martedì 9 giugno 2009

FOTOGRAFIE PROIBITE ED ALTRE (BRUTTE)STORIE

Ecco alcune delle famose foto di Villa Certosa in Sardegna,proprietà di Berlusconi,scattate da Antonello Zappadu e pubblicate in Spagna da"El Pais"perchè in Italia non si può e comunque anche il quotidiano iberico è stato denunciato dai legali del presidente macho.
Divulgare la verità è un principo dell'informazione e quindi le mostro volentieri non tanto perchè siano di per loro scandalose,anzi sinceramente si vede di peggio,ma per far capire al popolo ignorante italiano come parte delle loro tasse vadano a finire.
In modelle,prostitute,cantanti,amici e amichette di uno che di soldi è già pieno per i suoi precedenti intrallazzi imprenditoriali e collusioni mafiose sfociate poi nell'impero mediatico e sportivo di cui è padrone,e visto che i soldi e la ricchezza per lui non erano abbastanza ecco la sete del potere,quello politico.
L'articolo del giornalista di"El Pais"Miguel Mora la cui traduzione è stata resa possibile grazie a Indymedia Roma non è altro che tutto ciò che di malvagio la suddetta bramosità di onnipotenza può portare.
[El País] Miguel Mora: "Anatomia di Berluscolandia".

