non desiderare ciò che ti è proibito,
vivi solo meglio,questo è il mio consiglio.

Ma che contorno di tutto rispetto che mi sono creato per il pensierino di oggi,tappezzato di immagini de "Il Giornale",uno degli pseudo quotidiani "informativi"che dovrebbero non essere di parte in quanto non sia una testata di partito,ahahah!!!


L'orrore di Gaza continua anche se man mano che i giorni e le settimane passano la cronaca dal fronte israelo-palestinese assume sempre meno rilevanza nelle scalette dei telegiornali e dalle prime pagine dei quotidiani(stasera comincia il grande fratello,Cai-Malpensa,il freddo,ecc.fanno già più notizia).
Due medici norvegesi, che hanno trascorso dieci giorni nella Striscia di Gaza, hanno detto oggi di sospettare che l'esercito israeliano stia sperimentando un nuovo ordigno ancora poco conosciuto denominato Dime (Denseinert metal explosive), che produce un'esplosione concentrata in un raggio ridotto.«Si tratta di una nuova generazione di esplosivi molto potenti che allo scoppio generano una enorme potenza in un raggio di 5-10 metri», ha detto uno dei due medici, Mads Gilbert, al suo arrivo all'aeroporto 'Gardemoen' di Oslo.Gilbert, 61 anni, assieme al suo collega Erik Fosse, 58 anni,è stato inviato nell'ospedale Al-Shifa di Gaza il 31 dicembre scorso dall'Ong norvegese 'Norwac', dichiaratamente pro-palestinese. «Non abbiamo curato feriti colpiti dal Dime, perchè disolito a tali esplosioni non si sopravvive. Ma abbiamo visto un numero impressionante di mutilazioni estremamente brutali, senza ferite provocate da schegge, che noi supponiamo siano state causate da ordigni Dime», ha detto Gilbert.Secondo gli esperti, le bombe Dime sono costituite da un involucro in fibra di carbonio riempito con tungsteno, cobalto,nickel e acciaio.«Ho il forte sospetto che Gaza venga attualmente utilizzata come laboratorio per sperimentare nuove armi», ha detto Gilbert.Il medico norvegese ha citato degli studi secondo i quali le ferite provocate dagli ordigni Dime provocano il distacco degli arti e, dopo qualche mese, la morte per cancro.
Infopal, domenica 11 gennaio. Abbiamo telefonato a Vittorio Arrigoni verso le 21,30, ora palestinese. Mentre parlavamo, gli apache israeliani bombardavano senza sosta Gaza City. Si sentiva il suono assordante provocato dai droni, gli aerei telecomandati.
La storia, le lotte e i sogni di chi ha pagato con la vita il prezzo delle proprie idee. Dagli eccidi di contadini e operai nel dopoguerra all’esecuzione di Valerio Verbano e Peppino Impastato, dai caduti del ‘77 alla morte di Carlo Giuliani.L’Italia è una Repubblica fondata sul mistero. Un concerto di forze occulte dotate di leggi speciali che hanno tramato contro le voci impegnate a chiedere dal basso il riconoscimento di diritti fondamentali. Il risultato è una micidiale licenza d’uccidere che, dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri, ha spezzato le vite di donne e uomini, spesso giovanissimi, uniti da una passione che parla di uguaglianza, libertà e fraternità. Dalla strage di Portella della Ginestra alla repressione delle manifestazioni indette in occasione del G8 di Genova, Cuori rossi è la storia di una guerra mai dichiarata eppure spietata. Una guerra che ha usato le armi non convenzionali dei lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo e delle collusioni con la criminalità politica e mafiosa per aggredire, intimidire e spesso uccidere le persone ritenute pericolose. Così, in Italia, i “cuori rossi” muoiono per le proprie idee o, ancora più crudelmente, per la propria diversità esistenziale. Dall’omicidio di Alceste Campanile alla morte di Carlo Giuliani, dall’assassinio di Peppino Impastato alle esecuzioni di Fausto e Iaio e di Valerio Verbano, dall’accoltellamento di Davide Cesare “Dax” alle recentissime aggressioni organizzate dai militanti dell’estrema destra a Roma e a Verona, Cuori rossi è un libro dedicato alle vittime dello stragismo fascista contemporaneo e della violenza a cui nemmeno le forze dell’ordine sono estranee. Incalzato da uno stile narrativo basato sull’evidenza dei fatti, Cuori rossi racconta storie di sopraffazione troppo spesso dimenticate confrontandosi con l’anima di un Paese tutt’altro che pacificato.
Appello dei compagni romani contro il "pacchetto sicurezza"che si discuterà in senato il prossimo 19 gennaio,un atto legislativo degno di un regime dittatoriale e totalitario,un abominio contro i diritti umani.
APPELLO PER LA COSTRUZIONE DI UNA MOBILITAZIONE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA (Ddl 733) PER GENNAIO 2009
Cominciamo con qualcosa di piccolo... ma, in questo mondo governato dal capitale, efficace: quando andate al supermercato, nei negozi, nei mercati controllate la provenienza dei prodotti che acquistate.Se il codice a barre riporta il numero 729 non comprateli.Cominciamo a togliere qualche arma a chi ne sgancia a tonnellate sulla popolazione palestinese.
Mentre l'informazione di regime sia di stato che privata fornisce,vende notizie prefiltrate dal governo israeliano,dove una bandiera bruciata fa più notizia di una scuola dell'Onu bombardata,internet(fino a quando sarà uno strumento di comunicazione e d'informazione libera)fornisce dettagli agghiaccianti sul massacro che sta avvenendo soprattutto in questi giorni,ma che oggettivamente perdura da decenni.
Da un articolo tratto su "Senza soste"ecco uno spunto datomi su di un piatto d'argento per parlare di uno dei malavitosi più importanti ed influenti che l'Italia abbia mai avuto il disonore di avere,trattasi di quello stronzo di Licio Gelli.
Licio Gelli (Pistoia, 21 aprile 1919) è un imprenditore italiano.
La mattanza israeliana contro la Striscia di Gaza assediata continua senza sosta. E' giunta da poco la notizia della distruzione del Quartier generale provvisorio del governatorato di Rafah (quello originale è stato abbattuto ieri).
Israele fa una strage a Gaza. Almeno 225 vittime, tra cui molti bambini, in 30 raid aerei simultanei