martedì 13 gennaio 2009

CARTACULO

Ma che contorno di tutto rispetto che mi sono creato per il pensierino di oggi,tappezzato di immagini de "Il Giornale",uno degli pseudo quotidiani "informativi"che dovrebbero non essere di parte in quanto non sia una testata di partito,ahahah!!!
Ecco la raccolta delle prime pagine di questi pezzi cartacei,chiamarlo quotidiano o giornale mi fa ribrezzo...sembra un poco "La Provincia"su scala nazionale.
Dalle prime pagine di queste carte si evince la totale avversione verso il personaggio di Antonio Di Pietro,campagna denigratoria che non fa altro che aumentare il consenso verso questo personaggio da parte dell'opposizione al regime.


Su 18 prime pagine (19 con quella di oggi che non ho messo perchè non ancora disponibile)ben 16 sparlano di lui,mentre in una c'è una campagna razzista contro gli islamici,in un'altra un articolo sui baby pensionati e nella terza non dipietrista una polemica contro chi parla del surriscaldamento del pianeta visto il gelo persistente(ne riparleremo quest'estate con l'emergenza caldo e uragani vari qui da noi,stronzi!).
E'solo un piccolo assaggio(non si giudica un libro dalla copertina...chissà il resto!)di quanto possa valere questa merda di strumento d'informazione dittatoriale,d'altronde il boss,come già ripetuto in un precedente articolo,è un certo Paolo Berlusconi.
Il mondo intero ride di questi fogli di carta che andrebbero bene nemmeno per pulirsi il culo!

lunedì 12 gennaio 2009

ARMI NON CONVENZIONALI

L'orrore di Gaza continua anche se man mano che i giorni e le settimane passano la cronaca dal fronte israelo-palestinese assume sempre meno rilevanza nelle scalette dei telegiornali e dalle prime pagine dei quotidiani(stasera comincia il grande fratello,Cai-Malpensa,il freddo,ecc.fanno già più notizia).
La voce circola già da giorni ma è nell'aria da anni,ovvero che l'esercito israeliano utilizzi armi al fosforo e il Dime,armi all'uranio impoverito e chissà quali altre armi chimiche,che certamente abbondano a Tel Aviv ma a nessuno frega niente,mentre a Baghdad dopo anni di guerra non sono mai state trovate...comunque altro infelice discorso.
Qui avanti la dichiarazione di un medico norvegese incredulo a quello che gli si è parato davanti agli occhi negli ospedali di Gaza(notizia Ansa-Afp),poi un riferimento alla situazione attuale nella striscia grazie da una telefonata del sito "Infopal" a Vittorio Arrigoni.
Si fanno notare alcuni passi quali il riferimento a queste nuove armi non convenzionali vietate(come se già quelle convenzionali non facessero danni),alla visita del gruppo di europarlamentari che i mass media nostrani hanno fatto apparire quasi come eroi ma che invece allo scoppio del primo ordigno sono scappati con la coda tra le gambe,al fatto che i medici debbano letteralmente buttar fuori a calci in culo militanti feriti dagli ospedali per timore di ripercussioni.
Buon disgusto.

Due medici norvegesi, che hanno trascorso dieci giorni nella Striscia di Gaza, hanno detto oggi di sospettare che l'esercito israeliano stia sperimentando un nuovo ordigno ancora poco conosciuto denominato Dime (Denseinert metal explosive), che produce un'esplosione concentrata in un raggio ridotto.«Si tratta di una nuova generazione di esplosivi molto potenti che allo scoppio generano una enorme potenza in un raggio di 5-10 metri», ha detto uno dei due medici, Mads Gilbert, al suo arrivo all'aeroporto 'Gardemoen' di Oslo.Gilbert, 61 anni, assieme al suo collega Erik Fosse, 58 anni,è stato inviato nell'ospedale Al-Shifa di Gaza il 31 dicembre scorso dall'Ong norvegese 'Norwac', dichiaratamente pro-palestinese. «Non abbiamo curato feriti colpiti dal Dime, perchè disolito a tali esplosioni non si sopravvive. Ma abbiamo visto un numero impressionante di mutilazioni estremamente brutali, senza ferite provocate da schegge, che noi supponiamo siano state causate da ordigni Dime», ha detto Gilbert.Secondo gli esperti, le bombe Dime sono costituite da un involucro in fibra di carbonio riempito con tungsteno, cobalto,nickel e acciaio.«Ho il forte sospetto che Gaza venga attualmente utilizzata come laboratorio per sperimentare nuove armi», ha detto Gilbert.Il medico norvegese ha citato degli studi secondo i quali le ferite provocate dagli ordigni Dime provocano il distacco degli arti e, dopo qualche mese, la morte per cancro.
Infopal, domenica 11 gennaio. Abbiamo telefonato a Vittorio Arrigoni verso le 21,30, ora palestinese. Mentre parlavamo, gli apache israeliani bombardavano senza sosta Gaza City. Si sentiva il suono assordante provocato dai droni, gli aerei telecomandati.
"Sono settimane che va avanti così - spiega Vittorio -. Sono quasi sordo. Non si riesce a dormire. Di notte bombardano e nessuno è sicuro né in casa né da qualsiasi altra parte. Gli sfollati di Jabaliya sono arrivati a Gaza, ma anche qui bombardano. La gente non può fuggire da nessuna parte. E' chiusa in gabbia. Braccata".
Raccontaci cos'è successo questa notte...
"Ci trovavamo all'interno dell'ospedale al-Quds, di Gaza City ormai invasa dai soldati. Alle 3 e mezza sono arrivati i carrarmati e i militari e hanno circondato l'ospedale, sparando con intensità. Nessuno di noi poteva uscire con le ambulanze, ma neanche a piedi. In strada c'erano feriti da soccorrere, ma fino alle 7 non abbiamo potuto fare niente. Se fossimo usciti fuori ci avrebbero sparato addosso.
Al mattino, noi volontari ci siamo diretti verso un edificio dove ha sede una tv iraniana, e siamo riusciti a trovare ospitalità. Io non posso più tornare a casa, al porto, perché è sotto incessante bombardamento della marina israeliana".
Oggi, una delegazione di Europarlamentari guidati da Luisa Morgantini ha fatto visita alla Striscia.
"Sì, sono entrati da Rafah ma sono scappati appena hanno sentito i bombardamenti. Ma cosa pensavano di vedere, Disneyland? La gente, i medici li stavano aspettando. Sono rimasti delusi dal loro precipitoso rientro in Egitto".
Israele ha annunciato di voler spezzare la Striscia di Gaza in tre parti. Ci è riuscito?
"Di fatto, a Beit Hanoun e Khan Younes non ci possiamo più arrivare: sono bloccate dai carrarmati".
Le notizie di questi giorni sugli attacchi a ambulanze e a operatori dell'UNRWA lasciano perplessi...
"Eh sì, le ambulanze sono un target. Vediamo dalla finestra feriti, stesi in strada, ma non possiamo soccorrerli... I servizi israeliani sostengono che nelle ambulanze si nascondano uomini di Hamas travestiti da medici... Si vede che hanno visto me mentre indossavo una giacchetta sospetta. Che ridicoli! Il cielo di Gaza è monitorato centimetro per centimetro, gli israeliani vedono tutto. L'altro giorno, abbiamo spintonato giù dalle scale dell’ospedale un combattente ferito. Abbiamo dovuto farlo: se lo avessimo lasciato entrare, l'ospedale, con tutto il suo carico di medici, volontari e malati, sarebbe stato bombardato".
Nei nostri giornali e nei tg si parla tanto di attacchi di Hamas, di lancio di razzi, di combattimenti tra le milizie palestinesi e l'esercito israeliano - quasi fosse una vera guerra... Com'è la realtà?
"Ma cosa vuoi che faccia la resistenza? La sproporzione delle forze è enorme, impareggiabile. Qui hanno razzetti che sparano contro super-corazzati. Per distruggerne uno ci andrebbero diversi katiusha...Non è come in Libano, nel 2006: gli hezbollah potevano muoversi dove volevano. Qui sono tutti braccati. Sono dei 'cuor di leone' che cercano di fronteggiare, come possono, un carrarmato. Da una parte ci sono i petardi-missili artigianali, dall'altra le armi di distruzione di massa. Ieri, vedevamo elicotteri che spargevano fosforo bianco. Hanno anche fatto uso di uranio impoverito: i bambini che nasceranno saranno deformi...Un medico norvegese (Mads Gilbert, ndr), ha parlato di uso di DIME (Dense inert metal explosive, ndr), vietati dalle convenzioni internazionali (*)".
Non ti viene il desiderio di ritornare a casa, di metterti in salvo?
"No. Abbiamo fatto questa scelta e siamo consapevoli del rischio. Sappiamo che siamo un target, tra di noi volontari ne parliamo tutti i giorni e sappiamo che forse non ci saremo tutti, alla fine. Vogliamo portare avanti questo impegno preso con i medici, anche se ora bersagliano pure le ambulanze e noi non siamo più un deterrente..., ma loro ci chiedono di restare, vogliono che filmiamo, che raccontiamo all'Occidente cosa accade qui, nell'inferno di Gaza".
Com'è la situazione negli ospedali?
"Disastrosa. Sono affollatissimi, pieni di donne e bambini. Allo al-Quds ci sono 40 bambini con relative madri. Le condizioni igienico-sanitarie sono pessime, e manca il cibo. La gente non ha da mangiare! I bambini sono il bersaglio privilegiato della carneficina israeliana. E se pensiamo che il 50% della popolazione della Striscia è minorenne, dobbiamo riflettere sugli enormi danni psico-fisici che si porteranno dietro: ci sarà bisogno di supporto psicologico per i prossimi anni per migliaia e migliaia di bambini…".
Israele, in questi giorni, ha annunciato una tregua di tre ore per permettere l'entrata di derrate alimentari, di aiuti...
"Propaganda pura. Durante la 'tregua', due giorni fa, hanno fatto fuori tre sorelline, poi hanno gambizzato un paramedico. Il giorno dopo, hanno ucciso uno dell’Unrwa. Di che tregua si tratta?".
Ancora, mentre parliamo, si sente il suono dei droni-cecchini, telecomandati...Cosa fanno?
"Sparano in continuazione. Sai, l’immagine che mi sono fatta è di qualcuno che a Tel Aviv che gioca a war-games contro Gaza…".
Vittorio Arrigoni e i suoi colleghi dell'ISM sono nel mirino di http://stoptheism.com/, un sito di criminali che invita a uccidere i volontari che prestano servizio a Gaza e di quelli che prendono parte ai viaggi del Free Gaza mov. Se fosse un sito islamico il media gli avrebbero dato prima pagina e i politici si sarebbero prodigati in condanne indignate, ma è un sito di estremisti israeliani, e il mondo tace.

