venerdì 15 gennaio 2021

QUAL E' LA NOVITA?

Lo sdegno che la bozza del piano pandemico italiano per il periodo 2021-23,cioè questo periodo,ha giustamente scatenato dibattiti e reazioni schifate al fatto che se le risorse per affrontare queste emergenze,vedi pandemia coronavirus,fossero limitate si dovrebbe scegliere chi curare o meno.

Tradotto serve fare una cernita tra chi vive e chi deve morire e spiegato ancor meglio vedere chi è ancora produttivo o no,con buona parte dei pensionati e dei malati cronici che non vedranno di certo di buon grado questo regolamento.

L'articolo di Contropiano(piano-pandemico-2021-23-sceglie-chi-salvare )parla di questo e del fatto che il piano pandemico precedente era del 2006,quindi non aggiornato minimamente e concausa alle migliaia di vittime che il Covid-19 sta mietendo da noi.

Tutto questo frutto ovviamente di tagli sempre più lineari alla sanità pubblica con le risorse che invece vanno per quella privata,per gli F-35 e per le grandi e inutili opere mentre le cure di prim'ordine se la possono permettere solo i ricconi che tra l'altro ora tipo Berlusconi sono ricoverati fuori dai confini nazionali.

Come detto da tempo ormai la sanità in Italia è basata sulla logica del profitto,è diventata un'industria e come tale deve esserci un ricavo,e più zeri ci sono meglio è,e non importa se ormai il diritto a curarsi è sempre per più poche persone e anche i controlli e gli esami per una medicina preventiva ormai sono un ricordo passato(vedi anche:madn i-costi-della-sanita ).

Per questo non c'è da stupirsi per il fatto che ora di parli di chi viva o muoia,di chi possa ricevere o meno le cure adeguate:sono anni che i tagli lineari alla sanità pubblica fanno morire in silenzio migliaia di persone e forse in tutto questo tempo nessuno se n'era accorto.

Piano pandemico 2021-23: “scegliete chi salvare”…

di  Redazione Contropiano   

Il Dipartimento Prevenzione del Ministero della Salute ha pubblicato la bozza del Piano Pandemico 2021-2013, che è ora sottoposta al vaglio delle Regioni. Ricordiamo che tale piano non veniva colpevolmente aggiornato dal 2006, con i risultati che abbiamo sotto gli occhi. 

Tale piano contiene un punto estremamente inquietante, poiché vi si dice che in caso di “risorse insufficienti” i medici dovranno scegliere di sottoporre alle cure i pazienti che hanno la maggiore possibilità di beneficiarne. 

In pratica, si sceglierà chi curare e chi no. I diabetici, gli ipertesi, i trapiantati, i cardiopatici, i sofferenti di insufficienza epatica o renale, i cronici e gli anziani in genere sono avvertiti: evitate di ammalarvi perché, nel caso, potrebbe non esserci posto per voi in ospedale. 

Peraltro, evitare di ammalarsi è difficile, dato che – a parte i provvedimenti individuali di mettersi la mascherina e lavarsi le mani– altre misure non ci sono, poiché i tamponi e il tracciamento non si fanno e la medicina preventiva in generale è stata dismessa. 

Il governo perde tempo con l’inutile gioco delle regioni, un giorno rosse, l’altro arancioni, l’altro ancora gialle, aspettando miracolisticamente una campagna vaccinale che non sembra prendere forma mentre ogni giorno ci sono dai 500 ai 900 morti. 

Un paese che si vanta di essere la settima potenza economica del mondo è arrivato al punto, penoso, di dover scegliere chi curare, in seguito ad anni di politica di tagli, di sacrifici “ce li chiede l’Europa”, di acquisti di bombardieri “ce li chiede la Nato”, di sprechi, ruberie e politiche demenziali. 

Ancora più sconcertante è che un ministro che si pretende di “sinistra” possa apprestarsi a firmare un simile documento, senza interrogarsi sul fatto che, se le risorse per le cure sono insufficienti, si debbono aumentare, magari anche trasferendo alla Sanità spese di altri ministeri (la Difesa, per esempio) o facendo pagare le tasse ai miliardari. 

Questa tragica situazione è il risultato dell’accettazione della logica delle compatibilità capitaliste e dei compromessi politici che da esse sono dettate per cui tutto è opinabile e aleatorio tranne i profitti degli industriali, della finanza e del grande commercio 

É la stessa logica che ha portato alla folle strategia del convivere con il virus che significa che si deve a tutti i costi continuare a produrre e consumare, anche se questo costa centinaia di migliaia di vite umane messe a rischio sul posto di lavoro. 

Nei giorni scorsi l’INAIL ha comunicato che solo nella “seconda ondata” si sono avuti oltre 100.000 contagi sul lavoro, ma che si tratta di una cifra certamente per difetto, poiché molti cosiddetti infortuni Covid non vengono denunciati come causati da quel virus… 

I casi di Covid nei luoghi di lavoro sono stati molti di più nella seconda ondata, durante la quale tutte le attività produttive sono rimaste aperte, rispetto alla seppur insufficiente chiusura della scorsa primavera. 

Non è massimalismo dire che questa pandemia è stata ingigantita in gran parte dalla logica del profitto e dallo sfruttamento selvaggio della natura da parte dell’uomo, dalle produzioni inquinanti, da un rapporto aggressivo e squilibrato con le altre specie. Tutto ciò ha portato l’equilibrio del mondo alla rottura; per questo molti scienziati hanno parlato di sindemia. 

Come era lecito attendersi, tale realtà non provoca nessun ravvedimento nel nostro governo e in una classe politica ignorante, cialtrona e serva. Ora siamo arrivati anche alla scelta dei malati da curare, un’onta etica e politica – attuata in genere solo negli ospedali al fronte, in guerra – che è l’ultimo oltraggio ai più deboli, in una società che anziché proteggerli li lascia morire, in quello che ormai passerà alla storia come il grande sterminio dei vecchi e di chi aveva “patologie pregresse”. 

Può darsi che quella frase terribile, nella stesura definitiva, sia modificata, ma ormai il segnale è dato: la difesa della vita non è più un vincolo etico irrinunciabile, ma dipende dalle “risorse” disponibili. 

Nessun commento: