domenica 24 gennaio 2010

LODO CUFFARO

Condannato in secondo grado l'ex presidente della regione Sicilia Totò Cuffaro,colui che sfidò giornalisti e magistrati nell'ormai famosa puntata del Costanzo show condotto assieme a Santoro in cui si accanì contro il giudice Falcone che morì per mano mafiosa di lì a poco
http://www.youtube.com/watch?v=F5MZmJLMQ9Y ,difendendo personaggi come Salvo Lima
e la dirigenza democristiana isolana ed altri collusi con la mafia.
Ora questo personaggio viscido si è visto aumentare la pena grazie all'aggravante mafiosa a sette anni,e condannati con lui pure un manager della sanità,Aiello,ed un maresciallo del Ros,Riolo:vista la disponibilità ad accettare la pena e comunque le dimissioni presentate subito al suo attuale partito,l'Udc(ma non dal parlamento)mi viene da pensare che nel terzo grado di giudizio della Cassazione abbia già la sentenza assolutiva in mano o che comunque abbia già pronto in quanto senatore un lodo ad personam grazie al capo cosca Berlusconi.
La prima immagine del post vuole ricordare con chi si è candidato questo mafioso qualche tempo fa prima(Pdl)prima di passare all'Udc e a cosa(nostra)apparteneva prima,alla DC di Andreotti e di Lima,tanto difesi ed ammirati da questo verme che anno dopo anno sta scoppiando a furia di ingurgitare cannoli siciliani.
L'articolo è preso da"Repubblica on-line"di ieri,con l'esatto conteggio degli anni che dovrebbero scontare questi criminali.

In primo grado i giudici avevano escluso la sussistenza dell'aggravante mafiosa e lo avevano condannato a 5 anni Il senatore Udc: "Non sono mafioso ma rispetterò la sentenza". Pena aumentata per l'ex manager della sanità privata Aiello.
Talpe Dda, Cuffaro condannato a 7 anni in appello"L'ex governatore ha favorito Cosa Nostra".

PALERMO - L'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, ora senatore dell'Udc, è stato condannato, in appello, a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato dall'avere agevolato Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. In primo grado i giudici avevano escluso la sussistenza dell'aggravante mafiosa e avevano condannato il politico a cinque anni di reclusione. Il processo è stato celebrato davanti la terza sezione della corte d'appello di Palermo. Lasciando subito dopo l'aula bunker del carcere Pagliarelli, Cuffaro ha detto ai cronisti: ""So di non essere mafioso, so di non avere mai favorito la mafia. Ma questo non vuol dire che non si debbano rispettare le sentenze. Le sentenze sono espresse dalle istituzioni e vanno comunque accettate. Ne sento la pesantezza come cittadino e questo non modifica il mio percorso politico".La terza sezione ha riformato le pene inflitte all'ex manager della sanità privata Michele Aiello, condannato a 15 anni e 6 mesi contro i 14 del primo grado per associazione mafiosa e ha modificato in concorso esterno all' associazione mafiosa l'accusa di favoreggiamento contestata all'ex maresciallo del Ros Giorgio Riolo, condannandolo a 8 anni di carcere. In primo grado Riolo aveva avuto 7 anni. La Corte ha dichiarato prescritto il reato contestato ad Adriana La Barbera per morte dell'imputata. 'Da quanto emerge dal dispositivo le nostre richieste sono state tutte accolte" commenta il pg Daniela Giglio.

ABUSI A NAPOLI:INCRIMINATI I COLPEVOLI

Che siano anche questi giudici"rossi"questo non lo so e non credo che ce ne siano altrimenti
mezzo parlamento se ne starebbe al gabbio,fatto sta che due di loro sono riusciti ad incriminare 8 sbirri e ne hanno rinviati a giudizio complessivamente altri 31 per il reato di sequestro di persona.
Queste merde in divisa andarono a rastrellare in vari ospedali partenopei alcuni manifestanti pestati durante la contromanifestazione per il Global Forum tenutosi a marzo del 2001 e poi riuniti alla caserma Raniero per venire massacrati nuovamente.
L'articolo è di Roma.Indymedia,vedremo per quanto tempo queste forze del disordine se ne staranno rinchiusi in carcere.

Napoli, poliziotti condannati per sequestro di persona dopo il Global forum.

Venti tra funzionari e agenti di polizia, responsabili delle violenze a manifestanti contro il Global Forum che si tenne nel capoluogo campano il 17 marzo 2001, sono stati condannati in primo grado. Il tribunale partenopeo, in particolare, accogliendo le richieste del pm Marco Del Gaudio, ha inflitto 2 anni e 8 mesi ai funzionari di polizia Fabio Ciccimarra e Carlo Solimene, responsabili di quanto avvenne nella caserma Raniero. La sentenza è stata emessa dopo una camera di consiglio durata circa sei ore.
Il «Global Forum» che si tenne a Napoli costituì una sorta di "preludio" a quanto poi accadde con il G8 di Genova pochi mesi più tardi. I no-global, in contemporanea con i lavori della conferenza internazionale, organizzarono una manifestazione che si concluse con violenti scontri tra forze dell'ordine e manifestanti all'altezza di via Leoncavallo, limite estremo della zona rossa verso piazza Municipio. Alcuni giovani furono prelevati dagli ospedali in cui si erano recati per farsi medicare ed altri portati via dai margini del corteo, e furono riuniti nella caserma Raniero dove furono sottoposti a ingiurie e sevizie da parte dei poliziotti.
Furono 8 i poliziotti arrestati nell'ambito dell'indagine ma, complessivamente, sono 31 i poliziotti rinviati a giudizio. Oltre ai due funzionari finirono sotto processo ispettori, semplici agenti, in servizio presso la Squadra mobile, la polizia giudiziaria della Procura e il reparto mobile. I giudici della quinta sezione del tribunale hanno in parte accolto le richieste formulate dai pm Marco Del Gaudio e Giovanni De Cristofaro.

sabato 23 gennaio 2010

LA MAFIA NON ESISTE IN LOMBARDIA!

L'affermazione che dà il titolo al contributo l'ha fatta il prefetto Lombardi innanzi alla commissione antimafia alla faccia di tutti gli interessi che la criminalità organizzata ormai da una trentina d'anni detiene nel territorio lombardo e soprattutto ultimamente a Milano per l'Expo 2015,torta golosissima sulla quale le mosche merdose dei mafiosi tentano(riuscendoci)di conficcarci zampette e bocca.
L'articolo tratto da Indymedia.Lombardia è tratto da"Repubblica"e di tutt'altro avviso è l'altro contributo fornito dalla redazione di"Crema On-line"che propone un'intervista all'ex presidente della provincia di Cremona Torchio.
Il cremasco ha fornito soprattutto spazi logistici alle scorribande criminali essendo stato negli anni ottanta una delle mete preferite di molti soggiorni obbligati(vedi zone come Monte Cremasco e Salvirola)dove allegramente alcune famiglie hanno alllargato i propri affari dai territori d'origine alla pianura padana.
Non dimentichiamoci poi la mafia così detta emersa,legalizzata e sotto gli occhi di tutti in tutti i giorni,ovvero Comunione e Liberazione e affini come la Compagnia delle Opere,che spadroneggiano sul mondo economico,sociale e lavorativo in tutto il nord Italia e soprattutto in Lombardia e a Crema.

A Milano e in Lombardia la mafia non esiste! parola di prefetto.