Angela Lano.




INTERSTATE LOVE SONG

Personalmente reputo "Interstate love song" la miglior canzone degli Stone Temple Pilots e una delle massime espressioni del rock degli interi anni'90.
Scritta dal leader Scott Weiland e musicata dal bassista Robert DeLeo fa parte della tracking list dell'album "Purple" del 1994 ed il video che vede protagoniste le vicende di un moderno Pinocchio alternate ad immagini di ritratti on the road della band(col mitico boa di struzzo viola indossato dal cantante)è adatto a questa canzone colonna sonora ideale di un viaggio.

Waitin' on a sunday afternoon
for what I've read between the lines-
Your lies

Feelin' Like a hand in rusted shame
So do you laugh or does it cry-
Reply?

Leavin' on a southern train
only yesterday you lied
Promises of what I seemed to be
only watched the time go by
All of these things
you said to me

Breathing is the hardest thing to do
with all I've said and all that's dead for you
You lied -
Goodbye

Leavin' on a southern train
only yesterday you lied
Promises of what I seemed to be
only watched the time go by
All of these things
I said to you

venerdì 9 gennaio 2009

CUORI ROSSI

Stasera incontro a Ghedi per la presentazione del libro "Cuori rossi"di Cristiano Armati,di seguito la locandina e una piccola presentazione tratta dal blog del Coordinamento Antifascista della Bassa Bresciana.
La storia, le lotte e i sogni di chi ha pagato con la vita il prezzo delle proprie idee. Dagli eccidi di contadini e operai nel dopoguerra all’esecuzione di Valerio Verbano e Peppino Impastato, dai caduti del ‘77 alla morte di Carlo Giuliani.L’Italia è una Repubblica fondata sul mistero. Un concerto di forze occulte dotate di leggi speciali che hanno tramato contro le voci impegnate a chiedere dal basso il riconoscimento di diritti fondamentali. Il risultato è una micidiale licenza d’uccidere che, dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri, ha spezzato le vite di donne e uomini, spesso giovanissimi, uniti da una passione che parla di uguaglianza, libertà e fraternità. Dalla strage di Portella della Ginestra alla repressione delle manifestazioni indette in occasione del G8 di Genova, Cuori rossi è la storia di una guerra mai dichiarata eppure spietata. Una guerra che ha usato le armi non convenzionali dei lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo e delle collusioni con la criminalità politica e mafiosa per aggredire, intimidire e spesso uccidere le persone ritenute pericolose. Così, in Italia, i “cuori rossi” muoiono per le proprie idee o, ancora più crudelmente, per la propria diversità esistenziale. Dall’omicidio di Alceste Campanile alla morte di Carlo Giuliani, dall’assassinio di Peppino Impastato alle esecuzioni di Fausto e Iaio e di Valerio Verbano, dall’accoltellamento di Davide Cesare “Dax” alle recentissime aggressioni organizzate dai militanti dell’estrema destra a Roma e a Verona, Cuori rossi è un libro dedicato alle vittime dello stragismo fascista contemporaneo e della violenza a cui nemmeno le forze dell’ordine sono estranee. Incalzato da uno stile narrativo basato sull’evidenza dei fatti, Cuori rossi racconta storie di sopraffazione troppo spesso dimenticate confrontandosi con l’anima di un Paese tutt’altro che pacificato.

mercoledì 7 gennaio 2009

PACCO SICUREZZA

POLIZIA DAPPERTUTTO GIUSTIZIA DA NESSUNA PARTE!
Appello dei compagni romani contro il "pacchetto sicurezza"che si discuterà in senato il prossimo 19 gennaio,un atto legislativo degno di un regime dittatoriale e totalitario,un abominio contro i diritti umani.
APPELLO PER LA COSTRUZIONE DI UNA MOBILITAZIONE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA (Ddl 733) PER GENNAIO 2009

Il 19 gennaio prossimo è prevista in Senato la discussione del "Pacchetto sicurezza" (DdL 733), che provocherà una grande trasformazione del quadro normativo italiano, già fortemente repressivo e discrezionale nel suo impianto. Le norme contenute nel Pacchetto, infatti, prevedono una politica esplicitamente fondata su misure segregazioniste e razziste per le persone migranti, con o senza permesso di soggiorno, le prime a essere additate come figure pericolose e causa di "allarme sociale", e su nuove e ancora più drastiche misure repressive contro chiunque produca conflitto e non rientri dentro le strette maglie del controllo.
Le norme del pacchetto sicurezza colpiscono in primo luogo le persone migranti. Se il Pacchetto sarà approvato chi è senza permesso di soggiorno non potrà più: andare al Pronto Soccorso e ricevere cure mediche, riconoscere figli e figlie, sposarsi e inviare soldi a casa. Il Ddl introduce inoltre: la detenzione nei CIE (ex CPT) per 18 mesi; la tassa di 200 euro su richiesta e rinnovo del permesso di soggiorno; controlli ancora più stretti per acquisire la cittadinanza; il reato d’ingresso illegale nello stato.
Altre norme, alcune già sperimentate sui/sulle migranti, vengono estese al resto dei cittadini e delle cittadine che non si adeguano alla retorica del "decoro urbano": l'obbligo di dimostrare l'idoneità alloggiativa per ottenere l'iscrizione anagrafica (che colpisce migranti, senzatetto, occupanti e chiunque non possa permettersi un'abitazione “idonea”); le norme anti-graffito; l'inasprimento delle norme per il reato di danneggiamento.
Questo delirio securitario esplode mentre i governi decidono di sostenere le aziende e le banche in difficoltà, invece di pensare a nuove politiche sociali di sostegno alla cittadinanza colpita dalla crisi. Scaricando, tra l'altro, tutto il lavoro di cura sulle donne: in quest'ottica, l'unica immigrazione che sembra piacere è quella delle “badanti”. Ai sindaci e ai prefetti sceriffo si attribuiscono nuovi poteri, mentre il Ddl Carfagna criminalizza e stigmatizza le prostitute, imponendo norme di comportamento a tutte e tutti.
La loro risposta alla crisi è il governo della paura. La risposta, in Italia come in Europa, da Milano a Castelvolturno, da Atene a Malmöe... è stata un grido di rabbia e libertà:
NON ACCETTIAMO LA SOCIETÀ DEL RAZZISMO, DELLO SFRUTTAMENTO E DEL CONTROLLO !
Crediamo che sia importante continuare a stare in piazza oggi per rifiutare questo stato di cose e rivendicare libertà, diritti e autodeterminazione. Per questo invitiamo tutti e tutte a partecipare a un'assemblea pubblica che si terrà l’8 gennaio 2009 alle ore 20.00 nei locali dell’ex–Snia (Via Prenestina, 173) a Roma, per autorganizzare sia il corteo che un sit-in di protesta davanti al Senato nei giorni della votazione del disegno di legge 733.

Contro il Pacchetto Sicurezza e il modello di società che impone
Per l'abolizione immediata della Bossi/Fini, perché perdere il lavoro a causa della crisi rappresenta per le persone migranti una condanna alla clandestinità
Per la regolarizzazione di tutte e tutti
Contro il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, dispositivo di controllo che imprigiona i migranti e le migranti e rende precaria la vita di tutte e tutti
Contro le classi separate per i bambini e le bambine stranieri
Contro la militarizzazione dei confini e delle città
Contro l'ansia e la paura in cui vorrebbero farci vivere
Per ripensare insieme un'idea di cittadinanza che garantisca a tutti i diritti fondamentali e la libertà di scelta e di movimento

GIORNATA DI MOBILITAZIONE A ROMA
SIT-IN DAVANTI AL SENATO NEI GIORNI DELLA VOTAZIONE

Invitiamo tutti e tutte - migranti, studenti e studentesse, scuole in mobilitazione, associazioni, movimenti di lotta per l'abitare, centri sociali, movimenti di donne, femministe e lesbiche, comitati di cittadini e cittadine, precari e precarie, lavoratori e lavoratrici, personale medico e sanitario, artisti e artiste - a partecipare, a moltiplicare le iniziative anche nelle altre città e a coordinarci per dare più voce alla nostra rabbia.