Decine di voli di stato e privati portano ogni fine settimana in Sardegna un esercito di bellezze che intrattengono il capo del governo italiano ed i suoi amici. Dopo le accuse della first lady e del "Noemigate", l'Italia rivela al mondo il suo clima di basso impero. Costerà caro a Berlusconi
Giardini infiniti, laghi artificiali, organi sessuali all'aria, giochi lesbici, effetti speciali, pizza e gelato gratis... Una residenza geriatrica ricolma di corpi stupendi. Le fotografie censurate in Italia per iniziativa di Silvio Berlusconi mostrano la routine disinibita dellla villa sarda del capo del governo, nella Costa Smeralda della Sardegna.
Lunedí 1, giardini del palazzo presidenziale del Quirinale, festa della Repubblica: centinaia di personalità del regime salgono a salutare il premier, braccato dalle reazioni suscitate dalle notizie sulla sua amicizia con Noemi Letizia, una giovane di 18 anni. Un 70% di queste personalità si dirige a salutare Berlusconi con la figlia a bracetto, invece della moglie. Benvenuti in Berluscolandia, il paese in cui tutte le ragazzine vogliono diventare veline.
Visitiamo adesso Villa Certosa, la misteriosa residenza sarda del magnate milanese, che è anche premier e attuale presidente di turno del G-8, e lider eletto per alzata di mano del partito del Popolo per la Libertà. Da quando si è saputo che Noemi Letizia, la ragazza che chiama Berlusconi Papi, ha trascorso lo scorso capodanno nella villa con altre 30 veline, tutti gli italiani fantasticano con questo nome: Villa Certosa.
La tenuta è il sogno di ogni camorrista, specialmente se si trova in prigione: ulivi e palme, piscine ovunque, gelati e pizza gratis, laghi artificiali, un anfiteatro in cui suona e canta le sue canzoni napoletane l'indimenticabile Mariano Apicella, che ha pubblicato due cd con parole di Berlusconi.
Il mare turchino, la grande casa principale, le stanze segrete, il canale sotterraneo che comunica direttamente la villa con il mare - ispirato a un film di James Bond ?, il parco di sessanta ettari, i bungalow che il padrone di casa mette a disposizione delle sue ospiti (sempre piú numerose le ragazze che gli uomini, in un rapporto di 4 a 1), tutto ciò riformato e rinnovato nel 2006 al modico prezzo di 12 milioni di euro.
Una fonte di piena fiducia, inoltre, assicura che la villa nasconde un rifugio atomico nel sottosuolo e che le provviste vengono rinnovate ogni poco. E poi ci sono le veline, quelle bellezze che, può darsi, riusciranno forse a far conoscere questo strano periodo della storia con il nome di berlusconismo-velinismo.
La bellezza della parola velina è tanto suggestiva quanto la sua origine: la velina era la nota che veniva inviata ai giornali dall'ufficio censura del fascismo, e nella quale si indicava cosa si potesse scrivere e cosa no. Questo carattere di cosa fuori contesto è stato applicato, con il passare del tempo, alle assistenti della televisione che comparivano in zone estranee al loro compito di elemento decorativo, ad esempio vicino al tavolo in cui il giornalista legge le notizie. "Arriva la velina ". Fino ad oggi.
Anche se è sempre stato il segreto di Pulcinella, l'Italia è convissuta senza alcun ritegno morale con il fatto che Silvio Berlusconi abbia conosciuto, corteggiato, invitato, raccomandato, assunto, aiutato e promosso centinaia di veline lungo la sua carriera politica. L'elenco è troppo lungo ed anonimo per poter riprodurlo qui.
Durante una decade di visite, feste e gite, quasi tutte, e molte altre, saranno logicamente passate da Villa Certosa. I migliori corpi dell'Italia. I visi più innocenti e più belli. Aspiranti modelle, attrici, vedettes, majorettes, presentatrici. Ragazze giovanissime, dai 17 e 18 anni fino ai 28 o 29, non oltre: farfalle appena uscite dalla crisalide famigliare che sono entrate a far parte dell'harem dello sceicco. "Quando le accoglie al suo seno", rivela Concita de Gregorio, direttrice de L'Unità, "offre loro un gioiello a forma di farfalla, a modo di contratto o sigillo. È il segno del sultano"
La politica-spettacolo di Berlusconi, il suo atteggiamento personalista e plebiscitario, il fascino del magnate generoso e donnaiolo, hanno sedotto durante quindici anni le masse di telespettatori e votanti italiani con le sue battute, il suo stile maschilista, le sue gaffe, la sua ascensione sociale, i suoi trionfi elettorali, persino le vittorie e gli ingaggi delle sue squadre di calcio (questa settimana ha paralizzato fino a lunedí la comunicazione della vendita di Kaká pero no farsi scappare un solo voto).
Tutto ciò forma parte naturale del suo bagaglio a-politico ed a-culturale, del suo populismo aperto e mondano che, paradossalmente, si appoggia a sua volta in un non-programma non-politico, tradizionalista e cattolico, lontamente ispirato alla trinità "Dio, patria e famiglia". Ci sarebbe da aggiungere: "e veline".
Villa Certosa è il simbolo dello status del Cavaliere piú discreto, il suo rifugio non solo nucleare. È il suo tesoro, il suo segreto meglio mantenuto, il luogo in cui quest'uomo di quasi 73 anni, multimiliardario e prepotente, simpatico e mediatico, riceve le sue amiche ed i suoi amici, svolge consigli di ministri informali, chiude o prepara affari o imprese politiche, riceve i lider della destra mondiale, cura le sue crisalidi, siede le sue veline sulle ginocchia mentre la mano indaga sotto la maglietta e le passeggia nel carrello da golf lungo il parco, zona militarizzata e segreto di Stato (ma non troppo) dal 2006.
A giudicare dalle foto di Antonello Zappadu, Villa Certosa è anche il luogo in cui il magnate megalomane, il personaggio eccessivo, comico e mitomane, dimentica di essere un vecchio (e che dieci anni fa ha abbandonato la camera matrimoniale) e diventa di nuovo il macho, lo sceicco dell'harem, il Super-Silvio sempre abbronzato ed operato (anche della prostata), mentre l'Italia sussurra preoccupata che prende troppa viagra e che i dottori temono per il suo cuore.
Villa Certosa è anche il posto in cui la sua amica Noemi Letizia, 18 anni appena fatti, è stata invitata a trascorrere le vacanze di Capodanno con altre trenta colleghe ed una decina dei grandi uomini del berlusconismo, quasi tutti settantenni come lui: gerontocrazia e ragazze stupende.
Come affermaa il filosofo Paolo Flores d'Arcais, "bisogna chiedersi non che cosa succede o sia successa a Villa Certosa, ma che cosa sarebbe successa negli Stati Uniti se venisse a sapersi che Obama ha trascorso le vancanze natalizie con 30 vedettes di 18 anni e senza sua moglie; o in Germania se venisse scoperto che Angela Merkel trascorre le vacanze con 30 gigoló ben piantati".
Nel caso di queste giovani donne italiane si tratta di realizzare un sogno, di raggiungere la meta: conoscere Silvio e i suoi poderosi amici, lavorare alla televisione e forse arrivare anche in politica, il che nel paese della RAI e di Mediaset controllate dallo stesso uomo sono una sola cosa.
Molte di queste ragazze si sono limitate, tragicamente, a impersonare il modello dei loro genitori, il conformismo di questa disillusa generazione post-68 che è rimasta rimbambita davanti alla televisione negli anni ottanta e novanta, guardando come si dissolveva la Democrazia Cristiana, come si esiliava Bettino Craxi, come la, in altro tempo brillante sinistra italiana diventava, dopo la caduta del Muro di Berlino, una casta oligarchica, noiosa e lontana dai bisogni della gente.
Ad alcuni sembrerà ripugnante, ad altri pragmatica ed umana, questa idea del mondo e dell'ascesa sociale. Ma, esiste un modo migliore per trionfare nell'Italia della televisione che l'essere vicino, molto vicino, al grande padrone della televisione europea, forse mondiale?
Berlusconi, lo ha scritto Eugenio Scalfari, è il Re Sole. Come dice un politico sardo, "se ti avvicini al sole, il sole ti illumina e ti riscalda". E secondo quanto sostiene un altro maestro di giornalisti, perseguitato dalla destra, Giancarlo Santalmassi, "mezza Italia lavora per Berlusconi, l'altra metà lo desidera"
Visitare Villa Certosa assicura alle ragazze un posto vicino al sole, un telefono al quale chiamare, forse una raccomandazione dell'imperatore, un pollice in su, un casting al quale presentarsi di ritorno da Roma o da Milano, domenica notte o lunedì mattina, dopo le lunghe e divertenti notti, le chiacchere politiche di Silvio, le passeggiate per fare acquisti al centro commerciale di Porto Rotondo (paga Papi, fino a 1.500 euro per ragazza), i balli sfrenati, qualche striptease piú alcolico che pagato, il maschilismo nella sua indole peggiore.
Non è facile trovarsi fra le elette, arrivare alla categoria di vestale di Villa Certosa, insiste il politico sardo, che preferisce non identificarsi per motivi di sicurezza: "Chi va nella villa conta; chi dorme lì, conta molto, e chi ci passa le vacanze, è nel cuore del Cesare".
Il Cesare, che ha iniziato la sua carriera nell'edilizia, ha altre sette ville in Sardegna, un'altra ad Antigua, innumerevoli ville a Roma e a Milano; ma Villa Certosa è la misura di tutte le cose. Anche i ministri e le ministre del Gabinetto si dividono fra i molto assidui (come il silenzioso Gianni Letta) e gli occasionali, che sono andati solamente una volta o lo hanno fatto per partecipare a qualche consiglio di ministri (o di amministrazione) fuori stagione.
Fra le ministre, quella che ci è stata piú volte è Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, cui onora la sua fedeltà, poichè è stata l'unica ad osare difendere i suoi atti riguardo all'assurdità del Noemigate. Secondo lei, coloro che combattono e criticano Berlusconi lo fanno per invidia e senza ragione, dato che è una persona "buona".
Per le ragazze, la miglior forma di entrarci è captare l'occhio esperto del vecchio scapestrato. Come è accaduto a Noemi o alla stessa Carfagna e a decine di ragazze. Noemi, una dolce giovinetta cresciuta in ambienti prossimi alla Camorra napoletana, voleva diventare artista. E così dunque, si è fatta fare un libro di fotografie e lo ha inviato ad un'agenzia di Roma. Il giornalista di Canale 4 Emilio Fede, amico intimo di Berlusconi, lo ha preso, lo ha portato via con sé, e se lo è scordato, guarda caso, sul tavolo; il suo capo ha preso il telefono ed ha fatto il numero del cellulare della giovane. Le ha detto che aveva uno sguardo angelico e che doveva mantenersi così, pura.
Questo è successo a ottobre, ha rivelato Gino, l'operaio fidanzato a Naomi fino a quando è arrivato Papi, in una intervista concessa a La Repubblica. Poco dopo Noemi è stata vista in una festa della moda a Villa Madama, in un'altra del Milan. In entrambe le occasioni è stata fatta sedere al tavolo presidenziale. Secondo quanto raccontato sia da Berlusconi che dai suoi genitori, l'amicizia era di vecchia data; Gino ed una zia di Noemi lo hanno smentito.
Fatto sta che, a dicembre, Noemi si trovava già a Villa Certosa con la sua amica Roberta, una delle tre amiche insieme alle quali ha girato un video domestico, disponibile ormai su Youtube, nel quale si dichiarano fantastiche e irraggiungibili. Anche se, a pensarci bene, forse era prima, perchè la stessa Noemi ha dichiarato, quando ha iniziato ad essere famosa, che aveva visto spesso Papi, che lui non sempre poteva andare a Napoli, occupato com'era, e che i due cantavano assieme le canzoni di Apicella. Adesso la ragazza, in un ulteriore disperato tentativo di mettersi al riparo, ha dichiarato in un'intervista per la rivista Chi, proprietà di Berlusconi naturalmente, che è ancora vergine.
Un'altra forma di arrivare a Villa Certosa, di raggiungere il rango di farfalla e passare a far parte della collezione del grande entomologo, è conoscere gli amici del Sultano. Meglio ancora se sono imprenditori VIP della cerchia strettamente giudiziaria (il giudiziario unisce molto), Marcello dell'Utri, condannato a 9 anni in primo grado per complicitá con la mafia; il padrone della scuderia Renault e compagno di fatiche off shore Flavio Briatore (che ha raccomandato a Berlusconi l'avvocato britannico David Mills, creatore corrotto dell'impero Fininvest B), o il compiacente Fede Confalonieri, presidente di Mediaset.
È anche utile conoscere quei brillanti giornalisti della terza età, stelle fulgenti del firmamento televisivo filogovernativo, persone come Fede (autore del telegiornale più surrealista del continente), o come il sempre genuflesso Bruno Vespa, capace di intervistare il padrone dodici volte all'anno ed eludere sempre la domanda scomoda.
Tutti coloro conformano l'essenza del berlusconismo-velinismo, e in quanto tali frequentano da anni il padrone. Cercano sicurezza, amiconi, calma, relax e bei corpi per mitigare lo stress e l'estenuante esercizio della politica, la corruzione o il sempre faticoso (per le vertebre) giornalismo da camera.
Ci sono, chiaro è, vie intermedie, provveditori diversi, amanti dello sport del gineceo, mamme mezzane pronte a rinnovare gratis il corpo di magia del prestigiatore, ministri, viceministri e segretari di Stato pronti ad aggiungere novità alle serate, l'enorme cerchia fatta di figlie di amici, conoscenti, vassalli, impiegati, quella mancia di curve promettenti data al portinaio, la guardia del corpo, la cuoca, la cugina del carabinierie, l'aspirante modella che invia le sue fotografie via e-mail a Palazzo Chigi, insieme al numero del suo cellulare scritto con una grafia che imita il rossetto.
Tutta Italia sta al gioco, tutto il paese lo sa; il problema è che tutti lo raccontano, ma nessuno lo dice con il suo nome. Satrapi, imperatori, monarchi e commendatori hanno storicamente riempito di ragazzine i suoi salotti, ma adesso la gente ha paura, l'omertà è condizione indispensabile perchè l'ipocrisia non finisca, perchè l'informazione sia tenuta sotto il controllo diretto o indiretto dell'imperatore (pubblicità istituzionale, sovvenzioni pubbliche, promesse, crediti...), se qualcuno cerca di uscirne può rimetterci l'impiego, la Chiesa di Roma non deve saperlo (e per questo si accontenta solo di reclamare sobrietà), ed inoltre c'è la crisi e viviamo in un pase sotterraneo per definizione, questo meraviglioso belpaese che si è sempre dichiarato fiero della sua arte domestica di arrangiarsi improvvisando, "O Francia, o Spagna basta ch'as magna".
L'entrata delle veline televisive in politica, che si trova all'origine di questa crisi morale, era la conseguenza inevitabile della storia, del sistema. Forza Italia non è mai stato un partito, ma un gruppo di tifosi, di impiegati comandati da Dell'Utri che nel 1994 ha reclutato in fretta e furia tutte le segretarie di Publitalia per compilare in tempo le liste. Nemmeno il suo sucessore, il Popolo della Libertà, è un partito, ma un alluvione di consiglieri mediocri, gestori sommessi e bei visi senza tradizione, ideologia, basi. La televisione e la pubblicità come unica politica; e la politica si fa in televisione. Italia continua ad essere il paradiso della raccomandazione, chi non ha un amico è orfano, ed il grande capo si chiama Silvio. Silvio aggiustatutto.
Ascoltate l'ex professoressa di Noemi Letizia: "È molto logico, lui la aiuterà, a tutti conviene avere amici, un medico che ti scrive le ricette".
Il benefattore è Berlusconi; le scuole e le case sono pieni zeppi di belle Uranite, e il luogho in cui si mettono sotto tiro è Villa Certosa.
Elisa Alloro, una delle veline che sono state nella casa madre, ha pubblicato questa settimana un interessante libro intitolato Noi, le ragazze di Silvio. In esso rivela che anche lei e non solo lei, chiama Berlusconi Papi da molto prima che facesse la sua apparizione nella vita del Cavaliere la cenerentola Noemi.
"È una miniera di saggezza" scrive sul lider massimo la velina giornalista, 32 anni. Nata a Reggio Calabria, Alloro ha partecipato al corso di formazione politica di 25 giovani veline organizzato in vista delle elezioni europee dal PDL, con professori ilustri, fra gli altri il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il vicepresidente dell'Europarlamento, Mario Mauro, a richiesta del primo ministro.
Presentatrice, Alloro è stata prescelta dal Cavaliere insieme a, fra le altre, Eleonora Gaggioli, aspirante attrice; Camilla Ferranti, aspirante presentatrice, Angela Sozio, rossa di Grande Fratello fotografata da Zappadu nel 2007 sulle ginocchia del premier (insieme ad altre quattro), e Barbara Matera, partecipante del concorso Miss Italia della Puglia, amica del dottor Letta e finalmente (dopo l'"io accuso" di Verónica Lario) l'unica candidata velina fra le 25 precandidate.
La prima a chiamare Berlusconi Papi, rivela Alloro, è stata Renata, una velina brasiliana e milanista. Il soprannome si è espanso come un virus. "E adesso, molte ragazze si rivolgono a lui con questo nome; "è un'abitudine, forse il frutto di un accordo tacito, una specie di nome in codice nato, forse, dall'atavico timore ad essere intercettati (dagli ascolti telefonici)", dice a Il Corriere della Sera.
Il libro, di 100 pagine, è scritto sotto forma di lettera a Verónica Lario, rifiuta le accuse di "ciarpame" e difende il capo: "Ogni minuto passato con lui è come un dono divino". Il suo racconto narra che ha conosciuto Berlusconi nel 2004, mentre lavorava a Mediaset. Doveva intervistarlo sul ponte dello Stretto di Messina, ma in un batter d'occhio si è vista catapultata in Sardegna, "ad un pranzo di lavoro con professionisti dello staff presidenziale, io l'unica donna", scrive Il Corriere.
Sono partiti insieme dall'aeroporto romano di Ciampino, sede dei voli di Stato, a bordo dell'aereo presidenziale; durante il viaggio ha scoperto che Berlusconi sapeva tutto su di lei ("mi ha fatto vedere un voluminoso dossier"), e gli ha fatto un'offerta di lavoro che lei ha rifiutato. "Mi ha spiegato che stava organizzando una task force di 50 giovani giornaliste per stabilire un ufficio stampa ponte tra Roma e Bruxelles. Al tuo curriculo converrebbe enormemente, mi disse..."
Finito il pranzo, di nuovo in volo nell'aereo di stato verso San Siro, dove giocava il Milan. Scorta di auto ufficiali, sirene spiegate e poi di nuevo in viaggio aereo verso Ciampino. Dopo aver lasciato Mediaset, Elisa ha continuato a vedere Berlusconi: "Alcune volte mi ha invitato ad andare a Villa Certosa, assistere a cene con decine di invitati". Di Noemi ha un vago ricordo: "Ci hanno presentato fugacemente nel trascorso di una festa", racconta.
Ma impossibile dimenticare, scrive, le due gemelline montenegrine che hanno inscenato "un ballo pazzo e spropositato davanti agli occhi di un costernato primo ministro". E le altre apparizioni non annunciate, femminili e no, alla porta della sue stanze".
Questa è l'Italia, lo ha già detto la first lady Verónica Lario, molto meno indispettita che stanca, Lisistrata, patriota e rivoluzionaria, nel condannare il marciume del berlusconismo-velinismo: "Genitori pronti ad offrire al Drago le loro vestali", "ciarpame politico e maschilista senza pudore", un marito e premier che "frequenta minorenni e non sta bene". Impossibile dire di piú con meno parole.
Lo staff del Cavaliere è attento alle sue necessità. I giornalisti che seguono le mosse del premier raccontano che c'è una bella ragazza nella sua squadra stampa che viaggia con lui ovunque, anche se non sa fare un bel niente. La sua consulente d'immagine copre le debolezze alla meglio e cerca di fare in modo che il Cesare sembri onesto.
C'è un altro personaggio misterioso, una donna quarentenne, bruna, bella, vestita sempre con tailleur, che Zappadu ha fotografato molto spesso nell'aeroporto di Olbia. Si tratta di Sabina Began (SB), la preferita: i pettegoli romani la chiamano l'ape regina.
Il giorno della Liberazione d'Italia, il 25 aprile 2008, durante i festeggiamenti per la vittoria elettorale di Berlusconi, il presidente del Senato, Renato Schifani, Apicella ed altri gerarchi erano circondati da un mazzeto di ragazze sinuose: Don Silvio non aveva occhi che per SB, che si è fatta tatuare su una gamba "SB, l'incontro che mi ha cambiato la vita". Mentre la teneva sulle ginocchia e le canticchiava Malafemmena, Berlusconi ha detto: "Se ci fosse qui un fotografo questa foto varrebbe 100.000 euro".
Come affermato da Lario, la storia politica in gioco va molto più in là del caso Noemi; la povera Noemi è solo l'ultima vittima di questo Grande Fratello. Sará la casa, Villa Certosa, come nelle Mille e una notti, un bunker di lusso un po'volgare con giochi erotici o è Berluscolandia qualcosa di peggio e di più lussurioso?
Probabilemente, nessuna e le tre cose insieme, rispondono diverse fonti sarde e le fotografie di Zappadu, che ci introducono in questo sottomondo. Berluscolandia è bella, non si può non ammettere, anche se la natura sarda è molto piú agreste e meno fittizia che nelle cartoline dall'erba ben segata, quell'orto di erbe medicinali rotondo, quelle torri di imitazione. La prima cosa che sorprende è la smisuratezza.
Sessanta ettari di terreno sono molti. Soprattutto nella costa Smeralda. Ci stanno due spiagge private, tre laghi artificiali, mezza dozzina di piscine, l'anfiteatro in cui si rappresentano gli spettacoli di Apicella (il cantautore che scrive per Berlusconi), delle ballarine, e delle bailaoras (il pubblico del flamenco si chiede ancora chi sia e cosa faceva lì quell'intrusa).
Da una parte della tenuta c'è il Country, uno dei posti prediletti del premier, una discoteca con candele, tappeti orientali ed un riservato chiamato Harem. Non soffrano le anime candide. Nessuno delle migliaia di visitatori di Villa Certosa ha mai parlato di sesso. Lì non c'è sesso. Al massimo, gelato.
Beppe Severgnini, cronista di Il Corriere, lo ha spiegato in questo modo: "Villa Certosa sta adottando, nelle fantasie nazionali, una grandezza leggendaria. Gli amici del protagonista, cercando di minimizzare, contribuiscono ad arricchire la messinscena. Marcello Dell'Utri: "C'è una gelateria. Ti servono tutto il gelato che vuoi. Gratis. Se ci si pensa, è una trovata molto divertente". Flavio Briatore: "C'è il gioco del vulcano. Si parla del più e del meno e quando il gruppo si avvicina al lago, Berlusconi fa finta di preoccuparsi, dice che la Sardegna si trova in una zona volcanica. E in quel momento si sente un'esplosione incredibile, ci sono effetti speciali tipo fiamme...". Sandro Bondi, ministro della Cultura, cercando di spiegare la nudità di Topolanek, l'ex premier ceco: "Bah... D'altronde, pensate che la villa si trova a pochi metri dal mare. Un mare, come lei sicuramente sa, di una bellezza assoluta".
Dell'Utri non ha potuto negare che oltre a gelato e pizza, nella villa ci sono sempre tante giovinette bellissime che passeggiano, fanno il bagno, la doccia, si esibiscono. Il più difficile per Berlusconi non sarà giustificare queste fotografie, che ha già definito "inutili". Il vero problema sarebbe l'esistenza di altre più compromettenti. "Berlusconi sa che c'è una talpa a Villa Certosa. Qualcuno ha tradito dall'interno, ma non sa chi è", spiega Marco Mostallino, un giornalista locale. "Berlusconi crede che si trova probabilmente tra le guardie di sicurezza. Non per caso ha accusato sua moglie dal giornale di suo fratello di farsela con una sua guardia del corpo".
Villa Certosa è vigilata 24 ore su 24 da militari e carabinieri, come fosse una fortezza. Inoltre, ci sono guardie private ed altre che arrivano da tutte le parti. La storia della sicurezza nella Costa Smeralda è collegata al agá Jan, il primo promotore turistico della Sardegna, ed è iniziata con i vigilantes. "Jan ha assunto tutti gli uomini disponibili, e molti di loro avevano precedenti criminali", assicura Mostallino.
Alcuni anni dopo, Berlusconi è arrivato all'isola. "È arrivato con suo fratello Paolo intorno al 1981 o 1982", ricorda il politico sardo. "La sua idea era di costruire due millione di metri cubi sul mare, in un terreno di 200 ettari a sud di Olbia, tra Le Saline e Capo Cerasso. Per fare impressione, arrivava con due libri enormi che diceva contenevano la valutazione dell'impatto economico. Viaggiava con un seguito di architetti, ingegneri, consulenti fiscali, economisti. Fino all'approvazione del progetto sono passati dieci anni, ed è stato concesso solo un cuarto dell'estensione originale, e questo in montagna, lontano dal mare. Ma quando è stato approvato non aveva soldi. Era il 1993 e subito dopo è entrato in politica".
Silvio e Paolo hanno costruito la villa nei primi anni novanta. Con il tempo l'hanno trasformata pian piano in una casa degna di un film di James Bond. L'ironico Severgnini ha scritto sul Corriere della Sera che un giorno qualcuno scriverà la storia di Villa Certosa: "La cinica flessibilità italiana permetterebbe di raccontare molto, se non tutto. L'ultimo scoglio è la coerenza ufficiale. I politici, anche quelli che hanno meno pregiudizi, non sono ancora pronti ad ammettere quello che fanno, perchè hanno paura che qualcuno lo metta a confronto con ciò che dicono".

