La notizia odierna presa da Infoaut circola da qualche giorno in rete e tratta di due sedicenti antifascisti italiani,Orazio Maria Gnerre e Luca Pintaudi,che poi tanto antifa e compagni non lo sono proprio per via della loro storia passata che è documentata nell'articolo qui sotto.
Fotografati dietro alla bandiera partigiana della divisione Garibaldi,pensano di essere i portavoce di un movimento intero che mal sopporta invece questi due personaggi legati alla sigla"Millennivm",un gruppo semisconosciuto e che tende all'integralismo cattolico più che alla lotta antifascista.
Legati ad ambienti rossobruni,a Papi guerrieri e pensatori russi di estrema destra,raccattano qua e la simpatie facendosi mostrare dietro ad una bandiera simbolo di liberazione dal nazifascismo e facendo interventi a nome del popolo italiano che nessun compagno accetta,un po' come gli appelli delle più alte cariche statali verso i due assassini della marina in ferie in India.
Di movimenti ambigui che cercano di passare con un'idea politica di facciata mentre ne nascondono un'altra in molti casi opposta ne è piena la storia dell'ambiente di estrema destra,che si mascherano paladini degli animali e dei bambini,solo per citare due casi,portando avanti una parvenza di faccia pulita nascondendo dentro un'anima nera.
I rossobruni di Millenivm e la spedizione nel Donbass.
“Sostengo che per quanto ci riguarda, è male se una persona, un
partito, un esercito o una scuola non viene attaccata dal nemico, perché in tal
caso significa che senza dubbio siamo scesi sullo stesso piano del nemico”. Mao
Tse Tung
Spicca sul web in questi giorni la foto di alcuni “volontari appartenenti
all’associazione antifascista “Millenivm” con tanto di bandiera italiana con
stella rossa al centro (la bandiera usata dalla divisione partigiana Garibaldi
durante la resistenza) a quanto pare riportata sul profilo facebook del
Governatore popolare della Repubblica di Donetsk. Questo è il titolo della
didascalia che accompagna la foto utilizzato da Rai News per dar credito
all’iniziativa.[1]
Si scatena il tam tam, rimbalza la notizia che finalmente gli antifà italiani
si sono mossi. Ma qui – non è la prima volta – si sta prendendo un granchio di
proporzioni piuttosto grosse.
I due capofila dell’operazione, Orazio Maria
Gnerre e Luca Pintaudi, appartenenti all’associazione Millenivm, per quanto si
spaccino per sostenitori delle Repubbliche popolari ucraine che resistono contro
il golpe di Kiev, non sono necessariamente antifascisti, tanto meno compagni.
Anzi. Come si può leggere ad esempio da un loro articolo sul 9 maggio[2], data
che celebra la vittoria sul nazismo, e pubblicato sul loro blog, essi propugnano
considerazioni assai discutibili per quanto riguarda la definizione di
antifascismo. Innanzitutto pongono una differenza in termini qualitativi tra
antifascismo russo, di matrice nazionalistica e religiosa (celebrano infatti la
giornata del 9 maggio quale “vittoria della Russia e di altre nazioni invase
dalla Germania nazionalsocialista,” per l’immenso valore patriottico), e
l’antifascismo europeo, “variegato” e “fatto proprio da diverse posizioni
politiche”, per questo, secondo loro, dai toni interclassisti. Si rifanno
direttamente alla teoria previana dell’ “antifascismo in assenza di fascismo”,
teoria secondo la quale ora che non esistono più stati fascisti, il conflitto
antifascisti/fascisti non fa altro che mantenere vivo uno scontro novecentesco e
superato, “disperdendo le energie delle forze d’opposizione al Sistema” intese
in senso anti-atlantista.
Ricordiamoci chi è Costanzo Preve, intellettuale
“marxista” che piano piano cominciò a incentrare la sua analisi sulla nazione e
sulla sovranità fino a trovarsi, in Francia, a dare indicazione di voto per il
partito di estrema destra Front National della le Pen.[3] Non possiamo non
ricordarlo quale padrino di Diego Fusaro, rampante filosofo “marxista” che
finisce per dare dei fascisti ai compagni che lo criticano perché disponibile a
partecipare a iniziative su Marx a Casapound e che a breve parteciperà ad un
convegno organizzato dalla Fondazione Evola.[4] Il cui segretario Gianfranco De
Turris, ex giornalista Rai, ha scritto la prefazione di due testi di Gianluca
Casseri, il fascista di Casapound Pistoia che assassinò due migranti senegalesi
a Firenze. E’ facile pensare che questi “marxisti” sembrano sempre più neri e
sempre meno rossi…
Ma tornando ai nostri, secondo i membri di Millenium l’antifascismo europeo
dopo il 1945, “è stato quindi funzionale alle logiche di dominio
liberalcapitalista e atlantista, per questi tre motivi: ha indebolito le forze
rivoluzionarie socialiste fornendo loro un mito comune con le forze borghesi, ha
contribuito a distruggere i principi tradizionali delle società europee (il
patriottismo, la religione, la famiglia) a favore della società liquida
postmoderna e capital-consumista, ha funto da “arma di distrazione di massa”
dando luogo ad una guerra simulata tra opposti estremismi”. L’antifascismo
dunque, con il suo presunto “interclassismo” avrebbe disperso le forze
rivoluzionarie e contribuito se non rafforzato il mantenimento del sistema, a
danno di valori patriottici, nazionalistici, culturali, “comunitaristi”, secondo
il termine caro a questa frangia di intellettuali.