NOI… NON ABBIAMO PAURA !
RETE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA




martedì 6 gennaio 2009

BOICOTTARE ISRAELE


Ennesimo giorno dell'assalto israeliano contro la striscia di Gaza,contro la Palestina,contro di noi anche se siamo nelle nostre case coccolati dalla neve e dal caldo.
Molti di noi se potessero sia economicamente che nella realtà dei fatti(a Gaza non entri)partirebbero per aiutare sia umanamente che militarmente il popolo palestinese oppresso non solo da Israele ma da tutto il mondo che non fa nulla affinchè le atrocità di questi attacchi cessino e si possa creare lo stato sovrano della Palestina.
Possiamo cominciare boicottando i prodotti israeliani commercializzati in Italia,di cui fornisco una lista tratta da"Senza Soste":

Cominciamo con qualcosa di piccolo... ma, in questo mondo governato dal capitale, efficace: quando andate al supermercato, nei negozi, nei mercati controllate la provenienza dei prodotti che acquistate.Se il codice a barre riporta il numero 729 non comprateli.Cominciamo a togliere qualche arma a chi ne sgancia a tonnellate sulla popolazione palestinese.

Lista prodotti israeliani:
AHAVA: prodotti estetici e dermatologici distribuiti in Italia da P.M.CHEMICALS S.R.L./Milano
AMCOR: purificatori e condizionatori d'aria, insetticidi
ALBATROSS: fax e sistemi di posta elettronica
CANTINE BARKAN Ltd: vini con etichetta Reserved, Barkan e Village
CANTINE DELLE ALTURE DEL GOLAN: vini con etichetta Yarden, Gamla e Golan distribuiti in Italia da GAJA DISTRIBUZIONE, Barbaresco (Cuneo)
CARMEL: prodotti d'esportazione come avocados, fiori recisi e succhi di frutta
CALVIN KLEIN: alcuni capi di vestiario sono realizzati in Israele
DATTERI DELLA VALLE DEL GIORDANO varietà Medjoul e Deglet Nour
EPILADY/MEPRO: epilatori
HALVA: barrette di sesamo
INTEL: microprocessori e periferiche
JAFFA: agrumi
MOTOROLA: prodotti di irrigazione e fertilizzanti
MUL-T-LOCK Ltd: porte blindate, serrature di sicurezza, cilindri e attrezzature
NECA: saponi
PRETZELS: snack salati della Beigel
SALI DEL MAR MORTO: prodotti cosmetici
Società Gitto Carmelo e Figli Srl di Messina: ha costruito una strada che passa nei territori occupati ed è a solo uso dei coloni
SODA-CLUB Ltd.: sistemi per carbonare e sciroppi per la preparazione disoda e soft drinks
SOLTARN Ltd: pentole e tegami in acciaio antimacchia
VEGGIE PATCH LINE: hamburger di soia e prodotti alternativi
Generi : marche

Abbigliamento: Ask Retailer; Gottex, Gideon Oberson, Sara Prints, Calvin Klein
Aromi e spezie: MATA, Deco-Swiss, Israel Dehydration Co. Ltd.
Bevande: Askalon, Latroun, National Brewery Ltd., Carmel, Eliaz BenjaminaLtd., Montfort, Yarden Vineyards, International Distilleries of IsraelLtd. (Sabra), Gamla, Hebroni
Budini: OSEM, MATA, Israel Edible Products Ltd. -Telma
Cipolle: Beit Hashita, Carmit, Sunfrost
Formaggi: Kfir Bnei-Brak Dairy Ltd., Tnuva, Central Co-op, MATA, Haolam
Frutta: Assis Ltd., Carmel Medijuice, NOON, PRI-TAIM, Agrexco USA Ltd.,Yakhin, PRI-ZE, FIT (Federation of Israel Canners), Jaffy's CitrusProducts
Prodotti a base di pomodoro: FIT, Medijuice, Pardess, Yakhin, VITA
Prodotti dolciari (caramelle e noccioline): Carmit, Elite, Geva, Rimon,Karina, Lieber, Oppenheimer, OSEM, Taste of Israel, Israel EdibleProducts - Telma
Olive: Beit Hashita, H&S Private Label, Shan Olives Ltd. (Hazayith)
Marmellate, conserve, sciroppi, miele e frutta candita: Assis Ltd., I&BFarm Products, Meshek Industries (Beit Yitshak 778) Ltd., VITA
Pesce: Noon, Yonah, Carmel, Ask retailer/frozen fillets
Prodotti a base di tacchino: Hod Lavan, Soglowek, Yarden, Ask retailer/butcher/Deli
Prodotti dietetici: Elite, Froumine, OSEM, Israel Edible Products - Telma, Kedem, Afifit Ltd., Magdaniat Hadar Ltd., Tivon
Prodotti di forneria: Affifit Ltd., Barth, Elite, Einat, Froumine, Hadar, Israel Edible Products - Telma, Magdaniat Hadar Ltd., OSEM, Taste of Israel

Prodotti vegetali:
Yakhin, PRI-TAIM, PRI-ZE Growers/MOPAZ, Sanlakol, Carmelit Portnoy, Tapud, Sun Frost
Salse per pizza: Jaffa-Mor, VITA, H&S Private Label, MATA
Zuppe, salse e dadi: Israel Edible Products Ltd. - Telma, OSEM, MATA, Gourmet Cuisine

Software e componenti per computer: Four M, Cimatron, Eliashim Micro Computers, Sintel, Ramir (Adacom), Rad, Orbotech, Shatek, Scitex, 4th Dimension Software Ltd., magic Software, 32-bit
Mentre l'informazione di regime sia di stato che privata fornisce,vende notizie prefiltrate dal governo israeliano,dove una bandiera bruciata fa più notizia di una scuola dell'Onu bombardata,internet(fino a quando sarà uno strumento di comunicazione e d'informazione libera)fornisce dettagli agghiaccianti sul massacro che sta avvenendo soprattutto in questi giorni,ma che oggettivamente perdura da decenni.
Siti come "Senza soste","Infoaut",Indymedia"o"Guerrilaradio"dove scrive un blog Vittorio Arrigoni,a quel che ne so l'unico giornalista italiano presente a Gaza e non seduto comodamente in terra israeliana come i suoi colleghi Rai-Mediaset,sono fonti d'ispirazione e di informazione libera da zavorre di censura.
Ecco di seguito proprio l'ultimo scritto del blog di Vittorio Arrigoni:
Diario da Gaza, la notte dell'invasione

Mentre scrivo i carri armati israeliani sono entrati nella «Striscia». La giornata è iniziata allo stesso modo in cui è finita quella che l'ha preceduta, con la terra che continua a tremare sotto i nostri piedi, il cielo e il mare, senza sosta alcuna, a tremare sulle nostre teste, sui destini di un milione e mezzo di persone che sono passate dalla tragedia di un assedio, alla catastrofe di bombardamenti che fanno dei civili il loro bersaglio predestinato. Il posto è avvolto dalle fiamme, cannonate dal mare e bombe dal cielo per tutta la mattina. Le stesse imbarcazioni di pescatori che scortavamo fino a quale giorno fa in alto mare, ben oltre le sei miglia imposte da Israele come assedio illegale criminoso, le vedo ora ridotte a tizzoni ardenti. Se i pompieri tentassero di domare l'incendio, finirebbero bersagliati dalle mitragliatrici degli F16, è già successo ieri. Dopo questa massiccia offensiva, finito il conteggio dei morti, se mai sarà possibile, si dovrà ricostruire una città sopra un deserto di macerie.Livni dichiara al mondo che non esiste un'emergenza umanitaria a Gaza: evidentemente il negazionismo non va di moda solo dalle parti di Ahmadinejad. I palestinesi su una cosa sono d'accordo con la Livni, ex serial killer al soldo del Mossad, (come mi dice Joseph, autista di ambulanze): più beni alimentari stanno davvero filtrando all'interno della striscia, semplicemente perché a dicembre non è passato pressoché nulla, oltre la cortina di filo spinato teso da Israele. Ma che senso realmente ha servire pane appena sfornato all'interno di un cimitero? L'emergenza è fermare subito le bombe, prima ancora dei rifornimenti di viveri. I cadaveri non mangiano, vanno solo a concimare la terra, che qui a Gaza non è mai stata così fertile di decomposizione. I corpi smembrati dei bimbi negli obitori invece dovrebbero nutrire i sensi di colpa, negli indifferenti, verso chi avrebbe potuto fare qualche cosa. Le immagini di un Obama sorridente che gioca a golf sono passate su tutte le televisioni satellitari arabe, ma da queste parti nessuno si illude che basti il pigmento della pelle a marcare radicalmente la politica estera statunitense.Ieri (venerdì, ndr) Israele ha aperto il valico di Herez per far evacuare tutti gli stranieri presenti a Gaza. Noi, internazionali della Ism, siamo gli unici a essere rimasti. Abbiamo risposto oggi (ieri, ndr) tramite una conferenza stampa al governo israeliano, illustrando le motivazioni che ci costringono a non muoverci da dove ci troviamo. Ci ripugna che i valichi vengano aperti per evacuare cittadini stranieri, gli unici possibili testimoni di questo massacro, e non si aprano in direzione inversa per far entrare i molti dottori e infermieri stranieri che sono pronti a venire a portare assistenza ai loro eroici colleghi palestinesi. Non ce ne andiamo perché riteniamo essenziale la nostra presenza come testimoni oculari dei crimini contro l'inerme popolazione civile ora per ora, minuto per minuto. Siamo a 445 morti, più di 2.300 feriti, decine i dispersi. Settantatré, al momento in cui scrivo, i minori maciullati da bombe. Al momento Israele conta tre vittime in tutto. Non siamo fuggiti come ci hanno consigliato i nostri consolati perché siamo ben consci che il nostro apporto sulle ambulanze come scudi umani nel dare prima assistenza ai soccorsi potrebbe rivelarsi determinante per salvare vite. Anche ieri un'ambulanza è stata colpita a Gaza City, il giorno prima due dottori del campo profughi di Jabalia erano morti colpiti in pieno da un missile sparato da un Apache. Personalmente, non mi muovo da qui perché sono gli amici ad avermi pregato di non abbandonarli. Gli amici ancora vivi, ma anche quelli morti, che come fantasmi popolano le mie notti insonni. I loro volti diafani ancora mi sorridono.Ore 19.33, ospedale della Mezza Luna Rossa, Jabalia. Mentre ero in collegamento telefonico con la folla in protesta in piazza a Milano, due bombe sono cadute dinanzi all'ospedale. I vetri della facciata sono andati in pezzi, le ambulanze per puro caso non sono rimaste danneggiate. I bombardamenti si sono fatti ancora più intensi e massicci nelle ultime ore, la moschea di Ibrahim Maqadme, qui vicino, è appena crollata sotto le bombe: è la decima in una settimana. Undici vittime per ora, una cinquantina i feriti. Un'anziana palestinese incontrata per strada questo pomeriggio mi ha chiesto se Israele pensa di essere nel medioevo, e non nel 2009, per continuare a colpire con precisione le moschee come se fosse concentrato in una personale guerra santa contro i luoghi sacri dell'islam a Gaza.Ancora un'altra pioggia di bombe a Jabalia, e alla fine sono entrati. I cingoli di carri armati che da giorni stazionavano al confine, come mezzi meccanici a digiuno affamati di corpi umani, stanno trovando la loro tragica soddisfazione. Sono entrati in un'area a nord-ovest di Gaza e stanno spianando case metro per metro. Seppelliscono il passato e il futuro, famiglie intere, una popolazione che scacciata dalle proprie legittime terre non aveva trovato altro rifugio che una baracca n un campo profughi. Siamo corsi qui a Jabaila dopo la terribile minaccia israeliana piovuta dal cielo venerdì sera. Centinaia e centinaia di volantini lanciati dagli aerei intimavano l'evacuazione generale del campo profughi. Minaccia che si sta dimostrando purtroppo reale. Alcuni, i più fortunati, sono scappati all'istante, portandosi via i pochi beni di valore, un televisore, un lettore dvd, i pochi ricordi della vita che era in una Palestina perduta una sessantina di anni fa. La maggioranza non ha trovato alcun posto dove fuggire. Affronteranno quei cingoli affamati delle loro vite con l‘unica arma che hanno a disposizione, la dignità di saper morire a testa alta. Io e i miei compagni siamo coscienti degli enormi rischi a cui andiamo incontro, questa notte più delle altre; ma siamo certo più a nostro agio qui nel centro dell'inferno di Gaza, che agiati in paradisi metropolitani europei o americani, che festeggiando il nuovo anno non hanno capito quanto in realtà siano causa e complicità di tutte queste morti di civili innocenti.