AMARCORD

Quando gli ormai assodati servi del padrone erano contro il leader sempre meno potente e rappresentativo d'Italia esternavano il loro disgusto verso il corruttore mafioso pedofilo Berlusconi.
La lettura delle dichiarazioni rese anni fa da parte di alcuni pseudo-politici come Bossi,Dell'Utri,Pera e Giovanardi e del pseudo-giornalaio Feltri mi hanno fatto sorridere quando di ridere non c'è proprio niente;la maggior parte rivolte verso il pesidente profumato ma anche contro il padrino Craxi e una addirittura a favore di Di Pietro.
Questa miscellanea di frasi che ora potrebbero essere proferite(quasi tutte)da elementi dell'opposizione è stata raccolta da Franca Rame per Indymedia Lombardia,e tutte le persone elencate sono cagnolini del grande cane bastardo Berlusconi...anzi ora Bossi sicuramente ricatterà come sempre ma ora di più il padrone e Silvio deve stare attento che l'Umberto non si giri indietro per mordere la mano di chi gli offre da mangiare...
VOLTAGABBANA - QUANDO FELTRI E BOSSI ERANO QUASI COMUNISTI.

"Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui si deve tra l'altro la perla denominata 'decreto Berlusconi', cioè la scappatoia che consente all'intestatario di fare provvisoriamente i propri comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignità, e che invece in Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano morti suicidi per la vergogna".(Vittorio Feltri, L'Europeo, 11 agosto 1990, subito dopo l'approvazione della legge Mammì).

"Il dottor Silvio di Milano 2, l'amico antennuto del Garofano, pretende tre emittenti, pubblicità pressoché illimitata, la Mondadori, un quotidiano e alcuni periodici. Poca roba. Perché non dargli anche un paio di stazioni radiofoniche, il bollettino dei naviganti e la Gazzetta ufficiale, così almeno le leggi se le fa sul bancone della tipografia?".(Vittorio Feltri, L'Europeo, dopo la conquista berlusconiana della Mondadori e l'approvazione della legge Mammì).

M. Dell'Utri : 10 anni per il nostro bene.
"Eravamo nel settembre 1993, Berlusconi mi convocò nella sua villa di Arcore e mi disse: 'Marcello, dobbiamo fare un partito pronto a scendere in campo alle prossime elezioni...' Lui aveva provato in tutti i modi a convincere Segni e Martinazzoli per costruire la nuova casa dei moderati...'Vi metto a disposizione le mie televisioni', aveva detto. Tutto inutile, e allora decise che il partito dovevamo farlo noi. Poi c'era l'aggressione delle Procure e la situazione della Fininvest con 5.000 miliardi di debiti. Franco Tatò, che all'epoca era l'amministratore delegato del gruppo, non vedeva vie d'uscita: 'Cavaliere dobbiamo portare i libri in tribunale'... I fatti poi, per fortuna, ci hanno dato ragione e oggi posso dire che senza la decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con l'inchiesta della P2, andò in carcere e perse l'azienda".(Marcello Dell'Utri intervistato da Antonio Galdo per il libro "Saranno potenti?", Sperling & Kupfer, 2003)

BOSSI:
''Bisognerebbe far scattare la legge per il ricostituito Partito Fascista. Questi (di Forza Italia) sono quella cosa lì. E si può dimostrare facilmente. Al loro interno non hanno nessun meccanismo elettivo. Questo partito è messo in piedi da una banda di dieci persone che lo controllano nascosti dietro paraventi, non rispettano le regole della Costituzione, chiamano golpista il presidente della Repubblica, svuotano di potere il Parlamento e vogliono fare un esecutivo senza nessun controllo superiore. Inoltre usano le televisioni, che sono strumenti politici messi insieme da Berlusconi quando era nella P2, secondo il progetto Gelli: dove il Paese dal punto di vista politico doveva essere costituito da uno schieramento destra contro sinistra dopo la rottura del meccanismo consociativo che faceva da ammortizzatore. Hanno usato le televisioni come un randello per fare e disfare. Si tratta di una banda antidemocratica su cui è bene che ci sia qualche magistrato che indaghi se viene commesso il reato di ricostituzione del partito fascista''(Umberto Bossi, Ansa, 19 gennaio 1995)

''Richiamo le istituzioni a verificare se nei confronti della Fininvest non esistano gli estremi per configurare in quelle televisioni lo strumento per la ricostituzione del Partito Fascista. Se così fosse, si proceda ad oscurare quelle televisioni''(Umberto Bossi al congresso nazionale straordinario della Lega Nord, Ansa, 12 febbraio 1995).

Giovanardi prima della cura.
"Caro Di Pietro, sento il dovere di ringraziarLa per la professionalità e il senso della misura con i quali conduce la difficile inchiesta a Lei affidata. Voglio esprimerLe la piena solidarietà per la coraggiosa azione Sua e dei Suoi colleghi, perché sappia che all'interno del cosiddetto palazzo, ai piani alti come ai piani bassi, c'è chi fa il tifo per Lei. Perché, come giustamente Lei ha affermato in una intervista, il problema non è quello di criminalizzare entità astratte come i partiti: qui si tratta di aiutare gli onesti e le persone perbene, che sono in tutti i partiti, a difendersi dall'aggressione dei disonesti che con il malaffare lucrano ingenti risorse, parti delle quali vengono investite per comprare consenso politico e via così in una spirale perversa. E... la moneta cattiva scaccia quella buona. Finché qualcuno provvidenzialmente non toglie alla circolazione i falsari. Grazie dunque per il Suo impegno da un deputato Dc che... crede sia ancora possibile dimostrare che non è da ingenui avere fiducia nelle istituzioni".(Lettera aperta inviata il 20 maggio 1992 da Carlo Giovanardi, allora deputato Dc, all'allora pm Antonio Di Pietro. Si tratta dello stesso Giovanardi che oggi, ministro dei Rapporti con il Parlamento, fa il giro delle tv per presentare un libro contro Mani Pulite).

Pera sulla tomba di Craxi.
"Chi, come Craxi, attacca i magistrati di Milano, mostra di non capire la sostanza grave, epocale, del fenomeno della corruzione".(Marcello Pera, La Stampa, 19 luglio 1992)

"(Quello del Psi) è un personale vecchio e trasformista e un ceto di individui mai visti, spesso simili ai bravi, certo con scarsi o nessun ideale politico che non fosse la conquista o la gestione del potere".(Marcello Pera, La Stampa, 5 maggio 1992)

"Un gruppo di amministratori corrotti a Milano non sono dei 'mariuoli', ma la spia di un male più profondo e diffuso. E' inutile che Craxi se la prenda con gli 'sciacallì e il suo portavoce Intini con il solito 'giornale partitò (la Repubblica, ndr)".(Marcello Pera, La Stampa, 5 maggio 1992)

"Craxi sbaglia (a parlare di golpe dei giudici, ndr)... Ciò che i cittadini vedono è solo una lunghissima serie di indagini, avvisi di garanzia, incarcerazioni, confessioni, processi che riguardano persone specifiche... Il malaffare partitocratico era ramificato ovunque, ma non è in atto un attacco alla democrazia".(Marcello Pera, La Stampa, 1° febbraio 1993)

"Un'amnistia dei politici ai politici non è solo impensabile perché provoca indignazione e disgusto nella gente. Essa è anche impraticabile. Perché il reato è flagrante e macroscopico, il processo è già cominciato e per buona parte dell'opinione pubblica già chiuso con una condanna... Ci vuole ben altro: come alla caduta di altri regimi, occorre una nuova Resistenza, un nuovo riscatto e poi una vera, radicale, impietosa epurazione. Il male si taglia alla radice"(Marcello Pera, La Stampa, 19 luglio 1992).

lunedì 8 giugno 2009

SEMBRA ABBIANO VINTO TUTTI...

Ebbene,anzi mi verrebbe voglia di dire emmale,le elezioni hanno sancito per quanto riguarda le europee quello che avevo previsto e che un poco tutti pensavano,una lieve flessone del PDL,tonfo del PD,rialzo della Lega,tenuta di Casini(anzi qualcosina in più)e boom di Di Pietro con le"sinistre"fuori dalla soglia del 4%.
Mi spiace in ambito territoriale della provincia di Cremona la vittoria risicata al primo turno del ciellino Salini,che a Crema città è risultato appena al di sotto del 50%...mi sarebbe piaciuto vedere un ballottaggio tra lui e Torchio con i leghisti almeno sulla carta non votanti per il referendum.
I commenti dei vincitori e dei vinti sono per lo meno dello stesso tenore e dalle parole degli sconfitti sembra che nessuno abbia perso queste elezioni:il caso più eclatante è quello di Franceschini che ha preso giustamente a mio modo di vedere delle mazzate e sembra che abbia vinto...l'articolo sotto dall'emblematico titolo"Qualcuno spieghi a Franceschini che ha perso le elezioni"di Bill Shankly postato da Indymedia Lombardia approfondisce il discorso.
A scanso d'equivoci non credo alla vignetta iniziale ma comunque mi piace e fa pensare...uniti e senza invidie di commensali per poltrone e poltroncine la sinistra avrebbe ottenuto quasi il 10% che in un'Europa in cui ha vinto il centrodestra ovunque non sarebbe stato per niente male.
L'estrema destra in Italia a scapito dei partiti gemellati in Europa ha fatto nuovamente cagare in termini di voti ma deve pur sempre far disgusto il buon successo della Lega nel nord del nostro paese pieno di rimbambiti.
Ultimo commento:vorrei proprio conoscere quel manipolo di pochi escrementi di ratto che a Crema hanno votato Forza Uova e Fiamma Tricolore ma si sa che in giro loro non lo dicono,non lo fanno sapere se non ai propri esigui simili.
Infatti il nome e la faccia in giro non la mettono,alcuni dicono che siano timidi e vergognosi...io dico che sono proprio brutti e puzzolenti e che se ne stanno bene nelle fogne dove vivono...fasci...giociamo a fare la guerra????Merde siete e merde resterete!
Qualcuno spieghi a Franceschini che ha perso le elezioni.

Il fatto che il plebiscito di Berlusconi sia fallito deve aver generato una particolare, straniante euforia nel segretario del PD. Che sta facendo conferenze stampa affermando che dal voto il progetto politico del PD esce confermato(testuale) se non consolidato.
Bene, questo progetto si basava, e quindi si basa, su due punti cardine: un sistema bipartitico, in cui il partito democratico è la naturale alternativa al PDL, e la capacità del PD di attrarre un bacino di elettorato che vada ben oltre la sommatoria dei voti ottenuti in precedenza da DS e Margherita.Con le elezioni europee entrambi i punti cardine del progetto del PD sono visibilmente falliti e praticamente senza appello.
La mancata vittoria di Berlusconi, in contemporanea con il rafforzamento della Lega, è infatti la condizione che impedisce di avere un centrodestra che si sovrappone di fatto al PDL. Questa era una delle condizioni desiderate da Confindustria, non solo dal PD quindi, per le famigerate riforme istituzionali, dello stato sociale e delle relazioni sindacali ma è ancora lontana dal realizzarsi.Quanto alla capacità di attrazione del PD, in un bacino elettorale più ampio della sommatoria del vecchio elettorato DS e Margherita, le cifre parlano da sole. Il PD ha perso il sette per cento rispetto alle sole politiche di un anno fa, praticamente il venti per cento della percentuale complessiva di voti espressi in poco più di dodici mesi.
Naturalmente conosciamo le formule consolatorie dell'elettorato PD, sulla specificità delle europee rispetto alle politiche, e facciamo cosi' un raffronto rispetto alle precedenti europee. Anche in questo caso il PD perde il cinque per cento rispetto alla sommatoria di DS e Margherita del 2004. Niente male per un partito che voleva sfondare oltre il proprio elettorato di riferimento.
Se poi guardiamo allo scenario complessivo, dopo la scomparsa delle sinistre, il PD si trova stretto tra la possibilità di scegliere come alleato l'IDV di Di Pietro o l'UDC.Una scelta comunque vada minoritaria perchè neanche sommando sia l'IDV che l'UDC al PD c'è possibilità di raggiungere numericamente il centrodestra. Eppure al momento Franceschini sta dicendo che il governo è in minoranza nel paese.Qualcuno spieghi a Franceschini che ha perso. Forse il periodo di visite ai luoghi più ameni d'Italia, in occasione della campagna elettorale, l'ha un pò sovraeccitato politicamente e psicologicamente.

sabato 6 giugno 2009

PERCHE' VOTARE TORCHIO

La provincia di Cremona è davanti ad un grande bivio riguardo la scelta del prossimo presidente provinciale che potrà dare una svolta positiva o negativa al futuro del nostro territoro.
Sorattutto per Crema ed il cremasco l'esito del voto avrà un peso elevato in quanto i due maggior candidati che potrebbero vincere subito o al ballottaggio sono Giuseppe Torchio e Massimiliano Salini.
Il primo,il candidato del Pd e di buona parte della sinistra,è un ex Dc prestato al centrosinistra ed è il presidente in carica,mentre Salini è un ciellino senza ritegno,un culo di legno appoggiato dalla maggior parte del centrodestra.
Avrete già capito che è una votazione per il meno peggio,perchè Torchio non è per niente il massimo ma risulta sicuramente più agnellino del lupo Salini invischiato nella setta di Comunione e Liberazione che in Lombardia(col boss Formigoni presidente della regione)e soprattutto a Crema che è una delle capitali del movimento clerico-fascista di Don Giussani.
E c'è in ballo la questione della scuola di CL che dovrebbe sorgere ai Sabbioni a poche centinaia di metri da casa mia,la cui costruzione è stata paraculata dalla regione Lombardia(circa 4 milioni di Euro)mentre alla scuola pubblica è stato elargito un pugno di mosche.
Segue un articolo degli scorsi giorni tratto da"Crema on-line"che è un'intervista a Enrico De Alessandri,un personaggio che devo ancora inquadrare bene perchè penso sia politicamente un poco ambiguo ma che ha scritto un libro dal titolo eloquente"Comunione e Liberazione:assalto al potere in Lombardia".
Enrico De Alessandri questa sera a Crema, alle 21, nel palazzo della Provincia, per una conferenza sullo “strapotere di Comunione e Liberazione nelle pubbliche istituzioni lombarde”.

