancimino jr. http://www.senzasoste.it/nazionale/ciancimino-jr-pizzino-vivente-che-inquieta-berlusconi-e-lopposizione eccone un'altra descritta nell'articolo tratto da"Senza Soste"a firma di Bill Shankly che va oltre la verità dell'inciucio siculo-forzaitaliota,analizzando pure il problema del centrosinistra che sta alla finestra a fare niente...che merda di regime e di opposizione!
Chissà quanto potrà vivere il povero Massimo Ciancimino,deve avere ora mille occhi e almeno sette vite virtuali come i gatti,ora è troppo un personaggio scomodo ed in carcere di morti e di suicidi ne avvengono molti(per inciso la persona in questione è in galera per il reato di riciclaggio di denaro sporco che altro non era che l'illecito provente intascato dal padre durante la sua luogotenenza nella mafia).

Ciancimino Jr., pizzino vivente che inquieta Berlusconi. E l'opposizione.

Nonostante che il Tg1 abbia aperto con l'allarme valanghe e il Tg5 con il Papa, il messaggio lanciato da Ciancimino Jr. ad un processo a Palermo è arrivato a Berlusconi con la forza di una slavina e con l'autorevolezza delle parole di un pontefice. Ciancimino Jr. ha infatti detto ad un processo, facendo assumere così rilievo penale alle sue dichiarazioni, che Forza Italia nasce da un accordo politico tra mafia e componenti dello stato. Una dichiarazione in aula del genere, così esplicita e mirata, non ha precedenti nella storia repubblicana. Sarebbe un fatto politico importante anche se si trattasse di un clamoroso falso.
Il messaggio implicito nelle dichiarazioni di Ciancimino recita più o meno che c'è una componente mafiosa, non si sa quanto vincente o declinante, che ricorda al presidente del consiglio che ci sono patti di lunga data (politici, economici, sul trattamento giudiziario dei mafiosi detenuti) che vanno rispettati pena il pagamento di una penale.
Questa penale all'epoca della fine del rapporto storico tra mafia e Dc andreottiana fu pagata dal potere politico con l'uccisione di qualche luogotenente sul territorio (Salvo Lima) e con la ricerca di nuovi referenti. Che furono individuati, naturalmente dopo una stagione di stragi, in Forza Italia entro un rapporto politico che con il PDL oggi mostra tutte le sue crepe.Non a caso Dell'Utri, uno che le parole le pesa con la perizia di un costituzionalista, ha detto a Sky Tg24 che "quello che è stato detto da Ciancimino è inquietante". Nel PDL, tradotto in italiano, c'è quindi la netta sensazione che rapporti storici con la mafia siano entrati in crisi ma anche quella che la revisione di certi accordi non sarà nè facile nè indolore.Già i messaggi in codice lanciati dai fratelli Graviano al processo Dell'Utri a dicembre parlavano di un rapporto logorato tra settori della mafia, di cui va valutato l'effettivo peso, e il centrodestra. Successivamente la bomba al tribunale di Reggio Calabria, e l'autobomba parcheggiata al passaggio di Napolitano in visita in quella regione, ci mostrano un piu complessivo rapporto di sfilacciamento tra tutte le mafie e il potere di centrodestra.E così i messaggi mandati dal pizzino vivente Ciancimino Jr. al presidente del consiglio, se occultano l'identità pubblica del mandante, brillano per chiarezza. A partire dal 2007 Ciancimino Jr. ha rilasciato dichiarazioni che sono cresciute progressivamente in gravità: meno Berlusconi ha dato risposte ai propri referenti occulti più le rivelazioni del figlio dell'ex sindaco di Palermo hanno coinvolto i vertici del centrodestra.E si che Berlusconi segnali alle mafie li ha mandati: basti dire che in Calabria ha parlato di immigrazione come causa della criminalità (non sia mai detto che questa è alimentata dalla 'ndrangheta o da Cosa Nostra) e ha ripetuto più volte che i film sulla mafia sono un danno per l'immagine del paese. Ma evidentemente questi segnali non contengono sufficienti concessioni per chi deve leggere e decodificare questo genere di offerte di trattativa.Se è così il giudizio di "inquietante" a Ciancimino Jr. data da Dell'Utri è attribuibile anche al pensiero del suo antichissimo socio Berlusconi. Qualcosa sta accadendo nel mondo dei rapporti tra colletti bianchi e mafia coinvolgendo il governo. Vedremo se alla fine tutto scomparirà come è apparso oppure se si conteranno le prime vittime sul campo.E qui ad un mese e mezzo dalle elezioni, l'opposizione non ha trovato niente di meglio che dire "lasciamo lavorare i magistrati" se possibile, aggiungiamo noi, dopo i tempi biblici dei tre gradi di giudizio. E' evidente che c'è convenienza ad accettare il centrodestra come normale schieramento politico. Lo stesso Di Pietro ha parlato della fisiologica scadenza del 2013 come data delle prossime elezioni politiche. Un regalo, nemmeno tanto in codice, al presidente del consiglio rappresentato dal considerarlo legittimo entro tanta bufera.E qui delle due l'una: o l'ex magistrato populista considera davvero Berlusconi un fascista (e allora ne chiede le dimissioni ogni momento) o se ipotizza elezioni a scadenza naturale della legislatura lo legittima come presidente del consiglio di tipo democratico. L'accusa di fascista non è un passatempo per i tg per attirare l'attenzione di un elettorato di sinistra confuso ed in cerca di punti di riferimento. O un soggetto politico è eversore o non lo è.Quanto al resto, o ai resti, del centrosinistra c'è da dire che è curioso che dopo sedici anni dalla nascita di Forza Italia il PD non sappia proporre una analisi, una verità storica sulla nascita di Forza Italia. Sono forse i libri di storia materia da sottoporre al vaglio della magistratura?La verità però va detta: Ciancimino Jr. spaventa tutti. Berlusconi è considerato il perno del sistema politico. Che sia al governo o all'opposizione. Non se ne prevede sostituzione se non per abdicazione diretta. Per dirne una le grandi banche, e le grandi assicurazioni, stanno elaborando un complesso giro di poltrone e di ristrutturazioni di pacchetti azionari con Berlusconi come garante e con il centrosinistra che è interessato ad essere quantomeno partecipe all'operazione. Ed è ai rapporti negoziali tra centrodestra e centrosinistra in questo genere di accordi che si guarda quando si parla di politica, di elezioni, di riforme. Personaggi come Ciancimino Jr. rappresentano però in questo contesto il classico convitato di pietra, il più inquietante di tutti gli ospiti. E così i guai di Berlusconi, decisi in qualche riunione in un garage di Corleone o in una colazione di lavoro vicino Wall Street, impiccano politicamente il centrosinistra.

lunedì 8 febbraio 2010

I JUST DON'T KNOW WHAT TO DO WITH MYSELF

Ho deciso di inserire il video girato da Sofia Coppola con unica protagonista Kate Moss perchè la versione dei White Stripes della canzone"I just don't know what to do with myself"è quella che più si addice al mio sound,anche se il duo di Detroit devono ringraziare e molto la versione del 1966 di Dusty Springfield che ha stravolto la fisionomia originale del brano composto da Burt Bacharach and Hal David e cantato per la prima volta da Tonny Hunt nel lontano 1962.
L'arrangiamento di Jack e Meg White fa parte dello splendido album"Elephant"del 2003,disco che ha portato al successo internazionale la band che usa come base anche durante i concerti solamente la chitarra e la batterie,che vengono accompagnati da altri strumenti suonati da entrambi e che vengono sintetizzati durante i live.
Il testo nella semplicità delle parole esprime lo sconforto dell'abbandono e l'incapacità di proseguire una vita che fino a poco tempo prima era stata vissuta in funzione della persona amata.