Il prefetto: a Milano non c'è la mafia.Lumia (Pd): è un'affermazione grave.
Il prefetto Lombardi, davanti alla commissione Antimafia, in città per fotografare il livello d´infiltrazione delle mafie e i rischi legati all´Expo, spiega che "anche se sono presenti singole famiglie, non vuol dire che esista la mafia". L'ex presidente Lumia (Pd): "La sua affermazione è incredibile"
«A Milano e in Lombardia la mafia non esiste». Davanti alla commissione parlamentare Antimafia, arrivata in prefettura per fotografare il livello d´infiltrazione della criminalità organizzata in città e in Lombardia, il prefetto Gian Valerio Lombardi ha spiegato che «anche se sono presenti singole famiglie, ciò non vuol dire che a Milano e in Lombardia esista la mafia». Un´affermazione che ha scatenato la reazione di alcuni membri della commissione, come Beppe Lumia, senatore Pd, ex presidente della stessa commissione di cui è il membro più "longevo" (ne fa parte dal 1994)....«Ma come si fa a dire che la mafia non esiste? Cos´altro si aspetta? Che a Milano si ammazzi? È già successo. E ci sono territori della città controllati dalle mafie. L´affermazione è grave e incredibile. Significa tornare indietro di quindici anni. Vuol dire disconoscere l´antica e affermata presenza delle organizzazioni mafiose in un territorio dove ci sono estorsioni, omicidi, infiltrazioni negli appalti e grande riciclaggio». Un esordio tra le polemiche per la prima giornata della commissione parlamentare Antimafia, arrivata ieri dopo tanti rinvii.
Insieme con il prefetto Lombardi, i commissari hanno ascoltato anche il sindaco Letizia Moratti e l´amministratore delegato di Expo 2015, Lucio Stanca....Sulle infiltrazioni della ‘ ndrangheta all´Ortomercato di via Lombroso e nel settore dei rifiuti e delle bonifiche ambientali, il sindaco ha preferito non esprimersi....Lucio Stanca. «Applicheremo il principio della "legalità preventiva" - ha detto l´ad di Expo - . Il 2010 sarà l´anno dei progetti, il 2011 delle gare». Una tempistica criticata da alcuni commissari, che hanno chiesto conto del monopolio dei clan nel "ciclo del cemento" - bitume, calcestruzzo, cave - della presenza di diverse stazioni appaltanti e la mancanza della tracciabilità dei soldi ai committenti.
Infiltrazioni della criminalità organizzata (mafia, camorra, ‘ndrangheta) nel territorio della provincia di Cremona. Il terrificante bollettino nel Cremasco. L'interrogazione di Giuseppe Torchio.

Cremona - ”Recenti rapporti di diverse Direzioni Distrettuali Antimafia (DDA) certificano una progressiva e costante espansione delle attività mafiose nel Nord Italia. In particolare, da molti mesi si susseguono in Emilia Romagna - anche nelle vicine Piacenza e Parma - attività criminose che, seppure efficientemente contrastate dalle forze dell’ordine, lasciano intendere l’espansione territoriale organizzata delle peggiori organizzazioni criminali: mafia, camorra e ‘ndrangheta”. Così si apre l'interrogazione presentata al consiglio provinciale di Cremona dall'ex presidente Giuseppe Torchio.
Il clan dei Casalesi.
“L’operatività delle tre organizzazioni mafiose – prosegue Torchio - è stata riconosciuta nello scorso luglio dal Ministro Guardasigilli onorevole Angelino Alfano, il quale nella risposta ad una interrogazione parlamentare scrive che “si deve dare atto che è frequentemente segnalata (...) [nelle regioni del Nord Italia] l'operatività di elementi appartenenti ad organizzazioni di tipo camorristico, mafioso e di origine calabrese (`ndrangheta)”. Prosegue il Ministro: “Da tempo, nella regione sono attivi soggetti contigui al 'cartello dei Casalesi' che hanno esteso i propri interessi in alcuni settori economici ed imprenditoriali. Il 'clan dei Casalesi', le cui emanazioni rappresentano un pericolo per il comparto degli appalti pubblici emiliano, ha creato articolazioni operative dapprima per fornire supporto logistico ai latitanti e poi per agevolare penetrazioni finanziarie illecite nel mercato immobiliare e nelle gestioni d'impresa”.
“La longa manus delle mafie”.
“La presenza delle diverse organizzazioni criminali – si legge nell'interpellanza di Torchio - è operativa nelle confinanti province dell’Emilia Romagna da diversi anni; le prime interrogazioni al Parlamento furono presentate dall’onorevole Franco Piro a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90 mentre la preoccupazione per le infiltrazioni nell’area dell’hinterland milanese ha alimentato più di un atto di sindacato ispettivo a livello parlamentare. Anche a causa di una iniziale sottovalutazione del problema - trattandosi di fenomeni esogeni, che non coinvolgono le popolazioni locali neppure a livello di mera manovalanza - l’allarme delle popolazioni e delle stesse forze dell’ordine è scattato troppo tardi, quando già la longa manus delle mafie s’era posata non solo su traffici di natura illecita (prostituzione, spaccio di stupefacenti, etc.) ma anche sugli appalti per le opere pubbliche e su tutto quanto attiene all’edilizia ed alla costruzione. Come metteva conto attendersi, la continua espansione delle mafie del Sud Italia non s’è lasciata arrestare dal confine padano: recenti, ma sempre più frequenti, cronache giudiziarie ci mostrano come a Cremona stia avvenendo ciò che pochi anni fa avvenne a Modena. Sequestri di beni, piccole attività criminose, o altri segni in sé non troppo preoccupanti, si sono rivelati nella città emiliana i primi sintomi di un cancro che ora minaccia di insidiare il tessuto economico e produttivo in maniera determinante”.
A Crema l'arsenale in riva al Serio.
“Di fronte al precedente modenese, ed emiliano in generale, alcune recenti notizie di cronaca, apparentemente marginali ed estranee al nostro tessuto sociale ed economico non possono lasciarci indifferenti; devono invece suggerirci – scrive Torchio - l’immediata azione di contrasto, prima che sia troppo tardi. Ci riferiamo al sequestro di una dimora storica, a Robecco d’Oglio, in quanto appartenente al clan camorristico facente capo a Michele Zagaria (noto come uno dei trenta latitanti più pericolosi del Paese); alla confisca di una villetta appartenente a un condannato per mafia a Trescore Cremasco (dicembre 2009); ancor prima, all’arresto a Spino d’Adda di Orazio Antonio Picceri, trovato in un cascinale con una semiautomatica e centinaia di proiettili o a quello a Monte Cremasco di Salvatore Guerino, accusato di aver partecipato all’omicidio di Carmela Minniti, moglie del boss Nitto Santapaola. Inoltre, alcuni recenti episodi sembrano riconducibili a modelli usati dalla criminalità organizzata, e fanno pensare che vi possano essere infiltrazioni in questo senso: nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha arrestato una famiglia di imprenditori accusati di usura con vittime in ben 53 comuni del Cremasco tra il 2006 e il 2008; a Offanengo in una notte di fine novembre è stato appiccato un incendio che ha distrutto un Solarium in pieno centro; il 13 ottobre sulle rive del Serio sono stati trovati due contenitori contenenti fucili, pistole, munizioni, un caricatore e cartucce di un kalashikov oltre a una bomba “Ananas”, bomba a mano dagli effetti devastanti”.
L'azione di contrasto.
Secondo Giuseppe Torchio “l’azione di contrasto è tanto più urgente allorché si consideri la mole di appalti (e subappalti) per opere pubbliche, relativamente alla costruzione delle nuove infrastrutture (Bre.Be.Mi, Ti.Bre, Cremona - Mantova, nuovo ponte sul Po, Paullese, etc.) o ai lavori connessi ad Expo 2015. Per quest’ultima iniziativa, il Presidente della Giunta Regionale, Roberto Formigoni, ha già chiesto l’istituzione di una “task force”, a seguito delle ripetute avvisaglie di infiltrazioni mafiose negli appalti”.
Le richieste.
L'ex presidente dell'amministrazione provinciale di Cremona chiede alla giunta “se Essa non ritenga di assumere informazioni, da riferire al Consiglio, sull’attuale situazione degli organici delle Forze dell’Ordine, e se non ritenga di riferire sul livello di integrazione tra i diversi Corpi di Polizia, le Polizie Locali e Provinciale nel nostro territorio, anche attraverso l’istituzione di un’unica centrale interforze di coordinamento degli interventi, in ragione degli organici disponibili e della maggiore prossimità al teatro degli eventi segnalati”. Inoltre, “se a tutt'oggi le questioni poste abbiano fatto oggetto di trattazione al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, istituito presso la Prefettura, e se la Giunta Provinciale non ritenga di proporre di affrontare il problema delle infiltrazioni sul territorio della criminalità organizzata, concordando le strategie di contrasto, e di riferire delle informazioni ricevute e delle decisioni assunte gli organi elettivi e democratici della Provincia”.

venerdì 22 gennaio 2010

STORICO DI CHE?

Pescato da ignorante puro tal Marco Pirina revisionista della storia italiana che oltre ad aver gettato fango addosso ai gloriosi partigiani italiani inventando storie false ora dovrà risarcirne alcuni per diffamazione in quanto in suo libro aveva praticamente fatto di questi eroi degli assassini infoibatori.
Quindi spero che debba sborsare una cifra consistente come da legge e la smetta di scrivere coglionate storiche senza fonti veritiere...poi guardando la"carriera"social politica di questo personaggio ai più sconosciuto si evince che la sua fascistaggine non è nata negli ultimi tempi ma lo accompagna da decenni(che sfiga!).
Questo individuo che dello storico non ha nemmeno il titolo da portarsi appresso lo vedrei bene dove merita di stare,in fogne giù in basso sotto terra ad altezza foibe.
Fonti del post odierno Roma.Indymedia e carmillaonline.com che è l'ultimo contributo con la biografia essenziale e scarna come la nullità della merda in questione può meritare.