Vittorio Arrigoni da Gaza
guerrillaradio.iobloggo.com







sabato 3 gennaio 2009

IL VENERABILE STRONZO

Da un articolo tratto su "Senza soste"ecco uno spunto datomi su di un piatto d'argento per parlare di uno dei malavitosi più importanti ed influenti che l'Italia abbia mai avuto il disonore di avere,trattasi di quello stronzo di Licio Gelli.
L'articolo parla del fatto che all'ex brigatista Morucci sia stato impedito di poter parlare all'università "La Sapienza"di Roma.
Ecco qualcuno dei suoi ultimi deliri,Licio Gelli crepa bastardo!
Dimenticavo,di seguito sotto la vignetta centrale tutte le nefandezze tratte da Wikipedia in cui ha messo lo zampone questo lurido porco fascista,dal Golpe Borgese a Gladio passando per la Strage di Bologna al crac del Banco Ambrosiano(è consentito toccarsi i coglioni!).
Ogni vignetta pubblicata ha associato il nome dell'autore...non voglio pubblicare una foto di questo pezzo di merda!

-L'Italia è uno strano paese. Licio Gelli va serenamente in televisione parlando di necessità di ritorno al fascismo e di speranza in Berlusconi per questo genere di restaurazione. Il presidente del consiglio neanche si sente autorizzato a smentire Licio Gelli su questo argomento da nulla come il ritorno del fascismo e nessuno lo critica visibilmente. Questa sarebbe la democrazia in Italia. Morucci, uno dei primi dissociati dalle BR, uno dei primi ad averne riconosciuto l'errore strategico nella linea politica, non può parlare ad un seminario di storia contemporanea. O se vuole parlare deve farlo in via Fani, come è stato proposto, magari davanti alle vittime della scorta di Moro. Ma se Gelli dovesse parlare di fronte ai familiari dei morti che ha provocato basterebbe uno stadio per riunirli tutti?

-IL PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA - Per l’attuazione del Piano di Rinascita democratica della P2, oggi, «l’unico che può andare avanti è Berlusconi. Avevo molta fiducia in Fini - ha spiegato - perché aveva avuto un grande maestro, Giorgio Almirante: oggi non sono più dello stesso avviso, perché ha cambiato. L’unico che può andare avanti è Berlusconi: non perché era iscritto alla P2, ma perché ha la tempra del grande uomo che ha saputo fare».

Licio Gelli (Pistoia, 21 aprile 1919) è un imprenditore italiano.
Sostenitore anch'oggi del Fascismo, è ricordato principalmente per essere stato "Maestro Venerabile" della loggia massonica segreta eversiva P2. Dopo essere stato detenuto in Svizzera e Francia, vive attualmente ad Arezzo.
Biografia.
Figlio di Ettore, mugnaio di Montale (PT), e di Maria Gori, nacque a Pistoia nel 1919.

Il periodo fascista e la resistenza.
Gelli partì volontario con la spedizione delle camicie nere, mandate in Spagna da Benito Mussolini in aiuto di Francisco Franco. Proprio in Spagna perse in battaglia il fratello maggiore Raffaello. Nel 1939 tornò in Italia e collaborò con la federazione fascista di Pistoia, scrivendo nel settimanale locale della federazione, il Ferruccio, la sua esperienza di guerra. Diventò anche impiegato del GUF, sebbene non ottenne successi a livello universitario.
Dopo l'8 settembre 1943 aderì alla Repubblica di Salò e conseguentemente divenne un ufficiale di collegamento fra il governo fascista e il Terzo Reich. Quando tuttavia la vittoria della guerra cominciò a rivelarsi impossibile per i nazi-fascisti, Gelli saltò sul carro dei partigiani. I contatti e le conoscenze abilmente acquisite mentre militava tra i fascisti gli consentirono di effettuare con efficacia il doppio gioco: cominciò quindi a trafugare e distribuire di nascosto ai partigiani i lasciapassare rossi della Kommandatur, e fornire ai suoi superiori informazioni fuorvianti per i rastrellamenti che erano in corso sugli Appennini. Insieme al partigiano pistoiese Silvano Fedi, che in seguito venne ucciso in circostanze poco chiare, partecipò alla liberazione di prigionieri politici dal carcere delle Ville Sbertoli, organizzata dal Fedi e dalla sua brigata, della quale facevano parte Enzo Capecchi e Artese Benesperi che furono gli artefici dell'azione.
Nel luglio 1942 come ispettore deiFasci di Combattimento, gli venne affidato il compito di trasportare in Italia il tesoro di re Pietro di Serbia: 60 tonnellate di lingotti d'oro, 2 di monete antiche, 6 milioni di dollari, 2 milioni di sterline che il S.I.M (servizio segreto fascista) aveva reqisito. Nel 1947 il tesoro venne restituito ma, all'appello mancavano 20 tonnellate di lingotti da Gelli trasferiti in Argentina e, pare che una parte fu trovata nelle fioriere di villa Wanda.

Dopo la seconda guerra mondiale.
Dopo la seconda guerra mondiale, si ipotizza che Gelli si sia arruolato nella CIA, su raccomandazione dei servizi segreti italiani (ma tale ipotesi non è stata verificata). In ogni caso, fu messo in stretta relazione da Edward Herman con Michael Ledeen, che è da molti ritenuto uno stretto collaboratore o un agente della CIA. Fu un collaboratore delle agenzie di intelligence britanniche e americane.
Dal 1948 al 1958, Gelli fu portaborse del deputato democristiano Romolo Diecidue, eletto nel collegio di Firenze-Pistoia.
Gelli è stato accusato di aver avuto un ruolo preminente nell'Operazione Gladio, una struttura clandestina di tipo "stay-behind", promossa dalla NATO e finanziata in parte dalla CIA allo scopo di contrastare l'influenza comunista in Italia, così come negli altri paesi europei. L'affaire Gladio è stato affrontato (anche giudizialmente) senza collegamenti diretti alla questione P2. Nel 1970 avrebbe dovuto arrestare il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, nell'ambito del fallito Golpe Borghese; Gelli ha sempre smentito questa ipotesi.
Gelli ha ripetutamente dichiarato in pubblico di essere stato uno stretto amico del leader argentino Juan Domingo Perón e spesso ha affermato, che tale amicizia è stata veramente importante per l'Italia, senza però aver mai spiegato perché.
Gelli è stato creato conte sul cognome dall'ex re Umberto II d'Italia nel 1980.

La lista P2.