Non so proprio cosa fare con me stesso.

Non so proprio cosa fare con me stesso
Non so cosa fare con me stesso
Organizzando ogni cosa per due
Facendo ogni cosa con te
e ora che non abbiamo più niente da spartirci
Non so proprio cosa fare.

Non so proprio cosa fare con me stesso
Non so cosa fare con me stesso
I film mi rendono soltanto triste
Le feste mi fanno sentire così male
perchè non sono con te
Non so proprio cosa fare.

Come una rosa d'estate
Ha bisogno del sole e della pioggia
Io ho bisogno del tuo dolce affetto
Per far pulsare nuovamente l'amore.

Bè, non so proprio cosa fare con me stesso
proprio non so cosa fare con me stesso
Organizzando ogni cosa per due
Facendo ogni cosa con te
e ora che non abbiamo più niente da spartirci
Non so proprio cosa fare.

Come una rosa d'estate
Ha bisogno del sole e della pioggia
Io ho bisogno del tuo dolce affetto
Per far pulsare nuovamente l'amore.

Non so proprio cosa fare con me stesso
proprio non so cosa fare con me stesso
proprio non so cosa fare con me stesso
Non so cosa fare con me stesso.

I just don't know what to do with myself.

I just don't know what to do with myself
I don't know what to do with myself
planning everything for two
doing everything with you
and now that we're through
I just don't know what to do .

I just don't know what to do with myself
I don't know what to do with myself
movies only make me sad
parties make me feel as bad
cause I'm not with you
I just don't know what to do .

Like a summer rose
needs the sun and rain
I need your sweet love
to beat love away

Well I don't know what to do with myself
just don't know what to do with myself
planning everything for two
doing everything with you
and now that we're through
I just don't know what to do.

Like a summer rose
needs the sun and rain
I need your sweet love
to beat love away.

I just don't know what to do with myself
just don't know what to do with myself
just don't know what to do with myself
I don't know what to do with myself

UN ALTRO COLPO ACCIDENTALE

Se n'è parlato nemmeno più di tanto,solo qualche accenno sui telegiornali nazionali,della morte di un ragazzo nordafricano ammazzato"accidentalmente"dall'arma di un carabiniere durante una"collutazione"nata dopo un inseguimento tra le auto dei presunti malviventi e quella dei militari dell'arma.
Naturalmente i dettagli sono già stati insabbiati dalla polizia scientifica bergamasca(l'assassinio è avvenuto a Mornico al Serio)che faranno finta d'indagare sulla morte di un"negro",forse spacciatore,ucciso da uno di loro...fiducia nella giustizia(la loro)zero,fiducia nella giustizia del popolo,(la"nostra")molta.
L'ennesimo colpo accidentale partito da un'arma dei carabinieri ha colpito ancora,e la lista si allunga e sembra non finire mai,e le ancora poche vittime da parte dei cattivi non sono certo elemento di rallegramento.
L'articolo del"Corriere"è stato ripreso da Indymedia.Emilia Romagna e parla dapprima di"presunti spacciatori",e due righe sotto già d"malviventi"...in pratica è già stata scritta la sentenza d'innocenza dello sbirro merdoso assassino.

A Mornico al Serio, in provincia di Bergamo.

Carabiniere spara durante un controllo antidroga, muore un nordafricano
Inseguimento con speronamenti tra l'auto degli spacciatori e quella dei militari, poi la colluttazione.

MILANO - Un giovane nordafricano, di cui ancora non si conoscono le generalità, è stato ferito a morte sabato sera a Mornico al Serio, in provincia di Bergamo, dall'arma di un carabiniere. È successo intorno alle 21 in via Verdi, nel centro storico del paese. Secondo quanto si è appreso dalle forze dell'ordine, era in atto un controllo da parte di una pattuglia dei militari, che stavano tenendo d'occhio una coppia di presunti spacciatori a bordo di una Peugeot 206.
L'INSEGUIMENTO - Pare che ci sia stato un breve inseguimento, con più speronamenti tra l'auto dei militari e quella dei malviventi, che è stata bloccata in via Verdi. A questo punto uno degli spacciatori è stato bloccato, e nella colluttazione dalla pistola di un carabiniere è partito un colpo che ha raggiunto e ferito in modo grave il malvivente. L'uomo è stato rianimato dai medici del 118, ma è deceduto poco dopo. Il complice è riuscito a fuggire a piedi, facendo perdere le sue tracce. A tarda notte l'identità della vittima, forse un nordafricano, era ancora in corso d'accertamento. Ma l'intera dinamica dell'episodio deve ancora essere ricostruita. Sul posto sono arrivate altre pattuglie dei carabinieri che hanno isolato la zona, mentre per i rilievi sono arrivati gli uomini della scientifica e quelli del reparto operativo di Bergamo. L'inchiesta è condotta dal pm Maria Mocciaro.

domenica 7 febbraio 2010

DANIELE CAPEZZONE MARIONETTA DI MERDA

Articolo al vetriolo quello di Paolo Collo postato da Toscana.Indymedia contro Daniele Capezzone reo di risultare a ragione uno dei personaggi politici più antipatici dell'intera scena italiana,non solo per l'infame e ingrato ruolo di portavoce del Pdl ma per l'atteggiamento che mostra davanti alle telecamere.
Da ex delfino di Pannella a triglia di Berlusconi(citazione da Cornacchione)questo personaggio imbalsamato è passato dagli scioperi della fame con i radicali agli scioperi dei neuroni coi fascisti,come dimostrato da alcune sue dichiarazioni sempre basate sulla cattiveria e dell'acidità umana,Capezzone sei proprio un fantoccio di merda!
Ecco alcune frasi del portavoce Pdl tratte da Wikiquote e successivamente l'articolo di Indymedia.