[Pordenone] La Cassazione conferma la condanna: Pirina (ex fuan) deve risarcire!

La cassazione ha condannato per diffamazione marco pirina, ex dirigente del fuan (nonchè inquisito e prosciolto per il golpe borghese..poi ha fatto un pò il leghista..poi entra in fi..ecc. sul personaggio si può leggere http://www.laltralombardia.it/public/docs/antifa28.htm...) e storico(!?) per aver fatto di un'opinione personale una verità storica nel suo libro -genocidio- (finanziato tra l'altro anche dalla regione friuli) ma appunto senza prove, senza citazioni, senza fonti. i 3 partigiani (di un elenco più lungo) accusati di aver deportato civili italiani finiti nelle foibe lo hanno denunciato, verranno risarciti e la questione al momento si chiude così.. in tribunale almeno, ma si capisce che rimane aperta sul terreno reale e attualissimo della mistificazione, del revisionismo e della malafede e..tanto altro ancora!

Santi subito! "Infoibati" veri e presunti.

Altro epigono del revisionismo storico è il pordenonese Marco Pirina, nato a Venezia nel '43, di famiglia friulana, figlio di un ufficiale della Guardia Nazionale Repubblicana (Francesco Pirina, insegnante di educazione fisica) ucciso dai partigiani nel luglio del '44.Negli anni Sessanta Pirina frequenta l'università La Sapienza a Roma, diventa presidente del FUAN romano e poi del Fronte Delta, il gruppo di estrema destra che operava all'Università di Roma e che, stando ai piani del tentato golpe Borghese, avrebbe avuto l’incarico di tenere il controllo dell'Università.Viene arrestato per coinvolgimento nel tentato golpe e prosciolto e rilasciato nel giro di un mese (estate '75). Ha affermato nel corso di una conferenza tenuta a Cormons nel novembre 1998, di essere stato arrestato solo perché il suo nome era stato trovato nell'agendina del "comandante" (così l'ha chiamato Pirina) Saccucci.

giovedì 21 gennaio 2010

PASSI INDIETRO

L'Italia si appresta a fare decisamente un passo indietro nel mondo del sociale che comprende in questo caso diretto soprattutto il lavoro e l'economia con ripercussioni sulla spesa pubblica per le pensioni.
Infatti la genialata quotidiana di ieri del regime è stata la parificazione dell'apprendistato lavorativo dei quindicenni come ultimo anno scolastico,ovvero lavoro buono e utile per il padronato a costo irrisorio.
Ho lavorato con parecchi apprendisti durante esperienza passate e vi assicuro che non solo la loro manodopera sia precisa ed ottima anche più di alcuni colleghi più vecchi,ma che pure la loro retribuzione sia enormemente inferiore rispetto ai compagni è un dato di fatto così come i contributi che il datore di lavoro debba nei confronti dello Stato siano minimi.
Questo ci fa compiere un passo indietro deciso verso lo sfruttamento minorile a favore dei grassi e ricchi padroni,ed è un altro colpo verso la disoccupazione con gente sempre più vecchia che va in pensione e ragazzi sempre più giovani che cominciano a lavorare,vergogna al regime!
Commento tratto dal sito Indymedia Piemonte.

Apprendisti/Lavoratori a 15 anni !

Un passo in avanti, dieci in dietro... VIA IL GOVERNO BERLUSCONI !
Negli anni passati i borghesi di sinistra avevano presentato l'innalzamentodell'obbligo d'istruzione a 16 come una grande conquista.Oggi la commissione lavoro ha fatto all'unanimita' un passo indietro.La commissione Lavoro della Camera ha infatti approvato un emendamento del relatore,Giuliano Cazzola, collegato alla Finanziaria, dove si legge che «l'obbligo diistruzione (fino a 16 anni, n.d.r.) si assolve anche nei percorsi di apprendistatoper l'espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione». Di fatto, dunque,si potrà cominciare a lavorare come apprendisti già a 15 anni e questo varrà come sesi fosse stati in classe.Piu' avanza la crisi, piu' aumenta la disoccupazione, piu' bambini a fare gli operai.
I bambini ai padroni costano meno.

mercoledì 20 gennaio 2010

QUANDO IL LADRO E' IL POLIZIOTTO

Ogni tanto i pochi sbirri"buoni"fanno pesare il loro lavoro com'è accaduto oggi a Bergamo dove tre poliziotti ed una persona non in divisa sono state arrestate per reati che variano dal peculato alla violenza privata passando per il favoreggiamento.
I fatti risalgono allo scorso dicembre quando ad un clandestino senegalese venne sequestrata della merce d'abbigliamento e accessori moda perchè pizzicato a venderla nella città dei mille:due poliziotti lo caricarono in macchina spartendosi con un privato cittadino la merce tolta.
Il senegalese denunciò l'accaduto ed indagini interne hanno portato agli arresti odierni con lo sdegno del questore Turillo,(che dovrebbe rammaricarsi di quasi tutti le merde che comanda per svariati motivi che vanno dallo stadio all'immigrazione,dal proteggere manifestazioni e sedi fasciste allo scontro con i centri sociali)che null'altro ha potuto fare che indire un incontro con la stampa locale per fornire dettagli.
L'articolo è stato pescato da Indymedia Lombardia con le fonti locali presenti all'interno dell'intervento...questo è l'ennesimo triste fatto di cronaca che vede le merde in divisa accanirsi contro gli ultimi della società,una vicenda in cui hanno perso tutti:i poliziotti che hanno gettato ancora merda sul loro operato ed il clandestino è stato espulso dall'Italia.
Inoltre c'è da sottolineare il fatto che un clandestino denunci un crimine e soprattutto venga ascoltato da chi di dovere e che ci siano delle indagini serie è come trovare una mosca bianca:lascio solo alla vostra deduzione quanti casi di ladreria e criminalità da parte della polizia possano accadere senza che di queste azioni se ne venga a conoscenza.

Violenza privata e peculato.Arrestati 3 agenti di Polizia a Bergamo.