Ma di quali valori stiamo
parlando? Principalmente di valori nazionalistici e religiosi: la stessa
associazione Millenium si vanta sul proprio sito di ritenere prioritaria la
tutela della cultura cristiana, ed è in questo senso che stringe legami con
organizzazioni quali il Partito del Levante libanese, una realtà che promuove
gli interessi delle comunità cristiane in Libano contro il dilagare del
fondamentalismo islamico e la “spersonalizzazione” del culto dovuta alla
propaganda di valori “occidentali”.
Ma chi fa parte di Millennium? Molti – pochi, in realtà, vista l’esiguità
della sigla – sono sconosciuti, ma spiccano due nomi: Andrea Virga e Orazio
Maria Gnerre.
Orazio Maria Gnerre è un giovane “intellettuale” fuoriuscito da Stato e
Potenza, altra realtà rossobruna per eccellenza, fervente cattolico nonché
ammiratore del Papa Guerriero Pio V. Gnerre scrive su riviste del calibro di
Riscossa cristiana, è ferreo seguace di Schmitt, ma sopratutto di Aleksandr
Gel’evič Dugin, pensatore di estrema destra russo, fondatore del partito Fronte
nazionale bolscevico- Partito Eurasia, che si prefigge l’obiettivo di unire
tutti i paesi di lingua russa per creare un contraltare ai paesi atlantisti.
Dugin unisce in un calderone mistico- nazionalistico l’elogio dello stalinismo
alle teorie evoliane e a quelle anti-atlantiste e neofasciste di
Jean-François
Thiriart.[5] E’ con queste idee in testa che Orazio Maria Gnerre, ai tempi
ancora membro di Stato e Potenza, volò in Siria e parlò dal palco di una enorme
manifestazione pro Assad, nientemano che “a nome del popolo italiano”.[6]
Andrea Virga invece, un dottorando dell’Università di Lucca, è il
responsabile Piemonte per Millennivm. Il suo blog personale è un patrimonio
immenso per comprendere le diverse sfaccettature del rossobrunismo e rafforzare
quindi quella necessarissima dose di anticorpi politici utili a non cadere in
certe trappole. Sul suo blog personale ad esempio scrive su Don Gallo:
“Tuttavia, restano inaccettabili le sue “aperture” – ma sarebbe meglio dire
“tradimenti del depositum fidei a lui affidato – nei confronti della
legalizzazione delle droghe (pur avendo constatato nel suo apostolato sociale la
tragedia della tossicodipendenza), dell’ordinazione femminile, dell’abolizione
del celibato sacerdotale, dell’anarchismo, del bolscevismo, delle unioni
omosessuali, della contraccezione, dell’eutanasia, persino del crimine
dell’aborto! Questa sua totale sottomissione di fronte agli idoli del mondo
moderno e della sovversione anticristiana, propria di ampia parte delle sinistre
occidentali, gli aveva valso l’amicizia ed il plauso di molti personaggi
pubblici, in genere di sinistra, al punto da essere elevato ad “antipapa”,
fautore di un’immaginaria “altra Chiesa” che rinneghi la propria missione e
dottrina, ad uso e consumo della propaganda laicista e radicale. E tuttavia, non
si può non notare come le gerarchie ecclesiastiche, in tutto questo tempo, siano
venute meno al loro dovere paterno di riprenderlo ed ammonirlo a tornare sulla
retta via. Invece, il suo funerale sarà celebrato dal Card. Bagnasco, suo
Arcivescovo e Presidente della CEI, senza un accenno ai suoi errori, col rischio
di indurre in scandalo i fedeli.”
Ancora Virga, come si può leggere su un suo intervento sul sito di Millenivm
a proposito della Giornata del ricordo, parla delle foibe in termini di “pulizia
etnica ad opera dei partigiani titini anti-italiani” , ovviamente sorvolando
sull’invasione fascista della Jugoslavia, parla del Venezia Giulia e della
Dalmazia come territori chiaramente appartenenti all’Italia. Inoltre, si
rammarica per la mancanza di una memoria condivisa sulla questione (tanto, come
ripete anche Millennivm, destra e sinistra sono concetti superati) e ricorda
agli antifascisti italiani che “l’odio per la propria patria è
l’internazionalismo degli imbecilli”. Lo ritroviamo inoltre in occasione della
commemorazione dei Martirti delle Foibe a Firenze, evento caro ai fascisti
fiorentini in cui Azione Universitaria, Casaggì, Fratelli d’Italia, Forza Nuova
e Casapound tentano di fare a fare a gara per guadagnare la prima fila.[7]
Per quanto però egli si affretti a scrivere che la sua partecipazione non
implichi l’ appoggio ad alcuna organizzazione politica, come si spiega ad
esempio il comunicato in solidarietà ai poveri cuccioli di Stormfront-White
pride?[8]
Ma venendo ai contatti, oltre a quelli in Siria, Ucraina e Libano,
è interessante vedere nell’italica patria, quali siano i gruppi con cui
Millennivm collabora.