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Daniele Capezzone (1972 – vivente), politico italiano.
La pedofilia al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale, non può essere considerata un reato. (dall'intervista a Radio Vaticana, 5 dicembre 2001)
A noi non sta bene questo Berlusconi, quello dei pasticci, della sudditanza a Bossi. Vorremmo un Berlusconi diverso, quello che nel '94 prometteva la riforma all'americana delle istituzioni, dell'economia, della giustizia. Se tornerà quello si potrà discutere, altrimenti affonderà e peggio per lui. (da Il Gazzettino, 19 ottobre 2003)
Berlusconi, a parole e a chiacchiere, minaccia la guerra civile contro D'Alema e la sinistra, ma nei fatti sta già preparando, e praticando, il "soccorso azzurro". [...] Ci saranno liberali di destra e di sinistra desiderosi e capaci di opporsi a queste manovre? (da Radio Radicale, 7 maggio 2006)
Berlusconi doveva fare la grande riforma costituzionale e ci ha precipitato nel casino del proporzionale, doveva fare le grandi riforme economiche e abbiamo Tremonti che scrive libri da no global, doveva fare la grande riforma della giustizia e si è fatto solo gli affari suoi. Ha trasformato la Casa delle libertà nella Casa delle libertà vigilate. (da Corriere della Sera, 4 febbraio 2006 pagina 8)
Berlusconi è come Vanna Marchi e Tremonti è come il suo Mago do Nascimento. (da L'omonimo, CARTA CANTA, 31 marzo 2006)
Berlusconi si paragona a Napoleone e Churchill. Mi ricorda la barzelletta dei due matti: uno dice "Io sono Mosè e Iddio mi ha dato le tavole della legge" e l' altro, offeso "Ma guarda che io non ti ho dato niente!". Ecco, lui potrebbe essere il secondo matto, mentre per il novello Mosè bisogna scegliere tra Bondi e Fede. (da Corriere della Sera, 12 febbraio 2006 pagina 8)
L'annuncio del ministro Tremonti è importante e positivo, ed è un ulteriore passo su una linea di saggezza tenuta dal Governo, che prima ha messo al sicuro i conti dello Stato con la finanziaria triennale, poi ha adottato misure concrete per le famiglie con la manovrina di dicembre (penso, in particolare, al bonus e alla social card), e ora potenzia le risorse per gli ammortizzatori sociali". (da L'omonimo, CARTA CANTA, 21 gennaio 2009)
L'Italia non può permettersi altri cinque anni di governo di Silvio Berlusconi: non sarebbero "ecosostenibili". [...] Per non parlare di ciò che è accaduto sul terreno dei diritti civili, con un'autentica aggressione contro le libertà personali: contro il divorzio breve, contro l'aborto, contro i pacs, contro la fecondazione assistita e la libertà di ricerca scientifica, fino all'ultimo tentativo di sbattere in carcere i ragazzi per qualche spinello. (dal sito internet de La Rosa nel Pugno, 10 marzo 2006)
La legislatura che si è aperta ha il carattere di un'occasione storica per il nostro Paese, che va assolutamente colta: è vero, si parte da una situazione economica delicatissima, ma il Governo è determinato ad assumere decisioni nette e tempestive, come ha chiaramente dimostrato il Consiglio dei Ministri di ieri. (da Decidere.net, 22 maggio 2008)
La mitica devolution di Bossi è il nulla: la sanità è già di competenza delle Regioni, per la polizia locale non ci sono soldi, per la scuola facciamo gli esami in dialetto? (da Il Gazzettino, 19 ottobre 2003)
[Sul IV governo Berlusconi] Per l'Italia questo governo è l'ultimo treno, non so se dopo ci saranno altre chance. [...] Grazie all'attuale legge elettorale, molto meno peggio rispetto a come viene descritta, e grazie alla saggezza degli italiani è iniziata una nuova fase politica [...] Con l'opposizione bisogna discutere di cose concrete, tematizzare i dibattiti e abbandonare l'atteggiamento da vergini violate dai cattivi berlusconiani. (da Omnibus – LA7, 14 maggio 2008)
[Sul governo Berlusconi] Sarebbe un'eresia dirsi d'accordo con chi ha impostazioni clerico-fasciste su materie come il divorzio, la droga, la ricerca scientifica. (da Corriere della Sera, 30 ottobre 2003, p. 13)
Silvio Berlusconi è entrato in politica con 5 mila miliardi di debiti e con le banche che tentavano di strozzarlo; oggi vanta 29 mila miliardi di attivo e figura tra i sette uomini più ricchi del pianeta. (da Repubblica, 30 ottobre 2005, p. 13)
Dopo il cieco di Sorrento, la muta di Portici, e lo smemorato di Collegno, arriva lo sciancato di Arcore. Berlusconi è patetico. (da Repubblica, 19 marzo 2006).


Citazioni su Daniele Capezzone.


Capezzone, lei prima era il delfino di Pannella: ora è la triglia di Berlusconi! (Antonio Cornacchione)
Tu non sei il padrone, tu sei il maggiordomo... Il padrone è un altro! È Berlusconi il padrone. [...] Ma vedi che parla come il suo padrone. [Capezzone ha appena dato del coglione a Travaglio] Gli ha insegnato anche il vocabolario... [...] Ma che rispetta gli altri?! Se ogni elezione stai dall'altra parte rispetto a quella precedente! Dai, su... Rispetta gli altri! (Marco Travaglio)
Capezzone è un robot o esiste davvero?

Ma Capezzone esiste veramente? O è un’immagine virtuale?

Sempre uguale, sempre in giacca e cravatta in qualsiasi stagione, sempre con la stessa espressione tra lo sprezzante, lo schifato dell’umanità tutta e sempre con un evidente rigurgito di acido gastrico a fior di labbra. Probabilmente è un’immagine di cartone (come quelle che mettono nelle librerie o nei negozi di musica per pubblicizzare l’autore di un nuovo libro o l’interprete di un nuovo disco) con dietro qualcuno – tipo Cicchitto o Bonaiuti o qualche altro domestico del Capo – che parla al posto suo. E lo spero per lui, sinceramente, perché se invece è “vero” ci fa proprio una ben meschina figura.Sempre con la sua espressione plastificata e ricoperta dal termoretraibile di rigore, ha tuonato (si fa per dire) contro la scarcerazione del povero Tartaglia, cioè di quel povero demente che ha lanciato la statuetta del Duomo di Milano in faccia al capo del governo del Bel Paese, riuscendo così a farne anche un martire (“anche” nel senso che dopo il Presidente Operaio, Industriale, Marito Perfetto, Canterino, Puttaniere, Imputato e via dicendo, adesso ci troviamo anche un Presidente Martire: complimenti!)Il povero Tartaglia è stato così trasferito dalle patrie galere ai patri arresti domiciliari in comunità terapeutica (certo non paragonabile a Villa Certosa o a Palazzo Grazioli, almeno così parrebbe). Apriti Cielo. Ecco dunque l’ira funesta dell’acido Portavoce – come sempre ospitato dall’ineffabile Minzolini – scagliarsi sul Terribile e Pericolosissimo Attentatore Tartaglia. Probabilmente il plastificato Capezzone – dimentico dei suoi trascorsi nel Partito Radicale – lo avrebbe voluto veder marcire in qualche gulag della Brianza, o incatenato a una triremi alla fonda in Sardegna.