20 gennaio 2010, fonte L’ECO DI BERGAMO on lineDue agenti di polizia e un privato cittadino arrestati per peculato e violenza privata, un terzo poliziotto arrestato per favoreggiamento. E' l'esito di un'inchiesta iniziata lo scorso dicembre che vede come vittima un senegalese, al quale sarebbe stata sottratta merce contraffatta sequestrata, oltre al portafogli: il tutto sarebbe stato poi diviso fra poliziotti e privato cittadino.
La notizia è stata data in conferenza stampa dal questore Matteo Turillo, visibilmente amareggiato, che ha espresso il suo rammarico per questo episodio. La vicenda risale allo scorso dicembre, quando un venditore senegalese è stato bloccato in via Broseta mentre consegnava scarpe con griffe contraffatta a un italiano. Gli agenti della volante hanno caricato in auto il senegalese, trattenendo poi la merce (scarpe). Il senegalese poco dopo si è presentato in Questura e ha denunciato quanto accaduto.
Le indagini hanno quindi portato all'arresto di due agenti della volante, un sovrintendente di 48 anni e un assistente di 45, che sono in carcere con l'accusa di violenza privata e peculato. Un terzo, un assistente di 42 anni, è ai domicilairi con l'accusa di favoreggiamento. In carcere anche l'italiano per peculato. Il senegalese di 40 anni ha subìto un provvedimento di espulsione ed è stato denunciato per commercio di articoli contraffatti. La merce che gli è stata sequestrata ha un valore fra i 600 e i 900 euro.
Gli arresti sono stati disposti dal gip di Bergamo Bianca Maria Bianchi su richiesta del pm Giancarlo Mancusi. Le indagini sono state condotte dagli stessi agenti delle Volanti, il reparto in cui lavoravano i tre poliziotti, ora sospesi dal servizio dal questore.
Fonte DNews Bergamo
Peculato, 3 poliziotti in manette
>>IL CASO Agenti arrestati per essersi tenuti scarpe e giubbotti contraffatti sequestrati a un abusivo.>>
REAZIONI Tutto è partito dalla denuncia sporta dal senegalese. Il questore: un fatto che ci umilia.
L’inchiesta:Nei guai sono finiti anche un altro agente denunciato a piede libero e un negozianteDue sono in carcere, mentre uno è ai domiciliari. L’amarezza del questore: «È un fatto che ci umilia, la magistratura verificherà eventuali responsabilità».Due poliziotti in carcere e uno ai domiciliari per aver sequestrato a un senegalese scarpe e giubbotti contraffatti ed esserseli spartiti, senza farli figurare nei verbali. L’inchiesta, partita dalla denuncia del giovane extracomunitario, ha coinvolto alcuni agenti della sezione Volanti della questura. L’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare è scattata ieri; nei guai sono finiti anche un quarto agente –denunciato a piede libero–e un commerciante, che secondo l’accusa sarebbe stato complice dei poliziotti. I fatti risalgono a dicembre: l’immigrato ha detto di essere stato fermato per un controllo in via Broseta, mentre consegnava uno scatolone di merce contraffatta al commerciante. Il senegalese sarebbe stato poi caricato in auto e portato a Monterosso, dove i poliziotti gli avrebbero requisito la mercanzia – del valore di circa 900 euro – e altri 200 euro, prima di lasciarlo andare. Il sequestro non è però finito nei verbali e la merce sarebbe stata spartita tra i poliziotti e il commerciante. A quel punto, l’immigrato si è presentato in questura e ha sporto denuncia. L’inchiesta ha portato all’arresto di quattro persone, e alla denuncia di un altro poliziotto di 30 anni. In carcere sono finiti un sovrintendente di 48 anni e un assistente di 35, che dovranno rispondere di peculato e violenza privata, oltre al commerciante. Un terzo poliziotto, 42 anni, si trova invece agli arresti domiciliari, con l’accusa di favoreggiamento. «È un fatto che ci umilia, perché credo che la polizia bergamasca stia facendo sforzi enormi per dare ai cittadini tranquillità e sicurezza – ha detto il questore Matteo Turillo – Se c’è stata responsabilità, verrà verificata dall’autorità giudiziaria». La denuncia è costata cara anche al senegalese che, essendo irregolare,è stato espulso.
Sergio Cotti

martedì 19 gennaio 2010

COMMON PEOPLE

Grande singolo che oltre in patria ebbe un discreto successo pure da noi nel 1995 questa "Common People",canzone degli inglesi di Sheffield"Pulp"poi inserita nell'album"Different Class".

Questo brano che definirei operaio con forti tinte romantiche ma non illusiorie narra l'incontro tra una ricca ragazza borghese ed un ragazzo della working class che fa fatica ad arrivare a fine mese sbarcando il lunario tra lavoretti ed espedienti,in un contesto dove il ricco talvolta è affascinato dal modo di vivere povero ma che alla fine non potrebbe mai condividere appieno in quanto la differenza sociale emerge e tutto si conclude con un risentimento sociale che va al di là della fine di una storia d'amore.

L'eclettico cantante e leader Jarvis Cocker(anche chitarrista e tastierista)in questo album è accompagnato dalla tastierista Candida Doyle,dal chitarrista Mark Webber,dal bassista Steve Mackey e dal batterista Nick Banks...attualmente la band non produce nulla da parecchio tempo anche se lo scioglimento ufficiale non è mai stato anunciato.

GENTE COMUNE
Lei veniva dalla Grecia aveva sete di conoscenza,

lei studiava scultura al College Saint Martin,

ecco dove io ho incrociato i suoi occhi.
Lei mi disse che suo padre era molto ricco,
ed io le dissi che in quel caso avrei preso un rum e coca-cola.
Mi rispose 'bene' e dopo trenta secondi disse,
io voglio vivere come la gente comune,
voglio fare tutto ciò che le persone normali fanno,
voglio dormire con la gente normale,
voglio dormire con la gente comune come te.
Bene, cos'altro avrei potuto fare
- le dissi vediamo cosa si puo' fare.


La portai al supermercato,
non so perchè ma bisognava cominciare da qualche parte,
così cominciò tutto in quel posto.
Le dissi fingi di non avere denaro,
lei sorrise e disse tu sei molto divertente.
Ah sì? bene, io non vedo nessun altro ridere in questo posto.
Sei sicura di voler vivere come la gente comune,
vuoi vedere le cose che la gente comune vede,
vuoi dormire con le persone normali,
vuoi dormire con le persone normali come me.
Ma lei non comprese, sorrise e mi prese la mano.


Affitta un appartamento su un negozio,
tagliati i capelli e trovati un lavoro.
Fuma delle sigarette e gioca a biliardo,
fingi di non essere mai andata a scuola.
Ma ancora non ci sarai riuscita
perchè quando sei distesa a letto la notte
a guardare gli scarafaggi che si arrampicano sul muro
se chiami tuo padre lui puo' risolvere tutto.
Tu non vivrai mai come le persone normali,
tu non farai mai ciò che le persone normali fanno,
tu non fallirai mai come la gente normale,
non vedrai mai la tua vita da un diverso punto di vista,
e non ballerai mai e non berrai mai e non farai mai l'amore
perchè non c'è nulla altro da fare.


Canta con la gente comune,
canta e forse potresti avvicinarti un po',
ridi con la gente comune,
ridi anche se loro stanno ridendo di te
e delle cose stupide che fai.
perchè tu pensi che essere poveri sia figo.
Voglio vivere con la gente comune....

COMMON PEOPLE


She came from Greece she had a thirst for knowledge
she studied sculpture at St Martin's college
that's where I
caught her eye
She told me that her Dad was loaded
I said "In that case I'll have rum and coca-cola.
"she said "Fine,"
and then in thirty seconds time she said
"I want to live like common people
I want to do whatever common people do
I want to sleep with common people
I want to sleep with common people like you.
"Well what else could I do?
I said "I'll see what I can do.


"I took her to a supermarket
I don't know why, but I had to start it somewhere
so it started there
I said "Pretend you've got no money.
"but she just laughed an said "Oh you're so funny.
"I said "Yeah?
Well I can't see anyone else smiling in here
Are you sure you want to live like common people
you want to see whatever common people see
you want to sleep with common people
you want to sleep with common people like me?
"But she didn't understand
she just smiled and held my hand


Rent a flat above a shop
cut your hair and get a job
Smoke some fags and play some pool
pretend you never went to school
But still you'll never get it right
'cos when you're laid in bed at night
watching roaches climb the wall
if you called your Dad he could stop it all
Yeah
You'll never live like common people
you'll never do what common people do
you'll never fail like common people
you'll never watch your life slide out of view
and then dance, and drink, and screw
because there's nothing else to do


Sing along with the common people
sing along and it might just get you through
Laugh along with the common people
laugh along even though they're laughing at you
and the stupid things that you do
because you think that poor is cool


Like a dog lying in a corner
they will bite and never warn you
Look out
they'll tear your insides out
[something muffled underneath, maybe: I'm sorry,
Mr Dalton, there's no need to be concerned]
'cos everybody hates a touriste
specially one who thinks it's
all such a laugh
yeah and the chip stain's grease will come out in the bath
You will never understand
how it feels to live your life
with no meaning or contro
land with nowhere else to go
You are amazed that they exist
and they burn so bright whilst you can only wonder why


Rent a flat above a shop
cut your hair and get a job
Smoke some fags and play some pool
pretend you never went to school
But still you'll never get it right
'cos when you're laid in bed at night
watching roaches climb the wall
if you called your Dad he could stop it all
You'll never live like common people
you'll never do what common people do
you'll never fail like common people
you'll never watch your life slide out of view
and dance, and drink, and screw
because there's nothing else to do


I want to live with common people like you
I want to live with common people like you
I want to live with common people like you
I want to live with common people like you
I want to live with common people like you
I want to live with common people like you
I want to live with common people like you
I want to live with common people like you
Aa-aa-ah la la la la...
Oh yeah

lunedì 18 gennaio 2010

SPRECO SUINO


Mettiamo una pietra sopra all'argomento influenza suina ribadendo le idee scritte lo scorso 7 settembre su questo blog ma che in rete circolavano da settimane,ovvero che questa famosa e catastrofica pandemia alla fine è stata solo un buco nell'acqua
http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.com/2009/09/verso-un-vaccino-tossico.html .
Guardando Toscana Indymedia ho scelto di proporre il loro articolo su molti altri che negli ultimi giorni sono apparsi in diversi quotidiani e persino sulle reti televisive pro-regime,che pure loro non possono più tacere di quanti miliardi lo Stato italiano abbia buttato via con gli accordi segreti Ministero della salute-case(casa)farmaceutiche:abbiamo sul groppone milioni di vaccini da sbolognare perchè tra non molto scadranno e che giustamente nessuno vuole.
Ho sentito pure la proposta di un rimborso mica tanto simbolico verso i contribuenti che hanno sborsato di tasca loro una bella somma sperperata per bene,idea che certamente non avrà proseliti visto che se ogni persona tassata in Italia avrebbe la possibilità di poter usufruire di un qualsiasi risarcimento staremmo troppo bene economicamente.
Il link del post firmato byoblu è il seguente in quanto vi sono pure delle interessanti risposte:
http://toscana.indymedia.org/article/7423?&condense_comments=false#comment5293 .