« Con la P2 avevamo l'Italia in mano. Con noi c'era l'Esercito, la Guardia di Finanza, la Polizia, tutte nettamente comandate da appartenenti alla Loggia. »
(Licio Gelli)
Il 17 marzo1981, una perquisizione della Polizia nella sua villa a Castiglion Fibocchi (Arezzo), portò alla scoperta di una lunga lista di alti ufficiali delle forze armate e di funzionari pubblici aderenti alla P2. La lista, la cui esistenza era presto divenuta celebre grazie ai media, includeva anche industriali, giornalisti e personaggi facoltosi come il più volte Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (a quel tempo non ancora in politica), Vittorio Emanuele di Savoia, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Costanzo. Vi sono molti elementi, a partire dalla numerazione, che lasciano tuttavia ritenere che la lista rinvenuta fosse incompleta.
In fuga, Licio Gelli scappò in Svizzera, dove fu arrestato mentre cercava di ritirare decine di migliaia di dollari a Ginevra, ma riuscì ad evadere dalla prigione. Fuggì quindi in Sudamerica, prima di costituirsi nel 1987.
Lo scandalo nazionale conseguente alla scoperta delle liste fu quasi drammatico, dato che molte delle più delicate cariche della Repubblica Italiana erano occupate da affiliati all'organizzazione di Gelli.
La corte centrale del Grande Oriente d'Italia, con una sentenza del 31 ottobre 1981, decretò l'espulsione del Gelli dall'Ordine massonico.
Il Parlamento italiano approvò in tempi rapidi una legge per mettere al bando le associazioni segrete in Italia e contemporaneamente (dicembre 1981), venne creata una commissione parlamentare d'inchiesta, presieduta dalla On. Tina Anselmi (della Democrazia Cristiana), che riferirà al parlamento dopo 2 anni e mezzo di lavori.
Nelle conclusioni della relazione di maggioranza di questa commissione sulla P2 e su Gelli si legge:
« L'esame degli avvenimenti ed i collegamenti che tra essi è possibile instaurare sulla scorta delle conoscenze in nostro possesso portano infatti a due conclusioni che la Commissione ritiene di poter sottoporre all'esame del Parlamento.
La prima è in ordine all'ampiezza ed alla gravità del fenomeno che coinvolge, ad ogni livello di responsabilità, gli aspetti più qualificati della vita nazionale. Abbiamo infatti riscontrato che la Loggia P2 entra come elemento di peso decisivo in vicende finanziarie, quella Sindona e quella Calvi, che hanno interessato il mondo economico italiano in modo determinante. [...] La seconda conclusione alla quale siamo pervenuti è che in questa vasta e complessa operazione può essere riconosciuto un disegno generale di innegabile valore politico; un disegno cioè che non solo ha in se stesso intrinsecamente valore politico - ed altrimenti non potrebbe essere, per il livello al quale si pone - ma risponde, nella sua genesi come nelle sue finalità ultime, a criteri obiettivamente politici.
Le due conclusioni alle quali siamo pervenuti ci pongono pertanto di fronte ad un ultimo concludente interrogativo: è ragionevole chiedersi se non esista sproporzione tra l'operazione complessiva ed il personaggio che di essa appare interprete principale. È questa una sorta di quadratura del cerchio tra l'uomo in sé considerato ed il frutto della sua attività, che ci mostra come la vera sproporzione stia non nel comparare il fenomeno della Loggia P2 a Licio Gelli, storicamente considerato, ma nel riportarlo ad un solo individuo, nell'interpretare il disegno che ad esso è sotteso, e la sua completa e dettagliata attuazione, ad una sola mente. Abbiamo visto come Licio Gelli si sia valso di una tecnica di approccio strumentale rispetto a tutto ciò che ha avvicinato nel corso della sua carriera. Strumentale è il suo rapporto con la massoneria, strumentale è il suo rapporto con gli ambienti militari, strumentale il suo rapporto con gli ambienti eversivi, strumentale insomma è il contatto che egli stabilisce con uomini ed istituzioni con i quali entra in contatto, perché strumentale al massimo è la filosofia di fondo che si cela al fondo della concezione politica del controllo, che tutto usa ed a nessuno risponde se non a se stesso, contrapposto al governo che esercita il potere, ma è al contempo al servizio di chi vi è sottoposto. Ma allora, se tutto ciò deve avere un rinvenibile significato, questo altro non può essere che quello di riconoscere che chi tutto strumentalizza, in realtà è egli stesso strumento.Questa infatti è nella logica della sua concezione teorica e della sua pratica costruzione la Loggia Propaganda 2: uno strumento neutro di intervento per operazioni di controllo e di condizionamento. »

Coinvolgimenti con Gladio.

Per approfondire, vedi la voce Organizzazione Gladio.
Con Stefano Delle Chiaie e Francesco Pazienza, è stato coinvolto nel processo per la Strage di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980, nella quale furono uccise 85 persone e 200 rimasero ferite. Questo attentato terroristico era parte della strategia della tensione. Con la sentenza definitiva di Cassazione sulla strage di Bologna, il 23 novembre 1995, Gelli viene condannato per depistaggio.
In ogni caso, Licio Gelli fu condannato nel 1994 a 12 anni di carcere, dopo essere stato riconosciuto colpevole della frode riguardante la bancarotta del Banco Ambrosiano nel 1982 (vi era stato trovato un "buco" di 1,3 miliardi di dollari) che era collegato alla banca del Vaticano, l'Istituto per le Opere di Religione (IOR). Affrontò inoltre una sentenza di tre anni relativa alla loggia P2. Scomparve mentre era in libertà sulla parola, per essere infine arrestato sulla Riviera francese a Cannes. La polizia rinvenne nella sua villa oltre 2 milioni di dollari in lingotti d'oro.
È indiscutibile che la loggia P2 abbia avuto un certo potere in Italia, dato il "peso" pubblico dei suoi affiliati, e molti osservatori ritengono che ancora oggi esso sia forte. Numerosi personaggi ancora oggi famosi in Italia erano iscritti alla P2: tra questi, Silvio Berlusconi, Maurizio Costanzo, Vittorio Emanuele di Savoia, l'editore Angelo Rizzoli, il segretario del PSDI Pietro Longo ed altri esponenti della politica, della magistratura e della finanza.
Il giorno 28 settembre 2003 il sito Repubblica.it pubblica un'intervista a Licio Gelli durante la quale egli afferma che «Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa. Tutto nel piano di Rinascita, che preveggenza, è finita proprio come dicevo io>.

Scandalo del Banco Ambrosiano.
Uno degli affiliati della P2 era Michele Sindona, un banchiere con chiare collusioni con la Mafia.
Nel 1972 Sindona aveva acquistato il controllo della Franklin National Bank di Long Island. Due anni dopo, la banca fallì. Condannato nel 1980 negli Stati Uniti, "Michele il misterioso" fu estradato in Italia. Due anni dopo, fu avvelenato nella sua cella mentre scontava una sentenza a vita.
Qualche anno dopo lo scandalo, molti sospetti si sono concentrati su Gelli in relazione al suo eventuale coinvolgimento nell'omicidio del banchiere milanese Roberto Calvi(anch'egli affiliato alla P2), che era stato in carcere per il fallimento del Banco Ambrosiano. Il 19 luglio 2005, Gelli è stato formalmente indiziato dai magistrati romani per la morte di Calvi. Gelli, nel suo discorso di fronte ai giudici, incolpò personaggi connessi con i finanziamenti di Roberto Calvi al movimento polacco Solidarnosc, presumibilmente per conto del Vaticano.

Condanne.
Licio Gelli è stato condannato con sentenza definitiva per i seguenti reati:
Procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato;
Calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola;
Tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna;
Bancarotta fraudolenta (Banco Ambrosiano).
Nel 1993 venne indagato per offesa all'onore dell'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro per un articolo pubblicato sul mensile trevigiano "Il piave".

L'archivio di Gelli.
L'11 febbraio 2006 Licio Gelli ha donato al Comune di Pistoia il proprio "archivio non segreto", nell'ambito di una discussa cerimonia ufficiale, svolta sotto il patrocinio dello stesso Comune, ma alla quale gli amministratori comunali pistoiesi hanno preferito non prendere parte.
Restano tuttora segreti, e nella sola disponibilità del "Venerabile", i numerosi archivi distribuiti tra Montevideo, la Svizzera, villa Wanda, Castiglion Fibocchi, l'Argentina e Montecarlo. Della cosiddetta "rubrica dei 500" (426 fascicoli da Gelli intestati a uomini d'affari, politici, società, banche, ecclesiastici ecc.) Guardia di Finanza ed inquirenti non sono mai riusciti a reperire il contenuto.

Vecchiaia.
« Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei Mass Media »
(Licio Gelli)
Oggi Licio Gelli ha 89 anni ed è agli arresti domiciliari nella sua villa Wanda di Arezzo dove sconta la pena di 12 anni per la bancarotta dell'Ambrosiano:
« Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa»
Attualmente partecipa al programma Venerabile Italia su Odeon TV come intervistato. Villa Wanda è stata sequestrata dallo Stato ma, dopo varie aste andate deserte è stata affidata a Licio Gelli come custode giudiziario.

Critiche.
Gelli è uno dei personaggi più controversi del panorama politico-giudiziario italiano. Il dibattito intorno alla sua figura si è fatto ancor più arroventato in occasione di alcuni suoi articoli particolarmente pungenti pubblicati sul giornale Il piave: uno sull'informazione in Italia, l'altro sulla democrazia italiana, un altro ancora sulla magistratura.