sabato 6 febbraio 2010

IPOCRISIA BERLUSCONIANA

L'ipocrisia tipica di un bieco personaggio come Berlusconi è uscita fuori ancora durante il suo intervento alla knesset a Gerusalemme di qualche giorno fa e che a tranci propongo nei vari post scritti recentemente.
Voglio soffermarmi oggi sul fatto che il popolo italiano con la Resistenza abbia cacciato i nazifascisti dal nostro territorio pagando dazio così all'infamia delle leggi razziali volute dai fascisti nel 1938,e fin qui tutto a posto a parte il fatto che mai nei suoi anni di governo abbia sottolineato tale evento storico in Italia nemmeno durante i festeggiamenti del 25 aprile.
Con Israele è stato così mentre quando parla della Liberazione agli Stati Uniti stende in campo il tappeto rosso dicendo che gli Alleati ci hanno emancipato dall'orrore targato Hitler-Mussolini e non fa cenno del decisivo apporto dei partigiani.
Il premier capotreno quindi non ha perso tempo per far deragliare nuovamente il convoglio dell'idiozia sua personale che del suo entourage,testimoniato da questo articolo tratto da Roma.Indymedia.

Berlusconi: leggi razziali un’infamia. Analisi di una contraddizione.

Dopo la dichiarazione circa il desiderio che Israele entri nell’Unione europea, a Gerusalemme Silvio Berlusconi si esprime sulle leggi razziali varate durante il ventennio. “Le leggi razziali del 1938 sono un’infamia che ha macchiato l’Italia, dalle quali il popolo italiano è riuscito a riscattarsi grazie alla lotta di liberazione dal nazi-fascismo”, si esprime così il presidente del Consiglio durante il suo intervento alla Knesset, il Parlamento israeliano, alla presenza del presidente dello Stato di Israele Shimon Peres, il presidente della Knesset Reuven Rivlin, del premier Benjamin Netanyahu, del capo dell’opposizione Zipi Livni e dei membri della Knesset.
Berlusconi aggiunge che “nel 1938 l’Italia si macchiò dell’infamia delle leggi razziali, che contraddissero secoli di civiltà cosmopolìta e di rispetto umanistico della persona e della sua dignità” precisando, però, che il popolo italiano riuscì a riscattarsi da questa pesante offesa grazie alla lotta al nazi-fascismo che portò alla nascita della Repubblica italiana.
Tutto giusto, tutto perfettamente ponderato, forse troppo. Berlusconi, infatti, guarda alla storia come a un materiale malleabile e discrezionale, cui attingere in diversi modi a seconda dell’occasione e dell’interlocutore. Se si trova a parlare con il presidente degli Stati uniti, allora l’Italia è stata completamente liberata dagli alleati – verso i quali il debito di riconoscenza risulta inesorabilmente impagabile – glissando totalmente sull’apporto fondamentale della Resistenza italiana. Al Parlamento israeliano, invece, dopo l’ammissione di colpevolezza rispetto alle leggi del 1938, è necessario dire che l’Italia è riuscita attraverso il suo popolo a liberarsi dal giogo fascista, per testimoniarne il coraggio e la volontà di riscatto morale, civile e politico. Inoltre, parlare delle leggi razziali all’interno del Parlamento israeliano – ma questo non è un problema ascrivibile soltanto a Berlusconi – porta a un connubio (ebrei-Stato di Israele) fuorviante. Infatti, quelle leggi non riguardavano lo Stato di Israele, non ancora nato, ma diversi popoli, etnie, culture, tra cui gli ebrei rappresentavano la compagine più numerosa. La mancata elaborazione di questa “sottigliezza” determina un senso di solidarietà con una Nazione che con quelle orrende leggi non aveva nulla a che fare; solidarietà dietro alla quale si costruiscono politiche di sostegno a uno Stato invasore.
Altra nota che stona pesantemente con le ultime dichiarazioni risulta essere, in generale, tutta la politica messa in campo dal Governo italiano in materia di immigrazione. Dalla legge Bossi-Fini agli accordi con la Libia per i respingimenti in mare – che hanno portato l’Unione europea e diverse organizzazioni umanitarie a parlare per l’Italia di violazione dei diritti umani – l’esecutivo dimostra di avere un forte attaccamento alla pagina più cupa della storia italiana. Durante il Fascismo, quelle leggi vennero chiamate razziali per motivi di propaganda, un suggello alla nostra presunta superiorità naturale. Ora la propaganda è cambiata, sostituita da quella che si suole definire “informazione” e che assume la fisionomia del politicamente corretto, ma la sostanza appare la stessa.
Per il Fascismo era questione di sopravvivenza e lotta contro colui che, inferiore, minava il progresso del migliore; per il Nazismo era lo spazio vitale. Al giorno d’oggi la parola d’ordine è “sicurezza”, contro lo straniero non più ricco invasore degli spazi politici ed economici, bensì esclusivamente capro espiatorio degli insuccessi della politica e dei malumori di un popolo, quello italiano, che ora può democraticamente scegliere la sua pochezza politica, specchio inesorabile del suo malanno morale e della sua storia.

venerdì 5 febbraio 2010

ISRAELE ESEMPIO DI DEMOCRAZIA(!)


Che Berlusconi sia una fonte inesauribile di barzellette e causa di vergogna da parte di molti italiani è cosa certa e risaputa,ma definire Israele un esempio di democrazia e di libertà è davvero da fuori di testa.
E l'unico paese capace veramente d'indignarsi è stato l'Iran per voce del suo presidente Ahmedinejad che ha"ripreso"subito l'Italia(ma deve capire che Berlusconi è un povero coglione che parla a sproposito non nel nome di un'intera nazione!)non solo per queste dichiarazione false ma per le ingerenze che la dittatura nostrana vuole esportare negli affari di un altro paese.
Evidentemente il premier puttaniere non sa di Gaza,del muro e del grande ghetto dove i tanto democratici israeliani hanno segregato un milione e mezzo di palestinesi,delle armi chimiche,degli espianti"segreti"di organi e di molte altre barbarie che il popolo eletto perpetra da decine di anni verso la Palestina.
La Farnesina oggi ha raddrizzato il tiro delle sparate del neoduce affermando di non voler interferire con la politica interna dell'Iran ma di voler solo difendere i diritti umani universali che vengono violati(e fin qui bene)ma cagate come quelle proferite dal capo mafia non stanno nè in cielo nè in terra.
L'articolo è stato preso da Toscana.Indymedia.

Iran contro Berlusconi: "ha calpestato i cadaveri di 1.400 palestinesi uccisi".

Durissimo attacco della tv di Stato contro le irresponsabili dichiarazioni del Premier italiano

La compagnia radiotelevisiva di Stato iraniana ha attaccato Silvio Berlusconi per l'intervento alla Knesset, accusando il presidente del Consiglio di aver "completato tutta la serie di servigi fatta ai padroni israeliani". Sul sito in italiano dell'emittente, si legge che "dopo aver sparato dichiarazioni decisamente discutibili sull'Iran, Berlusconi e' arrivato a dire che la guerra contro Gaza fu giusta, calpestando cosi' i cadaveri di 1400 civili palestinesi uccisi l'anno scorso da Israele durante tre settimane di folli bombardamenti". Sul sito si afferma che "prima e durante la visita in Israele", Berlusconi "ha rivolto all'Iran tutte le accuse possibili, a cominciare da quella di voler sviluppare armi nucleari".E davanti al Parlamento israeliano, aggiunge, il premier "si e' davvero superato definendo 'esempio di democrazia e liberta'' il regime israeliano, nato con la forza bruta sulla terra altrui e che si e' macchiato dei crimini piu' orrendi e che da 3 anni ha assediato e murato un milione e mezzo di persone a Gaza".L'emittente Iris lamenta anche il fatto che il premier italiano abbia "definito giusta la guerra contro Gaza" e "sventolato con orgoglio il no dell'Italia all'Onu al rapporto Goldstone che condannava i crimini di guerra israeliani a Gaza".

giovedì 4 febbraio 2010

IL REFERENTE MAFIA-STATO

Ancora entrano in gioco nomi altisonanti come Berlusconi e Dell'Utri nelle trattative Stato-mafia in quanto il figlio dell'ex sindaco palermitano Don Vito Ciancimino,Massimo,afferma che il compare del premier abbia sostituito il padre in questo compito.
Malaffari che hanno strascichi di dolore e sangue estesi non solo in Sicilia ma in tutta Italia,senza contare la mafia d'esportazione europea e statunitense:un'ecatombe di stragi che hanno coinvolto politici,magistrati,forze dell'ordine,gente comune,giornalisti e molti innocenti(non che le categorie suddette siano state colpevoli).
L'ennesima accusa verso i politici del regime sempre più invischiati con la criminalità,qualunque essa sia,per ora non fa vacillare lo scranno di Berlusconi in quanto ieri è passato l'ennesimo atto anticostituzionale che ci rende la barzelletta del mondo in campo giudiziario con il legittimo impedimento che para il culo al neoduce.
L'articolo è tratto da Indymedia.Lombardia e riprende una velina dell'agenzia Apcom,mentre in fondo ci sono due link:il primo l'ormai celeberrimo lapsus freudiano di Dell'Utri mafioso ed il secondo un richiamino di questo blog sull'uomo di merda che è.

Mafia/ Ciancimino jr: Dell'Utri sostituì mio padre in trattativa.

Provenzano fece arrestare Totò Riina. A Riina "onore delle armi".
Secondo Massimo Ciancimino, Marcello Dell'Utri sostituì l'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimo nella trattativa fra lo Stato e la mafia. "Mio padre, dopo il suo arresto, nel dicembre del '92 era convinto che era sostituito, scavalcato" ha detto Ciancimino jr. nell'aula bunker di Palermo. "Lui era convinto che la trattativa era andata avanti. Poi nel 2000, riprendendo in mano le cose per il libro che dovevamo fare, mi disse che la persona che aveva preso il suo ruolo era il senatore Marcello Dell'Utri". Ciancimino da ieri sta testimoniando al processo all'ex capo del Ros Mario Mori ed al colonnello Mauro Obinu. I due sono imputati di favoreggiamento aggravato nei confronti di Provenzano che, nonostante la dritta fornita da un confidente non avrebbero voluto catturare, il 31 ottobre del 1995. Don Vito, ha detto oggi, fece da tramite fra i carabinieri dei Ros e il superboss Bernardo Provenzano per la cattura di Totò Riina: si fece dare mappe, tabulati telefonici, liste delle utenze di acqua, luce e gas, di una determinata zona di Palermo, e poi le consegnò a Provenzano, che "indicò una serie di elementi". Il figlio di Don Vito ha spiegato che, anche dopo la strage di via D'Amelio che uccise il giudice Paolo Borsellino, non si chiese mai la cattura di Provenzano. Oggi, ha aggiunto dettagli sul ruolo del padre come mediatore fra boss e Stato. Dopo la strage contro Borsellino, "Subito Provenzano viene informato che da quel momento in poi deve fare il ruolo chiave per giungere al fine, che è quello di catturare Totò Riina. Ma "Mio padre disse ai carabinieri di agganciare Luciano Violante, perché secondo lui non si sarebbe potuto intervenire sui suoi processi senza il consenso dell'onorevole" ha detto. A Totò Riina però fu concesso "l'onore delle armi". Il fatto che il suo covo non sia stato perquisito per 15 giorni, dopo la sua cattura, è dovuto ad un accordo che VCiancimino aveva preso con Bernardo Provenzano e con i carabinieri", ha detto ancora Ciancimino jr.

Marcello Dell'Utri ammette di essere MAFIOSOhttp://www.youtube.com/watch?v=0k3q804-1RU

mercoledì 3 febbraio 2010

SCANDALO A CREMA!

Peccato che la news che ho letto ieri sul sito della mia città"Crema on-line"sia stato cancellato misteriosamente nel giro di qualche ora ma proverò a rintracciarlo per vie traverse,in quanto era alquanto inusuale ma procediamo con ordine.
In una serata dedicata ad un torneo di burraco presso il circolo"Il ridotto"di Crema le signore per bene della città,vaneggiandosi dei loro abiti,delle loro pellicce e dei gioielli,delle acconciature e dei lifting,hanno avuto al loro risveglio,almeno per una di loro,una spiacevole sorpresa.
Ebbene c'è stato uno scambio di pelli morte di animali,e credo proprio un'errore di qualche migliaio di euro visto la solerzia dell'annuncio postato sul sito in cui s'invitava la signora"che sicuramente ed inavvertitamente"ha scambiato la pelliccia a contattare la povera madame"privata"del suo caldo e costosissimo involucro di morte.
Al primo mi sono chiesto se si fosse trattato di uno scherzo o di uno sbaglio,ma poi dovrebbe essere del tutto vero in quanto era presente un numero di telefono(fisso)e tutto un cerimoniale di parole di questa signorotta altolocata della ristretta borghesia di un'appartenente ad un'elitè esclusiva come quella dell'Inner Wheel(le consorti o parenti dei rotariani).
Potete ben immaginare quanto scalpore abbia fatto questa notizia nei salotti cittadini ed il mio pensiero verso questi neo feudatari dei tempi nostri riuniti in circoli massonici che fanno della beneficenza un'arma per scaricare tasse che sarebbero ben più elevate se non ci fossero queste scappatoie fiscali.
A prescindere dallo schifo che certe persone mi fanno e dei loro atteggiamenti spero che la pelliccia se ne sia andata da sola verso la legittima proprietaria,ovvero qualche bestiola sanguinante.
Appena sotto le sole due righe che sono riuscito a carpire da Google che parlano del"fattaccio":
“L'Inner Wheel Club Crema informa che sabato 30 gennaio, al termine del Torneo ... di non aver erroneamente indossato una pelliccia diversa dalla propria..."