Crema - Enrico De Alessandri ha creato un sito internet dal quale è possibile scaricare una sintesi del suo libro Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia unitamente alla Petizione al Parlamento Europeo su quello che definisce "il potere monopolistico di Comunione e Liberazione".Nel testo si affronta la questione "dell’enorme influenza politica che questo movimento esercita all’interno di un'importante istituzione pubblica come la Regione Lombardia".La sua denuncia ha fatto il giro della Rete e il libro verrà dato prossimamente alle stampe. In questa intervista l’autore ne anticipa alcune considerazioni.
Esercizio del potere.
Lei ha scritto che Comunione e Liberazione esercita un potere enorme all’interno delle pubbliche istituzioni lombarde.“Comunione e Liberazione è l’unico movimento fondamentalista in Europa che ha costituito una situazione di potere monopolistico nell’ambito di una importante istituzione pubblica come la Regione Lombardia, attraverso un’occupazione militare dei suoi esponenti in tutti i centri di potere: dai direttori generali ai dirigenti delle Unità Organizzative nei più importanti Assessorati, dai direttori generali delle Aziende Ospedaliere ai primari, dagli amministratori delegati ai presidenti delle società di trasporto, dai direttori generali degli enti e delle agenzie regionali ai consigli di amministrazione delle società a capitale pubblico della Regione Lombardia operanti in ambiti strategici come le infrastrutture, la formazione, l’ambiente, eccetera. Costituendo, di fatto, una pericolosa situazione di potere dominante. Eugenio Scalfari ha dichiarato che “un sistema di potere come quello di Formigoni, CL, Compagnia delle opere, non esiste in alcun punto del Paese, nemmeno la mafia a Palermo ha tanto potere” (la Repubblica, 13 ottobre 2008).
Minoranza attiva.
Siamo dunque di fronte a un evento ‘storico’ per opera di una minoranza attiva?“Di una minoranza attiva fortemente aggressiva, organizzata secondo un modello militare e caratterizzata dalla diffusione di un identico messaggio ideologico. E’ in questi elementi che vanno cercate le ragioni del suo successo politico. Cento persone che agiscono di concerto prevarranno sempre su mille che si muovono liberamente.
Movimento settario.
Comunione e Liberazione può essere classificata come un movimento settario? “Come privato cittadino – al di fuori delle sedi della Regione e con mezzi esclusivamente privati – ho catalogato una vastissima produzione scientifica italiana ed estera su questo movimento. Comunione e Liberazione è considerata dai più autorevoli professori universitari ordinari di Sociologia delle Religioni come un movimento che presenta molti aspetti del tipo ‘setta’; esiste anche una produzione scientifica che, ancor più esplicitamente, tende a considerare CL come “una nuova ‘setta’ cristiana": S.Bianchi, A. Turchini curr., Gli estremisti di centro, Rimini-Firenze, Guaraldi, 1975, p.65). Non mi sono mai soffermato a considerare le vicende di affari di noti esponenti di questo movimento. Il mio unico obiettivo è quello di far capire che un movimento settario non può costituire una situazione di potere monopolistico all’interno di una importante istituzione pubblica come la Regione Lombardia. In Francia, in Germania e in Belgio si guarda con la dovuta circospezione alle mire espansionistiche dei movimenti settari. Il primo Rapporto Guyard sulle Sette in Francia, presentato all’Assemblea Nazionale il 22 dicembre 1995, ha segnalato che "molte sette hanno cercato di “infiltrarsi” nelle maggiori cariche dello Stato".Una certa classe politica italiana, al contrario, ha permesso a un movimento settario come CL di esercitare un potere assoluto su una Regione con un bilancio pari a quello di un piccolo Stato".
Fondamentalismo.
Qual è l’aspetto più preoccupante di CL?“Il loro fondamentalismo: si veda Comunione e Liberazione: A Fundamentalist Idea of Power di Dario Zadra, Accounting For Fundamentalism, ed. by Martin E. Marty and R. Scott Appleby, The University of Chicago Press, 1994. La cosa che più colpisce è questa: “Per CL la comunità è la loro esperienza metafisica e assoluta, già realizzata come se fosse il Regno di Dio finalmente venuto”. (Gli estremisti di centro, cit., p. XII). Conseguentemente, l’annuncio del Regno è immanentizzato nell’annuncio della comunità. Qui tocchiamo il fondo”.

VACANZE:BOICOTTARE L'ITALIA

Questo bell'appello rivolto quasi esclusivamente ai turisti stranieri che vorranno recarsi in Italia per le prossime ferie elenca da un lato le bellezze nostrane dei paesaggi,dell'arte,della cucina contro le bruttezze delle leggi razziali,dei lager per immigrati e per la strisciante xenofobia che si è insinuata tra la gente.
D'accordo,molte persone saranno addirittura più convinte di arrivare nel Belpaese di merda visto le ultime performance del governo ma nellla maggior parte dei possibili vacanzieri spero s'insinui il tarlo del dubbio sulla scelta della meta.
Sono evidenziati la maggior parte dei dettagli e peculiarità dell'Italia per cui una persona con saldi ideali di democraticità e solidarietà non dovrebbe visitare il nostro paese,personalmente ci sono posti nel mondo dove mi piacerebbe andare ma sono io che non mi ci reco perchè questo o quel governo non rappresenta per nulla i miei ideali,anzi vanno contro il mio pensiero.
Propongo anche agli stessi connazionali di disertare posti,alberghi e ristoranti di dubbia origine e matrice politica,perchè di ogni luogo,di ogni gestore bene o male si sa l'ideologia di massima,potendo premiare o castigare chi non ci va a genio.
L'appello di Indymedia Svizzera è presente anche nella traduzione inglese,se usciranno altri comunicati in altre lingue sarò lieto di pubblicarli.
APPELLO AI TURISTI

Vi piace l'Italia? Siete rimasti soddisfatti dei suoi monumenti, dei suoi paesaggi, della sua cucina? Bene, sappiate che il solo motivo per cui voi, stranieri, siete bene accolti in Italia è perché avete in tasca la carta giusta, quella in grado di aprire tutte le frontiere, di conquistare tutte le simpatie, di assicurare tutte le gentilezze: il denaro.Turisti, non siete i soli stranieri che hanno scelto il nostro paese come meta. Ogni giorno approdano in Italia anche masse di poveri e disperati — in fuga dalla guerra, dalla miseria, dalla carestia. Ma mentre voi siete stranieri ricchi (turisti), loro sono stranieri poveri (immigrati).Voi arrivate con l’intenzione di divertirvi, loro arrivano nella speranza di sopravvivere.Voi ricevete sorrisi e lusinghe, loro ricevono disprezzo e violenza.Per voi si aprono le porte di accoglienti alberghi, per loro si aprono le porte di veri e propri lager.Gli stranieri poveri in Italia, quando non sono subito respinti, vengono braccati, perseguitati, umiliati, arrestati, percossi, espulsi dopo un periodo di detenzione che può arrivare fino a sei mesi. Chiunque li aiuti, dando loro ospitalità, può essere imprigionato per 3 anni. E in carcere possono finire anche i medici, se li curano senza denunciarli.In questo clima di terrore non c'è da stupirsi se il ministro dell’Interno, dopo aver dichiarato di voler essere «molto cattivo con gli immigrati», ha ordinato di respingere in mare le imbarcazioni cariche di disperati; o se un esponente di un partito al governo ha proposto di riservare ai soli italiani i posti a sedere nella metropolitana di Milano.Turisti, state visitando uno dei Paesi culla della civiltà, ma in cui la sola civiltà presente è quella del razzismo e della xenofobia. Oggi in Italia non ci sono più poeti come Dante, amanti come Giulietta e Romeo, inventori come Leonardo; ci sono solo reazionari, poliziotti e controllori, tutti dotati di manette e manganelli.Sappiate, turisti, che è anche attraverso i vostri soldi che il regime italiano sta attuando la sua politica. Sostenendo l'economia italiana, sostenete l'economia di un paese razzista e xenofobo. Siete sicuri di volerlo fare? Volete essere anche voi complici delle retate, degli arresti di massa, dei lager, delle deportazioni?È con il cuore gonfio di vergogna che vi esortiamo: turisti, abbandonate l'Italia!Andate via da questo paese, così splendido, ma così abietto.Andate via, subito, non finanziate l'infame guerra contro i poveri condotta dal governo italiano.Andate via e spargete la voce fra tutti i vostri conoscenti: l'Italia è un paese razzista, boicottatelo!!!
APPEAL TO TOURISTS.
Do you enjoy Italy?Are you satisfied with its monuments, its scenery, its cuisine?Fine, you know that the only reason why you, foreigners, are well received in Italy is because youhave the right papers in your wallet, those that are able to open all borders, to win all affection, to ensure every kindness: money.
Tourists, you are not the only foreigners who have chosen our country as your destination.
Every day, masses of the poor and desperate also come into Italy escaping from war, from misery, from famine.But while you are rich foreigners (tourists), they are poor foreigners (immigrants).
You come with the intention of amusing yourself.They come with the hope of survival.
You get smiles and flattery, they get contempt and violence.
For you the doors of the welcoming hotels open, for them the doors of actual concentration camps open.
When poor foreigners in Italy are not immediately turned away, they get hounded, persecuted, humiliated, arrested, beaten, expelled after a period of detention that can last as long as six months.Anyone who helps them, by giving them hospitality, can be imprisoned for 3 years.Even doctors can end up in prison, if they treat them without denouncing them to the authorities.
In this climate of terror, it is not at all surprising if the Minister of the Interior, after having declared that he wants to be "very nasty with immigrants", has ordered that boats full of the desperate be sent back into the sea; or if a representative of a party in the government has proposed reserving seats in the Milan subway only for Italians.
Tourists, you are visiting one of the Countries that was the cradle of civilization, but the only civilization presently in it is that of racism and xenophobia.Today in Italy, there are no more poets like Dante, no more lovers like Romeo and Juliet, no more inventors like Leonardo; there are only reactionaries, police and inspectors, all provided with handcuffs and truncheons.
You know, tourists, that your money also helps the Italian regime to carry out its politics.
By supporting the Italian economy, you support the economy of a racist and xenophobic country.
Are you sure you want to do this? are you sure that you also want to be accomplices of the raids, the mass arrests, the concentration camps, the deportations?
It is with a heart full of shame that we urge you: tourists, leave Italy!
Go away from this country, so splendid, and yet so vile.
Go away, right now.Don't finance the war against the poor conducted by the Italian government.Go away and spread the word among all your acquaintances:
Italy is a racist country, boycott it!!!