Influenza A: la truffa suina, la rete è due mesi avanti sugli altri media.

Finalmente anche i media di regime si sono resi conto della colossale truffa relativa al vaccino contro l'influenza suina: la Rete aveva fornito tutte queste notizie da almeno due mesi!

Mentre i governi europei fanno a gara per cercare di disfarsi velocemente delle tonnellate di vaccini acquistati per contrastare un'influenza pandemica mortale, la suina, che noi della rete avevamo già indagato ed archiviato perchè il fatto non sussiste, sin dall'11 settembre scorso, con la consulenza di infettivologi di chiara fama e con la semplice lettura dei dati di mortalità acquisiti nel corso dell'inverno australe, anche in Italia ci stiamo finalmente rendendo conto di avere regalato 168 milioni di euro alla Novartis per averci aiutato a prevenire, nel migliore dei casi, un raffreddore e due colpi di tosse.Se il 30 di ottobre Fazio si accorgeva - meglio tardi che mai - che la suina era in realtà una colossale bufala - ragion per cui chiedevamo a gran voce la titolarità del Ministero della Salute - oggi i media ufficiali (Repubblica) titolano trionfanti: "Vaccino per il virus H1N1, Novartis-Governo Ecco il contratto segreto". Peccato che noi della rete, quella che vogliono rendere a tutti i costi inaccessibile o nel migliore dei casi gravare di imposte senza corrispondenze negli altri paesi civili, avevamo tirato fuori il contratto secretato già il 16 di novembre. Potenza dei finanziamenti a pioggia che investono blog e blogger? No, semplice applicazione di pervicacia e indipendenza.Nel frattempo, che la suina fosse una gran bufala, l'ha denunciato violentemente anche il presidente tedesco della commissione Sanità del Consiglio d'Europa: Wolfgang Wodarg.
Londra, 11 gen. - L'influenza A, le cui conseguenze per settimane hanno tenuto in allarme milioni di persone, in realta' era una falsa pandemia orchestrata dalle case farmaceutiche pronte a fare miliardi di euro con la vendita del vaccino: l'accusa arriva da Wolfang Wodarg, il presidente tedesco della commissione Sanita' del Consiglio d'Europa.Wodarg ha anche accusato esplicitamente le industrie farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di dichiarare la pandemia. Pesante il j'accuse di Wodarg, ex membro dell'Spd, medico ed epidemiologo, secondo cui le multinazionali del farmaco hanno accumulato enormi guadagni senza alcun rischio finanziario, mentre i governi di tutto il mondo prosciugavano i magri bilanci sanitari spendendo milioni nell'acquisto di vaccini contro un'infezione che in realta' era poco aggressiva.Wodarg ha fatto approvare una risoluzione nel Consiglio d'Europa che chiede un'inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche. Sulla questione il Consiglio d'Europa terra' un dibattito a fine mese. La denuncia, riportata con grande evidenza dal Daily Mail, arriva qualche giorno dopo quella secondo cui i governi di mezzo mondo stanno cercando di sbarazzarsi delle milioni di dosi di vaccino, ordinate all'apice della crisi. Il Mail ricorda che in Gran Bretagna il ministero della salute aveva previsto 65.000 decessi, aveva creato una linea-verde e un sito web per dare consigli e aveva sospeso la regola che vieta di vendere anti-virali senza prescrizione medica. Furono allertati gli obitori e persino l'esercito, che doveva essere pronto a entrare in campo qualora si fossero verificati tumulti tra la popolazione a caccia dei farmaci.Secondo Wodarg, il caso dell'influenza suina e' stato uno dei piu' grandi scandali sanitari del secolo. Le maggiori aziende farmaceutiche, secondo Wodarg, sono riuscite a piazzare i propri uomini negli ingranaggi dell'Oms e di altre influenti organizzazioni. In tal modo potrebbero aver persino convinto l'organizzazione Onu ad ammorbidire la definizione di pandemia, il che aveva portato nel giugno scorso alla dichiarazione di pandemia in tutto il mondo. «Per promuovere i loro farmaci brevettati e i vaccini contro l'influenza, le case farmaceutiche hanno influenzato scienziati e organismi ufficiali, competenti in materia sanitaria, e cosi' allarmato i governi di tutto il mondo: li hanno spinti a sperperare le ristrette risorse finanziarie per strategie di vaccinazione inefficaci e hanno esposto inutilmente milioni di persone al rischio di effetti collaterali sconosciuti per vaccini non sufficientemente testati.»Wodarg non fa alcun nome esplicito di persona in conflitto di interessi, ma lo scorso anno il Daily Mail aveva rivelato che Sir Roy Anderson, uno scienziato consulente del governo britannico sull'influenza suina, fa parte del consiglio d'amministrazione della GlaxoSmithKline. L'azienda farmaceutica, che produce antinfluenzali e vaccini, ha immediatamente replicato alle accuse, definendole sbagliate e infondate.

MORTE SOSPETTA A SAN VITTORE

E' morto venerdì sera a San Vittore il compagno Mohammed El Abboudy,incarcerato nella prigione milanese dopo la rivolta di agosto per aver denunciato le condizioni di sopravvivenza disumane nel Cie di Via Corelli e gli stupri sistematici delle merde in divisa che compivano lo scempio sessuale nei confronti di alcune detenute.
In particolar modo venne fuori il nome dell'ispettore capo Vittorio Addesso che era molto più del responsabile della struttura ma il padre padrone picchiatore e violentatore:ora rimangono altri 13 immigrati clandestini in carcere ma sarà dura ammazzarli tutti senza destare più che un sospetto,cosa che già è emersa nel caso del decesso di Mohammed dove il provveditore regionale alle carceri lombarde Luigi Pagano ha aperto un'inchiesta(ma non c'è molto da sperare in quanto per lui il ragazzo è morto per sballarsi con il gas della bomboletta del gas).
A parte questo la sua morte è l'ottavo decesso avvenuto nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno e ciò è intollerabile in un paese che ormai del civile ha ben poco;l'articolo è tratto dal sito"Macerie"http://www.autistici.org/macerie/?p=24163 e riporta l'ultima lettera di Mohammed scritta appena prima delle feste natalizie.

San Vittore.

Venerdì sera è morto dentro al carcere di San Vittore Mohammed El Abboudy. Alla prima versione che parlava di un suicidio si è aggiunta l’ipotesi, sempre formulata dall’Amministrazione penitenziaria, di un “incidente” in cella con il gas di una bomboletta da campeggio. Ad ogni buon conto i carcerieri hanno aperto una inchiesta e, da parte loro, gli antirazzisti milanesi si sono attivati per tentare di capire la dinamica dei fatti. Oggi come non mai, quando si parla di morti in carcere, la diffidenza verso i racconti dell’Amministrazione penitenziaria è d’obbligo.
Sta il fatto che Mohammed era uno dei 14 reclusi di Corelli arrestati durante la rivolta di agosto. Insieme ai suoi compagni di prigionia, dalle aule del tribunale, aveva rivendicato la rivolta, denunciato l’aberrazione dei Cie ed in particolar modo il ruolo di aguzzino assunto dell’ispettore-capo di Corelli Vittorio Addesso. Fra un mese sarebbe dovuto uscire. “Uscire” come può uscire da un carcere un uomo senza documenti, ovviamente: tornare in via Corelli.
Morto di carcere, dunque, ma anche morto di Cie. E morto lottando, come testimonia il testo di questa sua lettera, inviata ai solidali milanesi alla fine dicembre:

«Carissimi,
Oggi stesso ho ricevuto la lettera e i fogli di giornale, mi ha fatto moltissimo piacere, così almeno riesco ad essere aggiornato sui fatti attuali. Vi ringrazio di aver reso di pubblico dominio il mio caso.
Anche se mi sento fisicamente depresso sto bene. Come voi lotterò per la giusta causa fino al mio ultimo respiro, contro gli sfruttatori di noi proletari. Prima o poi la verità verrà a galla. Non possiamo che vincere, sapendo che il prezzo sarà salato. Ma ne vale tutto il sacrificio.
Che dire di questo governo razzista, senza idee per la gioventù, che, secondo logica, è il futuro di ogni nazione. Senza giovani lavoratori non si possono incassare le tasse, e senza tasse addio pensioni.
Comunque nella mia prossima missiva sarò molto più esplicito e dettagliato a proposito del mio passato e della mia persona.
Buone feste a tutti i ragazzi, auguri».