SPERANZA PER IL FUTURO

Conviene davvero soffermarsi e leggere questi cinque minuti di un'accorata e lucida analisi di Giulio Vittorangeli che traccia un dipinto generale sullo stato attuale delle cose in Italia dal punto di vista sociale toccando temi all'ordine del giorno come lo sfascio della politica,l'abuso di terminologie come"liberta,famiglia e amore",l'immigrazione ed il lavoro.
E non per ultima la speranza di poter cambiare in meglio la situazione lottando e desiderando il bene non solo per pochi eletti ma per tutti:un discorso che in qualche punto potrebbe sembrare utopistico ma che pensandoci meglio basterebbe davvero così poco per poter ottenere un'uguaglianza di fatto ed un vero sentimento di rispetto e di fratellanza con le persone scartate dagli stereotipi del regime al governo.
L'articolo tratto da Roma.Indymedia si conclude con una forte affermazione che fa cambiare di tono l'intero canovaccio del discorso a tratti opprimente per le verità elencate,e che fornisce una viva speranza per il prosieguo della lotta...con il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà!

"La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio.” (Pablo Neruda).

Giulio Vittorangeli (Ass.Italia - Nicaragua circolo di Viterbo)
www.itanica.org
Nel vuoto abissale della politica e nel collasso culturale dell’Italia berlusconiana, non ci si indigna più per l’oscenità della guerra (che non produce eroi, solo morte e menzogna), ma ci si scaglia contro gli ultimi contro chi, nel cercare pane e dignità, patisce una crudele negazione dei suoi diritti alla vita.Così gli immigrati sono diventati i responsabili di ogni violenza, in particolare sulle donne.Interessa a pochi che l'80% della violenza sulle donne sia tutta italiana e domestica e provenga dai familiari o conoscenti delle vittime, da bianchissimi e rispettabili italiani.È il dilagare della doppia morale, che piace a così tanti.Dio, patria e famiglia, si predica nascondendo il rovescio della medaglia, che è l’allegra, e privatissima, pratica del bordello; per cui il "piacere" va soddisfatto a pagamento, visto che un corpo umano è merce sul mercato, mentre la famiglia è la cellula della società, da salvaguardare, pilastro dell’economia e dell’ordine pubblico.Inevitabile chiedersi come mai tutto questo gode del consenso di molti cittadini; di chi come il "Piccolo Cesare" e della sua corte dei miracoli, continui a portare in superficie i peggiori istinti del paese.Il problema non è però la personalità del "Piccolo Cesare", ma il fatto che una nutrita maggioranza sembra identificarsi in pieno in ciò che rappresenta. È riuscito a dar forma all’immaginario di una gran massa di persone. Lui e il suo modo di vivere rappresentano la "libertà". Se si vuol essere liberi bisogna aspirare a diventare più o meno come lui e ha fatto credere che il suo governo offre la possibilità di riuscirci. Queste persone naturalmente non hanno i suoi privilegi, ma fingono di non sapere che non godranno mai di una condizione anche soltanto mille volte inferiore alla sua. Sono sudditi, o peggio ancora servi, senza sapere di esserlo. Anzi, sembrano sempre più convinti che proprio il padrone premier li possa emancipare dal servaggio, perché ha l’astuzia di proporsi come il paladino della libertà, rifiutandosi di capire che invece ha la capacità di estinguerla insieme alla stessa democrazia.Così dopo il colpo sferrato dal provvidenziale Tartaglia, tutto è più difficile, anche il solo criticare; mentre la nostra fragile democrazia sfregiata, colpita negli anticorpi non riesce ad arginare l’estendersi dell’infezione.Mai come in questi tempi è stato così evidente il rapporto tra crisi della politica, dei grandi obiettivi e ideali, e crisi della democrazia. Senza democrazia la politica si riduce ad affari privati di gruppi di potere, e questa caduta in basso della politica mortifica, porta sempre più in basso il valore della democrazia. La degenerazione democratica nasce nelle stanze del potere, e non essendo cosa astratta, si traduce in vita concreta, ricade a cascata in mezzo a tutti noi, prende corpo nella strade e nei rapporti tra persone.Cosi si è smarrito non solo il senso di una opposizione, (tragicamente evidente nello spappolamento della sinistra), ma il senso minimo dell’essere civili, dell’essere semplicemente umani. Abbiamo subito un vero e proprio mutamento antropologico, per cui la paura si infila nelle relazioni umane, la convivenza incattivisce nell’odio sociale sbarrando la strada a idee e speranze. "Siamo ancora capaci, in molti di solidarietà per i nostri connazionali colpiti da catastrofi naturali, ma non vediamo più, come accadeva in una stagione felice, la disperazione di nostri fratelli colpiti dalla crudeltà di un sistema economico su cui si basa la nostra agiatezza" (Ettore Masina).Rimanere umani, perciò, è la cosa fondamentale, come già ci ammoniva Rosa Luxemburg nelle sue lettere dal carcere nel 1916: "… ah, non so scrivere una ricetta per essere umani, so soltanto come si è umani".Si è umani se non cediamo al razzismo, ai poteri criminali, al regime della corruzione ed alla distruzione della biosfera; se sappiamo costruire una opposizione al patriarcato e al femminicidio ed a qualsiasi sfruttamento, che difenda tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani; una società in cui all’uomo l’uomo sia fratello e non lupo."Enormi parti dell'umanità hanno creduto e sperato nella giustizia, amato e lottato per l’uguaglianza di tutte le persone nella dignità effettiva, hanno pagato anche con la vita per la liberazione dalla fame e dalla soggezione ai bisogni che abbrutisce. Tutto questo non è stato solo nel movimento operaio e socialista nei due secoli precedenti all'attuale, ma già era nelle sapienze e nelle morali antiche, che sono radice e anima, spesso non riconosciuta, di quel movimento contemporaneo. Oggi quella fede sembra perduta. Chi ci ha tanto derubato? Chi ci ha tolto la fede nella giustizia? Chi ha distrutto quest’anima, senza la quale l’umanità non è viva? Se riusciamo a vedere chi e che cosa, anche in noi stessi, ci ha avvelenato la speranza, chi ci ha falsificato l’ideale in illusione, per potere spararci addosso il colpo mortale della delusione e della rassegnazione, allora potremo tornare a fare analisi della realtà alla luce della intelligenza disincantata e con la forza dell’anima (satyagraha) e potremo vedere dove sta l’inganno e come si può cercare di diventare veramente umani, soci o fratelli, più giusti" (Enrico Peyretti).È necessario, quindi, reagire a questo senso di impotenza, collettivo e personale, che quotidianamente ci paralizza.C’è disillusione, per quanto motivata, ed è grave, perché quando un popolo perde la speranza perde la capacità di lottare, di organizzarsi. Dire: "Tanto non c'è niente da fare" non lascia vie d’uscita; e buttare tutto nel cestino significa incenerire anche ogni velleità di cambiamento futuro."Dici: / per noi va male. Il buio / cresce. Le forze scemano. / Dopo che si è lavorato tanti anni / noi siamo in una condizione / più difficile di quando / si era appena cominciato. // E il nemico ci sta innanzi / più potente che mai. / Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso / una apparenza invincibile. / E noi abbiamo commesso degli errori, / non si può negarlo. / Siamo sempre di meno. Le nostre / parole d'ordine sono confuse. Una parte / delle nostre parole / le ha stravolte il nemico fino a renderle / irriconoscibili. // Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto? / Qualcosa o tutto? Su chi / contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti / via dalla corrente? Resteremo indietro, senza / comprendere più nessuno e da nessuno compresi? // O contare sulla buona sorte? // Questo tu chiedi. Non aspettarti / nessuna risposta / oltre la tua".("A chi esita" di Bertolt Brecht, Poesie di Svendborg, 1939).È certo che chi legge il futuro sulla base di quel che esiste, senza progetti di cambiamento, finisce per darne una visione ristretta e spesso sbagliata. Senza la speranza di tempi migliori il "desiderio di fare qualcosa di utile per il bene generale non avrebbe mai eccitato il cuore umano (Kant); parole che ricordano le altre parole di "un altro mondo è possibile", che hanno animato, in questi ultimi anni, le lotte internazionali dei movimenti. Ecco perché continuiamo a scommettere sulla speranza, con i piedi ben piantati in terra e con il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà, in senso gramsciano.