venerdì 5 giugno 2009

IL VOTO EUROPEO

Stanno arrivando in Italia le due giornate di elezione per votare i rappresentanti al Parlamento Europeo,mentre in qualche altro stato si è già cominciato,e l'articolo che presento tratto da"Liberazione"a firma di Guido Caldiron illustra come la destra,estrema e non,si appresti ad accrescere di qualche punticino un poco dappertutto a scapito della sinistra che vacilla sotto i colpi di crisi,di persone che non sanno rappresentare il popolo e contro un nazionalismo sempre più esasperato.
Sotto quest'ultimo aspetto si evince un euroscetticismo di chi dall'Europa vuole uscire,nella maggior parte dei casi partiti xenofobi che presentano i propri candidati in un evidente controsenso,ovvero tu votami perchè io possa essere seduto nel parlamento che tu non vuoi.
Un pò come certi movimenti italiani che ritengono come il leader Berlusconi che le province siano troppe e comunque inutili,ed allora che fanno???Votami per essere eletto nel consiglio provinciale che tu non vorresti che esistesse!
Son proprio delle merde complicate questi...si creano problemi che non esistono pur sapendo benissimo che ormai l'Europa unita sia indispensabile nei processi lavorativi e sociali di tutti gli abitanti.
Ma conoscendo la loro pochezza cerebrale non c'è da stupirsi dei loro oscuri pensieri visto la nebbiosità che i pochissimi neuroni presenti in testa trovano durante le sinapsi bradipali delle loro connessione di comprendonio.
Il mio pensiero di voto sta sempre più andando verso il simbolo rappresentato qui sotto,visto che Rifondazione ormai sta andando sempre più alla deriva(con la tardivo ritorno del simbolo della falce e martello dopo averlo epurato nella passata tornata elettorale)e Sinistra e Libertà è un'orgia di simboli che caratterizzano rapanelli(rossi fuori e bianche dentro).
Naturalmente il Pd con i suoi nomi cambiati nel corso di questi ultimi anni non è minimamente in discussione il Partito Comunista dei Lavoratori lo trovo quasi romantico,anche se il 4% non lo raggiungerà mai così come Sinistr e Libertà e forse pure Rifondazione;cacchio Ferrando ha detto(unico caso in tutto il panorama italiano)che è giusto reagire con la forza e la violenza ai vari soprusi delle forze del disordine,vai!
Comunque almeno per l'Italia vedo ancora una maggioranza del Pdl anche se qualcosina potrebbe perdere,mentre guadagna sicuro l'Italia dei Valori mentre Pd e Casini staranno nell'oblio dell'ultimo voto:le destre fuori dallo sbarramento ma di tanto.
Vincerà scuramente il partito dell'astensionismo,poi vedremo,commenteremo e nel caso reagiremo...
Ah,ultime note,la vignetta è tratta dalla stampa francese fornita di traduzone mentre la tabella alla fine indica l'intenzione di voto al 21 maggio 2009.
Elezioni europee: Razzisti e euroscettici volano su crisi e scandali.
Alla deriva verso destra del Partito popolare si accompagna l'emergere delle formazioni estremiste.
Da oggi al 7 giugno oltre 500 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne per eleggere i 736 membri del Parlamento europeo. Si voterà nei 27 stati che fanno parte a tutti gli effetti dell'Unione europea, tra cui Romania e Bulgaria entrate nella Ue solo nel 2007 e perciò al loro primo voto europeo.

Gli europei sono chiamati al voto in un clima sociale e politico non facile: gli effetti della crisi economica cominciano a farsi sentire in molte società; scandali e casi di corruzione emergono in diversi paesi; ansie, paure e frustrazioni assumono sempre più spesso la forma di un allarme sociale sul tema della sicurezza e favoriscono una deriva xenofoba nei confronti dell'immigrazione; i sentimenti "euroscettici" che tendono a identificare nella Ue più un pericolo che una possibilità per la democrazia del Vecchio Continente e a ribadire la difesa delle singole "identità nazionali" fanno ormai parte a pieno titolo del dibattito politico e non sono più relegati alla propaganda dei partiti nazionalisti. Un quadro, a cui si può aggiungere l'annuncio di una forte astensione più o meno generalizzata che, secondo tutti gli analisti, fa delle formazioni populiste e di destra, talvolta anche estrema, le grandi favorite di queste elezioni.
Prima di guardare da vicino il pericolo che corre l'Europa, delineando quale sia lo scenario con cui vecchie e nuove destre stanno arrivando al voto nei diversi paesi, varrà la pena indicare alcune trasformazioni già in atto tra i conservatori e i populisti del continente. Con l'ingresso di Alleanza nazionale nel Pdl, Forza Italia faceva già parte del Partito Popolare Europeo, si compie infatti con queste elezioni l'ultimo passaggio nella deriva del vecchio blocco dei partiti di ispirazione cristiana verso un rassemblement delle culture di destra. Ma le novità per il Ppe non arrivano solo dall'Italia. Il leader del Partito Conservatore britannico David Cameron ha dato vita fin dal 2006 al Movement for a European Reform e annunciato che nel prossimo parlamento europeo intende portare i suoi eletti fuori dal Ppe per formare un nuovo gruppo parlamentare su posizioni di forte critica alla politica di Bruxelles e Strasburgo. Il risultato di questa operazione, con il Ppe che è oggi il primo gruppo parlamentare europeo e che è dato in crescita in tutti i sondaggi, segnerebbe un evidente e ulteriore spostamento a destra della politica continentale.
Del resto, la rivincita delle forze di destra sui partiti di ispirazione socialdemocratica o sulle sinistre in generale, parte proprio dalla Gran Bretagna . In affanno crescente i laburisti di Gordon Brown, schiacciati nelle intenzioni di voto degli inglesi dallo scandalo "delle note spesa" dei parlamentari, il Partito Conservatore è in testa nelle intenzioni di voto con il 30% dei consensi. Alla sua destra sono dati in crescita anche gli euroscettici dell'Ukip, il Partito dell'Indipendenza del Regno Unito, il cui leader Nigel Barrage propone l'uscita del paese dall'Unione europea e che già in occasione delle precedenti consultazioni europee raccolsero il 16% dei voti. Su posizioni conservatori e ipernazionaliste l'Ukip ha mobilitato quest'anno perfino Winston Churchill, chiamato a sostenere, da migliaia di manifesti che lo ritraggono in bombetta e sigaro, la campagna del partito contro "il prezzo dell'Europa" che gli inglesi non vorrebbero pagare. A destra della destra ci sono poi i razzisti del British National Party, ultima filiazione della lunga storia dell'estrema destra britannica iniziata negli anni Trenta con la British Union of Fascists di Sir Oswald Mosley, il padre dell'attuale presidente della Federazione Internazionale dell'Automobile Max Mosley. Il Bnp, a cui possono iscriversi solo gli inglesi "bianchi", quest'anno, oltre al razzismo che è il suo abituale fondo di commercio, ha puntato tutto sulla crisi e sul rigetto della "vecchia politica": il suo spot elettorale che più ha circolato mostra un gruppo di operai e muratori che prende a torte in faccia degli eleganti gentleman in gessato e ventiquattrore che dovrebbero incarnare "i politici corrotti e gli affaristi senza scrupoli". Il titolo? "Punish the pigs" (Punisci i porci). Dall' Irlanda , Declan Ganley, già tra gli organizzatori del movimento per il "no" al Trattato di Lisbona espresso dall'Eire, ha lanciato in vista delle europee il partito Libertas che si vuole paneuropeo, formazioni con lo stesso nome correranno in altri paesi, ma anti-Ue. Il voto per Libertas, ha spiegato, «sarà il referendum per chi non ha potuto votare sul Trattato europeo».
Varcata la Manica, in Francia l'Ump del Presidente Nicolas Sarkozy, data come vincente, sta conducendo una campagna tutta centrata sul tema della sicurezza, approfittando di ogni vicenda di cronaca che crea inquietudine o paura. Così recentemente si è lanciato l'allarme sui "kalascinokov de La Courneuve", un quartiere della banlieue parigina dove sono stati esplosi dei colpi di fucile contro le forze dell'ordine. Sulla stessa linea la campagna del decano dell'estrema destra Jean Marie Le Pen, 80 anni, che guida il Front National da più di trent'anni. In costante calo di consensi da quanto Sarkozy ha cominciato a pescare nel suo elettorato, il Front conduce una campagna contro l'Europa caratterizzata da manifesti che recitano "L'Europa fa male", "La mia sicurezza prima dell'Europa", "La mia identità prima dell'Europa", "Il mio lavoro prima dell'Europa" e via così. Oltre a Le Pen, in corsa all'estrema destra c'è il visconte vandeano Philippe de Villiers, outsider dell'ultranazionalismo da almeno vent'anni, che guida il suo Mouvement pour la France, alleato in queste elezioni con il movimento dei cacciatori, su posizioni di destra dura. La novità di quest'anno è che De Villiers si è alleato con Ganley e la sua lista si presenta sotto le insegne del movimento Libertas. Inoltre a Parigi sarà presente anche una Lista antisionista animata dal comico Dieudonné che è però stato accusato a più riprese di aver assunto posizioni "antisemite" e di sostenere le tesi dei negazionisti della Shoah.
In Belgio è con l'abituale sfondo della querelle linguistica che oppone fiammingi e walloni che si voterà per l'Europa. Addirittura 11 comuni della regione di Bruxelles, a maggioranza fiamminga, hanno deciso di boicottare le consultazioni perché non è stata creata ad hoc per loro una nuova circoscrizione elettorale su base linguistica e comunitaria. Nelle Fiandre è annunciata una ulteriore progressione dei nazionalisti xenofobi del Vlaams Belang ma anche dell'euroscettica Lista Dedecker, fondata nel 2007 dall'ex senatore liberale Jean-Marie Dedecker. La destra sembra andare forte in tutto lo spazio nederlandofono e così anche in Olanda il protagonista indiscusso delle europee è un politico che ha fatto del populismo e della xenofobia la base della sua campagna. Cresciuto all'ombra della "crisi di senso" che sembra attraversare il paese, e il suo multiculturalismo, dopo l'assassinio di Theo Van Gogh e di Pim Fortuyn (di cui è il vero erede politico), Geert Wilders e il suo Partito della libertà, nato solo tre anni fa, sono in testa a tutti i sondaggi con un mix di rifiuto dell'Europa, "scogliere il Parlamento europeo", e demonizzazione dell'immigrazione musulmana, "il Corano come il Mein Kampf".
Dopo aver trionfato nelle recenti elezioni politiche, anche in Austria è l'estrema destra che potrebbe sfruttare al meglio il voto di questi giorni. Malgrado si sia in presenza di una concorrenza diretta, quella tra i liberalnazionali del Fpo e l'Alleanza per l'avvenire dell'Austria, Bzo, il primo guidato per molti anni da Jorg Haider, il politico carinziano scomparso in un incidente stradale pochi mesi fa, e il secondo fondato dallo stesso Haider dopo la sua estromissione dalle fila liberali, i due partiti dovrebbero raggiungere complessivamente oltre il 20% dei consensi. Giocando sulla crisi economica e sul razzismo con toni degni degli anni Trenta, in particolare la campagna del Fpo ha attirato negativamente l'attenzione generale, suscitando la preoccupazione dello stesso Cancelliere Werner Faymann che ha accusato il partito di "giocare con i sentimenti antisemiti e anti musulmani".
Confermando che dopo l'exploit dei "populismi alpini" di qualche anno fa ad essersi ammalato è anche il cuore della Mitteleuropea, nella Repubblica Ceca soffia un potente vento anti Ue. Receentemente il presidente ceco Vaclav Klaus, il cui paese ha la presidenza di turno dell'Unione, ha dichiarato che le elezioni europee «non sono necessarie». «Non c'è - ha detto Klaus - una vera comunità dei popoli europei. Ci sono i francesi, i cechi, i tedeschi, i polacchi. Lo Stato-nazione è l'istituzione cruciale in Europa, non Bruxelles e la Commissione europea». Radicalizzando la sua posizione contro l'Europa, il presidente ceco ha finito per rompere anche con il Partito liberale, Ods, per altro già schierato su posizioni nettamente di destra, di cui è stato leader dal 1991 al 2002. «Da tempo non riesco ad identificarmi con molte posizioni sostenute dall'Ods» che «da partito civico e di destra si è trasformato in una formazione centrista che difende i lobbisti» ha dichiarato Klaus tenendo a battesimo una nuova formazione, l'Sso, Partito dei cittadini liberi. Sarà questa nuova lista eurescettica a contendersi il campo dell'antipolitica con Libertas.cz, formazione ispirata da quella omonima irlandese. Del resto, per indicare quale sia il clima che sta accompagnando la campagna per le Europee a Praga, basterà ricordare che solo poche settimane fa la televisione ceca ha deciso di ritirare lo spot del Partito Nazionale, di estrema destra, che invocava una "soluzione finale per tutti i rom". In occasione delle europee è stato rilanciato anche il Partito repubblicano ceco, Spr-Rsc, guidato all'inizio degli anni Novanta da Miroslav Sladek su posizioni neofasciste.
Il populismo e la critica alla Ue in Ungheria hanno invece soprattutto il volto del Movimento per un'Ungheria migliore il cui acronimo in magiaro è Jobbik che significa a sua volta sia "il migliore" che "la destra". Alcuni militanti di questo partito, tra loro gli animatori della Guardia magiara, una sorta di milizia popolare che ha scelto una divisa che richiama quella dei fascisti ungheresi degli anni Trenta, le Croci freecciate, si sarebbero resi responsabili di atti di violenza contro cittadini rom nelle aree agricole del paese. Nella Polonia guidata dall'euroscettico Lech Kaczynski il cuore della politica di destra ruota intorno al Partito Diritto e Giustizia, PiS, fondato proprio dall'attuale presidente della repubblica e da suo fratello Jaroslaw. E' questa la formazione che insieme alla Lega delle Famiglie Polacche, che nelle precedenti elezioni europee raccolse il 16% dei voti, dà voce alla destra ultracattolica, nazionalista e anti-europea del paese.
Quanto agli ultimi due arrivati nell'Unione europea, in Romania è il Partito della Grande Romania, Romania Mare, di Corneliu Tudor, accreditato intorno al 6% delle intenzioni di voto, a raccogliere le spinte xenofobe e anti Ue. La novità, per questa formazione ultranazionalista emersa fin dalla caduta della dittatura di Ceaucescu, è rappresentata dalla scesa in campo nelle sue fila dell'imprenditore Gigi Becali, patron della popolare squadra di calcio Steaua Bucarest, sorta di Berlusconi dei Carpazi. In Bulgaria è il movimento Ataka, guidato da Dimiter Stoyanov e accreditato al 6% dei consensi alle europee dopo essere diventato il quarto partito del paese, a soffiare sul razzismo contro le minoranze turche e rom.