BOICOTTARE IL CIRCO

Oggi ho visto alla tv il programma "Sai xché" e per caso hanno trasmesso la domanda sul come mai a volte gli animali assalgano l'uomo e talvolta lo uccidono,ed il video mostra una valida risposta a tale questione prendendo in considerazione soprattutto "l'arte circense"ed i soprusi,le cattiverie e le brutalità che vengono compiute su tigri,elefanti,scimmie,orsi...
Il video girato in Inghilterra e ripreso dal gruppo italiano di studio sulle tradizioni violente mostra spezzoni girati all'insaputa di ammaestratori e inservienti dei circhi e rende partecipi di immagini oscene di torture.
Bisogna boicottare tutti i circhi che sfruttano gli animali selvatici e non,bisogna divulgare queste immagini affinchè si crei una coscienza collettiva su quello che accade dietro le quinte,dove dietro al sipario vellutato dello spettacolo si celano orrori contro questi esseri.
A scanso d'equivoci appare il marchio sul video di "Agire Ora",associazione contro qualsiasi sfruttamento degli animali,ebbene io mangio carne e continuerò a mangiarla,non condivido la loro lotta contro chi non si vegetariano-vegano,condivido la lotta contro alcune tipologie di allevamento e di trasporto,ma aggiungo che togliendo il rispetto a chi non si comporti alimetarmente come loro sia pure questo un sopruso,non lo trovo giusto.
Fanculo la vivisezione,le pellicce,l'abbandono,la caccia e il resto...ma trovo coerente la mia scelta alimentare!
Ribadisco il concetto,BOICOTTARE IL CIRCO!

lunedì 29 dicembre 2008

OHNE DICH

I Selig,gruppo rock grunge di Amburgo,nat nel 1994 e scioltisi cinque anni più tardi,questo video tratto dal primo album omonimo mi h sempre affascinato nonostante la lingua sconosciuto.
Una canzone che parla di un'amore,andato a buon fine o meno?Proverò a tradurre qualcosina e farò sapere!


Langeweile besäuft sich meilenweit
Ich zähl´ die Ringe an meiner Hand
Dort draussen alles dreht sich still um
Nichts herum und ich male deine Schatten
An jede Wand

Es kommt so anders als man denkt
Herz vergeben Herz verschenkt

Ich gab dir meine Liebe gab dir Zeit, Geduld
Und Geld ich legte mein Leben in deine kleine
Welt wer auch immer dir jetzt den Regen
Schenkt ich hoffe es geht ihm schlecht
Wer auch immer dich durch die Nacht bringt
Bitte glaub´ ihm nicht

Es kommt so anders als man denkt
Herz vergeben Herz verschenkt

Es ist so oh ohne dich
Es ist so widerlich ich will das nicht
Denkst du vielleicht auch mal an mich
Es ist ohne dich
Und wenn du einsam bist
Denkst du vielleicht auch mal an mich

Ich nähte mir einen Bettbezug aus der Zeit
Die wir hatten und trink´ mir alte Wunden an
So tief und allein kein Berg den ich nicht
Versetzt hab´ zog jede Chance an den Haaren
Herbei für ein Leben lang zu leben
So wild und so frei

Es kommt so anders als man denkt
Herz vergeben Herz verschenkt

Es ist so oh ohne dich
Ich find' es so widerlich ich will das nicht
Denkst du vielleicht auch mal an mich
Es ist ohne dich
Und wenn du einsam bist
Denkst du vielleicht auch mal an mich

RISOTTO VERDUROSO

Ecco un primo piatto molto ricco e buono che sicurmente piacerà per la bontà degli ingredienti che assaporati nell'insieme del risotto esaltano il sapore al palato.
Ingredienti:
-riso
-zucca
-broccoletti
-funghi misti surgelati
-olio
-burro
-aglio
-scalogno
-cipolla
-dado delicato
-dado normale
-prezzemolo
-vino bianco
-vino nero
-acciughe sott'olio
Ho la fortuna di avere delle acciughe sott'olio che provengono direttamente da Lampedusa,semplicemente eccezionali,che faccio saltare nell'olio extravergine d'oliva e in poco burro,cui aggiungo l'aglio tagliato a pezzettini,la cipolla e lo scalogno.
Si bagna col vino bianco e comincio ad aggiungere le verdure,la zucca sbollentata,i broccoletti ed infine i funghi misti bagnati dal vino nero,ed in ultimo il riso.
Ogni tanto si accorpa il brodo misto quando si vede che il risotto comincia ad attaccarsi al fondo della pentola e verso la cottura ultimata si unisce il prezzemolo tritato,un filo d'olio e del burro.


domenica 28 dicembre 2008

GAZA PIANGE SANGUE

Ancora scempio,l'ennesimo perpetrato dall'esercito israeliano col beneplacito degli Usa e del'occidente(appoggiatissimo dal governo italiano),nella striscia di Gaza tristemente famosa per tenere in prigonia un milione e mezzo di abitanti in un ristretto lembo di terra.
E'come bombardare un carcere,sparare sulla croce rossa,un'atto di violenza e di guerra disumano,ed il tutto viene messo in risalto dai massmedia in maniera unilaterale appoggiando sempre e comunque Israele,il 51°stato degli Usa.
La gente deve sapere chi sono le vere vittime di questa assurda carneficina,fermo restando che io odio i bombardamenti israeliani così come i kamikaze palestinesi che ammazzano gente innocente,sottolineando pure il fatto che io sono per una Palestina libera e sovrana sulla propria terra.
Le foto presenti sono agghiaccianti e sono sia di queste ultime ore che delle conseguenze della strage di novembre di Beit Hanoun e mostrano le vere vittime dei bombardamenti,donne,bambini e civili e chi rimane a piangere le spoglie orrendamente mutilate.
Gli articoli tratti dal sito "Senza soste"sono di "infopal.com",molto esaurienti soprattutto riguardo al diverso trattamento delle due parti in guerra ricevuto dalla televisione e dalla stampa italiana.