martedì 2 febbraio 2010

NEMICI ED AMICI


Documenti che sono stati insabbiati per settant'anni riemergono a Londra e provano il lassismo che Papa Pacelli ebbe nei confronti del nazifascismo e le leggi razziali promulgate in Italia nel 1938.
Atti di violenza inaudita contro gli ebrei romani ed ungheresi(così come si può evincere da alcuni documenti riemersi)non hanno avuto la condanna di papa Pio XII che anzi temeva e teneva più sotto controllo i gruppi di comunisti che bazzicavano la zona attorno a Roma.
Tutto questo come per ringraziare e benedire il nazismo e condannare ed odiare il comunismo...la storia poi ha avuto il suo corso.
Riferimento utile può essere questo link:
http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2009/12/il-papa-di-hitler.html mentre l'articolo sottostante è tratto da Toscana.Indymedia.

Pio XII temeva piu' i comunisti che le stragi naziste degli ebrei.

Da Londra le prove dei silenzi di Pio XII. Trovati negli archivi di Kew Gardens documenti scottanti: un telegramma e una lettera di due diplomatici - L'ambasciatore britannico scriveva: Il Papa teme più i comunisti che le stragi degli ebrei

Nuove ombre su Papa Pio XII e questa volta arrivano da Londra. Documenti scottanti mettono a dura prova il processo di beatificazione di Pacelli, che durante l’Olocausto non solo non si schierò, facendo dei silenzi la strategia del Vaticano, ma a quanto pare le nuove carte attesterebbero la mancata volontà di condannare apertamente il regime hitleriano.A rendere noti i documenti lo storico Giuseppe Casarrubea, specializzato nella ricerca sugli archivi inglesi di Kew Gardens. Primo fra tutti il telegramma del 19 ottobre 1943 che riferisce dell’incontro tra papa Pacelli dell’incaricato Usa presso la Santa Sede, Tittmann, in cui si descrive un Pio XII che invece di indignarsi per la deportazione di oltre mille ebrei romani, si mostra in forte ansia per «le bande comuniste che stazionano nei dintorni di Roma».L’altro documento è una nettera del 10 novembre 1944. Il Papa incontra l’ambasciatore britannico D’Arcy Osborne. Il confronto avviene proprio nei giorni in cui le truppe delle Ss, al comando di Adolf Eichmann, massacravano oltre 400mila ebrei ungheresi.Ma l’ambasciatore inglese riferisce al ministro degli Esteri, Anthony Eden, che il Papa, rispetto al suggerimento di diffondere un appello sul «maltrattamento degli ebrei in Ungheria», si era difeso dicendo di non aver deciso e che «in ogni modo», la sua condanna sarebbe stata «anonima». Meglio tacere quindi.

lunedì 1 febbraio 2010

ASPETTANDO IL SOLE

Canzone dal testo stupendo di Neffa che esordisce da solista con l'album"Neffa & i Messaggeri della Dopa"targato 1996,dove colabora con numerosi artisti ed in particolare per questo pezzo con Giuliano Palma e Dj Deda(con cui aveva già collaborato nei Sangue Misto assieme a Dj Gruff). Ai tempi il brano ebbe un enorme successo vincendo un disco d'oro e fece conoscere Neffa e allargò il raggio d'azione del rap italiano grazie pure all'elevata visibilità del video.
Alcune frasi sono pura poesia,accenni di nostalgia che segnano la difficoltà del dimenticare un amore ancora troppo sentito,dove la sofferenza dettata dal cuore viene alleviata dalla dopamina anche se gli spettri sono sempre in agguato per trascinare nell'abisso lo spirito sconfortato dalla perdita del sentimento vitale.
Strofe come"...mi chiedo adesso dove sei cosa fai, chissà se tu avrai mai pensato a me, al nostro fuoco che bruciava e mo' è cenere.Ma tutto passa piano e pure se fa strano io sorrido perché so che oggi non ti chiamerò, quel che viene venga e mi sta bene quel che è stato è già passato e mo' il passato se lo tiene...","...Gesù Gesù, sono io la vittima dei demoni che tornano e che vengono a tirarmi giù.I miei cattivi pensieri che mi aspettano braccano, parlano e parlano:dove sono i raggi che scaldavano un guaglione..."oppure"...non c'è più luce, solo buio che fa male non c'è più pace solo rabbia che ogni giorno sale.So bene dove sono e adesso voglio stare qui, sentire il beat se sei all'ascolto vieni a prendermi...",tutte belle parole ma quanto è dura sentirle dentro veramente,e se poi davvero vogliono essere recepite...

La tele resta spenta e non la guardo più
ho un nodo in gola che è difficile mandare giù,
fumo un po', sposto via la tenda,
cielo grigio piombo io non lascio che mi prenda,
la nostalgia che sale lentamente come mai
io penso a te mi chiedo adesso dove sei
cosa fai, chissà se tu avrai mai pensato a me,
al nostro fuoco che bruciava e mo' è cenere.
Ma tutto passa piano e pure se fa strano
io sorrido perché so che oggi non ti chiamerò,
quel che viene venga e mi sta bene
quel che è stato è già passato e mo' il passato se lo tiene,
e piove già da un tot, la pioggia bagna la mia pelle
ma mi asciugherò perché so che il tempo è ciclico
e so che un po' di tempo è quello che ci vuole
mentre un guaglione sta scacciando il male sta aspettando il sole...

Oggi non c'è sole intorno a me salvami, risplendi e scaldaci,
voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione...

...e oggi è come ieri ma forse è un'impressione
frutto della mente di un guaglione sarà che non c'è il sole
sarà che tutto sembra resti uguale
sarà quel che sarà sono preso male
ma nessuno chiama e non so chi chiamare
cerco di schiodarmi e penso solo a quello che ho da fare
uh Gesù Gesù, sono io la vittima dei demoni
che tornano e che vengono a tirarmi giù
i miei cattivi pensieri che mi aspettano
braccano, parlano e parlano
dove sono i raggi che scaldavano un guaglione
dove sono gli altri della mia ballotta mo' che sono nel ciclone
in dopa trovo la mia cura
in dopa mischio le radici e la cultura, l'energia pura
la musica mi detta le parole
caccio queste rime e so che prima o poi ritorna il sole...

Oggi non c'è sole intorno a me salvami, risplendi e scaldaci,
voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione...

...vada come vada e va da sé
conto solo su di me e già so che già sai che...
Chico fa quel che s'ha da fare quando amore non c'è
... dev... dev... devo imbustare perché in tasca manca money
sempre più difficile restare calmo in questa situazione
sclero, non ne voglio più parto da zero
so che in qualche modo devo andare su ma...
non c'è più luce, solo buio che fa male
non c'è più pace solo rabbia che ogni giorno sale
so bene dove sono e adesso voglio stare qui,
sentire il beat se sei all'ascolto vieni a prendermi
rapiscimi, musica colpisci al cuore
boom cha boom cha però non c'è dolore
distendi le tue mani guaritrici su un guaglione mentre sta aspettando il sole...
Oggi non c'è sole intorno a me salvami, risplendi e scaldami,
voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione...

EHL EVENTI

Propongo gli appuntamenti che caratterizzeranno la settimana internazionale di solidarietà con il popolo basco che si terranno in Lombardia a partire da questo venerdì e che si chiuderanno il 26 di febbraio(insomma,più di una settimana di interventi,concerti,cene e dibattiti in cui Euskal Herria si farà sentire in tutto il mondo).
Evento clou sarà la manifestazione nazionale di Milano del prossimo 20 febbraio,evento che verrà trattato a sè prossimamente su questo blog,e per anticipazioni vi sono degli indirizzi di riferimento alla fine del post.

SETTIMANA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETA’ CON EUSKAL HERRIAPOR EL SOCIALISMO, LIBERTAD PARA EUSKAL HERRIA!6-14 FEBBRAIO 2010

Il calendario delle iniziative in Lombardia:

VE 5 FEBBRAIO - CSA BARAONDA - SEGRATE (MI)ore 21.00 Incontro con Amnesty International sulla tortura in Euskal HerriaSA 6 FEBBRAIO - CSA VITTORIA – MILANOore 22.00 Concerto EGIN – patchanka band da Torino e SKATU – ska bandda Euskal Herria

SA 6 FEBBRAIO - CSA DORDONI – CREMONAore 20.00 cena sociale, video-intervento di Arnaldo Otegi Presente efuturo di Euskal Herria e presentazione della rete EHL

ME 10 FEBBRAIO - CSA VITTORIA – MILANOore 21.00 Incontro con Amnistiaren aldeko mugimenduA (Movimento afavore dell'Amnistia) e Angelo Miotto, giornalista di PeaceReporter,autore del libro Storie basche

VE 12 FEBBRAIO - COA TRANSITI 28 – MILANOore 19.00 Cena basca e proiezione dei video Intervista a Odei evideo-intervento di Arnaldo Otegi Presente e futuro di Euskal Herria +mostra fotografica

VE 12 FEBBRAIO - AUDITORIUM - P.ZA LIBERTÀ – BERGAMOore 21.00 Proiezione del film Itsasoaren Alaba - La figlia del mare diJosu Martinez. A seguire incontro con Txema Uriarte (coordinatore diGITE-IPES - Istituto di Promozione degli Studi Sociali in EuskalHerria), Giovanni Giacopuzzi, studioso, storico, autore del libroStorie Basche e ENEA GUARINONI, giornalista di RadiopopolareDj set dalle ore 23.00 CSA PACI PACIANA – BERGAMO

SA 13 FEBBRAIO - CS 28 MAGGIO - ROVATO (BS)ore 20.30 Cena "ITSASO ETA LUR - MARE E TERRA" (prenota a 030/45670 -RADIO ONDA D'URTO o ehbrescia@gmail.com)ore 21.30 Incontro con il regista del film Josu Martinez e GiovanniGiacopuzzi, studioso, autore del libro Storie Basche.ore 22.30 proiezione del film Itsasoaren Alaba - La figlia del mare diJosu Martinez.

SA 13 FEBBRAIO - CSA VITTORIA – MILANOore 21.00 Concerto Linea (combatrock) e Guacamaya (combatpunk)

DO 14 FEBBRAIO - CIRCOLO ARCI LA SCIGHERA – MILANOore 21.30 Proiezione del film Itsasoaren Alaba - La figlia del mare diJosu Martinez. A seguire incontro con il regista Josu Martinez e TxemaUriarte, coordinatore di GITE-IPES - Istituto di Promozione degliStudi Sociali in Euskal Herria

VE 19 FEBBRAIO - CSA BARAONDA - SEGRATE (MI)GAU INTERNAZIONALA / La Notte Internazionaledalle ore 18.00 aperitivo e cena popolare, a seguire the Bionic Rats(ska-rocksteady) da Dublino e Kombat Sound djs.

SABATO 20 FEBBRAIO - MILANO - ORE 15.00CORTEO NAZIONALE TANTI POPOLI UN’UNICA LOTTAPER LA LIBERTÀ, L'INDIPENDENZA E L'AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI

SA 20 FEBBRAIO - CSA VITTORIA – MILANOore 22.00 concerto IMPOSSIBILI (punk rock) e RFT (milano hardcore)

MA 23 FEBBRAIO - CSA VITTORIA - MILANOore 21.30 Proiezione del film Itsasoaren Alaba di Josu Martinez

VE 26 FEBBRAIO - CASCINA TORCHIERA SENZ'ACQUA - MILANOore 20.00 Cena di autofinanziamento (prenota a eh-lagunak@gnumerica.org)Amiche e amici di Euskal Herria – MILANOeh-lagunak@gnumerica.org - www.ehlitalia.com