giovedì 4 giugno 2009

UNA MATTINA MI SON SVEGLIATO...E HAN BRUCIATO CASA POUND!

Brucia Casa Pound brucia...peccato che i danni siano stati solo materiali e che le due fecce di Vigiani e sua moglie abbiano trovato la salvezza da una finestra...mi spiace solo per i criceti morti,avremmo voluto i ratti di fogna al loro posto.
Le ipotesi dell'incendio doloso vanno da screzi tra spacciatori di coca ad un tentativo di provocare un lieve danno per potersi piangersi addosso finito male...ma sì ridiamoci sopra!
I due contributi di Adnkronos ripresi da Indymedia e"notizie.yahoo"(il primo relativo alla mera cronaca ed il secondo ai piagnucolii del capoccia di cazzo Iannone merda)stanno diffondendosi nei siti e nei blog antagonisti con commenti positivi per via della continuità che l'azione antifascista negli ultimi periodi sta avendo dopo un periodo in cui le merde fasciste avavano alzato la testa spalleggiati da sbirri e governo.
Ricordando che tutti i fasci hanno la memoria corta visto che il compagno Auro Bruni nel maggio del 1991 venne colpito alla testa,bagnato di benzina assieme ai locali del centro sociale Corto Circuito di Roma e bruciato vivo assieme al centro stesso.
Avanti così ma con più accortezze...si bruciano col fuoco/ma coi fascisti dentro/sennò è troppo poco!
Bologna: attentato incendiario a sede casa pound.

Bologna-Attentato incendiario nella notte alla sede di Casa Pound in Piazza di Porta Castiglione a Bologna. Verso le 4.50 e' stato il portavoce dell'associazione di destra, Alessandro Vigliani a chiamare il 113 e il 115. Ignoti poco prima hanno gettato del liquido infiammabile contro la porta d'ingresso e vi hanno appiccato il fuoco. E' stato lo stesso Vigliani, che si era fermato insieme alla compagna 29enne incinta di 4 mesi, ad accorgersi delle fiamme mentre andava in cucina a bere. I due sono fuggiti passando per una finestrella al piano rialzato. La donna e' rimasta leggermente intossicata ed e' stata giudicata guaribile in 6 giorni dai sanitari dell'ospedale Sant'Orsola.
Sono stati gli agenti del 113 a spegnere le fiamme con gli estintori di servizio. E poco dopo sul posto sono giunti anche i vigili del fuoco. Le fiamme hanno parzialmente distrutto la porta d'ingresso, al tettoia in plexiglass e hanno annerito la facciata. Nell'incendio sono morti i tre criceti di proprieta' di Vigliani che erano in una gabbietta accanto alla porta. Sul posto sono stati trovati scampoli di stoffa imbevuti di liquido infiammabile e i resti di una tanica in plastica di 5 litri. Del caso si sta occupando la Digos.
Bologna: Iannone, Casapound Da Un Anno Sotto Attacco Istituzioni Intervengano.

Roma-"Un vile attentato la cui mano e' sconosciuta solo a chi non vuol vedere". Cosi' Gianluca Iannone, presidente di Casapound Italia, commenta l'attacco incendiario portato stamane alle 5 alla sede di Bologna dell'associazione.
"Al'interno dei locali - continua Iannone - c'erano Alex Vigliani, responsabile cittadino di Casapound Italia, e la sua compagna, incinta. Solo il caso ha voluto che siano riusciti ad uscire prima che il fumo invadesse l'ambiente con conseguenze che non vogliamo immaginare. A Bologna e' in atto da ormai un anno un continuo attacco alla nostra associazione. Attacchi verbali, con aggressioni, intimidazioni, danneggiamenti vari ed ora anche gli attentati incendiari. Il tutto nell'assoluto e colpevole silenzio delle istituzioni. Sappiamo bene che chi perpetua queste politiche di stampo mafioso gode dell'appoggio istituzionale di rappresentanti cittadini e di quartiere. Tutto cio' non puo' essere piu' tollerato".
"Chiediamo - conclude Iannone - che le istituzioni bolognesi, con il sindaco uscente in testa e i candidati in corsa per la poltrona, prendano posizione immediata di condanna e diano fattiva prova di solidarieta' recandosi a vedere con propri occhi il risultato della politica attuata da chi concepisce l'infamita' e la vigliaccheria come stile di vita".

IL "GRANDE" MOVIMENTO DELLA LEGA...

Quando si è convinti di essere un movimento che rappresenta la grande maggioranza della popolazione,almeno nel profondo nord,allora si possono dormire sonni tranquilli visto che la manifestazione leghista farcita di qualche amico nazifascista di ieri a Torino ha raggranellato solo settantotto escrementi.
La Lega avrà di certo molta più gente agli scrutini,ma non i milioni di persone pronte ad imbracciare i fucili e pronti a sparare su immigrati,rom,clandestini e comunisti...poveri imbecilli in salsa verde!
L'ennesima figuraccia di ieri su suolo piemontese fa parte di una sequela che da mesi interessa Torino l'intera regione(proprio qualche giorno fa ad Orbassano mister Porchezio è stato cacciato a infamate da un comizio organizzato dai suoi porcellini)a cadenza giornaliera:ripetuti attacchi e provocazioni da parte degli antifascisti,di anarchici e di comuni cittadini esasperati dal clima di odio ed intolleranza che certe merde generano.
L'articolo ripreso da Indymedia Piemunt è un comunicato della Federazione Anarchica Torinese riguardo i fatti di ieri durante la contromanifestazione,tenuta a debita distanza da Digos e celere,
mentre i pochi razzisti manifestavano contro la costruzione di una moschea con la merda al culo per paura di prendere bastonate nei denti.
Segue pure il volantino che la stessa FAI ha redatto e che è stato distribuito alla gente per strada ottenendo certamente molti più consensi che l'iniziativa xenofoba dei legaioli,con riferimenti ai prossimi progetti a Torino.
Torino. La Lega e Bella Ciao.

Settantotto. Questi i leghisti che hanno sfilato nel quartiere Aurora contro la nuova moschea di via Urbino. Nei settantotto metteteci anche i tre o quattro fascisti della Fiamma e della Destra che si sono uniti al corteo del Carroccio. Niente male per una formazione che vanta ad ogni piè sospinto il proprio carattere “popolare”.Diverse centinaia i poliziotti, carabinieri, digos che hanno blindato il quadrilatero tra via del Fortino, via Cigna, piazza Sassari e corso Principe Oddone dove lo sparuto manipolo leghista ha fatto il suo giro.Intorno alle otto di sera la polizia in assetto antisommossa ha proceduto alla pulizia etnica e politica dei giardini di piazza Sassari, obbligando tutti – compresi gli anziani marocchini sulle panchine e i ragazzini sulle altalene - a sgomberare la piazza. Vita dura anche per gli antirazzisti, che, come al solito, non hanno mancato di fare capolino.
Un gruppo di antirazzisti con tanto di Samba Band ha tentato di raggiungere i leghisti assiepati all’angolo tra via Cigna e via del Fortino ma è stato circondato dalla polizia e mollato solo dopo la manifestazione.Altri antirazzisti – mobili ed imprevedibili – si sono piazzati con volantini in via Cigna attendendo il passaggio del corteo. I fogli – titolati “La sicurezza, quella vera” - sono stati accolti con favore dai passanti, sia immigrati che italiani. Un ragazzo con due pizze, alla notizia che i razzisti della Lega giravano nuovamente per il quartiere, ha detto “spazzoliamo le pizze e poi io, la mamma e la sorella torniamo in strada, a dire la loro a quelle merde”. Un anziano siciliano racconta della volta che è andato alla sede della Lega, ha preso per il colletto uno dicendo “voi, da qui, fareste meglio ad andarvene”. Quando finalmente i leghisti si muovono la polizia non manca di piazzarsi si fronte agli antirazzisti che, continuano il volantinaggio e dicono ad alta voce la propria. Tra gli slogan più gettonati – molti in piemontese – “qui siamo tutti terroni”, “il quartiere non vi vuole” “andate a casa” “razzisti” e, riprendendo ironicamente uno dei loro hit più gettonati, “andate a lavorare, pelandroni”. Al passaggio delle bandiere fasciste un compagno intona “Soffia il vento, infuria la bufera”. Facendo un po’ di slalom gli antirazzisti tallonano i leghisti sino a corso principe Oddone, dove la polizia “spiega” con la cortesia che sempre contraddistingue le forze del disordine statale, che è meglio che si allontanino.Poco male. Nemmeno un quarto d’ora più tardi gli antirazzisti sbucano sul ponte della Dora in via Cigna. La polizia si piazza lesta e spinge un po’. Al passaggio dei leghisti e dei fascisti i compagni a pugno chiuso intonano “Bella ciao”. I leghisti mostrano il dito, il capomanipolo Carossa da in escandescenze, altri fanno il segno della forca, i fasci il saluto romano. Qualcuno grida “A piazzale Loreto c’è ancora tanto posto”.
Prossimi appuntamenti:CinePalermo46 si trasferisce in strada. Si comincia mercoledì 10 giugno ai giardinetti di via Cecchi con il documentario “Come un uomo sulla terra”.
La testimonianza dei migranti africani sopravvissuti alla traversata della Libia. Il governo di quel paese, lautamente sponsorizzato dall’Italia, gestisce lager per migranti, dove stupri, violenze e umiliazioni sono il pane quotidiano. Dag studiava giurisprudenza ad Addis Abeba, quando la repressione lo ha obbligato a partire.Sopravvissuto al deserto e ai gendarmi libici è arrivato a Roma, dove ha imparato l’italiano e il linguaggio del video documentario. In “Come un uomo sulla terra” raccoglie le testimonianze di chi, come lui, è passato dall’inferno libico. Un inferno dove il ministro dell’Interno Maroni rispedisce ogni giorno uomini, donne e bambini in fuga dalla guerra, dalla dittatura, dalla repressione, dalla fame.
Appuntamento alle 21,30 ai giardini via Cecchi – tra il civico 37 e il civico 41)
Di seguito il testo del volantino distribuito nel quartiere.