Alla notizia della morte di Mohammed, un centinaio di antirazzisti milanesi si sono radunati sotto a San Vittore, improvvisando un presidio molto sentito e rumoroso. Il prossimo appuntamento sarà già martedì prossimo, con l’udienza del processo per i fatti di Corelli del 7 novembre.

domenica 17 gennaio 2010

LE LEGGI XENOFOBE DEI LEGHISTI

Incivile come al solito e sorpassando ampiamente i limiti della decenza i leghisti razzisti oggi hanno definito gli haitiani sfollati potenzialmente pericolosi ed a rischio di invasione di massa in Italia(soprattutto in"Padania")in quanto li si dovrebbe come sempre loro vorrebbero"aiutarli a casa loro"che è un eufemismo per dire"che o sopravvissuti crepino con un'altra scossa di terremoto".
Tratto da Indymedia Lombardia un autentico bestiario razzista che tocca un pò tutte le regioni dove la Lega detiene la sua pestilenziale supremazia e diffonde l'ignoranza nelle menti dei suoi sudditi ben rappresentati nella prima vignetta in cui si sintetizza il clima xenofobo da stato del profondo sud statunitense,mentre l'ultima vignetta per se pesante alla fine è ridicola in quanto è un altro esempio delle gravi lacune cerebreali del popolo verde-marcio dei guerrieri fessi del nord!

Bestiario razzista

Uno sguardo realista sulla situazione degli immigrati in italia, tanto per contrastare il fasci-nazismo imperante dei giornali del governo leghista e fascista.
fonte: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/01/09/bestiario-razzista

Provvedimenti che limitano/impediscono l’uso dei luoghi pubblici, inclusa la strada, agli/lle immigrati/e

Nel Comune di Alzano Lombardo si cerca un modo, semplice e veloce, per sbarazzarsi degli/lle immigrati/e. Cosa c’è di più odioso e difficile da trovare in una città se non il parcheggio? Consci di questa realtà, la giunta leghista ha deciso di costruire dei box auto solo per "cittadini italiani". Il centro di Alzano ha molti problemi, tra cui la presenza di molte case fatiscenti e lo spopolamento della zona da parte degli/lle italiani/e ma non degli/lle immigrati/e, che sono arrivati/e al 14% della popolazione comunale. Dato che c’è un oggettivo degrado, gli amministratori invece di mettere in sicurezza le case e le strade, che sono estremamente strette, vogliono convincere le giovani coppie eterosessuali italiane (perché sono state escluse anche le coppie di fatto) a stabilirsi lì con un pacchetto di sgravi fiscali e contributi a fondo perduto e, non ultimo, il parcheggio auto riservato. Per giustificare questo provvedimento razzista l’assessore all’Urbanistica di Alzano, Camillo Bertocchi, spiega che "la scelta non va strumentalizzata. Crediamo che l’integrazione non avvenga solo in modo culturale, ma anche territoriale. Non vanno creati ghetti. È un modo per rafforzare il tessuto sociale e favorire l’integrazione". E infatti i ghetti non si formeranno dato che non ci saranno più immigrati/e. Che fine poi abbia fatto l’integrazione territoriale è un mistero, dato che li/e cacciano dal loro comune.

Provvedimenti contro i “comportamenti comuni” tra gli/le immigrati/e

A Brescia c’è il “divieto di sistemarsi in luogo pubblico in modo provvisorio, disordinato e scomposto men che meno giocare a palla oppure a cricket: da pratica sportiva orgoglio dell’impero britannico a simbolo dell’immigrazione”. In poche parole niente pic-nic nei parchi perché sono di esportazione straniera. Al contrasto all’immigrazione fisica si unisce quella dei “pensieri-modi di vita” stranieri. Tra un po’ ci sarà proibito anche di baciare alla francese.

A Monfalcone si apre la guerra allo sputo, perché si specifica essere un “comportamento comune tra i bengalesi”. Infatti è noto che gli/le italiani/e non sputano.
Provvedimenti contro i negozi dei/lle immigranti/e e ordinanze che ne limitano l’apertura


Ad Azzano Decimo invece, sempre in Friuli, il sindaco Enzo Bortolotti propose di permettere la vendita di cous cous, kebab e pollo al curry “soltanto se accompagnati a polenta, brovada e musetto” (tipici della tradizione culinaria locale). Al bando anche il cibo straniero.

A Verona l’amministrazione Tosi, fissa la fascia oraria massima di apertura degli esercizi che deve essere compreso tra le ore 5.00 antimeridiane e le ore 2.00 antimeridiane del giorno successivo. L’ordinanza riguarda anche nuove categorie come piadinerie, creperie, pizzerie al taglio, kebab, gelaterie, gastronomie, rosticcerie, pasticcerie ecc. Tali limitazioni di orari delle attività sono compiute per ragioni di ordine e di sicurezza pubblica o di interesse pubblico e abbonate alla ricerca di abusivi e clandestini. Sempre con telecamere al seguito. Infatti come è noto a tutti/e sono le strade affollate, i negozi aperti e gremiti di gente, il continuo via vai che rende insicura una città. Chi ha paura di camminare in una strada deserta? A Verona però decidono anche di compiere delle vere e proprie spedizioni punitive contro i negozi e i phone center gestiti da stranieri/e. La prima risale al 6 luglio 2007, durante la quale quattro locali vengono chiusi e posti sotto sequestro, cinque persone fermate. Il blitz è seguito dalle televisioni locali, in primo piano le interviste e le dichiarazioni del sindaco Tosi. Peccato che in tutta questa messa in scena si ometta di dire che, in realtà, non si è trovato niente di così grave, se non le stesse “irregolarità” riscontrabili in negozi di italiani. Le ispezioni poi si ripeteranno nei mesi successivi in vari quartieri, con le stesse modalità e vengono compiute da un’apposita squadra della polizia municipale. Anche in queste ultime vi sono multe pesantissime, a volte solo per aver superato di pochi minuti l’orario di chiusura, che costringono molti esercizi a chiudere. Tanto per invogliare gli/le stranieri/e ad investire nelle nostre città ed ad aumentare il nostro PIL, perché è questo quello che fanno, ma è meglio dire che vengono a “mangiare sulle nostre spalle”.

Provvedimenti che discriminano gli/le lavoratori/trici immigrati/e

A Brignano Gera d’Adda, comune in provincia di Bergamo, si è stabilito di avviare una cassa integrazione differenziata, o meglio solo per i disoccupati non stranieri. Sarà colpa della crisi? Personalmente non lo credo, e anche se fosse non si può certo discriminare un lavoratore solo per la sua nazionalità. Infatti vorrei ricordare che gli/le immigrati/e che lavorano in Italia contribuiscono ad aumentarne il PIL, spendono il loro denaro nei nostri negozi, pagano le tasse del nostro paese e quindi hanno tutti i diritti per poter accedere alla cassa integrazione come un/a qualunque lavoratore/trice italiano/a.

Provvedimenti che discriminano i/le bambini/e immigrati/e

Il comune di Brignano Gera d’Adda ha anche rilasciato bonus bebè nazionalisti (che hanno fatto scuola a Milano e Brescia) ma anche rimborsi spese per cure dentistiche e oculistiche (dai zero ai 19 anni) ai soli cittadini/e italiani/e. Perché la salute dei/lle bambini/e è fondamentale, ma solo se 100% italiani/e, perché se non li curiamo come faremo a portare avanti la nostra razza? Mica i leghisti/e possono pensare che il nostro futuro dipenda anche dai/lle bambini/e stranieri/e che spesso nascono in Italia o che comunque ci crescono.

Nel comune di Romano d’Ezzelino (Vicenza) il sindaco ha escluso i bambini extracomunitari dai bonus scuola mentre due anni fa aveva consegnato i pacchi della Croce Rossa solo a residenti italiani. Tanto per ribadire il concetto che ai leghisti, che il diritto alla salute e all’istruzione degli/lle migranti/e siano sanciti dalla costituzione italiana, non gliene può importare niente. Per loro vale il sistema camorristico-mafioso, o meglio la creazione di uno stato nello stato.