Così risulta che Orazio Maria Gnerre dona numeri di
riviste di chiara matrice ultra-religiosa ad un gruppo di nome “Comunità
Antagonista Padana”, che, con base nell’università cattolica di Milano, si
dichiara fiermanete più a destra della Lega Nord.[9]
Ma i legami con
l’università in generale sono ancora più pesanti: non a caso Gnerre organizza
iniziative con gruppi quali il Gruppo Alpha (nella cui home page troneggiano
citazioni di Evola e Pound), e Lealtà e Azione, gruppo vicino agli hammerskin
famoso per le sue scorribande e aggressioni contro gli antifascisti milanesi e
su cui il Fatto Quotidiano ha più volte insinuato il dubbio che esistano legami
con il clan mafioso dei De Stefano.[10]
Già il 17 gennaio del 2014 gli antifascisti di Milano hanno contestato la
presenza di questi gruppi che dovevano partecipare a un’iniziativa congiunta al
Politecnico poi rinviata.[11]
Occorre inoltre segnalare che la loro rivista Nomos è legata ad Eurasia, il
cui direttore, Claudio Mutti è un nome ben noto per quanto riguarda le stragi
degli anni ’70 e il neo-fascismo italiano.
Al di là dei fatti, che di certo parlano più delle parole, i membri di
Millenivm ci tengono a prendere le distanze dal neofascismo quale riproposizione
nostalgica che rinnova in sé i suoi errori passati (anche se dalle prese di
posizione, dai simboli utilizzati e dagli autori di riferimento non sembrerebbe
proprio). Ma ancora di più ci tengono a prendere le distanze dall’antifascismo
che, secondo loro, impedisce di considerare il fascismo come parte integrante
delle storie nazionali europee, “demonizza” il nazionalismo europeo senza
analizzarlo ostacolando la costituzione di un fronte “anti-sistema in quanto
anti-atlantista”, capace di superare le dicotomie destra-sinistra. I (nerissimi)
rossobruni in questione dunque non solo effettuano una differenziazione tra
antifascismo patriottico e non, ma anche tra antifascismo storico e “a-storico”.
Essi pretendono infatti che, essendo stato sconfitto il fascismo storico,
l’antifascismo non abbia più ragione di esistere: “l’antifascismo in assenza di
fascismo” sarebbe appunto insostenibile al giorno d’oggi. Come se il fascismo
fosse da considerare unicamente quale esperienza nazionale, culturale e relegata
ad un certo periodo storico, e non si trattasse di un aspetto insito del modo di
produzione capitalistico: come se la lotta tra fascismo e antifascismo fosse
semplicemente una questione politica che affonda le proprie radici nella cultura
e non nella lotta di classe. Essi propugnano un modello nazionalista,
comunitarista e corporativista, sognano un’alleanza interclassista
anti-atlantista in nome dei “Popoli” capace di superare destra e sinistra,
fascismo e comunismo visti come opposti estremismi, come da peggior testata
giornalistica mainstream. Anche a proposito della questione Ucraina, per la cui
analisi si rivolgono al sovracitato padrino del nazionalismo russo Aleksandr
Gel’evič Dugin, affermano che la lettura della questione in termini di fascismo
e antifascismo è debilitante.[12]
Ancora una volta, chi propone il superamento di fascismo e antifascismo, chi
nega una lettura di classe dei fenomeni, chi afferma che al giorno d’oggi non
abbia più senso professarsi antifascista, chi blatera di imperialismi nazionali
senza analizzare il modo di produzione capitalistico in termini marxisti, chi
propugna un’alleanza sulla base dell’ “anti-atlantismo”, del nazionalismo e del
comunitarismo e pertanto sulla base dell’interclassismo e di un non meglio
precisato “Popolo” non si trova dalla stessa parte della nostra barricata, non
importa di quali simboli possa fregiarsi e di quali parole possa riempirsi la
bocca.
I nemici del nostro nemico non sono nostri amici. Ed è più che mai necessario
frapporre quella netta linea di demarcazione fra noi e loro.
Consigliamo, come approfondimenti su comunitarismo e rossobrunismo, questi
due testi:
Contributo dei compagni di Militant
http://www.militant-blog.org/?p=7617
Contributo di Claudia Cernigoi:
http://www.nuovaalabarda.org/dossier/comunitaristi_e_nazimaoisti.pdf***Dossier
a cura di due compagne di Firenze
Da
Osservatorio sulla
Repressione