La sicurezza, quella vera.Viviamo tempi difficili. La crisi morde e molti fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Il lavoro, quando c’è, è precario, pericoloso, malpagato. In tanti, in troppi, vivono l’incubo del mutuo da pagare, dei figli da mandare a scuola, degli anziani che hanno bisogno di cure ed assistenza. I paracadute sociali che nei decenni passati garantivano qualche servizio, una pensione decente, l’accesso all’istruzione, la difesa del lavoro sono stati eliminati uno ad uno. Oggi, per la prima volta da decenni, figli e figlie rischiano di avere un futuro peggiore di quello di padri e madri. In periferia, dove non è mai stato facile vivere, la crisi strangola un po’ tutti: se i lavoratori dipendenti se la vedono brutta, non va meglio ad artigiani e commercianti. Se il salario è poco, se l’impiego c’è e non c’è, tutti guardano il centesimo e difficilmente ci scappa una pizza o un paio di scarpe nuove. Tutti quanti, chi più chi meno, ci sentiamo poco sicuri, guardiamo al futuro con apprensione, abbiamo paura. Chi governa questo paese, oggi la destra ieri la sinistra, ha tagliato pensioni, sanità, scuola, ha fatto leggi che condannano alla precarietà a vita, ha inventato il caporalato legale, favorito il sistema degli appalti a catena dove chi sta in fondo è poco più di uno schiavo. La spesa militare aumenta ogni anno, per le truppe che fanno la guerra, per navi da combattimento e i bombardieri F35. Con i soldi di uno solo dei cento F35 appena acquistati dal governo si pagherebbe un quartiere all’Aquila, un nuovo ospedale, la manutenzione delle linee ferroviarie per i pendolari… Tante cose utili alla vita di noi tutti, non armi per ammazzare qualcuno dall’altra parte del mondo. Come la bambina che quelli della Folgore hanno ucciso la scorsa settimana in Afganistan. Ci portano via la vita giorno dopo giorno. Nelle fabbriche dove si lavora e si muore come nell’Ottocento: per legge chi mette a repentaglio la vita di un lavoratore facendo mancare le misure di sicurezza se la cava con una multarella.Poi fanno leggi contro i nostri vicini di casa, quelli più poveri, quelli arrivati qua in cerca di un’opportunità di vita. Accanto a noi vivono persone sotto ricatto, giorno dopo giorno. Sono persone che lavorano in nero, arricchiscono chi lucra sulle loro vite. In silenzio, a testa bassa, perché se lavori in nero non hai le carte e se non hai le carte diventi illegale. Chi lavora con i libretti se non accetta le condizioni dei padroni, perde il lavoro, perde anche le carte e piomba nella clandestinità, rischiando ogni giorno il CIE e l’espulsione forzata.La propaganda razzista ci dice che gli immigrati sono i nostri nemici, che sono tutti delinquenti, violenti cattivi. Dicevano le stesse cose dei nostri padri arrivati a Torino con una valigia di cartone tenuta insieme dal filo della speranza in un avvenire migliore. Meno di un mese fa una tunisina di 44 anni, che lavorava in Italia da 20, si è impiccata nel CIE di Roma. Era il “suo” giorno, quello della deportazione. Ha preferito morire dove aveva scelto di vivere, dove erano suo marito e i suoi figli. Vi sentite più sicuri adesso che è morta?I senza carte sono esseri umani come noi. In tutto. I mostri, quelli che ci stanno portando via la nostra umanità, sono i razzisti che soffiano sul fuoco della guerra tra poveri, vogliono che si combatta per le strade dei quartieri. Gli uni contro gli altri. Così il manovratore potrà continuare a fare leggi contro tutti, così i padroni del vapore potranno indisturbati e guadagnare sulla nostra pelle.
Tanti anni fa, in questa città, torinesi vecchi e nuovi si unirono, nelle fabbriche per il salario, contro i ritmi, il controllo, la gerarchia. Gli stessi si ritrovarono poi nelle periferie per le case, le scuole, i trasporti. I nostri nonni e padri, nonne e madri seppero capire che i nemici, quelli veri siedono nei consigli di amministrazione delle aziende, sui banchi del governo, tra le ville in collina. Dopo e per molto tempo la loro vita fu più sicura, perché la sicurezza, quella vera, si conquista nella solidarietà e nel mutuo appoggio. Ronde, prigioni per migranti, pattuglie nei mari sono solo strumenti di guerra. Una guerra razzista.
Per info e contatti:Federazione Anarchica Torinese – FAICorso Palermo 46 – la sede è aperta ogni giovedì dalle 21.
fai_to @inrete.it 338 6594361

mercoledì 3 giugno 2009

IL CORRUTTORE

Che sia risaputo che il presidente pallonaro Berlusconi stia sul cazzo a parecchia gente in Italia è cosa appurata,ma che anche gli attacchi contro la Sua persona(come li dice lui)abbiano un effetto boomerang nelle prossime elezioni non lo penso proprio.
Almeno non me lo auguro anche perchè sennò i casi presentabili agli occhi della popolazione possono essere due:se gli italiani daranno ancora una maggior fiducia a questo impostore,corruttore,magnaccia e assassino lo stato attuale di merda in cui ci ritroviamo ce lo meritiamo pienamente ed anzi siamo ancora in una fase in cui stiamo affondando solo all'altezza delle caviglie ed il peggio deve ancora sommergerci.
E comunque dati alla mano non credo proprio in un ribaltone del voto dell'anno scorso vista ancora la pochezza dell'opposizione anche se qualcosa si sta muovendo,ma piano piano!
Punto due:l'italiano medio vede in Berlusconi e nel votarlo la possibilità di cavarsela sempre e comunque,soprattutto in ambito giudiziario visto che la merda alla presidenza del consiglio riesce sempre a farla franca nonostante i quintali d'imputazioni a carico.
In entrambe i casi lo scenario(di un maggior consenso e non della sconfitta pur parziale)che avremmo davanti sarà disastroso ed allora sì che le parole non serviranno più ma saranno i fatti anche crudi a prendere il sopravvento,perchè Gandhi lo stimo ma è stato un caso unico che ha segnato la storia.
Il breve articolo tratto da Indymedia Lombardia è a firma di Daniele Martinelli.
Il corruttore viene sputtanato e sbugiardato anche da prestigiosa rivista americana.

Il corruttore viene sputtanato e sbugiardato anche sulla prestigiosa rivista americana"Foreign policy"
.David Rothkopf, una delle sue firme, ha pubblicato il 50esimo anniversario dell’«International sleazestakes» ovvero la classifica dei più odiosi casi di corruzione politica e scandali planetari inventata dal giornalista.Ebbene Rothkopf al primo posto ha piazzato “the prime minister Silvio Berlusconi" per il Noemigate con commento finale: “Ah, Italia… la dolce vita non finisce mai".
Secondo la classifica di Rothkopf finita in tutte le edicole americane, sono stati meno corrotti e meno odiosi i presidenti di dittature militarizzate come Paraguay e Guatemala, senza contare che un criminale come il presidente iraniano Ahmadinejad figura addirittura al settimo posto.
Il corruttore tiene “alto” il prestigio dell’Italia all’estero.E annuncia nuovi militari nelle strade, suoi alleati forzati contro gli italiani onesti.Confidiamo almeno in uno che lo ammanetti!

martedì 2 giugno 2009

GET ME

Innanzitutto ho preferito pescare questo video live dei Dinosaur Jr. da YouTube anche se la qualità sia alquanto scarsa preferendo la migliore performance di"Get Me"disponibile,una delle mie canzoni preferite in maniera assoluta.
Questo gruppo statunitense presente sulle scene da venticinque anni ha concepito questo capolavoro nel 1993 assieme all'album"When you been"grazie al leader cantante e chitarrista J Mascis autore credo di quasi tutte le canzoni dei Dinosaur Jr,che con gli altri componenti della band il batterista Murph ed il bassista Mike Johnson(che sostituì il co-fondatore Lou Barlow ora tornato assieme alla band che era rimasta in quiescenza per dieci anni)negli anni ottanta era solita fracassare coi decibel le orecchie dei fans durante i concerti.

I don't see it
I won't call you
I don't know enough to stall you
Is it me, or is it all you?
Guess, it's on and on

On a day, maybe I'd show you
But it's the least of all I go through
But the thing is I don't know you
And it's on and on

Trembling words don't make my eyes close
And if anyone but you'd know
I can't find out 'cause it won't show
And it's on and on

Everytime I try to fight it
It's so hard to seem excited
And if you don't
Try and bite it
And it's on and on

When it takes to long, I lose it
I'll just hang while you abuse it
If you knew, then why'd you choose it?
'Cause it's on and on

You're not gonna get me through this are you? x2

Anytime I'm there to show you
And if it takes too long I know you
You're out the door just leavin' me screwed
And it's on and on

Every dream is shot by daylight
And I pray that maybe you're right
But if you don't maybe I might
Cause it's on and on

You're not gonna get me through this are you? x2

I don't see it
I won't call you
I don't know enough to stall you
Is it me, or is it all you?
Guess, it's on and on

Every dream is shot by daylight
And I pray that maybe you're right
But if you don't maybe I might
Cause it's on and on