La mattanza israeliana contro la Striscia di Gaza assediata continua senza sosta. E' giunta da poco la notizia della distruzione del Quartier generale provvisorio del governatorato di Rafah (quello originale è stato abbattuto ieri).
Sabato 27 dicembre rimarrà nella memoria dei palestinesi, degli arabi e del mondo che ha ancora un barlume di umanità e coscienza come il giorno più sanguinario della storia della Palestina degli ultimi 41 anni. Le forze israeliane si sono macchiate di crimini di guerra contro 290 persone, fatte a pezzi. Il bilancio dei feriti è altissimo: 900, molti dei quali versano in gravissime condizioni e sono a rischio di morte imminente. Ai familiari delle vittime spetta il compito orrendo di riconoscere i propri cari fatti a pezzi.Ieri, oltre un centinaio di F16 made in Usa hanno eseguito attacchi aerei in contemporanea su diversi obiettivi della Striscia: palazzine piene di civili, caserme e quartier generale della polizia, bambini che uscivano da scuola, passanti, moschee. "Colpite le basi del terrorismo", titolano i nostri media questa mattina, offrendo una mano al carnefice di centinaia di innocenti e mostrando, ancora una volta, tragicamente, che l'informazione italiana è imbavagliata.Proprio un gran coraggio sta mostrando Israele, stato sionista basato sull'apartheid, super-armato e protetto dal Gran Fratello internazionale, massacrando inermi cittadini. Il coraggio mostrato dai barbari durante le loro scorribande contro città e villaggi medioevali.La mattanza va avanti. Proseguono, dunque, per il secondo giorno consecutivo i bombardamenti israeliani contro la Striscia di Gaza assediata, il direttore del servizio di pronto soccorso del ministero della Salute di Gaza, Mu'awiya Hasanen, questa mattina ha confermato al corrispondente di Infopal.it che il numero dei morti ha superato i 290, e che i feriti sono 900, di cui 120 molto gravi. Hasanen ha confermato anche che la maggior parte delle vittime sono civili, donne e bambini.All’alba di oggi, i micidiali aerei da combattimento israeliani hanno bombardato la sede del canale satellitare al-Aqsa, per impedire che le scene dei loro massacri vengano trasmessi al mondo.Alle ore 9,00, gli aerei hanno bombardato una postazione della polizia nel quartiere ash-Shujaiyah, a est della città di Gaza, radendola al suolo e provocando diverse vittime. Hanno poi distrutto un'altra postazione della polizia marittima, e una postazione della sicurezza nazionale, a est di Rafah, nel sud della Striscia. E' stato colpito e distrutto anche un deposito di medicinali, sempre a Rafah: un palestinese è stato ucciso e altri 3 feriti. Bombardata pure, e con diversi missili, la stanza che ospita la sicurezza dell’ospedale ash-Shifa e la moschea annessa, con un bilancio di un morto e 7 feriti.L'aviazione da guera israeliana ha continuato a bombardare la Striscia di Gaza: è stato colpito un palazzo civile a Jabalia, a nord; una fabbrica di materie plastiche a Khan Yunes; la casa della famiglia Hamid nella via Jaffa, a est della città di Gaza; un gruppo di resistenti; diverse aree aperte, in particolare intorno a Beit Hanoun e a nord della Striscia; vetture che trasportavano carburante, nel quartiere al-Jenenah, nella città di Rafah. Molti incendi si sono sprigionati a causa delle bombe. Parallelamente ai micidiali bombardamenti, l’occupazione israeliana ha cercato di terrorizzare gli abitanti di Gaza: decine di cittadini hanno ricevuto chiamate da parte dell’esercito israeliano che li informava che le loro case sarebbero state colpite.Ieri, nell'ospedale Ash-Shifa di Gaza, i cadaveri accumulati sul pavimento diffondevano odore di morte. Cadaveri mutilati, fatti a pezzi, con teste staccate dai corpi. Le camere mortuarie non riuscivano a contenere tutte le vittime.In un angolo, scrive in un reportage da Gaza Belal Badwan, inviato speciale per Gulf News, un uomo teneva ciò che restava di suo figlio di 7 anni in una scatola di cartone: l'ospedale non aveva più lenzuola dove avvolgerlo. Un altro padre guardava scioccato suo figlio, giovane poliziotto, decapitato dalle bombe d'Israele mentre partecipava alla cerimonia del diploma della scuola di polizia. Un altro gridava: "Qualunque cosa Israele ci farà, non ci sconfiggerà, non indebolirà il nostro potere".I medici di Gaza confermano che la maggioranza delle vittime degli attacchi sono civili, molti dei quali fatti a pezzi, decapitati.Le scene di orrore ricordano a molti un altro efferato crimine israeliano: il massacro delle libanesi Sabra e Shatila, nel 1982, realizzato con la collaborazione delle milizie falangiste libanesi. Crimini rimasti impuniti, per lo stato più barbaro del Vicino e Medio Oriente, ma con la propaganda mediatico-politica più forte del mondo e con una tecnologia militare tra le più micidiali del pianeta.
domenica 28 dicembre, ore 11.
Israele fa una strage a Gaza. Almeno 225 vittime, tra cui molti bambini, in 30 raid aerei simultanei
Sono almeno 225, secondo fonti ufficiali palestinesi (ma c'è chi parla già di 300) le vittime dei devastanti e indiscriminati raid aerei (oltre 30) condotti stamani da Israele nella striscia di Gaza e in particolare a Gaza City. Fra le vittime anche molti bambini mentre i feriti sarebbero almeno 500, di cui molti gravissimi. L'operazione, che il governo israeliano e i media compiacenti di mezzo mondo, definiscono "condotta contro le strutture di Hamas", in realtà ha colpito nel mucchio. E non potrebbe essere altrimenti, visto che si parla di un fazzoletto di terra di appena 360 kmq. abitata da un milione e mezzo di persone costrette alla fame da carenze di base e di forniture per un assedio che sta andando avanti da ormai troppo tempo attraverso la chiusura totale, da parte di Israele, del check-point di Erez.L'operazione, ha dichiarato in serata il ministro della difesa Ehud Barak, ha lo scopo "di cambiare radicalmente la situazione" a Gaza per ridare la quiete alla popolazione israeliana minacciata dai razzi. "E' giunta l'ora di combattere - ha aggiunto - non voglio illudere nessuno: l'operazione non sarà facile e nemmeno breve"."Non cederemo mai a Israele, non importa quale forza sia usata contro di noi - gli ha risposto il leader del governo di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh - Noi non lasceremo la nostra terra, non alzeremo bandiere bianche e non ci inginocchieremo se non di fronte a Dio". Inoltre le milizie di Hamas hanno minacciato la ripresa degli attacchi kamikaze nelle città israeliane.Si tratta di uno degli attacchi più sanguinosi contro Gaza e il bilancio potrebbe aggravarsi ancora perché molte persone risultano ancora sotto le macerie. Un israeliano è stato ucciso e alcuni altri feriti nella successiva reazione di Hamas che ha sparato decine di razzi sui centri israeliani nel sud.
L'informazione di regimeE parallelamente agli attacchi degli aerei, come abbiamo accennato in apertura di articolo, ci sono anche quelli giornalistici con il ribaltamento, la deformazione e la manipolazione della verità. Come riporta correttamente il sito www.infopal.it, "un giornalista di punta, della tv pubblica (Claudio Pagliara, n.d.r.), comodamente seduto nel suo studio, a Gerusalemme, ha 'raccontato' la guerra di Israele contro Gaza. Neanche la briga di 'essere sul posto'. Nulla. Le notizie, era ben chiaro, arrivavano da media e esercito israeliani. Il giornalista ha parlato di 'basi di Hamas distrutte' quando invece si tratta della sede della polizia del ministero degli Interni, che oggi ospitava un corso di addestramento per nuove, giovani, reclute delle forze dell'ordine. Dunque, non c'erano resistenti o combattenti vari, ma ragazzini disoccupati che si erano arruolati in polizia, come fanno molti italiani nel nostro sud economicamente depresso.Il corrispondente ha parlato di 150 miliziani uccisi e di qualche civile: si tratta, invece, di poliziotti, di bambini che uscivano da scuola e di altre persone prese alla sprovvista dai 30 e oltre attacchi aerei simultanei contro la Striscia. Ha parlato di 'risposta' ai lanci di razzetti Qassam dalla Striscia contro Israele, ma, contraddicendosi, forse senza neanche rendersi conto, ha affermato che il piano di attacco israeliano era in gestazione da mesi... Dalla tregua, dunque, rispettata da Hamas ma quotidianamente violata dalle forze di occupazione. Va ricordato, infatti, che la ripresa del lancio di missiletti artigianali è coincisa con la strage condotta a novembre dall'esercito israeliano. Non prima. Sostenere, come ha riportato il giornalista, che il piano di attacco era in studio da mesi implica necessariamente il fatto che Israele, nonostante la tregua, volesse trovare la scusa per bombardare Gaza e distruggere Hamas.Il giornalista avrebbe dovuto parlare di crimini di guerra, ma non l'ha fatto, e ha fornito a milioni di telespettatori italiani la versione dell'esercito di Israele, della propaganda sionista.La TV disinforma e manipola la verità. In Italia la libertà di informazione, la dignità di informare, sono definitivamente defunte. Ormai ci troviamo all'interno di un grande, pericoloso video-game globale e apocalittico, dove l'Umanità è piegata, torturata, uccisa per mano di bande di criminali, i cui capi controllano le principali corporation mondiali. Media compresi. I colleghi che hanno ancora un po' di coscienza, s'indignino per favore.I tg serali della tv pubblica, quella mantenuta con il denaro dei contribuenti, hanno nuovamente mandato in onda servizi che rispecchiavano fedelmente la propaganda israeliana. Il solito corrispondente, questa volta sistematosi al confine con la Striscia, ma dalla parte israeliana, ha spiegato molto chiaramente e dettagliatamente il 'punto di vista di Israele', cioè le giustificazioni per il disumano eccidio, guardandosi bene dall'informarci sulla cronologia degli eventi degli ultimi mesi o settimane - le bombe israeliane che continuavano a cadere e a fare morti e feriti, nonostante la tregua, il continuo assedio, ecc..A condire ancora di più il panino, sono stati sentiti due 'esperti di Medio Oriente': la parlamentare Fiamma Nierenstein (dichiaratamente 'portavoce dei coloni israeliani' in Italia), senza che la didascalia del servizio ne spiegasse agli spettatori il ruolo pubblico, ufficiale, di membro del Parlamento italiano, e Fouad Allam, islamologo. La prima ha, ovviamente, illustrato gli 'obiettivi israeliani' secondo quanto già diffuso dalla grancassa mediatica; il secondo ha sottolineato che, tutto sommato, l'esito dei bombardamenti potrebbe portare alla distruzione di Hamas e quindi 'alla ripresa dei negoziati israelo-palestinesi'.La tv pubblica non dovrebbe essere "equilibrata" e non parziale?Per onestà di cronaca, riportiamo con un sospiro di sollievo che il tg de La7 delle 20 ha mandato in onda un servizio realistico e non menzognero sui bombardamenti israeliani contro la Striscia. E' possibile che la condanna internazionale, il numero spropositato di morti causati da Israele a fronte dei razzetti palestinesi, e la diffusione di notizie e video via internet abbiano convinto qualche direttore di testata a veicolare informazioni più corrette".
Simile il commento di Gennaro Carotenuto, che dal suo blog scrive: "[...] Vediamo la scientifica volontà di torturare un milione e mezzo di persone a Gaza fino a renderle pazze di disperazione, di odio, di fame. [...] Se riduci un popolo di un milione e mezzo di abitanti a cercare da mangiare nella spazzatura rinchiudendolo nel più rigido embargo della storia per dare una spallata di più alla classe dirigente di questo e renderlo pronto all’esodo, alla diaspora come liberazione, non sei la vittima del lancio di razzi, per quanto folli essi siano, ma sei il carnefice.Con la complicità dei sicari informativi come Claudio Pagliara, corrispondente da Gerusalemme per la RAI, Tsahal ha reagito ad un lancio pesante e forse intollerabile (sicuramente inefficace), ma provocato da mesi di assedio del governo israeliano. Lancio che non ha provocato morti ma al quale Tsahal si è sentito libero di rispondere con una rappresaglia di proporzioni bibliche. Ha causato 200 morti e, immediatamente dopo aver tirato il sasso, ha nascosto la mano, 'non ci sono vittime civili' recitano i comunicati ufficiali. Balle, nel formicaio umano di Gaza.Solo i Pagliara del giornalismo mainstream possono credere ai comunicati ufficiali, da qualunque parte essi provengano. E bisogna essere davvero un guitto del giornalismo per non usare neanche il condizionale. I comunicati israeliani per i Pagliari sono verità di fede, ma è difficile credere alla buona fede del governo Olmert/Livni. Tantomeno in una campagna elettorale dagli umori sordidi come quella in Israele e dove cavalcare il sangue, quello palestinese e quello israeliano, è senz’altro un buon affare". (t.s.)

venerdì 26 dicembre 2008

MARA,MINISTRO DELL'INOPPORTUNITA'

E dopo Schifani mafioso un altra alta carica dello stato,ministro delle pari opportunità,lì non per caso ma per"presunti"pompini donati al nosto presidente del consiglio Berlusconi(mica tanto scemo!)
Semplicemente inadatta alla vita politica,ecco da chi veniamo rappresentati,in quell'immenso circo del parlamento ecco un giovane pagliaccio tirato fuori dal cilindro del saltimbanco Silvio,eletto da chi chi pensa che la meritocrazia sia prendere in bocca cazzi.
Sinceramente la Carfagna,soprattutto il suo sguardo quando strabuzza gli occhi,mi fa paura,sembra che da un momento all'altro possano esplodere i suoi bulbi oculari,non scherzo!