Ad Adro, un paese milanese, puniscono invece i figli delle famiglie straniere morose sulla retta della mensa scolastica: non paghi? Non mangi! Tanto i bambini/e stranieri/e si sà, campano ad aria.
Ordinanze che impediscono/limitano l’accesso all’istruzione per gli/le studenti/esse immigrati/e

Nella provincia di Sondrio viene pubblicato un il bando che prevede l’assegnazione di alloggi per i soli studenti valtellinesi. Scelta cassata anche in sede di Commissione europea oltre che in tribunale; ma poco importa. Infatti la spiegazione ci viene data dal sindaco leghista Flavio Tosi che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera dice che “gli unici diritti inalienabili sono quelli che riguardano la sopravvivenza”, quindi l’istruzione è esclusa perché “riconoscerla significa ammettere il diritto ai clandestini a una permanenza senza limiti”. In effetti è inaccettabile che i/le clandestini/e (stranieri in generale?) si stabilizzino in Italia, perché l’Italia è degli/lle italiani/e (leghisti/e?) e chissenefrega che stiamo in Europa e quindi non dovrebbero più esistere questi vincoli nazionali. Mi chiedo che cavolo ci siamo entrati/e a fare in Europa se poi non vogliamo accettare le regole… forse per i finanziamenti europei che soprattutto in questo periodo hanno salvato il posto a molti politici (ricordate gli 8 miliardi che il governo continuava a presentare come “frutto del proprio lavoro” e che sarebbero serviti ad affrontare la crisi? Beh erano del fondo europeo)

Provvedimenti contro il diritto alla privacy all’interno della propria dimora, dei/lle immigrati/e

Sul fronte casa a Cernobbio, sul lago di Como, ai futuri sposi in nozze civili la sindachessa impone “ispezioni dei vigili, nelle abitazioni, che dovranno accertare la pulizia di muri e pavimenti e il perfetto funzionamento di docce, bagni e caldaie”. Ma c’è chi obbliga pure gli amministratori condominiali a relazioni sulle presenze abitative di stranieri nei palazzi; chi ancora ha deliberato il divieto ai non credenti di avvicinarsi a meno di 15 metri dai luoghi di culto o approvato nel piano regolatore la possibilità che i cittadini possano fortificare le proprie abitazioni con sistemi come garrite e barriere di filo spinato. In poche parole ci dobbiamo barricare in casa, alla faccia della sicurezza di cui parlava il governo.

A Montecchio Maggiore non sono contenti. A loro non basta che sia stato inserito il reato di clandestinità, che siano stati creati dei lager dove gli/le immigrati/e subiscono violenze di ogni tipo, che nel paese si sia diffuso un clima di odio xenofobo e razzista che porta ad aggressioni sempre più frequenti verso lo/a straniero/a (perché a lui/lei và data la colpa di tutto ciò che non và in Italia), che negli ospedali gli/le immigrati/e non possono mettere piede per paura di essere denunciati/e, che agli/lle musulmani/e sia negata la possibilità di vivere la loro religione in pace e tanto altro. No, in questa provincia di Vicenza, tutto questo non bastava, perché bisogna far qualcosa anche per i/le cittadini/e stranieri/e con il permesso di soggiorno, tanto per ribadire che “sì ce l’hai il permesso di soggiorno, ma comunque non sei italiano/a… quindi non puoi avere gli stessi diritti”. Infatti il sindaco Milena Cecchetto ha deciso che “i cittadini stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno non potranno ospitare persone (neppure per una sola notte) se la loro presenza comporta il superamento del numero massimo previsto dal dimensionamento dell'alloggio.” Quest’ultimo prevede una superficie minima di 41 metri quadrati per 1 persona, di 60 per 2 persone, di 70 metri quadrati per 3 persone, 85 per 4,95-5, 110 metri quadrati per 6 persone. Capito? Ma non finisce qui, perché in questo paesino le cose le fanno per bene. Tra i requisiti abitativi richiesti vi è anche l’obbligatorietà per ogni alloggio di disporre di una stanza da soggiorno o cucina di almeno 15 mq e le dimensioni minime delle stanze da letto devono essere le seguenti: 9 metri quadrati per 1 persona, 14 per 2 persone e 21 metri quadrati per 3. Naturalmente le regole valgono per tutti gli/le ospiti/e, italiani/e esclusi.

Questo provvedimento ovviamente mi fa imbestialire per l’assurdità delle richieste metroquadriche, ma soprattutto per la pretesa di decidere per gli/le stranieri/e chi e quanti/e amici/che stranieri/e possano ospitare. Questa è una violazione della libertà dell’uomo e della donna di poter fare quello che vogliono in casa propria, e quindi anche di invitare un intero reggimento se per loro non è un problema. Vorrei tanto sapere quali folli ragioni i/le leghisti/e hanno portato per avallare questa regola del cavolo. Lo faranno forse per la loro incolumità? Certo si sa, a stare troppi in una casa aumentano i rischi, i pericoli, e noi tutt* sappiamo quanto i/le leghisti/e ci tengano alla salute degli/lle stranieri/e. Mi sorge però un dubbio: perché gli/le italiani/e sono esclusi/e? Non fanno numero pure loro, non ingombrano, non occupano spazio? Forse siamo invisibili e non lo sappiamo. Come credo tutt* sappiamo questa è l’ennesimo provvedimento che serve per togliere libertà a quei/lle straniere che, avendo il permesso di soggiorno, godono di diritti che gli spettano ma che la Lega non vuole riconoscergli. Questa ordinanza pertanto, a mio avviso, è incostituzionale e dovrebbe essere cancellata all’istante. Ma lo sapete come andrà a finire? Che la terranno con la storia di salvare l’Italia dall’onda dei barbari/e e dal terrorismo che come scusa è molto in voga in questi ultimi anni, perché “chissà cosa confabuleranno queste persone a casa loro con gli/le amici/che, chissà quanti/e clandestini/e ospiterranno, quali terroristi/e”… forse gli/le stranieri/e semplicemente si chiedono perché questi/e della Lega pensano ai loro ospiti, mentre i nostri politici ospitano in casa loro noti mafiosi, a volte pure latitanti, con cui hanno lunghi dialoghi... e chissà cosa si diranno???
Provvedimenti che limitano/impediscono burocraticamente l’integrazione degli/lle stranieri/e

Il sindaco di Cittadella con un’ordinanza ha impedito l’iscrizione all’anagrafe alle persone straniere (comunitarie e non) con precedenti penali, senza un lavoro, con un reddito inferiore a 5.061,68 euro all’anno (pari all’importo dell’assegno sociale) e ha posto limiti precisi nel concedere l’abitabilità. Il sindaco di Verona ha apprezzato così tanto questa ordinanza che ha deciso di attuarla anche nel suo comune. La Giunta comunale stabilisce che per ogni richiesta di iscrizione anagrafica da parte di cittadini stranieri (comunitari e non), gli uffici trasmettano la segnalazione alla Questura ed alla Prefettura per verificare se vi siano elementi per l’allontanamento o l’espulsione del richiedente dal territorio nazionale (proprio perché non sono prevenuti). Inoltre per l’iscrizione anagrafica del cittadino comunitario che non svolge attività lavorativa, diventa necessario presentare una polizza assicurativa sanitaria della durata di un anno e l’autodichiarazione comprovante la disponibilità di risorse economiche proprie e documentabili. Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate dovranno verificare la documentazione presentata. Il fatto poi che una persona che non ha un lavoro non possa permettersi una polizza sanitaria o avere risorse economiche proprie è sicuramente una questione secondaria per lor signori. Tanto è vero che il sindaco Tosi dichiara di voler “limitare la concessione della residenza a persone non in grado di mantenersi e che quindi, potenzialmente, potrebbero diventare socialmente pericolose e comunque sarebbero un costo sociale per tutti”. Quindi stando a tale tesi, anche i/le cittadini/e italiani/e che non possono permettersi una casa, e sono davvero tanti/e, sono persone “socialmente pericolose”? E se si, perché non le si tiene in considerazione? Forse perché a quel punto una buona parte di italiani/e non sarebbero più presenti all’anagrafe? Ma cosa più importante, se il pericolo scaturisce dal non potersi permettere una casa, la soluzione migliore non sarebbe permettergli di avercela?
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link
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/12/27/boicottiamo-i-negozi-e-le-aziende-razziste-sessiste-fasciste
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/07/news/rosarno_immigrati_in_rivolta_centinaia_di_auto_danneggiate-1872028/
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/dormitorio-rosarno/1.html
http://www.youtube.com/watch?v=8dQ8m1AmY4g
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/08/news/maroni_troppa_tolleranza_con_i_clandestini_a_rosarno_situazione_difficile_come_altrove-1875099/
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/08/news/trento_la_lega_in_provi