Sul sito web "Altrenotizie" un bell'articolo di Rosa Ana De Santis che spiega meglio il mio lapidario commento"semplicemente inadatta alla vita politica",buon ribrezzo:

L’abbiamo vista sorridente e composta alle Invasioni Barbariche. Più vigorosa e rigida da Matrix. Un soldato del partito, una tifosa indottrinata a dovere che ha studiato con cura la propaganda delle virtù berlusconiane. Bellissima. E’ il nostro Ministro delle Pari Opportunità. In soli due anni un’ascesa repentina, una cometa nel panorama istituzionale nostrano. Lei, che di stelle se ne intende, a destra. Così titola il suo libro. Pronta a difendersi dalla ferocia - come lei la chiama - delle insinuazioni che le piovono addosso. Quelle per cui sembra strano e suscita dubbi, a tratti ilarità, che in cosi poco tempo una giovane donna, il cui successo mediatico stava nelle sue forme esuberanti ora castigate da abiti d’occasione, con così breve esperienza politica potesse arrivare a fare il ministro. Rimangono dubbi su presunte scorciatoie, ma certezze in un impegno sul campo quasi inesistente. Intercettazioni sì o intercettazioni no. Perché non c’entra nulla l’anagrafica, il genere e la sua indubitabile bellezza. Tornano utili come argomenti di difesa, ma soffrono di un eccesso di ingenuità. Alle persone di buon gusto i processi fatti nelle piazze del mercato, con linguaggio crudo e di facile tinteggiatura populista, non piacciono. E per questo non è piaciuto lo show di Sabrina Guzzanti. Ma il Ministro dovrà fare lo sforzo di comprendere che non tutti abbiano capito il perché le sia stato affidato questo incarico istituzionale cosi alto. A lei che viene da una laurea come tanti, da un passato di soubrette anche poco parlante, da una ridotta - se non quasi inesistente - esperienza politica.Non se la potrà cavare facilmente con la teoria abusata della “politica del fare” e con il criterio della sua giovane età. Non le par vero di poter dire che anche il presidente designato USA sia un giovane uomo. Peccato che Obama nella politica sia cresciuto dagli anni della scuola, che di politica abbia vissuto da sempre. E che, a differenza di Mara, avendo qualcosa da dire, ha avuto qualche decina di milioni di voti per fare. Ma a Mara interessa il dato anagrafico. E’ tipico della scuola Berlusconi tagliare le cose a metà, leggere una parte per il tutto - quasi sempre la più insignificante - adescare il battibecco antisinistra piuttosto che rispondere alle domande. E Mara Carfagna cade proprio in questo trappolone. Dice che “Silvio fa quello che vuole, lui è così”, senza che gli venga in mente che il suo Silvio dovrebbe fare quel che deve e non quel che vuole. Una commediante dei dieci comandamenti di Silvio. Una scena irriverente per un Ministro.Così pensa di poter liquidare con un “affatto traumatico” il passaggio dall’essere elettrice del Movimento Sociale a militante di Forza Italia, peccato che su quel confine ci passi un fiume di pensiero e di cultura politica. Ma forse il Ministro l’ignora. Lei è per la politica del fare. “Affatto traumatico” viene da pensare il passaggio da soubrette all’impegno politico. Peccato che solo lei, il Ministro Carfagna, ci veda una linea di assoluta coerenza e continuità. Insomma beata lei Ministro che vive in modo indolore passaggi e salti che per qualsiasi persona ragionevole costerebbero fatica immensa e rivisitazione profonda di sé.Lei se la cava con il menù del giorno. Con l’elenco delle cose da fare. Pare di immaginarsela blindata nella sua stanza a lavorare instancabile ai provvedimenti e alle proposte di legge. Lei che divenne famosa per le pose indecenti, emana decreti contro l’indecenza. Lei che guida il Dicastero delle Pari Opportunità non avendo attraversato una pagina di pensiero delle donne e avendo fondato il suo successo mediatico sull’assoluta disparità storica che sempre ha vessato le donne in condizioni d’inferiorità sociale. L’esposizione del corpo, la misura del valore con le misure, il nudo come canale di conoscenza di sé. Eppure questa contraddizione le fa sgranare gli occhi quasi incredula, lei non la percepisce. O non la capisce.Vorremo poter dire altro, ma il curriculum non è ricco. Sappiamo che la prostituzione è diventata un reato e che soffocare un problema è la ricetta che predilige per sanare ferite sociali cosi profonde che vengono da piaghe culturali forse in parte insanabili. Basta non vederle per strada. In questo incarna la natura più oscura del pensiero di destra, in questo non c’è nulla che sia autenticamente liberale, Ministro. Ma lei non lo percepisce. O non capisce.Una sapiente intervista fatta da Daria Bignardi basta a farla cadere come una bambina impacciata nella diatriba sul conflitto d’interessi o su che fina abbiano fatto i comunisti. Non si capisce se li rimpianga o li maledica. Non si capisce se ne stimi il profondo senso dell’etica o se lo disconosca. Non si capisce o non capisce. Ma chissà cosa conosce delle sorti della morale e dell’etica nell’ideologia comunista. Come usa sempre dire, staremo a guardare le cose fatte. Ma la partenza non poteva sgombrare d’un colpo anni e anni di faticosa “Piazza Grande” e di calendari di sicuro successo. Solo lei può pensare di entrare al Parlamento uscendo dai Fatti vostri con Magalli, come se calcasse lo stesso sentiero. Insomma questo eccesso di ingenuo stupore o è studiato ad arte o adombra perplessità più offensive ancora della sua forse ridotta capacità politica.L’umiltà di cui si gloria avrebbe dovuto dissuaderla da un incarico per il quale alcuna persona di buon senso si sarebbe potuta sentire pronta dopo soli due anni di militanza politica. L’umiltà avrebbe dovuto farle trascorrere un discreto periodo di tempo a studiare e a vivere nella politica prima di arrivare a ricoprire un ruolo cosi importante. Avrà fatto cosi per la recitazione e il balletto, non pensava di dover usare altrettanto riguardo per le Istituzioni del suo Paese? Ma lei ha risolto tutto in fretta. Cambiando pose e trucco.Questo soltanto avrebbe potuto darle nel tempo la credibilità che ora esige mostrando poco altro che i suoi occhioni, l’etichetta della lavoratrice instancabile e le incursioni un po’ maldestre nella storia. Che fanno di lei una secchiona - direbbe l’onda studentesca - più che una donna di cultura con spirito critico. Non ci s’improvvisa politici, non è un mestiere, non esiste un collocamento. Ma della religione pubblica e del pensiero politico lei e il suo manipolo di cloni non si occupano. Non perdono tempo. E si vede.Professano una strampalata politica liberal, mentre dimostrano senza troppi imbarazzi personali la più pietosa e riverente adulazione personale per il loro capo. Che ordina. E lei, la ministro di Silvio, esegue passo passo ogni pezzo del copione. Teleguidata, telecomandata, portata per mano. Come ai tempi di Mengacci. Qualsiasi cambiamento credibile non si risolve cambiando d’abito. Tagliando capelli e indossando camice abbottonatissime. Lei le contraddizioni le risolve così. Non le percepisce, o non le capisce. In trasmissione ha detto che ognuno è ciò che fa. E lei è ciò che ha fatto.
Mara Carfagna diventerà la speaker del governo
Per finire alcuni passi della biografia del nostro amato ministro tratto da Wikipedia riguardo le intercettazioni a sfondo sessuale:

Nel giugno 2008 il giornale argentino El Clarín pubblica un articolo, mai smentito, in cui fa riferimento ad affermazioni della stampa italiana relativamente all'esistenza di alcune intercettazioni telefoniche, disposte in una non precisata indagine napoletana contro la corruzione. Tra il ministro Carfagna e il presidente del consiglio Silvio Berlusconi vi sarebbe stato un dialogo piuttosto esplicito, con allusioni a una fellatio. Finora queste intercettazioni non sono finite nelle pagine di nessun quotidiano, o rivista italiana, né in alcun sito Internet. Ma il quotidiano La Repubblica cita la ex viceministro degli Affari Esteri del Governo Berlusconi II e dirigente socialista Margherita Boniver, che riconosce l’esistenza dei messaggi a luci rosse. Questo articolo è stato alla base di violente invettive contro il ministro, sia in blog che in manifestazioni, da parte di personaggi dello spettacolo e della politica. Il 2 novembre 2008 in particolare, il senatore del Popolo della Libertà Paolo Guzzanti ha scritto sul suo bloG riguardo la Carfagna
« È ammissibile o non ammissibile, in una democrazia ipotetica, che il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente? »
riprendendo in termini di contenuto le parole pronunciate dalla figlia Sabina al No Cav Day l'8 luglio 2008
« Io non sono moralista, non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi. Ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t'ha succhiato l'uccello. Se ne deve andare! »
la notizia è stata ripresa da varie fonti nazionali, tra cui Il Corriere della Sera e La Repubblica. La reazione del ministro non si è fatta attendere: il 3 novembre, con una nota ufficiale, l'on. Carfagna ha annunciato di presentare querela penale per diffamazione nei confronti dell’on. Paolo Guzzanti per quanto di falso da lui sostenuto nel suo blog e ripreso dal sito di Repubblica.