sabato 16 gennaio 2010

LA VITA(E LA MORTE)DI UN IMMIGRATO NON VALE NULLA

C'è la reale minaccia che uno sbirro assassino e per di più con l'aggravante delle motivazioni razziali venga rimesso in libertà definitivamente dopo che effettivamente il carcere non l'abbia nemmeno visto se non in cartolina visto che da maggio è agli arresti domiciliari dopo un periodo di internamento in un ospedale psichiatrico.
Questo bastardo razzista in divisa aveva ucciso,"per errore"naturalmente,un ambulante senegalese a Civitavecchia,dove in molti si sono mobilitati affinchè questo ispettore della polizia italiana stia nel posto che si meriti e per parecchi anni ancora.
L'articolo è tratto da Roma.Indymedia e racconta il passato,il presente e l'eventuale aberrante futuro di questa vicenda dove la vita di un immigrato(ma quando la mano insanguinata è quella di uno sbirro non c'è differenza tra migrante ed italiano)non vale proprio nulla così come la sua morte.

Uccise a fucilate un senegalese "A giorni sarà rimesso in libertà".

Gli avvocati dei familiari della vittima: "Così si dimostra che la vita di un immigrato conta poco".Proteste antirazziste a Civitavecchia.

A un anno dall´assassinio di Cheick Diouf, ambulante senegalese di 42 anni, l´ex poliziotto del commissariato di Civitavecchia potrebbe già tornare in libertà. Lo scorso maggio, a Paolo Morra erano stati concessi gli arresti domiciliari presso la casa della compagna vicino a Reggio Calabria. La misura era stata concessa dopo un periodo di ricovero nell´ospedale psichiatrico a causa dello stato depressivo ritenuto incompatibile con il carcere.
La "scarcerazione" potrebbe scattare per via dei termini delle misure cautelari destinati a scadere appunto a un anno dall´arresto dell´ispettore, fermato dopo aver sparato con un fucile a pompa, uno di quelli che si usano per la caccia grossa, contro l´africano che da 20 anni viveva regolarmente nella città a nord di Roma. Un omicidio, secondo l´accusa, determinato dalle liti frequenti con la piccola comunità di senegalesi.
«Abbiamo chiesto che la Procura prenda provvedimenti per evitare una scarcerazione ingiusta – spiegano gli avvocati Angelelli e Santoni, legali dei familiari della vittima – Non comprendiamo per quale ragione non sia stato ancora chiesto il rinvio a giudizio di Morra che ne avrebbe bloccato il ritorno alla libertà». L´ispettore aveva raccontato di aver aperto il fuoco accidentalmente per sedare una lite tra immigrati. Una versione smentita da alcuni testimoni e connazionali del senegalese che avevano, invece, ricordato i frequenti contrasti con il poliziotto che non voleva che i suoi vicini senegalesi si intrattenessero nel giardino davanti alla sua abitazione.
Dopo l´omicidio del venditore ambulante la comunità senegalese aveva manifestato davanti al commissario di Civitavecchia dove l´ispettore prestava servizio. La protesta era sfociata in blocco stradale con tanto di cassonetti messi di traverso. «Non vorremmo - concludono gli avvocati Angelelli e Santoni - che certe scene si ripetessero. Non vorremmo soprattutto che passasse il messaggio per cui la vita di un immigrato conta poco e che si può sparare e ammazzare un senegalese senza rischiare di restare in carcere».

venerdì 15 gennaio 2010

LO ZAMPINO CIELLINO...

Per oggi articolo nostrano che rimanda a vicende di alcuni anni orsono e che sollevarono un enorme polverone in quando una suora molto conosciuta e potente a Crema,Suor Letizia Ogliari Badessi,fondatrice di una casa per ragazze in difficoltà a Zappello,fu indagata per aver corrotto assieme ad altri personaggi un funzionario del ministero per ottenere finanziamenti illeciti.
Ebbene questo ciclone che aveva investito il mondo religioso e politico cremasco da tempesta è arrivato a vento forte per finire in brezza in quanto Suor Letizia ed altri quattro indagati sono stati prosciolti dall'accusa di corruzione perchè il reato contestato è caduto in prescrizione.
La storia è raccontata brevemente,assieme alle ultime notizie,nell'articolo seguente di Roberto Bettinelli tratto dal sito"Crema on-line"http://www.cremaonline.it/articolo.asp?ID=9717,
nel quale si tralascia per motivi che non voglio elencare ma che si possono dedurre l'implicazione diretta della mafia locale che risponde al nome di Comunione e Liberazione,interessata in prima persona nell'insabbiamento di tutta la faccenda.
E' prassi ormai che a Crema i ciellini abbiano in mano le redini della città e del circondario e che facciano la cattivo ed il pessimo tempo nel territorio con tanto di cave,discariche,Paullese,opere ed infrastrutture inadeguate oppure costruite in decenni,a carico di questa mafia che si estende in tutta la Lombardia grazie al presidente Formigoni.

Scaduti i tempi per arrivare al processo. Non luogo a procedere per la religiosa e altri quattro cremaschi. Una sola condanna dopo il patteggiamento. Resta aperto il filone romano

Crema - Suor Letizia Ogliari Badessi non andrà a processo. L’ha deciso ieri il giudice dell’udienza preliminare Maria Stella Leone. Insieme alla religiosa anche due nipoti e due donne hanno usufruito del non luogo a procedere. Doveva rispondere del reato di corruzione ma il magistrato ha stabilito che sono scaduti i tempi per sostenere l’accusa in un dibattimento. Il reato è caduto in prescrizione e quindi non ci sarà nessun processo.

Una sola condanna.
Condannata invece una terza donna, cremasca, sempre per lo stesso reato. Ha patteggiato due anni di reclusione. Ma grazie al bonus della condizionale non sconterà la pena in carcere. Ancora aperto invece il procedimento contro i sette romani coinvolti nell’inchiesta. Il giudice Leone ha deciso che questo filone dell’indagine ha come sede naturale il Tribunale di Roma. E’ lì che continuerà il processo mentre a Crema è tutto finito. I fatti risalgono agli anni a cavallo fra il 1999 e il 2002. La cifra che sarebbe stata distratta, stando ai magistrati inquirenti, ammonterebbe a un miliardo e 350 milioni di lire. Si sarebbe trattato di due maxi finanziamenti: uno regolare, l’altro invece sarebbe stato ottenuto grazie al pagamento di una mazzetta a un dipendente del ministero. Nel corso dell’inchiesta è stato sequestrato anche uno stabile a Zappello.

La vicenda e il filone romano.
Si conclude quindi in via definitiva la vicenda giudiziaria di suor Letizia, fondatrice della casa di accoglienza per ragazze in difficoltà di Zappello, che due anni venne accusata di corruzione. La stessa accusa fu contestata ad altri quattro cremaschi. Per tutti il reato è caduto in prescrizione. Era stata la guardia di finanza a indagare su alcuni finanziamenti a fondo perduto che la suora aveva ricevuto per ampliare la struttura di Zappello. Secondo gli investigatori delle fiamme gialle i finanziamenti erano stati erogati dopo che un funzionario romano che lavorava al ministero era stato “oliato” a dovere. Ipotesi che deve essere ancora verificata in sede dibattimentale.

L'inchiesta delle fiamme gialle.
L’indagine sui conti correnti e sui flussi di denaro aveva portato gli inquirenti a iscrivere nel registro degli indagati la religiosa, cinque cremaschi e sette romani. Fra questi anche il funzionario pubblico. Per i titolari delle indagini si sarebbe trattato di un classico caso di corruzione: ottenere fondi statali in cambio di mazzette. Ma ieri il giudice ha dato ragione ai legali della difesa riconoscendo che almeno per la religiosa e gli altri quattro indagati cremaschi i tempi per istruire il processo sono scaduti. Lo stabile di Zappello finito sotto sequestrato è stato restituito ai proprietari. Gli indagati cremaschi hanno sempre sostenuto di essere estranei a ogni coinvolgimento e hanno sempre respinto le accuse.